{"id":134,"date":"2026-07-02T04:26:59","date_gmt":"2026-07-02T04:26:59","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/banche-criptovalute-regole-2026\/"},"modified":"2026-07-02T04:26:59","modified_gmt":"2026-07-02T04:26:59","slug":"banche-criptovalute-regole-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/banche-criptovalute-regole-2026\/","title":{"rendered":"Banche e criptovalute: le regole che contano nel 2026"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 la domanda non \u00e8 pi\u00f9 se le banche entreranno nel mercato delle criptovalute, ma con quali regole e con quanto capitale a garanzia. Bitcoin viaggia intorno ai 53.000 euro, in calo di circa il 14% nell&#8217;ultimo mese e lontano dal massimo storico di quasi 108.000 euro toccato nei mesi scorsi, secondo i dati di <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>CoinGecko<\/a>. Capire la politica bancaria sulle criptovalute significa mettere insieme tre cose: quanto capitale un istituto deve accantonare quando detiene un asset digitale, quali servizi pu\u00f2 offrire ai clienti e chi lo controlla.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per i risparmiatori italiani il tema \u00e8 tutt&#8217;altro che teorico. Dal 1\u00b0 gennaio 2026 \u00e8 operativo il nuovo standard prudenziale di Basilea, mentre il periodo transitorio del regolamento europeo MiCA si chiude il 1\u00b0 luglio 2026, proprio in questi giorni. In mezzo ci sono le scelte di istituti come Intesa Sanpaolo e Banca Generali, che hanno gi\u00e0 portato Bitcoin dentro il perimetro bancario. Vediamo come funziona il sistema, pezzo per pezzo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cosa significa politica bancaria sulle criptovalute<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si parla di politica bancaria sulle cripto-attivit\u00e0 si intende l&#8217;insieme di regole e prassi che stabiliscono se e come una banca pu\u00f2 toccare Bitcoin, Ethereum, stablecoin e token. Non \u00e8 un unico corpo di norme, ma tre livelli che si sovrappongono.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Il livello prudenziale globale, cio\u00e8 quanto capitale la banca deve mettere da parte a fronte del rischio: qui il riferimento \u00e8 il Comitato di Basilea.<\/li><li>Il livello europeo, che traduce Basilea in legge con il regolamento sui requisiti di capitale (CRR3) e disciplina i mercati con MiCA.<\/li><li>Il livello nazionale, dove Banca d&#8217;Italia e Consob vigilano sugli operatori italiani, ciascuna per la propria competenza.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Questi tre piani rispondono a domande diverse. Basilea e la CRR3 chiedono quanto costa, in termini di capitale, detenere un asset volatile; MiCA stabilisce quali servizi si possono offrire e con quali garanzie; Banca d&#8217;Italia e Consob verificano che chi opera in Italia rispetti entrambe le cose. Tenere separati questi livelli aiuta a leggere le notizie senza confondere una regola contabile con un divieto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il quadro di Basilea: perch\u00e9 Bitcoin pesa come un attivo ad alto rischio<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il Comitato di Basilea, che riunisce le principali autorit\u00e0 di vigilanza bancaria del mondo, ha pubblicato nel dicembre 2022 lo standard sul trattamento prudenziale delle esposizioni in cripto-attivit\u00e0, poi affinato con emendamenti e un quadro di trasparenza approvati il 17 luglio 2024. La data che conta \u00e8 per\u00f2 un&#8217;altra: lo standard \u00e8 entrato in vigore il 1\u00b0 gennaio 2026, dopo un rinvio di dodici mesi rispetto al calendario iniziale, come confermato dalla <a href='https:\/\/www.bis.org\/press\/p240717.htm'>Banca dei Regolamenti Internazionali<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo divide le cripto-attivit\u00e0 in due gruppi. Il Gruppo 1 comprende asset tokenizzati e stablecoin che rispettano condizioni stringenti sulle riserve, con un trattamento simile a quello degli strumenti tradizionali. Il Gruppo 2 raccoglie tutto il resto, incluse le criptovalute senza garanzia come Bitcoin ed Ether. Per la sottocategoria pi\u00f9 rischiosa, il Gruppo 2b, si applica una ponderazione del rischio del 1.250%: in pratica la banca deve detenere capitale pari all&#8217;intero valore dell&#8217;esposizione. A questo si aggiunge un tetto complessivo: l&#8217;esposizione al Gruppo 2 non pu\u00f2 superare il 2% del capitale primario (Tier 1) e dovrebbe restare sotto l&#8217;1%.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Categoria<\/th><th>Esempi<\/th><th>Ponderazione del rischio<\/th><th>Note<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Gruppo 1a<\/td><td>Attivi tradizionali tokenizzati<\/td><td>Come il sottostante<\/td><td>Stesso rischio dell&#8217;asset di riferimento<\/td><\/tr><tr><td>Gruppo 1b<\/td><td>Stablecoin con riserve conformi<\/td><td>Come il sottostante, con maggiorazione<\/td><td>Requisiti stringenti su riserve e rimborso<\/td><\/tr><tr><td>Gruppo 2a<\/td><td>Cripto con copertura riconosciuta<\/td><td>Regime patrimoniale dedicato<\/td><td>Ammessa una compensazione parziale<\/td><\/tr><tr><td>Gruppo 2b<\/td><td>Bitcoin, Ether e simili<\/td><td>1.250%<\/td><td>Capitale pari al valore dell&#8217;esposizione<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Tradotto: una banca che acquista un milione di euro di Bitcoin deve accantonare capitale come se rischiasse di perderlo per intero. \u00c8 una scelta deliberata, pensata per scoraggiare esposizioni eccessive senza vietarle del tutto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;Europa: CRR3 e il trattamento prudenziale transitorio<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Unione europea non ha aspettato di recepire Basilea in modo definitivo. Il regolamento sui requisiti di capitale rivisto, la CRR3 (<a href='https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2024\/1623\/oj'>Regolamento (UE) 2024\/1623<\/a>), applica dal 9 luglio 2024 un trattamento prudenziale transitorio delle esposizioni in cripto-attivit\u00e0. La logica ricalca Basilea: le cripto senza garanzia ricevono una ponderazione del 1.250%, mentre i token che replicano attivi tradizionali o valute ufficiali godono di un trattamento pi\u00f9 leggero, a patto di rispettare le condizioni previste.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il regime \u00e8, appunto, transitorio. L&#8217;articolo 501d incarica la Commissione europea di presentare, se opportuno, una proposta legislativa dedicata entro il 30 giugno 2025, per allineare in via permanente le regole europee agli standard internazionali. Nel frattempo l&#8217;<a href='https:\/\/www.eba.europa.eu\/publications-and-media\/press-releases\/eba-publishes-draft-technical-standards-prudential-treatment-crypto-asset-exposures-under-capital'>Autorit\u00e0 bancaria europea (EBA)<\/a> ha pubblicato ad agosto 2025 le norme tecniche che spiegano come calcolare e aggregare le esposizioni, comprese le regole su compensazione e coperture. Per le banche italiane questo significa che il conto in termini di capitale \u00e8 gi\u00e0 oggi molto pesante.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>MiCA e le banche: stablecoin, token e servizi ai clienti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se la CRR3 riguarda il capitale, MiCA (<a href='https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2023\/1114\/oj'>Regolamento (UE) 2023\/1114<\/a>) riguarda le attivit\u00e0. Il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attivit\u00e0 si applica per intero dal 30 dicembre 2024 e disciplina l&#8217;emissione di token e la prestazione di servizi. Per le banche cambia poco sul piano delle autorizzazioni e molto su quello operativo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un istituto di credito che voglia offrire servizi in cripto-attivit\u00e0, come la custodia o l&#8217;esecuzione di ordini, non deve ottenere una licenza separata: gli basta una notifica all&#8217;autorit\u00e0 competente, perch\u00e9 la licenza bancaria \u00e8 gi\u00e0 considerata sufficiente. Sul fronte degli stablecoin, MiCA distingue i token di moneta elettronica (EMT), ancorati a una singola valuta ufficiale come l&#8217;euro, dai token collegati ad attivit\u00e0 (ART). Gli EMT possono essere emessi solo da banche o istituti di moneta elettronica, con obbligo di riserve a copertura totale e diritto di rimborso alla pari. \u00c8 il motivo per cui, in Europa, le banche sono destinate a diventare protagoniste del mercato delle stablecoin in euro, pi\u00f9 che semplici spettatrici.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>In Italia: la vigilanza condivisa di Banca d&#8217;Italia e Consob<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Italia ha recepito MiCA con il decreto legislativo 5 settembre 2024, n. 129, che disegna un modello a due autorit\u00e0. La <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/area-pubblica\/sezione-micar'>Consob<\/a> vigila su trasparenza, correttezza dei comportamenti, ordinato funzionamento del mercato e tutela dei clienti. La <a href='https:\/\/www.bancaditalia.it\/compiti\/vigilanza\/accesso-mercato\/soggetti-mercato-cripto-attivita\/casp\/index.html'>Banca d&#8217;Italia<\/a> si occupa invece del contenimento del rischio, della stabilit\u00e0 patrimoniale e della sana e prudente gestione. Le due istituzioni hanno definito le rispettive competenze con un protocollo d&#8217;intesa reso pubblico nel marzo 2025.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un dettaglio importante per chi investe: i derivati su cripto-attivit\u00e0, come futures e perpetuals, non rientrano in MiCA ma nella disciplina MiFID II sugli strumenti finanziari, sempre sotto la vigilanza della Consob. MiCA copre le cripto a pronti (spot) e i prestatori di servizi (CASP), non i contratti derivati. La stessa Consob, che impiega tecniche di machine learning per la sorveglianza sugli abusi di mercato con un principio di supervisione umana, ha proposto insieme alle omologhe francese e austriaca una vigilanza europea pi\u00f9 uniforme, fino a un controllo diretto dell&#8217;ESMA sui grandi operatori. C&#8217;\u00e8 infine una scadenza vicina: il periodo transitorio italiano, tra i pi\u00f9 brevi dell&#8217;Unione, si chiude il 1\u00b0 luglio 2026, e da quella data gli operatori che vogliono servire clienti italiani devono aver ottenuto, o almeno richiesto, l&#8217;autorizzazione piena.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cosa stanno facendo le banche italiane<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La teoria si vede gi\u00e0 nella pratica. Intesa Sanpaolo \u00e8 stata la prima banca italiana a ottenere un&#8217;esposizione diretta alle criptovalute: a gennaio 2025 ha acquistato 11 Bitcoin per circa un milione di euro, operazione gestita dal desk sui digital asset attivo dal 2023 all&#8217;interno della divisione corporate e investment banking. Il gruppo ha poi ampliato il raggio d&#8217;azione: a febbraio 2026 ha comunicato posizioni in ETF su Bitcoin per circa 96 milioni di dollari (intorno ai 90 milioni di euro), con una copertura costruita su titoli legati al settore, come riportato da <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/business\/2026\/02\/17\/banking-giant-intesa-sanapolo-discloses-usd100-million-bitcoin-etf-holdings-along-with-strategy-hedge'>CoinDesk<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Banca Generali ha scelto la via del cliente retail con <a href='https:\/\/www.bancageneraliprivate.it\/innovazione\/bg-conio'>BG Conio<\/a>, il servizio integrato nell&#8217;app di mobile banking che permette di comprare e vendere Bitcoin direttamente dal proprio conto. L&#8217;istituto ha investito nella fintech italiana Conio, oggi partecipata anche da Poste Italiane e con oltre 450.000 clienti retail. Pi\u00f9 defilata ma pioniera, Banca Sella offre da diversi anni il trading di Bitcoin tramite la sua controllata fintech Hype.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Banca<\/th><th>Approccio<\/th><th>Dettaglio<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Intesa Sanpaolo<\/td><td>Esposizione proprietaria<\/td><td>11 BTC nel 2025, poi circa 96 milioni di dollari in ETF<\/td><\/tr><tr><td>Banca Generali<\/td><td>Servizio ai clienti<\/td><td>Acquisto e vendita di Bitcoin via BG Conio<\/td><\/tr><tr><td>Banca Sella<\/td><td>Servizio ai clienti<\/td><td>Trading di Bitcoin tramite la controllata Hype<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Sono strategie diverse: c&#8217;\u00e8 chi mette l&#8217;asset a bilancio e chi si limita a fare da intermediario per i clienti. Tutte, per\u00f2, confermano che il tab\u00f9 \u00e8 caduto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il cambio di rotta negli Stati Uniti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire la direzione conviene guardare anche oltre Atlantico, perch\u00e9 le scelte americane pesano sulla liquidit\u00e0 globale in dollari. Nel 2025 gli Stati Uniti hanno smontato due ostacoli che frenavano le banche. A gennaio la SEC ha ritirato il bollettino contabile SAB 121, sostituendolo con il SAB 122: la custodia di cripto per conto dei clienti non deve pi\u00f9 essere iscritta come passivit\u00e0 in bilancio, un peso che rendeva l&#8217;attivit\u00e0 antieconomica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A marzo 2025 l&#8217;<a href='https:\/\/www.occ.gov\/topics\/charters-and-licensing\/interpretations-and-decisions\/2025\/int1183.pdf'>Office of the Comptroller of the Currency (OCC)<\/a>, che vigila sulle banche nazionali americane, ha confermato con la lettera interpretativa 1183 che gli istituti possono offrire custodia di cripto-attivit\u00e0, detenere riserve a garanzia di stablecoin e gestire nodi di una blockchain senza chiedere un via libera preventivo alla vigilanza. Nello stesso anno il Congresso ha approvato una legge federale sulle stablecoin di pagamento. Il risultato \u00e8 un contesto molto pi\u00f9 aperto, che spinge anche gli operatori europei a non restare indietro.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;euro digitale e il futuro dei depositi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo si muovono anche le banche centrali. La Banca centrale europea ha chiuso a ottobre 2025 la fase preparatoria dell&#8217;euro digitale e punta a una possibile prima emissione nel 2029, a condizione che i co-legislatori europei approvino il regolamento nel corso del 2026, secondo quanto indicato dalla stessa <a href='https:\/\/www.ecb.europa.eu\/euro\/digital_euro\/progress\/html\/ecb.deprp202510.en.html'>BCE<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 riguarda le banche? Perch\u00e9 un euro digitale al dettaglio potrebbe spostare parte dei depositi dai conti correnti verso un portafoglio garantito dalla banca centrale. Per questo il progetto prevede tetti di detenzione, ipotizzati fino a circa 3.000 euro a persona, pensati proprio per non prosciugare la raccolta bancaria. La BCE ha stimato per il sistema bancario un costo di implementazione compreso tra 4 e 5,8 miliardi di euro. \u00c8 il segnale che la politica sulle cripto-attivit\u00e0 non riguarda solo Bitcoin, ma l&#8217;intera architettura del denaro.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cosa aspettarsi nei prossimi mesi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">I prossimi mesi ruotano attorno a tre appuntamenti. Il primo \u00e8 la chiusura del periodo transitorio MiCA il 1\u00b0 luglio 2026, che costringe gli operatori a mettersi in regola o a lasciare il mercato italiano. Il secondo \u00e8 la proposta europea per un trattamento prudenziale permanente delle cripto-attivit\u00e0, attesa dopo il lavoro tecnico dell&#8217;EBA. Il terzo \u00e8 l&#8217;iter legislativo dell&#8217;euro digitale, che entra nella fase decisiva.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per il risparmiatore la conclusione pratica \u00e8 semplice: rivolgersi a operatori autorizzati e diffidare di chi promette accesso alle cripto senza alcuna cornice regolamentare. La presenza di una banca vigilata non elimina la volatilit\u00e0 (Bitcoin resta un asset che pu\u00f2 perdere il 14% in un mese), ma aggiunge tutele su custodia, trasparenza e gestione del rischio che fino a poco tempo fa mancavano. Le regole, per una volta, stanno arrivando prima della prossima ondata, non dopo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Redazione HOGE Wire, desk macro e finanza tradizionale.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo standard di Basilea \u00e8 in vigore da gennaio e la vigilanza \u00e8 divisa tra Consob e Banca d&#8217;Italia. 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