{"id":187,"date":"2026-07-17T16:39:30","date_gmt":"2026-07-17T16:39:30","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/taproot-bitvm-citrea-layer2-bitcoin-2026\/"},"modified":"2026-07-17T16:39:30","modified_gmt":"2026-07-17T16:39:30","slug":"taproot-bitvm-citrea-layer2-bitcoin-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/taproot-bitvm-citrea-layer2-bitcoin-2026\/","title":{"rendered":"Taproot, BitVM e Citrea: i Layer 2 di Bitcoin nel 2026"},"content":{"rendered":"<h2 class='wp-block-heading'>Taproot nel 2026: da upgrade silenzioso a piattaforma per i Layer 2<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sono passati pi\u00f9 di quattro anni dall&#8217;attivazione di Taproot, il 14 novembre 2021, e per molto tempo l&#8217;upgrade \u00e8 stato raccontato come un cambiamento tecnico importante ma silenzioso: firme pi\u00f9 compatte, script pi\u00f9 flessibili, poco visibile per chi si limita a comprare e conservare Bitcoin. Nel 2026 quella narrazione sta cambiando, non perch\u00e9 sia arrivato un nuovo soft fork, ma perch\u00e9 sviluppatori e ricercatori stanno finalmente sfruttando fino in fondo la flessibilit\u00e0 che Taproot aveva reso possibile fin dal primo giorno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso pi\u00f9 concreto \u00e8 Citrea, il primo rollup a conoscenza zero (ZK-rollup) che si appoggia direttamente a Bitcoin per la sicurezza, entrato in mainnet il 27 gennaio 2026. Il suo ponte trustless, chiamato Clementine, si basa su BitVM2, un modo di costruire contratti complessi su Bitcoin senza modificare il protocollo. E proprio mentre Citrea consolidava la propria fase di lancio, un nuovo paper accademico, BitVM3, ha proposto un modo per tagliare drasticamente i costi di quei ponti, aprendo la porta a una nuova generazione di applicazioni. Questo articolo ricostruisce come si \u00e8 arrivati fin qui, cosa cambia davvero con BitVM3 e cosa significa tutto questo per chi segue Bitcoin dall&#8217;Italia. Per un lettore che negli ultimi anni ha sentito parlare di Taproot soprattutto in relazione a Ordinals o al rischio quantistico, questo \u00e8 un capitolo diverso della stessa storia: quello in cui la flessibilit\u00e0 dello scripting diventa infrastruttura finanziaria vera e propria.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Schnorr, MAST e Tapscript: le tre BIP che hanno riscritto Bitcoin<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Taproot non \u00e8 un&#8217;unica proposta ma un pacchetto di tre Bitcoin Improvement Proposal, attivate insieme tramite il meccanismo Speedy Trial: lock-in al blocco 687.284 (12 giugno 2021, con oltre il 90% del segnale dei miner) e attivazione effettiva al blocco 709.632, il 14 novembre 2021 attorno alle 05:15 UTC, come ricostruito in dettaglio da <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/tech\/2021\/11\/13\/taproot-bitcoins-long-anticipated-upgrade-activates-this-weekend'>CoinDesk<\/a>. Da quel momento gli indirizzi Taproot si riconoscono dal prefisso bc1p, distinto da bc1q di SegWit e dal semplice 1 iniziale degli indirizzi legacy.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le tre proposte, documentate nel repository <a href='https:\/\/github.com\/bitcoin\/bips\/blob\/master\/bip-0341.mediawiki'>bitcoin\/bips su GitHub<\/a>, lavorano insieme. BIP 340 introduce le firme Schnorr accanto all&#8217;algoritmo ECDSA storico di Bitcoin. BIP 341 definisce Taproot vero e proprio, cio\u00e8 Pay-to-Taproot (P2TR) combinato con MAST, il Merkelized Alternative Script Tree. BIP 342 introduce Tapscript, il nuovo linguaggio di scripting usato quando si spende seguendo il percorso script invece del percorso chiave.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La combinazione \u00e8 pi\u00f9 potente della somma delle parti. Le firme Schnorr permettono di aggregare pi\u00f9 firme in una sola, la base tecnica di MuSig2, rendendo un multisig indistinguibile da una transazione con una singola chiave. MAST permette di nascondere dietro un&#8217;unica radice di Merkle tutte le condizioni di spesa possibili di un contratto, rivelando on-chain solo quella effettivamente usata. Il risultato pratico \u00e8 duplice: transazioni pi\u00f9 economiche e pi\u00f9 private, ma anche, come si vedr\u00e0 pi\u00f9 avanti, uno spazio di scripting abbastanza flessibile da rendere possibili costruzioni molto pi\u00f9 ambiziose delle semplici firme multiple.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro vantaggio spesso meno raccontato riguarda la verifica in blocco: le firme Schnorr, a differenza di ECDSA, si prestano alla batch verification, cio\u00e8 un nodo pu\u00f2 verificare insieme molte firme diverse invece di una alla volta, riducendo il carico computazionale complessivo per validare un blocco. \u00c8 un dettaglio tecnico, ma \u00e8 anche uno dei motivi per cui gran parte delle proposte pi\u00f9 recenti, BitVM incluso, preferiscono costruire sopra Schnorr piuttosto che sopra il vecchio ECDSA.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>BIP<\/th><th>Nome<\/th><th>Cosa introduce<\/th><th>Autori principali<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>BIP 340<\/td><td>Schnorr Signatures<\/td><td>Nuovo schema di firma, base per l&#8217;aggregazione MuSig2<\/td><td>Pieter Wuille, Jonas Nick, Tim Ruffing<\/td><\/tr><tr><td>BIP 341<\/td><td>Taproot (P2TR + MAST)<\/td><td>Nuovo tipo di output che unisce spesa per chiave e per script<\/td><td>Pieter Wuille, Jonas Nick, Anthony Towns<\/td><\/tr><tr><td>BIP 342<\/td><td>Tapscript<\/td><td>Linguaggio di scripting per il percorso script di Taproot<\/td><td>Pieter Wuille, Jonas Nick, Anthony Towns<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Quanto \u00e8 adottato Taproot nel 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri di adozione raccontano una storia in due tempi. La quota di transazioni che spendono da un output Taproot ha toccato un picco sopra il 40% a inizio 2024, trainata quasi interamente dalla mania di Ordinals e dal lancio di Runes; da allora si \u00e8 assestata su un pi\u00f9 modesto 15-20% a inizio 2026, secondo i dati aggiornati dello <a href='https:\/\/www.spark.money\/tools\/bitcoin-segwit-adoption-tracker'>adoption tracker di Spark<\/a>. Il calo non \u00e8 necessariamente un segnale negativo: riflette il raffreddamento della domanda speculativa di inscription e una base pi\u00f9 organica di utilizzo da parte di wallet e protocolli. Per confronto, SegWit, attivato nel 2017, resta lo standard maturo, con circa l&#8217;85-90% delle transazioni che ne spendono almeno un input.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A trainare l&#8217;adozione di qualit\u00e0 nel 2026 \u00e8 soprattutto MuSig2 (BIP 327), lo schema di aggregazione delle firme Schnorr: l&#8217;app Bitcoin di Ledger lo supporta dalla versione 2.4.0, custodian istituzionali come BitGo e wallet come Nunchuk lo hanno integrato nei propri setup multisig, e LND lo usa di default per l&#8217;apertura dei canali Lightning basati su Taproot. FROST, lo schema di firma a soglia pensato per configurazioni ancora pi\u00f9 distribuite, resta pi\u00f9 indietro: la sua variante \u00e8 stata assegnata come BIP 445 solo a gennaio 2026, e per ora \u00e8 Spark a usarla concretamente nel proprio modello di operatori a soglia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 anche un terzo canale di adozione, meno visibile nelle statistiche pure di on-chain footprint ma sempre pi\u00f9 rilevante: Taproot Assets, il protocollo che permette di emettere asset, comprese le stablecoin, sopra Lightning sfruttando proprio le strutture dati di Taproot. Lightning Labs continua a far evolvere lo stack, con nuove funzioni di backup e trasferimento pensate esplicitamente per chi vuole costruire stablecoin su questo binario, un altro segnale che l&#8217;adozione tecnica di Taproot nel 2026 passa sempre pi\u00f9 per l&#8217;infrastruttura e sempre meno per la speculazione da inscription.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Dalla firma aggregata al contratto complesso: il salto concettuale verso BitVM<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 Taproot \u00e8 diventato improvvisamente rilevante per i Layer 2, bisogna capire cosa Bitcoin non ha mai fatto: aggiungere opcode che permettano al protocollo di verificare direttamente calcoli complessi, come farebbe una virtual machine generalista. Ogni proposta in questa direzione, da OP_CAT in poi, richiede un soft fork e anni di dibattito. Taproot, per\u00f2, ha reso lo scripting abbastanza flessibile da permettere un trucco diverso: invece di far verificare il calcolo al protocollo, lo si struttura come un enorme albero di transazioni pre-concordate, firmate in anticipo da tutte le parti, che va eseguito on-chain solo se qualcuno contesta il risultato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 l&#8217;idea alla base di BitVM, proposta per la prima volta da Robin Linus nel 2023: un modo per rendere Bitcoin quasi Turing completo senza toccare il consenso, sfruttando proprio la capacit\u00e0 di Taproot di nascondere dietro un&#8217;unica radice Merkle un numero enorme di rami di script alternativi, ciascuno attivabile solo in uno scenario specifico di contestazione. La prima versione era pi\u00f9 che altro una prova di concetto per singole scommesse verificabili; la vera utilit\u00e0 pratica, come ponte trustless per ancorare Layer 2 a Bitcoin, \u00e8 arrivata con l&#8217;iterazione successiva, BitVM2. Il nome stesso, BitVM, gioca su questa idea: non una virtual machine nel senso tradizionale, integrata nel consenso, ma un modo di simulare un ambiente di calcolo generico usando esclusivamente gli strumenti che Bitcoin gi\u00e0 offriva dopo Taproot.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>BitVM2 spiegato: prove di frode ottimistiche senza soft fork<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">BitVM2, descritto nel paper accademico <a href='https:\/\/eprint.iacr.org\/2025\/1158'>Bridging Bitcoin to Second Layers via BitVM2<\/a>, risolve un problema molto concreto: come far entrare e uscire BTC da un Layer 2 senza affidarsi a una federazione che custodisce le chiavi, come accade nei sidechain classici. Il modello funziona cos\u00ec: uno o pi\u00f9 operatori depositano un bond e gestiscono i prelievi degli utenti dal Layer 2 verso Bitcoin; se un operatore prova a prelevare fondi senza un&#8217;evidenza valida del proprio lavoro, chiunque nella rete, senza bisogno di alcun permesso o di appartenere a un gruppo predefinito, pu\u00f2 presentare una prova di frode entro una finestra di contestazione e reclamare il bond.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il salto rispetto ai ponti federati precedenti \u00e8 nel modello di fiducia: da un&#8217;assunzione k-su-n onesti, dove serve che una certa quota della federazione si comporti bene, a un&#8217;assunzione 1-su-n, dove basta che un solo partecipante onesto tra tutti i possibili challenger sia online e vigile perch\u00e9 il sistema resti sicuro. \u00c8 un cambiamento sottile ma profondo: sposta la sicurezza dalla composizione di un gruppo chiuso alla vigilanza di una rete aperta. Il modello ha gi\u00e0 ispirato diversi progetti che costruiscono ponti e Layer 2 su questa base, tra cui BOB, Babylon, Citrea, Alpen, Bitlayer e Fiamma. Non esiste inoltre un limite fisso al numero n di potenziali challenger: chiunque pu\u00f2 candidarsi a monitorare la rete, il che rende il modello scalabile man mano che un progetto cresce e attira pi\u00f9 partecipanti indipendenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il limite pratico di BitVM2, per\u00f2, \u00e8 il costo: nello scenario peggiore, quando la disputa arriva davvero fino in fondo on-chain, il costo stimato per portare a termine l&#8217;intero processo di verifica pu\u00f2 superare i 16.000 dollari. Una cifra che scoraggia dal fare da challenger chiunque non abbia un forte incentivo economico diretto, e che di fatto concentra il ruolo di verificatore attivo in poche mani nella fase iniziale di ogni rete che adotta questo modello.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Citrea: il primo ZK-rollup nativo di Bitcoin entra in mainnet<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Citrea \u00e8 il progetto che ha reso BitVM2 qualcosa di pi\u00f9 di un esercizio accademico. Il 27 gennaio 2026 la rete ha attivato il mainnet, definito da <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/387140\/zk-powered-bitcoin-layer-2-citrea-launches-mainnet'>The Block<\/a> come il primo Layer 2 a conoscenza zero di livello production costruito direttamente su Bitcoin. Tecnicamente Citrea usa una zkEVM, una virtual machine compatibile con Ethereum che gira off-chain, processa le transazioni in batch e genera prove crittografiche della loro correttezza; quelle prove vengono poi inscritte sulla blockchain di Bitcoin, che funge sia da livello di regolamento sia da livello di disponibilit\u00e0 dei dati. Il sistema di proof di Citrea si basa su RISC Zero: genera prove STARK che vengono poi compresse in prove Groth16 pi\u00f9 piccole ed economiche da verificare, prima di essere pubblicate su Bitcoin.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il ponte tra Citrea e Bitcoin si chiama Clementine, lanciato nel 2025 e costruito proprio sul modello BitVM appena descritto: gli utenti depositano BTC, gli operatori gestiscono i prelievi, e lo stato del sistema pu\u00f2 essere ricostruito integralmente da chiunque gestisca un nodo Bitcoin completo, senza doversi fidare di un fornitore centralizzato di dati. Al lancio Citrea ha portato in produzione anche ctUSD, una stablecoin emessa da MoonPay sull&#8217;infrastruttura di M0, garantita da titoli di stato USA a breve termine e pensata per essere conforme al GENIUS Act statunitense; pi\u00f9 di 30 applicazioni Bitcoin-native erano gi\u00e0 live al day one, tra prestiti collateralizzati in BTC, prodotti strutturati e trading decentralizzato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro il progetto ci sono investitori di peso: Founders Fund, il fondo legato a Peter Thiel, e Galaxy Digital hanno guidato il round pi\u00f9 recente, dopo un Series A del 2024 da 14 milioni di dollari che includeva anche Maven11, Mirana, dao5 e figure note dell&#8217;industria come Erik Voorhees, Balaji Srinivasan e Jameson Lopp. Orkun Kilic, CEO di Chainway Labs, il team che sviluppa Citrea, ha descritto cos\u00ec il ruolo della stablecoin nel collegare il sistema alla finanza tradizionale: \u00abil regolamento nativo tramite ctUSD fornisce il ponte verso i sistemi fiat, supportando casi d&#8217;uso come i prestiti garantiti da BTC\u00bb. Will Nuelle, General Partner di Galaxy, ha inquadrato l&#8217;operazione in termini pi\u00f9 ampi: \u00abCitrea rafforza il ruolo di Bitcoin all&#8217;interno dei sistemi finanziari globali\u00bb (entrambe le citazioni via <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/387140\/zk-powered-bitcoin-layer-2-citrea-launches-mainnet'>The Block<\/a>).<\/p><h2 class='wp-block-heading'>BitVM3: una tecnica crittografica degli anni &#8217;80 taglia i costi di 1000 volte<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre Citrea consolidava il proprio lancio, un gruppo di ricercatori, lo stesso Robin Linus Woll insieme a Ioannis Alexopoulos, Lukas Aumayr, Zeta Avarikioti, Matteo Maffei e David Tse, pubblicava un nuovo paper destinato a diventare il prossimo capitolo della storia: <a href='https:\/\/eprint.iacr.org\/2026\/933'>BitVM3: Efficient Bitcoin Bridges via Garbled Circuits<\/a>, ricevuto l&#8217;11 maggio 2026 e rivisto l&#8217;8 giugno. Il problema di partenza \u00e8 quello descritto sopra: i costi di disputa di BitVM2, che nello scenario peggiore possono superare i 16.000 dollari, restano un ostacolo strutturale alla partecipazione aperta come challenger.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La soluzione proposta prende in prestito un&#8217;idea che con Bitcoin non c&#8217;entra nulla all&#8217;origine: i circuiti offuscati, o garbled circuits, una tecnica crittografica per il calcolo multiparty sicuro che risale agli anni &#8217;80. Nel design di BitVM3, un challenger valuta l&#8217;intero circuito di verifica off-chain; se la pretesa dell&#8217;operatore \u00e8 scorretta, quella valutazione produce un segreto che impedisce all&#8217;operatore stesso di accedere ai fondi contestati, senza che il calcolo pesante debba mai finire su Bitcoin. Il risultato, secondo gli stessi autori, \u00e8 un costo on-chain complessivo di circa 9 dollari nello scenario peggiore, con la singola transazione di contestazione che scende a circa 0,20 dollari: una riduzione vicina alle 1000 volte rispetto a BitVM2. Un costo di ingresso pi\u00f9 basso significa in pratica bond pi\u00f9 piccoli richiesti agli operatori e soglie pi\u00f9 accessibili per chi vuole partecipare come challenger, due condizioni che nel modello 1-su-n contano pi\u00f9 di qualunque altro singolo parametro per la sicurezza reale del sistema.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 per\u00f2 un pranzo gratis. Spostare il calcolo pesante fuori dalla catena sposta anche il problema: ogni operatore di BitVM3 deve gestire e rendere disponibili fino a circa 5 terabyte di dati, il che sposta il collo di bottiglia dalla capacit\u00e0 di calcolo di Bitcoin alla robustezza delle reti di disponibilit\u00e0 dei dati che dovranno sostenere il sistema. Vale la pena essere chiari anche sullo stato del progetto: a met\u00e0 2026 BitVM3 \u00e8 ancora un paper di ricerca appena rivisto, non un sistema in produzione. Citrea e gli altri ponti oggi attivi restano costruiti su BitVM2; BitVM3 indica la direzione verso cui si muove l&#8217;ingegneria, non ancora la base di un prodotto disponibile agli utenti finali.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Parametro<\/th><th>BitVM2<\/th><th>BitVM3<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Tecnica di base<\/td><td>Script Bitcoin standard, calcolo on-chain in caso di disputa<\/td><td>Circuiti offuscati (garbled circuits), calcolo off-chain<\/td><\/tr><tr><td>Costo totale on-chain (scenario peggiore)<\/td><td>circa 16.000 dollari<\/td><td>circa 9 dollari<\/td><\/tr><tr><td>Costo della transazione di contestazione<\/td><td>elevato, parte della disputa integrale<\/td><td>circa 0,20 dollari<\/td><\/tr><tr><td>Collo di bottiglia principale<\/td><td>costo di calcolo on-chain<\/td><td>disponibilit\u00e0 dati off-chain, fino a circa 5 TB per operatore<\/td><\/tr><tr><td>Stato a met\u00e0 2026<\/td><td>in produzione, Citrea\/Clementine e altri<\/td><td>paper di ricerca, non ancora distribuito<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Layer 2 di Bitcoin: quali modelli di fiducia esistono davvero<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Con Citrea in scena, vale la pena mettere in fila le opzioni che un utente ha oggi per far uscire valore da Bitcoin verso un ambiente pi\u00f9 espressivo, perch\u00e9 Layer 2 \u00e8 un&#8217;etichetta che nasconde modelli di fiducia molto diversi tra loro. Il Lightning Network resta il caso pi\u00f9 maturo: canali di pagamento bilaterali, autocustodia continua salvo la necessit\u00e0 di restare online per proteggersi da tentativi di frode, nessuna terza parte che detiene i fondi. I sidechain federati come Liquid, invece, si affidano a un gruppo predefinito di funzionari che controlla le chiavi multisig: veloci e utili per casi d&#8217;uso specifici, ma con un&#8217;assunzione di fiducia esplicita verso quel gruppo. Esistono anche i Discreet Log Contract (DLC), contratti derivati bilaterali che usano oracoli esterni e beneficiano anch&#8217;essi della compattezza di Taproot, un&#8217;altra dimostrazione di quanto lo stesso upgrade del 2021 continui a generare nuove applicazioni con l&#8217;evolversi degli strumenti costruiti sopra di esso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I ponti basati su BitVM, come Clementine di Citrea, occupano una posizione intermedia ma concettualmente diversa: non serve fidarsi di un gruppo chiuso, basta che esista almeno un partecipante onesto disposto a fare da challenger, e la correttezza del calcolo off-chain viene garantita da prove crittografiche, in questo caso a conoscenza zero generate dalla zkEVM, piuttosto che dalla reputazione di chi le esegue. \u00c8 lo stesso principio, applicato al calcolo generico invece che all&#8217;intelligenza artificiale, di cui <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/verifiable-compute-ai-on-chain-guida\/'>abbiamo scritto a proposito del verifiable compute<\/a>: un sistema che permette a chiunque di verificare che un calcolo eseguito altrove sia stato svolto correttamente, senza doverlo rieseguire per intero. Dal punto di vista di un osservatore esterno della blockchain, per giunta, molte di queste operazioni restano difficili da distinguere tra loro proprio grazie a Taproot: un prelievo da Clementine e una normale spesa key-path condividono la stessa forma superficiale on-chain.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Modello<\/th><th>Esempio<\/th><th>Chi custodisce i fondi<\/th><th>Meccanismo di sicurezza<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Canali di pagamento<\/td><td>Lightning Network<\/td><td>L&#8217;utente stesso, autocustodia<\/td><td>Firme multi-parte, penalit\u00e0 on-chain per comportamento scorretto<\/td><\/tr><tr><td>Sidechain federato<\/td><td>Liquid Network<\/td><td>Federazione di funzionari predefiniti<\/td><td>Multisig k-su-n della federazione<\/td><\/tr><tr><td>Ponte basato su BitVM<\/td><td>Clementine (Citrea)<\/td><td>Operatori con bond, sfidabili da chiunque<\/td><td>Prova di frode ottimistica, 1-su-n challenger onesto<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Il dibattito parallelo sui covenant: perch\u00e9 BitVM non li aspetta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre BitVM procede senza bisogno di modifiche al consenso, esiste un binario parallelo di proposte che richiederebbero invece proprio un soft fork: i cosiddetti covenant. OP_CTV, BIP-119, proposto da Jeremy Rubin, \u00e8 quello pi\u00f9 vicino a un&#8217;eventuale attivazione, pensato per casi d&#8217;uso considerati sicuri come i vault e il controllo della congestione della rete. OP_CAT, BIP-347, di Ethan Heilman e Armin Sabouri, \u00e8 pi\u00f9 ambizioso e permetterebbe covenant ricorsivi, ma resta senza una timeline di attivazione definita. LNHANCE raggruppa proposte pi\u00f9 mirate al miglioramento di Lightning. Un&#8217;analisi approfondita di questa rinascita dei covenant \u00e8 disponibile su <a href='https:\/\/blockeden.xyz\/blog\/2026\/04\/21\/bitcoin-covenant-renaissance-op-ctv-lnhance-cat-bitvm2\/'>BlockEden<\/a>. Se attivati, alcuni di questi covenant renderebbero comunque le costruzioni BitVM pi\u00f9 semplici o pi\u00f9 economiche da implementare, motivo per cui i due filoni, pur separati, vengono spesso discussi insieme dagli stessi ricercatori.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto \u00e8 che Citrea e gli altri progetti basati su BitVM hanno potuto lanciarsi senza aspettare l&#8217;esito di questo dibattito, che nella comunit\u00e0 Bitcoin resta spesso acceso tra chi teme un&#8217;eccessiva finanziarizzazione del protocollo e chi invece la considera un&#8217;evoluzione naturale. Andrew Poelstra, ricercatore di Blockstream e coautore di diverse BIP legate a Taproot, ha risposto cos\u00ec a chi si oppone per principio a qualsiasi cambiamento: \u00abdobbiamo parlare con le persone che si identificano come ossificazioniste, con chi non vuole che Bitcoin cambi, e credo che dobbiamo argomentare con passione, e correttamente, che si tratta di qualcosa che farebbe bene a Bitcoin\u00bb, ricordando che Bitcoin si \u00e8 gi\u00e0 evoluto in passato, Ordinals compreso (<a href='https:\/\/bitcoinmagazine.com\/technical\/op-cat-poelstra-ossification'>Bitcoin Magazine<\/a>). Chi vuole approfondire anche il fronte, distinto, del rischio legato al calcolo quantistico che pesa sugli stessi indirizzi Taproot pu\u00f2 leggere il nostro articolo su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/taproot-2026-rischio-quantistico-covenant\/'>come il rischio quantistico sta riaccendendo il dibattito su Bitcoin<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Ordinals e Runes: l&#8217;uso imprevisto di Taproot che ha aperto la strada<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un filo che lega la corsa attuale ai Layer 2 a un fenomeno molto pi\u00f9 vecchio: Ordinals. Quando Casey Rodarmor lanci\u00f2 il protocollo nel gennaio 2023, sfrutt\u00f2 proprio la capacit\u00e0 di Tapscript di incorporare dati arbitrari negli script Taproot per inscrivere contenuti, immagini, testo e altro, direttamente su singoli satoshi. Runes, lanciato dallo stesso Rodarmor nell&#8217;aprile 2024, il giorno dell&#8217;halving, ha poi offerto un modo pi\u00f9 efficiente di rappresentare token fungibili, codificando lo stato direttamente nel modello UTXO invece di affidarsi al testo delle inscription come faceva lo standard BRC-20. Tra picchi e cali, il conteggio complessivo delle inscription ha superato i 107 milioni entro gennaio 2026, secondo tracker pubblici come <a href='https:\/\/ordiscan.com\/'>Ordiscan<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il collegamento con Citrea non \u00e8 solo storico. Il lancio del rollup ha riacceso lo stesso dibattito sullo spazio di blocco che Ordinals aveva scatenato nel 2023, questa volta perch\u00e9 le prove crittografiche generate dalla zkEVM devono comunque trovare posto nei blocchi di Bitcoin: pi\u00f9 dati non monetari competono per lo stesso spazio scarso, pi\u00f9 il tema delle fee torna centrale, come ha notato <a href='https:\/\/www.tradingview.com\/news\/cointelegraph:2151a7cc1094b:0-citrea-zk-rollup-launch-reignites-bitcoin-block-space-debate\/'>Cointelegraph<\/a> proprio in occasione del lancio di Citrea. \u00c8 lo stesso conflitto di fondo, riproposto con protagonisti diversi: fino a che punto Bitcoin deve restare un registro puramente monetario, e fino a che punto pu\u00f2 ospitare anche altro. Alcuni sviluppatori orientati al solo caso d&#8217;uso monetario hanno criticato apertamente questa tendenza, mentre altri la considerano una fonte di entrate preziosa per i miner in un&#8217;epoca in cui il subsidy di blocco continua a scendere a ogni halving, un dibattito che si trasciner\u00e0 probabilmente ben oltre il 2026.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Rischi e limiti del modello Citrea e BitVM<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena essere onesti sui limiti, non solo sui meriti. Il primo rischio \u00e8 la centralizzazione di fatto nella fase iniziale: se in teoria basta un solo challenger onesto per garantire la sicurezza del ponte, in pratica agli albori di ogni rete gli operatori attivi sono pochi, e finch\u00e9 i costi di disputa restano alti, cio\u00e8 finch\u00e9 BitVM3 o qualcosa di simile non arriva davvero in produzione, il numero di soggetti realisticamente in grado di monitorare e contestare resta ridotto. Non \u00e8 un difetto teorico del design, quanto un rischio di adozione da monitorare nei prossimi trimestri.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Il modello di fiducia 1-su-n \u00e8 pi\u00f9 debole di zero fiducia: se davvero nessun challenger onesto \u00e8 online nella finestra utile, un operatore scorretto pu\u00f2 comunque sottrarre fondi.<\/li><li>La disponibilit\u00e0 dei dati resta un collo di bottiglia strutturale, e diventa ancora pi\u00f9 rilevante con architetture come BitVM3 che spostano volumi importanti di dati fuori dalla catena.<\/li><li>ctUSD e le altre stablecoin che iniziano a circolare su questi rollup sollevano le stesse domande di custodia, riserve e redimibilit\u00e0 di qualunque altra stablecoin, semplicemente spostate su un nuovo livello infrastrutturale.<\/li><li>Il paragone con i rollup di Ethereum non \u00e8 mai uno a uno: Bitcoin non ha uno strato nativo di verifica dei fraud proof pensato per questo scopo, quindi ogni costruzione di questo tipo \u00e8 pi\u00f9 artigianale e vincolata alle capacit\u00e0 esistenti dello script.<\/li><li>La sicurezza del bridge non esaurisce il rischio complessivo: bug nel codice della zkEVM o negli stessi circuiti di prova rappresentano un rischio distinto, dello stesso tipo che ha gi\u00e0 colpito diversi rollup Ethereum in passato, e nessun modello di fiducia sul ponte pu\u00f2 compensare un errore nella logica applicativa a monte.<\/li><\/ul><h2 class='wp-block-heading'>Cosa significa per l&#8217;Italia: Consob, Banca d&#8217;Italia e fisco<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista regolatorio vale un principio che conviene ripetere ogni volta che si parla di sviluppi a livello di protocollo: MiCA disciplina i fornitori di servizi in cripto-attivit\u00e0 e gli emittenti di token, non il protocollo Bitcoin in s\u00e9. N\u00e9 Consob n\u00e9 Banca d&#8217;Italia, che in Italia si dividono rispettivamente la vigilanza sulla condotta di mercato e quella prudenziale sui token collegati ad attivit\u00e0 e moneta elettronica, si veda la <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/area-pubblica\/sezione-micar'>sezione MiCAR di Consob<\/a>, hanno voce in capitolo su un soft fork o su un ponte basato su BitVM: sono scelte che passano dal consenso della rete Bitcoin, non da un&#8217;autorizzazione regolatoria.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che invece resta pienamente sotto la lente del fisco italiano \u00e8 cosa un investitore fa con questi strumenti. Depositare BTC su Citrea per un prestito collateralizzato, ottenere rendimento tramite ctUSD o fare trading su un&#8217;app costruita sul rollup genera gli stessi eventi fiscalmente rilevanti di qualunque altra operazione in cripto-attivit\u00e0: plusvalenze tassate come reddito diverso di natura finanziaria, oggi al 33% dal 2026, con il 26% che resta per i token di moneta elettronica conformi a MiCA, e obbligo di monitoraggio nel quadro RW indipendentemente dal layer su cui l&#8217;attivit\u00e0 avviene. Il quadro \u00e8 cambiato molto negli ultimi mesi anche sul fronte exchange, come raccontato nel nostro approfondimento su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/tasse-crypto-2026-mica-addio-binance\/'>cosa cambia dopo la chiusura del periodo transitorio MiCA e l&#8217;uscita di Binance dal mercato europeo<\/a>, un contesto utile per chi valuta dove e come operare con questi nuovi strumenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano pratico, la sfida pi\u00f9 concreta per chi opera su questi strumenti resta la documentazione: ricostruire il costo di carico secondo il metodo LIFO quando i fondi si spostano tra Bitcoin, un rollup e di nuovo Bitcoin richiede una tenuta dei registri pi\u00f9 accurata rispetto a una semplice compravendita su un exchange centralizzato, ed \u00e8 un aspetto che vale la pena considerare prima di usare questi strumenti su larga scala.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il contesto di mercato: prezzo e narrativa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento della pubblicazione Bitcoin scambia poco sopra i 55.000 euro, secondo i dati di <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>CoinGecko<\/a>. Lo sviluppo di un&#8217;infrastruttura Layer 2 come Citrea non \u00e8 direttamente collegato ai movimenti di prezzo nel breve periodo, ma si inserisce in una narrativa pi\u00f9 ampia che nel 2026 sta guadagnando spazio: quella di un Bitcoin non pi\u00f9 raccontato solo come riserva di valore da confrontare con l&#8217;oro, tema che abbiamo trattato a fondo nel pezzo su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/oro-bitcoin-2026-prova-del-fuoco-beni-rifugio\/'>oro e Bitcoin come beni rifugio<\/a>, ma anche come base di credito e liquidit\u00e0 programmabile. \u00c8 in parte lo stesso motivo per cui quest&#8217;anno il comportamento di Bitcoin rispetto ai mercati azionari tradizionali si \u00e8 fatto meno prevedibile, come approfondito nel nostro articolo su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-azioni-correlazione-2026\/'>perch\u00e9 la correlazione tra Bitcoin e azioni si \u00e8 rotta<\/a>: un asset che accumula casi d&#8217;uso propri tende a rispondere a driver propri.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa aspettarsi nella seconda met\u00e0 del 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Diversi filoni convergeranno nei prossimi mesi. Sul fronte BitVM, l&#8217;attenzione principale sar\u00e0 capire quanto velocemente le idee di BitVM3 potranno passare dalla carta a un&#8217;implementazione di produzione, magari prima su reti minori o testnet, prima di un eventuale utilizzo su un ponte come Clementine; il costo delle dispute \u00e8 probabilmente la variabile singola pi\u00f9 importante per decidere quanto davvero aperto rester\u00e0 il ruolo di challenger su questi sistemi. In parallelo, altri progetti costruiti sul paradigma BitVM2, da BOB a Bitlayer, Alpen e Fiamma, continueranno a testare varianti proprie dello stesso modello di ponte, in una fase che ricorda da vicino la sperimentazione dei rollup Ethereum tra il 2021 e il 2022. Da tenere d&#8217;occhio anche Babylon, che usa un approccio derivato dalla stessa famiglia di tecniche per permettere lo staking nativo di BTC a protezione di altre chain proof-of-stake, un caso d&#8217;uso ulteriore della stessa base tecnica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte dei covenant, il calendario di OP_CTV resta il punto di riferimento: la finestra di segnalazione dei miner \u00e8 iniziata il 30 marzo 2026, con timeout fissato al 30 marzo 2027 e un&#8217;altezza di blocco minima per l&#8217;attivazione a maggio 2027, quindi il tema rester\u00e0 sul tavolo ben oltre la fine di quest&#8217;anno. Nel complesso, il filo conduttore del 2026 \u00e8 che Taproot, quattro anni dopo la sua attivazione, sta finalmente mostrando fino in fondo cosa la sua flessibilit\u00e0 di scripting pu\u00f2 abilitare, non tramite un nuovo upgrade del protocollo ma tramite l&#8217;ingegneria costruita sopra quello gi\u00e0 esistente.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Taproot su Bitcoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Taproot \u00e8 un pacchetto di tre aggiornamenti, BIP 340, 341 e 342, attivato il 14 novembre 2021, che ha introdotto le firme Schnorr, un nuovo tipo di output chiamato Pay-to-Taproot con indirizzi dal prefisso bc1p, e un nuovo linguaggio di scripting, Tapscript. Insieme rendono le transazioni multisig pi\u00f9 economiche e private e aprono la strada a script pi\u00f9 complessi, senza modificare le regole fondamentali del protocollo.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come fa BitVM2 a funzionare senza modificare il protocollo Bitcoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">BitVM2 non chiede a Bitcoin di verificare direttamente un calcolo complesso, cosa che richiederebbe nuovi opcode e quindi un soft fork. Usa invece la flessibilit\u00e0 di scripting resa possibile da Taproot per costruire un enorme insieme di transazioni pre-firmate: il calcolo va eseguito on-chain solo se un operatore prova a comportarsi in modo scorretto e qualcuno lo contesta con una prova di frode entro una finestra di tempo prestabilita.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Citrea \u00e8 sicuro? Come funziona il ponte Clementine?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Clementine, il ponte di Citrea, adotta il modello di fiducia 1-su-n tipico di BitVM2: basta che un solo partecipante onesto tra i possibili challenger sia attivo e vigile perch\u00e9 il sistema resti sicuro, senza bisogno di fidarsi di una federazione chiusa. Non \u00e8 per\u00f2 un sistema privo di ogni rischio: nella fase iniziale di ogni rete il numero di challenger realisticamente attivi \u00e8 ridotto, ed \u00e8 un fattore da monitorare mentre l&#8217;ecosistema matura.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa cambia BitVM3 rispetto a BitVM2?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">BitVM3, descritto in un paper pubblicato nel maggio 2026, usa una tecnica chiamata circuiti offuscati, o garbled circuits, per spostare il calcolo pesante fuori dalla catena. Il risultato stimato dagli autori \u00e8 una riduzione del costo totale delle dispute da circa 16.000 dollari a circa 9 dollari, con la singola transazione di contestazione che scende a circa 0,20 dollari. Il costo si sposta per\u00f2 sulla necessit\u00e0 per gli operatori di gestire grandi quantit\u00e0 di dati off-chain, fino a circa 5 terabyte ciascuno; a met\u00e0 2026 resta un paper di ricerca, non ancora un sistema in produzione.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>La Consob regola Taproot o i Layer 2 costruiti su Bitcoin in Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. MiCA e la vigilanza di Consob e Banca d&#8217;Italia riguardano i fornitori di servizi in cripto-attivit\u00e0 e gli emittenti di token, non le regole di consenso del protocollo Bitcoin n\u00e9 i ponti trustless come Clementine. Restano invece pienamente applicabili le regole fiscali italiane: le plusvalenze generate usando questi strumenti, ad esempio tramite prestiti collateralizzati o rendimento su ctUSD, sono tassate come qualunque altra plusvalenza in cripto-attivit\u00e0.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 Taproot su Bitcoin?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Taproot \u00e8 un pacchetto di tre aggiornamenti, BIP 340, 341 e 342, attivato il 14 novembre 2021, che ha introdotto le firme Schnorr, un nuovo tipo di output chiamato Pay-to-Taproot con indirizzi dal prefisso bc1p, e un nuovo linguaggio di scripting, Tapscript. 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