{"id":202,"date":"2026-07-21T10:41:14","date_gmt":"2026-07-21T10:41:14","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-eredita-donazione-criptovalute\/"},"modified":"2026-07-21T10:41:14","modified_gmt":"2026-07-21T10:41:14","slug":"crypto-tax-eredita-donazione-criptovalute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-eredita-donazione-criptovalute\/","title":{"rendered":"Crypto tax: eredit\u00e0 e donazione delle criptovalute"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 il dibattito sulla tassazione delle criptovalute in Italia si \u00e8 concentrato quasi ossessivamente sull&#8217;aliquota salita al 33%, sulla fine della franchigia da 2.000 euro e sull&#8217;arrivo della DAC8. Molto meno si \u00e8 parlato di una domanda altrettanto concreta e, per molte famiglie, ormai urgente: cosa succede al portafoglio crypto quando il titolare muore, o quando decide di donarlo a un figlio o un nipote mentre \u00e8 ancora in vita? Non \u00e8 un tema di nicchia: il Consiglio Nazionale del Notariato ha aggiornato proprio quest&#8217;anno il suo vademecum sull&#8217;eredit\u00e0 digitale, e a febbraio 2026 l&#8217;argomento \u00e8 finito al centro del <a href=\\\"https:\/\/www.finaria.it\/notizie\/2026-02-09\/fiscalita-crypto-in-italia-nuove-imposte-su-successioni-e-donazioni-al-centro-del-forum-commercialisti\/\\\">9\u00b0 Forum Nazionale dei Commercialisti<\/a>, segno che la categoria professionale che gestisce concretamente successioni e donazioni si sta attrezzando, con un certo ritardo, su un fenomeno ormai maturo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La buona notizia \u00e8 che le regole di base esistono e sono pi\u00f9 chiare di quanto si pensi: le cripto-attivit\u00e0 entrano nell&#8217;asse ereditario come qualsiasi altro bene mobile e scontano l&#8217;imposta di successione con le stesse aliquote di un conto corrente o di un pacchetto di azioni. La cattiva notizia \u00e8 che nessuna legge risolve il problema pi\u00f9 concreto, quello dell&#8217;accesso tecnico agli asset, e che la differenza fiscale tra donare in vita e lasciare in eredit\u00e0 pu\u00f2 valere decine di migliaia di euro a seconda di come ci si muove. Questo articolo prova a mettere ordine su entrambi i fronti.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Le cripto-attivit\u00e0 sono beni ereditari a tutti gli effetti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di partenza \u00e8 meno controverso di quanto si immagini. L&#8217;Agenzia delle Entrate ha gi\u00e0 chiarito nella Circolare 30\/E del 27 ottobre 2023 che le cripto-attivit\u00e0 costituiscono beni patrimoniali a tutti gli effetti, valutabili in euro e quindi rilevanti sia ai fini della tassazione delle plusvalenze sia ai fini dei trasferimenti a titolo gratuito. Il <a href=\\\"https:\/\/giuricivile.it\/eredita-digitale-il-decalogo-del-consiglio-nazionale-del-notariato\/\\\">decalogo sull&#8217;eredit\u00e0 digitale del Consiglio Nazionale del Notariato<\/a> lo mette nero su bianco al punto 6: \\&#8221;le criptovalute sono beni ereditabili\\&#8221;, proprio come un immobile, un conto corrente o una partecipazione societaria.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo significa che Bitcoin, Ethereum e qualsiasi altro token detenuto dal defunto entrano automaticamente nell&#8217;asse ereditario al momento del decesso, secondo le regole ordinarie del codice civile sulla successione legittima o testamentaria, senza bisogno di una legge specifica dedicata alle crypto. \u00c8 lo stesso principio, del resto, gi\u00e0 consolidato per le plusvalenze da cessione, dove l&#8217;assenza di una disciplina crypto-specifica non ha mai impedito all&#8217;Agenzia delle Entrate di applicare le categorie generali del TUIR.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema, semmai, riguarda le zone di confine: un NFT che incorpora un&#8217;opera d&#8217;arte, un token di gioco o una posizione aperta in un protocollo DeFi seguono logiche di qualificazione fiscale ancora dibattute anche sul fronte delle plusvalenze, come <a href=\\\"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-nft-defi-gaming-zona-grigia-fisco\/\\\">abbiamo raccontato parlando della zona grigia fiscale di NFT, DeFi e gaming<\/a>. Per un erede, ricevere uno di questi asset meno standard significa ereditare anche l&#8217;incertezza interpretativa che li accompagna, non solo il valore economico.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Va anche ricordato che la stessa Circolare 30\/E, e pi\u00f9 in generale il quadro nato con il decreto legislativo 5 settembre 2024, n. 129 di recepimento del regolamento MiCA, hanno reso \\&#8221;cripto-attivit\u00e0\\&#8221; la categoria giuridica di riferimento in Italia, superando le vecchie definizioni legate alle \\&#8221;valute virtuali\\&#8221;. Ai fini successori questo non cambia le regole generali sui beni mobili, ma rende pi\u00f9 semplice, almeno sul piano lessicale, includere esplicitamente i token digitali negli inventari patrimoniali e nelle dichiarazioni di successione, invece di doverli far rientrare in categorie residuali pensate per altro.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Come si valuta un portafoglio crypto in successione<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta stabilito che le cripto-attivit\u00e0 fanno parte dell&#8217;eredit\u00e0, resta da capire quanto valgono ai fini fiscali. La regola generale, ricostruita dall&#8217;avvocato Marco De Gregorio in un&#8217;analisi per <a href=\\\"https:\/\/www.brocardi.it\/notizie-giuridiche\/successione-bitcoin-entrano-nell-eredita-fisco-tassa-come-conti\/6775.html\\\">Brocardi.it<\/a>, \u00e8 che il valore da dichiarare \u00e8 quello di mercato espresso in euro al momento dell&#8217;apertura della successione, cio\u00e8 alla data del decesso: lo stesso criterio, in sostanza, gi\u00e0 usato per un conto corrente o un deposito titoli.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema pratico \u00e8 che, a differenza di un conto bancario, per una cripto-attivit\u00e0 non esiste un unico estratto conto ufficiale. Chi redige la dichiarazione di successione deve ricostruire il controvalore in euro alla data del decesso usando una fonte verificabile: le quotazioni di piattaforme come CoinGecko o CoinMarketCap, oppure lo storico prezzi dell&#8217;exchange su cui gli asset erano custoditi. Non esiste, a oggi, un&#8217;indicazione normativa che imponga una fonte specifica: la stessa ambiguit\u00e0 gi\u00e0 segnalata per il calcolo delle plusvalenze in regime dichiarativo. In caso di controllo, un notaio o un commercialista prudente conserva insieme alla dichiarazione anche uno screenshot datato della fonte utilizzata, evitando contestazioni successive sulla correttezza del valore dichiarato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La volatilit\u00e0 aggiunge un rischio concreto. Bitcoin viaggiava intorno a <a href=\\\"https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\\\">58.000 euro secondo CoinGecko al 21 luglio 2026<\/a>: se il decesso avviene in un giorno di prezzi alti e gli eredi liquidano settimane dopo in un mercato sceso del 20%, l&#8217;imposta di successione resta comunque calcolata sul valore, pi\u00f9 alto, del giorno dell&#8217;apertura della successione. \u00c8 un rischio di liquidit\u00e0 reale, non teorico, che vale la pena considerare in qualsiasi pianificazione patrimoniale che includa una quota significativa di asset digitali.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Aliquote e franchigie dell&#8217;imposta di successione nel 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta determinato il valore, si applicano le aliquote ordinarie dell&#8217;imposta di successione, che non hanno nulla di specifico per le criptovalute: sono le stesse regole che si applicherebbero a un immobile o a un portafoglio di obbligazioni. Il sistema italiano lega aliquota e franchigia al grado di parentela tra defunto ed erede.<\/p><figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Rapporto di parentela<\/th><th>Aliquota<\/th><th>Franchigia<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Coniuge e figli (o equiparati)<\/td><td>4%<\/td><td>1.000.000 \u20ac per ciascun beneficiario<\/td><\/tr><tr><td>Fratelli e sorelle<\/td><td>6%<\/td><td>100.000 \u20ac per ciascun beneficiario<\/td><\/tr><tr><td>Altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta<\/td><td>6%<\/td><td>Nessuna<\/td><\/tr><tr><td>Altri soggetti, senza legami di parentela<\/td><td>8%<\/td><td>Nessuna<\/td><\/tr><tr><td>Beneficiario con disabilit\u00e0 grave (legge 104\/1992)<\/td><td>Aliquota secondo il grado di parentela<\/td><td>1.500.000 \u20ac<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Queste soglie si applicano al valore complessivo ricevuto da ciascun erede, sommando immobili, conti correnti, titoli e cripto-attivit\u00e0: non esiste una franchigia separata o pi\u00f9 bassa dedicata specificamente ai token digitali. Per un figlio che eredita un patrimonio misto sotto il milione di euro, quindi, l&#8217;imposta di successione pu\u00f2 risultare azzerata anche se una parte consistente del patrimonio \u00e8 in Bitcoin o Ethereum.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena fare un esempio concreto. Un figlio che eredita dal padre un conto corrente da 300.000 euro, un immobile valutato 400.000 euro e un portafoglio Bitcoin da 350.000 euro si ritrova con un asse ereditario complessivo di 1.050.000 euro: sottraendo la franchigia di 1.000.000 di euro, l&#8217;imposta di successione del 4% si applica solo sui restanti 50.000 euro, quindi 2.000 euro di imposta, a prescindere dal fatto che una parte rilevante del patrimonio sia in criptovalute. Cambia tutto, invece, se lo stesso portafoglio Bitcoin finisce a un amico di famiglia senza legami di parentela: in quel caso l&#8217;aliquota sale all&#8217;8% e non c&#8217;\u00e8 alcuna franchigia da sottrarre.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">La riforma 2024-2025: addio al coacervo, arriva l&#8217;autoliquidazione<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Le regole con cui si calcola e si paga l&#8217;imposta di successione sono cambiate in modo sostanziale con il <a href=\\\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2024\/10\/02\/24G00157\/SG\\\">decreto legislativo 18 settembre 2024, n. 139<\/a>, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 ottobre 2024 e applicabile, per espressa previsione dell&#8217;articolo 9, alle successioni aperte e agli atti a titolo gratuito compiuti dal 1\u00b0 gennaio 2025. \u00c8 una riforma trasversale, non pensata per le crypto, ma che le riguarda comunque perch\u00e9 tocca il meccanismo di calcolo dell&#8217;imposta su qualsiasi bene, digitale o no.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La novit\u00e0 pi\u00f9 rilevante \u00e8 l&#8217;abolizione del cosiddetto coacervo successorio e donativo, il meccanismo che imponeva di sommare fittiziamente il valore delle donazioni fatte in vita dal defunto al valore dell&#8217;eredit\u00e0 finale, per capire quanta franchigia fosse gi\u00e0 stata consumata. Dal 2025 ogni donazione e ogni successione sono trattate come compartimenti separati, con franchigie che si rigenerano a ogni passaggio invece di esaurirsi in modo cumulativo. In realt\u00e0 la prassi amministrativa aveva gi\u00e0 smesso di applicare il coacervo prima ancora della riforma, sulla base della sentenza di Cassazione 17623\/2022 e della circolare dell&#8217;Agenzia delle Entrate 29\/2023: il legislatore, in questo caso, ha semplicemente formalizzato per legge un orientamento gi\u00e0 consolidato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda novit\u00e0 \u00e8 l&#8217;autoliquidazione: da quando la riforma \u00e8 entrata in vigore, non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;ufficio dell&#8217;Agenzia delle Entrate a calcolare l&#8217;imposta dopo aver ricevuto la dichiarazione, ma \u00e8 il contribuente stesso a farlo, tramite una nuova sezione del modello (quadro EF, sezione V-bis, righi EF18bis ed EF18ter). Dal 16 luglio 2025 \u00e8 attivo anche un servizio di calcolo automatico integrato nella procedura telematica, come ha spiegato <a href=\\\"https:\/\/www.fiscooggi.it\/portale\/-\/imposta-di-successione-pi%C3%B9-semplice-\\\">Fisco Oggi<\/a>, il magazine ufficiale dell&#8217;Agenzia delle Entrate. Per un erede che si ritrova a gestire un patrimonio in criptovalute, spesso senza un commercialista gi\u00e0 rodato sul tema, il nuovo meccanismo riduce i tempi di incertezza: si sa da subito quanto si deve, invece di aspettare mesi la liquidazione d&#8217;ufficio. Il tema si inserisce in un anno gi\u00e0 ricco di cambiamenti normativi, di cui <a href=\\\"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-2026-novita-oltre-aliquota-33\/\\\">abbiamo raccontato le altre novit\u00e0 oltre l&#8217;aliquota al 33%<\/a>.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Il vero ostacolo non \u00e8 il fisco: sono le chiavi private<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se il fronte fiscale \u00e8, tutto sommato, sotto controllo, quello tecnico resta apertissimo. Il Consiglio Nazionale del Notariato lo scrive esplicitamente nel suo decalogo: le criptovalute sono beni ereditabili, ma il loro trasferimento effettivo richiede il possesso delle chiavi private di accesso ai wallet. Senza quelle chiavi, l&#8217;erede \u00e8 proprietario sulla carta di un patrimonio che, di fatto, non pu\u00f2 toccare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un&#8217;analisi pubblicata il 21 luglio 2026 su <a href=\\\"https:\/\/www.investimentimagazine.it\/eredita-digitale-come-gestire-criptovalute-e-wallet-in-successione\/\\\">Investimenti Magazine<\/a>, che riprende le posizioni del Notariato, distingue con chiarezza due scenari molto diversi. Se le criptovalute sono depositate su un exchange regolamentato, gli eredi possono attivare una procedura di recupero simile a quella bancaria, presentando la documentazione di successione all&#8217;intermediario e attendendo i tempi tecnici di verifica dell&#8217;identit\u00e0, tipicamente tra 30 e 90 giorni lavorativi in base alla complessit\u00e0 della pratica. Se invece gli asset sono in autocustodia, in un hardware wallet o in un software wallet personale, tutto dipende dal possesso materiale della seed phrase o della chiave privata: senza quella stringa di parole o caratteri, non esiste procedura bancaria, notarile o giudiziaria che possa ricostruire l&#8217;accesso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il Notariato osserva che manca, in Italia come nel resto d&#8217;Europa, una disciplina organica dell&#8217;eredit\u00e0 digitale che affronti specificamente questo problema di accesso, distinto dalla questione, gi\u00e0 risolta, della titolarit\u00e0 giuridica del bene. Alcuni consulenti di pianificazione patrimoniale citano casi concreti di portafogli custoditi in hardware wallet rimasti bloccati in modo permanente perch\u00e9 l&#8217;erede non era in possesso della recovery phrase: un rischio che nessuna riforma fiscale, per quanto ben scritta, pu\u00f2 da sola eliminare.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa succede senza testamento, senza chiavi, senza un piano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">In assenza di testamento si applicano le regole ordinarie della successione legittima previste dal codice civile: coniuge, figli e altri parenti ereditano secondo le quote di legge, comprese le cripto-attivit\u00e0, esattamente come erediterebbero un conto corrente. Le quote esatte dipendono dalla composizione del nucleo familiare superstite, con il coniuge che concorre con i figli in proporzioni diverse a seconda che ce ne sia uno, due o pi\u00f9, secondo le tabelle previste dagli articoli 581 e seguenti del codice civile: nulla cambia se il patrimonio \u00e8 in euro su un conto corrente o in Bitcoin su un wallet. Il problema \u00e8 che questo meccanismo stabilisce chi \u00e8 proprietario, non come quella persona possa effettivamente accedere agli asset.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo il Notariato raccomanda una struttura di pianificazione su tre livelli, distinti tra loro: un inventario completo di piattaforme, indirizzi pubblici e tipologie di token detenuti; un&#8217;indicazione testamentaria che nomini esplicitamente gli asset digitali tra i beni trasmessi; e un protocollo di accesso separato, che indichi dove si trovano le credenziali senza riportarle materialmente nel testamento. Quest&#8217;ultimo punto non \u00e8 un dettaglio tecnico: un testamento, una volta pubblicato in sede di successione, diventa un documento accessibile a pi\u00f9 soggetti, quindi inserirvi direttamente una chiave privata equivale, in pratica, a renderla pubblica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo restano fermi gli obblighi ordinari: la dichiarazione di successione va presentata entro dodici mesi dall&#8217;apertura della successione, che gli asset siano gi\u00e0 tecnicamente accessibili o meno. Un erede pu\u00f2 quindi trovarsi nella situazione paradossale di dover dichiarare, e in prospettiva pagare l&#8217;imposta, su un patrimonio crypto che non \u00e8 ancora riuscito materialmente a recuperare, magari perch\u00e9 sta ancora cercando la chiave privata o negoziando con un exchange estero la procedura di sblocco. Vale la pena ricordare, in questo contesto, che i termini e le scadenze del fisco italiano non fanno sconti: lo abbiamo visto anche per gli obblighi ordinari legati alla <a href=\\\"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-2026-scadenza-30-giugno-cosa-fare\/\\\">scadenza di giugno per le plusvalenze crypto<\/a>, che vale allo stesso modo per chi eredita un portafoglio e in futuro dovr\u00e0 dichiararne i proventi.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Donazione in vita o successione: la trappola della base di costo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Molte famiglie danno per scontato che donare le criptovalute mentre si \u00e8 ancora in vita sia sempre la scelta fiscalmente pi\u00f9 prudente, magari per distribuire nel tempo il passaggio di un patrimonio importante. La realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 complessa, e riguarda un meccanismo che quasi nessuno considera: la base di costo che il beneficiario erediter\u00e0 per calcolare, in futuro, la propria plusvalenza imponibile al 33%.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In caso di donazione, il donante non paga alcuna imposta sulla plusvalenza, perch\u00e9 la donazione non \u00e8 una cessione a titolo oneroso e quindi non genera un evento imponibile ai fini delle plusvalenze. Ma il beneficiario, in base all&#8217;articolo 68, comma 9-bis, del TUIR, come ricostruito da <a href=\\\"https:\/\/fiscomania.com\/tassazione-plusvalenze-da-criptovalute\/\\\">Fiscomania<\/a>, eredita anche il costo fiscale originario del donante, non il valore corrente al momento della donazione. Facciamo un esempio: se un genitore ha comprato Bitcoin a 5.000 euro e oggi vale 58.000 euro, donandolo al figlio non paga nulla subito, ma il figlio si ritrova con un costo di acquisto fiscale di 5.000 euro. Se un domani rivende a 60.000 euro, dovr\u00e0 pagare il 33% su 55.000 euro di plusvalenza, l&#8217;intero guadagno storico maturato dal genitore incluso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Con la successione le cose cambiano radicalmente: il costo fiscale che l&#8217;erede utilizzer\u00e0 per calcolare la propria plusvalenza futura \u00e8 il valore dichiarato ai fini dell&#8217;imposta di successione, cio\u00e8 il valore di mercato alla data del decesso. Nello stesso esempio, se il genitore muore anzich\u00e9 donare, e la successione dichiara un valore di 58.000 euro, l&#8217;erede che rivende a 60.000 euro pagher\u00e0 il 33% soltanto su 2.000 euro di plusvalenza, non su 55.000. \u00c8, di fatto, uno step-up della base di costo che azzera fiscalmente il guadagno maturato fino al decesso, un meccanismo gi\u00e0 noto per i titoli finanziari e ora esteso, per analogia, alle cripto-attivit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa che donare sia sempre sbagliato: resta uno strumento utile per motivi di liquidit\u00e0 familiare, per usare nel tempo pi\u00f9 franchigie separate (specialmente dopo l&#8217;abolizione del coacervo) o per trasferire asset ancora poco rivalutati, dove il guadagno latente \u00e8 piccolo. Ma per un patrimonio crypto molto apprezzato, la differenza tra le due strade pu\u00f2 valere, in imposta sulle plusvalenze future, molte migliaia di euro, ed \u00e8 un calcolo che va fatto caso per caso, non per abitudine.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Donazione e successione a confronto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La tabella seguente riassume le differenze principali tra le due strade, utile come punto di partenza per una conversazione con un commercialista o un notaio prima di decidere come muoversi.<\/p><figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Aspetto<\/th><th>Donazione in vita<\/th><th>Successione<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Plusvalenza per chi trasferisce<\/td><td>Nessuna (non \u00e8 cessione a titolo oneroso)<\/td><td>Non applicabile<\/td><\/tr><tr><td>Base di costo per chi riceve<\/td><td>Costo storico del donante (art. 68 co. 9-bis TUIR)<\/td><td>Valore dichiarato ai fini dell&#8217;imposta di successione<\/td><\/tr><tr><td>Imposta su donazione\/successione<\/td><td>Aliquote 4\/6\/8%, franchigie come da tabella precedente<\/td><td>Aliquote 4\/6\/8%, franchigie come da tabella precedente<\/td><\/tr><tr><td>Effetto sulla plusvalenza futura al 33%<\/td><td>Il beneficiario eredita anche il guadagno latente<\/td><td>Il guadagno maturato fino al decesso non \u00e8 tassato come plusvalenza<\/td><\/tr><tr><td>Momento della pianificazione<\/td><td>Scelta volontaria, ripetibile nel tempo<\/td><td>Evento non pianificabile nei tempi<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class=\"wp-block-heading\">Trust, societ\u00e0 semplice e la pianificazione patrimoniale del notaio<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per i patrimoni pi\u00f9 consistenti, alcuni professionisti guardano a strumenti pi\u00f9 strutturati del semplice testamento. Il trust \u00e8 quello che ricorre pi\u00f9 spesso nelle analisi legali: l&#8217;atto istitutivo del trust gode di quella che De Gregorio, su Brocardi.it, definisce una \\&#8221;neutralit\u00e0 fiscale\\&#8221;, nel senso che il passaggio dei beni al trust non genera di per s\u00e9 un prelievo immediato, mentre la tassazione vera e propria si sposta al momento in cui i beneficiari ricevono effettivamente la distribuzione. \u00c8 un meccanismo che, applicato a un portafoglio crypto, permette di rinviare nel tempo sia la valutazione sia il momento impositivo, mantenendo per\u00f2 una gestione unitaria del patrimonio nel frattempo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un&#8217;altra struttura citata da chi si occupa di pianificazione patrimoniale digitale \u00e8 la societ\u00e0 semplice, spesso usata in Italia per la gestione di portafogli finanziari familiari e che si presta, con gli opportuni adattamenti, anche a un portafoglio crypto gestito collettivamente da pi\u00f9 eredi o familiari. I costi di costituzione di una societ\u00e0 semplice o di un trust professionale partono tipicamente da alcune migliaia di euro tra atto notarile, consulenza fiscale e gestione annuale, una soglia che rende questi strumenti sensati soprattutto per patrimoni crypto ben oltre la media di un investitore retail.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In entrambi i casi, il consiglio che ricorre tra i professionisti interpellati \u00e8 lo stesso: coinvolgere un notaio prima di muoversi, non dopo. La combinazione tra diritto successorio, disciplina fiscale delle cripto-attivit\u00e0 e problemi tecnici di custodia \u00e8 un terreno ancora relativamente nuovo anche per chi fa questo mestiere da decenni, e gli errori di impostazione iniziale, in un trust o in un atto di donazione, sono spesso costosi da correggere in seguito.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Regime amministrato, quadro RW e gli obblighi che restano agli eredi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 15 aprile 2026 Cryptosmart, il primo exchange italiano ad aver ottenuto anche l&#8217;autorizzazione come CASP da Consob e Banca d&#8217;Italia nell&#8217;ambito del regime MiCA, offre ai propri clienti il regime fiscale amministrato per le cripto-attivit\u00e0: l&#8217;intermediario calcola e versa l&#8217;imposta al posto del cliente, che riceve i proventi gi\u00e0 al netto delle tasse. Il fondatore e amministratore delegato, Alessandro Frizzoni, lo ha descritto cos\u00ec in un&#8217;intervista ad <a href=\\\"https:\/\/arenadigitale.it\/2026\/05\/04\/cryptosmart-diventa-primo-exchange-italiano-con-integrato-regime-amministrato\/\\\">Arena Digitale<\/a>: \\&#8221;l&#8217;utente accede automaticamente al regime amministrato e a un ecosistema italiano che integra in un&#8217;unica soluzione sicurezza, operativit\u00e0 e gestione fiscale, con assistenza clienti in lingua italiana\\&#8221;.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte successorio, un intermediario regolamentato che agisce da sostituto d&#8217;imposta ha un potenziale vantaggio pratico: la procedura di trasferimento agli eredi pu\u00f2 ricalcare quella gi\u00e0 rodata per un conto titoli bancario, con l&#8217;intermediario stesso che gestisce identit\u00e0, documentazione e, in prospettiva, anche il calcolo della base di costo per l&#8217;erede. Non \u00e8, almeno per ora, una regola scritta specificamente per il caso della successione, ma \u00e8 una conseguenza abbastanza naturale dell&#8217;aver spostato la custodia da un wallet personale a un soggetto vigilato, lo stesso genere di intermediari di cui <a href=\\\"https:\/\/hoge.gg\/it\/bank-crypto-policy-banche-cripto-2026\/\\\">abbiamo raccontato l&#8217;evoluzione normativa lato banche<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che non cambia, con o senza regime amministrato, \u00e8 l&#8217;obbligo di monitoraggio fiscale nel quadro RW (quadro W nei modelli pi\u00f9 recenti). Come chiarisce la stessa <a href=\\\"https:\/\/infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it\/portale\/web\/guest\/quadro-rw\\\">pagina ufficiale dell&#8217;Agenzia delle Entrate<\/a>, il quadro RW copre le cripto-attivit\u00e0 detenute attraverso portafogli digitali, conti digitali o altri sistemi di archiviazione, senza soglia minima di esenzione. Un erede che riceve un wallet o un conto su un exchange estero eredita quindi anche un obbligo dichiarativo che comincia dall&#8217;anno d&#8217;imposta in cui \u00e8 entrato in possesso degli asset, indipendentemente dal fatto che li abbia acquistati lui stesso o li abbia semplicemente ricevuti in successione. \u00c8 un obbligo spesso ignorato, perch\u00e9 percepito erroneamente come una questione che riguarda solo chi ha comprato le cripto in prima persona.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Come si comportano Germania e Francia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Italia non \u00e8 un caso isolato nel dover applicare a Bitcoin ed Ethereum un impianto normativo pensato per beni ben pi\u00f9 tradizionali, ma le soluzioni adottate altrove in Europa non sono identiche, e il confronto aiuta a capire cosa distingue davvero il caso italiano.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In Germania le cripto-attivit\u00e0 rientrano tra i \\&#8221;sonstige Verm\u00f6gensgegenst\u00e4nde\\&#8221; (altri beni patrimoniali) ai fini dell&#8217;Erbschaftsteuer und Schenkungsteuer, l&#8217;imposta unificata su successioni e donazioni, e vengono valutate al valore di mercato del giorno del trasferimento. Come spiega <a href=\\\"https:\/\/winheller.com\/blog\/en\/gifting-inheriting-crypto-assets-tax-germany\/\\\">Winheller<\/a>, studio legale tedesco specializzato in fiscalit\u00e0 crypto, le franchigie variano da 500.000 euro per il coniuge a 400.000 euro per i figli fino a soli 20.000 euro per gli estranei, rinnovabili ogni dieci anni, con aliquote progressive dal 7% al 50%. La differenza pi\u00f9 significativa rispetto all&#8217;Italia \u00e8 che il fisco tedesco non riconosce alcuno step-up della base di costo per l&#8217;erede, che quindi eredita anche il guadagno latente del defunto, un po&#8217; come accade in Italia con la donazione, non con la successione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In Francia, dove le criptovalute sono classificate come \\&#8221;biens meubles incorporels\\&#8221; secondo l&#8217;analisi dello studio legale <a href=\\\"https:\/\/www.jbla-avocat.com\/en\/avocat-crypto\/donation-et-succession\/\\\">JBLA Avocat<\/a>, ai trasferimenti di cripto-attivit\u00e0 si applica la stessa franchigia generale prevista per le donazioni e successioni in linea diretta genitore-figlio, pari a 100.000 euro, rinnovabile ogni quindici anni, oltre la quale scattano aliquote progressive a scaglioni.<\/p><figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>Franchigia genitore\/figlio<\/th><th>Rinnovo franchigia<\/th><th>Step-up di costo per l&#8217;erede<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Italia<\/td><td>1.000.000 \u20ac<\/td><td>Nessun rinnovo periodico (compartimenti separati dal 2025)<\/td><td>S\u00ec, al valore dichiarato in successione<\/td><\/tr><tr><td>Germania<\/td><td>400.000 \u20ac<\/td><td>Ogni 10 anni<\/td><td>No<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>100.000 \u20ac<\/td><td>Ogni 15 anni<\/td><td>Non specificamente disciplinato per le cripto-attivit\u00e0<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto racconta anche una storia di priorit\u00e0 diverse: la Germania protegge di pi\u00f9 il gettito sulle plusvalenze future (nessuno step-up), la Francia ha una franchigia pi\u00f9 bassa ma un rinnovo pi\u00f9 lungo, e l&#8217;Italia, dopo la riforma del 2024, \u00e8 probabilmente il sistema pi\u00f9 favorevole all&#8217;erede tra i tre, almeno sul fronte della base di costo. Per una famiglia con eredi o residenze in pi\u00f9 paesi europei, questa disomogeneit\u00e0 normativa \u00e8 un motivo in pi\u00f9 per pianificare la successione con largo anticipo, invece di scoprire le differenze tra i vari regimi solo al momento del decesso.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">DAC8 e successioni con crypto detenuta all&#8217;estero<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Un ultimo elemento da considerare riguarda le cripto-attivit\u00e0 detenute su piattaforme estere, uno scenario tutt&#8217;altro che raro dato quanto sono diffusi gli exchange internazionali tra gli investitori italiani. Dal 1\u00b0 gennaio 2026 \u00e8 operativa la DAC8, la direttiva europea che obbliga gli exchange autorizzati nell&#8217;Unione Europea a comunicare all&#8217;Agenzia delle Entrate i dati sui clienti residenti in Italia, anche se il primo scambio automatico di dati avverr\u00e0 solo tra il 1\u00b0 gennaio e il 30 settembre 2027, relativo alle operazioni del 2026.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano tecnico, la DAC8 in Italia si appoggia ai canali Entratel e Fisconline: ogni exchange che offre servizi a clienti italiani riceve un codice identificativo unico (IIN) per la registrazione a livello europeo, gestito da un centro operativo dedicato con sede a Pescara. Le prime scadenze operative per gli intermediari sono gi\u00e0 fissate al 30 giugno 2027 per la trasmissione dei dati relativi al 2026, con lo scambio internazionale tra amministrazioni fiscali che si completa entro il 30 settembre dello stesso anno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per una successione aperta oggi, questo significa che l&#8217;Agenzia delle Entrate non ha ancora, nella maggior parte dei casi, visibilit\u00e0 diretta sui saldi crypto detenuti all&#8217;estero dal defunto. Ma significa anche che, a partire dai prossimi anni, un erede che dichiari un valore inferiore a quello reale, o che ometta del tutto asset detenuti su un exchange europeo, rischia di trovarsi nella stessa situazione gi\u00e0 emersa per le plusvalenze non dichiarate: lettere di compliance basate su un confronto tra i dati trasmessi dagli exchange e quanto effettivamente dichiarato al fisco, come <a href=\\\"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-cassazione-plusvalenze-pre-2023\/\\\">abbiamo visto accadere anche per gli anni precedenti al 2023<\/a>, quando la Cassazione ha confermato che l&#8217;obbligo fiscale esisteva gi\u00e0 prima dell&#8217;introduzione di una norma specifica per le crypto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un ultimo dettaglio, pi\u00f9 teorico ma non irrilevante: per i soggetti non residenti in Italia al momento del decesso, l&#8217;imposta di successione si applica solo ai beni situati sul territorio italiano. Dove sia \\&#8221;localizzata\\&#8221; una cripto-attivit\u00e0, che per natura non ha una sede fisica, resta un tema su cui la dottrina giuridica non ha ancora trovato un consenso pieno: un&#8217;ambiguit\u00e0 che diventa concreta soprattutto per le famiglie con eredi o patrimoni distribuiti tra pi\u00f9 paesi.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Una checklist pratica per proteggere il patrimonio crypto di famiglia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Al netto delle incertezze normative ancora aperte, esistono alcuni accorgimenti pratici su cui professionisti e Notariato convergono, utili come base di partenza per chiunque detenga un patrimonio crypto non trascurabile.<\/p><ul class=\"wp-block-list\"><li>Tenere un inventario aggiornato di wallet, exchange e hardware device utilizzati, con indirizzi pubblici (mai le chiavi private) e data\/costo di acquisto di ogni asset<\/li><li>Redigere un testamento che nomini esplicitamente gli asset digitali tra i beni trasmessi, senza mai riportarvi seed phrase o chiavi private<\/li><li>Predisporre un protocollo di accesso separato dal testamento, ad esempio un wallet multisig, uno schema di Shamir&#8217;s Secret Sharing, o un fiduciario\/esecutore testamentario incaricato, che indichi dove si trovano le credenziali<\/li><li>Documentare in modo verificabile il costo storico di acquisto di ogni asset, utile sia per l&#8217;imposta di successione sia per la futura plusvalenza dell&#8217;erede<\/li><li>Valutare, per gli asset pi\u00f9 significativi, un intermediario regolamentato in regime amministrato, per semplificare sia la gestione fiscale corrente sia il passaggio successivo<\/li><li>Consultare un notaio per verificare se, sopra una certa soglia patrimoniale, un trust o una societ\u00e0 semplice possano essere strumenti utili<\/li><li>Rispettare comunque il termine di dodici mesi per la dichiarazione di successione, e ricordare agli eredi il nuovo obbligo di quadro RW\/W che nasce con l&#8217;ingresso in possesso degli asset<\/li><\/ul><h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti<\/h2><h3 class=\"wp-block-heading\">Le criptovalute pagano l&#8217;imposta di successione in Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Le cripto-attivit\u00e0 rientrano nell&#8217;asse ereditario come qualsiasi altro bene mobile e scontano l&#8217;imposta di successione con le stesse aliquote e franchigie applicate a conti correnti, titoli o partecipazioni: 4% per coniuge e figli oltre 1 milione di euro di franchigia, 6% per fratelli oltre 100.000 euro, 6% senza franchigia per altri parenti fino al quarto grado, 8% senza franchigia per estranei. Non esiste un regime fiscale separato o pi\u00f9 severo dedicato specificamente a Bitcoin o Ethereum.<\/p><h3 class=\"wp-block-heading\">Come si calcola il valore di Bitcoin ed Ethereum ai fini della successione?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il valore da dichiarare \u00e8 il controvalore in euro al momento dell&#8217;apertura della successione, cio\u00e8 alla data del decesso, secondo il principio del valore venale gi\u00e0 indicato dall&#8217;Agenzia delle Entrate nella Circolare 30\/E del 2023. Non esiste una fonte di prezzo imposta per legge: nella prassi si utilizzano le quotazioni di piattaforme come CoinGecko o CoinMarketCap, oppure l&#8217;estratto conto dell&#8217;exchange su cui gli asset erano depositati, purch\u00e9 la fonte sia documentata e coerente.<\/p><h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa succede se l&#8217;erede non ha le chiavi private del wallet?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano legale l&#8217;erede diventa comunque proprietario delle cripto-attivit\u00e0, che entrano regolarmente nella dichiarazione di successione. Sul piano tecnico, per\u00f2, se gli asset sono custoditi in un wallet non custodial e nessuno conosce la seed phrase o la chiave privata, il patrimonio diventa di fatto irrecuperabile: non esiste una procedura di recupero, bancaria o giudiziaria, in grado di ricostruire una chiave privata perduta. Per questo il Consiglio Nazionale del Notariato raccomanda di separare l&#8217;inventario degli asset dalle credenziali di accesso, mai custodite nel testamento stesso.<\/p><h3 class=\"wp-block-heading\">\u00c8 meglio donare le criptovalute in vita o lasciarle in eredit\u00e0?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dipende dal guadagno latente. La donazione non genera plusvalenza per chi dona, ma il beneficiario eredita anche il costo di acquisto originario (articolo 68, comma 9-bis, del TUIR): se il valore \u00e8 cresciuto molto, dovr\u00e0 pagare il 33% su tutto il guadagno storico quando vender\u00e0. Con la successione, invece, il costo fiscale dell&#8217;erede si azzera al valore dichiarato alla data del decesso, riducendo la futura plusvalenza tassabile. Per asset molto rivalutati la successione \u00e8 spesso pi\u00f9 efficiente della donazione sul fronte delle plusvalenze, anche se la donazione resta utile per motivi di pianificazione e liquidit\u00e0.<\/p><h3 class=\"wp-block-heading\">Gli eredi devono dichiarare le criptovalute nel quadro RW?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. L&#8217;obbligo di monitoraggio fiscale del quadro RW, quadro W nei modelli pi\u00f9 recenti, riguarda chiunque detenga cripto-attivit\u00e0 all&#8217;estero o in autocustodia, indipendentemente da come le abbia acquisite. Un erede che riceve un wallet o un conto exchange deve quindi iniziare a compilare il quadro RW\/W dall&#8217;anno d&#8217;imposta in cui \u00e8 entrato in possesso degli asset, un obbligo spesso ignorato perch\u00e9 percepito, erroneamente, come una questione che riguarda solo chi ha comprato le cripto in prima persona.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Le criptovalute pagano l'imposta di successione in Italia?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"S\u00ec. 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