{"id":204,"date":"2026-07-21T22:40:55","date_gmt":"2026-07-21T22:40:55","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-network-lascia-cosmos-gpu-decentralizzate\/"},"modified":"2026-07-21T22:40:55","modified_gmt":"2026-07-21T22:40:55","slug":"akash-network-lascia-cosmos-gpu-decentralizzate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-network-lascia-cosmos-gpu-decentralizzate\/","title":{"rendered":"Akash Network lascia Cosmos: cosa cambia per le GPU decentralizzate"},"content":{"rendered":"<h2 class='wp-block-heading'>Introduzione: la fame di GPU e la scommessa decentralizzata<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 la GPU \u00e8 diventata la materia prima pi\u00f9 contesa dell&#8217;industria tecnologica. I grandi laboratori di intelligenza artificiale e le aziende che li servono continuano ad aumentare gli ordini di acceleratori Nvidia, mentre i data center faticano a tenere il passo tra ritardi nelle forniture, colli di bottiglia energetici e tempi di costruzione che si misurano in anni, non in mesi. Lo ha riassunto bene Michael Intrator, amministratore delegato di CoreWeave, commentando i risultati del primo trimestre 2026 dell&#8217;azienda: \u00abil vincolo nell&#8217;intelligenza artificiale non \u00e8 pi\u00f9 se le aziende e i laboratori vogliono adottarla; \u00e8 quanto velocemente si possa consegnare capacit\u00e0 cloud AI affidabile e ad alte prestazioni\u00bb, una dichiarazione ripresa dalla <a href='https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/05\/07\/coreweave-crwv-q1-earnings-report-2026.html'>copertura di CNBC<\/a> sulla trimestrale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In questo scenario si \u00e8 ritagliato uno spazio un gruppo di progetti crypto che promette di aggregare la potenza di calcolo inutilizzata di data center pi\u00f9 piccoli, provider regionali e persino computer di appassionati, per rivenderla a prezzi inferiori rispetto ai grandi cloud. Il capofila di questo settore, per longevit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0, \u00e8 Akash Network, il marketplace decentralizzato di GPU che da tre anni prova a dimostrare che il modello del cloud computing peer to peer pu\u00f2 reggere il confronto con Amazon, Google e Microsoft.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2026, per\u00f2, si sta rivelando un anno di svolta per Akash per un motivo che va oltre l&#8217;andamento del prezzo del suo token AKT: il progetto ha annunciato che abbandoner\u00e0 la blockchain proprietaria su cui \u00e8 nato, in una vicenda che intreccia una disputa sulle licenze software, la ricerca di un nuovo modello di sicurezza e interrogativi aperti su cosa significhi davvero, oggi, utilizzo reale in un mercato di GPU decentralizzate. In questo approfondimento ricostruiamo come funziona Akash, cosa sta cambiando nella sua architettura, quanto pesa rispetto alla concorrenza, decentralizzata e non, e quali sono i rischi, anche fiscali, per chi in Italia decide di avvicinarsi ad AKT.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il colpo di scena del 2026: Akash abbandona la blockchain Cosmos<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">A ottobre 2025 Greg Osuri, fondatore di Akash attraverso la societ\u00e0 Overclock Labs, ha sorpreso la community annunciando che la rete avrebbe dismesso la propria blockchain sovrana, costruita con il Cosmos SDK ma mai realmente ancorata al Cosmos Hub, per trasferirsi su un&#8217;infrastruttura di sicurezza condivisa gestita da un altro Layer 1. Come riportato da <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/374318\/akash-network-to-deprecate-its-cosmos-chain-begin-search-for-new-network'>The Block<\/a>, Osuri ha spiegato che Akash \u00e8 una app chain che gira sulla propria L1, costruita con il Cosmos SDK ma non ospitata sul Cosmos Hub, e che la rete avrebbe valutato diverse alternative sia dentro sia fuori dall&#8217;ecosistema Cosmos, mantenendo per\u00f2 la compatibilit\u00e0 IBC per non perdere le integrazioni con strumenti come Osmosis e Keplr.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta di governance che formalizza il cambiamento si chiama <a href='https:\/\/akash.network\/roadmap\/aep-79\/'>AEP-79, Akash on Shared Security<\/a>: una richiesta di proposte rivolta a Layer 1 gi\u00e0 affermati, con l&#8217;obiettivo di ridurre l&#8217;inefficienza di capitale generata dallo staking di AKT necessario a proteggere la chain e il carico operativo di mantenere un proprio Layer 1. Il documento cita come modelli di riferimento la Interchain Security di Cosmos, il modello a parachain di Polkadot e la disponibilit\u00e0 dei dati modulare di Celestia, con l&#8217;obiettivo dichiarato di passare a una sicurezza a consumo: invece di tenere bloccati milioni di AKT in staking, la rete pagherebbe una tariffa proporzionale all&#8217;utilizzo effettivo. La scadenza indicata per completare la transizione \u00e8 il 31 dicembre 2026, ma al momento in cui scriviamo nessun Layer 1 \u00e8 stato ancora scelto ufficialmente.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A rendere la questione pi\u00f9 urgente \u00e8 arrivata, il 16 aprile 2026, una disputa sulle licenze software: il team che sviluppa il Cosmos SDK ha modificato la licenza di un modulo enterprise, passando da Apache 2.0 a una licenza di sola valutazione che vieta l&#8217;uso commerciale senza un accordo separato. Osuri ha definito la mossa ostile, scrivendo su <a href='https:\/\/x.com\/gregosuri\/status\/2044528963515789696'>X<\/a> che la nuova licenza impedirebbe ad Akash di \u00abdistribuirlo in produzione, usarlo commercialmente in qualsiasi modo, offrirlo come servizio a terzi\u00bb, di fatto rendendo impossibile continuare a costruire su quel componente senza una licenza enterprise concessa dal team Cosmos. Diverse testate di settore hanno collegato questa vicenda all&#8217;accelerazione dei piani di migrazione gi\u00e0 annunciati mesi prima.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli utenti di Akash la parte pi\u00f9 delicata riguarda lo staking: Osuri ha provato a rassicurare la community sostenendo che lo staking di AKT pu\u00f2 sembrare che stia scomparendo dalla rete, ma che in realt\u00e0 si sta evolvendo in qualcosa di superiore, lasciando intendere che il nuovo modello di sicurezza condivisa cambier\u00e0 il modo in cui il token viene bloccato e remunerato, senza per\u00f2 fornire ancora dettagli tecnici definitivi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cos&#8217;\u00e8 Akash Network e come funziona il marketplace GPU<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Al netto del terremoto sulla sicurezza, il prodotto che rende Akash conosciuto resta il suo marketplace di calcolo. Nato nel marzo 2018 dalla societ\u00e0 Overclock Labs, fondata da Osuri insieme ad Adam Bozanich, con un seed round di circa 1,8 milioni di dollari, Akash ha lanciato il mainnet nel settembre 2020 offrendo inizialmente solo CPU e storage. Le GPU sono arrivate solo con l&#8217;aggiornamento Mainnet 6, ribattezzato Supercloud, del 31 agosto 2023, che ha aperto il marketplace agli acceleratori Nvidia H100 e A100 oltre che a diverse schede consumer.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo centrale \u00e8 un&#8217;asta inversa. Chi ha bisogno di calcolo scrive un manifesto SDL (Stack Definition Language) che descrive le risorse richieste, tipo di GPU, CPU, RAM, storage, durata, e lo invia alla rete tramite la Akash Console o dashboard di terze parti come Praetor. I fornitori di calcolo, i provider, competono presentando offerte al ribasso; l&#8217;utente finale sceglie liberamente a chi affidare il carico, senza essere obbligato a selezionare l&#8217;offerta pi\u00f9 economica, per esempio se un provider ha una reputazione migliore o hardware pi\u00f9 recente. Il pagamento avviene in AKT, o tramite il meccanismo di regolamento introdotto dalla Burn Mint Equilibrium descritto pi\u00f9 avanti, e viene regolato automaticamente man mano che il lease procede.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto a un cloud tradizionale, la promessa di Akash \u00e8 un risparmio che il progetto stesso rivendica fino all&#8217;85% sui listini di AWS, Google Cloud e Microsoft Azure. Dati pi\u00f9 granulari raccolti da diversi tracker di settore, tra cui una <a href='https:\/\/yellow.com\/research\/ai-compute-demand-crypto-gpu-networks-gap-2026'>ricerca di Yellow<\/a>, situano un&#8217;istanza H100 su Akash intorno a 1,30-2 dollari l&#8217;ora (circa 1,15-1,75 euro), contro i 4-7 dollari l&#8217;ora o pi\u00f9 che i grandi cloud applicano per capacit\u00e0 on demand equivalente. Il divario si restringe se si considerano sconti per impegni pluriennali sui cloud tradizionali, ma resta comunque significativo per chi ha bisogno di capacit\u00e0 spot o a breve termine.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Homenode: quando il PC di casa diventa infrastruttura cloud<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle scommesse pi\u00f9 ambiziose di Akash per il 2026 riguarda l&#8217;offerta di calcolo, non la domanda. Storicamente, diventare provider su Akash richiedeva competenze da amministratore di sistema: bisognava configurare un cluster Kubernetes, gestire networking e sicurezza, occuparsi di uptime. Una barriera che ha tenuto fuori dal mercato migliaia di appassionati con una singola scheda video di fascia alta, magari acquistata per il gaming o il rendering.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Homenode, la cui prima versione era attesa nella tarda primavera 2026 secondo la roadmap pubblica del progetto, punta a eliminare questa barriera: chi possiede una RTX 4090, una RTX 5090 o una Quadro RTX 6000 Ada pu\u00f2 mettere a disposizione la propria GPU come provider senza dover gestire Kubernetes. L&#8217;obiettivo dichiarato da Osuri gi\u00e0 a inizio 2025 \u00e8 ambizioso: coinvolgere fino a <a href='https:\/\/www.thedefiant.io\/news\/blockchains\/akash-network-founder-unveils-plan-to-scale-gpu-supply'>11.000 data center professionali e circa 7 milioni di piccoli data center periferici<\/a> a livello globale, offrendo persino cluster gratuiti di GPU H200 ai fornitori che si impegnano a lungo termine, per superare i vincoli di capitale che frenano le aziende AI pi\u00f9 piccole. Va detto che quando Osuri deline\u00f2 questo piano, all&#8217;inizio del 2025, Akash dichiarava un&#8217;utilizzazione della rete attorno al 70% e ricavi ricorrenti annui sopra i 4,3 milioni di dollari: cifre che vanno lette come una istantanea di allora, non come lo stato attuale della rete, che come vedremo pi\u00f9 avanti \u00e8 cambiato parecchio da allora.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragionamento di fondo \u00e8 che la domanda di calcolo per l&#8217;AI, in particolare per l&#8217;inferenza, cio\u00e8 far girare un modello gi\u00e0 addestrato e non addestrarlo da zero, non richiede sempre i cluster giganteschi e sincronizzati tipici del training. Molti carichi di lavoro si prestano a essere spezzettati su hardware eterogeneo e distribuito geograficamente, esattamente il punto di forza teorico di una rete come Akash rispetto a un data center centralizzato. Se Homenode funzioner\u00e0 come promesso, l&#8217;offerta di GPU disponibili sulla rete, scesa a 334 nel primo trimestre 2026 dalle 587 del trimestre precedente secondo i dati di Messari, potrebbe invertire la rotta grazie all&#8217;ingresso di migliaia di schede consumer.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>AkashML e AkashChat: il livello di inferenza cresce<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se Homenode \u00e8 la scommessa sul lato dell&#8217;offerta, AkashML \u00e8 quella sul lato della domanda applicata all&#8217;intelligenza artificiale generativa. Si tratta di un livello di inferenza gestito che permette di eseguire modelli linguistici open source, tra cui varianti di Llama 3.3-70B, DeepSeek V3 e Qwen3-30B-A3B, distribuiti su quella che Akash descrive come una rete di oltre 65 data center. Sopra questo livello gira AkashChat, un&#8217;interfaccia di chat gratuita e senza registrazione, pensata per far provare il prodotto anche a chi non \u00e8 sviluppatore. Il fenomeno si inserisce in una tendenza pi\u00f9 ampia che abbiamo gi\u00e0 raccontato nel nostro approfondimento sull&#8217;<a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/inferenza-decentralizzata-ai-crypto-spiegata\/'>inferenza decentralizzata<\/a>: diversi progetti crypto stanno costruendo alternative aperte ai fornitori di inferenza centralizzati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri di crescita, va detto, sono tra i pochi che nel 2026 mettono d&#8217;accordo Akash e gli osservatori esterni: il throughput della rete \u00e8 passato da circa 5 miliardi di token al giorno a maggio 2026 a oltre 10 miliardi di token al giorno a inizio luglio, con ripetuti massimi storici. Tra gli utilizzatori citati dal progetto figurano nomi noti nell&#8217;ecosistema AI-crypto come Venice, ElizaOS, Morpheus e Gensyn, un altro progetto attivo nel calcolo distribuito per il machine learning. Nel suo <a href='https:\/\/akash.network\/blog\/akash-network-q1-2026-report\/'>report del primo trimestre 2026<\/a>, Akash ha rivendicato una spesa complessiva in calcolo pari a 5 milioni di dollari (circa 4,4 milioni di euro), un massimo storico per la rete, e ha dichiarato che il traffico generato tramite OpenRouter, un router che smista le richieste di inferenza tra diversi fornitori di modelli, avrebbe superato quello di Cloudflare in termini di token processati. Come ha sintetizzato lo stesso Osuri in quel report: \u00abl&#8217;intelligenza artificiale si muove in mesi, l&#8217;energia si muove in anni\u00bb, un modo per spiegare perch\u00e9 un&#8217;infrastruttura di calcolo flessibile, secondo il progetto, si adatta meglio ai tempi dell&#8217;AI rispetto alla costruzione di nuovi data center o centrali elettriche dedicate.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>AKT, la Burn Mint Equilibrium e il futuro dello staking<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il token nativo della rete, AKT, viene scambiato oggi, secondo i dati di <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/akash-network'>CoinGecko<\/a>, intorno a 0,55 dollari (circa 0,48 euro), con una capitalizzazione di mercato di circa 162 milioni di dollari (circa 142 milioni di euro) su una fornitura circolante di circa 296 milioni di token e una fornitura massima fissata a poco pi\u00f9 di 388 milioni. Per confronto, il massimo storico di AKT resta 8,07 dollari, toccato il 6 aprile 2021 in piena euforia per l&#8217;intero settore Cosmos, mentre il minimo storico \u00e8 stato 0,165 dollari il 21 novembre 2022, in pieno inverno crypto: il prezzo attuale \u00e8 quindi ancora oltre il 90% sotto il picco, pur essendo salito sensibilmente rispetto ai minimi del 2022.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;inflazione dell&#8217;offerta \u00e8 oggi limitata all&#8217;8% annuo, tetto approvato con una proposta di governance a marzo 2025, anche se il tasso realizzato nel primo trimestre 2026 \u00e8 stato dell&#8217;8,94%, leggermente sopra il limite nominale. Circa met\u00e0 delle nuove emissioni finisce in un fondo della community anzich\u00e9 ai soli staker, il che significa che il rendimento nominale dello staking, circa il 7,3% annuo, si traduce in un rendimento reale negativo, stimato tra -0,9% e -1,6%, una volta sottratta l&#8217;inflazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambiamento pi\u00f9 importante nella meccanica del token \u00e8 arrivato il 23 marzo 2026 con l&#8217;attivazione della Burn Mint Equilibrium (BME), approvata con un consenso schiacciante in una votazione di governance, circa il 99,7% di voti favorevoli. Il meccanismo, il primo elemento deflazionistico nella storia della rete, funziona cos\u00ec: chi affitta calcolo brucia AKT per acquistare un credito di regolamento agganciato al dollaro, mentre il fornitore viene pagato in AKT al prezzo di mercato al momento del regolamento. Nei primi nove giorni di attivazione sono stati bruciati circa 53.520 AKT, una media di quasi 6.000 al giorno: una cifra ancora piccola se confrontata con l&#8217;emissione complessiva da inflazione, ma che introduce per la prima volta una pressione deflazionistica legata direttamente all&#8217;uso della rete, non solo alla speculazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Resta da vedere come cambier\u00e0 tutto questo con la transizione verso la sicurezza condivisa descritta nel paragrafo precedente: se lo staking smetter\u00e0 di essere il meccanismo primario con cui AKT protegge la rete, il modo in cui il token cattura valore dall&#8217;attivit\u00e0 del marketplace potrebbe spostarsi quasi interamente sulla BME e su eventuali nuovi meccanismi legati ai servizi gestiti, come il Managed Services Market previsto entro la fine del 2026.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I numeri che non tornano: utilizzo, ricavi e trasparenza<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se la parte narrativa di Akash nel 2026 racconta crescita, l&#8217;inferenza, Homenode, la transizione infrastrutturale, i numeri operativi raccontano una storia pi\u00f9 sfumata, e in parte contraddittoria. Secondo i dati raccolti da <a href='https:\/\/x.com\/MessariCrypto\/status\/2055307572102692910'>Messari<\/a> nel suo report trimestrale sullo stato della rete, nel primo trimestre 2026 i fornitori attivi medi sono scesi a 58, il minimo storico da quando la rete tiene traccia di questa metrica, in calo dai 69 del primo trimestre 2025. Le GPU disponibili sono crollate da 587 a 334 nell&#8217;arco di un trimestre, quelle effettivamente in uso da 198 a 84, per un tasso di utilizzo indicato al 33,7%. Allo stesso tempo, il numero di lease, i contratti di affitto di calcolo, \u00e8 cresciuto del 27,1% rispetto al trimestre precedente, ma i ricavi da lease sono scesi del 45% nello stesso periodo, a circa 253.250 dollari, poco pi\u00f9 di 220.000 euro, un dato che annualizzato varrebbe poco pi\u00f9 di un milione di dollari.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro stride con le cifre che Akash comunica di s\u00e9 stessa: il report del primo trimestre 2026 pubblicato dal progetto parla di una spesa in calcolo da record pari a 5 milioni di dollari e di un traffico di inferenza che avrebbe superato Cloudflare. Il divario tra i circa 253.000 dollari di ricavi da lease tracciati da Messari e i 5 milioni di dollari di spesa in calcolo rivendicati da Akash \u00e8 nell&#8217;ordine di un fattore venti, troppo ampio per essere spiegato solo da arrotondamenti. La spiegazione pi\u00f9 probabile \u00e8 che le due cifre misurino cose diverse: i ricavi da lease sono solo la fetta di marketplace tracciata onchain, CPU, GPU e storage affittati tramite asta inversa, mentre la spesa in calcolo comunicata da Akash sembra includere anche l&#8217;attivit\u00e0 di AkashML e altri prodotti gestiti che non passano necessariamente dallo stesso meccanismo di lease. Non \u00e8 quindi necessariamente un caso di dati falsificati, ma resta un problema reale di trasparenza: senza una riconciliazione pubblica tra le due metodologie, chi legge dall&#8217;esterno non pu\u00f2 verificare quale delle due cifre racconti meglio la salute reale del marketplace.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Va anche detto che il quadro non \u00e8 di stagnazione totale: sempre secondo Messari, Akash ha chiuso il 2025 con ricavi annui per 3,15 milioni di dollari, in crescita del 128% rispetto al 2024. Il problema non \u00e8 quindi assenza di crescita, ma un primo trimestre 2026 debole sul fronte del marketplace di base, unito a una difficolt\u00e0 di misurazione che rende arduo distinguere quanto della crescita raccontata da Akash provenga davvero dal noleggio decentralizzato di GPU e quanto da prodotti adiacenti. Diversi analisti indipendenti hanno posto la stessa domanda in modo esplicito, chiedendosi se l&#8217;aumento di interesse per AKT legato all&#8217;entusiasmo sull&#8217;intelligenza artificiale corrisponda a un utilizzo reale della rete o soltanto a una narrazione di mercato.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Quanto pesa Akash nel mercato dell&#8217;AI: il confronto con CoreWeave<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per inquadrare le cifre di Akash serve un termine di paragone. CoreWeave, la societ\u00e0 americana quotata al Nasdaq (CRWV) che affitta capacit\u00e0 cloud dedicata all&#8217;AI su scala industriale, \u00e8 centralizzata e non ha alcun token, ma \u00e8 diventata il benchmark implicito con cui misurare qualunque ambizione decentralizzata in questo settore. Quotata in borsa il 28 marzo 2025 a 40 dollari per azione (circa 35 euro), CoreWeave ha chiuso il primo trimestre 2026 con <a href='https:\/\/www.sec.gov\/Archives\/edgar\/data\/1769628\/000176962826000220\/coreweave1q26earningspress.htm'>ricavi per 2,078 miliardi di dollari<\/a>, circa 1,82 miliardi di euro, in crescita del 112% su base annua, e ha indicato una guidance per l&#8217;intero 2026 tra 12 e 13 miliardi di dollari di fatturato, circa 10,5-11,4 miliardi di euro. Il suo amministratore delegato, Michael Intrator, ha descritto il trimestre come trasformativo, citando un backlog di ricavi vicino ai 100 miliardi di dollari, il trimestre di prenotazioni pi\u00f9 forte nella storia dell&#8217;azienda.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Messo a confronto con questi numeri, l&#8217;intero settore delle GPU decentralizzate, non solo Akash ma anche Render, io.net, Nosana e gli altri protocolli tracciati dagli analisti, genera secondo alcune stime indipendenti ricavi annualizzati complessivi nell&#8217;ordine di 180-220 milioni di dollari, circa 158-193 milioni di euro. CoreWeave da sola, in un solo trimestre, fattura quasi dieci volte questa cifra. Non \u00e8 un confronto scorretto in s\u00e9: i due modelli servono clienti diversi, CoreWeave punta su contratti pluriennali con grandi laboratori AI e aziende Fortune 500, mentre i marketplace decentralizzati puntano su sviluppatori indipendenti, startup e carichi di lavoro pi\u00f9 piccoli o sperimentali. Ma il paragone aiuta a dimensionare correttamente le ambizioni del settore: la GPU decentralizzata resta, per ora, una nicchia rispetto all&#8217;infrastruttura AI mainstream.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Metrica (primo trimestre 2026)<\/th><th>Akash Network<\/th><th>Intero settore GPU decentralizzato<\/th><th>CoreWeave<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Ricavi (base annua)<\/td><td>circa 1 mln $ (885.000 \u20ac), da lease annualizzati<\/td><td>circa 180-220 mln $ (158-193 mln \u20ac)<\/td><td>2,078 mld $ (1,82 mld \u20ac) nel solo primo trimestre<\/td><\/tr><tr><td>Fornitori e capacit\u00e0<\/td><td>58 provider attivi, 334 GPU disponibili<\/td><td>dati aggregati non consolidati pubblicamente<\/td><td>oltre 1 GW di potenza attiva installata<\/td><\/tr><tr><td>Variazione trimestrale<\/td><td>lease +27,1%, ricavi da lease -45%<\/td><td>non disponibile in modo aggregato<\/td><td>ricavi +112% su base annua<\/td><\/tr><tr><td>Quotazione<\/td><td>token AKT su exchange crypto<\/td><td>somma di token quotati separatamente<\/td><td>azione Nasdaq CRWV dal 28 marzo 2025<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Akash contro Render, io.net e Nosana (e perch\u00e9 non \u00e8 verifiable compute)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash non \u00e8 l&#8217;unico progetto crypto che prova a costruire un mercato di calcolo GPU. Render Network, nato per il rendering 3D e oggi esteso ai carichi di inferenza AI, gira su Solana e ha, secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/render'>CoinGecko<\/a>, una capitalizzazione di mercato nettamente superiore a quella di Akash, circa 796 milioni di dollari, circa 697 milioni di euro, al prezzo attuale di 1,53 dollari per token. io.net, anch&#8217;esso su Solana, punta sull&#8217;aggregazione massiva di GPU inattive, rivendicando oltre 100.000 dispositivi collegati alla rete, una cifra che viene dalla documentazione dello stesso progetto e va quindi trattata come una dichiarazione, non come un dato verificato in modo indipendente; il suo token IO capitalizza circa 56 milioni di dollari, circa 49 milioni di euro. Nosana, pi\u00f9 piccola, circa 27 milioni di dollari, 23 milioni di euro, di capitalizzazione, si concentra sull&#8217;inferenza a bassa latenza.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Progetto<\/th><th>Token<\/th><th>Prezzo<\/th><th>Capitalizzazione<\/th><th>Blockchain<\/th><th>Focus principale<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Akash Network<\/td><td>AKT<\/td><td>circa 0,55 $ (0,48 \u20ac)<\/td><td>circa 162 mln $ (142 mln \u20ac)<\/td><td>Cosmos SDK, in transizione<\/td><td>Marketplace generalista: CPU, GPU, storage<\/td><\/tr><tr><td>Render Network<\/td><td>RENDER<\/td><td>circa 1,53 $ (1,34 \u20ac)<\/td><td>circa 796 mln $ (697 mln \u20ac)<\/td><td>Solana<\/td><td>Rendering 3D e inferenza AI<\/td><\/tr><tr><td>io.net<\/td><td>IO<\/td><td>circa 0,15 $ (0,13 \u20ac)<\/td><td>circa 56 mln $ (49 mln \u20ac)<\/td><td>Solana<\/td><td>Aggregazione massiva di GPU, cluster ML<\/td><\/tr><tr><td>Nosana<\/td><td>NOS<\/td><td>circa 0,27 $ (0,23 \u20ac)<\/td><td>circa 27 mln $ (23 mln \u20ac)<\/td><td>Solana<\/td><td>Inferenza AI a bassa latenza<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Un progetto spesso citato insieme a questi ma che segue una logica diversa \u00e8 Bittensor (TAO): non \u00e8 un semplice mercato di affitto GPU, ma una rete di sottoreti che premia chi contribuisce con modelli o servizi di machine learning giudicati utili da un meccanismo di validazione interno, un modello di incentivi pi\u00f9 vicino a una competizione tra fornitori di intelligenza che a un noleggio di hardware.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena chiarire un punto che genera spesso confusione: nessuno di questi marketplace, Akash incluso, offre quello che nel settore si chiama verifiable compute, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di dimostrare crittograficamente che un calcolo \u00e8 stato eseguito correttamente e senza manomissioni. Akash, Render, io.net e Nosana risolvono il problema di trovare e affittare GPU a basso costo, ma si affidano perlopi\u00f9 alla reputazione del provider e a controlli operativi, non a una prova matematica del risultato. Ne abbiamo parlato pi\u00f9 diffusamente nel nostro approfondimento sul <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/verifiable-compute-ai-crypto-spiegato\/'>verifiable compute<\/a>: chi ha bisogno di garanzie crittografiche sull&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;inferenza, per esempio in applicazioni finanziarie o in agenti AI che gestiscono fondi in autonomia, deve guardare altrove, per esempio ad approcci come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/ritual-ai-crypto-spiegato\/'>Ritual<\/a>, pensato proprio per portare garanzie crittografiche ai carichi di lavoro AI on chain.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I rischi per chi affitta e per chi fornisce GPU<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di considerare Akash, o un qualunque marketplace decentralizzato di GPU, come alternativa a un cloud tradizionale, vale la pena elencare i rischi concreti, distinguendo tra chi affitta calcolo (il tenant) e chi lo fornisce (il provider).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi affitta calcolo, i rischi principali sono:<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Disponibilit\u00e0 non garantita nello stesso modo di un iperscaler: un provider pu\u00f2 interrompere il servizio, avere hardware meno recente o performance pi\u00f9 variabili rispetto a un contratto enterprise con AWS o Google Cloud.<\/li><li>Supporto clienti distribuito e informale, rispetto a un cloud tradizionale con SLA contrattuali chiari.<\/li><li>Esposizione alla volatilit\u00e0 di AKT tra il momento in cui si deposita valore e quello in cui viene effettivamente consumato, anche se la Burn Mint Equilibrium nasce proprio per attutire parte di questo rischio ancorando il regolamento a un valore in dollari.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi fornisce GPU, specialmente dopo l&#8217;arrivo di Homenode, i rischi principali sono:<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Redditivit\u00e0 non garantita: il calo dei fornitori attivi a 58 nel primo trimestre 2026 e il crollo dei ricavi da lease mostrano che fare il provider non \u00e8 automaticamente profittevole, soprattutto con schede consumer dai margini pi\u00f9 sottili rispetto agli acceleratori enterprise.<\/li><li>Responsabilit\u00e0 pratiche su usura dell&#8217;hardware, consumi elettrici e, in alcuni casi, sui contenuti dei carichi di lavoro eseguiti da sconosciuti.<\/li><li>Incertezza legata alla transizione verso la sicurezza condivisa, che potrebbe cambiare in modo sostanziale gli incentivi economici per chi oggi partecipa allo staking di AKT.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 infine un rischio trasversale, legato alla governance: con appena 85-99 validatori attivi su 270 registrati e un quorum minimo del 33,4%, Akash \u00e8 una rete relativamente piccola dal punto di vista della decentralizzazione effettiva del potere di voto, un fattore da considerare per chiunque valuti l&#8217;esposizione ad AKT anche come scommessa di governance, non solo come scommessa di prodotto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Fiscalit\u00e0 in Italia: cosa succede se guadagni in AKT<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un investitore italiano, avvicinarsi ad AKT, sia comprandolo su un exchange sia guadagnandolo tramite staking o come ricompensa da provider, comporta implicazioni fiscali precise che vale la pena conoscere prima, non dopo. Dal 2026 l&#8217;aliquota generale sulle plusvalenze da cripto-attivit\u00e0 \u00e8 salita al 33%, rispetto al 26% in vigore fino a poco tempo fa; fanno eccezione le stablecoin denominate in euro e conformi a MiCA, tassate ancora al 26% in quanto assimilate a strumenti di pagamento piuttosto che ad attivit\u00e0 speculative, ma AKT non rientra in questa categoria. Ne abbiamo scritto nel dettaglio nel nostro approfondimento sulle <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-2026-novita-oltre-aliquota-33\/'>novit\u00e0 fiscali 2026 oltre l&#8217;aliquota al 33%<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un secondo cambiamento rilevante riguarda la soglia di esenzione: dal 1 gennaio 2025 \u00e8 stata abolita la vecchia franchigia di 2.000 euro di plusvalenza annua, il che significa che oggi anche un guadagno di appena 50 euro ottenuto vendendo AKT va dichiarato e tassato. Per chi guadagna AKT tramite staking o come ricompensa di rete, si applica inoltre una doppia tassazione: il valore di mercato dei token ricevuti \u00e8 tassato come reddito nel momento in cui entrano nel proprio possesso, e successivamente, alla vendita, si applica di nuovo l&#8217;imposta sulla plusvalenza calcolata sulla differenza tra il valore alla ricezione e il prezzo di vendita. \u00c8 un meccanismo che sorprende spesso chi accumula piccole somme di token nel tempo e si accorge solo in un secondo momento di aver maturato obblighi dichiarativi arretrati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A questo si aggiunge un&#8217;imposta patrimoniale dello 0,2% annuo sul valore delle cripto-attivit\u00e0 detenute al 31 dicembre, indipendentemente dal fatto che siano custodite su un exchange o in un wallet personale, e dal 2026 le criptovalute concorrono anche al calcolo dell&#8217;ISEE, con possibili ripercussioni sull&#8217;accesso a prestazioni sociali legate al reddito familiare. Chi possiede AKT come parte di un patrimonio pi\u00f9 ampio dovrebbe inoltre ricordare che le regole generali su successioni e donazioni si applicano anche alle cripto-attivit\u00e0, e che eventuali posizioni pregresse non regolarizzate andrebbero sanate prima di ricevere una lettera di compliance dall&#8217;Agenzia delle Entrate.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>MiCA, Consob e la posizione regolatoria dei marketplace GPU<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano regolatorio europeo, AKT e piattaforme come Akash occupano una posizione relativamente periferica rispetto al cuore di MiCA, il Regolamento UE 2023\/1114 sui mercati delle cripto-attivit\u00e0. MiCA disciplina principalmente gli emittenti di token, i cosiddetti asset-referenced token e electronic money token, sostanzialmente le stablecoin, e i fornitori di servizi in cripto-attivit\u00e0 (CASP) che offrono exchange, custodia o altri servizi agli utenti europei; un token come AKT, che rappresenta il diritto di partecipare alla sicurezza e alla governance di una rete di calcolo, si avvicina pi\u00f9 al profilo di utility token infrastrutturale che a quello di uno strumento finanziario o di una stablecoin.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il quadro attuativo di MiCA \u00e8 definito dal Decreto Legislativo 5 settembre 2024, n. 129, che assegna la vigilanza alla <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob-and-its-activities\/micar'>Consob e alla Banca d&#8217;Italia<\/a> con compiti distinti: la Consob si occupa di trasparenza, correttezza dei comportamenti e ordinato svolgimento delle negoziazioni, oltre che della vigilanza sui CASP specializzati che necessitano di autorizzazione, mentre la Banca d&#8217;Italia interviene principalmente sugli aspetti prudenziali degli asset-referenced token e degli electronic money token. Chi in Italia acquista AKT su un exchange centralizzato si affida quindi, per la parte di intermediazione, a un CASP autorizzato secondo queste regole, ma il protocollo Akash in s\u00e9, essendo un software open source gestito da una rete decentralizzata di validatori sparsi nel mondo, non \u00e8 un soggetto che la Consob possa autorizzare o revocare come farebbe con una banca o una societ\u00e0 di intermediazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro fronte da tenere d&#8217;occhio \u00e8 quello dei derivati: future e perpetual su AKT, dove disponibili su piattaforme che li offrono a investitori europei, ricadono sotto la MiFID II e sono quindi soggetti a una vigilanza differente rispetto allo spot, con la Consob competente anche in questo caso come autorit\u00e0 nazionale di riferimento per gli strumenti finanziari. Per chi opera tramite intermediari bancari italiani, che stanno gradualmente ampliando l&#8217;offerta di servizi collegati alle cripto-attivit\u00e0, vale la pena verificare come cambiano le <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bank-crypto-policy-banche-cripto-2026\/'>regole delle banche italiane sulle cripto-attivit\u00e0<\/a>, un&#8217;area normativa distinta da MiCA ma sempre pi\u00f9 rilevante per l&#8217;accesso retail a token come AKT.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Guida pratica: come affittare GPU o diventare provider<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi volesse provare concretamente il marketplace, il percorso lato tenant, cio\u00e8 chi affitta calcolo, parte dalla Akash Console, l&#8217;interfaccia web ufficiale del progetto: si collega un wallet compatibile, si deposita AKT o si passa attraverso i meccanismi di conversione previsti dalla BME, si scrive o si genera tramite template un manifesto SDL che specifica il tipo di carico, per esempio un container con un modello AI da servire, e le risorse necessarie, e si pubblica la richiesta sulla rete. Entro pochi secondi arrivano le offerte dei provider disponibili; si sceglie quella preferita in base a prezzo, reputazione e caratteristiche hardware, e il deployment parte automaticamente. Dashboard di terze parti come Praetor offrono un&#8217;interfaccia alternativa con pi\u00f9 strumenti di monitoraggio.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lato provider, il percorso dipende dal profilo di chi partecipa. Un data center professionale con pi\u00f9 GPU enterprise, H100, A100 e simili, tipicamente registra il proprio hardware tramite un nodo Kubernetes configurato secondo le specifiche Akash, mette in staking una quota di AKT come garanzia e inizia a competere nelle aste per i lease. Un utente con una singola GPU consumer di fascia alta, RTX 4090 o RTX 5090, pu\u00f2 invece attendere il pieno rilascio di Homenode, pensato esplicitamente per permettere di diventare provider senza dover gestire un cluster Kubernetes.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In entrambi i casi vale la stessa raccomandazione valida per qualunque asset volatile: iniziare con importi piccoli, monitorare da vicino la volatilit\u00e0 di AKT prima di impegnare somme rilevanti, e trattare i primi lease, sia da tenant sia da provider, come un test operativo prima di affidare ad Akash carichi di lavoro o hardware critici.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Prospettive: cosa aspettarsi da qui a fine 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda met\u00e0 del 2026 si annuncia decisiva per capire se Akash riuscir\u00e0 a tenere insieme tutti i fili aperti in questo articolo. Sul fronte dell&#8217;infrastruttura, la roadmap pubblica del progetto indica altre tappe prima della fine dell&#8217;anno:<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Un modulo di confidential computing entro fine luglio 2026.<\/li><li>Un Managed Services Market entro met\u00e0 dicembre 2026.<\/li><li>Incentivi on chain per i provider entro fine dicembre 2026.<\/li><li>Progressi concreti, se non il completamento, della transizione verso la sicurezza condivisa prevista da AEP-79.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte dei numeri, la domanda aperta nella sezione sui numeri che non tornano resta la pi\u00f9 importante per chiunque valuti un investimento in AKT: se nei prossimi trimestri i ricavi da lease torneranno a crescere insieme al numero di contratti, e se Akash pubblicher\u00e0 una riconciliazione pi\u00f9 chiara tra le cifre di spesa in calcolo comunicate e i ricavi tracciabili onchain, la tesi di una rete in crescita reale ne uscir\u00e0 rafforzata. Se invece il divario rimarr\u00e0 opaco, o si allargher\u00e0 ulteriormente, gli scettici avranno un argomento in pi\u00f9 per considerare la narrativa dell&#8217;AI decentralizzata pi\u00f9 una scommessa di marketing che un business in scala.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, la scelta del nuovo Layer 1 su cui pogger\u00e0 Akash dopo l&#8217;addio a Cosmos sar\u00e0 probabilmente la notizia singola pi\u00f9 seguita dalla community nella seconda met\u00e0 dell&#8217;anno: non solo per le implicazioni tecniche, ma perch\u00e9 ridefinir\u00e0 cosa significhi staking per chi possiede AKT e quale sar\u00e0 il rapporto della rete con l&#8217;ecosistema Cosmos che l&#8217;ha ospitata fin dal 2020.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Cos&#8217;\u00e8 Akash Network in poche parole?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash Network \u00e8 un marketplace decentralizzato di cloud computing che permette di affittare e offrire potenza di calcolo, inclusa quella delle GPU necessarie per l&#8217;intelligenza artificiale, attraverso un meccanismo di asta inversa tra chi cerca risorse e chi le mette a disposizione, a prezzi generalmente inferiori rispetto ai cloud centralizzati come AWS, Google Cloud e Microsoft Azure.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 Akash sta abbandonando la blockchain Cosmos?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto ha annunciato a ottobre 2025 l&#8217;intenzione di dismettere la propria blockchain basata su Cosmos SDK per adottare un modello di sicurezza condivisa pi\u00f9 efficiente sul piano del capitale (proposta AEP-79). Una disputa sulle licenze del Cosmos SDK, definita ostile dal fondatore Greg Osuri ad aprile 2026, sembra aver accelerato questi piani; la scadenza indicativa per completare la transizione \u00e8 fine 2026, ma il nuovo Layer 1 non \u00e8 stato ancora scelto.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Conviene comprare AKT nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. AKT resta un token ad alta volatilit\u00e0, scambiato a circa un decimo del suo massimo storico del 2021, con segnali contrastanti tra la crescita del livello di inferenza AkashML e il calo dei ricavi da lease del marketplace di base nel primo trimestre 2026. Chi valuta un&#8217;esposizione dovrebbe considerare sia i rischi tecnologici legati alla migrazione della rete sia il regime fiscale italiano al 33% sulle plusvalenze.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quanto costa affittare una GPU su Akash rispetto ad AWS?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">I tracker di settore indicano un&#8217;istanza H100 su Akash intorno a 1,30-2 dollari l&#8217;ora, contro i 4-7 dollari l&#8217;ora o pi\u00f9 richiesti dai grandi cloud per capacit\u00e0 on demand equivalente, un risparmio che il progetto stesso rivendica fino all&#8217;85% rispetto ai listini di AWS, Google Cloud e Azure, anche se il confronto va sempre contestualizzato in base a impegni di durata e sconti negoziati.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>In cosa Akash \u00e8 diverso da Render, io.net o Bittensor?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash \u00e8 un marketplace generalista che affitta CPU, GPU e storage tramite asta inversa; Render si concentra su rendering 3D e inferenza AI su Solana; io.net punta ad aggregare un numero molto elevato di GPU inattive per cluster di machine learning; Bittensor, infine, segue una logica diversa da tutti questi, premiando chi contribuisce con modelli o servizi di intelligenza giudicati utili da un sistema di validazione interno, pi\u00f9 simile a una competizione tra fornitori di intelligenza che a un semplice noleggio di hardware.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Cos'\u00e8 Akash Network in poche parole?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Akash Network \u00e8 un marketplace decentralizzato di cloud computing che permette di affittare e offrire potenza di calcolo, inclusa quella delle GPU necessarie per l'intelligenza artificiale, attraverso un meccanismo di asta inversa tra chi cerca risorse e chi le mette a disposizione, a prezzi generalmente inferiori rispetto ai cloud centralizzati come AWS, Google Cloud e Microsoft Azure.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Perch\u00e9 Akash sta abbandonando la blockchain Cosmos?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Il progetto ha annunciato a ottobre 2025 l'intenzione di dismettere la propria blockchain basata su Cosmos SDK per adottare un modello di sicurezza condivisa pi\u00f9 efficiente sul piano del capitale (proposta AEP-79). 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