{"id":316,"date":"2026-08-16T22:37:39","date_gmt":"2026-08-16T22:37:39","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/eliza-framework-2026-token-morto-codice-vive\/"},"modified":"2026-08-16T22:37:39","modified_gmt":"2026-08-16T22:37:39","slug":"eliza-framework-2026-token-morto-codice-vive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/eliza-framework-2026-token-morto-codice-vive\/","title":{"rendered":"Eliza framework nel 2026: il token \u00e8 morto, il codice no"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quasi due anni Eliza \u00e8 stata due cose contemporaneamente: un token che a un certo punto valeva oltre due miliardi di dollari e un pezzo di software open source per costruire agenti AI. Il 4 agosto 2026 le due cose si sono separate in modo definitivo. Il fondatore Shaw Walters ha dichiarato il token \u00abmorto, completamente\u00bb e ha annunciato la chiusura della fondazione dopo aver usato il tesoro residuo per chiudere una class action negli Stati Uniti. Il codice, per\u00f2, \u00e8 ancora l\u00ec: gira su GitHub, riceve commit ogni settimana e resta uno dei framework per agenti autonomi pi\u00f9 usati del settore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa guida spiega che cos&#8217;\u00e8 davvero il framework Eliza (oggi elizaOS), come \u00e8 fatto sotto il cofano, perch\u00e9 la fine del token non coincide con la fine del progetto e cosa comporta tutto questo per chi, in Italia, vuole capire o usare un agente AI on-chain.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cos&#8217;\u00e8 il framework Eliza (e perch\u00e9 se ne riparla adesso)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Eliza \u00e8 un framework open source per costruire agenti AI: programmi software dotati di una personalit\u00e0, di una memoria e della capacit\u00e0 di agire in autonomia su piattaforme di messaggistica e, attraverso un wallet, sulla blockchain. A differenza di un semplice bot di trading a regole fisse, un agente Eliza usa un modello linguistico (LLM) per interpretare i messaggi, decidere cosa fare e produrre una risposta o una transazione. Il progetto \u00e8 nato come parte di un esperimento chiamato ai16z, poi ribattezzato elizaOS, ed \u00e8 distribuito con licenza MIT, il che significa che chiunque pu\u00f2 leggerlo, modificarlo e usarlo anche a scopo commerciale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Se ne riparla ora per un motivo preciso: il token che ha reso famoso il progetto \u00e8 appena finito. Ma la vicenda \u00e8 interessante proprio perch\u00e9 mostra la distanza, spesso enorme, tra la qualit\u00e0 di un software e la quotazione di un asset. Il framework e il token sono due oggetti diversi, con destini diversi, e confonderli \u00e8 l&#8217;errore pi\u00f9 comune quando si parla di Eliza.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nella pratica, con Eliza sono stati costruiti agenti di tipo molto diverso, e vale la pena averli in mente per capire di cosa parliamo.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Agenti social con una personalit\u00e0, che pubblicano e rispondono su X o Discord.<\/li><li>Agenti di trading e tesoreria, che leggono dati di mercato e firmano transazioni.<\/li><li>Agenti di supporto e automazione per le imprese, come il prodotto Agentic SME.<\/li><li>Personaggi non giocanti (NPC) in giochi on-chain, che agiscono in autonomia.<\/li><li>Agenti per la DeFAI, che interagiscono con protocolli DeFi e mercati di previsione.<\/li><\/ul><h2 class='wp-block-heading'>Dalla scommessa ai16z al framework elizaOS: una breve storia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto parte nell&#8217;ottobre 2024, quando Shaw Walters lancia ai16z su Solana attraverso il launchpad daos.fun, con un obiettivo di raccolta modesto. La svolta arriva quando Marc Andreessen, cofondatore reale del fondo a16z, pubblica su X un secco \u00abGAUNTLET THROWN\u00bb (guanto di sfida lanciato). Nel giro di poche ore la capitalizzazione schizza verso i cento milioni di dollari e il sito di daos.fun va in tilt, come <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/323192'>ricostruito da The Block<\/a>. L&#8217;idea era quella di un fondo guidato da un&#8217;AI, con due personalit\u00e0 pubbliche, una in stile venture capitalist e una pi\u00f9 aggressiva, che valutavano le proposte della community in una sorta di \u00abmarketplace della fiducia\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il nome ai16z ricalcava troppo da vicino quello di a16z. Il 28 gennaio 2025, dopo le richieste di distanziamento arrivate dal fondo di Andreessen, il progetto cambia nome in elizaOS, come <a href='https:\/\/decrypt.co\/303244\/ai-dao-ai16z-becomes-elizaos-amid-branding-confusion-concerns'>raccontato da Decrypt<\/a>. Da l\u00ec in poi la parola Eliza smette di indicare soltanto un fondo speculativo e diventa il nome del framework tecnico: la libreria che permette a chiunque di costruire il proprio agente. Nel novembre 2025 arriva la migrazione dal vecchio token ai16z al nuovo ELIZAOS, con un aumento programmato dell&#8217;offerta massima fino a undici miliardi di unit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena ricordare il contesto di quel momento: la fine del 2024 \u00e8 stata l&#8217;apice dell&#8217;entusiasmo per gli agenti AI on-chain, con decine di token lanciati in poche settimane e capitali che si spostavano sull&#8217;onda dell&#8217;attenzione. In quel clima la promessa di un fondo gestito da un&#8217;intelligenza artificiale era esattamente il tipo di racconto capace di attrarre acquirenti. La distanza tra quella promessa e il funzionamento reale, con esseri umani che approvavano le operazioni, \u00e8 la stessa che due anni dopo si \u00e8 trasformata in una causa legale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il token \u00e8 morto, il codice no: cosa \u00e8 successo il 4 agosto 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 4 agosto 2026 Shaw Walters ha scritto su X che \u00abil token \u00e8 morto. Completamente. La fondazione sta chiudendo\u00bb. La causa \u00e8 una class action promossa dallo studio Burwick Law, che accusava il progetto di aver venduto ai16z come un fondo realmente autonomo mentre gli esseri umani approvavano le operazioni, e di aver sfruttato in modo improprio il richiamo al marchio a16z. Non avendo i mezzi per un contenzioso lungo, la fondazione ha trasferito il tesoro residuo ai possessori del token e ha chiuso. La vicenda \u00e8 stata riportata da <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/markets\/2026\/08\/05\/ai-agent-token-once-worth-usd2-4-billion-ends-with-founder-calling-it-dead'>CoinDesk<\/a>, <a href='https:\/\/decrypt.co\/374958\/eliza-ai-token-dead-shuts-down-foundation-lawsuit'>Decrypt<\/a> e <a href='https:\/\/crypto.news\/eliza-token-declared-dead-as-founder-winds-down-foundation-after-legal-settlement\/'>crypto.news<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri raccontano la parabola. Il token ha toccato un massimo di capitalizzazione attorno a 2,39 miliardi di dollari il 2 gennaio 2025 (oltre due miliardi di euro). Al momento in cui scriviamo, secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/elizaos'>CoinGecko<\/a>, ELIZAOS vale meno di 0,0002 euro, con una capitalizzazione attorno a 1,3 milioni di euro e un posizionamento oltre la casella numero 2.300 per capitalizzazione: un crollo di oltre il 99,9% dal picco. Il fondatore \u00e8 stato netto anche sul futuro: \u00abSto ricominciando da capo, dato che possiedo la propriet\u00e0 intellettuale, e non lascer\u00f2 mai pi\u00f9 che un token si avvicini a Eliza\u00bb. In altre parole, il framework prosegue senza un asset finanziario collegato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa significa in pratica \u00abtoken morto\u00bb? Non che smetta di esistere sulla blockchain: ELIZAOS continua tecnicamente a essere scambiato su alcuni exchange decentralizzati, ma senza tesoreria a sostenerlo, senza riacquisti e con una liquidit\u00e0 ridotta al minimo. Per chi lo detiene, il valore residuo \u00e8 simbolico e la profondit\u00e0 di mercato \u00e8 tale che anche piccoli ordini muovono molto il prezzo. \u00c8 la differenza tra un asset che non viene pi\u00f9 supportato e un software che continua a essere sviluppato: il primo si spegne lentamente, il secondo va avanti.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data<\/th><th>Evento<\/th><th>Valore\/capitalizzazione<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Ott 2024<\/td><td>Lancio come ai16z su daos.fun; il \u00abGAUNTLET THROWN\u00bb di Andreessen<\/td><td>da poche decine di migliaia a circa 97 mln $ in ore<\/td><\/tr><tr><td>2 gen 2025<\/td><td>Massimo storico di capitalizzazione<\/td><td>circa 2,39 mld $<\/td><\/tr><tr><td>28 gen 2025<\/td><td>Rebrand in elizaOS dopo la richiesta di a16z<\/td><td>in calo<\/td><\/tr><tr><td>Nov 2025<\/td><td>Migrazione da ai16z a ELIZAOS<\/td><td>pochi milioni di $<\/td><\/tr><tr><td>Apr 2026<\/td><td>Class action Burwick (caso Pikabea) alla corte di New York<\/td><td>in calo<\/td><\/tr><tr><td>4 ago 2026<\/td><td>Walters: \u00abil token \u00e8 morto\u00bb; fondazione in chiusura<\/td><td>circa 1,3 mln \u20ac<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Come funziona un agente Eliza: runtime e character file<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto il cofano, un agente Eliza \u00e8 la somma di alcuni componenti. Al centro c&#8217;\u00e8 il runtime, cio\u00e8 il motore che tiene insieme tutto: riceve i messaggi, costruisce il contesto, interroga il modello linguistico, decide quali azioni eseguire e aggiorna la memoria. Attorno al runtime ci sono i modelli (Eliza \u00e8 agnostico rispetto al provider e pu\u00f2 usare API come quelle di OpenAI oppure modelli aperti come Llama o Qwen), gli adattatori verso i database e i client verso le piattaforme.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La personalit\u00e0 dell&#8217;agente \u00e8 definita in un character file: un file di configurazione che descrive il nome, la biografia, lo stile, gli argomenti di cui l&#8217;agente parla, gli esempi di conversazione e i plugin da caricare. \u00c8 la parte che d\u00e0 a ogni agente un carattere riconoscibile senza toccare il codice del framework. Questa scelta di progetto spiega perch\u00e9 con Eliza siano nati tanti agenti dalla forte identit\u00e0: cambiare personalit\u00e0 significa cambiare un file, non riscrivere il software.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il ciclo di lavoro si pu\u00f2 riassumere in pochi passaggi che si ripetono a ogni messaggio: l&#8217;agente percepisce un input, raccoglie il contesto rilevante tramite i Providers, interroga il modello per decidere, esegue una o pi\u00f9 Actions e infine lascia che gli Evaluators aggiornino la memoria. \u00c8 un ciclo semplice da descrivere ma delicato da mettere in sicurezza, perch\u00e9 ogni passaggio pu\u00f2 essere influenzato dai dati in ingresso. I mattoni fondamentali restano pochi.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Runtime: il motore che coordina messaggi, modello, azioni e memoria.<\/li><li>Modelli: l&#8217;LLM che interpreta e genera, con provider intercambiabili.<\/li><li>Character file: nome, biografia, stile e plugin che definiscono l&#8217;agente.<\/li><li>Plugin: i moduli che aggiungono capacit\u00e0 e integrazioni.<\/li><li>Memoria: lo stato persistente che rende l&#8217;agente coerente nel tempo.<\/li><\/ul><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;architettura a plugin: Actions, Providers, Evaluators e Services<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore tecnico di Eliza \u00e8 il sistema a plugin. Tutto ci\u00f2 che estende un agente passa da un&#8217;unica interfaccia comune, documentata nel <a href='https:\/\/docs.elizaos.ai\/plugin-registry\/overview'>registro ufficiale dei plugin<\/a>. Quattro primitivi ricorrono di continuo e conviene tenerli a mente, perch\u00e9 sono il vocabolario con cui si ragiona quando si costruisce su questo framework.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Primitivo<\/th><th>Cosa fa<\/th><th>Esempio pratico<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Actions<\/td><td>Definiscono cosa l&#8217;agente pu\u00f2 fare in risposta a un input<\/td><td>Inviare una transazione, pubblicare un post, chiamare un&#8217;API<\/td><\/tr><tr><td>Providers<\/td><td>Iniettano dati e contesto nel prompt prima della decisione<\/td><td>Saldo del wallet, prezzo di un asset, ora e data<\/td><\/tr><tr><td>Evaluators<\/td><td>Analizzano la conversazione dopo la risposta e aggiornano lo stato<\/td><td>Salvare un fatto in memoria, valutare un obiettivo<\/td><\/tr><tr><td>Services<\/td><td>Gestiscono connessioni persistenti e stato condiviso<\/td><td>Client Discord, database, code di messaggi<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il vantaggio di questo disegno \u00e8 la modularit\u00e0: un plugin che aggiunge il supporto a una nuova catena, a un exchange o a un protocollo DeFi si scrive una volta e si riusa ovunque. Attorno al registro ufficiale \u00e8 cresciuto anche un ecosistema di fork: squadre di infrastruttura come Nethermind, tra i principali team di client Ethereum, e Automata Network, specializzata in attestazione hardware, mantengono propri registri e plugin. \u00c8 un segnale che il framework viene preso sul serio da attori tecnici, non solo dalla community dei token.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista dello sviluppatore, la forza di questo modello \u00e8 che un plugin dichiara in un solo posto tutto ci\u00f2 che aggiunge: azioni, provider, evaluator, servizi, rotte e gestori di eventi. Il ritmo di rilascio \u00e8 sostenuto, con versioni che si susseguono anche a distanza di pochi giorni: un vantaggio per chi vuole funzionalit\u00e0 aggiornate, ma anche un motivo per fissare una versione stabile in produzione invece di seguire ogni beta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Worlds, Rooms ed Entities: il modello della memoria e dei messaggi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 un agente sembri coerente nel tempo, deve ricordare. Eliza organizza conversazioni e memoria attraverso una gerarchia: le Entities sono gli attori (utenti e agenti), le Rooms sono i canali o i messaggi diretti in cui avviene lo scambio, i Worlds sono i contenitori pi\u00f9 ampi, come un server o uno spazio di lavoro. Sopra questa struttura, gli Evaluators estraggono fatti e obiettivi dalle conversazioni e li salvano, cos\u00ec che l&#8217;agente possa richiamarli pi\u00f9 avanti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa memoria persistente \u00e8 ci\u00f2 che distingue un agente da un semplice completamento di testo, ma \u00e8 anche il punto in cui si concentra buona parte dei rischi di sicurezza: se un attaccante riesce a inserire un falso ricordo, l&#8217;agente costruir\u00e0 le decisioni successive su quel dato avvelenato. Ci torniamo tra poco. Nel corso del 2026 il progetto ha spinto verso un&#8217;architettura pi\u00f9 orientata ai canali, segno che la parte di messaggistica resta in evoluzione attiva.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nel concreto, quando l&#8217;agente deve rispondere, il runtime recupera dalla memoria i ricordi pi\u00f9 pertinenti e li passa ai Providers, che li inseriscono nel prompt. Molte implementazioni usano rappresentazioni vettoriali (embedding) per trovare i ricordi simili a ci\u00f2 di cui si sta parlando, un meccanismo vicino al retrieval augmented generation. \u00c8 efficace, ma implica che la qualit\u00e0 e l&#8217;integrit\u00e0 della memoria pesino direttamente sulle decisioni: un ricordo sbagliato, per errore o per manipolazione, porta a una risposta sbagliata.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>TypeScript, MIT e \u00absistema operativo agentico\u00bb: cosa c&#8217;\u00e8 su GitHub<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il framework vive nel repository <a href='https:\/\/github.com\/elizaOS\/eliza'>elizaOS\/eliza<\/a>, scritto in TypeScript e rilasciato con licenza MIT. I numeri, verificati sul repository, restano solidi: circa 19.100 stelle e 5.700 fork, con centinaia di issue e decine di pull request aperte. La descrizione ufficiale \u00e8 ambiziosa: \u00abYour agentic operating system\u00bb, il tuo sistema operativo agentico. Il monorepo non contiene solo il runtime, ma anche l&#8217;applicazione Eliza, gli strumenti da riga di comando, i servizi cloud e i plugin di prima parte, con l&#8217;ambizione di girare su web, desktop, mobile e distribuzioni Linux.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena essere prudenti con i confronti: capita di leggere che Eliza sia \u00abil primo repository AI su GitHub\u00bb o cifre precise sulle stelle dei framework rivali, ma questi dati variano molto da fonte a fonte. Ci\u00f2 che si pu\u00f2 affermare con sicurezza \u00e8 che elizaOS \u00e8 tra i progetti open source pi\u00f9 seguiti nella nicchia degli agenti AI, con un ritmo di rilascio veloce e una community attiva anche dopo la morte del token. La licenza MIT \u00e8 la chiave della sua sopravvivenza: nessuno pu\u00f2 togliere il codice dalla circolazione, e chiunque pu\u00f2 proseguirlo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi vuole provarlo, il percorso tipico passa dagli strumenti da riga di comando del progetto: si parte da un modello di character file, si configurano le chiavi dei modelli e dei client e si avvia il runtime in locale prima di collegarlo a un wallet reale. La documentazione ufficiale su docs.elizaos.ai copre installazione, plugin e ciclo di vita dell&#8217;agente, ed \u00e8 il punto di riferimento da tenere aperto mentre si lavora.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La sicurezza: memory injection, prompt injection e il problema dati contro istruzioni<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema di fondo degli agenti AI non \u00e8 un difetto di Eliza in particolare, ma un limite dei modelli linguistici: non distinguono in modo affidabile tra le istruzioni del sistema e i dati che ricevono. Un ricercatore pu\u00f2 nascondere un comando dentro un messaggio, un post o un finto ricordo, e il modello lo eseguir\u00e0 come se venisse dal suo operatore. Un gruppo di ricercatori (tra cui accademici di Princeton) ha documentato proprio contro Eliza attacchi di questo tipo nel paper <a href='https:\/\/arxiv.org\/abs\/2503.16248'>Real AI Agents with Fake Memories<\/a>, che introduce il benchmark CrAIBench e mostra come falsi ricordi possano portare un agente a trasferire fondi non dovuti. La vulnerabilit\u00e0 \u00e8 stata ripresa anche da <a href='https:\/\/decrypt.co\/318200\/elizaos-vulnerability-ai-gaslit-losing-millions'>Decrypt<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 teoria. Il 4 maggio 2026 un agente di un altro ecosistema \u00e8 stato svuotato di circa 175.000 dollari con una combinazione di privilegi ottenuti tramite un NFT regalato e un comando nascosto in codice Morse dentro una risposta su X, come registrato dall&#8217;<a href='https:\/\/oecd.ai\/en\/incidents\/2026-05-04-4a73'>osservatorio incidenti dell&#8217;OCSE<\/a>. Di fronte a questi rischi, <a href='https:\/\/vitalik.eth.limo\/general\/2026\/04\/02\/secure_llms.html'>Vitalik Buterin ha proposto<\/a> di limitare a circa cento dollari al giorno le transazioni che un agente pu\u00f2 firmare in autonomia, trattando l&#8217;essere umano e il modello come due firme distinte di uno schema 2-di-2. \u00c8 il compromesso irrisolto del settore: pi\u00f9 autonomia significa pi\u00f9 utilit\u00e0 ma anche pi\u00f9 superficie d&#8217;attacco, e i limiti che rendono un agente sicuro sono gli stessi che ne riducono l&#8217;autonomia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi porta un agente Eliza in produzione ha comunque diverse leve per ridurre il rischio, la maggior parte delle quali \u00e8 buon senso operativo prima ancora che codice.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Limiti di spesa giornalieri e per singola transazione, come suggerisce Buterin.<\/li><li>Approvazione umana per le operazioni oltre una certa soglia.<\/li><li>Isolamento dei permessi: il wallet dell&#8217;agente non deve contenere pi\u00f9 fondi del necessario.<\/li><li>Liste di indirizzi e contratti consentiti, per bloccare destinazioni sconosciute.<\/li><li>Monitoraggio e allerta in tempo reale sulle transazioni firmate.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Sono le stesse categorie di rischio che il progetto OWASP ha codificato per le applicazioni basate su LLM, dove la prompt injection occupa il primo posto della classifica. Nessuna di queste misure elimina il problema alla radice, ma insieme spostano il rapporto tra costo di un attacco e potenziale bottino a sfavore dell&#8217;attaccante. \u00c8 un punto che vale per qualunque agente autonomo, non solo per quelli costruiti con Eliza.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Eliza a confronto con Virtuals, Olas, LangChain e CrewAI<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Eliza non \u00e8 l&#8217;unico modo per costruire agenti. Il panorama si divide tra framework nati nel mondo crypto e librerie generaliste importate dallo sviluppo software tradizionale. Virtuals Protocol \u00e8 un launchpad no-code su Base e Solana, pensato per creare e monetizzare agenti; il suo token VIRTUAL, secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/categories\/ai-agents'>CoinGecko<\/a>, capitalizza ancora diverse centinaia di milioni di dollari, a differenza di ELIZAOS. Olas (Autonolas) offre uno stack in Python molto usato nella DeFAI e nei mercati di previsione. Dal lato non-crypto, LangChain e CrewAI sono librerie mature per orchestrare LLM e team di agenti, senza alcun token.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Progetto<\/th><th>Tipo<\/th><th>Base tecnica<\/th><th>Token<\/th><th>Focus<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>elizaOS (Eliza)<\/td><td>Framework open source<\/td><td>TypeScript, MIT<\/td><td>ELIZAOS (morto, 4 ago 2026)<\/td><td>Agenti con personalit\u00e0, plugin, on-chain<\/td><\/tr><tr><td>Virtuals Protocol<\/td><td>Launchpad no-code<\/td><td>Base \/ Solana<\/td><td>VIRTUAL (attivo)<\/td><td>Creazione e monetizzazione di agenti<\/td><\/tr><tr><td>Olas (Autonolas)<\/td><td>Stack per agenti<\/td><td>Python<\/td><td>OLAS (attivo)<\/td><td>DeFAI, mercati di previsione<\/td><\/tr><tr><td>LangChain<\/td><td>Libreria per sviluppatori<\/td><td>Python \/ JS<\/td><td>Nessuno<\/td><td>Orchestrazione LLM, RAG, tool<\/td><\/tr><tr><td>CrewAI<\/td><td>Framework multi-agente<\/td><td>Python<\/td><td>Nessuno<\/td><td>Team di agenti con ruoli e task<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La lettura interessante \u00e8 che i due framework pi\u00f9 maturi e diffusi, LangChain e CrewAI, non hanno mai avuto un token. Eliza, che invece nasce con un token al centro, ha visto quel token bruciare valore mentre il codice restava valido. \u00c8 un dato che pesa nella scelta di dove costruire, e che introduce il tema pi\u00f9 ampio del momento.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta pratica dipende dall&#8217;obiettivo. Per un agente con una forte identit\u00e0 pubblica, che vive sui social e interagisce on-chain, Eliza resta una delle opzioni pi\u00f9 complete. Per un flusso di lavoro aziendale interno, senza personaggio e senza blockchain, una libreria generalista come LangChain o CrewAI pu\u00f2 bastare e portare con s\u00e9 un ecosistema pi\u00f9 ampio di strumenti. Non \u00e8 una gara a chi vince: sono strumenti pensati per problemi diversi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Chi mantiene un framework senza fondazione? La domanda della governance<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La morte del token apre una domanda concreta: chi mantiene un progetto open source da quasi ventimila stelle una volta che la fondazione che lo finanziava si dissolve? In pratica emergono tre modelli, non alternativi ma complementari. Il primo \u00e8 Walters stesso, che possiede la propriet\u00e0 intellettuale e ha promesso di continuare a sviluppare. Il secondo sono gli adottanti commerciali: aziende che costruiscono prodotti sopra il framework e hanno quindi un interesse diretto a tenerlo vivo. Il terzo \u00e8 la community di volontari che invia pull request e mantiene i plugin.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio del secondo modello \u00e8 il prodotto white-label \u00abAgentic SME\u00bb, nato da un accordo tra Secure Blockchain Development Corp e la fondazione Eliza per automatizzare vendite, amministrazione e assistenza clienti delle piccole imprese, costruito sopra elizaOS e atteso proprio nella finestra di met\u00e0 agosto 2026, come indicato nella <a href='https:\/\/www.tradingview.com\/news\/chainwire:e10f64a76094b\/'>documentazione dell&#8217;accordo<\/a>. Qui c&#8217;\u00e8 un&#8217;ironia degna di nota: uno dei dirigenti coinvolti in quel progetto commerciale \u00e8 anche tra i convenuti della causa Burwick. La stessa persona costruisce sul framework e figura nel contenzioso che ha ucciso il token, a conferma che codice e vicenda societaria viaggiano su binari separati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello del manutentore unico che possiede la propriet\u00e0 intellettuale non \u00e8 privo di rischi: se Walters cambiasse idea o rallentasse, il peso ricadrebbe sulla community e sui fork. Ma la storia dell&#8217;open source \u00e8 piena di progetti sopravvissuti ai loro sponsor originari proprio grazie a licenze permissive come la MIT. Finch\u00e9 il codice resta libero e qualcuno ha interesse a usarlo, la manutenzione tende a trovare un nuovo equilibrio, anche se non sempre con la stessa velocit\u00e0 di prima.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il \u00abtokenless turn\u00bb: perch\u00e9 il settore si allontana dai token<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso Eliza non \u00e8 isolato. Nel 2026 una parte crescente dell&#8217;infrastruttura AI-crypto avanza sul piano tecnico mentre i relativi token perdono valore. \u00c8 lo stesso divario tra tecnologia che scala e token che crollano che abbiamo raccontato per il <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/verifiable-compute-2026-prove-scalano-token\/'>verifiable compute<\/a>, dove le prove crittografiche hanno raggiunto traguardi importanti mentre gli asset collegati calavano del 90% e oltre. Nel complesso, la categoria degli AI agent secondo CoinGecko capitalizza circa 2,45 miliardi di dollari, ben lontano dai massimi dell&#8217;inizio 2025, con Venice (VVV) e Virtuals (VIRTUAL) in testa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto \u00e8 che il valore che gli agenti creano tende a spostarsi verso ci\u00f2 che consumano davvero: calcolo, dati e pagamenti. Reti come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/render-2026-calcolo-ai-gpu-decentralizzate\/'>Render<\/a>, che vendono capacit\u00e0 GPU, ed ecosistemi come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bittensor-tao-dtao-subnet-guida-2026\/'>Bittensor<\/a>, che remunerano l&#8217;inferenza attraverso i subnet, catturano domanda reale. Un framework come Eliza, che \u00e8 puro software, non ha bisogno di un token per funzionare: la morte di ELIZAOS non toglie una riga di codice al progetto, e questa \u00e8 forse la lezione pi\u00f9 chiara della vicenda.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 anche una lezione sul finanziamento. Un token pu\u00f2 raccogliere capitali in fretta e attirare attenzione, ma \u00e8 capitale speculativo: quando il prezzo crolla, spariscono sia i fondi sia gli incentivi a restare. La manutenzione di un software, al contrario, \u00e8 un lavoro lento e continuo, mal servito da un asset che vive di cicli di hype. Il fatto che i framework senza token siano spesso i pi\u00f9 solidi non \u00e8 un caso, ma il segno che i due tempi, quello del mercato e quello dell&#8217;ingegneria, raramente coincidono.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La causa Burwick e il nodo dell&#8217;autonomia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La class action che ha chiuso il cerchio \u00e8 Pikabea contro Walters e altri, depositata ad aprile 2026 alla corte federale del distretto sud di New York, il cui fascicolo \u00e8 consultabile su <a href='https:\/\/dockets.justia.com\/docket\/new-york\/nysdce\/1:2026cv03238\/662214'>Justia<\/a>. Al centro c&#8217;\u00e8 l&#8217;accusa che il fondo fosse presentato come realmente autonomo mentre, secondo un reportage di Protos gi\u00e0 dell&#8217;ottobre 2024, le operazioni venivano di fatto approvate da esseri umani. Lo stesso Walters, in seguito, \u00e8 stato pi\u00f9 sincero della narrativa iniziale: \u00abprobabilmente non volete dare a un agente AI un mucchio di soldi aspettandovi che vi frutti di pi\u00f9\u00bb, <a href='https:\/\/decrypt.co\/343166\/eliza-labs-founder-ai-agents-shouldnt-manage-your-money-yet'>ha detto a Decrypt<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 del singolo caso, la causa Burwick ha fissato un precedente per l&#8217;intero settore degli agenti a token. Tra le accuse c&#8217;era anche quella di una ripartizione poco trasparente nella migrazione, con una quota rilevante finita a investitori privati e al team piuttosto che ai possessori originari. Vero o meno che sia (le accuse non sono state provate in giudizio, perch\u00e9 si \u00e8 arrivati a una transazione), il messaggio arrivato ai progetti simili \u00e8 chiaro: promettere un&#8217;autonomia che non esiste e gestire la distribuzione dei token con leggerezza espone a un rischio legale concreto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La causa \u00e8 utile anche per capire quanto siano lente le dispute che coinvolgono le DAO. A un&#8217;udienza del maggio 2026, riportata dal servizio di cronaca giudiziaria InnerCityPress, il giudice Jed S. Rakoff si \u00e8 mostrato insofferente per il fatto che i legali avessero tentato di notificare l&#8217;atto a Walters una sola volta: \u00abNon far\u00f2 avanzare il caso su questa base: un solo tentativo?\u00bb, ha detto <a href='https:\/\/www.innercitypress.com\/sdny233rakoffcryptowaltersicp051926.html'>a verbale<\/a>. Notificare gli altri convenuti, tra cui una DAO e una persona residente in Australia, richiede procedure ancora pi\u00f9 complesse. \u00c8 il motivo per cui molte azioni legali contro strutture decentralizzate si arenano prima ancora di entrare nel merito.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa cambia in Italia: Consob, MiCA e la responsabilit\u00e0 dell&#8217;agente<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un lettore italiano la domanda pratica \u00e8: chi risponde di un agente AI che opera on-chain? Il framework in s\u00e9 non \u00e8 un servizio regolato, ma le attivit\u00e0 che ci si costruiscono attorno possono esserlo. In Italia il quadro \u00e8 definito dal regolamento europeo MiCA, il cui periodo transitorio si \u00e8 concluso il 1 luglio 2026: <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob\/w\/termina-il-periodo-transitorio-del-regolamento-mica-sulle-cripto-attivit%C3%A0-in-italia-9-soggetti-abilitati'>Consob<\/a> vigila su condotta di mercato e tutela degli investitori, mentre Banca d&#8217;Italia si occupa degli aspetti prudenziali e degli stablecoin, secondo il D.lgs. 129\/2024. Un punto spesso trascurato \u00e8 che un agente non ha personalit\u00e0 giuridica: la responsabilit\u00e0 ricade sulla persona o sulla societ\u00e0 che lo mette in produzione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono due casi in cui il perimetro si sposta. Se un agente offre di fatto consulenza o gestione di portafoglio, si entra nel campo della MiFID II, con gli obblighi di governance e trasparenza che l&#8217;<a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/'>ESMA<\/a> ha ribadito applicarsi anche quando \u00e8 un&#8217;AI a operare. E se l&#8217;agente paga in stablecoin, come accade sempre pi\u00f9 spesso nell&#8217;economia delle macchine, quei pagamenti ricadono sotto <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/stablecoin-euro-mica-regole-sfida-dollaro-2026\/'>le regole MiCA per gli stablecoin<\/a>. Sul versante statunitense il presidente della SEC Paul Atkins ha riassunto un approccio pi\u00f9 leggero: \u00abIl nostro compito \u00e8 fissare le regole del gioco e arbitrare la partita, non scegliere la squadra vincente\u00bb, <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/05\/08\/sec-chair-atkins-signals-new-rules-for-onchain-markets-ai-driven-finance'>ha dichiarato a maggio 2026<\/a>. Vale la pena ricordare che la causa Burwick \u00e8 stata un&#8217;azione privata, non un&#8217;iniziativa di un regolatore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano fiscale il principio \u00e8 coerente: gli eventuali guadagni realizzati da un agente sono imputati alla persona o all&#8217;entit\u00e0 che lo controlla, non all&#8217;agente, che non \u00e8 un soggetto di diritto. Per chi opera in Italia questo significa che progettazione, custodia delle chiavi e adempimenti restano responsabilit\u00e0 umane, e che affidarsi a un software autonomo non trasferisce il rischio legale a nessun altro.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Conviene ancora costruire su Eliza nel 2026?<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi valuta il framework da un punto di vista tecnico, la morte del token cambia sorprendentemente poco. Eliza resta gratuito, maturo, scritto in un linguaggio diffuso come TypeScript e mantenuto attivamente. Non serve possedere o comprare ELIZAOS per farlo girare, e la licenza MIT garantisce che nessuno possa ritirarlo. I plugin coprono gi\u00e0 molte catene e integrazioni, e l&#8217;architettura a quattro primitivi \u00e8 comprensibile in poche ore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Restano per\u00f2 tre domande da porsi prima di impegnare tempo o denaro. La prima \u00e8 la governance: senza una fondazione, la manutenzione dipende da Walters, dagli adottanti commerciali e dalla community, e conviene verificare quanto sia vivo il repository nel momento in cui si decide. La seconda \u00e8 la sicurezza: qualsiasi agente che tocca fondi va progettato con limiti di spesa, approvazioni umane e isolamento dei permessi, perch\u00e9 il rischio di prompt injection non \u00e8 ipotetico. La terza \u00e8 la conformit\u00e0: in Europa la responsabilit\u00e0 \u00e8 del principale umano, e un agente che consiglia investimenti o muove stablecoin entra in territori regolati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Trattato come una libreria software solida e non come una scommessa su un asset, Eliza ha ancora molto senso. Trattato come un token, non ne aveva gi\u00e0 pi\u00f9 da tempo. Prima di scrivere la prima riga conviene rispondere a poche domande concrete.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Il repository riceve ancora commit e rilasci regolari?<\/li><li>I plugin che mi servono esistono e sono mantenuti?<\/li><li>Quanti fondi toccher\u00e0 l&#8217;agente e con quali limiti e approvazioni?<\/li><li>Chi \u00e8 il responsabile legale se qualcosa va storto?<\/li><li>Ho un piano se il manutentore principale si ferma?<\/li><\/ul><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 il framework Eliza (elizaOS)?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Eliza, oggi noto come elizaOS, \u00e8 un framework open source scritto in TypeScript e rilasciato con licenza MIT per costruire agenti AI autonomi. Un agente Eliza combina un modello linguistico, una memoria persistente, una personalit\u00e0 definita in un character file e una serie di plugin che gli permettono di agire su piattaforme come Discord o X e, tramite un wallet, sulla blockchain.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Il token ELIZAOS \u00e8 morto? Cosa significa per il framework?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Il 4 agosto 2026 il fondatore Shaw Walters ha dichiarato il token morto e ha avviato la chiusura della fondazione dopo aver ceduto il tesoro residuo per chiudere una class action. Il framework \u00e8 per\u00f2 separato dal token: resta open source su GitHub, continua a ricevere aggiornamenti e non richiede ELIZAOS per funzionare.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>In che linguaggio \u00e8 scritto Eliza ed \u00e8 davvero open source?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Eliza \u00e8 scritto in TypeScript ed \u00e8 distribuito con licenza MIT, una delle licenze permissive pi\u00f9 usate. Il repository elizaOS\/eliza conta circa 19.100 stelle e 5.700 fork su GitHub: chiunque pu\u00f2 leggerlo, modificarlo e distribuirlo, anche a scopo commerciale.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Eliza \u00e8 sicuro? Quali sono i rischi degli AI agent on-chain?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio principale non \u00e8 un bug del codice ma il fatto che un modello linguistico non distingue in modo affidabile tra istruzioni e dati. I ricercatori hanno mostrato attacchi di memory injection e prompt injection capaci di far firmare a un agente transazioni non volute. Per questo esperti come Vitalik Buterin suggeriscono limiti stringenti agli importi che un agente pu\u00f2 muovere in autonomia.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Conviene ancora costruire un agente su Eliza nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un progetto tecnico la morte del token cambia poco: il framework \u00e8 maturo, gratuito e mantenuto. I punti da valutare sono la governance (chi lo manterr\u00e0 senza una fondazione), la sicurezza degli agenti che gestiscono fondi e gli obblighi normativi in capo alla persona o alla societ\u00e0 che li mette in produzione.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 il framework Eliza (elizaOS)?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Eliza, oggi noto come elizaOS, \u00e8 un framework open source scritto in TypeScript e rilasciato con licenza MIT per costruire agenti AI autonomi. Un agente combina un modello linguistico, una memoria persistente, una personalit\u00e0 definita in un character file e plugin che gli permettono di agire su piattaforme di messaggistica e, tramite un wallet, on-chain.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Il token ELIZAOS \u00e8 morto? 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