{"id":324,"date":"2026-08-17T22:36:43","date_gmt":"2026-08-17T22:36:43","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/zk-ml-2026-ai-verificabile-sfida-llm\/"},"modified":"2026-08-17T22:36:43","modified_gmt":"2026-08-17T22:36:43","slug":"zk-ml-2026-ai-verificabile-sfida-llm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/zk-ml-2026-ai-verificabile-sfida-llm\/","title":{"rendered":"zk-ML nel 2026: l&#8217;AI verificabile e la sfida degli LLM"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni volta che un modello di intelligenza artificiale produce un risultato, chi lo riceve deve fidarsi di chi lo ha eseguito. Che si tratti di un oracolo che alimenta un protocollo DeFi, di un agente autonomo che firma una transazione o di un sistema di scoring che approva un prestito, l&#8217;output arriva come una scatola nera: nessuna garanzia che il modello dichiarato abbia davvero girato sull&#8217;input dichiarato, e che qualcuno non lo abbia sostituito lungo il percorso con una versione pi\u00f9 economica. Lo zk-ML, cio\u00e8 il machine learning a conoscenza zero, propone di sostituire quella fiducia con una prova matematica. Per anni \u00e8 rimasto una promessa teorica, troppo costosa per qualunque modello serio. Nel 2026 il quadro \u00e8 cambiato, e vale la pena capire perch\u00e9.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 lo zk-ML<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo zk-ML (zero-knowledge machine learning) \u00e8 l&#8217;applicazione delle prove a conoscenza zero al calcolo di un modello di machine learning. L&#8217;idea di base \u00e8 semplice da enunciare e difficile da realizzare: chi esegue il modello (il <em>prover<\/em>) genera, insieme al risultato, una prova crittografica che attesta una frase precisa, cio\u00e8 \u00abho eseguito questo specifico modello su questo specifico input e ho ottenuto questo output\u00bb. Chiunque riceva il risultato (il <em>verifier<\/em>) pu\u00f2 controllare quella prova in millisecondi, senza rieseguire il modello e, se serve, senza vedere n\u00e9 i pesi n\u00e9 i dati di ingresso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Due propriet\u00e0 rendono la cosa interessante. La prima \u00e8 la <strong>succintezza<\/strong>: la prova \u00e8 piccola e si verifica in modo economico, molto pi\u00f9 economico che rieseguire l&#8217;inferenza, al punto che il controllo pu\u00f2 avvenire perfino dentro uno smart contract on-chain. La seconda \u00e8 la <strong>conoscenza zero<\/strong> vera e propria: la prova pu\u00f2 convincere il verificatore che il calcolo \u00e8 corretto senza rivelare informazioni riservate, come i pesi proprietari del modello o i dati sensibili dell&#8217;utente. In pratica, ogni inferenza riceve una ricevuta crittografica che chiunque pu\u00f2 controllare ma che nessuno pu\u00f2 falsificare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambiamento di fondo \u00e8 nel modello di fiducia. Oggi, quando un&#8217;API vi restituisce l&#8217;output di un modello, l&#8217;unica opzione \u00e8 fidarsi del fornitore: che abbia usato il modello giusto, che non lo abbia rimpiazzato con uno pi\u00f9 leggero, che non abbia manomesso l&#8217;input. Lo zk-ML sposta il baricentro da \u00abfidati del server\u00bb a \u00abverifica la prova\u00bb. \u00c8 lo stesso salto concettuale che le prove a conoscenza zero hanno gi\u00e0 portato allo scaling di Ethereum con i rollup, applicato per\u00f2 a un oggetto molto pi\u00f9 ostile alla crittografia: una rete neurale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il problema: fidarsi di un&#8217;AI che non puoi ispezionare<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il nodo lo ha descritto bene Vitalik Buterin nel suo saggio del gennaio 2024 su crypto e intelligenza artificiale. Se un modello che svolge un ruolo chiave in un meccanismo \u00e8 chiuso, spiega, <a href='https:\/\/vitalik.eth.limo\/general\/2024\/01\/30\/cryptoai.html'>\u00abnon puoi verificarne il funzionamento interno, e quindi non \u00e8 meglio di un&#8217;applicazione centralizzata; se invece il modello \u00e8 aperto, un attaccante pu\u00f2 scaricarlo e simularlo localmente\u00bb<\/a>. \u00c8 un dilemma apparentemente senza uscita: o ti fidi di una scatola nera, o esponi il modello a chi vuole ingannarlo. Le prove a conoscenza zero offrono una terza via, perch\u00e9 permettono di dimostrare che un calcolo \u00e8 avvenuto correttamente senza dover aprire la scatola.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui \u00e8 utile una distinzione che spesso si perde. Reti come Akash, Render o le subnet di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bittensor-tao-2026-subnet-dtao-halving\/'>Bittensor<\/a> decentralizzano il <em>calcolo<\/em>: affittano GPU sparse nel mondo per eseguire modelli. Ma affittare potenza di calcolo non dice nulla sull&#8217;onest\u00e0 del risultato. Un nodo pu\u00f2 restituire l&#8217;output di un modello diverso, pi\u00f9 piccolo e pi\u00f9 economico, e in assenza di controlli nessuno se ne accorge. Lo zk-ML non decentralizza il calcolo, ne certifica la correttezza. \u00c8 il tassello che manca alla maggior parte dell&#8217;infrastruttura di AI decentralizzata, ed \u00e8 la ragione per cui \u00e8 considerato il cuore del verifiable compute.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Come una prova avvolge un modello di AI<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 lo zk-ML \u00e8 difficile bisogna guardare a come funziona una prova a conoscenza zero. Un sistema SNARK o STARK non ragiona in termini di codice: traduce il calcolo in un <strong>circuito aritmetico<\/strong>, cio\u00e8 in una lunga sequenza di addizioni e moltiplicazioni definite su un campo finito (l&#8217;aritmetica modulare degli interi, non i numeri reali). Ogni operazione del modello deve essere riscritta in quella forma. Il prover impegna (commit) i valori intermedi tramite polinomi e produce una prova che tutte le relazioni del circuito sono soddisfatte; il verificatore controlla quella prova con pochi calcoli, senza mai rivedere l&#8217;intera computazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza pratica \u00e8 un&#8217;asimmetria enorme: generare la prova \u00e8 costoso, verificarla \u00e8 quasi gratis. \u00c8 la stessa asimmetria che rende i rollup a conoscenza zero utili per Ethereum, dove una prova compatta riassume migliaia di transazioni e la rete la controlla in una frazione del tempo che servirebbe per rieseguirle. Buterin la riassume notando che una parte della matematica delle reti neurali si presta bene, e una parte malissimo. Le moltiplicazioni tra matrici, che sono il grosso del lavoro di un modello, si possono mettere in una SNARK con <a href='https:\/\/vitalik.eth.limo\/general\/2024\/01\/30\/cryptoai.html'>\u00abun overhead inferiore a 4x\u00bb<\/a>. Il problema, come vedremo, sono le funzioni non lineari.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena chiarire un punto che spesso genera confusione. \u00abA conoscenza zero\u00bb non significa necessariamente che qualcosa resti nascosto: nel gergo tecnico indica soprattutto la succintezza, cio\u00e8 il fatto che la verifica costi molto meno dell&#8217;esecuzione. I sistemi SNARK producono prove piccolissime, ma alcuni richiedono una fase di configurazione iniziale delicata; i sistemi STARK rinunciano a quella fase e restano trasparenti, a costo di prove un po&#8217; pi\u00f9 grandi. Per lo zk-ML la scelta tra le due famiglie incide su tempi, dimensioni e su quanto \u00e8 facile verificare la prova dentro uno smart contract, ma il principio resta lo stesso: dimostrare molto, controllare in poco.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il ciclo di vita di una prova, passo per passo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Messa a terra, la produzione di una prova zk-ML segue una sequenza abbastanza standard, che aiuta a capire dove si concentrano i costi.<\/p><ol class='wp-block-list'><li><strong>Esportazione del modello.<\/strong> Il modello addestrato viene salvato in un formato interoperabile, tipicamente ONNX, safetensors o GGUF, cos\u00ec da poter essere letto dal sistema di prova.<\/li><li><strong>Preparazione del circuito.<\/strong> Il modello viene quantizzato (gli interi sostituiscono i float) e tradotto in circuito aritmetico o in tabelle di lookup. \u00c8 la fase che decide quanto sar\u00e0 costoso il resto.<\/li><li><strong>Esecuzione dell&#8217;inferenza.<\/strong> Il prover fa girare il modello sull&#8217;input e registra tutti i valori intermedi, la cosiddetta traccia di esecuzione.<\/li><li><strong>Generazione della prova.<\/strong> Dalla traccia il prover costruisce la prova crittografica. \u00c8 di gran lunga il passaggio pi\u00f9 oneroso in termini di tempo e memoria.<\/li><li><strong>Verifica.<\/strong> Chiunque, anche uno smart contract, controlla la prova in millisecondi e accetta o rifiuta il risultato.<\/li><\/ol><p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto lo sforzo di ricerca degli ultimi anni si \u00e8 concentrato sui passaggi due e quattro. Ed \u00e8 proprio l\u00ec che nel 2026 sono arrivati i progressi decisivi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 lo zk-ML sembrava impossibile<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Una rete neurale non \u00e8 fatta solo di moltiplicazioni. Tra uno strato e l&#8217;altro applica funzioni di attivazione non lineari, come ReLU, softmax o GELU, che decidono quali segnali passano e con quale intensit\u00e0. Sono operazioni banali su una GPU, ma un incubo per un circuito aritmetico: richiedono confronti, esponenziali, divisioni, tutte cose che il linguaggio nativo delle SNARK (somma e moltiplicazione su interi) non sa esprimere in modo diretto. Buterin stima che, per gli strati non lineari, <a href='https:\/\/vitalik.eth.limo\/general\/2024\/01\/30\/cryptoai.html'>\u00able migliori implementazioni pratiche mostrano un overhead intorno a 200x\u00bb<\/a>. Da qui il collo di bottiglia storico.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi il problema dei numeri. Le reti neurali lavorano in virgola mobile (i float a 32 bit), mentre i circuiti a conoscenza zero vivono nel mondo degli interi su campi finiti. Per far entrare un modello in una SNARK bisogna <strong>quantizzarlo<\/strong>, cio\u00e8 approssimarlo con interi a precisione ridotta, spesso a 8 bit. \u00c8 un compromesso a doppio taglio: pi\u00f9 si comprime, pi\u00f9 la prova diventa gestibile, ma pi\u00f9 il modello quantizzato si allontana da quello originale, con perdite di accuratezza che in certi contesti non sono accettabili.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 che, fino a poco fa, lo zk-ML riusciva a coprire solo modelli giocattolo. Il progetto Modulus Labs, con il suo studio \u00abThe Cost of Intelligence\u00bb, fu tra i primi a quantificare quanto fosse proibitivo dimostrare inferenze non banali. E gli strumenti che pure avevano reso lo zk-ML accessibile restavano lenti: nei benchmark del 2025 una libreria come EZKL impiegava ancora diversi secondi per un semplice modello di classificazione, contro le frazioni di secondo dei sistemi pi\u00f9 recenti (<a href='https:\/\/blog.icme.io\/sumcheck-good-lookups-good-jolt-good-particularly-for-zero-knowledge-machine-learning\/'>dati di ICME Labs<\/a>). Con questi ordini di grandezza, l&#8217;idea di dimostrare un modello linguistico intero sembrava fuori portata.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La svolta del 2026: i lookup abbattono il muro<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La novit\u00e0 che ha cambiato le carte in tavola si chiama <strong>lookup argument<\/strong>. L&#8217;intuizione \u00e8 elegante: invece di ricostruire una funzione non lineare come ReLU o softmax con centinaia di porte aritmetiche, la si precalcola in una tabella di corrispondenze ingresso-uscita e si dimostra, in modo compatto, che ogni valore usato appartiene davvero a quella tabella. Le funzioni che facevano esplodere i circuiti diventano, di colpo, quasi gratuite. Come sintetizza Wyatt Benno di ICME Labs, <a href='https:\/\/blog.icme.io\/sumcheck-good-lookups-good-jolt-good-particularly-for-zero-knowledge-machine-learning\/'>\u00abi lookup eliminano del tutto la necessit\u00e0 di rappresentare la funzione come circuito\u00bb<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto che incarna meglio questa svolta \u00e8 <strong>Jolt Atlas<\/strong>. Jolt \u00e8 un sistema di prova nato in casa a16z Crypto, costruito attorno all&#8217;idea di sostituire l&#8217;aritmetica pesante con i lookup e con il protocollo sumcheck; ICME Labs (il team dietro la rete NovaNet) lo ha adattato al machine learning, sostituendo il set di istruzioni RISC-V con <strong>ONNX<\/strong>, cio\u00e8 il formato in cui i modelli di AI vengono effettivamente esportati (<a href='https:\/\/github.com\/ICME-Lab\/jolt-atlas'>repository su GitHub<\/a>). Il paper che lo descrive \u00e8 uscito a inizio 2026 (<a href='https:\/\/arxiv.org\/html\/2602.17452'>arXiv 2602.17452<\/a>). Nei benchmark pubblicati, un modello di classificazione multipla viene dimostrato in circa 0,7 secondi con l&#8217;approccio a lookup, contro i 4-5 secondi di EZKL, la libreria che era stata a lungo il riferimento del settore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un dettaglio che va oltre la pura velocit\u00e0. Grazie agli schemi di folding, che comprimono ricorsivamente le prove, questi sistemi possono girare su hardware modesto: un browser, un telefono, un nodo DePIN. La prova non deve pi\u00f9 passare per un data center dedicato. \u00c8 il tipo di cambiamento che trasforma una curiosit\u00e0 accademica in qualcosa che uno sviluppatore pu\u00f2 integrare in un&#8217;app reale, e che sposta lo zk-ML dal laboratorio al prodotto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una ragione pi\u00f9 profonda per cui i lookup si sposano bene con il machine learning. I carichi di lavoro di una rete neurale hanno schemi molto regolari: le stesse funzioni di attivazione si ripetono milioni di volte, e le tabelle possono essere condivise tra tutte quelle occorrenze invece di essere ricostruite ogni volta. Ci\u00f2 che affossava gli approcci a circuito, la densit\u00e0 delle non linearit\u00e0, diventa un vantaggio per un sistema pensato attorno ai lookup. Non \u00e8 un caso che i benchmark del 2026 mostrino il margine pi\u00f9 ampio proprio sui modelli con molte attivazioni, quelli che in passato erano i pi\u00f9 ostili alla dimostrazione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>DeepProve e la prima prova di un LLM intero<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se i lookup hanno abbattuto il costo dei circuiti, \u00e8 stato Lagrange a piantare la bandiera sul traguardo simbolico. A giugno 2026 il team ha reso open source <strong>DeepProve<\/strong>, definendolo il primo sistema zk-ML di livello produttivo, e con DeepProve-1 ha annunciato <a href='https:\/\/lagrange.dev\/blog\/deepprove-1'>la prima prova a conoscenza zero di un&#8217;inferenza completa di un modello linguistico<\/a>: GPT-2, dimostrato end-to-end. Non \u00e8 il solo modello: secondo il comunicato di rilascio, DeepProve ha dimostrato in modo completo anche Gemma-3, oltre a classificatori e modelli di visione, e ha gi\u00e0 generato <a href='https:\/\/news.eandtnews.com\/story\/551537\/lagrange-labs-opensources-deepprove-the-first-productiongrade-zkml-system-to-generate-over-12-million-cryptographic-ai-proofs.html'>oltre 12 milioni di prove crittografiche e verificato pi\u00f9 di 3 milioni di inferenze end-to-end<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri di efficienza raccontano il salto: DeepProve genera le prove degli LLM fino a 60 volte pi\u00f9 velocemente rispetto allo stato dell&#8217;arte precedente e le verifica 671 volte pi\u00f9 in fretta, mantenendo intatta l&#8217;accuratezza del modello. Supporta nativamente i formati in cui i modelli vengono davvero distribuiti (ONNX, safetensors, GGUF), il che significa che un modello addestrato con PyTorch o scaricato da Hugging Face pu\u00f2 passare per il sistema senza riscritture. Il CEO Ismael Hishon-Rezaizadeh ha inquadrato la mossa open source in modo netto: <a href='https:\/\/news.eandtnews.com\/story\/551537\/lagrange-labs-opensources-deepprove-the-first-productiongrade-zkml-system-to-generate-over-12-million-cryptographic-ai-proofs.html'>\u00abNon abbiamo costruito DeepProve per possedere l&#8217;AI verificabile. L&#8217;abbiamo costruito perch\u00e9 nessuno dovesse farlo\u00bb<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui serve per\u00f2 onest\u00e0 tecnica, per non trasformare un traguardo in un&#8217;illusione. GPT-2 e Gemma-3 sono modelli piccoli per gli standard del 2026; i modelli di frontiera con decine o centinaia di miliardi di parametri restano fuori portata per una prova a conoscenza zero in tempo reale, e i modelli in classe Llama, come dichiara la stessa Lagrange, sono ancora in sviluppo. Il muro non \u00e8 crollato, si \u00e8 incrinato. La differenza rispetto a due anni fa \u00e8 che ora esiste una traiettoria credibile, non solo una speranza. E la domanda, secondo Lagrange che cita una ricerca McKinsey, c&#8217;\u00e8: <a href='https:\/\/news.eandtnews.com\/story\/551537\/lagrange-labs-opensources-deepprove-the-first-productiongrade-zkml-system-to-generate-over-12-million-cryptographic-ai-proofs.html'>\u00abil 71% dei dirigenti aziendali dichiara che non scaler\u00e0 i sistemi di AI senza una prova di correttezza\u00bb<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Dove si colloca: i quattro modi di verificare l&#8217;AI<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo zk-ML non \u00e8 l&#8217;unico modo per rendere verificabile un calcolo di AI, ed \u00e8 utile vederlo accanto agli altri per capire cosa promette e cosa costa. Gli approcci principali sono quattro, e si differenziano soprattutto per la fonte della fiducia.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Approccio<\/th><th>Come funziona<\/th><th>Fonte di fiducia<\/th><th>Compromesso principale<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>zk-ML<\/td><td>Prova crittografica che il modello ha girato correttamente<\/td><td>Matematica (nessun terzo da credere)<\/td><td>Costo di generazione della prova, quantizzazione<\/td><\/tr><tr><td>opML (ottimistico)<\/td><td>Si pubblica il risultato, con finestra di contestazione e fraud proof<\/td><td>Almeno un osservatore onesto<\/td><td>Latenza della sfida, niente tempo reale<\/td><\/tr><tr><td>TEE (hardware)<\/td><td>Enclave sicura del processore con attestazione<\/td><td>Produttore del chip (Intel, NVIDIA)<\/td><td>Fiducia nel vendor, rischio side-channel<\/td><\/tr><tr><td>Crypto-economico<\/td><td>Stake e slashing: mentire costa pi\u00f9 del guadagno<\/td><td>Incentivi economici<\/td><td>Garanzia solo economica, non assoluta<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo zk-ML sta all&#8217;estremo pi\u00f9 rigoroso di questo spettro: \u00e8 l&#8217;unico che non chiede di fidarsi di nessuno, n\u00e9 di un hardware n\u00e9 di un incentivo, ma solo della correttezza della matematica. \u00c8 anche il pi\u00f9 costoso da produrre, ed \u00e8 per questo che i quattro approcci convivono, spesso in forma ibrida, per esempio un&#8217;enclave TEE per la finalit\u00e0 rapida affiancata da controlli a campione a conoscenza zero. La scelta dipende da quanto vale, in quel preciso contesto, eliminare del tutto la fiducia in un terzo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I principali framework e sistemi zk-ML<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il panorama degli strumenti si \u00e8 irrobustito in fretta. Alcuni progetti puntano a dimostrare direttamente un modello, altri costruiscono macchine virtuali a conoscenza zero (zkVM) generiche su cui far girare qualunque programma, comprese le inferenze. Ecco i nomi che contano nel 2026.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Progetto<\/th><th>Approccio<\/th><th>Formato modelli<\/th><th>Note<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>EZKL<\/td><td>Compila ONNX in circuiti Halo2<\/td><td>ONNX<\/td><td>Il riferimento storico, oggi la base che gli altri battono<\/td><\/tr><tr><td>DeepProve (Lagrange)<\/td><td>Sumcheck e logup-GKR, prova diretta<\/td><td>ONNX, safetensors, GGUF<\/td><td>Prima prova di un LLM intero (GPT-2, Gemma-3)<\/td><\/tr><tr><td>Jolt Atlas (ICME\/NovaNet)<\/td><td>Lookup argument su tensori ONNX<\/td><td>ONNX<\/td><td>Prova anche su hardware di consumo<\/td><\/tr><tr><td>zkVM (SP1, RISC Zero, Boundless)<\/td><td>Macchina virtuale ZK generica<\/td><td>Qualunque programma<\/td><td>Marketplace di prove, non solo AI<\/td><\/tr><tr><td>Giza<\/td><td>Nato come zkML, oggi agent di DeFi<\/td><td>Cairo\/Orion<\/td><td>Il caso di chi ha lasciato lo zkML puro<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena soffermarsi sui due estremi della tabella. EZKL, sviluppato da zkonduit, ha reso lo zk-ML accessibile a chi non \u00e8 un crittografo: si prende un modello in formato ONNX e lo si compila in un circuito. \u00c8 tuttora lo strumento su cui poggiano molte applicazioni reali. All&#8217;altro capo c&#8217;\u00e8 Giza, che era partito nel 2023 come piattaforma zkML e che nel frattempo ha virato verso gli agenti finanziari autonomi, con il suo ARMA che ottimizza rendimenti in stablecoin su Base. La parabola di Giza racconta una verit\u00e0 scomoda del settore: dimostrare l&#8217;AI \u00e8 un&#8217;impresa tecnica affascinante, ma costruirci sopra un business sostenibile \u00e8 un&#8217;altra cosa.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La privacy: dimostrare senza rivelare<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La parte \u00abconoscenza zero\u00bb del nome non \u00e8 un dettaglio, \u00e8 forse la promessa pi\u00f9 sottovalutata dello zk-ML. Una prova pu\u00f2 convincere il verificatore che un modello ha prodotto un certo risultato senza rivelare due cose che di solito restano segrete: i pesi del modello e i dati di input. Questo apre scenari che gli altri approcci alla verifica faticano a coprire.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Pensiamo a un ospedale che vuole dimostrare che una diagnosi \u00e8 stata prodotta da un modello certificato, senza esporre n\u00e9 la cartella clinica del paziente n\u00e9 il modello proprietario dell&#8217;azienda che lo ha addestrato. O a una banca che approva un prestito e deve poter provare, magari a un&#8217;autorit\u00e0, che il punteggio \u00e8 stato calcolato da un modello approvato e non discriminatorio, senza pubblicare l&#8217;algoritmo n\u00e9 i dati del richiedente. O ancora a un sistema di verifica dell&#8217;identit\u00e0 che conferma \u00abquesta persona ha pi\u00f9 di 18 anni\u00bb senza rivelare la data di nascita. In tutti questi casi lo zk-ML permette di separare il fatto (\u00abil calcolo \u00e8 corretto\u00bb) dalle informazioni che lo hanno prodotto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che la conoscenza zero batte le alternative. Un TEE protegge i dati durante l&#8217;esecuzione, ma chiede di fidarsi del produttore del chip; l&#8217;approccio ottimistico, per contestare un risultato, di solito richiede di rieseguire il calcolo, il che mal si concilia con dati che devono restare riservati. Per un&#8217;Europa che ha fatto della minimizzazione dei dati un principio giuridico, la capacit\u00e0 di provare un risultato senza esporre l&#8217;input non \u00e8 un vezzo tecnico, \u00e8 un incastro naturale con il modo in cui il diritto guarda ai dati personali.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>A cosa serve davvero: i casi d&#8217;uso nel 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre la teoria, dove sta gi\u00e0 entrando lo zk-ML? Il caso pi\u00f9 concreto arriva dalla DeFi. OpenGradient, insieme a EZKL, ha costruito un modello che regola in modo dinamico le commissioni di una pool Uniswap in base al rischio di mercato, con la garanzia crittografica che il modello dichiarato \u00e8 davvero quello che ha prodotto il valore delle fee (<a href='https:\/\/blog.ezkl.xyz\/post\/opengradient\/'>dettagli sul blog di EZKL<\/a>). \u00c8 un esempio piccolo ma reale: un modello di AI che muove denaro on-chain e la cui onest\u00e0 \u00e8 dimostrabile, non semplicemente promessa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo grande filone sono gli agenti autonomi. Un agente che gestisce fondi, firma transazioni o vota in una governance dovrebbe poter dimostrare di aver seguito il modello e le regole che dichiara, invece di chiedere fiducia cieca. \u00c8 la differenza tra un agente a prova di manomissione e uno che potrebbe essere stato silenziosamente sostituito. Il tema si intreccia con l&#8217;ecosistema dei framework per agenti come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/eliza-framework-2026-token-morto-codice-vive\/'>ElizaOS<\/a>, dove la questione della fiducia negli output \u00e8 tutt&#8217;altro che risolta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un terzo terreno, pi\u00f9 vicino al grande pubblico, \u00e8 l&#8217;autenticit\u00e0 dei contenuti. In un&#8217;epoca di deepfake e di immagini generate, una prova a conoscenza zero pu\u00f2 attestare che una foto \u00e8 stata prodotta o modificata solo da una pipeline dichiarata, oppure che un testo proviene davvero dal modello indicato e non da un altro. Non risolve da solo il problema della disinformazione, ma offre un mattone verificabile su cui costruire: invece di chiedere \u00abdi chi ti fidi?\u00bb, si pu\u00f2 chiedere \u00abdov&#8217;\u00e8 la prova?\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono poi gli oracoli e i mercati predittivi, dove una prova a conoscenza zero pu\u00f2 certificare che un dato o una risoluzione derivano da un modello concordato; la gestione del rischio nei protocolli di prestito, con stime di volatilit\u00e0 verificabili; e le reti di calcolo GPU decentralizzato, come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/render-governance-rnp-dao-token-rete-gpu-ai-2026\/'>Render<\/a>, che potrebbero aggiungere un livello di verifica sopra la potenza grezza che gi\u00e0 vendono. Il filo conduttore \u00e8 sempre lo stesso: ovunque il risultato di un modello faccia scattare un&#8217;azione con conseguenze economiche o legali, una prova vale pi\u00f9 di una promessa.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il paradosso: la tecnologia scala, i token no<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un contrasto che salta all&#8217;occhio a chiunque guardi il settore con lente da mercato. Mentre la tecnologia compie salti reali, i token dei progetti che la costruiscono sono in gran parte in caduta libera. LA, il token di Lagrange, viaggia intorno a <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/lagrange\/eur'>0,043 euro, circa il 97% sotto il massimo storico di 1,50 euro<\/a>; PROVE di Succinct \u00e8 vicino a <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/succinct\/eur'>0,13 euro, oltre il 90% sotto il picco di 1,47 euro<\/a>. Lo stesso vale per gli altri nomi del comparto delle prove.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il messaggio \u00e8 che la maturit\u00e0 tecnica e il valore di un token sono due grandezze diverse. La capacit\u00e0 di dimostrare un LLM non genera automaticamente una domanda che paghi le commissioni di rete, e la storia di Giza, che ha abbandonato lo zkML puro per gli agenti di DeFi, ricorda che il modello di business \u00e8 ancora tutto da scrivere. Abbiamo dedicato a questo divario un&#8217;analisi a parte, <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/verifiable-compute-2026-prove-scalano-token\/'>\u00able prove scalano, i token no\u00bb<\/a>, a cui rimandiamo chi voglia approfondire il lato mercato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa servirebbe per chiudere il divario? In sostanza, una domanda ricorrente che paghi le prove. Finch\u00e9 la verifica dell&#8217;AI resta un optional, il valore economico di questi network resta teorico; nel momento in cui una norma, un assicuratore o un grande cliente istituzionale cominciassero a esigere una prova per ogni inferenza critica, l&#8217;equazione cambierebbe. \u00c8 la scommessa implicita di tutto il settore: che la fiducia, prima o poi, diventi un costo che qualcuno \u00e8 disposto a pagare. Per ora la tecnologia corre davanti alla sua stessa domanda, ed \u00e8 un posto scomodo in cui trovarsi per un token, per quanto solida sia l&#8217;ingegneria che lo sostiene.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le regole: EU AI Act, Consob e MiCA<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano normativo lo zk-ML vive in una zona di frontiera. L&#8217;infrastruttura in s\u00e9 (i sistemi di prova, gli algoritmi) non \u00e8 regolata direttamente da nessuna autorit\u00e0 finanziaria. A entrare nel perimetro sono semmai i token che pagano questi servizi e le applicazioni che li usano, soprattutto quando un agente AI gestisce asset per conto di terzi. In Italia il quadro fa capo a <a href='https:\/\/www.consob.it'>Consob<\/a> per la condotta di mercato e la tutela degli investitori, e a Banca d&#8217;Italia per gli aspetti prudenziali e sugli stablecoin, secondo il decreto di attuazione di MiCA (D.lgs. 129\/2024); i derivati su cripto restano invece sotto la MiFID II. Il periodo transitorio di MiCA in Italia si \u00e8 chiuso il 1 luglio 2026, come raccontiamo nella <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-attuazione-italia-casp-autorizzati-2026\/'>guida all&#8217;attuazione italiana<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La spinta pi\u00f9 interessante, per\u00f2, arriva dal fronte AI. L&#8217;AI Act europeo \u00e8 entrato nella fase in cui la Commissione pu\u00f2 far rispettare gli obblighi sui modelli di uso generale, con poteri di richiesta della documentazione e sanzioni che arrivano a milioni di euro o a percentuali del fatturato globale (<a href='https:\/\/digital-strategy.ec.europa.eu\/en\/policies\/regulatory-framework-ai'>quadro ufficiale della Commissione<\/a>). Un mondo che pretende sistemi di AI documentabili e verificabili \u00e8, in prospettiva, esattamente il tipo di domanda che lo zk-ML potrebbe soddisfare: una prova crittografica \u00e8 una forma di auditabilit\u00e0 difficile da contestare. Negli Stati Uniti, per ora, la cornice \u00e8 pi\u00f9 vaga: l&#8217;interpretazione congiunta di SEC e CFTC del marzo 2026 sui digital commodity non dice nulla sul verifiable compute, lasciando questi token in un limbo di classificazione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Limiti e domande aperte<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe un errore chiudere con un trionfalismo che il settore non merita ancora. I limiti restano seri. Il primo \u00e8 di scala: dimostrare GPT-2 \u00e8 un traguardo, ma i modelli che usiamo ogni giorno sono centinaia di volte pi\u00f9 grandi, e una prova a conoscenza zero in tempo reale di un modello di frontiera non \u00e8 dietro l&#8217;angolo. Il secondo \u00e8 la quantizzazione: comprimere un modello a interi a bassa precisione per farlo entrare in un circuito pu\u00f2 degradarne l&#8217;accuratezza, e in alcuni ambiti quella perdita non \u00e8 tollerabile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un paradosso tecnico sottile, quello del determinismo. Le prove a conoscenza zero richiedono un calcolo perfettamente riproducibile, mentre l&#8217;inferenza di un LLM su GPU, per via del parallelismo e dell&#8217;aritmetica in virgola mobile, spesso non lo \u00e8: lo stesso input pu\u00f2 dare risultati leggermente diversi. Riconciliare la natura non deterministica dell&#8217;hardware con il determinismo che la crittografia pretende \u00e8 un problema aperto, non un dettaglio implementativo. E resta la domanda pi\u00f9 scomoda di tutte, quella che aleggia su ogni progetto del settore: serve davvero un token per far funzionare tutto questo, o la tecnologia migliore vincer\u00e0 indipendentemente dall&#8217;asset che la accompagna?<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 lo zk-ML in parole semplici?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo zk-ML \u00e8 una tecnica che accompagna il risultato di un modello di intelligenza artificiale con una prova matematica che quel risultato \u00e8 stato calcolato correttamente dal modello dichiarato. Chi lo riceve pu\u00f2 verificare la prova in un istante, senza rieseguire il modello e senza dover vedere i dati o i pesi. In pratica, trasforma \u00abfidati di me\u00bb in \u00abecco la prova\u00bb.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Qual \u00e8 la differenza tra zk-ML e opML?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo zk-ML produce una prova crittografica valida subito e non richiede di fidarsi di nessuno, ma generarla \u00e8 costoso. L&#8217;opML (machine learning ottimistico) pubblica il risultato assumendolo corretto e apre una finestra di tempo in cui chiunque pu\u00f2 contestarlo con una fraud proof: \u00e8 pi\u00f9 economico, ma introduce latenza e richiede almeno un osservatore onesto. Uno privilegia la certezza immediata, l&#8217;altro il costo ridotto.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Si pu\u00f2 gi\u00e0 dimostrare un modello come ChatGPT con lo zk-ML?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non ancora, non nella sua interezza e non in tempo reale. Nel 2026 sistemi come DeepProve di Lagrange hanno dimostrato end-to-end modelli linguistici piccoli come GPT-2 e Gemma-3, un risultato che due anni fa sembrava impossibile. I modelli di frontiera con decine o centinaia di miliardi di parametri restano per\u00f2 fuori portata: la traiettoria \u00e8 promettente, ma il traguardo non \u00e8 raggiunto.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Lo zk-ML protegge la privacy dei dati?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, ed \u00e8 uno dei suoi punti di forza. Grazie alla propriet\u00e0 di conoscenza zero, una prova pu\u00f2 attestare che un modello ha prodotto un certo output senza rivelare n\u00e9 i dati di input n\u00e9 i pesi del modello. Questo lo rende adatto ad ambiti sensibili come sanit\u00e0, credito e verifica dell&#8217;identit\u00e0, dove serve dimostrare un fatto senza esporre le informazioni che lo hanno generato.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Esiste un token dello zk-ML?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non esiste un unico token del settore. Diversi progetti hanno un proprio asset, per esempio LA di Lagrange, PROVE di Succinct o ZKC di Boundless, ma nel 2026 questi token quotano in larga parte oltre il 90% sotto i loro massimi storici, un divario che mostra quanto la maturit\u00e0 tecnica non coincida con il valore di mercato. Questo articolo \u00e8 informativo e non costituisce un consiglio finanziario.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 lo zk-ML in parole semplici?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Lo zk-ML \u00e8 una tecnica che accompagna il risultato di un modello di intelligenza artificiale con una prova matematica che quel risultato \u00e8 stato calcolato correttamente dal modello dichiarato. Chi lo riceve pu\u00f2 verificare la prova in un istante, senza rieseguire il modello e senza vedere i dati o i pesi.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Qual \u00e8 la differenza tra zk-ML e opML?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Lo zk-ML produce una prova crittografica valida subito e non richiede di fidarsi di nessuno, ma generarla \u00e8 costoso. 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