{"id":334,"date":"2026-08-19T10:35:16","date_gmt":"2026-08-19T10:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-passaporto-unico-vigilanza-esma\/"},"modified":"2026-08-19T10:35:16","modified_gmt":"2026-08-19T10:35:16","slug":"mica-2026-passaporto-unico-vigilanza-esma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-passaporto-unico-vigilanza-esma\/","title":{"rendered":"MiCA nel 2026: il passaporto unico e la battaglia sulla vigilanza"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Sette settimane dopo il 1\u00b0 luglio 2026, l&#8217;Unione europea ha finalmente un solo regolamento sulle cripto-attivit\u00e0. Il periodo transitorio previsto dall&#8217;articolo 143 della MiCA (Markets in Crypto-Assets, regolamento UE 2023\/1114) si \u00e8 chiuso, e da quella data qualunque soggetto che offra servizi su cripto-attivit\u00e0 nello Spazio economico europeo senza autorizzazione \u00e8, nelle parole dell&#8217;ESMA, in violazione del diritto dell&#8217;Unione. Sulla carta \u00e8 il traguardo di un percorso iniziato nel 2023: regole uniche per exchange, custodi, broker e piattaforme, valide da Lisbona a Helsinki, con lo stesso libretto di istruzioni per tutti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nella pratica il quadro \u00e8 pi\u00f9 sfumato. Il regolamento \u00e8 unico, ma le autorit\u00e0 che lo applicano restano ventisette (pi\u00f9 quelle dello SEE), ciascuna con le proprie prassi, i propri tempi e la propria severit\u00e0. \u00c8 il paradosso al centro del dibattito europeo di questa estate: un mercato che, grazie al passaporto unico, \u00e8 gi\u00e0 continentale, e una vigilanza che resta nazionale. Una peer review pubblicata dall&#8217;ESMA su Malta ha trasformato quel paradosso in un caso concreto, e ha dato forza a chi, Consob compresa, chiede da tempo di spostare la vigilanza dei grandi operatori a Bruxelles, o meglio a Parigi, dove ha sede l&#8217;autorit\u00e0 europea dei mercati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per il mercato il contesto resta incerto ma non drammatico. Bitcoin viaggia <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>poco sopra i 55.000 euro<\/a>, in una fase di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-ftse-mib-wall-street-correlazione-2026\/'>correlazione altalenante con gli indici azionari<\/a>. Ma la partita che conta davvero per gli operatori italiani non si gioca sul prezzo: si gioca su chi, tra un anno o due, decider\u00e0 chi pu\u00f2 operare in Europa e a quali condizioni. Questo articolo prova a mettere in fila cosa \u00e8 cambiato, dove la MiCA morde gi\u00e0 oggi e perch\u00e9 la prossima battaglia riguarda la vigilanza, non le regole.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa \u00e8 cambiato il 1\u00b0 luglio 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La MiCA \u00e8 entrata in vigore il 29 giugno 2023, ma la sua applicazione \u00e8 stata scaglionata nel tempo. I titoli sulle stablecoin (token di moneta elettronica e token collegati ad attivit\u00e0) si applicano dal 30 giugno 2024; le regole sui prestatori di servizi, i CASP (crypto-asset service providers), e quelle sugli abusi di mercato dal 30 dicembre 2024. L&#8217;articolo 143 concedeva per\u00f2 agli Stati una finestra transitoria, fino a diciotto mesi, per consentire agli operatori gi\u00e0 attivi di adeguarsi senza dover interrompere l&#8217;attivit\u00e0 dall&#8217;oggi al domani.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Italia ha usato l&#8217;intera finestra. Il decreto legislativo 5 settembre 2024, n. 129 designa la Consob per i profili di condotta, trasparenza e tutela degli investitori, e la Banca d&#8217;Italia per quelli prudenziali e per le stablecoin, e fissava al 30 giugno 2026 la fine del regime transitorio nazionale. Da luglio, quindi, chi non ha ottenuto l&#8217;autorizzazione non pu\u00f2 pi\u00f9 offrire servizi al pubblico italiano.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La Consob e la Banca d&#8217;Italia, in un comunicato congiunto del 30 giugno 2026, hanno certificato che in Italia i <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob\/w\/termina-il-periodo-transitorio-del-regolamento-mica-sulle-cripto-attivit%C3%A0-in-italia-9-soggetti-abilitati'>soggetti abilitati sono nove<\/a>: otto CASP (CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital e Young Platform) pi\u00f9 Banca Sella, che opera in forza della notifica come banca. Chi non rientra in quella lista deve cessare l&#8217;attivit\u00e0 e gestire in modo ordinato la chiusura dei rapporti con la clientela, mantenendo gli obblighi di condotta e antiriciclaggio fino all&#8217;ultimo giorno. \u00c8 lo stesso schema applicato in tutto il continente. La differenza, e qui comincia il problema, \u00e8 che ogni autorit\u00e0 nazionale ha autorizzato i propri operatori con la propria interpretazione delle stesse regole.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data<\/th><th>Tappa<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>29 giugno 2023<\/td><td>La MiCA entra in vigore<\/td><\/tr><tr><td>30 giugno 2024<\/td><td>Si applicano le regole su EMT e ART (stablecoin)<\/td><\/tr><tr><td>30 dicembre 2024<\/td><td>Si applicano le regole su CASP e abusi di mercato<\/td><\/tr><tr><td>17 gennaio 2025<\/td><td>Si applica il regolamento DORA sulla resilienza operativa<\/td><\/tr><tr><td>15 settembre 2025<\/td><td>Position paper congiunto Consob, AMF e FMA per una vigilanza ESMA<\/td><\/tr><tr><td>4 dicembre 2025<\/td><td>La Commissione europea presenta il pacchetto MISP<\/td><\/tr><tr><td>1\u00b0 luglio 2026<\/td><td>Fine del periodo transitorio: scatta l&#8217;obbligo di autorizzazione<\/td><\/tr><tr><td>28 luglio 2026<\/td><td>Si applica l&#8217;ultima parte delle linee guida ESMA sugli abusi di mercato<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Il passaporto unico e il principio del controllo nazionale<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore della MiCA, come di tutto il mercato unico dei servizi finanziari, \u00e8 il principio del passaporto. Un CASP autorizzato in uno Stato membro pu\u00f2 offrire i propri servizi in tutti gli altri Paesi dello SEE senza chiedere una nuova licenza: gli basta una notifica all&#8217;autorit\u00e0 di origine, che la trasmette a quelle di destinazione. \u00c8 la cosiddetta libert\u00e0 di prestazione di servizi, affiancata dalla libert\u00e0 di stabilimento, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di aprire una succursale. Il modello si chiama controllo del Paese d&#8217;origine (home-country control): a vigilare \u00e8, in via principale, l&#8217;autorit\u00e0 dello Stato in cui l&#8217;operatore \u00e8 autorizzato, non quella dello Stato in cui si trovano i clienti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un exchange \u00e8 un vantaggio enorme. Invece di ventisette licenze ne serve una sola. Una piattaforma autorizzata dall&#8217;autorit\u00e0 irlandese, francese o maltese pu\u00f2 accettare clienti italiani senza passare dalla Consob, purch\u00e9 rispetti le norme di condotta armonizzate e abbia notificato l&#8217;attivit\u00e0 transfrontaliera. \u00c8 il salto di qualit\u00e0 che il vecchio mosaico di registrazioni nazionali non permetteva, e uno dei motivi per cui la MiCA \u00e8 stata salutata come la regolamentazione cripto pi\u00f9 ambiziosa al mondo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;investitore, per\u00f2, la stessa medaglia ha un rovescio. L&#8217;exchange su cui opera potrebbe non essere vigilato dalla Consob, ma da un&#8217;autorit\u00e0 di un altro Paese, con risorse ed esperienza che l&#8217;utente italiano non ha modo di valutare. Il passaporto funziona bene solo se tutte le autorit\u00e0 applicano lo stesso metro. Se una di esse autorizza con leggerezza, il suo timbro vale comunque in tutta Europa: il punto pi\u00f9 debole della catena finisce per definire la protezione dell&#8217;intero mercato. \u00c8 esattamente qui che si \u00e8 aperto il caso Malta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il registro ESMA: oltre 320 CASP e una geografia diseguale<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi voglia sapere quali operatori sono autorizzati pu\u00f2 consultare il registro pubblico tenuto dall&#8217;ESMA, che raccoglie le autorizzazioni notificate da tutte le autorit\u00e0 nazionali. Al 12 agosto 2026 il registro contava <a href='https:\/\/www.outrun.at\/micar-dashboard'>325 CASP autorizzati<\/a> nello Spazio economico europeo, un numero in crescita quasi settimanale. Circa due terzi sono operatori nativamente cripto (exchange, custodi, broker digitali); il resto sono banche e intermediari tradizionali che hanno aggiunto i servizi su cripto-attivit\u00e0 alla propria offerta, segno che il settore si sta saldando con la finanza classica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La distribuzione geografica racconta molto. La Germania guida con un ampio margine, sospinta anche dalle banche cooperative che si sono mosse presto; seguono a distanza Francia, Paesi Bassi, Malta e Cipro. L&#8217;Italia, con i suoi otto CASP pi\u00f9 Banca Sella, resta un mercato medio-piccolo per numero di licenze, un dato che riflette sia la prudenza istruttoria della Consob sia la scelta di molti operatori globali di stabilirsi altrove. La tabella seguente riporta stime indicative tratte dal registro; i valori vanno letti come ordini di grandezza, non come cifre definitive, perch\u00e9 il conteggio si muove di continuo.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Giurisdizione<\/th><th>CASP autorizzati (stime)<\/th><th>Nota<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Germania<\/td><td>circa 70<\/td><td>Molte banche cooperative oltre agli operatori nativi<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>circa 40<\/td><td>Operatori nativi e istituti tradizionali<\/td><\/tr><tr><td>Paesi Bassi<\/td><td>circa 35<\/td><td>Broker e prestatori di servizi di pagamento<\/td><\/tr><tr><td>Malta<\/td><td>circa 30<\/td><td>Hub storico per exchange e infrastrutture<\/td><\/tr><tr><td>Cipro<\/td><td>circa 25<\/td><td>Broker ed exchange<\/td><\/tr><tr><td>Italia<\/td><td>8 (pi\u00f9 Banca Sella)<\/td><td>Otto CASP pi\u00f9 una banca notificante<\/td><\/tr><tr><td>Totale SEE<\/td><td>325<\/td><td>Al 12 agosto 2026, in crescita quasi settimanale<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il registro \u00e8 anche uno strumento di tutela: prima di affidare fondi a una piattaforma, un utente dovrebbe verificare che vi compaia, e in quale veste. Ma il numero da solo non dice nulla sulla qualit\u00e0 del controllo. Due autorizzazioni possono avere lo stesso valore legale e un rigore istruttorio molto diverso alle spalle. Ed \u00e8 proprio la qualit\u00e0 dell&#8217;istruttoria il tema che l&#8217;ESMA ha messo nero su bianco.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il caso Malta: la peer review che ha acceso il dibattito<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 10 luglio 2025 l&#8217;ESMA ha pubblicato una peer review, cio\u00e8 una revisione tra pari, sul modo in cui l&#8217;autorit\u00e0 maltese (la Malta Financial Services Authority, MFSA) aveva autorizzato un CASP sotto la MiCA. Malta era stata tra le prime giurisdizioni a concedere licenze, sfruttando l&#8217;esperienza maturata con il proprio quadro nazionale pre-MiCA. Proprio quella rapidit\u00e0 \u00e8 finita sotto esame.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il verdetto ha due facce. Da un lato l&#8217;ESMA ha riconosciuto alla MFSA \u00abun buon livello di risorse e di impegno di vigilanza\u00bb e una solida competenza tecnica. Dall&#8217;altro ha <a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/press-news\/esma-news\/esma-identifies-opportunities-strengthen-mica-authorisations'>rilevato che alcune questioni rilevanti<\/a> non erano state pienamente risolte quando la MFSA ha concesso l&#8217;autorizzazione, e che alcune aree di rischio non erano state valutate in modo adeguato durante il processo istruttorio. In altre parole: la licenza \u00e8 arrivata prima che tutti i nodi fossero sciolti. L&#8217;ESMA ha raccomandato a tutte le autorit\u00e0 nazionali di prestare particolare attenzione ad aree specifiche, dalla crescita accelerata del business ai conflitti di interesse, dalla governance agli assetti infragruppo, fino all&#8217;architettura informatica e ai prodotti decentralizzati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Formalmente la revisione riguardava una sola autorit\u00e0 e una sola pratica. Sostanzialmente era un messaggio a tutte: in un sistema a passaporto, l&#8217;autorizzazione concessa a La Valletta produce effetti a Milano, e la soglia pi\u00f9 bassa rischia di diventare lo standard di fatto. La MFSA ha accolto la revisione rivendicando la solidit\u00e0 del proprio impianto e la scelta di aver costruito competenza sul settore prima di altri, ma il segnale politico era inequivocabile, e ha dato una spinta decisiva a chi chiedeva pi\u00f9 Europa nella vigilanza.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Arbitraggio regolamentare: la paura della corsa al ribasso<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il termine tecnico \u00e8 arbitraggio regolamentare: la possibilit\u00e0, per un operatore, di scegliere la giurisdizione pi\u00f9 accomodante e da l\u00ec servire tutto il mercato. In un sistema a passaporto \u00e8 un rischio strutturale, non un incidente. Se autorizzarsi in un Paese richiede meno tempo e meno controlli, e la licenza vale ovunque, l&#8217;incentivo a fare shopping tra le autorit\u00e0 diventa evidente. Il timore, evocato apertamente nelle analisi seguite alla peer review, \u00e8 la classica corsa al ribasso: le autorit\u00e0 potrebbero essere tentate di ammorbidire l&#8217;istruttoria per attrarre operatori, gettito e posti di lavoro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un rischio teorico. Il mercato cripto \u00e8 nativamente mobile: spostare la sede legale \u00e8 pi\u00f9 semplice che per una banca tradizionale, e i grandi exchange hanno gi\u00e0 dimostrato di sapersi collocare dove il quadro \u00e8 pi\u00f9 favorevole. La MiCA nasce proprio per togliere spazio a questa dinamica, sostituendo ventisette regimi con uno solo. Ma finch\u00e9 a interpretare e applicare quel regime restano ventisette autorit\u00e0, l&#8217;armonizzazione riguarda le regole, non la loro applicazione. \u00c8 la differenza tra avere lo stesso codice della strada e avere gli stessi vigili.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi una scuola di pensiero che va oltre e mette in dubbio l&#8217;efficacia stessa dell&#8217;etichetta. Nella sua ultima relazione annuale al mercato, il 20 giugno 2025, l&#8217;allora presidente della Consob Paolo Savona ha paragonato le criptovalute al <a href='https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/aziende\/2025\/06\/20\/savona-le-criptovalute-come-il-campo-dei-miracoli-di-pinocchio_1ab84140-7594-4bc5-b355-55fa02ed1f17.html'>\u00abcampo dei miracoli di Pinocchio\u00bb<\/a>, avvertendo che una cornice regolatoria pu\u00f2 generare nell&#8217;investitore l&#8217;illusione di una protezione statale che in realt\u00e0 non c&#8217;\u00e8. \u00c8 una posizione severa e non unanime, ma coglie il punto: la fiducia in una licenza vale quanto la seriet\u00e0 dell&#8217;autorit\u00e0 che l&#8217;ha rilasciata. Non a caso, l&#8217;esperienza bancaria offre un precedente: dopo la crisi del debito sovrano l&#8217;Unione ha accentrato la vigilanza delle banche pi\u00f9 grandi presso la BCE con il Meccanismo di vigilanza unico, proprio perch\u00e9 la sola armonizzazione delle regole non bastava a evitare cedimenti nazionali. Molti, oggi, propongono di percorrere la stessa strada per le cripto-attivit\u00e0.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La spinta verso l&#8217;ESMA: dal position paper al pacchetto MISP<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta di accentrare la vigilanza non nasce dopo il caso Malta: lo precede. Il 15 settembre 2025 Consob, l&#8217;AMF francese e la FMA austriaca hanno pubblicato un <a href='https:\/\/www.consob.it\/documents\/d\/asset-library-1912910\/consob_amf_fma_position_paper_mica_20250915'>position paper congiunto<\/a> in cui chiedevano una vigilanza europea pi\u00f9 uniforme e, per i CASP pi\u00f9 grandi e realmente transfrontalieri, il passaggio alla supervisione diretta dell&#8217;ESMA. Tre autorit\u00e0 nazionali, cio\u00e8, chiedevano di cedere parte dei propri poteri a un&#8217;autorit\u00e0 europea: un fatto non comune, che segnala quanto il tema fosse sentito da chi la vigilanza la fa ogni giorno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La Commissione europea ha raccolto e ampliato quella richiesta. Il 4 dicembre 2025 ha presentato il pacchetto MISP (Market Integration and Supervision Package), parte del pi\u00f9 ampio progetto di Unione del risparmio e degli investimenti. Il pacchetto va oltre il perimetro dei soli grandi operatori: propone di trasferire all&#8217;ESMA la vigilanza diretta di tutti i CASP, insieme a quella di altri attori dei mercati, con l&#8217;obiettivo dichiarato di garantire convergenza, ridurre la frammentazione e attenuare i rischi transfrontalieri. Trasformando le regole in un vero corpo unico applicato in modo uniforme, la riforma punta anche a ridurre il cosiddetto gold-plating, cio\u00e8 le norme nazionali aggiuntive che rendono disomogenea l&#8217;attuazione da Paese a Paese.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto ha ottenuto un sostegno pesante. In un parere del 9 aprile 2026 la Banca centrale europea ha dichiarato di <a href='https:\/\/www.ccn.com\/news\/crypto\/ecb-backs-plan-for-crypto-supervision-under-eu-markets-watchdog\/'>sostenere pienamente il pacchetto<\/a> della Commissione e la vigilanza europea diretta di alcuni grandi operatori transfrontalieri. La direzione delle istituzioni europee, insomma, \u00e8 chiaramente verso l&#8217;accentramento. A dare voce alla logica della riforma \u00e8 la stessa presidente dell&#8217;ESMA, Verena Ross, secondo cui \u00abun aumento mirato e proporzionato della vigilanza a livello UE, concentrato su soggetti realmente paneuropei e sistemici, pu\u00f2 garantire responsabilit\u00e0 pi\u00f9 chiare, risultati pi\u00f9 coerenti e una supervisione pi\u00f9 olistica\u00bb. Invece di un mosaico di approcci diversi, ha aggiunto, \u00able imprese transfrontaliere potrebbero essere vigilate senza soluzione di continuit\u00e0 in tutta l&#8217;UE da un&#8217;unica autorit\u00e0, cosa pi\u00f9 semplice ed efficiente per tutti\u00bb (<a href='https:\/\/www.cbn.com.cy\/article\/130264\/cysec-and-esma-chairs-dr-george-theocharides-and-verena-ross-weigh-in-on-the-future-of-eu-financial-supervision-and-crypto-regulation'>intervista a CBN<\/a>).<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 la riforma non sar\u00e0 rapida<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sostegno politico non significa attuazione immediata. Il pacchetto MISP deve passare per il negoziato tra Parlamento e Consiglio, e proprio il Consiglio, dove siedono i governi nazionali, \u00e8 il fronte pi\u00f9 difficile: cedere la vigilanza all&#8217;ESMA vuol dire, per ogni Stato, rinunciare a un potere e alle risorse che vi ruotano attorno. Non \u00e8 la prima volta che gli Stati membri frenano su un trasferimento di competenze verso l&#8217;autorit\u00e0 di Parigi, e la storia recente della vigilanza europea \u00e8 fatta di compromessi al ribasso su questo punto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I tempi lo confermano. Il Consiglio ha avviato un primo confronto sul pacchetto nella primavera del 2026, ma le disposizioni sull&#8217;accentramento della vigilanza sono considerate tra le pi\u00f9 controverse. Anche nell&#8217;ipotesi di un accordo entro il 2027, le nuove regole si applicherebbero solo dopo un periodo transitorio: difficilmente prima del 2028 o del 2029. Nel frattempo cambier\u00e0 anche la guida dell&#8217;ESMA, dato che Verena Ross ha annunciato che non rinnover\u00e0 il mandato e lascer\u00e0 l&#8217;incarico alla fine di ottobre 2026, in una fase in cui l&#8217;autorit\u00e0 dovrebbe invece consolidare il proprio ruolo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Resta quindi una fase intermedia lunga almeno due anni, in cui il mercato \u00e8 gi\u00e0 unico ma la vigilanza rimane nazionale, ed \u00e8 proprio la fase in cui il rischio di arbitraggio \u00e8 pi\u00f9 concreto. Per gli operatori significa continuare a fare i conti con ventisette interlocutori; per gli investitori, che la qualit\u00e0 del controllo dipende ancora, in larga misura, dal Paese in cui l&#8217;exchange ha ottenuto la licenza. La riforma indica la direzione, ma per un tratto non breve la teoria e la pratica resteranno distanti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La posizione italiana: Consob, Banca d&#8217;Italia e gli abilitati<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il modello \u00e8 a doppia autorit\u00e0. Il gi\u00e0 citato decreto legislativo 129\/2024 affida alla Consob la vigilanza sulla condotta, sulla trasparenza informativa e sulla tutela degli investitori, e alla Banca d&#8217;Italia i profili prudenziali, la stabilit\u00e0 e le stablecoin. \u00c8 lo stesso schema per obiettivi (twin peaks) gi\u00e0 usato negli altri comparti finanziari, adattato alle cripto-attivit\u00e0: un&#8217;autorit\u00e0 guarda a come ci si comporta verso il cliente, l&#8217;altra alla solidit\u00e0 del sistema.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La Consob non ha atteso la riforma europea per attrezzarsi. Da tempo utilizza strumenti di SupTech, cio\u00e8 tecnologie di vigilanza, tra cui tecniche di machine learning non supervisionato (come il clustering e gli autoencoder) per individuare anomalie e potenziali abusi di mercato, mantenendo per\u00f2 un principio di controllo umano sulle decisioni. \u00c8 un approccio che diventa pi\u00f9 rilevante man mano che l&#8217;operativit\u00e0 si sposta su infrastrutture on-chain, dove il monitoraggio richiede competenze diverse da quelle dei mercati tradizionali e strumenti capaci di leggere dati pubblici ma enormi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Che l&#8217;Italia sia stata tra i promotori della vigilanza accentrata non \u00e8 casuale. Un&#8217;autorit\u00e0 come la Consob, con risorse limitate rispetto alla scala globale degli operatori, ha interesse a non trovarsi a competere al ribasso con giurisdizioni pi\u00f9 aggressive. La linea italiana, coerente dal position paper del 2025 al pacchetto MISP, \u00e8 che la tutela dell&#8217;investitore si difende meglio con un controllo europeo omogeneo che con ventisette istruttorie diverse. \u00c8 una posizione che rovescia il vecchio riflesso difensivo delle autorit\u00e0 nazionali, gelose delle proprie competenze, e riconosce che su un mercato senza confini la sovranit\u00e0 regolatoria conta poco se non \u00e8 condivisa.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Stablecoin: dove la MiCA morde gi\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se sulla vigilanza dei CASP la MiCA \u00e8 ancora un cantiere, sulle stablecoin morde gi\u00e0 oggi, ed \u00e8 l&#8217;ambito in cui gli effetti sono pi\u00f9 visibili. Il regolamento distingue i token di moneta elettronica (EMT, ancorati a una sola valuta, come USDC o l&#8217;euro EURC) dai token collegati ad attivit\u00e0 (ART, ancorati a un paniere). In entrambi i casi l&#8217;emittente deve essere una banca o un istituto di moneta elettronica, tenere riserve segregate, garantire il rimborso alla pari in qualsiasi momento e non corrispondere interessi ai detentori. Le regole sulla composizione delle riserve, in particolare, impongono di tenerne una quota rilevante in depositi bancari nell&#8217;Unione, un vincolo che ha conseguenze concrete e che abbiamo analizzato nel <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/riserve-stablecoin-scontro-regole-mica-genius-act-2026\/'>confronto tra le regole europee e il GENIUS Act statunitense<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;effetto pi\u00f9 netto riguarda Tether. USDT, la stablecoin pi\u00f9 diffusa al mondo, non si \u00e8 adeguata alla MiCA, e i principali exchange l&#8217;hanno rimossa dalle offerte rivolte alla clientela retail dello SEE. Al suo posto \u00e8 cresciuta USDC di Circle, che \u00e8 stata la <a href='https:\/\/www.circle.com\/pressroom\/circle-is-first-global-stablecoin-issuer-to-comply-with-mica-eus-landmark-crypto-law'>prima emittente globale a ottenere la conformit\u00e0<\/a> alla MiCA, grazie a una licenza da istituto di moneta elettronica ottenuta in Francia. Per l&#8217;utente europeo la conseguenza pratica \u00e8 tangibile: coppie di scambio, liquidit\u00e0 e prodotti si sono spostati dalla stablecoin non conforme a quelle conformi, cambiando le abitudini di chi opera sugli exchange regolati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi la questione delle <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/stablecoin-euro-mica-regole-sfida-dollaro-2026\/'>stablecoin in euro<\/a>, ancora una nicchia ma in crescita, su cui si gioca una partita di sovranit\u00e0 monetaria che va oltre la tecnica. \u00c8 il terreno su cui la BCE si \u00e8 espressa con pi\u00f9 forza.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La voce della BCE: sovranit\u00e0 e dollarizzazione digitale<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha descritto le stablecoin in dollari non come una tecnologia neutra ma come uno strumento di influenza monetaria statunitense, mettendo in guardia dal rischio di una <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/business\/2026\/05\/08\/ecb-s-lagarde-warns-tether-and-circle-stablecoins-risk-digital-dollarisation-in-europe'>\u00abdollarizzazione digitale\u00bb<\/a> e di una perdita di sovranit\u00e0 monetaria per l&#8217;Europa. Il dato che cita \u00e8 noto: circa il 98% delle stablecoin \u00e8 ancorato al dollaro, il che estende di fatto il raggio del biglietto verde anche nei pagamenti on-chain, in una fase in cui l&#8217;<a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/dxy-2026-indice-dollaro-debole-bussola-crypto\/'>indice del dollaro<\/a> resta comunque un riferimento centrale per tutto il comparto. La risposta che la BCE propone non \u00e8 vietare le stablecoin private, ma costruire l&#8217;infrastruttura pubblica, cio\u00e8 l&#8217;euro digitale, entro cui farle operare, ancorata alla moneta di banca centrale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una posizione che si salda con la spinta alla vigilanza accentrata. Chi teme per la sovranit\u00e0 monetaria tende anche a volere un controllo europeo, non nazionale, sugli operatori che quella sovranit\u00e0 potrebbero erodere. Le due partite, stablecoin ed euro digitale da un lato, vigilanza dei CASP dall&#8217;altro, procedono su binari formalmente distinti ma con la stessa logica di fondo: portare a livello europeo decisioni che il mercato ha gi\u00e0 reso europee.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Derivati, abuso di mercato e resilienza operativa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La MiCA non copre tutto. I derivati su cripto-attivit\u00e0 (futures, opzioni e soprattutto i perpetual, i cosiddetti perp) restano fuori dal suo perimetro: sono strumenti finanziari disciplinati dalla MiFID II e vigilati, in Italia, dalla Consob. La distinzione ha effetti pratici. Il 24 febbraio 2026 l&#8217;ESMA ha ricordato che il nome commerciale \u00abperpetual futures\u00bb \u00e8 irrilevante ai fini della qualificazione: questi prodotti a leva rientrano nelle <a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/press-news\/esma-news\/esma-reminds-firms-their-obligations-under-cfd-product-intervention-measures'>misure di intervento sui CFD<\/a>, che per la clientela retail impongono una leva massima di 2:1, avvertenze di rischio, chiusura automatica in prossimit\u00e0 del margine e protezione dal saldo negativo. Un residente che usa perp ad alta leva su piattaforme offshore si colloca quindi fuori sia dalla MiCA sia dal perimetro di protezione dei CFD: un buco di tutela che nessuna licenza europea colma.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte degli abusi di mercato, la MiCA introduce un proprio regime (Titolo VI: insider dealing, comunicazione illecita di informazioni privilegiate, manipolazione), affiancato dalle linee guida ESMA la cui ultima parte si applica dal 28 luglio 2026. \u00c8 il motivo per cui autorit\u00e0 come la Consob hanno investito in strumenti di sorveglianza tecnologica: un mercato aperto 24 ore su 24 e globale non si controlla con i metodi delle borse tradizionali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Infine la resilienza operativa. Dal 17 gennaio 2025 si applica il regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act), che impone a CASP e intermediari requisiti stringenti su sicurezza informatica, gestione degli incidenti e controllo dei fornitori terzi. Per un settore in cui gli attacchi informatici e i guasti delle infrastrutture sono la prima fonte di perdite per gli utenti, \u00e8 una gamba della regolazione tanto importante quanto le regole di condotta, e spesso pi\u00f9 decisiva nella pratica.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa succede adesso: la consultazione aperta e il crypto-lending<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La MiCA non \u00e8 un testo chiuso. Il regolamento prevede clausole di revisione, e la Commissione ha aperto una consultazione mirata per capire dove il quadro vada integrato. Tra i temi pi\u00f9 caldi c&#8217;\u00e8 il prestito di cripto-attivit\u00e0 (crypto-lending), oggi in una zona grigia perch\u00e9 la MiCA disciplina i servizi di custodia e scambio ma non, in modo esplicito, l&#8217;attivit\u00e0 di prestito e di rendimento. La <a href='https:\/\/www.fintechanddigitalassets.com\/2026\/08\/cryptoasset-lending-in-the-gaps-mica-esma-qa-2883-and-the-regulatory-future-of-cryptoasset-lending\/'>consultazione resta aperta fino al 31 agosto 2026<\/a>, e le risposte alimenteranno la prossima ondata di norme.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un punto rilevante perch\u00e9 una parte importante dell&#8217;attivit\u00e0 cripto, dai protocolli DeFi ai programmi di rendimento degli exchange, vive proprio in quello spazio non del tutto coperto. Come classificare un servizio che promette interessi su cripto-attivit\u00e0 depositate? Quando somiglia a un deposito bancario, quando a un prodotto d&#8217;investimento, quando a un servizio puramente tecnico? Sono domande che la prima versione della MiCA ha lasciato in parte aperte e che la revisione dovr\u00e0 affrontare, anche per evitare che l&#8217;innovazione si concentri di nuovo dove le regole sono pi\u00f9 vaghe, riproponendo il rischio di arbitraggio in una forma diversa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo restano da completare tasselli tecnici: gli standard e le Q&#038;A dell&#8217;ESMA che chiariscono, caso per caso, dove finisce un token di utilit\u00e0 e dove comincia uno strumento finanziario, o come trattare i prodotti a cavallo tra categorie. \u00c8 un lavoro di rifinitura che accompagner\u00e0 tutto il 2026 e il 2027, meno appariscente della riforma della vigilanza ma altrettanto importante per chi deve applicare le regole ogni giorno.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Stati Uniti, Regno Unito ed Europa a confronto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta europea di un regolamento unico va letta in un contesto di competizione regolatoria globale. Negli Stati Uniti, dopo anni di regolazione per via giudiziaria affidata alla SEC, il 2025 ha portato il GENIUS Act sulle stablecoin, mentre l&#8217;inquadramento complessivo dei servizi cripto resta pi\u00f9 frammentato tra agenzie federali e regimi statali; sul rapporto tra le due sponde dell&#8217;Atlantico, e tra <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/regole-stablecoin-mica-genius-act-euro-digitale-2026\/'>MiCA e GENIUS Act<\/a>, ci siamo soffermati altrove. Il Regno Unito, uscito dall&#8217;Unione, ha costruito un proprio regime affidato a FCA e Bank of England, con un approccio per fasi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Aspetto<\/th><th>Unione europea (MiCA)<\/th><th>Stati Uniti<\/th><th>Regno Unito<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Fonte principale<\/td><td>Regolamento unico (MiCA)<\/td><td>GENIUS Act pi\u00f9 regimi federali e statali<\/td><td>Regime FCA e Bank of England<\/td><\/tr><tr><td>Vigilanza<\/td><td>27 autorit\u00e0 nazionali (riforma verso l&#8217;ESMA)<\/td><td>Pi\u00f9 agenzie federali e statali<\/td><td>FCA per la condotta, BoE per i sistemici<\/td><\/tr><tr><td>Stablecoin<\/td><td>EMT e ART, riserve e rimborso alla pari<\/td><td>GENIUS Act: riserve in titoli di Stato e depositi<\/td><td>Regime dedicato per le emittenti sistemiche<\/td><\/tr><tr><td>Derivati<\/td><td>Fuori dalla MiCA (MiFID II)<\/td><td>CFTC e SEC<\/td><td>FCA<\/td><\/tr><tr><td>Approccio<\/td><td>Regole ex ante, armonizzate<\/td><td>Misto: legge e prassi delle authority<\/td><td>Per fasi progressive<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto non \u00e8 solo accademico. Un quadro europeo prevedibile, per quanto severo, \u00e8 esso stesso un fattore competitivo: d\u00e0 agli operatori certezza su cosa possono fare e a quali condizioni, cosa che negli anni della regolazione per cause statunitense mancava del tutto. Ma un quadro troppo oneroso, o applicato in modo disomogeneo, rischia di spingere gli operatori a stabilirsi altrove, riproponendo su scala globale lo stesso arbitraggio che la MiCA vuole eliminare al suo interno. La posta in gioco, per l&#8217;Europa, \u00e8 dimostrare che si possono avere insieme tutela dell&#8217;investitore e attrattivit\u00e0. \u00c8 esattamente la scommessa che la riforma della vigilanza, se andr\u00e0 in porto, dovr\u00e0 vincere.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa significa per l&#8217;investitore italiano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi investe dall&#8217;Italia, il passaggio dalla teoria alla pratica si riduce a pochi punti concreti.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Verificare che la piattaforma usata sia autorizzata, controllando il registro ESMA o gli elenchi di Consob e Banca d&#8217;Italia, e capire da quale autorit\u00e0 \u00e8 vigilata. Un exchange autorizzato in un altro Paese dello SEE \u00e8 legittimo, ma la qualit\u00e0 della vigilanza pu\u00f2 variare, e in caso di problemi l&#8217;interlocutore non \u00e8 necessariamente la Consob.<\/li><li>Ricordare che le stablecoin non conformi, USDT in testa, non sono pi\u00f9 disponibili sui canali retail regolati dello SEE; chi le detiene su piattaforme offshore si muove fuori dal perimetro di tutela europeo.<\/li><li>Sapere che i derivati a leva, perp compresi, non rientrano nella MiCA ma nella MiFID II, e le versioni ad alta leva offerte da piattaforme extra-UE restano fuori dalle protezioni previste per la clientela retail europea.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro, in sintesi, \u00e8 quello di un mercato pi\u00f9 protetto sulla carta ma non ancora omogeneo nei fatti. La MiCA ha alzato l&#8217;asticella, l&#8217;ha resa unica e ha costretto anche i grandi operatori globali a scegliere se adeguarsi o uscire. Il capitolo che si apre adesso, quello della vigilanza, decider\u00e0 se l&#8217;asticella sar\u00e0 davvero la stessa per tutti, da Milano a La Valletta. Fino ad allora, per l&#8217;investitore, la regola pratica resta quella di sempre: sapere chi vigila su chi custodisce i propri fondi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Cos&#8217;\u00e8 la MiCA e da quando si applica pienamente?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">La MiCA (Markets in Crypto-Assets, regolamento UE 2023\/1114) \u00e8 il regolamento europeo che disciplina emittenti e prestatori di servizi su cripto-attivit\u00e0. \u00c8 in vigore dal 29 giugno 2023, con applicazione scaglionata: stablecoin dal 30 giugno 2024, servizi e abusi di mercato dal 30 dicembre 2024. Il periodo transitorio, che permetteva agli operatori gi\u00e0 attivi di adeguarsi, si \u00e8 chiuso il 1\u00b0 luglio 2026: da allora operare senza autorizzazione \u00e8 vietato.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Chi vigila sui CASP in Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il modello \u00e8 a doppia autorit\u00e0: la Consob si occupa di condotta, trasparenza e tutela degli investitori, la Banca d&#8217;Italia dei profili prudenziali e delle stablecoin, in base al decreto legislativo 129\/2024. Grazie al passaporto europeo, per\u00f2, un exchange pu\u00f2 servire clienti italiani pur essendo autorizzato e vigilato da un&#8217;autorit\u00e0 di un altro Paese dello SEE.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 si parla di spostare la vigilanza cripto all&#8217;ESMA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il regolamento \u00e8 unico ma le autorit\u00e0 che lo applicano sono ancora nazionali, e una peer review dell&#8217;ESMA su Malta ha mostrato che le prassi di autorizzazione possono differire. Consob, AMF e FMA hanno chiesto gi\u00e0 nel 2025 una vigilanza diretta dell&#8217;ESMA sui grandi operatori, e la Commissione europea, con il pacchetto MISP del dicembre 2025, ha proposto di trasferire all&#8217;ESMA la vigilanza di tutti i CASP.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>USDT \u00e8 ancora utilizzabile in Europa dopo la MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">USDT (Tether) non si \u00e8 adeguata alla MiCA e i principali exchange l&#8217;hanno rimossa dai servizi rivolti alla clientela retail dello SEE. Al suo posto sono cresciute stablecoin conformi come USDC, prima emittente globale a ottenere la conformit\u00e0. Detenere USDT su piattaforme offshore \u00e8 possibile ma colloca l&#8217;utente fuori dal perimetro di tutela europeo.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>I derivati e i perpetual su cripto rientrano nella MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. Futures, opzioni e perpetual sono strumenti finanziari disciplinati dalla MiFID II e vigilati, in Italia, dalla Consob, non dalla MiCA. L&#8217;ESMA ha chiarito che i perpetual rientrano nelle misure sui CFD, con leva massima 2:1 per la clientela retail. 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