{"id":344,"date":"2026-08-20T16:36:53","date_gmt":"2026-08-20T16:36:53","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/hashrate-bitcoin-2026-potenza-cala-prezzo-vola\/"},"modified":"2026-08-20T16:36:53","modified_gmt":"2026-08-20T16:36:53","slug":"hashrate-bitcoin-2026-potenza-cala-prezzo-vola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/hashrate-bitcoin-2026-potenza-cala-prezzo-vola\/","title":{"rendered":"Hashrate Bitcoin nel 2026: la potenza cala mentre il prezzo vola"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 19 agosto 2026 Bitcoin ha messo a segno il rialzo pi\u00f9 netto degli ultimi cinque mesi. Nel giro di poche ore il prezzo \u00e8 tornato a ridosso dei 62.000 euro (poco sotto i 72.000 dollari), spinto dal raddoppio dei riacquisti di titoli del Tesoro annunciato a Washington e da oltre un miliardo di dollari di <a href='https:\/\/finance.yahoo.com\/markets\/crypto\/articles\/bitcoins-sharpest-rally-five-months-221801130.html'>posizioni corte liquidate<\/a> in circa un&#8217;ora. Un balzo di quasi l&#8217;8% in una sola seduta, che ha riportato la maggiore criptovaluta vicino alla soglia dei 70.000 dollari per la prima volta da giugno, come ha <a href='https:\/\/fortune.com\/article\/price-of-bitcoin-08-20-2026\/'>documentato Fortune<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, mentre i grafici si riempivano di candele verdi, un altro numero fondamentale della rete andava nella direzione opposta. L&#8217;hashrate, cio\u00e8 la potenza di calcolo che tiene in piedi e protegge Bitcoin, ha continuato a scendere: le stime lo collocano tra 850 e 920 EH\/s a seconda della finestra usata, circa un quinto sotto il picco di quasi 1,1 ZH\/s toccato nell&#8217;autunno 2025. La difficolt\u00e0 di mining, il termostato che regola la rete, \u00e8 persino calata su base annua per la seconda volta nella storia di Bitcoin.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 prezzo e hashrate si muovono in versi opposti? E cosa ci dice davvero questo numero sulla salute e sulla sicurezza di Bitcoin? Questa guida parte dalle basi (che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;hashrate, come si misura, perch\u00e9 non lo si misura affatto ma lo si stima) per arrivare alle tre forze che stanno ridisegnando la mappa della potenza nel 2026: la migrazione verso l&#8217;intelligenza artificiale, la geografia del mining e il costo reale di un attacco al 51%.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;hashrate e perch\u00e9 \u00e8 il battito della rete<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;hashrate \u00e8 la quantit\u00e0 di calcoli di hash che l&#8217;intera rete Bitcoin esegue ogni secondo. Ogni macchina che fa mining prende i dati di un blocco candidato, li passa nella funzione crittografica SHA-256 e ottiene una stringa apparentemente casuale; poi cambia un piccolo valore (il nonce) e riprova, miliardi di volte al secondo, finch\u00e9 non trova un risultato inferiore a una soglia stabilita dalla rete. Non esiste scorciatoia: \u00e8 pura forza bruta, tentativi ripetuti. Questo meccanismo di prova di lavoro \u00e8 descritto gi\u00e0 nel <a href='https:\/\/bitcoin.org\/bitcoin.pdf'>white paper originale di Satoshi Nakamoto<\/a>, e l&#8217;hashrate misura proprio quanti di questi tentativi vengono fatti collettivamente in un secondo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;unit\u00e0 di base \u00e8 l&#8217;hash al secondo (H\/s), ma i numeri in gioco sono enormi: la rete oggi lavora nell&#8217;ordine degli exahash, cio\u00e8 un miliardo di miliardi di tentativi ogni secondo. Per orientarsi conviene tenere a mente la scala delle unit\u00e0.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Unit\u00e0<\/th><th>Simbolo<\/th><th>Valore approssimativo<\/th><th>Contesto<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Hash al secondo<\/td><td>H\/s<\/td><td>1<\/td><td>CPU dei primi giorni (2009)<\/td><\/tr><tr><td>Megahash<\/td><td>MH\/s<\/td><td>1 milione<\/td><td>schede grafiche (2010)<\/td><\/tr><tr><td>Gigahash<\/td><td>GH\/s<\/td><td>1 miliardo<\/td><td>primi ASIC (2013)<\/td><\/tr><tr><td>Terahash<\/td><td>TH\/s<\/td><td>mille miliardi<\/td><td>un singolo ASIC oggi<\/td><\/tr><tr><td>Petahash<\/td><td>PH\/s<\/td><td>un milione di miliardi<\/td><td>una piccola farm<\/td><\/tr><tr><td>Exahash<\/td><td>EH\/s<\/td><td>un miliardo di miliardi<\/td><td>unit\u00e0 della rete nel 2026<\/td><\/tr><tr><td>Zettahash<\/td><td>ZH\/s<\/td><td>mille miliardi di miliardi<\/td><td>soglia sfiorata nel 2025<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 conta? Per tre motivi. Il primo \u00e8 la sicurezza: pi\u00f9 hashrate significa che riscrivere la storia della blockchain richiede pi\u00f9 energia e pi\u00f9 hardware, e quindi pi\u00f9 denaro. Il secondo \u00e8 che l&#8217;hashrate \u00e8 un termometro della salute economica del settore: quando sale, i miner stanno investendo; quando scende, qualcuno sta spegnendo le macchine o dirottandole altrove. Il terzo \u00e8 che, insieme alla distribuzione tra i pool, offre un&#8217;indicazione (imperfetta) di quanto sia decentralizzata la produzione dei blocchi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 l&#8217;hashrate si stima e non si misura<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui arriva il primo punto controintuitivo: nessuno misura davvero l&#8217;hashrate. Non esiste un contatore centrale collegato a ogni ASIC del pianeta. Il valore che leggete su qualunque sito \u00e8 una stima, ricavata all&#8217;indietro da due dati osservabili sulla blockchain: la difficolt\u00e0 corrente e la velocit\u00e0 con cui i blocchi vengono effettivamente trovati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La formula \u00e8 semplice: hashrate circa uguale a difficolt\u00e0 per 2^32 diviso il tempo medio di blocco (in secondi). Il fattore 2^32 (circa 4,29 miliardi) rappresenta il numero medio di tentativi necessari per soddisfare la difficolt\u00e0 1, mentre il bersaglio della rete \u00e8 un blocco ogni 600 secondi. Con la difficolt\u00e0 attuale di 127,48 T e un intervallo vicino ai dieci minuti, il conto restituisce circa 912 EH\/s, un valore coerente con la media a sette giorni riportata dai tracker.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che il ritrovamento di un blocco \u00e8 un processo probabilistico, simile al lancio di dadi: nel breve periodo la fortuna conta. Una serie di blocchi trovati pi\u00f9 in fretta del previsto fa schizzare la stima verso l&#8217;alto, una serie di blocchi lenti la fa crollare. Ecco perch\u00e9 lo stesso 20 agosto un aggregatore poteva indicare un valore spot di 851 EH\/s (in calo del 21% su base trimestrale) mentre un altro, usando la media a trenta giorni, ne mostrava oltre 900. Non \u00e8 un errore: \u00e8 rumore statistico. La lezione pratica \u00e8 diffidare dei numeri puntuali e soprattutto delle affermazioni su presunti record assoluti basate su una singola lettura giornaliera, che spesso sono artefatti dei software di stima e non picchi reali.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il paradosso di agosto 2026: il prezzo vola, l&#8217;hashrate arretra<\/h2><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Metrica<\/th><th>Valore (20 agosto 2026)<\/th><th>Fonte<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Prezzo Bitcoin<\/td><td>circa 72.000 $ (circa 62.000 \u20ac)<\/td><td>CoinGecko<\/td><\/tr><tr><td>Hashrate (spot)<\/td><td>circa 851 EH\/s<\/td><td>CoinWarz<\/td><\/tr><tr><td>Hashrate (media 7 giorni)<\/td><td>circa 920 EH\/s<\/td><td>Hashrate Index<\/td><\/tr><tr><td>Variazione hashrate 90 giorni<\/td><td>circa -21%<\/td><td>CoinWarz<\/td><\/tr><tr><td>Difficolt\u00e0<\/td><td>127,48 T<\/td><td>CoinWarz<\/td><\/tr><tr><td>Prossimo aggiustamento<\/td><td>circa 22 agosto, quasi piatto<\/td><td>CoinWarz<\/td><\/tr><tr><td>Hashprice<\/td><td>circa 31,89 $\/PH al giorno (circa 27 \u20ac)<\/td><td>Hashrate Index<\/td><\/tr><tr><td>Picco hashrate<\/td><td>circa 1,1 ZH\/s (ottobre 2025)<\/td><td>CoinShares<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo al paradosso di agosto. Come pu\u00f2 il prezzo volare mentre la potenza di calcolo arretra? La risposta sta nei tempi di reazione. Il prezzo si muove in secondi: basta un annuncio, un acquisto istituzionale, uno short squeeze. L&#8217;hashrate si muove in trimestri. Aggiungere potenza vuol dire ordinare ASIC (con mesi di attesa), firmare contratti di fornitura elettrica, costruire o affittare capannoni, allacciarsi alla rete. Un rialzo di un giorno non fa comparire macchine dal nulla; semmai, se si consolida, spinger\u00e0 nuovi investimenti che si vedranno nei mesi successivi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Storicamente il rapporto tra prezzo e hashrate \u00e8 stato oggetto di un lungo dibattito. Per anni \u00e8 circolata la tesi, popolare tra i sostenitori pi\u00f9 entusiasti, secondo cui sarebbe l&#8217;hashrate a trainare il prezzo: pi\u00f9 sicurezza, pi\u00f9 fiducia, pi\u00f9 valore. I dati raccontano il contrario. \u00c8 il prezzo a guidare, perch\u00e9 determina i ricavi dei miner e quindi quanta potenza conviene accendere; l&#8217;hashrate segue, con un ritardo che dipende dai tempi di consegna dell&#8217;hardware e di allacciamento alla rete. Il 2026 ne \u00e8 la dimostrazione pi\u00f9 netta degli ultimi anni: un prezzo in ripresa e una potenza ancora in calo, semplicemente perch\u00e9 la seconda non ha avuto il tempo di rispondere al primo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un secondo motivo, pi\u00f9 specifico del 2026. Buona parte del calo non \u00e8 dettata dalla disperazione ma da una scelta: molti operatori stanno dirottando megawatt e capitali verso l&#8217;intelligenza artificiale, come vedremo. \u00c8 una ritirata volontaria, profondamente diversa dall&#8217;esodo forzato del 2021. Anche per questo la difficolt\u00e0, dopo mesi di correzioni, ha registrato un calo su base annua, un evento rarissimo che abbiamo raccontato nel dettaglio nella nostra analisi sul <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/difficolta-mining-bitcoin-2026-termostato-si-raffredda\/'>termostato del mining che si raffredda<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo, il rally di agosto \u00e8 soprattutto una storia macro: liquidit\u00e0 in dollari, aspettative sulla Fed e un biglietto verde debole. Chi vuole capire perch\u00e9 la valuta americana muove le criptovalute pu\u00f2 leggere la nostra guida <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/dxy-2026-come-funziona-indice-dollaro-crypto\/'>all&#8217;indice del dollaro DXY<\/a>; sul legame sempre pi\u00f9 stretto tra Bitcoin e le borse tradizionali abbiamo invece dedicato un approfondimento alla <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-ftse-mib-wall-street-correlazione-2026\/'>correlazione tra azioni e crypto<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Hashrate e difficolt\u00e0, due facce della stessa moneta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Hashrate e difficolt\u00e0 sono due facce della stessa moneta, ma \u00e8 facile confonderle. L&#8217;hashrate \u00e8 la potenza grezza espressa dai miner; la difficolt\u00e0 \u00e8 la manopola che il protocollo gira da solo per mantenere un blocco ogni dieci minuti, qualunque sia quella potenza.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo scatta ogni 2.016 blocchi, all&#8217;incirca ogni due settimane. Il protocollo confronta il tempo teorico (2.016 blocchi per 10 minuti, cio\u00e8 20.160 minuti) con il tempo realmente impiegato e riscala la difficolt\u00e0: nuova difficolt\u00e0 uguale vecchia per 20.160 diviso i minuti effettivi. Se l&#8217;hashrate \u00e8 cresciuto e i blocchi sono arrivati troppo in fretta, la difficolt\u00e0 sale; se l&#8217;hashrate \u00e8 calato e i blocchi hanno rallentato, la difficolt\u00e0 scende. Una singola correzione non pu\u00f2 superare il fattore quattro in su o un quarto in gi\u00f9, un limite di sicurezza mai avvicinato nella pratica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza importante \u00e8 che la difficolt\u00e0 \u00e8 uno specchio ritardato dell&#8217;hashrate. Il calo della difficolt\u00e0 nel 2026, il secondo ribasso annuo di sempre secondo <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/business\/2026\/08\/01\/bitcoin-mining-difficulty-shrinks-14-from-this-years-high'>CoinDesk<\/a>, non \u00e8 la causa ma l&#8217;effetto: \u00e8 il termostato che si adegua, con qualche settimana di ritardo, a una potenza di calcolo gi\u00e0 diminuita. Ecco l&#8217;andamento delle correzioni del 2026.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data<\/th><th>Variazione<\/th><th>Difficolt\u00e0 risultante<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>15 maggio<\/td><td>+3,12%<\/td><td>136,61 T<\/td><\/tr><tr><td>29 maggio<\/td><td>+1,72%<\/td><td>138,96 T<\/td><\/tr><tr><td>14 giugno<\/td><td>-10,09%<\/td><td>124,93 T<\/td><\/tr><tr><td>27 giugno<\/td><td>+7,15%<\/td><td>133,87 T<\/td><\/tr><tr><td>11 luglio<\/td><td>-5,00%<\/td><td>127,17 T<\/td><\/tr><tr><td>25 luglio<\/td><td>-0,74%<\/td><td>126,23 T<\/td><\/tr><tr><td>8 agosto<\/td><td>+0,99%<\/td><td>127,48 T<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Dal record del 2025 al ripiegamento del 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per apprezzare la portata del ripiegamento serve ricordare da dove veniamo. Nel settembre 2025 la media a sette giorni dell&#8217;hashrate ha superato per la prima volta la soglia simbolica di 1 ZH\/s (mille exahash), e attorno al 20 settembre una lettura giornaliera ha sfiorato 1,09 ZH\/s. Il picco vero e proprio, stimato attorno a 1,1 ZH\/s (alcune misure lo spingono verso 1,16), \u00e8 arrivato a fine ottobre 2025, in coincidenza con il massimo storico del prezzo, oltre 126.000 dollari (circa 108.000 euro).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Da l\u00ec la parabola ha invertito. La difficolt\u00e0 ha toccato il suo record, quasi 156 T, a novembre 2025, per poi ripiegare fino a 126,23 T a fine luglio 2026: un calo di circa il 19%, il terzo pi\u00f9 profondo dell&#8217;era ASIC. Il dato che ha fatto notizia, per\u00f2, \u00e8 un altro: la difficolt\u00e0 \u00e8 scesa sotto il livello di un anno prima, cosa successa una sola altra volta, nel 2021.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo atto del ripiegamento \u00e8 stato un inverno da manuale. Dopo il picco di ottobre, tra novembre 2025 e gennaio 2026 l&#8217;hashrate ha perso circa il 15%, mentre il prezzo scivolava dai massimi verso i 60.000 dollari; per la prima volta dal novembre 2022 il costo di produzione di un bitcoin \u00e8 tornato sopra il prezzo di mercato per una fetta consistente dei miner. \u00c8 la fase che gli analisti chiamano capitolazione: le macchine meno efficienti si spengono, la potenza cala e i modelli storici la leggono come un classico segnale di minimo. Nel 2026, per\u00f2, quella lettura va presa con le pinze, perch\u00e9 una parte del calo non \u00e8 resa ma riallocazione verso l&#8217;AI.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">E qui sta la differenza cruciale. Nel 2021 il crollo fu una frana: la Cina mise al bando il mining e in poche settimane oltre met\u00e0 della rete spar\u00ec, costringendo migliaia di macchine a spegnersi o a traslocare. Nel 2026 non c&#8217;\u00e8 nessun divieto. La potenza se ne va con calma, spinta da margini compressi e da un&#8217;alternativa pi\u00f9 redditizia. Nessuno ha vietato nulla, stavolta; sono i conti economici a dettare il ritmo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Hashprice, il ponte tra potenza di calcolo e profitto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il ponte tra la potenza di calcolo e il portafoglio dei miner si chiama hashprice: \u00e8 il ricavo giornaliero atteso per unit\u00e0 di hashrate, di solito espresso in dollari per petahash al secondo al giorno. \u00c8 il numero che un minatore guarda al mattino per decidere se conviene tenere accese le macchine.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A met\u00e0 agosto 2026 l&#8217;hashprice si aggirava sui 31,89 dollari per PH\/s al giorno (circa 27 euro), secondo il <a href='https:\/\/hashrateindex.com\/blog\/hashrate-index-roundup-august-17-2026'>bollettino di Hashrate Index<\/a>, che annota senza giri di parole: a 32 dollari per PH al giorno, per molti operatori il prezzo dell&#8217;hash \u00e8 pari o inferiore al punto di pareggio, a seconda del costo dell&#8217;energia e del modello di macchina. Il minimo di giugno era sceso a 27,66 dollari, e il report trimestrale di CoinShares lo aveva fotografato su un minimo quinquennale attorno ai 29 dollari.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza la fa l&#8217;efficienza. Sempre secondo Hashrate Index, una flotta moderna sotto i 14 J\/TH ricava circa 107 dollari per megawattora, mentre le macchine pi\u00f9 vecchie (25-38 J\/TH) ne ricavano appena 41: a parit\u00e0 di elettricit\u00e0, il vecchio hardware guadagna meno della met\u00e0. Ecco perch\u00e9, quando l&#8217;hashprice scende, sono le macchine obsolete le prime a spegnersi, ed ecco il meccanismo concreto dietro il calo dell&#8217;hashrate.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 anche un elegante circuito di autoregolazione. L&#8217;hashprice dipende da prezzo, commissioni, sussidio e difficolt\u00e0. Se la difficolt\u00e0 sale pi\u00f9 in fretta del prezzo, l&#8217;hashprice scende e i margini si comprimono; alcuni miner capitolano, l&#8217;hashrate cala, alla correzione successiva la difficolt\u00e0 scende e l&#8217;hashprice risale. \u00c8 il motivo per cui, a lungo andare, un rally di prezzo finisce per riportare su anche l&#8217;hashrate: margini migliori, nuove macchine, nuova potenza, con il consueto ritardo di qualche trimestre.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rally di agosto \u00e8 un test in tempo reale di questo circuito. Un prezzo vicino ai 62.000 euro, a parit\u00e0 di difficolt\u00e0, spinge meccanicamente l&#8217;hashprice verso l&#8217;alto e restituisce ossigeno ai margini: le macchine appena sopra il punto di pareggio tornano redditizie, e alcuni operatori potrebbero rimandare lo spegnimento o riaccendere flotte messe in pausa. Se il prezzo tiene, \u00e8 ragionevole attendersi che nei prossimi mesi la potenza smetta di calare e ricominci a salire, con la difficolt\u00e0 a seguire. Ma \u00e8 appunto una questione di mesi, non di ore: ecco perch\u00e9 oggi i due numeri sembrano contraddirsi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Gli ASIC e la corsa all&#8217;efficienza<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La storia dell&#8217;hashrate \u00e8, in fondo, la storia dell&#8217;hardware. Nei primi mesi Bitcoin si minava con la CPU di un normale computer; nel 2010 arrivarono le GPU (cento volte pi\u00f9 veloci), nel 2011 gli FPGA, e all&#8217;inizio del 2013 il primo ASIC, un chip progettato per fare solo SHA-256 e nient&#8217;altro. Da allora ogni generazione ha alzato la potenza e, cosa pi\u00f9 importante, abbassato il consumo per terahash.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Modello<\/th><th>Anno<\/th><th>Potenza<\/th><th>Consumo<\/th><th>Efficienza<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Antminer S9<\/td><td>2016<\/td><td>13,5 TH\/s<\/td><td>1.323 W<\/td><td>98 J\/TH<\/td><\/tr><tr><td>Antminer S19<\/td><td>2020<\/td><td>95 TH\/s<\/td><td>3.250 W<\/td><td>34,2 J\/TH<\/td><\/tr><tr><td>Antminer S19 Pro<\/td><td>2020<\/td><td>110 TH\/s<\/td><td>3.250 W<\/td><td>29,5 J\/TH<\/td><\/tr><tr><td>Antminer S21 XP<\/td><td>2024-25<\/td><td>270 TH\/s<\/td><td>3.645 W<\/td><td>13,5 J\/TH<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il salto \u00e8 impressionante: dall&#8217;Antminer S9 del 2016 all&#8217;S21 XP del 2024-25 (i dati tecnici sono sulla <a href='https:\/\/support.bitmain.com\/hc\/en-us\/articles\/35383015643673'>documentazione ufficiale di Bitmain<\/a>) l&#8217;efficienza \u00e8 migliorata di circa sette volte, da 98 a 13,5 joule per terahash. Questo cambia le regole del gioco: le macchine nuove sopravvivono a hashprice che avrebbero mandato in perdita quelle vecchie, e la corsa non \u00e8 pi\u00f9 solo verso l&#8217;energia pi\u00f9 economica ma verso l&#8217;hardware pi\u00f9 efficiente. \u00c8 anche il motivo per cui il calo dell&#8217;hashrate del 2026 non ha intaccato la sicurezza quanto ci si aspetterebbe: a uscire per prime sono le macchine meno efficienti, che pesano poco sul totale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La grande migrazione verso l&#8217;AI e l&#8217;HPC<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se dovessimo indicare la forza dominante del mining nel 2026, non sarebbe il prezzo di Bitcoin ma l&#8217;intelligenza artificiale. I grandi operatori quotati stanno scoprendo che i loro asset pi\u00f9 preziosi non sono gli ASIC, ma ci\u00f2 che li circonda: contratti di energia a lungo termine, capannoni raffreddati, allacciamenti alla rete elettrica. Esattamente ci\u00f2 che serve anche ai data center per l&#8217;AI, che per\u00f2 pagano di pi\u00f9 e in modo pi\u00f9 stabile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri li ha messi in fila CoinShares. James Butterfill, responsabile della ricerca della societ\u00e0, ha descritto quello attuale come \u00abuno dei periodi pi\u00f9 difficili\u00bb per i miner dall&#8217;ultimo halving, segnato da prezzi sotto pressione e da una concorrenza crescente sulla rete. Secondo il <a href='https:\/\/news.bitcoin.com\/bitcoin-mining-margins-tighten-as-ai-pivot-accelerates-coinshares-says\/'>report ripreso da news.bitcoin.com<\/a>, i miner quotati hanno annunciato oltre 70 miliardi di dollari di contratti legati ad AI e HPC, e alcune societ\u00e0 potrebbero arrivare a fine 2026 con fino al 70% dei ricavi generati dall&#8217;intelligenza artificiale anzich\u00e9 dal mining. Nel frattempo, circa il 15-20% delle macchine pi\u00f9 datate lavora gi\u00e0 in perdita.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I casi concreti non mancano: Hut 8 ha messo sotto contratto centinaia di megawatt di capacit\u00e0 AI per un valore pluriennale nell&#8217;ordine delle decine di miliardi, e Core Scientific ha firmato con AMD un accordo per una potenza che pu\u00f2 arrivare a 2,5 gigawatt. La logica \u00e8 sempre la stessa: il megawatt marginale migra dal SHA-256 alle GPU. \u00c8 lo stesso mondo di calcolo decentralizzato che abbiamo esplorato raccontando <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bittensor-2026-come-funziona-rete-ai-nodo-ricavi\/'>come funziona Bittensor e il nodo dei suoi ricavi<\/a>, dove la domanda di potenza per l&#8217;AI incontra le economie a incentivi tipiche delle criptovalute.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione, per\u00f2, a non leggere la migrazione come una resa del mining. Finora le due tendenze appaiono pi\u00f9 additive che alternative: gli Stati Uniti, per esempio, hanno continuato ad aumentare la propria quota di hashrate anche mentre annunciavano i maggiori contratti AI, segno che i grandi operatori usano l&#8217;intelligenza artificiale per diversificare i ricavi e finanziare l&#8217;espansione, non per abbandonare il SHA-256. Il mining resta prezioso perch\u00e9 \u00e8 un carico elettrico flessibile, capace di accendersi e spegnersi in pochi secondi, una qualit\u00e0 che i data center per l&#8217;AI, con i loro calcoli continui, non possiedono. Molti operatori immaginano quindi siti ibridi, dove GPU e ASIC convivono e si contendono lo stesso megawatt a seconda di quale, ora per ora, rende di pi\u00f9.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La geografia dell&#8217;hashrate<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;hashrate non \u00e8 un&#8217;astrazione: sono macchine fisiche che consumano elettricit\u00e0 in luoghi precisi, e la loro mappa \u00e8 cambiata parecchio. Secondo l&#8217;aggiornamento della <a href='https:\/\/hashrateindex.com\/blog\/global-hashrate-heatmap-update-q2-2026\/'>heatmap globale di Hashrate Index<\/a> per il secondo trimestre 2026, la classifica \u00e8 dominata da pochi paesi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>Quota stimata<\/th><th>Note<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Stati Uniti<\/td><td>circa 37%<\/td><td>Texas e Wyoming, reti deregolamentate<\/td><\/tr><tr><td>Russia<\/td><td>circa 17%<\/td><td>legale a livello nazionale, vietata in 10 regioni<\/td><\/tr><tr><td>Cina<\/td><td>circa 12%<\/td><td>al bando dal 2021, di nuovo terza<\/td><\/tr><tr><td>Paraguay<\/td><td>circa 4%<\/td><td>energia idroelettrica<\/td><\/tr><tr><td>Emirati Arabi Uniti<\/td><td>circa 3%<\/td><td>politica industriale sovrana<\/td><\/tr><tr><td>Oman<\/td><td>circa 3%<\/td><td>progetto Green Data City<\/td><\/tr><tr><td>Canada<\/td><td>circa 3%<\/td><td>idroelettrico e gas<\/td><\/tr><tr><td>Etiopia<\/td><td>circa 2,5%<\/td><td>diga GERD, tariffe a rischio<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stati Uniti restano di gran lunga i primi, con oltre un terzo della potenza mondiale concentrata soprattutto in Texas e Wyoming, dove le reti deregolamentate e i programmi di demand response permettono ai miner di comprare energia a buon mercato e di spegnersi quando la rete \u00e8 sotto stress. La Russia \u00e8 seconda con circa il 17%, in un curioso paradosso: il mining \u00e8 legale a livello nazionale ma vietato in dieci regioni per ragioni di consumo elettrico. La Cina, ufficialmente al bando dal 2021, \u00e8 silenziosamente risalita al terzo posto; l&#8217;ironia \u00e8 che le fabbriche cinesi continuano a produrre la maggior parte degli ASIC del mondo, quindi Pechino guadagna come esportatore anche mentre vieta l&#8217;uso interno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I primi tre paesi da soli valgono circa due terzi della rete, una concentrazione che espone l&#8217;hashrate a shock geopolitici: nel trimestre, per esempio, l&#8217;Iran ha perso circa 7 EH\/s a causa di un conflitto regionale. Hashrate Index l&#8217;ha definita una perturbazione localizzata e non un rischio sistemico, perch\u00e9 i paesi vicini sono rimasti stabili e la capacit\u00e0 tende a ridistribuirsi pi\u00f9 che a sparire. Ma il messaggio resta: la potenza di calcolo di Bitcoin, per quanto colossale, poggia su una manciata di giurisdizioni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un lettore europeo la lezione \u00e8 duplice. Da un lato l&#8217;Europa \u00e8 quasi assente da questa mappa: i costi energetici elevati e l&#8217;incertezza normativa hanno spinto altrove la potenza di calcolo, lasciando al continente il ruolo di consumatore di servizi cripto pi\u00f9 che di produttore di sicurezza. Dall&#8217;altro, la forte dipendenza da Stati Uniti, Russia e Cina significa che una tensione commerciale, un nuovo dazio sugli ASIC cinesi o una stretta energetica potrebbero ridisegnare la classifica nel giro di pochi trimestri, con effetti a cascata sull&#8217;hashrate globale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Pool e concentrazione: il coefficiente di Nakamoto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi una seconda dimensione della concentrazione, spesso confusa con la prima: quella dei pool. I singoli miner, sparsi per il mondo, non lavorano isolati; si uniscono in pool che coordinano lo sforzo e distribuiscono i premi in modo regolare. La geografia dice dove sono le macchine, i pool dicono chi ne coordina la potenza.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il <a href='https:\/\/hashrateindex.com\/hashrate\/pools'>tracker in tempo reale di Hashrate Index<\/a>, Foundry USA controlla circa un quarto dell&#8217;hashrate, seguita da F2Pool e AntPool intorno al 17-18% ciascuna: i primi tre pool insieme superano il 60% della rete. In altre parole, il coefficiente di Nakamoto lato pool \u00e8 pari a 3, servono cio\u00e8 appena tre attori per superare la maggioranza dei blocchi. Va detto che i pool non possiedono i bitcoin n\u00e9 le macchine, e i miner possono cambiare pool in qualsiasi momento; il rischio non \u00e8 il furto ma il coordinamento, per esempio la potenziale censura di transazioni. Proprio per questo protocolli come Stratum V2 restituiscono ai singoli miner il controllo su quali transazioni includere, riducendo il peso decisionale dei pool.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Sicurezza: quanto costa davvero un attacco 51%<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo alla domanda che rende l&#8217;hashrate pi\u00f9 di un numero da nerd: quanto costa attaccare Bitcoin? Un attacco al 51% richiede di controllare la maggioranza della potenza di calcolo per riscrivere i blocchi recenti e tentare una doppia spesa. Pi\u00f9 alto \u00e8 l&#8217;hashrate, pi\u00f9 questo diventa proibitivo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro pi\u00f9 citato \u00e8 quello di Campbell Harvey, professore alla Duke University. Il suo studio dell&#8217;ottobre 2025 stimava il costo di un attacco della durata di una settimana in circa 6 miliardi di dollari (hardware per 4,6 miliardi, costruzione dei data center per 1,34, elettricit\u00e0 per 0,13), pari a circa lo 0,26% del valore della rete. A met\u00e0 2026 Harvey ha per\u00f2 aggiornato il modello: abbinando l&#8217;acquisizione di hashrate a una grande posizione corta sui derivati offshore, l&#8217;attaccante guadagnerebbe dal crollo di prezzo che lui stesso provoca, rendendo l&#8217;operazione potenzialmente profittevole. Il costo, ha spiegato al <a href='https:\/\/news.bitcoin.com\/8-billion-bitcoin-attack-could-become-profitable-through-derivatives-duke-professor-says\/'>portale news.bitcoin.com<\/a>, \u00e8 \u00abcirca 50 punti base del valore di bitcoin\u00bb, e la differenza rispetto al passato sono proprio i mercati dei derivati, dove oggi si possono aprire posizioni corte enormi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti sono d&#8217;accordo. Matt Prusak, presidente di American Bitcoin Corp, ha ribattuto che \u00abla fattibilit\u00e0 economica affossa la tesi dell&#8217;attacco al 51%\u00bb: accumulare tanto hardware richiederebbe anni, sarebbe visibile, e gli exchange congelerebbero le attivit\u00e0 sospette prima che l&#8217;attacco vada a segno, come <a href='https:\/\/crypto.news\/51-attack-on-the-bitcoin-network-would-cost-6-billion\/'>riportato da crypto.news<\/a>. Il dato di realt\u00e0 \u00e8 che Bitcoin non \u00e8 mai stato attaccato con successo in questo modo, mentre catene proof-of-work pi\u00f9 piccole come Bitcoin Gold ed Ethereum Classic s\u00ec. Resta il punto: un hashrate pi\u00f9 basso abbassa l&#8217;asticella assoluta del costo, ed \u00e8 per questo che il calo del 2026, per quanto volontario, non \u00e8 un dettaglio irrilevante per la sicurezza.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena chiarire cosa un attacco al 51% pu\u00f2 e non pu\u00f2 fare. Anche controllando la maggioranza dell&#8217;hashrate, un aggressore non potrebbe rubare bitcoin dagli indirizzi altrui, n\u00e9 creare monete dal nulla, n\u00e9 cambiare le regole del protocollo: la crittografia a chiave pubblica e le regole di consenso reggono comunque. Ci\u00f2 che potrebbe fare \u00e8 riorganizzare gli ultimi blocchi per annullare e rifare una propria transazione (la cosiddetta doppia spesa) oppure censurare selettivamente alcune operazioni. \u00c8 un danno serio, soprattutto per gli exchange che accreditano i depositi troppo in fretta, ma \u00e8 ben lontano dalla distruzione totale che la parola attacco evoca nell&#8217;immaginario comune.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il budget di sicurezza e il futuro dopo gli halving<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Guardando pi\u00f9 in l\u00e0, l&#8217;hashrate \u00e8 legato a doppio filo a una domanda che accompagner\u00e0 Bitcoin per decenni: chi pagher\u00e0 la sicurezza? I ricavi dei miner hanno due componenti, il sussidio del blocco e le commissioni. Il sussidio si dimezza ogni circa quattro anni: oggi vale 3,125 BTC per blocco (dall&#8217;halving dell&#8217;aprile 2024) e scender\u00e0 a 1,5625 BTC intorno al 2028.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Man mano che il sussidio si assottiglia, le commissioni dovranno crescere per mantenere in valuta il cosiddetto budget di sicurezza, cio\u00e8 il totale che remunera i miner e quindi sostiene l&#8217;hashrate. Il 2026 offre un&#8217;anteprima di questa dinamica: quando prezzo e commissioni si ammorbidiscono, l&#8217;hashrate si ammorbidisce con loro. La grande incognita \u00e8 se, nei prossimi cicli, i mercati delle commissioni (dagli Ordinals ai Runes fino alla domanda di regolamento proveniente dai layer 2) sapranno finanziare una sicurezza che non potr\u00e0 pi\u00f9 contare su un sussidio in continua crescita. \u00c8 qui che il futuro dell&#8217;hashrate incrocia il futuro economico dell&#8217;intero protocollo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Hashrate, Consob e MiCA: cosa tocca la regolazione e come seguirlo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Un equivoco frequente, soprattutto in Europa, riguarda la regolazione. Il mining e l&#8217;hashrate in s\u00e9 non sono un servizio finanziario regolamentato. In Italia, la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-passaporto-unico-vigilanza-esma\/'>cornice europea MiCA<\/a>, recepita con il D.lgs. 5 settembre 2024, n. 129, affida a Consob la vigilanza sulla condotta di mercato e a Banca d&#8217;Italia gli aspetti prudenziali e le stablecoin: entrambe regolano i prestatori di servizi (exchange, custodi) e gli emittenti, non il protocollo proof-of-work n\u00e9 i singoli miner. I derivati su Bitcoin (future, perpetui) ricadono invece sotto la MiFID II, sempre di competenza Consob, e non sotto MiCA. In pratica, chi accende un ASIC non ha bisogno di una licenza di Consob per farlo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Anche oltreoceano la posizione si \u00e8 chiarita: nel marzo 2025 la divisione Corporation Finance della <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/speeches-statements\/statement-certain-proof-work-mining-activities-032025'>SEC statunitense<\/a> ha stabilito che il mining proof-of-work, in solitaria o in pool, non fa scattare la normativa sui titoli (una posizione che, va sottolineato, non copre lo staking dei sistemi proof-of-stake). \u00c8 un punto rilevante perch\u00e9 la maggioranza dell&#8217;hashrate \u00e8 statunitense e molti miner sono societ\u00e0 quotate.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, come seguire l&#8217;hashrate da soli senza cadere nelle trappole delle stime rumorose? Gli strumenti gratuiti non mancano: mempool.space, i grafici di <a href='https:\/\/www.coinwarz.com\/mining\/bitcoin\/hashrate-chart'>CoinWarz<\/a> e i bollettini di Hashrate Index. La regola d&#8217;oro \u00e8 leggere sempre pi\u00f9 finestre temporali (spot, sette giorni, trenta giorni) invece di fissarsi su un singolo valore, e trattare con scetticismo qualunque titolo che gridi a un nuovo record assoluto basandosi su una lettura di un solo giorno: nove volte su dieci \u00e8 rumore, non storia.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;hashrate di Bitcoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;hashrate \u00e8 la potenza di calcolo complessiva che tutti i miner dedicano ogni secondo a Bitcoin, misurata in hash al secondo e oggi nell&#8217;ordine degli exahash (miliardi di miliardi di tentativi al secondo). \u00c8 il numero di calcoli SHA-256 che la rete prova per trovare un blocco valido, e funge da indicatore sia della sicurezza sia della salute economica del mining.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 l&#8217;hashrate scende se il prezzo di Bitcoin sale?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 l&#8217;hashrate reagisce con mesi di ritardo: aggiungere potenza richiede ASIC, contratti di energia e strutture, mentre il prezzo si muove in secondi. Inoltre, nel 2026 molti operatori stanno spostando volontariamente megawatt verso l&#8217;intelligenza artificiale, pi\u00f9 redditizia, quindi la potenza cala anche in presenza di un rally. Se il rialzo di prezzo si consolida, l&#8217;hashrate tende a risalire nei trimestri successivi.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Un hashrate pi\u00f9 basso rende Bitcoin meno sicuro?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">In termini assoluti s\u00ec, perch\u00e9 abbassa il costo teorico di un attacco al 51%, ma i margini restano enormi: uno studio della Duke University stima l&#8217;operazione intorno agli 8 miliardi di dollari. Inoltre, a spegnersi per prime sono le macchine meno efficienti, che pesano poco sul totale, quindi l&#8217;impatto sulla sicurezza \u00e8 inferiore a quanto suggerisca il calo percentuale.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Qual \u00e8 la differenza tra hashrate e difficolt\u00e0?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;hashrate \u00e8 la potenza grezza espressa dai miner; la difficolt\u00e0 \u00e8 il parametro che il protocollo aggiusta ogni 2.016 blocchi per mantenere un blocco ogni dieci minuti. La difficolt\u00e0 \u00e8 uno specchio ritardato dell&#8217;hashrate: quando la potenza cala, alla correzione successiva scende anche la difficolt\u00e0.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come si misura l&#8217;hashrate di Bitcoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non si misura direttamente: si stima all&#8217;indietro dalla difficolt\u00e0 e dalla velocit\u00e0 con cui vengono trovati i blocchi, con la formula hashrate circa uguale a difficolt\u00e0 per 2^32 diviso il tempo di blocco. Poich\u00e9 il ritrovamento dei blocchi \u00e8 probabilistico, le stime a breve termine sono rumorose e siti diversi possono mostrare valori diversi nello stesso giorno.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 l'hashrate di Bitcoin?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"L'hashrate \u00e8 la potenza di calcolo complessiva che tutti i miner dedicano ogni secondo a Bitcoin, misurata in hash al secondo e oggi nell'ordine degli exahash. \u00c8 il numero di calcoli SHA-256 che la rete prova per trovare un blocco valido, e funge da indicatore di sicurezza e di salute economica del mining.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Perch\u00e9 l'hashrate scende se il prezzo di Bitcoin sale?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Perch\u00e9 l'hashrate reagisce con mesi di ritardo: aggiungere potenza richiede ASIC, contratti di energia e strutture, mentre il prezzo si muove in secondi. 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