{"id":374,"date":"2026-08-24T10:36:23","date_gmt":"2026-08-24T10:36:23","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/regulation-crypto-assets-sec-svolta-mica-2026\/"},"modified":"2026-08-24T10:36:23","modified_gmt":"2026-08-24T10:36:23","slug":"regulation-crypto-assets-sec-svolta-mica-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/regulation-crypto-assets-sec-svolta-mica-2026\/","title":{"rendered":"Regulation Crypto Assets: la svolta della SEC e lo specchio MiCA"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Per cinque giorni, a met\u00e0 agosto, la storia sembrava gi\u00e0 scritta. Il 13 agosto la Securities and Exchange Commission (SEC), l&#8217;autorit\u00e0 che vigila sui mercati mobiliari statunitensi, aveva cancellato all&#8217;ultimo momento la riunione pubblica in cui i commissari avrebbero dovuto votare la proposta di \u00abRegulation Crypto Assets\u00bb: il regolamento che, per la prima volta, avrebbe dato agli emittenti di token una strada ordinata per raccogliere capitale negli Stati Uniti senza registrarsi come emittenti di titoli. La motivazione ufficiale, \u00abun imprevisto conflitto di calendario\u00bb, non convinceva nessuno. Con la CLARITY Act arenata al Senato e la commissaria Hester Peirce annunciata in uscita a novembre, molti osservatori avevano concluso che la regola fosse di fatto rinviata al 2027.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, il 18 agosto, la SEC ha fatto l&#8217;esatto contrario di quanto il rinvio lasciava presagire: ha proposto \u00abRegulation Crypto Assets\u00bb comunque, per voto scritto, senza riunione pubblica e senza un solo voto contrario. La regola che sembrava morta \u00e8 arrivata lo stesso, e con essa il singolo atto normativo pi\u00f9 importante mai prodotto dalla SEC in materia di cripto-attivit\u00e0. Per chi guarda da Milano, da Roma o da Lugano la questione non \u00e8 accademica: capire come Washington ha deciso di trattare i token aiuta a misurare quanto sia diversa, e per certi versi pi\u00f9 severa, la strada che l&#8217;Europa ha imboccato con MiCA.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il tutto mentre Bitcoin, dopo settimane sotto i 55.000 euro, risaliva sopra i 66.000 (66.663 euro secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>CoinGecko<\/a> il 24 agosto), a ricordare che il vento dei mercati e quello della politica normativa, per una volta, soffiano nella stessa direzione. Questo articolo spiega che cosa ha proposto davvero la SEC, perch\u00e9 lo ha fatto in quel modo, chi contesta la svolta e, soprattutto, che cosa cambia (e che cosa no) per chi investe o costruisce un progetto cripto dall&#8217;Italia.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa ha proposto la SEC il 18 agosto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta, annunciata con il <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/press-releases\/2026-76-sec-proposes-new-regulation-crypto-assets'>comunicato ufficiale 2026-76<\/a> e contenuta nel proposing release n. 33-11434 (un documento di circa 400 pagine), crea un regime \u00absu misura\u00bb per i contratti di investimento che coinvolgono cripto-attivit\u00e0. In pratica, la SEC ammette che forzare i token dentro le regole pensate per azioni e obbligazioni degli anni Trenta era, per usare l&#8217;immagine del presidente Paul Atkins, come infilare \u00abun piolo quadrato in un foro rotondo\u00bb. Al posto di quella forzatura arrivano tre strumenti nuovi: due esenzioni dalla registrazione per raccogliere capitale e un safe harbor che permette a un token, a certe condizioni, di uscire del tutto dal perimetro dei titoli.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La modalit\u00e0 con cui la proposta \u00e8 passata \u00e8 quasi importante quanto il contenuto. Non c&#8217;\u00e8 stata la riunione pubblica trasmessa in streaming a cui la SEC abitua i mercati: i tre commissari in carica (Atkins, Peirce e Mark Uyeda) hanno approvato il testo per voto scritto, e nessuno ha dissentito. Il motivo \u00e8 strutturale: dopo l&#8217;uscita di Caroline Crenshaw il 2 gennaio 2026, la commissione a cinque poltrone ne ha solo tre occupate, tutte da nomine repubblicane. Il fronte scettico che negli anni di Gary Gensler firmava opinioni di minoranza semplicemente non esiste pi\u00f9. Il periodo per i commenti pubblici dura 60 giorni dalla pubblicazione in Federal Register e si chiude il 20 ottobre 2026; solo dopo, e non prima del 2027, potr\u00e0 arrivare il voto sulla regola definitiva.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le due esenzioni: la corsia startup e quella da 75 milioni<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore operativo della proposta sono due esenzioni dall&#8217;obbligo di registrazione, pensate per due momenti diversi nella vita di un progetto. La prima \u00e8 l&#8217;esenzione \u00abstartup\u00bb: consente di raccogliere fino a 5 milioni di dollari (circa 4,3 milioni di euro al cambio di fine agosto) in un arco di quattro anni, una sola volta per emittente e per lo stesso token. Non richiede bilanci certificati, ma una disclosure \u00abbasata su principi\u00bb prevista dalla proposta di Rule 103, che copre il contratto di investimento, le caratteristiche del token, il team, la rete o l&#8217;applicazione, il codice sorgente e la sicurezza, la tokenomics, la governance e i fattori di rischio. Si presenta con un modulo dedicato, il Form NOR.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda \u00e8 l&#8217;esenzione \u00abfundraising\u00bb, articolata in due livelli e riservata a soggetti statunitensi (con maggioranza di amministratori cittadini o residenti negli Stati Uniti, oltre met\u00e0 degli asset in territorio americano e attivit\u00e0 amministrata dagli USA). Il Tier 1 permette di raccogliere fino a 20 milioni di dollari ogni 12 mesi con bilanci non certificati; il Tier 2 alza il tetto a 75 milioni di dollari (circa 65 milioni di euro) ogni 12 mesi, ma pretende bilanci certificati e obblighi informativi continuativi, tramite un nuovo Form 1-CRYPTO. Come <a href='https:\/\/www.sidley.com\/en\/insights\/newsupdates\/2026\/08\/the-wait-is-over-sec-proposes-regulation-crypto-assets-a-bespoke-offering-regime-for-crypto'>ricostruisce lo studio legale Sidley<\/a>, \u00e8 la prima volta che la SEC costruisce una scala di adempimenti proporzionata alla dimensione della raccolta, invece di applicare la stessa soglia a tutti.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Meccanismo<\/th><th>Tetto di raccolta<\/th><th>Periodo<\/th><th>Bilanci<\/th><th>Modulo<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Esenzione startup<\/td><td>5 mln $ (circa 4,3 mln euro)<\/td><td>4 anni, una tantum<\/td><td>Non certificati<\/td><td>Form NOR<\/td><\/tr><tr><td>Fundraising Tier 1<\/td><td>20 mln $ (circa 17 mln euro)<\/td><td>Ogni 12 mesi<\/td><td>Non certificati<\/td><td>Form 1-CRYPTO<\/td><\/tr><tr><td>Fundraising Tier 2<\/td><td>75 mln $ (circa 65 mln euro)<\/td><td>Ogni 12 mesi<\/td><td>Certificati<\/td><td>Form 1-CRYPTO<\/td><\/tr><tr><td>Safe harbor<\/td><td>Uscita dal perimetro titoli<\/td><td>A completamento sforzi gestionali<\/td><td>Certificazione<\/td><td>Form TR<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption>Le vie previste da Regulation Crypto Assets. Le soglie sono in dollari statunitensi; le conversioni in euro sono indicative, al cambio di fine agosto 2026.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Il safe harbor: come un token esce dal perimetro dei titoli<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La parte pi\u00f9 innovativa, e potenzialmente pi\u00f9 contestata, non riguarda la raccolta ma l&#8217;uscita. La proposta introduce un safe harbor dalla definizione di \u00abinvestment contract\u00bb: quando l&#8217;emittente ha completato (o interrotto in modo permanente) gli \u00absforzi gestionali essenziali\u00bb che aveva promesso, pu\u00f2 depositare un Form TR che certifica il completamento. A quel punto il contratto di investimento che avvolgeva il token cessa di esistere e la cripto-attivit\u00e0 sottostante esce dalla regolamentazione sui titoli. \u00c8 la traduzione operativa di un concetto che la SEC aveva gi\u00e0 enunciato nel suo interpretive release del marzo 2026 (release n. 33-11412): l&#8217;idea che una rete \u00abmatura\u00bb non richieda pi\u00f9 lo sforzo imprenditoriale di un gruppo centrale, e che a quel punto scatti una \u00abseparazione\u00bb tra il token e il suo involucro giuridico iniziale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 bene fissare i limiti. Il safe harbor non cancella il test di Howey, il criterio con cui dal 1946 i tribunali americani stabiliscono se qualcosa \u00e8 un contratto di investimento: la proposta lo conserva come analisi di base e ribadisce che la qualificazione resta specifica per ogni singola operazione. Restano fuori dal perimetro dei titoli, se prese in s\u00e9, attivit\u00e0 come il mining, lo staking e gli airdrop, coerentemente con la guidance di marzo. Nella sua dichiarazione di accompagnamento, intitolata <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/speeches-statements\/peirce-statement-regulation-crypto-assets-081826'>\u00abFilling the Regulatory Tank\u00bb<\/a>, la commissaria Peirce ha descritto la manovra come il riempimento di un serbatoio rimasto a secco per anni: la benzina, cio\u00e8 le regole scritte, che finalmente sostituisce la spinta a mano dell&#8217;enforcement caso per caso.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La fine della \u00abregolazione a colpi di cause\u00bb<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire la portata del cambio di passo serve un termine di paragone. Negli anni di Gensler la SEC ha trattato il settore soprattutto con le cause: secondo i dati di <a href='https:\/\/www.cornerstone.com\/insights\/research\/sec-cryptocurrency-enforcement-2025-update\/'>Cornerstone Research<\/a>, tra aprile 2021 e la fine del 2024 l&#8217;agenzia ha avviato 125 azioni legate alle cripto per oltre 6 miliardi di dollari di sanzioni. Nel 2025 il quadro si \u00e8 rovesciato: 13 azioni contro le 33 del 2024 (un calo del 60%), con sanzioni per circa 142 milioni di dollari, meno del 3% del totale dell&#8217;anno precedente. Non solo: cinque delle tredici azioni del 2025 erano state depositate ancora sotto Gensler, prima del suo addio a gennaio. La stagione delle cause bandiera, da Coinbase a Kraken fino a Ripple, si \u00e8 chiusa quasi tutta con archiviazioni o rinunce.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena ricostruire la sequenza, perch\u00e9 \u00e8 la cornice in cui va letta la proposta di agosto. Il caso contro Coinbase, la battaglia simbolo dell&#8217;intera stagione, \u00e8 stato archiviato all&#8217;inizio del 2025; nei mesi successivi sono cadute le azioni contro Kraken, ConsenSys e Cumberland, poi quella contro Binance, mentre nella disputa con Ripple entrambe le parti hanno ritirato gli appelli lasciando in piedi solo la sanzione sulle vendite istituzionali. Una dopo l&#8217;altra, le cause costruite sulla teoria della \u00abregistrazione mancante\u00bb sono state smontate, spesso con formule che ne impedivano la riproposizione. Regulation Crypto Assets nasce su quel terreno bonificato: senza le cause a fare da supplente, servivano regole scritte per riempire il vuoto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Regulation Crypto Assets \u00e8 la formalizzazione di questo abbandono: la SEC smette di dire cos&#8217;\u00e8 illegale a suon di ingiunzioni e prova a scrivere in anticipo cosa \u00e8 permesso. Nella sua <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/speeches-statements\/atkins-statement-regulation-crypto-assets-081826'>dichiarazione del 18 agosto<\/a> Atkins ha promesso \u00abpercorsi su misura per raccogliere capitale negli Stati Uniti, garantendo al tempo stesso adeguate tutele per gli investitori\u00bb. Attenzione per\u00f2 a non leggere la svolta come un condono: lo stesso Atkins ha ribadito che l&#8217;enforcement contro chi commette frode continua. Il messaggio \u00e8 che cambia l&#8217;obiettivo (frode e inganno, non il semplice mancato inquadramento come titolo), non che l&#8217;autorit\u00e0 abbandona il campo. La stessa logica di normalizzazione si \u00e8 vista sul fronte dei prodotti quotati, dove la SEC ha rivisto il modo in cui <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/etf-crypto-sec-approvazioni-selezione-2026\/'>approva gli ETF cripto<\/a>, passando da un&#8217;apertura quasi automatica a una selezione pi\u00f9 esplicita.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I cinque giorni in cui il voto \u00e8 saltato e poi no<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La sequenza tra il 13 e il 18 agosto merita un fermo immagine, perch\u00e9 racconta molto di come funziona oggi la SEC. Il 13 agosto la Commissione ha cancellato la riunione pubblica fissata per il 14, quella in cui i commissari avrebbero votato in diretta la proposta. Nessuna data alternativa, solo un vago riferimento a un conflitto di agenda. Le cronache del settore hanno raccontato che la mossa aveva colto tutti di sorpresa, alimentando l&#8217;ipotesi che dietro ci fossero divergenze interne o pressioni per aspettare il voto del Congresso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Cinque giorni dopo la Commissione ha aggirato l&#8217;ostacolo nel modo pi\u00f9 semplice: ha adottato la proposta per \u00abwritten vote\u00bb, la procedura scritta che consente ai commissari di approvare un atto senza convocare una seduta aperta. Con soli tre membri, tutti allineati, non serviva la scenografia della riunione: bastava la firma. \u00c8 qui che si vede l&#8217;effetto pratico di una commissione dimezzata e monocolore. Da un lato accelera: nessun dissenso da mettere a verbale, nessun compromesso da negoziare. Dall&#8217;altro espone la regola a una critica di fondo, sulla quale torneremo: una scelta di questa portata \u00e8 stata compiuta senza che nessuna voce di minoranza potesse metterla alla prova in pubblico.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>CLARITY Act in panne: la SEC ha costruito il suo sostituto?<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempismo non \u00e8 casuale. La CLARITY Act, la legge che dovrebbe ripartire le competenze tra SEC e CFTC e dare finalmente una cornice legislativa al settore, si \u00e8 impantanata al Senato prima della pausa estiva. Le probabilit\u00e0 di approvazione entro il 2026 misurate dai mercati predittivi sono crollate: su Polymarket, <a href='https:\/\/crypto.news\/clarity-act-dying-sec-regulation-crypto-replacement\/'>secondo la ricostruzione di crypto.news<\/a>, sono scivolate dall&#8217;82% al 16% nel giro di poche settimane. In quel vuoto la SEC si \u00e8 mossa da sola, usando i poteri regolamentari che gi\u00e0 possiede per costruire, di fatto, una parte di ci\u00f2 che il Congresso non riesce a votare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Atkins ha smentito la lettura pi\u00f9 netta, definendo il regolamento \u00abcomplementare alla legislazione, non un suo sostituto\u00bb. La distinzione, per\u00f2, non \u00e8 formale. Una legge del Congresso \u00e8 difficile da smontare: serve un&#8217;altra legge. Un regolamento della SEC, invece, pu\u00f2 essere riscritto da una futura commissione con lo stesso strumento con cui \u00e8 nato, cio\u00e8 un nuovo procedimento di rulemaking. \u00c8 la differenza tra scolpire nella pietra e scrivere sulla lavagna, ed \u00e8 il motivo per cui l&#8217;industria continua, nonostante tutto, a spingere per una legge vera e non solo per regole d&#8217;agenzia.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le critiche: la \u00abCrypto Promotion Commission\u00bb<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti applaudono. L&#8217;assenza di un fronte scettico dentro la Commissione non significa che le critiche non esistano: si sono semplicemente spostate fuori. La pi\u00f9 dura arriva da Better Markets, l&#8217;organizzazione non profit che negli Stati Uniti si batte per la tutela degli investitori. Nel commento diffuso il giorno stesso della proposta, il direttore per la Securities Policy <a href='https:\/\/bettermarkets.org\/newsroom\/secs-crypto-rules-confirm-it-is-now-the-crypto-promotion-commission\/'>Benjamin Schiffrin<\/a> ha scritto che \u00absotto il presidente Paul Atkins, la Securities and Exchange Commission \u00e8 diventata la Crypto Promotion Commission\u00bb. E ancora: \u00ablungi dall&#8217;imporre tutele significative, la SEC sta esentando le cripto proprio dagli obblighi di registrazione che proteggerebbero gli investitori\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto tecnico \u00e8 serio. La registrazione, nel sistema americano, serve a imporre disclosure standardizzate, bilanci certificati e responsabilit\u00e0 civili precise. Sostituirla con esenzioni e disclosure \u00abbasate su principi\u00bb sposta parte del rischio sulle spalle del risparmiatore, che deve valutare da s\u00e9 un white paper invece di leggere un prospetto vagliato. I difensori della proposta rispondono che la vecchia registrazione era pensata per le imprese, non per le reti aperte, e che pretenderla su ogni token significava semplicemente vietare l&#8217;attivit\u00e0. \u00c8 lo stesso dilemma che l&#8217;Europa ha affrontato con MiCA, ma risolvendolo in modo opposto, come vedremo. Vale la pena ricordare che la diffidenza del pubblico resta alta: secondo i sondaggi citati da Better Markets, oltre il 70% degli americani ritiene che le cripto avvantaggino soprattutto addetti ai lavori, truffatori e criminali.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Quanto \u00e8 solida questa svolta? Peirce, la Corte Suprema e la reversibilit\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi in Italia guarda a queste regole per decidere dove tenere i propri asset dovrebbe porsi una domanda prima delle altre: quanto durer\u00e0? Tre elementi suggeriscono prudenza. Il primo \u00e8 la composizione della Commissione: tre membri su cinque, tutti della stessa parte politica. Basta un cambio di maggioranza alla Casa Bianca, e le relative nomine, per invertire la rotta. Il secondo \u00e8 l&#8217;uscita annunciata di Hester Peirce, la commissaria che pi\u00f9 di tutti ha incarnato l&#8217;apertura verso il settore, prevista per novembre 2026: senza di lei, l&#8217;equilibrio interno cambia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo elemento \u00e8 il pi\u00f9 tecnico e il pi\u00f9 sottovalutato. Il 29 giugno 2026 la Corte Suprema, con la sentenza <a href='https:\/\/www.hklaw.com\/en\/insights\/publications\/2026\/07\/what-the-trump-v-slaughter-decision-means-for-independent'>Trump v. Slaughter<\/a>, ha ribaltato un precedente del 1935 (Humphrey&#8217;s Executor) e stabilito che il presidente pu\u00f2 rimuovere i vertici delle agenzie indipendenti anche senza giusta causa. La decisione riguardava formalmente la Federal Trade Commission, ma il suo ragionamento arriva dritto a SEC e CFTC (una sentenza gemella, Trump v. Cook, ha invece salvaguardato l&#8217;indipendenza della Federal Reserve). In pratica, l&#8217;insulazione che rendeva la SEC un&#8217;autorit\u00e0 difficile da piegare alla politica del momento si \u00e8 indebolita. Paradossalmente, la stessa vittoria che ha reso possibile la svolta pro-cripto la rende anche pi\u00f9 fragile: se un regolamento nasce dalla volont\u00e0 di una commissione cos\u00ec esposta, pu\u00f2 morire allo stesso modo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi una questione che tocca da vicino chi possiede gi\u00e0 token oggi scambiati sui mercati. Il meccanismo di \u00abseparazione\u00bb non riguarda solo le nuove emissioni: in teoria un token nato anni fa come contratto di investimento potrebbe oggi qualificarsi per l&#8217;uscita dallo status di titolo, se la rete che lo sostiene si \u00e8 nel frattempo decentralizzata e il gruppo fondatore ha smesso di promettere sviluppi essenziali. \u00c8 la codificazione di un&#8217;intuizione che il settore invocava da tempo, ma resta tutta da provare sul campo: chi decide quando una rete \u00e8 \u00ababbastanza matura\u00bb? La proposta affida molto all&#8217;autocertificazione dell&#8217;emittente tramite il Form TR, e sar\u00e0 la prassi, pi\u00f9 che il testo, a stabilire quanto rigoroso sar\u00e0 il controllo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Lo specchio europeo: MiCA sceglie un&#8217;altra strada<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui entra in gioco il confronto che interessa davvero il lettore italiano. L&#8217;Europa \u00e8 arrivata prima e ha scelto una filosofia opposta. MiCA (regolamento UE 2023\/1114) non concede esenzioni a chi emette token: chiede autorizzazioni a chi offre servizi. Il periodo transitorio si \u00e8 chiuso il 1 luglio 2026 e, come ha ribadito l&#8217;ESMA, da quella data offrire servizi su cripto-attivit\u00e0 ai clienti europei senza licenza \u00e8 una violazione del diritto UE, con l&#8217;obbligo di dismettere le attivit\u00e0 in modo ordinato (<a href='https:\/\/www.regulationtomorrow.com\/2026\/04\/esma-statement-on-the-end-of-transitional-periods-under-mica\/'>si veda la dichiarazione ESMA<\/a>). Il risultato pratico si \u00e8 visto subito: piattaforme come Binance hanno riorganizzato l&#8217;offerta europea e stablecoin non conformi come USDT sono sparite dai book regolamentati per la clientela retail.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le stablecoin sono l&#8217;esempio pi\u00f9 netto di questa biforcazione. Negli Stati Uniti hanno una legge dedicata, il GENIUS Act, che le tratta come strumenti di pagamento con riserve interamente in contanti e titoli di Stato a breve. In Europa ricadono dentro MiCA come token di moneta elettronica o token collegati ad attivit\u00e0, con vincoli su riserve, rimborso alla pari e limiti operativi per quelle non denominate in euro. Il risultato \u00e8 che un emittente come Tether, che non ha chiesto l&#8217;autorizzazione europea, resta pienamente operativo negli Stati Uniti mentre USDT \u00e8 di fatto uscito dai listini regolamentati per il retail europeo: stesso asset, due destini opposti a seconda della sponda dell&#8217;Atlantico.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza pi\u00f9 profonda \u00e8 concettuale. Nel modello americano appena proposto, un token pu\u00f2 \u00abuscire\u00bb dallo status di titolo quando la rete matura: \u00e8 previsto un meccanismo di separazione. In MiCA questo concetto non esiste. Il token non entra e non esce da una categoria: \u00e8 l&#8217;emittente o il fornitore di servizi (il CASP) a essere regolato, con un white paper da notificare (non da approvare) e, per le stablecoin, regole prudenziali stringenti su riserve e rimborso. Non c&#8217;\u00e8 un test di Howey da superare n\u00e9 un Form TR da depositare per liberarsi degli obblighi. Bruxelles, intanto, ha gi\u00e0 aperto il cantiere della revisione: una consultazione mirata sulla cosiddetta MiCA 2.0 si chiude il 31 agosto 2026, con l&#8217;obiettivo di colmare i <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-revisione-2026-vuoti-defi-staking-lending\/'>vuoti su DeFi, staking e lending<\/a> che il primo testo aveva lasciato scoperti.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Aspetto<\/th><th>Regulation Crypto Assets (USA)<\/th><th>MiCA (UE \/ Italia)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Filosofia di base<\/td><td>Esenzioni e disclosure per chi emette<\/td><td>Autorizzazione di chi offre servizi<\/td><\/tr><tr><td>Classificazione del token<\/td><td>Test di Howey, caso per caso<\/td><td>Categorie predefinite (ART, EMT, altri)<\/td><\/tr><tr><td>Uscita dallo status di titolo<\/td><td>Prevista (safe harbor, Form TR)<\/td><td>Non prevista<\/td><\/tr><tr><td>Documento d&#8217;offerta<\/td><td>Disclosure basata su principi<\/td><td>White paper notificato, non approvato<\/td><\/tr><tr><td>Stablecoin<\/td><td>Legge federale dedicata (GENIUS Act)<\/td><td>Regole su riserve e rimborso (EMT\/ART)<\/td><\/tr><tr><td>Derivati cripto<\/td><td>Competenza CFTC<\/td><td>MiFID II (in Italia, Consob)<\/td><\/tr><tr><td>Autorit\u00e0 in Italia<\/td><td>Non applicabile<\/td><td>Consob e Banca d&#8217;Italia<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption>Due modelli a confronto: gli Stati Uniti puntano su esenzioni e uscita dal perimetro, l&#8217;Unione europea su autorizzazioni e categorie fisse.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Consob, Banca d&#8217;Italia e il perimetro italiano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia MiCA \u00e8 stata recepita con il D.lgs. 5 settembre 2024, n. 129, che affida a Consob la vigilanza su condotta e tutela degli investitori e a Banca d&#8217;Italia il profilo prudenziale, comprese le stablecoin (i token di moneta elettronica e i token collegati ad attivit\u00e0). Alla scadenza del periodo transitorio, il <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob\/w\/termina-il-periodo-transitorio-del-regolamento-mica-sulle-cripto-attivit%C3%A0-in-italia-9-soggetti-abilitati'>comunicato congiunto di Consob e Banca d&#8217;Italia<\/a> del 30 giugno 2026 ha certificato nove soggetti abilitati: otto CASP (CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital e Young Platform) pi\u00f9 Banca Sella, che opera come intermediario gi\u00e0 vigilato. Nell&#8217;intera area SEE i CASP autorizzati hanno superato quota 300 nell&#8217;estate 2026, perch\u00e9 la licenza ottenuta in un Paese vale come passaporto in tutti gli altri.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Due precisazioni contano per il lettore italiano. La prima: i derivati cripto (futures, perpetual, CFD) restano fuori da MiCA e ricadono sotto la MiFID II, quindi sotto Consob come regolatore dei mercati; l&#8217;ESMA nel febbraio 2026 ha chiarito che i perpetual sono assimilabili ai CFD, con leva massima 2:1 per la clientela retail. La seconda: l&#8217;elenco dei \u00abnove soggetti\u00bb \u00e8 solo la fotografia degli operatori con sede in Italia. Grazie al passaporto unico, un exchange autorizzato altrove nell&#8217;Unione (per esempio in Irlanda, a Malta o in Lussemburgo) pu\u00f2 servire i clienti italiani senza una separata autorizzazione della Consob. \u00c8 un dettaglio che cambia radicalmente la prospettiva di chi confronta il sistema americano con quello europeo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per chi investe dall&#8217;Italia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sgombriamo subito il campo da un equivoco: Regulation Crypto Assets non apre nuove porte al risparmiatore italiano. Le esenzioni \u00abfundraising\u00bb sono riservate a emittenti statunitensi e pensate per la raccolta presso investitori americani; un residente in Italia non pu\u00f2 semplicemente sottoscrivere un&#8217;offerta condotta con Form 1-CRYPTO come farebbe con un&#8217;app europea. Vale, anzi, il principio inverso: un&#8217;offerta rivolta al mercato USA che non sia autorizzata in Europa non pu\u00f2 fare sollecitazione attiva verso i clienti italiani, e affidarsi alla \u00abreverse solicitation\u00bb (l&#8217;iniziativa spontanea del cliente) \u00e8 una zona grigia che le autorit\u00e0 europee guardano con crescente sospetto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In concreto, per il risparmiatore italiano la domanda pratica \u00e8 una sola: la piattaforma che sto usando \u00e8 autorizzata a servirmi? La risposta si trova nel registro pubblico dei CASP tenuto dall&#8217;ESMA, che elenca i soggetti autorizzati in tutta l&#8217;area SEE, e negli albi di Consob e Banca d&#8217;Italia. Un operatore che non compare in nessuno di questi elenchi, ma continua a sollecitare clienti italiani, sta operando fuori dalle regole, a prescindere da quanto sofisticato appaia il suo inquadramento negli Stati Uniti. La cornice americana, per quanto interessante, non conferisce alcun diritto di accesso al mercato europeo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il canale realistico per esporsi a queste dinamiche resta indiretto. I prodotti quotati statunitensi, gli ETP e gli ETF cripto, arrivano al risparmiatore europeo solo attraverso strumenti conformi alle regole UE: chi vuole capire i limiti concreti pu\u00f2 leggere la nostra guida su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/etf-crypto-approvazioni-2026-accesso-italia\/'>come funziona l&#8217;accesso agli ETF cripto dall&#8217;Italia<\/a>. Sul piano fiscale, nulla cambia per effetto della mossa americana: le plusvalenze su cripto restano tassate in Italia con l&#8217;imposta sostitutiva salita al 33% dal 1 gennaio 2026, e gli obblighi di monitoraggio nel quadro RW valgono a prescindere da dove sia domiciliato l&#8217;emittente. Per chi ragiona in ottica di portafoglio, la vera domanda non \u00e8 \u00abcosa fa la SEC\u00bb ma quanta esposizione al rischio abbia senso: un tema che abbiamo affrontato nell&#8217;analisi su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/quanto-bitcoin-in-portafoglio-correlazione-allocazione-2026\/'>quanto Bitcoin tenere in portafoglio<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per chi costruisce un progetto in Europa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un fondatore la prospettiva si ribalta. Regulation Crypto Assets rende, sulla carta, gli Stati Uniti un luogo pi\u00f9 prevedibile dove lanciare un token: c&#8217;\u00e8 una via per raccogliere fino a 75 milioni di dollari con obblighi calibrati e, soprattutto, c&#8217;\u00e8 la promessa che a rete matura il token possa uscire dallo status di titolo. In Europa quella via d&#8217;uscita non esiste: MiCA offre certezza sul perimetro dei servizi, ma non un percorso per \u00abliberare\u00bb un token dagli obblighi una volta che il progetto si decentralizza. \u00c8 il rovescio della medaglia della prevedibilit\u00e0 europea: pi\u00f9 chiarezza sul presente, meno flessibilit\u00e0 sull&#8217;evoluzione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio, per l&#8217;Unione, \u00e8 la fuga di progetti verso giurisdizioni percepite come pi\u00f9 agili. Non \u00e8 un timore astratto. Ond\u0159ej Kova\u0159\u00edk, europarlamentare tra i negoziatori di MiCA, ha messo in guardia sulla necessit\u00e0 di proporzionalit\u00e0, sostenendo che non si pu\u00f2 <a href='https:\/\/finance.yahoo.com\/news\/eu-launches-mica-crypto-rules-174104329.html'>\u00abtrattare allo stesso modo\u00bb<\/a> un colosso globale quotato e \u00abuna piccola startup che avvia un&#8217;attivit\u00e0 cripto\u00bb, e ha invocato regimi di equivalenza con Paesi come Regno Unito e Svizzera. La partita, insomma, non \u00e8 solo tra Washington e Bruxelles: \u00e8 anche dentro l&#8217;Europa, tra chi vuole semplificare per competere e chi teme che semplificare significhi indebolire le tutele. Per gli operatori tradizionali resta poi lo scoglio del capitale: le stesse ragioni per cui <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/banche-bitcoin-regola-capitale-basilea-2026\/'>le banche faticano a detenere Bitcoin<\/a> spiegano perch\u00e9 l&#8217;ingresso istituzionale, di qua e di l\u00e0 dell&#8217;Atlantico, resti pi\u00f9 lento di quanto i titoli lascino pensare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le prossime tappe: commenti fino al 20 ottobre, poi il 2027<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa aspettarsi ora. La proposta della SEC \u00e8 appena l&#8217;inizio di un percorso: il periodo di consultazione pubblica resta aperto 60 giorni e si chiude il 20 ottobre 2026. Solo dopo aver esaminato i commenti la Commissione potr\u00e0 mettere ai voti una regola definitiva, che difficilmente arriver\u00e0 prima del 2027 e che potrebbe uscire modificata rispetto al testo di agosto. Nel frattempo pesano le incognite gi\u00e0 citate: l&#8217;uscita di Peirce a novembre, l&#8217;eventuale ripartenza (o definitiva morte) della CLARITY Act, la possibilit\u00e0 che un futuro assetto politico rimetta mano a tutto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sull&#8217;altra sponda, l&#8217;Europa corre in parallelo su una tabella di marcia diversa: la revisione di MiCA alimenter\u00e0 una relazione della Commissione attesa intorno alla met\u00e0 del 2027 e, forse, una proposta legislativa di \u00abMiCA 2.0\u00bb nella finestra 2027-2028, con l&#8217;ipotesi di spostare parte della vigilanza direttamente in capo all&#8217;ESMA. Il risultato \u00e8 che, per almeno un paio d&#8217;anni, chi opera nel settore dovr\u00e0 convivere con due grandi blocchi normativi che si muovono in direzioni filosoficamente opposte: gli Stati Uniti che allentano e riscrivono, l&#8217;Unione che consolida e affina. Per l&#8217;investitore e il costruttore italiano la bussola resta quella europea, ma ignorare cosa accade a Washington sarebbe un errore: i due sistemi, piaccia o no, si osservano e si influenzano a vicenda.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti (FAQ)<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Regulation Crypto Assets della SEC?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il regolamento proposto dalla SEC il 18 agosto 2026 (comunicato 2026-76, release 33-11434) che crea un regime dedicato ai contratti di investimento in cripto-attivit\u00e0. Prevede due esenzioni dalla registrazione (fino a 5 milioni di dollari per le startup e fino a 75 milioni per la raccolta pi\u00f9 strutturata) e un safe harbor che consente a un token, una volta matura la rete, di uscire dallo status di titolo. \u00c8 una proposta: entrer\u00e0 in vigore solo dopo la consultazione pubblica e un successivo voto sulla regola definitiva.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quando entra in vigore Regulation Crypto Assets?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 ancora in vigore. Il testo \u00e8 in consultazione pubblica per 60 giorni, con scadenza il 20 ottobre 2026. Solo dopo aver valutato i commenti la SEC potr\u00e0 votare una versione definitiva, che gli analisti non attendono prima del 2027 e che potrebbe risultare modificata. Fino ad allora resta valido il quadro attuale, fatto di guidance interpretativa e di applicazione caso per caso del test di Howey.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Un investitore italiano pu\u00f2 partecipare a un&#8217;offerta Regulation Crypto?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica no. Le esenzioni \u00abfundraising\u00bb sono riservate a emittenti statunitensi e rivolte al mercato USA; un residente in Italia non pu\u00f2 sottoscriverle come farebbe con un&#8217;app europea. Un&#8217;offerta non autorizzata in UE non pu\u00f2 inoltre fare sollecitazione attiva verso i clienti italiani. L&#8217;esposizione a queste dinamiche resta indiretta, tramite prodotti conformi alle regole europee, e la tassazione italiana delle plusvalenze (33% dal 2026) si applica comunque.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che differenza c&#8217;\u00e8 tra Regulation Crypto e MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">La filosofia \u00e8 opposta. La proposta americana concede esenzioni a chi emette token e prevede un meccanismo per uscire dallo status di titolo quando la rete matura. MiCA, invece, autorizza chi offre servizi (i CASP), usa categorie predefinite e non contempla alcuna \u00abuscita\u00bb: il white paper si notifica, non si approva, e le stablecoin seguono regole prudenziali severe. In Italia vigilano Consob (condotta) e Banca d&#8217;Italia (profilo prudenziale).<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Regulation Crypto Assets significa che la SEC ha smesso di fare enforcement?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. La SEC ha spostato il bersaglio, non deposto le armi. Il presidente Atkins ha dichiarato che l&#8217;agenzia continuer\u00e0 a perseguire frodi e violazioni delle leggi sui titoli. Ci\u00f2 che cambia \u00e8 che il semplice mancato inquadramento di un token come titolo non \u00e8 pi\u00f9, di per s\u00e9, motivo di causa: l&#8217;enforcement si concentra su inganno e danno agli investitori, mentre le regole scritte sostituiscono la vecchia \u00abregolazione a colpi di cause\u00bb.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 Regulation Crypto Assets della SEC?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"\u00c8 il regolamento proposto dalla SEC il 18 agosto 2026 (comunicato 2026-76, release 33-11434) che crea un regime dedicato ai contratti di investimento in cripto-attivit\u00e0. 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