{"id":405,"date":"2026-08-28T10:41:02","date_gmt":"2026-08-28T10:41:02","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-manovra-2027-aliquota-33-cosa-cambia\/"},"modified":"2026-08-28T10:41:02","modified_gmt":"2026-08-28T10:41:02","slug":"crypto-tax-manovra-2027-aliquota-33-cosa-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-manovra-2027-aliquota-33-cosa-cambia\/","title":{"rendered":"Tasse crypto e manovra 2027: cosa pu\u00f2 cambiare sul 33%"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad agosto Roma si svuota, ma la macchina del bilancio non va mai davvero in ferie. Mentre gli investitori tornano dalle vacanze, il governo prepara la sessione di bilancio per il 2027, e per chi detiene cripto-attivit\u00e0 la scadenza non \u00e8 un dettaglio politico qualsiasi: l&#8217;aliquota al 33% sulle plusvalenze, entrata in vigore il 1\u00b0 gennaio 2026, non \u00e8 affatto una questione chiusa. Ogni autunno la legge di bilancio riapre il capitolo, e la manovra 2027 arriva proprio mentre il nuovo regime completa il suo primo anno pieno di applicazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un motivo in pi\u00f9 per cui il 2027 sar\u00e0 l&#8217;anno spartiacque. \u00c8 la prima dichiarazione in cui il 33% morde davvero, ed \u00e8 anche il primo anno in cui il Fisco vede i dati degli exchange in automatico grazie alla DAC8. Le due cose arrivano insieme. In questo articolo mettiamo in fila cosa \u00e8 ormai blindato, cosa pu\u00f2 ancora muoversi nella manovra e cosa conviene fare adesso, con il Bitcoin che nel momento in cui scriviamo vale circa 68.000 euro (<a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin'>CoinGecko<\/a>), dopo <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-short-squeeze-agosto-2026-treasury-etf\/'>lo short squeeze di agosto<\/a> che ha rimesso molti portafogli in territorio di plusvalenza.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La finestra della manovra 2027 si apre adesso<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il calendario di bilancio, ricostruito a fine agosto da <a href='https:\/\/tg24.sky.it\/politica\/2026\/08\/24\/manovra-2027-iter-tappe-calendario'>Sky TG24<\/a>, scandisce le prossime settimane con tappe molto ravvicinate. Il 22 settembre l&#8217;Istat pubblica le revisioni ufficiali dei conti italiani sul 2025, il dato da cui dipende lo spazio effettivo della manovra. A fine settembre il Parlamento fissa la presentazione del Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), che ha <a href='https:\/\/www.mef.gov.it\/inevidenza\/Bilancio-pubblico-il-Dpfp-sostituisce-la-Nadef-approvata-risoluzione-parlamentare\/'>sostituito la vecchia Nadef<\/a> dopo la riforma della governance economica europea.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Da l\u00ec la corsa si fa serrata: entro il 15 ottobre il Documento programmatico di bilancio va trasmesso a Commissione europea ed Eurogruppo, intorno al 20 ottobre il disegno di legge di bilancio arriva in Parlamento, il 30 novembre Bruxelles d\u00e0 la sua prima valutazione, e il voto finale alla Camera \u00e8 atteso a met\u00e0 dicembre, con l&#8217;approvazione definitiva entro il 31 dicembre per evitare l&#8217;esercizio provvisorio. Tutto ci\u00f2 che riguarda le tasse sulle cripto, aliquote comprese, passa esattamente da questo imbuto. \u00c8 la ragione per cui ogni autunno il tema torna, e perch\u00e9 conviene seguirlo mentre prende forma, non a giochi fatti. Per il quadro regolatorio pi\u00f9 ampio in cui si inserisce, dalla vigilanza dei mercati alle regole sui token, rimandiamo alla nostra analisi sulla <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/regulation-crypto-assets-sec-svolta-mica-2026\/'>svolta della SEC e lo specchio MiCA<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il contesto conta. Le nuove regole europee di governance impongono una traiettoria di spesa netta pluriennale, e ogni riduzione di gettito va compensata in modo credibile agli occhi di Bruxelles. Tradotto per le cripto: uno sconto sull&#8217;aliquota non \u00e8 impossibile, ma va finanziato, e in una manovra che parte con margini stretti le entrate gi\u00e0 iscritte a bilancio si toccano malvolentieri. \u00c8 il motivo per cui, al netto degli annunci, gli osservatori danno per pi\u00f9 probabile un intervento mirato su qualche nicchia che non una revisione del 33% di base. Ma la politica ha le sue logiche, e in una legge di bilancio i dossier si intrecciano: un tema piccolo come le cripto pu\u00f2 diventare merce di scambio per equilibri pi\u00f9 grandi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Da dove parte il 2027: 33%, EMT al 26%, addio franchigia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire cosa pu\u00f2 cambiare serve fissare il punto di partenza. Dal 1\u00b0 gennaio 2026 le plusvalenze da cripto-attivit\u00e0 sono tassate con un&#8217;imposta sostitutiva del 33%, contro il 26% applicato dal 2023 al 2025. L&#8217;aumento era stato programmato dalla legge di bilancio 2025 (<a href='https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024-12-30;207'>legge 207\/2024<\/a>) e confermato dalla legge di bilancio 2026. Le cripto restano inquadrate come redditi diversi di natura finanziaria, ai sensi dell&#8217;art. 67, comma 1, lettera c-sexies del TUIR.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Attorno a questo numero ruotano alcuni tasselli che il 2027 eredita cos\u00ec come sono. La soglia di esenzione da 2.000 euro \u00e8 stata cancellata dal 2025: oggi ogni plusvalenza \u00e8 tassabile dal primo euro. Sul valore del portafoglio al 31 dicembre grava una patrimoniale dello 0,2% annuo (l&#8217;imposta sul valore delle cripto-attivit\u00e0), dovuta anche in autocustodia. In dichiarazione servono il quadro RT per le plusvalenze e il quadro RW (ridenominato quadro W nei modelli pi\u00f9 recenti) per il monitoraggio, senza soglia minima. La permuta cripto contro cripto con \u00abeguali caratteristiche e funzioni\u00bb resta fiscalmente irrilevante, secondo la circolare 30\/E del 27 ottobre 2023, mentre il costo di carico segue il criterio LIFO e, in assenza di documentazione, viene azzerato con tassazione sull&#8217;intero corrispettivo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso storico aiuta a capire perch\u00e9 il tema resti caldo: fino al 2022 le cripto seguivano il regime delle valute estere (26% solo oltre una giacenza di 51.645,69 euro per sette giorni lavorativi consecutivi), poi la legge di bilancio 2023 introdusse il 26% con la franchigia da 2.000 euro, cancellata a sua volta due anni dopo. In parallelo, dal 2026 le cripto pesano anche sull&#8217;ISEE come patrimonio mobiliare, il che le fa entrare nel calcolo di bonus e agevolazioni legate al reddito familiare. Un&#8217;unica eccezione di rilievo sull&#8217;aliquota: gli EMT, i token di moneta elettronica in euro conformi a MiCA, restano al 26% perch\u00e9 trattati come strumento di pagamento e non come asset speculativo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un tassello ormai storico ma utile a capire il presente: tra la fine del 2024 e il 30 novembre 2025 \u00e8 rimasta aperta una finestra di rideterminazione del costo di carico, che permetteva di rivalutare le cripto al valore di inizio 2025 pagando un&#8217;imposta sostitutiva agevolata del 18%. Chi l&#8217;ha usata ha in pratica congelato una base imponibile pi\u00f9 alta, riducendo la plusvalenza futura tassabile al 33%. Quella porta \u00e8 chiusa, e al momento non risultano nuove finestre di affrancamento nel disegno della prossima manovra, anche se \u00e8 uno degli strumenti che periodicamente riaffiora nelle trattative di bilancio come contropartita a un inasprimento.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il doppio binario 2025-2026 e la dichiarazione del 2027<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui si annida l&#8217;equivoco pi\u00f9 diffuso. Il 33% di cui tutti parlano non \u00e8 l&#8217;aliquota che gli italiani hanno pagato nel 2026. L&#8217;imposta versata con l&#8217;F24 tra giugno e luglio 2026 riguarda le plusvalenze realizzate nel 2025, ancora al 26% e senza franchigia. Il 33% colpisce per la prima volta i guadagni realizzati nel 2026, che si dichiarano e si pagano nel 2027. Vale la pena ripeterlo: chi ha venduto in perdita o in pareggio nel 2025 non ha toccato con mano il 33%, e lo scoprir\u00e0 solo con la prossima stagione dichiarativa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 il 2027 \u00e8 l&#8217;anno chiave, e perch\u00e9 la manovra che si costruisce in queste settimane pesa pi\u00f9 di quanto sembri. \u00c8 la prima volta che il nuovo regime produce un conto reale, su operazioni fatte in un anno, il 2026, che a met\u00e0 strada ha gi\u00e0 visto il Bitcoin oscillare parecchio. Chi ha comprato nei minimi di inizio anno e ha venduto sui rimbalzi estivi si trover\u00e0 una base imponibile significativa, tassata a un&#8217;aliquota pi\u00f9 alta di quella a cui era abituato. Il doppio binario ha anche un risvolto sanzionatorio: chi ha saltato il versamento sui guadagni 2025 pu\u00f2 ancora regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta pi\u00f9 gli interessi al tasso legale, sceso all&#8217;1,60% annuo nel 2026. Prima si interviene, meno si paga, perch\u00e9 la frazione della sanzione cresce con il passare del tempo dalla scadenza.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Un esempio concreto: 26% contro 33%<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Prendiamo un caso semplice e puramente illustrativo, con prezzi vicini a quelli attuali. Un investitore compra 1 Bitcoin a 40.000 euro e lo vende a 68.000 euro, realizzando una plusvalenza di 28.000 euro. La tabella mostra la differenza tra realizzare quel guadagno nel 2025 (dichiarazione 2026, aliquota 26%) e nel 2026 (dichiarazione 2027, aliquota 33%).<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Voce<\/th><th>Realizzo nel 2025 (dich. 2026)<\/th><th>Realizzo nel 2026 (dich. 2027)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Prezzo di acquisto<\/td><td>40.000 euro<\/td><td>40.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Prezzo di vendita<\/td><td>68.000 euro<\/td><td>68.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Plusvalenza imponibile<\/td><td>28.000 euro<\/td><td>28.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Aliquota<\/td><td>26%<\/td><td>33%<\/td><\/tr><tr><td>Imposta sostitutiva<\/td><td>7.280 euro<\/td><td>9.240 euro<\/td><\/tr><tr><td>Guadagno netto<\/td><td>20.720 euro<\/td><td>18.760 euro<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza, 1.960 euro su questo esempio, \u00e8 il costo puro dell&#8217;aumento di aliquota a parit\u00e0 di guadagno. Su portafogli pi\u00f9 grandi la cifra cresce in proporzione, e a essa vanno aggiunti lo 0,2% di patrimoniale sul valore di fine anno e, dove dovuti, gli interessi in caso di versamento tardivo. I prezzi qui sono un&#8217;istantanea al 28 agosto 2026 e servono solo a rendere leggibile il meccanismo, non a prevedere quotazioni.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il 33% \u00e8 tornato sul tavolo politico<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 33% non \u00e8 mai stato un numero pacifico. La sua storia \u00e8 fatta di marce indietro: nell&#8217;ottobre 2024 il governo aveva ipotizzato un salto addirittura al 42%, poi ridimensionato al 33% con decorrenza 2026. E anche dopo l&#8217;approvazione la maggioranza ha continuato a litigarci sopra. A gennaio 2026, in sede di conversione del decreto Milleproroghe, la Lega ha presentato emendamenti per rinviare l&#8217;aumento, con primo firmatario il deputato <a href='https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/criptovalute\/2026\/01\/26\/milleproroghe-lega-rinviare-al-2027-aumento-tassazione-su-cripto_a0d2fc71-484a-44ce-9fee-00a3f30eb258.html'>Giulio Centemero<\/a>, che chiedeva di far slittare al 2027 il passaggio dal 26% al 33% sui redditi legati ai token di moneta elettronica in euro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Quel tentativo non ha spostato l&#8217;aliquota generale, entrata comunque in vigore. Ma ha lasciato un segno: il tema \u00e8 rimasto una moneta di scambio nelle trattative di bilancio, e ogni manovra \u00e8 l&#8217;occasione buona per riaprirlo. La domanda che aleggia sulla sessione 2027 \u00e8 quindi triplice. Il 33% verr\u00e0 confermato senza ritocchi? Verr\u00e0 ammorbidito per qualche categoria di asset? Oppure la finestra agevolata al 26% verr\u00e0 estesa o ristretta? Nessuna di queste opzioni \u00e8 oggi esclusa, ed \u00e8 per questo che vale la pena distinguere ci\u00f2 che \u00e8 strutturale da ci\u00f2 che \u00e8 ancora negoziabile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi una frattura interna alla maggioranza che tiene vivo il dossier. La linea che aveva spinto per il 42% guardava soprattutto al gettito; quella che ha ottenuto il ridimensionamento al 33% e la salvaguardia del 26% sugli EMT guarda invece alla competitivit\u00e0 del fintech italiano. Sono due filosofie diverse dentro lo stesso governo, e ogni manovra le rimette una contro l&#8217;altra. Per l&#8217;investitore il messaggio pratico \u00e8 doppio: non dare nulla per scontato fino al testo definitivo, ma nemmeno farsi illusioni, perch\u00e9 finora, ogni volta che si \u00e8 dovuto scegliere tra un taglio d&#8217;imposta e un&#8217;entrata certa, ha prevalso la seconda.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il nodo degli EMT e l&#8217;ipotesi di un&#8217;aliquota agevolata<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il fronte pi\u00f9 caldo \u00e8 quello delle stablecoin in euro. Gli EMT conformi a MiCA hanno conservato il 26% proprio perch\u00e9 il legislatore li considera pi\u00f9 simili a un mezzo di pagamento che a un investimento. \u00c8 un&#8217;eccezione che diversi parlamentari vorrebbero allargare, e attorno a cui ruotano le proposte pi\u00f9 concrete di modifica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In un&#8217;analisi pubblicata da <a href='https:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/cripto-aliquota-al-33-dal-2026-rischio-fuga-capitali-202511191702181552'>MilanoFinanza<\/a>, Davide Zanichelli, tra le voci pi\u00f9 note del dibattito fiscale sulle cripto in Italia, ha definito \u00abdraconiana\u00bb l&#8217;aliquota al 33% e ha messo in guardia dal rischio di \u00abemigrazione di capitali\u00bb verso operatori meno rigorosi, proponendo di prorogare il 26% al 2027 e di introdurre un trattamento agevolato, nell&#8217;ordine del 12,5%, per le stablecoin in euro. \u00c8 un&#8217;idea che, se raccolta dalla manovra, cambierebbe il modo in cui molti gestiscono la liquidit\u00e0 tra un&#8217;operazione e l&#8217;altra, perch\u00e9 oggi parcheggiare valore in una stablecoin al momento sbagliato pu\u00f2 far scattare comunque un evento fiscale. La distinzione tra token di pagamento e asset speculativo, del resto, \u00e8 la stessa che attraversa buona parte delle regole su tracciabilit\u00e0 e antiriciclaggio, come abbiamo visto parlando di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/kyc-aml-crypto-2026-come-funzionano-le-regole\/'>come funzionano davvero KYC e AML nel 2026<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa \u00e8 blindato e cosa pu\u00f2 ancora muoversi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutto ci\u00f2 che compone il regime cripto ha lo stesso grado di rigidit\u00e0. Alcune scelte sono ormai strutturali e difficilmente reversibili nel giro di una manovra; altre restano tecnicamente contendibili. La tabella prova a separare i due piani, con la cautela d&#8217;obbligo: finch\u00e9 il testo del disegno di legge non \u00e8 depositato, ogni previsione resta tale.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Elemento<\/th><th>Stato verso il 2027<\/th><th>Note<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Aliquota 33% sulle plusvalenze<\/td><td>Strutturale<\/td><td>Resa stabile dalle leggi di bilancio 2025 e 2026; una riduzione richiederebbe copertura finanziaria<\/td><\/tr><tr><td>EMT in euro al 26%<\/td><td>Contendibile<\/td><td>Eccezione gi\u00e0 esistente; proposte per estenderla o agevolarla ulteriormente<\/td><\/tr><tr><td>Franchigia 2.000 euro<\/td><td>Rimossa<\/td><td>Abolita dal 2025, difficile un ritorno<\/td><\/tr><tr><td>Cripto nell&#8217;ISEE<\/td><td>In vigore<\/td><td>Introdotta dalla legge di bilancio 2026, come patrimonio mobiliare<\/td><\/tr><tr><td>Patrimoniale 0,2%<\/td><td>Stabile<\/td><td>Imposta sul valore delle cripto-attivit\u00e0, dovuta anche in autocustodia<\/td><\/tr><tr><td>DAC8 e scambio dati<\/td><td>Blindata<\/td><td>Prima trasmissione 30 giugno 2027, non modificabile dalla manovra nazionale<\/td><\/tr><tr><td>Flat tax neo-residenti<\/td><td>Aggiornata<\/td><td>Salita a 300.000 euro dal 2026; stop al cumulo con impatriati dal 2027<\/td><\/tr><tr><td>Tavolo permanente cripto<\/td><td>In attesa<\/td><td>Previsto dalla legge di bilancio 2026, decreto attuativo ancora non pubblicato<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il messaggio della tabella \u00e8 semplice: l&#8217;aliquota di base \u00e8 la parte pi\u00f9 difficile da spostare, perch\u00e9 ogni sconto va finanziato, mentre i margini di trattativa si concentrano sulle nicchie, a partire dalle stablecoin. Sul fronte della residenza, il decreto legge 38\/2026 ha gi\u00e0 fissato un paletto per il 2027, vietando il cumulo tra il regime dei neo-residenti (art. 24-bis TUIR) e quello degli impatriati per chi trasferisce la residenza in Italia a partire da quell&#8217;anno (<a href='https:\/\/fiscomania.com\/stop-cumulo-impatriati-neo-residenti\/'>Fiscomania<\/a>). Un dettaglio che riguarda soprattutto chi valuta di spostarsi con un patrimonio cripto rilevante.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>DAC8, il conto alla rovescia: il 2026 \u00e8 il primo anno che il Fisco vede<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se c&#8217;\u00e8 un elemento davvero non negoziabile, \u00e8 la trasparenza. L&#8217;Italia ha recepito la direttiva DAC8 con il <a href='https:\/\/www.dejalex.com\/2026\/06\/crypto-assets-in-italy-the-tax-transparency-phase-begins-with-dac8-and-carf-reporting\/'>decreto legislativo 194 del 10 dicembre 2025<\/a>, agganciandosi al Crypto-Asset Reporting Framework dell&#8217;OCSE. La prima comunicazione dei dati, relativa al periodo d&#8217;imposta 2026, va trasmessa entro il 30 giugno 2027; il primo scambio automatico tra amministrazioni fiscali \u00e8 fissato al 30 settembre 2027. Le regole operative per i fornitori di servizi (registrazione, canali telematici, formato XML) sono state definite dal provvedimento dell&#8217;Agenzia delle Entrate del 22 giugno 2026.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza \u00e8 netta, e va letta insieme al calendario fiscale. Il 2026 \u00e8 contemporaneamente il primo anno tassato al 33% e il primo anno che gli exchange comunicano in automatico. Come nota lo studio De Berti Jacchia, con la DAC8 le cripto iniziano ad assomigliare ai conti finanziari esteri sotto il Common Reporting Standard: si passa dall&#8217;autodichiarazione a un modello guidato dai dati, in cui il Fisco incrocia quanto dichiarato con quanto trasmesso dai prestatori. Nella stagione dichiarativa 2027, insomma, aliquota pi\u00f9 alta e occhio automatico dell&#8217;Agenzia arrivano nello stesso momento.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un rovescio della medaglia gi\u00e0 noto agli addetti ai lavori: l&#8217;incrocio automatico dei dati produrr\u00e0 anche falsi positivi. Trasferimenti tra wallet dello stesso proprietario e permute tra cripto con \u00abeguali caratteristiche e funzioni\u00bb risultano come movimenti agli occhi dell&#8217;exchange, pur non essendo tassabili in Italia. Non a caso l&#8217;Agenzia ha gi\u00e0 iniziato a inviare lettere di compliance basate sui vecchi dati OAM, e con la DAC8 il fenomeno \u00e8 destinato a crescere. Conservare le prove dei trasferimenti interni sar\u00e0 decisivo per non pagare su operazioni che imponibili non sono, esattamente la documentazione che la nuova tracciabilit\u00e0 rende essenziale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Che il conto alla rovescia abbia denti lo dimostra ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 successo senza DAC8. In poco pi\u00f9 di tre anni di indagini la Guardia di Finanza ha recuperato decine di milioni di euro di plusvalenze cripto non dichiarate, incrociando analisi della blockchain, vecchi dati del registro OAM e movimenti bancari legati alle conversioni in euro. La Cassazione, dal canto suo, ha chiarito che i guadagni speculativi erano tassabili anche prima del 2023, togliendo ai contribuenti l&#8217;alibi del vuoto normativo. Con la DAC8 a questo arsenale si aggiunge un flusso di dati strutturato e automatico, che parte proprio dalle operazioni del 2026. Chi conta sull&#8217;opacit\u00e0 sta scommettendo contro la direzione esplicita in cui si muove tutto il sistema.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Minusvalenze e compensazioni: la parte che molti dimenticano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">In un anno volatile come il 2026, chi ragiona solo sui guadagni rischia di lasciare soldi sul tavolo. Dal 2023 le minusvalenze da cripto (lettera c-sexies) si possono compensare solo con altre plusvalenze della stessa natura, con riporto fino a quattro anni, il cosiddetto \u00abzainetto fiscale\u00bb. \u00c8 una regola pi\u00f9 stretta di quella che vale per il paniere ordinario dei titoli (azioni, obbligazioni, ETP), dove le compensazioni sono pi\u00f9 ampie.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il risvolto pratico \u00e8 che una perdita realizzata nel 2026 pu\u00f2 abbattere una plusvalenza cripto del 2027, ma non tocca, ad esempio, il capital gain su un&#8217;azione. Per usare questo scudo servono due cose: documentare la minusvalenza nel quadro RT dell&#8217;anno in cui si realizza e non dimenticarla negli anni successivi. In vista di un&#8217;aliquota al 33%, portarsi dietro un credito di minusvalenza ben tracciato vale pi\u00f9 che in passato, perch\u00e9 ogni euro compensato \u00e8 un euro sottratto a un prelievo pi\u00f9 pesante. \u00c8 il tipo di ottimizzazione lecita che la manovra non pu\u00f2 togliere, ma che dipende interamente dall&#8217;ordine dei propri conti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La pressione dell&#8217;industria e il rischio \u00abfuga di capitali\u00bb<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il settore non ha mai nascosto la propria contrariet\u00e0. In audizione parlamentare sulla legge di bilancio, <a href='https:\/\/www.senato.it\/application\/xmanager\/projects\/leg19\/attachments\/documento_evento_procedura_commissione\/files\/000\/434\/645\/AssoCASP.pdf'>AssoCASP<\/a>, l&#8217;associazione dei prestatori di servizi in cripto-attivit\u00e0 presieduta da Fabrizio Vedana, ha sostenuto che un&#8217;aliquota al 33% rischia di spingere i risparmiatori italiani verso l&#8217;autocustodia o verso giurisdizioni estere meno trasparenti e meno protette, con l&#8217;effetto paradossale di ridurre il gettito invece di aumentarlo. \u00c8 lo stesso argomento della \u00abfuga di capitali\u00bb rilanciato da Zanichelli su MilanoFinanza.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo l&#8217;<a href='https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/blockchain-web3\/blockchain-italia\/'>Osservatorio Blockchain &#038; Web3 del Politecnico di Milano<\/a>, in Italia l&#8217;adozione si ferma intorno al 7% dei consumatori, circa 2,8 milioni di persone, la quota pi\u00f9 bassa tra i grandi mercati europei; e oltre la met\u00e0 di chi investe in cripto non usa alcun altro strumento finanziario. \u00c8 un pubblico giovane e facile da spaventare, argomentano gli operatori, per il quale un&#8217;aliquota percepita come punitiva pu\u00f2 bastare a spingerlo fuori dai canali tracciati. Al tempo stesso l&#8217;appetito istituzionale cresce, come mostra il caso del <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/intesa-sanpaolo-portafoglio-cripto-235-milioni-2026\/'>portafoglio cripto da 235 milioni di Intesa Sanpaolo<\/a>. La tesi dell&#8217;industria \u00e8 che tassare troppo un mercato ancora piccolo significhi soffocarlo prima che maturi; quella del Tesoro \u00e8 che, con il gettito da trovare, difficilmente si rinuncia a un&#8217;entrata gi\u00e0 iscritta a bilancio. La manovra 2027 \u00e8 il punto in cui le due logiche si incontrano.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso che il settore mette in fila \u00e8 questo: una tassa troppo alta non solo pu\u00f2 ridurre il gettito, ma indebolisce anche gli operatori italiani a vantaggio dei grandi player esteri, meglio attrezzati a competere su scala continentale grazie al passaporto MiCA. Se il risparmiatore, per limare qualche punto d&#8217;imposta o per pura percezione, sposta i propri asset su piattaforme meno vigilate o in autocustodia senza le competenze necessarie, il risultato \u00e8 un mercato pi\u00f9 opaco e meno protetto, l&#8217;opposto di ci\u00f2 che la stessa stretta fiscale dice di voler ottenere. \u00c8 un argomento che pesa, ma che finora non ha spostato la linea del Tesoro.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il regime amministrato come polizza contro l&#8217;incertezza<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qualunque cosa decida la manovra, l&#8217;aliquota si applica lo stesso: ci\u00f2 su cui il contribuente ha margine \u00e8 la fatica della compliance. Ed \u00e8 qui che entra il regime amministrato. Nel regime dichiarativo, quello ordinario per chi usa wallet o exchange esteri, \u00e8 l&#8217;investitore a calcolare plusvalenze, imposta e monitoraggio e a versare con l&#8217;F24. Nel regime amministrato, invece, \u00e8 l&#8217;intermediario a fare da sostituto d&#8217;imposta: calcola, trattiene e versa lui, operazione per operazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Cryptosmart \u00e8 stato il primo exchange italiano a offrire il regime amministrato completo sulle cripto. Il fondatore e amministratore delegato Alessandro Frizzoni lo ha presentato come un modo per cui \u00abl&#8217;utente accede automaticamente al regime amministrato e a un ecosistema italiano che integra in un&#8217;unica soluzione sicurezza, operativit\u00e0 e gestione fiscale, con assistenza clienti in lingua italiana\u00bb (<a href='https:\/\/arenadigitale.it\/2026\/05\/04\/cryptosmart-diventa-primo-exchange-italiano-con-integrato-regime-amministrato\/'>Arena Digitale<\/a>). Attenzione ai limiti: il regime amministrato copre solo i redditi diversi degli investitori privati, non l&#8217;attivit\u00e0 riqualificata come impresa, e a oggi resta un&#8217;offerta ancora rara sul mercato italiano. Ma per chi teme di sbagliare i conti proprio nell&#8217;anno in cui aliquota e DAC8 alzano l&#8217;asticella, delegare il calcolo \u00e8 una forma di assicurazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi resta nel regime dichiarativo, le alternative pratiche sono due: affidarsi a un commercialista esperto di cripto o usare uno dei software fiscali che ricostruiscono le plusvalenze importando la cronologia degli exchange. In entrambi i casi la scadenza da segnare \u00e8 quella ordinaria di fine giugno per il saldo delle imposte, con la possibilit\u00e0 di slittare di trenta giorni pagando una piccola maggiorazione. La differenza rispetto al regime amministrato \u00e8 chi si assume la responsabilit\u00e0 del calcolo: nel dichiarativo resta in capo al contribuente, che risponde di eventuali errori. In un anno in cui l&#8217;Agenzia incrocia i dati in automatico, sbagliare per distrazione costa pi\u00f9 che in passato.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Lo sfondo europeo: MiCA, Consob e la spinta all&#8217;armonizzazione<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La fiscalit\u00e0 viaggia su un binario, la vigilanza su un altro. Sul piano regolatorio, il periodo transitorio di MiCA si \u00e8 chiuso il 1\u00b0 luglio 2026: in Italia la condotta di mercato e la tutela degli investitori spettano alla Consob, mentre gli aspetti prudenziali e le stablecoin (ART ed EMT) fanno capo alla Banca d&#8217;Italia. Alla scadenza risultavano nove soggetti abilitati in Italia, ma il passaporto unico consente ai CASP autorizzati altrove nell&#8217;Unione di servire comunque i clienti italiani.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La direzione di marcia \u00e8 verso pi\u00f9 armonizzazione. Consob, insieme all&#8217;AMF francese e alla FMA austriaca, ha proposto una vigilanza MiCA pi\u00f9 uniforme, con una supervisione diretta dell&#8217;ESMA sui grandi CASP. \u00c8 lo stesso movimento che sta ridisegnando le regole contro gli abusi di mercato applicate anche alle cripto, tema che abbiamo affrontato parlando della <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-abusi-di-mercato-cripto-manipolazione-insider-2026\/'>stretta MiCA su insider e manipolazione<\/a>. Per il contribuente la distinzione \u00e8 pratica: MiCA decide chi pu\u00f2 offrirti un servizio e con quali garanzie, ma quanto paghi di tasse lo stabilisce la legge di bilancio, non il regolatore. Ecco perch\u00e9 la manovra resta l&#8217;appuntamento che conta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Come tassano gli altri: il confronto internazionale<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;argomento della competitivit\u00e0 fiscale ha senso solo se confrontato con i vicini. Qui l&#8217;Italia, con il suo 33% piatto e senza periodo minimo di detenzione, si colloca nella fascia alta europea. La tabella riassume come trattano le plusvalenze cripto alcune giurisdizioni di riferimento, con l&#8217;avvertenza che ogni regime ha regole di dettaglio (soglie, compensazioni, periodi di possesso) che la sintesi non pu\u00f2 rendere.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>Aliquota di riferimento<\/th><th>Nota chiave<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Italia<\/td><td>33%<\/td><td>Piatta, nessun periodo minimo di possesso; 26% solo per EMT in euro<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>31,4%<\/td><td>PFU dal 2026, esenzione fino a 305 euro l&#8217;anno<\/td><\/tr><tr><td>Germania<\/td><td>0% oltre 1 anno<\/td><td>Spekulationsfrist: esente se detenuto oltre 12 mesi, altrimenti aliquota ordinaria<\/td><\/tr><tr><td>Portogallo<\/td><td>28% sotto 365 giorni<\/td><td>Esente oltre l&#8217;anno; le permute non azzerano il conteggio<\/td><\/tr><tr><td>Regno Unito<\/td><td>18% \/ 24%<\/td><td>Capital Gains Tax, esenzione annua ridotta a 3.000 sterline<\/td><\/tr><tr><td>Stati Uniti<\/td><td>fino al 37%<\/td><td>Cripto come property; 0\/15\/20% oltre un anno, aliquote ordinarie sotto<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La lettura \u00e8 a doppio taglio. Da un lato ci sono regimi pi\u00f9 leggeri, come quello tedesco che azzera l&#8217;imposta dopo un anno di detenzione o quello francese poco sotto l&#8217;Italia (<a href='https:\/\/www.impots.gouv.fr\/particulier\/questions\/comment-declarer-les-plus-ou-moins-values-sur-cessions-dactifs-numeriques'>impots.gouv.fr<\/a>). Dall&#8217;altro, spostare la residenza per motivi fiscali \u00e8 tutt&#8217;altro che gratis, richiede un trasferimento reale e documentabile, e la stessa Italia ha ristretto alcune leve per il 2027. Il confronto serve soprattutto a spiegare perch\u00e9 l&#8217;industria insista tanto sull&#8217;aliquota: non \u00e8 solo una questione di gettito, ma di dove i capitali scelgono di restare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena notare una peculiarit\u00e0 italiana: il 33% si applica a prescindere da quanto a lungo si \u00e8 detenuto l&#8217;asset. Modelli come quello tedesco premiano invece il possesso di lungo periodo, azzerando l&#8217;imposta dopo dodici mesi, una scelta che incoraggia a tenere anzich\u00e9 a movimentare. L&#8217;impianto italiano, piatto e senza sconti temporali, \u00e8 pi\u00f9 semplice da applicare ma anche meno indulgente verso il piccolo risparmiatore che accumula nel tempo. \u00c8 uno degli argomenti che il settore porta nelle audizioni: non solo il livello dell&#8217;aliquota, ma la sua forma incide su come e dove gli italiani decidono di detenere cripto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa fare adesso, prima che la manovra prenda forma<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">In attesa del testo, ci sono mosse che non dipendono da come andr\u00e0 la trattativa e che conviene fare comunque. Alcune riducono il rischio, altre semplicemente tengono i conti in ordine per la stagione dichiarativa pi\u00f9 impegnativa degli ultimi anni.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Conservare la documentazione di ogni operazione: prezzi di acquisto, date, cronologia dei trasferimenti. Senza prova del costo di carico, l&#8217;imponibile diventa l&#8217;intero corrispettivo.<\/li><li>Riconciliare i wallet e gli exchange prima che parta la DAC8: i dati trasmessi al Fisco dal 2027 devono combaciare con quanto si dichiara.<\/li><li>Se una scadenza \u00e8 saltata, valutare il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni tanto pi\u00f9 si interviene presto.<\/li><li>Tracciare le minusvalenze nel quadro RT, perch\u00e9 possono abbattere le plusvalenze cripto future entro quattro anni.<\/li><li>Scegliere consapevolmente il regime, dichiarativo o amministrato, per le operazioni del 2026 che si dichiareranno nel 2027.<\/li><li>Seguire il DPFP di fine settembre e il disegno di legge di bilancio del 20 ottobre per intercettare eventuali norme dedicate alle cripto.<\/li><li>Non confondere il 26% pagato adesso, sui guadagni 2025, con il 33% che arriva nel 2027 sui guadagni 2026.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna di queste mosse anticipa l&#8217;esito politico, ma tutte spostano a proprio favore l&#8217;unica variabile davvero controllabile: l&#8217;ordine dei propri dati. In un anno in cui il Fisco vede di pi\u00f9 e l&#8217;aliquota pesa di pi\u00f9, \u00e8 la miglior difesa disponibile.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Qual \u00e8 l&#8217;aliquota sulle plusvalenze cripto in Italia nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1\u00b0 gennaio 2026 le plusvalenze da cripto-attivit\u00e0 sono tassate al 33% con imposta sostitutiva, contro il 26% degli anni 2023-2025. Fanno eccezione i token di moneta elettronica in euro (EMT) conformi a MiCA, che restano al 26%. Attenzione al doppio binario: l&#8217;imposta versata nel 2026 riguarda ancora i guadagni 2025 al 26%, mentre il 33% si applica ai guadagni 2026 dichiarati nel 2027.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>La manovra 2027 pu\u00f2 cambiare la tassazione delle cripto?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, in teoria. Le regole fiscali sulle cripto passano dalla legge di bilancio, la cui sessione si apre a settembre e si chiude entro il 31 dicembre. L&#8217;aliquota di base al 33% \u00e8 per\u00f2 strutturale e difficile da ridurre senza copertura, mentre i margini di trattativa si concentrano su nicchie come le stablecoin in euro. Fino al deposito del disegno di legge, ogni ipotesi resta tale.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il 2027 \u00e8 considerato l&#8217;anno chiave per le tasse cripto?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 \u00e8 la prima stagione dichiarativa in cui il 33% si applica davvero, sui guadagni realizzati nel 2026, ed \u00e8 anche il primo anno in cui gli exchange comunicano i dati al Fisco in automatico grazie alla DAC8 (prima trasmissione entro il 30 giugno 2027). Aliquota pi\u00f9 alta e maggiore trasparenza arrivano insieme.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa cambia con la DAC8 dal 2027?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">La DAC8, recepita in Italia con il decreto legislativo 194\/2025, obbliga i prestatori di servizi cripto a comunicare all&#8217;Agenzia delle Entrate i dati dei clienti e delle operazioni. La prima trasmissione riguarda il 2026 ed \u00e8 fissata al 30 giugno 2027, con primo scambio internazionale al 30 settembre 2027. Il Fisco potr\u00e0 cos\u00ec incrociare i dati degli exchange con le dichiarazioni dei contribuenti.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Le stablecoin in euro pagano davvero meno tasse?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. I token di moneta elettronica in euro conformi a MiCA (EMT) restano tassati al 26% e non al 33%, perch\u00e9 considerati strumento di pagamento pi\u00f9 che asset speculativo. Alcune proposte politiche puntano a estendere questa finestra o a introdurre un&#8217;aliquota ancora pi\u00f9 bassa per le stablecoin, ma al momento si tratta di ipotesi in discussione, non di norme in vigore.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Qual \u00e8 l'aliquota sulle plusvalenze cripto in Italia nel 2026?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Dal 1\u00b0 gennaio 2026 le plusvalenze da cripto-attivit\u00e0 sono tassate al 33% con imposta sostitutiva, contro il 26% degli anni 2023-2025. Fanno eccezione i token di moneta elettronica in euro (EMT) conformi a MiCA, che restano al 26%. 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