{"id":454,"date":"2026-08-30T04:38:36","date_gmt":"2026-08-30T04:38:36","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/euro-digitale-banche-moneta-pubblica-2026\/"},"modified":"2026-08-30T04:38:36","modified_gmt":"2026-08-30T04:38:36","slug":"euro-digitale-banche-moneta-pubblica-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/euro-digitale-banche-moneta-pubblica-2026\/","title":{"rendered":"Euro digitale: perch\u00e9 le banche lo temono e ne hanno bisogno"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tre giorni, dal 27 al 29 agosto, i banchieri centrali di oltre settanta Paesi si sono riuniti a Jackson Hole per un simposio che, per la prima volta, ha messo al centro non l&#8217;inflazione o i tassi ma l&#8217;innovazione finanziaria e il futuro dei pagamenti. Non \u00e8 un dettaglio di agenda: quando la Federal Reserve dedica il suo appuntamento pi\u00f9 osservato a stablecoin, pagamenti istantanei e moneta digitale, significa che la partita su chi emetter\u00e0 e controller\u00e0 il denaro dei prossimi decenni \u00e8 entrata nella fase decisiva.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In Europa quella partita ha un nome preciso: euro digitale. \u00c8 il progetto con cui la Banca centrale europea vuole mettere moneta pubblica nel portafoglio digitale di ogni cittadino, e per le banche commerciali \u00e8 insieme una minaccia e una scialuppa di salvataggio. Una minaccia perch\u00e9 una moneta emessa dalla banca centrale pu\u00f2, in teoria, prosciugare i depositi su cui le banche costruiscono i loro bilanci. Una scialuppa perch\u00e9 senza una risposta pubblica agli stablecoin in dollari e ai colossi tecnologici dei pagamenti, quelle stesse banche rischiano di essere disintermediate comunque, ma da attori privati e stranieri.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre a Jackson Hole si discuteva di tutto questo, il Bitcoin trattava attorno ai 67.000 euro e l&#8217;Ethereum sopra i 2.100 euro (dati <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>CoinGecko<\/a>), con i mercati cripto ancora una volta agganciati all&#8217;umore della Fed pi\u00f9 che alle vicende regolamentari europee, come mostra il recente <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-azioni-riaggancio-correlazione-agosto-2026\/'>riaggancio tra Bitcoin e azioni<\/a>. Ma \u00e8 a Francoforte e a Bruxelles, non a Wall Street, che si sta decidendo la forma della moneta europea del 2030. Questo articolo spiega cosa \u00e8 (e cosa non \u00e8) l&#8217;euro digitale, perch\u00e9 la BCE lo vuole adesso e perch\u00e9 divide le banche europee, con un&#8217;anomalia tutta italiana: l&#8217;ABI si \u00e8 schierata tra i sostenitori pi\u00f9 convinti mentre parte dell&#8217;industria tedesca e francese frena.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;euro digitale (e cosa non \u00e8)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;euro digitale \u00e8 una CBDC, cio\u00e8 una valuta digitale di banca centrale (central bank digital currency): moneta pubblica, emessa direttamente dalla BCE, disponibile in forma elettronica per i pagamenti al dettaglio. Nelle intenzioni di Francoforte sarebbe l&#8217;equivalente digitale delle banconote, un euro con corso legale, accettato ovunque nell&#8217;area della moneta unica e utilizzabile anche offline, come il contante.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Conviene chiarire subito cosa non \u00e8. Non \u00e8 un crypto-asset: non gira su una blockchain pubblica e permissionless, non ha un prezzo volatile, non si mina. Non \u00e8 uno stablecoin: uno stablecoin \u00e8 moneta privata emessa da una societ\u00e0 (Circle, Tether) e garantito da riserve, mentre l&#8217;euro digitale \u00e8 una passivit\u00e0 diretta della banca centrale, senza rischio di emittente. E non \u00e8, nelle assicurazioni ripetute della BCE, uno strumento di sorveglianza programmabile: Francoforte esclude che l&#8217;euro digitale possa essere programmato per limitare come, dove o quando spenderlo, e per i pagamenti offline promette un livello di riservatezza paragonabile a quello del contante.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello \u00e8 a due livelli (two-tier). La BCE emette la moneta e gestisce l&#8217;infrastruttura di regolamento, ma il cittadino non apre un conto alla banca centrale: l&#8217;euro digitale sar\u00e0 distribuito dalle banche commerciali e dagli altri prestatori di servizi di pagamento vigilati, attraverso le stesse app e gli stessi sportelli che i clienti gi\u00e0 usano. \u00c8 una scelta politica precisa, pensata proprio per non tagliare fuori le banche, perch\u00e9 la relazione con il cliente resta all&#8217;intermediario e non passa allo Stato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nella proposta, i servizi di base per i cittadini sarebbero gratuiti: aprire un portafoglio, caricarlo, pagare in un negozio o inviare denaro a un&#8217;altra persona non costerebbe nulla. \u00c8 una differenza sostanziale rispetto alle carte, dove ogni transazione genera commissioni che si ripartiscono lungo la filiera.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 la BCE lo vuole adesso: la sovranit\u00e0 dei pagamenti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La BCE lavora a un euro digitale dal 2021, ma la spinta ad accelerare \u00e8 arrivata da due fronti convergenti. Il primo \u00e8 la dipendenza europea da infrastrutture di pagamento straniere: una quota molto ampia dei pagamenti con carta nell&#8217;area dell&#8217;euro poggia su circuiti non europei (Visa e Mastercard su tutti), e nessuno schema di carte paneuropeo copre l&#8217;intero blocco. In uno scenario di tensione geopolitica, questa dipendenza \u00e8 una vulnerabilit\u00e0 strategica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo fronte sono gli stablecoin. Quasi tutto il mercato degli stablecoin, che vale ormai centinaia di miliardi di dollari, \u00e8 denominato in dollari; la BCE teme una vera e propria \u00abdollarizzazione digitale\u00bb dell&#8217;Europa, in cui i cittadini pagano e risparmiano sempre pi\u00f9 in dollari sintetici emessi da societ\u00e0 americane. Con il GENIUS Act, la legge federale sugli stablecoin firmata a luglio 2025, gli Stati Uniti hanno scelto esplicitamente di promuovere gli stablecoin privati in dollari come strumento di proiezione della loro valuta. Quando a giugno 2026 il Parlamento europeo ha sbloccato l&#8217;euro digitale, lo ha fatto con una motivazione esplicita: <a href='https:\/\/www.euronews.com\/business\/2026\/06\/23\/european-parliament-backs-long-awaited-digital-euro-to-reduce-us-dominance-in-payments'>ridurre il dominio statunitense nei pagamenti<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">E qui sta il contrasto transatlantico pi\u00f9 netto. A gennaio 2025 la Casa Bianca ha vietato con un ordine esecutivo (l&#8217;Executive Order 14178) qualsiasi lavoro delle agenzie federali su una CBDC americana, motivandolo con la tutela della privacy e della libert\u00e0 finanziaria (<a href='https:\/\/www.reedsmith.com\/en\/perspectives\/2025\/01\/trump-signs-executive-order-on-digital-assets'>Reed Smith<\/a>). Washington punta sul dollaro privato e rifiuta il dollaro digitale pubblico; Bruxelles e Francoforte fanno l&#8217;esatto opposto, costruendo una moneta pubblica digitale e diffidando degli stablecoin. Sono due scommesse opposte sul futuro del denaro, e le banche europee sono nel mezzo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non a caso il tema ha dominato Jackson Hole 2026: il simposio della Fed, per la prima volta dedicato a \u00abFinancial Innovation: Implications for Payments and Policy\u00bb, ha riunito circa 120 banchieri centrali proprio attorno a queste domande (<a href='https:\/\/www.kansascityfed.org\/newsroom\/2026-news-releases\/kansas-city-fed-to-host-annual-jackson-hole-economic-policy-symposium-2026\/'>Federal Reserve Bank of Kansas City<\/a>), con il debutto del presidente della Fed Kevin Warsh come oratore principale (<a href='https:\/\/www.federalreserve.gov\/newsevents\/speech\/warsh20260828a.htm'>Federal Reserve Board<\/a>).<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il paradosso delle banche: temuto e voluto insieme<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per le banche commerciali l&#8217;euro digitale \u00e8 un oggetto ambivalente, e capire perch\u00e9 \u00e8 la chiave di tutto il dossier.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Da un lato \u00e8 una minaccia al loro modello di business. Le banche vivono sulla trasformazione delle scadenze: raccolgono depositi a vista, economici e stabili, e li impiegano in prestiti a pi\u00f9 lunga scadenza. Se una parte di quei depositi si trasferisce in euro digitale, cio\u00e8 in moneta di banca centrale che sta fuori dal bilancio della banca, la materia prima del credito si assottiglia e il costo della raccolta sale. \u00c8 la disintermediazione, la parola che ricorre in ogni documento del settore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;altro lato, l&#8217;alternativa a un euro digitale non \u00e8 lo status quo. \u00c8 un mondo in cui i depositi migrano comunque, ma verso stablecoin in dollari, portafogli delle big tech e circuiti di pagamento privati che tagliano le banche fuori dalla relazione con il cliente e dai dati sulle transazioni, quei dati che servono anche a valutare il merito di credito. Vista cos\u00ec, una moneta pubblica distribuita dalle banche \u00e8 il male minore: mantiene l&#8217;intermediario al centro del pagamento e gli lascia almeno una parte dei ricavi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 esattamente l&#8217;argomento con cui la BCE prova a vendere il progetto al settore. In un intervento del marzo 2026 intitolato \u00abDigital euro: an opportunity for banks\u00bb, la Banca centrale ha sostenuto che l&#8217;euro digitale offrirebbe agli istituti un&#8217;infrastruttura di pagamento paneuropea condivisa, riducendo la dipendenza dai circuiti esteri e permettendo di costruire servizi sopra la moneta pubblica (<a href='https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/blog\/date\/2026\/html\/ecb.blog20260327~51b0640c39.en.html'>BCE<\/a>). Non tutti in banca ci credono, ma la tensione tra paura e necessit\u00e0 \u00e8 reale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La disintermediazione: la simulazione da 700 miliardi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto \u00e8 concreto il rischio di fuga dei depositi? A ottobre 2025 la BCE ha pubblicato una simulazione, richiesta dai legislatori europei proprio per misurare l&#8217;impatto sul settore bancario, che offre numeri precisi (<a href='https:\/\/www.investing.com\/news\/economy-news\/digital-euro-could-drain-up-to-700-billion-euros-of-deposits-in-bank-run-ecb-says-4281130'>Reuters<\/a>).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nello scenario pi\u00f9 estremo, quello di una corsa agli sportelli (\u00abflight to safety\u00bb) con un limite di detenzione fissato a 3.000 euro a persona, la simulazione stima che fino a 699 miliardi di euro potrebbero uscire dalle banche dell&#8217;area dell&#8217;euro per convertirsi in euro digitale: circa l&#8217;8,2% di tutti i depositi a vista al dettaglio. In quello scenario, 13 delle 2.025 banche analizzate esaurirebbero il cuscinetto di liquidit\u00e0 obbligatoria.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro cambia radicalmente in condizioni normali. Nello scenario \u00abbusiness as usual\u00bb, in cui i cittadini non massimizzano l&#8217;uso dell&#8217;euro digitale ma lo affiancano semplicemente ai loro conti, i deflussi stimati scendono a circa 100 miliardi di euro, un livello che lascia il settore bancario dentro i requisiti di liquidit\u00e0. La differenza tra i due numeri, 699 miliardi contro 100, dice tutto: l&#8217;euro digitale \u00e8 pericoloso per le banche soprattutto come rifugio in un momento di panico, molto meno come strumento di uso quotidiano. \u00c8 per questo che il dibattito tecnico si \u00e8 concentrato quasi interamente su un unico parametro: quanto euro digitale una persona potr\u00e0 detenere.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Scenario<\/th><th>Limite di detenzione<\/th><th>Deflusso stimato dai depositi<\/th><th>Banche sotto stress di liquidit\u00e0<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Uso ordinario (business as usual)<\/td><td>3.000 euro<\/td><td>circa 100 miliardi di euro<\/td><td>nessuna oltre i requisiti<\/td><\/tr><tr><td>Corsa agli sportelli (flight to safety)<\/td><td>3.000 euro<\/td><td>fino a 699 miliardi di euro (8,2% dei depositi a vista al dettaglio)<\/td><td>13 su 2.025<\/td><\/tr><tr><td>Corsa agli sportelli<\/td><td>500 \/ 1.000 \/ 2.000 euro<\/td><td>progressivamente inferiore<\/td><td>meno banche esposte<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Fonte: simulazione della BCE dell&#8217;ottobre 2025 sui deflussi di depositi verso l&#8217;euro digitale (Reuters).<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>I paletti anti-fuga: limite, niente interessi, reverse waterfall<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per neutralizzare il rischio di disintermediazione, la proposta di euro digitale incorpora tre freni progettati a tavolino.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo, e il pi\u00f9 importante, \u00e8 il limite di detenzione (holding limit): un tetto massimo a quanti euro digitali una singola persona pu\u00f2 tenere nel proprio portafoglio. La cifra non \u00e8 ancora fissata, ma quella pi\u00f9 discussa \u00e8 intorno ai 3.000 euro. Un tetto basso rende l&#8217;euro digitale utile per pagare ma inutile come deposito di valore, e questo riduce l&#8217;incentivo a spostarvi grandi somme.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo freno \u00e8 l&#8217;assenza di remunerazione: l&#8217;euro digitale non pagher\u00e0 interessi. A differenza di un conto di risparmio o di un titolo di Stato, tenere euro digitali non rende nulla. Anche questo \u00e8 deliberato: se la moneta pubblica pagasse un interesse, competerebbe direttamente con i depositi bancari e diventerebbe un magnete per la liquidit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo \u00e8 il meccanismo detto \u00aba cascata\u00bb (waterfall) e \u00aba cascata inversa\u00bb (reverse waterfall). Se ricevi un pagamento che porta il saldo oltre il limite, l&#8217;eccedenza confluisce automaticamente sul conto bancario collegato; e se devi pagare una cifra superiore al saldo in euro digitali, il sistema attinge in automatico al conto per coprire la differenza. In pratica il portafoglio in euro digitale resta agganciato al conto in banca, e il limite non diventa un ostacolo per i pagamenti di importo elevato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Messi insieme, questi tre freni rispondono alla domanda che assilla il settore: come rendere l&#8217;euro digitale abbastanza attraente da essere usato, senza renderlo cos\u00ec attraente da svuotare le banche. Un eurodeputato coinvolto nei negoziati lo ha sintetizzato senza giri di parole: si pu\u00f2 rendere l&#8217;euro digitale appetibile solo se si \u00e8 disposti a \u00abfar male alle banche un po&#8217;\u00bb (<a href='https:\/\/www.investing.com\/news\/economy-news\/digital-euro-could-drain-up-to-700-billion-euros-of-deposits-in-bank-run-ecb-says-4281130'>Reuters<\/a>). \u00c8 un equilibrio politico, non solo tecnico.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il limite di detenzione: il numero che decide tutto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se c&#8217;\u00e8 un singolo numero attorno a cui ruota l&#8217;intero negoziato, \u00e8 il limite di detenzione. Fissarlo troppo alto rende l&#8217;euro digitale un potenziale rifugio di massa in caso di crisi e riaccende la paura della disintermediazione; fissarlo troppo basso rischia di renderlo talmente marginale da non essere mai adottato, con il paradosso di aver speso miliardi per una moneta che nessuno usa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi decide la cifra? Nel testo in discussione il limite non sarebbe scritto nella legge ma delegato: la Commissione europea lo fisserebbe sulla base di una raccomandazione della BCE, con revisione periodica almeno ogni due anni. Questo lascia alla banca centrale un margine per aggiustare il tetto in base alle condizioni di mercato, ma sposta anche una decisione altamente politica in mani tecniche, cosa che una parte del settore bancario contesta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La simulazione della BCE ha testato limiti alternativi, da 500 a 3.000 euro: pi\u00f9 basso \u00e8 il tetto, minori sono i deflussi potenziali dai depositi. Le banche, prevedibilmente, spingono per un limite basso; la BCE per uno abbastanza alto da rendere lo strumento usabile. Il compromesso che uscir\u00e0 dal trilogo dir\u00e0 molto su chi ha vinto il braccio di ferro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 anche il tema delle imprese. Il limite si applica per persona fisica, ma le aziende, nella proposta, avrebbero un trattamento diverso, potenzialmente con detenzione nulla: i pagamenti transiterebbero e verrebbero subito convertiti, senza saldi notturni. Sono dettagli che pesano, perch\u00e9 definiscono se l&#8217;euro digitale sar\u00e0 davvero uno strumento di pagamento diffuso o una nicchia.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il modello di compensazione: chi paga e chi guadagna<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda grande incognita economica \u00e8 chi pagher\u00e0 per far funzionare l&#8217;euro digitale, e chi ci guadagner\u00e0. Costruire e gestire una nuova infrastruttura di pagamento non \u00e8 gratis, e la domanda su come ripartire costi e ricavi \u00e8 tra le pi\u00f9 spinose del negoziato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo schema previsto dalla proposta della Commissione \u00e8 pensato per non lasciare le banche a mani vuote. I servizi di base per i cittadini sarebbero gratuiti, ma le banche verrebbero compensate per i servizi che offrono, con un meccanismo che ricalca la logica delle commissioni sulle carte, per\u00f2 con tetti massimi. Sul lato dei costi di sistema, l&#8217;Eurosistema (la BCE e le banche centrali nazionali) si farebbe carico dei propri costi di schema e di elaborazione senza addebitarli agli intermediari.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Resta il nodo degli investimenti iniziali. Adeguare app, POS e sistemi per accettare e distribuire l&#8217;euro digitale costa, e quel costo ricade su banche ed esercenti. Uno studio dell&#8217;European Banking Federation del 2026 ha stimato oneri di implementazione significativi per il settore, e il presidente dell&#8217;ABI Antonio Patuelli ha ricordato che i costi dell&#8217;euro digitale ricadono sulla BCE e sulle banche, non sugli Stati (<a href='https:\/\/www.lapresse.it\/economia\/2026\/07\/15\/banche-patuelli-in-italia-fanno-piu-della-loro-parte\/'>LaPresse<\/a>). Per gli istituti la domanda \u00e8 secca: i ricavi da compensazione copriranno l&#8217;investimento, o l&#8217;euro digitale sar\u00e0, dal loro punto di vista, un obbligo in perdita?<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Euro digitale, stablecoin e depositi tokenizzati: quattro monete a confronto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;euro digitale non arriva in un vuoto. Arriva in un mercato dove diverse forme di \u00abmoneta digitale\u00bb gi\u00e0 competono, e per capire la posta in gioco conviene metterle in fila. Semplificando, oggi ci sono quattro tipi di euro (o dollaro) che circolano o stanno per circolare in forma digitale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono i depositi bancari tradizionali, gi\u00e0 in larga parte digitali (i numeri sul vostro conto) ma pur sempre moneta privata, passivit\u00e0 della banca, garantita fino a 100.000 euro dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Ci sono gli stablecoin, moneta privata emessa da societ\u00e0 e regolata in Europa dal MiCA come e-money token (EMT), fuori dal bilancio bancario, senza interessi e senza garanzia sui depositi. Ci sono i depositi tokenizzati, la contromossa delle banche, cio\u00e8 la loro stessa moneta messa su registro distribuito, che per\u00f2 resta un deposito a tutti gli effetti, in bilancio e coperto dalla garanzia. E c&#8217;\u00e8 l&#8217;euro digitale, l&#8217;unico dei quattro a essere moneta pubblica, passivit\u00e0 diretta della banca centrale.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Caratteristica<\/th><th>Euro digitale<\/th><th>Stablecoin (EMT)<\/th><th>Deposito tokenizzato<\/th><th>Deposito bancario<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Emittente<\/td><td>BCE (banca centrale)<\/td><td>istituto di moneta elettronica o banca<\/td><td>banca commerciale<\/td><td>banca commerciale<\/td><\/tr><tr><td>Tipo di moneta<\/td><td>pubblica<\/td><td>privata (e-money)<\/td><td>privata (deposito)<\/td><td>privata (deposito)<\/td><\/tr><tr><td>In bilancio della banca<\/td><td>no (passivit\u00e0 BCE)<\/td><td>no (fuori bilancio)<\/td><td>s\u00ec<\/td><td>s\u00ec<\/td><\/tr><tr><td>Interessi al detentore<\/td><td>no<\/td><td>no (vietati dal MiCA)<\/td><td>possibili<\/td><td>possibili<\/td><\/tr><tr><td>Garanzia<\/td><td>moneta di banca centrale<\/td><td>riserve 1:1 segregate<\/td><td>FITD fino a 100.000 euro<\/td><td>FITD fino a 100.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Limite di detenzione<\/td><td>s\u00ec (circa 3.000 euro, da definire)<\/td><td>no<\/td><td>no<\/td><td>no<\/td><\/tr><tr><td>Quadro normativo<\/td><td>regolamento sull&#8217;euro digitale<\/td><td>MiCA (Titolo IV)<\/td><td>CRD\/CRR (non MiCA)<\/td><td>CRD\/CRR<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La tabella chiarisce perch\u00e9 l&#8217;euro digitale \u00e8 diverso da tutto il resto: \u00e8 l&#8217;unico senza rischio di emittente, perch\u00e9 dietro non c&#8217;\u00e8 una societ\u00e0 ma la BCE, ed \u00e8 l&#8217;unico soggetto a un limite di detenzione, proprio perch\u00e9 quel rischio-zero lo renderebbe altrimenti troppo appetibile. Per le banche la posta \u00e8 che tre di queste quattro monete (depositi, depositi tokenizzati e, in parte, stablecoin) sono terreno loro, mentre la quarta \u00e8 terreno della banca centrale. La versione pi\u00f9 radicale della moneta privata programmabile arriva dalla finanza decentralizzata, dove sono i protocolli e sempre pi\u00f9 gli <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/defai-agenti-ai-defi-2026-rischi-regole-fisco\/'>agenti automatici a muovere fondi senza intermediari umani<\/a>. \u00c8 il polo opposto rispetto all&#8217;euro digitale, ed \u00e8 anche la ragione per cui la BCE insiste tanto sul fatto che la sua moneta non sar\u00e0 programmabile in quel senso.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La contesa pubblico-privato: Cipollone e la moneta pubblica<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro il tecnicismo dei limiti e delle compensazioni c&#8217;\u00e8 una tesi di fondo, ed \u00e8 quella che il membro del comitato esecutivo della BCE responsabile del progetto, l&#8217;italiano Piero Cipollone, ripete in ogni intervento: la differenza tra moneta pubblica e moneta privata non \u00e8 un dettaglio, \u00e8 il punto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando alle banche di credito cooperativo italiane a luglio 2026, Cipollone ha argomentato che la moneta pubblica \u00abnon serve alcun interesse privato, e nessuno pu\u00f2 usarla per imporre condizioni a proprio favore ai cittadini che la detengono\u00bb (<a href='https:\/\/www.ledgerinsights.com\/ecbs-cipollone-argues-digital-euro-will-shield-banks-from-stablecoin-encroachment\/'>Ledger Insights<\/a>). La sua tesi \u00e8 che stablecoin e sistemi di pagamento privati erodono le banche in due modi: le tagliano fuori dalla visibilit\u00e0 sulle transazioni, quella che serve a valutare il merito di credito, e ne intaccano i ricavi da commissioni. L&#8217;euro digitale, sostiene, farebbe l&#8217;opposto, perch\u00e9 preserverebbe il ruolo delle banche nei pagamenti anzich\u00e9 soppiantarlo, tenendo gli istituti al centro del sistema mentre gli emittenti privati di stablecoin si espandono.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una vendita abile, perch\u00e9 ribalta la narrazione: non l&#8217;euro digitale contro le banche, ma l&#8217;euro digitale come argine pubblico a favore delle banche contro un pericolo peggiore. Che gli istituti ci credano fino in fondo \u00e8 un&#8217;altra questione, ma la logica di Cipollone \u00e8 coerente e spiega perch\u00e9 la BCE presenti costantemente il progetto come un&#8217;opportunit\u00e0 e non come una nemesi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;angolo italiano: perch\u00e9 l&#8217;ABI dice s\u00ec (mentre Berlino e Parigi frenano)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui la storia prende una piega tutta italiana. Sul dossier euro digitale l&#8217;Italia \u00e8, per una volta, tra i Paesi pi\u00f9 favorevoli, e non per caso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto ha una paternit\u00e0 marcatamente italiana. La fase istruttoria dell&#8217;euro digitale \u00e8 stata guidata alla BCE da Fabio Panetta, oggi governatore della Banca d&#8217;Italia, che ne \u00e8 stato il principale artefice prima di lasciare Francoforte a fine 2023; il testimone \u00e8 passato a un altro italiano, Piero Cipollone, che gli \u00e8 succeduto nel comitato esecutivo proprio con la delega alla moneta digitale (<a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2023\/10\/09\/italys-cipollone-defends-digital-euro-as-he-seeks-ecb-role'>CoinDesk<\/a>). Due italiani in successione hanno guidato il progetto di moneta digitale dell&#8217;area dell&#8217;euro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il sistema bancario italiano si \u00e8 schierato in modo diverso dai colleghi del Nord. Secondo quanto riportato da MilanoFinanza, l&#8217;ABI, l&#8217;associazione delle banche italiane, si \u00e8 mostrata favorevole all&#8217;euro digitale, prendendo le distanze dalle posizioni pi\u00f9 critiche sostenute da parte dell&#8217;industria bancaria tedesca e francese (il cosiddetto rapporto Navarrete) (<a href='https:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/banche-italiane-favorevoli-all-euro-digitale-l-abi-si-allontana-dal-rapporto-navarrete-sostenuto-dagli-202511101816502448'>MilanoFinanza<\/a>). Il presidente dell&#8217;ABI Antonio Patuelli, rieletto nel luglio 2026 per un ennesimo mandato, ha descritto l&#8217;euro digitale come un&#8217;evoluzione dei tempi che darebbe all&#8217;Europa maggiore sovranit\u00e0 digitale e monetaria, un arricchimento e non un conflitto con l&#8217;attivit\u00e0 bancaria.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo c&#8217;\u00e8 la posizione istituzionale della Banca d&#8217;Italia. Il governatore Panetta ha ribadito che l&#8217;euro digitale non \u00e8 una minaccia per le banche ma un&#8217;opportunit\u00e0, e che il limite di detenzione e l&#8217;assenza di remunerazione servono proprio a preservare l&#8217;equilibrio con la moneta privata (<a href='https:\/\/www.pagamentidigitali.it\/payment-regulation\/panetta-bankitalia-leuro-digitale-non-e-una-minaccia-per-le-banche\/'>Pagamenti Digitali<\/a>). \u00c8 la cornice che rende l&#8217;Italia, storicamente, una delle giurisdizioni pi\u00f9 convinte del progetto: per Roma l&#8217;euro digitale \u00e8 tanto una questione di sovranit\u00e0 europea quanto di stabilit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Va aggiunto, per completezza, che le banche italiane non stanno ferme sul fronte cripto in generale: Intesa Sanpaolo ha un desk proprietario e affida la custodia a Ripple, UniCredit ha offerto ai clienti professionali un certificato legato a un ETF su Bitcoin, e Banca Sella \u00e8 stata la prima banca italiana a ottenere dalla Banca d&#8217;Italia l&#8217;autorizzazione a operare come CASP sotto MiCA, con un&#8217;offerta iniziale di custodia per clientela corporate e istituzionale (<a href='https:\/\/www.capitalist.it\/banca-sella-prima-banca-italiana-servizi-cripto-mica\/'>Capitalist<\/a>). L&#8217;euro digitale \u00e8 un pezzo di una strategia pi\u00f9 ampia, non un capitolo isolato.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il calendario: dal trilogo al 2029<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;euro digitale non arriver\u00e0 domani. Il percorso \u00e8 lungo e pieno di passaggi in cui pu\u00f2 ancora deragliare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta legislativa della Commissione risale al giugno 2023. Da allora la BCE ha condotto una fase di preparazione (da novembre 2023 a ottobre 2025) in cui ha scritto il \u00abrulebook\u00bb, selezionato potenziali fornitori tecnologici e messo a punto il design. Il passaggio politico decisivo del 2026 \u00e8 arrivato il 23 giugno, quando la commissione ECON del Parlamento europeo ha approvato la sua posizione con 43 voti a favore, 14 contrari e un&#8217;astensione, sbloccando i negoziati (<a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/06\/23\/european-parliament-clears-last-step-for-a-digital-euro-to-break-u-s-payment-grip'>CoinDesk<\/a>). Il 13 luglio si \u00e8 aperto il trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione, con l&#8217;obiettivo di un accordo entro la fine del 2026.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Se quella scadenza tiene, seguirebbe una sperimentazione con una quarantina di prestatori di servizi di pagamento nel 2027, e solo dopo, non prima della prima met\u00e0 del 2029, il Consiglio direttivo della BCE potrebbe decidere l&#8217;emissione vera e propria. Attenzione: la BCE ripete che la decisione finale di emettere l&#8217;euro digitale non \u00e8 ancora presa, e dipende dall&#8217;esito del percorso legislativo.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data<\/th><th>Tappa<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>giugno 2023<\/td><td>Proposta legislativa della Commissione europea<\/td><\/tr><tr><td>da novembre 2023 a ottobre 2025<\/td><td>Fase di preparazione della BCE (rulebook, fornitori, design)<\/td><\/tr><tr><td>ottobre 2025<\/td><td>Simulazione della BCE sui deflussi di depositi<\/td><\/tr><tr><td>novembre 2025<\/td><td>Avvio della fase successiva su decisione del Consiglio direttivo BCE<\/td><\/tr><tr><td>23 giugno 2026<\/td><td>Voto favorevole della commissione ECON (43 s\u00ec, 14 no, 1 astenuto)<\/td><\/tr><tr><td>13 luglio 2026<\/td><td>Avvio del trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione<\/td><\/tr><tr><td>entro fine 2026<\/td><td>Obiettivo di accordo legislativo<\/td><\/tr><tr><td>2027<\/td><td>Sperimentazione con circa 36 prestatori di servizi di pagamento<\/td><\/tr><tr><td>prima met\u00e0 2029<\/td><td>Possibile lancio, previa decisione del Consiglio direttivo BCE<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">I nodi ancora aperti nel trilogo sono esattamente quelli tecnici di cui sopra: il limite di detenzione, il modello di compensazione e le regole di accettazione obbligatoria per gli esercenti. Come nota lo studio legale Freshfields, sono proprio questi tre punti a decidere se l&#8217;euro digitale si integrer\u00e0 senza attriti nell&#8217;ecosistema dei pagamenti o se aggiunger\u00e0 costi e frizioni (<a href='https:\/\/www.freshfields.com\/en\/our-thinking\/blogs\/technology-quotient\/digital-euro-enters-trilogues-what-the-councilparliament-positions-mean-for-ban-102nbx6\/'>Freshfields<\/a>).<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Privacy, offline e programmabilit\u00e0: le altre incognite<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre ai numeri, l&#8217;euro digitale porta con s\u00e9 questioni che toccano diritti e percezione pubblica, e su cui la BCE gioca gran parte della sua credibilit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La pi\u00f9 sentita \u00e8 la privacy. Il timore diffuso \u00e8 che una moneta digitale di banca centrale diventi uno strumento di sorveglianza, con la banca centrale in grado di vedere ogni transazione. La BCE ha risposto promettendo che per i pagamenti offline il livello di riservatezza sarebbe paragonabile a quello del contante, con i dettagli della transazione noti solo alle parti coinvolte, e che l&#8217;Eurosistema non avrebbe accesso ai dati personali che collegano un cittadino ai suoi pagamenti. Nella pratica, il livello di privacy effettivo dipender\u00e0 dal testo finale del regolamento, ed \u00e8 uno dei punti pi\u00f9 osservati dalle associazioni per i diritti digitali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Collegata alla privacy c&#8217;\u00e8 la funzione offline, la capacit\u00e0 di pagare senza connessione, da dispositivo a dispositivo. \u00c8 tecnicamente complessa ma politicamente cruciale, perch\u00e9 \u00e8 ci\u00f2 che rende l&#8217;euro digitale davvero un erede del contante e non solo l&#8217;ennesima app di pagamento.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, la programmabilit\u00e0. Il timore che l&#8217;euro digitale possa essere \u00abprogrammato\u00bb per scadere, per essere speso solo in certi negozi o per bloccare certi acquisti \u00e8 tra i pi\u00f9 ricorrenti nella discussione pubblica. La BCE lo ha smentito con nettezza: l&#8217;euro digitale sar\u00e0 moneta a tutti gli effetti, spendibile liberamente, non uno strumento di controllo. Paradossalmente, \u00e8 la moneta privata, con gli stablecoin e soprattutto la finanza decentralizzata, a essere davvero programmabile; la moneta pubblica europea nasce, su questo, deliberatamente \u00abstupida\u00bb.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per il risparmiatore (e il contribuente) italiano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per il cittadino italiano, al netto delle battaglie tra Francoforte e Bruxelles, cosa cambia davvero?<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;uso quotidiano, l&#8217;euro digitale sarebbe un modo in pi\u00f9 per pagare: gratuito nei servizi di base, utilizzabile in negozio, online e tra privati, e in prospettiva anche offline. Lo si aprirebbe tramite la propria banca, non presso la BCE, quindi l&#8217;esperienza somiglierebbe a quella di un normale wallet dentro l&#8217;app bancaria. Il limite di detenzione (intorno ai 3.000 euro nelle ipotesi correnti) significa che non sar\u00e0 un conto di risparmio: non paga interessi e non \u00e8 pensato per parcheggiarvi somme rilevanti. \u00c8 moneta per spendere, non per accumulare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi gi\u00e0 detiene crypto, \u00e8 bene tenere separati i due mondi. L&#8217;euro digitale non \u00e8 un investimento e non ha rischio di prezzo; le crypto restano asset volatili con un loro regime fiscale, che in Italia prevede la tassazione delle plusvalenze e regole di compensazione delle minusvalenze su cui conviene ragionare per tempo, come spieghiamo nella guida sulle <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-minusvalenze-compensazione-fine-2026\/'>minusvalenze e le mosse di fine 2026<\/a>. Sono strumenti diversi, con logiche diverse.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi la dimensione della fiducia. In un Paese ad alto uso di contante come l&#8217;Italia, il valore di una moneta pubblica digitale, garantita dalla banca centrale e utilizzabile offline, potrebbe essere maggiore che altrove: \u00e8 un&#8217;alternativa pubblica sia al monopolio delle carte straniere sia agli stablecoin privati. Ma resta la domanda pratica che decider\u00e0 il successo del progetto: perch\u00e9 un cittadino dovrebbe usare l&#8217;euro digitale se le carte e le app che ha gi\u00e0 funzionano bene? \u00c8 la sfida dell&#8217;adozione, e nessun regolamento pu\u00f2 risolverla da solo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa pu\u00f2 andare storto (e cosa guardare)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto euro digitale resta pieno di incognite, e vale la pena elencare cosa pu\u00f2 ancora andare storto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il trilogo pu\u00f2 slittare. L&#8217;obiettivo di un accordo entro fine 2026 \u00e8 ambizioso, e su un dossier cos\u00ec politico i ritardi sono la norma pi\u00f9 che l&#8217;eccezione. Ogni slittamento sposta in avanti anche la sperimentazione del 2027 e il possibile lancio del 2029.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il braccio di ferro sul limite di detenzione pu\u00f2 finire male in entrambe le direzioni: un tetto troppo alto riaccende la paura della disintermediazione e l&#8217;ostilit\u00e0 delle banche; uno troppo basso condanna l&#8217;euro digitale all&#8217;irrilevanza. Il rischio del \u00abflop\u00bb, cio\u00e8 di una moneta costruita con miliardi di euro e poi poco usata, \u00e8 concreto e viene sollevato apertamente anche da economisti favorevoli in linea di principio.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 la questione dei costi per banche ed esercenti, che potrebbe tradursi in resistenza passiva nell&#8217;implementazione. E c&#8217;\u00e8 la variabile geopolitica: la scelta europea di costruire una moneta pubblica digitale mentre gli Stati Uniti la vietano e puntano sugli stablecoin privati crea due sistemi divergenti, con implicazioni per i pagamenti transfrontalieri e per la competizione tra euro e dollaro digitali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi segue il dossier, i segnali da guardare nei prossimi mesi sono chiari: l&#8217;esito del trilogo e la cifra del limite di detenzione, le prese di posizione dell&#8217;ABI e delle grandi banche europee, e il modo in cui la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/correlazione-azioni-crypto-2026-come-si-misura\/'>correlazione tra cripto e mercati tradizionali<\/a> evolver\u00e0 man mano che moneta pubblica e privata si contendono lo stesso spazio. La partita sulla moneta del prossimo decennio \u00e8 appena cominciata, e per una volta l&#8217;Italia gioca in prima fila.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;euro digitale in parole semplici?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una valuta digitale emessa dalla Banca centrale europea, l&#8217;equivalente elettronico delle banconote: moneta pubblica, senza rischio di emittente, distribuita dalle banche e utilizzabile per i pagamenti al dettaglio, anche offline. Non \u00e8 un crypto-asset n\u00e9 uno stablecoin.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>L&#8217;euro digitale sostituir\u00e0 le banche o far\u00e0 chiudere i conti?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. Le banche restano l&#8217;interfaccia con il cliente e distribuiscono l&#8217;euro digitale tramite le loro app. Un limite di detenzione (intorno ai 3.000 euro nelle ipotesi attuali) e l&#8217;assenza di interessi servono proprio a evitare che i depositi si svuotino verso la moneta di banca centrale.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quanto euro digitale si potr\u00e0 detenere?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il limite non \u00e8 ancora fissato: la cifra pi\u00f9 discussa \u00e8 intorno ai 3.000 euro per persona. La deciderebbe la Commissione europea su raccomandazione della BCE, con revisione almeno ogni due anni. \u00c8 il parametro pi\u00f9 conteso del negoziato.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che differenza c&#8217;\u00e8 tra euro digitale e stablecoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;euro digitale \u00e8 moneta pubblica, passivit\u00e0 diretta della BCE, senza rischio di emittente. Uno stablecoin \u00e8 moneta privata emessa da una societ\u00e0 e garantito da riserve, regolato in Europa dal MiCA. Se l&#8217;emittente ha problemi, uno stablecoin pu\u00f2 perdere l&#8217;ancoraggio; l&#8217;euro digitale no.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quando arriver\u00e0 l&#8217;euro digitale?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non prima del 2029. Dopo il voto della commissione ECON (giugno 2026) e l&#8217;avvio del trilogo (luglio 2026), l&#8217;obiettivo \u00e8 un accordo entro fine 2026 e una sperimentazione nel 2027. 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