{"id":466,"date":"2026-08-31T16:38:32","date_gmt":"2026-08-31T16:38:32","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/ordinals-vs-nft-bitcoin-on-chain-2026\/"},"modified":"2026-08-31T16:38:32","modified_gmt":"2026-08-31T16:38:32","slug":"ordinals-vs-nft-bitcoin-on-chain-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/ordinals-vs-nft-bitcoin-on-chain-2026\/","title":{"rendered":"Ordinals vs NFT: perch\u00e9 l&#8217;arte di Bitcoin resta sulla catena"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 la discussione sugli Ordinals ha cambiato natura. Per due anni ci si \u00e8 chiesti se le immagini iscritte sulla catena di Bitcoin fossero arte o soltanto spam. Oggi la domanda pi\u00f9 utile \u00e8 un&#8217;altra, ed \u00e8 tecnica: quando comprate un NFT, che cosa possedete davvero, e dove vive? La risposta, su Bitcoin, \u00e8 insolita. L&#8217;intero file (il disegno, la scritta, a volte perfino un piccolo videogioco funzionante) finisce dentro un blocco, custodito dagli stessi minatori che proteggono la rete. Non un link, non un puntatore verso l&#8217;esterno: il dato in s\u00e9.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che gli Ordinals si separano dal resto del mondo NFT. Su Ethereum e su Solana, nella grande maggioranza dei casi, sulla blockchain resta solo un certificato di propriet\u00e0; l&#8217;immagine sta altrove, su un server aziendale o su una rete di file distribuita. Casey Rodarmor, l&#8217;ex sviluppatore di Bitcoin Core che ha creato il protocollo, ha sempre rifiutato la sigla NFT proprio per marcare questa distanza: li chiama <em>artefatti digitali<\/em>. In questo articolo mettiamo i due modelli uno di fronte all&#8217;altro. Dove finiscono i dati, quanto costa tenerli, che cosa succede quando il server si spegne, e perch\u00e9 per il collezionista italiano la differenza si sente anche sul portafoglio e sulla dichiarazione dei redditi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo facciamo con i numeri di fine agosto 2026 sotto gli occhi. Bitcoin viaggia intorno ai 67.639 euro (circa 78.652 dollari), poco pi\u00f9 di un terzo sotto il record di ottobre 2025, secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin'>CoinGecko<\/a>. ORDI, il token nato per primo dal fenomeno, vale circa 3,34 euro, lontanissimo dai massimi del 2024. Il mercato \u00e8 freddo, eppure la catena continua a riempirsi di iscrizioni. Capire perch\u00e9 conviene guardare sotto la superficie, e partire dall&#8217;origine.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Ordinals, un NFT che non vuole chiamarsi NFT<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il protocollo Ordinals \u00e8 entrato in funzione il 21 gennaio 2023, opera di Casey Rodarmor. La prima iscrizione, un teschio in pixel art, risale in realt\u00e0 a fine 2022. L&#8217;idea di fondo \u00e8 semplice e un po&#8217; spiazzante: non serviva modificare Bitcoin per creare oggetti unici sulla sua catena, bastava numerare i singoli satoshi. Un bitcoin si divide in 100 milioni di sat, e la teoria ordinale li numera in ordine di estrazione, seguendo un criterio FIFO (primo entrato, primo uscito) mentre passano di transazione in transazione. Ogni sat diventa cos\u00ec distinguibile dagli altri; a quel punto ci si pu\u00f2 iscrivere sopra un contenuto, e quel contenuto resta legato a quel sat.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La parte elegante \u00e8 che tutto questo non richiede un cambiamento delle regole di consenso. La numerazione \u00e8 una convenzione calcolata da un software indicizzatore chiamato <code>ord<\/code>, non un dato scritto nel protocollo, come spiega <a href='https:\/\/www.chainalysis.com\/blog\/ordinals-protocol-bitcoin-nfts\/'>Chainalysis<\/a>. A rendere possibile il tutto sono stati due aggiornamenti precedenti: SegWit nel 2017, che ha introdotto l&#8217;area <em>witness<\/em> e uno sconto sul suo costo, e soprattutto Taproot nel novembre 2021, che ha reso pratico inserire grandi quantit\u00e0 di dati in una transazione. Non a caso Ordinals, Runes e i progetti Layer 2 come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/ark-taproot-vtxo-bitcoin-layer2-oltre-lightning-2026\/'>Ark<\/a> discendono tutti da quella stessa base tecnica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Rodarmor ha scelto le parole con cura. In un&#8217;intervista a <a href='https:\/\/techcrunch.com\/2023\/02\/16\/ordinals-creator-views-his-bitcoin-centric-creation-as-digital-artifacts-not-just-nfts\/'>TechCrunch<\/a> ha spiegato di preferire l&#8217;espressione \u00abartefatto digitale\u00bb perch\u00e9, a suo dire, la sigla NFT gli suona ormai \u00abcompromessa\u00bb. Non \u00e8 solo un vezzo lessicale. Dietro c&#8217;\u00e8 una tesi precisa su dove debbano stare i dati, ed \u00e8 il cuore di questo confronto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il debutto del 2023 fu una corsa. Nelle prime settimane collezionisti e curiosi gareggiarono a iscrivere di tutto, da semplici meme a interi eseguibili di vecchi videogiochi, spingendo per la prima volta i blocchi di Bitcoin a riempirsi di contenuti non finanziari. Fu anche il momento in cui molti si accorsero che quei dati non risiedevano da nessuna parte se non l\u00ec, dentro la catena. Da quell&#8217;intuizione, tecnica prima ancora che artistica, discende tutto il resto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Come si iscrive un artefatto digitale<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Iscrivere un Ordinal significa incastonare un file dentro la parte witness di una transazione Taproot. Il contenuto viene racchiuso in una struttura che gli sviluppatori chiamano <em>envelope<\/em>: in pratica il dato viene marcato come inerte per la rete (un ramo di codice che non verr\u00e0 mai eseguito) e quindi ignorato dai nodi ai fini della validazione, ma resta registrato per sempre. Grazie allo sconto SegWit, questo spazio costa circa un quarto rispetto ai dati ordinari di transazione, il che rende l&#8217;operazione economicamente sostenibile anche per file di qualche centinaio di kilobyte.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La creazione avviene in due tempi, con uno schema detto commit-reveal. Una prima transazione (<em>commit<\/em>) impegna il contenuto senza mostrarlo; una seconda (<em>reveal<\/em>) lo rivela e completa l&#8217;iscrizione. Il limite fisico \u00e8 il peso del blocco: un blocco di Bitcoin arriva a circa quattro milioni di unit\u00e0 di peso, quindi una singola iscrizione non pu\u00f2 superare, in pratica, i quattro megabyte. Sembra poco per gli standard di internet, ma \u00e8 enorme per una blockchain pensata per spostare denaro: abbastanza per immagini ad alta risoluzione, brevi audio, pagine HTML e piccoli programmi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi mesi un difetto del software gener\u00f2 le cosiddette iscrizioni \u00abmaledette\u00bb (cursed), a cui l&#8217;indicizzatore assegnava numeri negativi; un aggiornamento battezzato Jubilee le ha in seguito normalizzate. Dettagli tecnici, certo, ma utili a fissare un punto: una volta scritto, quel contenuto \u00e8 parte del registro di Bitcoin, replicato su ogni nodo del pianeta. Ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che non accade con la maggior parte degli NFT.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena aggiungere come si controlla tutto questo. Chiunque, con un nodo Bitcoin e l&#8217;indicizzatore <code>ord<\/code>, pu\u00f2 estrarre il contenuto di un&#8217;iscrizione direttamente dalla blockchain, senza chiedere permesso a nessuno e senza dipendere da un sito web. Sono nati anche esploratori pubblici che fanno lo stesso lavoro tramite browser. Questa verificabilit\u00e0, unita allo sconto sui dati witness che rende sostenibile scrivere file di una certa dimensione, \u00e8 ci\u00f2 che ha trasformato un&#8217;idea teorica in un mercato reale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La domanda che conta: dove vivono davvero i dati di un NFT<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Un NFT, nella sua forma pi\u00f9 diffusa, \u00e8 un record su una blockchain che dice due cose: chi \u00e8 il proprietario e dove trovare il contenuto. Quel \u00abdove\u00bb \u00e8 quasi sempre un indirizzo esterno. Nello standard ERC-721 di Ethereum, il token espone un campo <code>tokenURI<\/code> che rimanda a un file di metadati; quel file, a sua volta, punta all&#8217;immagine vera e propria. Il token vive sulla catena; l&#8217;opera, no.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui nasce un problema che il pubblico scopre spesso troppo tardi. Se il contenuto \u00e8 ospitato su un server aziendale e quel server viene spento, il link muore e l&#8217;NFT punta al nulla: gli inglesi lo chiamano <em>link rot<\/em>. Uno studio accademico pubblicato su <a href='https:\/\/arxiv.org\/abs\/2408.13281'>arXiv<\/a> (intitolato \u00abHidden Risks: The Centralization of NFT Metadata\u00bb) ha analizzato i principali NFT venduti su OpenSea e ha trovato che una quota consistente dei metadati risiede su infrastrutture centralizzate come i grandi servizi cloud, esponendo gli oggetti a censura, alterazioni amministrative e semplici guasti. Gli autori raccomandano soluzioni decentralizzate come IPFS.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione, per\u00f2: nemmeno IPFS \u00e8 una garanzia eterna. \u00c8 un sistema di indirizzamento per contenuto, non un archivio che si mantiene da solo. Se nessuno \u00abfissa\u00bb quel file (il cosiddetto pinning) pagando un nodo perch\u00e9 lo conservi, prima o poi il contenuto smette di essere disponibile sulla rete. Molte collezioni si affidano a servizi di pinning commerciali; il giorno in cui l&#8217;abbonamento scade o l&#8217;azienda chiude, il rischio torna. In altre parole, gran parte del mercato NFT poggia su una promessa di permanenza condizionata a un pagamento continuo o alla buona salute di un fornitore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello Ordinals ribalta la logica. Non c&#8217;\u00e8 un puntatore da mantenere in vita, perch\u00e9 il file \u00e8 dentro il blocco. Finch\u00e9 esiste Bitcoin, e finch\u00e9 migliaia di nodi ne conservano una copia integrale, quell&#8217;immagine esiste. \u00c8 una promessa di permanenza diversa in natura, non solo in grado. Vale la pena vedere in dettaglio come si comportano le due grandi alternative, Ethereum e Solana.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>NFT su Ethereum: il token \u00e8 on-chain, l&#8217;immagine (quasi sempre) no<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Ethereum ha reso popolari gli NFT con collezioni come CryptoPunks e Bored Ape Yacht Club, e ha definito lo standard tecnico con l&#8217;ERC-721. In quel disegno il contratto tiene traccia della propriet\u00e0, mentre il contenuto vive fuori: su un server HTTP tradizionale, su IPFS o, in qualche caso pi\u00f9 virtuoso, su Arweave, una rete pensata per l&#8217;archiviazione permanente pagata una volta sola. Nel caso peggiore l&#8217;emittente conserva anche la possibilit\u00e0 di cambiare il <code>tokenURI<\/code>, cio\u00e8 di sostituire l&#8217;immagine dopo la vendita. La propriet\u00e0 \u00e8 certificata sulla catena; l&#8217;oggetto che credete di possedere pu\u00f2 cambiare o svanire.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono eccezioni, ed \u00e8 giusto ricordarle perch\u00e9 smontano il luogo comune \u00abBitcoin on-chain, Ethereum off-chain\u00bb come regola assoluta. Gli Autoglyphs di Larva Labs, lanciati nel 2019, sono considerati la prima arte generativa interamente on-chain: l&#8217;algoritmo che disegna ogni pezzo \u00e8 scritto nel contratto in Solidity ed eseguito dalla rete stessa, per un totale di 512 opere, come documenta la <a href='https:\/\/www.larvalabs.com\/autoglyphs'>pagina ufficiale di Larva Labs<\/a>. Sulla stessa strada sono arrivati progetti come Nouns e Chain Runners. Restano per\u00f2 mosche bianche: scrivere tutto in Solidity \u00e8 costoso e scomodo, e la stragrande maggioranza delle collezioni Ethereum continua ad appoggiarsi a file esterni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza non \u00e8 ideologica, \u00e8 pratica. Su Ethereum l&#8217;on-chain \u00e8 una scelta di nicchia che pochi progetti compiono di proposito; su Bitcoin, con gli Ordinals, \u00e8 il comportamento predefinito. Ogni iscrizione, per costruzione, porta con s\u00e9 il proprio contenuto: non esiste una versione \u00ableggera\u00bb che rimandi altrove.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Solana e la compressione: dati ancora pi\u00f9 fuori catena<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Solana ha spinto il modello opposto fino alle sue conseguenze estreme, per una ragione comprensibile: il costo. Con gli NFT compressi (cNFT) e la tecnica della <em>state compression<\/em>, sulla catena non finisce quasi nulla del singolo oggetto. Migliaia o milioni di NFT vengono raccolti in un albero di Merkle e sulla catena resta soltanto la radice, un unico hash crittografico; i metadati veri e propri vengono caricati altrove, tipicamente su Arweave, e vengono ricostruiti da un servizio di indicizzazione, come spiega la guida tecnica di <a href='https:\/\/www.helius.dev\/blog\/all-you-need-to-know-about-compression-on-solana'>Helius<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri spiegano l&#8217;attrattiva. Sempre secondo Helius, coniare un milione di NFT compressi pu\u00f2 costare meno di 150 dollari, contro cifre che, senza compressione, supererebbero il milione di dollari. \u00c8 una differenza di diversi ordini di grandezza, e ha permesso a Solana di ospitare campagne fedelt\u00e0, giochi e airdrop con volumi enormi. Il rovescio della medaglia \u00e8 che l&#8217;oggetto dipende ancora di pi\u00f9 da dati esterni e da un indicizzatore che li serva correttamente attraverso interfacce dedicate: se quell&#8217;infrastruttura si degrada, il collezionista resta con un hash e poco altro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Riassumendo la scala: Solana minimizza ci\u00f2 che sta sulla catena per massimizzare il volume; Ethereum tiene sulla catena la propriet\u00e0 ma non il contenuto; Bitcoin, con gli Ordinals, mette tutto dentro. Tre filosofie diverse, con costi e garanzie diverse, riassunte nella tabella qui sotto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Tre modelli di NFT a confronto<\/h2><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Caratteristica<\/th><th>Ordinals (Bitcoin)<\/th><th>ERC-721 (Ethereum)<\/th><th>cNFT compresso (Solana)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Dove vive il contenuto<\/td><td>Dentro il blocco (witness)<\/td><td>Di norma off-chain (server o IPFS)<\/td><td>Off-chain (Arweave)<\/td><\/tr><tr><td>Cosa sta on-chain<\/td><td>Il file completo<\/td><td>Propriet\u00e0 pi\u00f9 un puntatore<\/td><td>Solo la radice di Merkle<\/td><\/tr><tr><td>Metadati modificabili<\/td><td>No, immutabili<\/td><td>Possibile (l&#8217;emittente pu\u00f2 cambiarli)<\/td><td>Possibile via dati esterni<\/td><\/tr><tr><td>Dipendenza da terzi<\/td><td>Nessuna oltre ai nodi Bitcoin<\/td><td>Alta (hosting o pinning)<\/td><td>Molto alta (indicizzatore)<\/td><\/tr><tr><td>Costo di scrittura<\/td><td>Alto (spazio di blocco)<\/td><td>Medio<\/td><td>Bassissimo<\/td><\/tr><tr><td>Royalty imposte dal protocollo<\/td><td>No<\/td><td>No<\/td><td>No<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La riga sulle royalty merita una nota: nessuno dei tre protocolli impone il pagamento di una percentuale all&#8217;autore sulle vendite secondarie. Le royalty sono sempre state una convenzione dei marketplace, e tra il 2024 e il 2025 quasi tutte le piattaforme le hanno rese facoltative, tagliando di fatto gli introiti degli artisti. Su questo punto Bitcoin non offre nulla in pi\u00f9, ma nemmeno qualcosa in meno: \u00e8 un limite comune all&#8217;intero settore.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Immutabilit\u00e0 e il prezzo dell&#8217;on-chain<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il vantaggio del modello Ordinals \u00e8 netto e si riassume in una parola: immutabilit\u00e0. Non esiste una chiave di amministrazione capace di riscrivere l&#8217;immagine, non c&#8217;\u00e8 un server che possa cadere, non c&#8217;\u00e8 un abbonamento di pinning da rinnovare. Chi acquista un artefatto digitale su Bitcoin possiede il contenuto, non un biglietto che rimanda al contenuto. In un mercato che ha visto NFT trasformarsi in rettangoli vuoti quando l&#8217;hosting si spegneva, \u00e8 una differenza sostanziale, e spiega perch\u00e9 una parte dei collezionisti sia disposta a pagare di pi\u00f9 per la certezza che l&#8217;opera non sparisca.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio rende concreta la differenza. Se comprate un NFT la cui immagine \u00e8 ospitata su un server e quel server viene dismesso, vi resta un token che rimanda a un errore 404: il diritto di propriet\u00e0 \u00e8 intatto, l&#8217;oggetto no. Con un Ordinal lo stesso scenario non \u00e8 possibile, perch\u00e9 per cancellare l&#8217;immagine bisognerebbe cancellare Bitcoin. \u00c8 una robustezza che ha un costo, ma che cambia la natura di ci\u00f2 che si possiede.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il prezzo di questa garanzia si paga in tre valute. La prima \u00e8 lo spazio: quattro megabyte per iscrizione sono un tetto rigido, e ogni byte scritto occupa capacit\u00e0 che i minatori potrebbero vendere per transazioni di pagamento. La seconda sono le commissioni: nei periodi di congestione, iscrivere pu\u00f2 diventare caro, e ondate di iscrizioni hanno pi\u00f9 volte fatto impennare le fee dell&#8217;intera rete. La terza \u00e8 la custodia: servono wallet capaci di gestire i sat singolarmente, come Xverse o le funzioni Ordinals di alcuni exchange, altrimenti si rischia di spendere per sbaglio un sat prezioso in una normale transazione, un errore irreversibile. Ne parliamo pi\u00f9 avanti nella sezione dedicata ai rischi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un effetto collaterale affascinante, che sposta il valore dal disegno al supporto: se i sat sono numerati e distinguibili, alcuni diventano pi\u00f9 desiderabili di altri per la loro storia. \u00c8 il mercato dei sat rari, un&#8217;idea che semplicemente non esiste su altre catene, dove un&#8217;unit\u00e0 di conto vale l&#8217;altra.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I sat rari: un mercato primario tutto bitcoin<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La teoria ordinale definisce una scala di rarit\u00e0 basata su eventi della rete: l&#8217;inizio di un blocco, di un periodo di aggiustamento della difficolt\u00e0, di un&#8217;epoca di halving. Pi\u00f9 raro \u00e8 l&#8217;evento, pi\u00f9 raro \u00e8 il sat che lo apre. La documentazione ufficiale del protocollo (<a href='https:\/\/docs.ordinals.com\/'>docs.ordinals.com<\/a>) la codifica in sei livelli.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Livello<\/th><th>Definizione<\/th><th>Frequenza<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Comune<\/td><td>Qualsiasi sat che non sia il primo del suo blocco<\/td><td>La stragrande maggioranza<\/td><\/tr><tr><td>Non comune (uncommon)<\/td><td>Primo sat di ogni blocco<\/td><td>Uno per blocco<\/td><\/tr><tr><td>Raro<\/td><td>Primo sat di ogni periodo di difficolt\u00e0<\/td><td>Ogni 2016 blocchi<\/td><\/tr><tr><td>Epico<\/td><td>Primo sat di ogni epoca di halving<\/td><td>Ogni halving<\/td><\/tr><tr><td>Leggendario<\/td><td>Primo sat di ogni ciclo (sei halving)<\/td><td>Rarissimo<\/td><\/tr><tr><td>Mitico<\/td><td>Primo sat del blocco genesi<\/td><td>Unico<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a questa griglia esiste un mercato di sat \u00abesotici\u00bb legati alla storia di Bitcoin: i sat del blocco 9, coinvolto nella prima transazione tra Satoshi Nakamoto e Hal Finney; i cosiddetti pizza sat, riconducibili ai 10.000 BTC con cui Laszlo Hanyecz pag\u00f2 due pizze nel maggio 2010; i sat estratti nel 2009, o quelli con numeri palindromi. Sono oggetti da collezione nativi di Bitcoin, che non hanno equivalente su altre catene, e rappresentano un mercato primario parallelo a quello delle immagini iscritte. Chi li tratta lo fa quasi sempre in BTC, non in dollari, un segnale di quanto questa nicchia sia culturalmente interna a Bitcoin.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>BRC-20 e Runes: i cugini fungibili<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se gli Ordinals sono la variante non fungibile, dallo stesso ceppo sono nati i token fungibili di Bitcoin. Nel marzo 2023 uno sviluppatore anonimo noto come Domo us\u00f2 le iscrizioni per creare lo standard BRC-20: semplici file di testo in formato JSON che dichiarano, coniano e trasferiscono token. Il primo e pi\u00f9 noto \u00e8 ORDI, con offerta fissa di 21 milioni di unit\u00e0; oggi vale circa 3,34 euro per una capitalizzazione intorno agli 81 milioni di dollari e la posizione numero 309 per valore, secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/ordi'>CoinGecko<\/a>. Nato come esperimento a met\u00e0 tra il gioco e la provocazione, resta il simbolo di quella stagione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il BRC-20, per\u00f2, \u00e8 inefficiente e dipende molto dagli indicizzatori. Per superarne i limiti lo stesso Rodarmor ha ideato Runes, un protocollo per token fungibili nativo del modello UTXO di Bitcoin, lanciato ad aprile 2024 in coincidenza con l&#8217;halving, cos\u00ec da offrire ai minatori nuove commissioni proprio mentre il sussidio si dimezzava. Il rune dominante \u00e8 DOG\u2022GO\u2022TO\u2022THE\u2022MOON, che da solo pesa circa l&#8217;80% dell&#8217;intera categoria. Ne abbiamo scritto in dettaglio nell&#8217;analisi dedicata a <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-runes-2026-revival-mercato-fisco-italia\/'>Runes, mercato e fisco in Italia<\/a>. Ai fini di questo confronto basti dire che gli Ordinals restano la faccia non fungibile, i Runes quella fungibile, di una stessa idea: usare Bitcoin come registro di dati, non solo di pagamenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa parentela conta anche per il confronto con gli altri ecosistemi. BRC-20 e Runes, come gli Ordinals, scrivono i propri dati direttamente su Bitcoin, e quindi ne condividono il destino: competono per lo spazio di blocco e contribuiscono alle commissioni. Dove Ethereum e Solana separano nettamente il livello dei token da quello dei dati, Bitcoin li tiene insieme, con tutti i vantaggi di permanenza e tutti gli attriti di costo che ne derivano.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il secondo atto: recursive inscriptions e app on-chain<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se il primo capitolo degli Ordinals \u00e8 stato \u00abscrivere immagini su Bitcoin\u00bb, il secondo \u00e8 pi\u00f9 ambizioso: costruire software con pezzi gi\u00e0 presenti sulla catena. Le iscrizioni ricorsive (recursive inscriptions) permettono a un&#8217;iscrizione di richiamare i dati di un&#8217;altra tramite endpoint dedicati, come <code>\/content\/<\/code> e la famiglia <code>\/r\/<\/code> descritti nella <a href='https:\/\/docs.ordinals.com\/inscriptions\/recursion.html'>documentazione del protocollo<\/a>. In pratica si pu\u00f2 iscrivere una sola volta una libreria di codice o un set di componenti grafiche, e poi riutilizzarli in migliaia di opere senza riscriverli, abbattendo i costi e aggirando in parte il tetto dei quattro megabyte.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 che oggi su Bitcoin esistono collezioni generative complesse, modelli 3D e perfino piccole applicazioni, tutti assemblati da mattoni on-chain. Un esempio citato spesso \u00e8 OnChainMonkey con la serie Dimensions, presentata come prima collezione 3D interamente ricorsiva, con pezzi che pesano meno di un kilobyte l&#8217;uno perch\u00e9 ereditano il grosso dei dati da iscrizioni preesistenti. \u00c8 la conferma pi\u00f9 radicale della tesi di fondo: non solo l&#8217;immagine, ma anche gli strumenti per generarla vivono dentro la catena.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per il confronto con gli altri ecosistemi, la ricorsione allarga ancora il divario filosofico. Mentre Solana comprime e spinge fuori, ed Ethereum tiene fuori quasi tutto tranne i casi limite, Bitcoin trascina dentro persino le dipendenze software. \u00c8 un uso della blockchain come archivio permanente che i suoi critici trovano dispendioso e i suoi sostenitori considerano precisamente il punto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il mercato nel 2026: lo scossone e i superstiti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2026 \u00e8 stato l&#8217;anno della resa dei conti per le aziende costruite intorno agli Ordinals, e la storia rafforza in modo curioso la tesi di questo articolo. A fine agosto \u00e8 arrivata la notizia della chiusura di OrdinalsBot, il primo servizio di iscrizione della storia del protocollo, nato circa un mese dopo il lancio e ora in vendita con marchio, propriet\u00e0 intellettuale e stack tecnologico, come riportato da <a href='https:\/\/finance.yahoo.com\/markets\/crypto\/articles\/ordinalsbot-bitcoin-first-inscription-shutting-113453630.html'>Yahoo Finance<\/a>. Non \u00e8 un caso isolato: a marzo 2026 Magic Eden ha abbandonato il trading di NFT su Bitcoin per concentrarsi su Solana (<a href='https:\/\/invezz.com\/news\/2026\/02\/27\/magic-eden-shuts-bitcoin-and-evm-nft-markets-to-refocus-on-solana\/'>Invezz<\/a>), e l&#8217;esploratore Ord.io ha chiuso a giugno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure la catena non si \u00e8 fermata. Il numero totale di iscrizioni ha superato i 107 milioni entro gennaio 2026, e il solo mese di marzo ha prodotto quasi 47 milioni di dollari di vendite, secondo i dati raccolti da <a href='https:\/\/www.kucoin.com\/blog\/bitcoin-inscriptions-2026-ordinals-guide'>KuCoin<\/a>. Il punto \u00e8 proprio questo: le imprese che vivevano di servizi possono fallire, ma i dati restano dove sono, dentro Bitcoin, indipendenti da chi li ha creati. \u00c8 l&#8217;argomento pi\u00f9 forte a favore del modello on-chain, mostrato dai fatti anzich\u00e9 dalla teoria. Sul fronte prezzi, il contesto resta pesante: Bitcoin oscilla sotto i 68.000 euro dopo la doccia fredda di fine agosto sui mercati, come raccontato nell&#8217;analisi su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-prezzo-warsh-hawkish-rally-stalla-agosto-2026\/'>Warsh e il rally d&#8217;agosto<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro storico d\u00e0 la misura del fenomeno: secondo i dati di Cryptoslam ripresi da <a href='https:\/\/www.kucoin.com\/blog\/bitcoin-inscriptions-2026-ordinals-guide'>KuCoin<\/a>, le vendite di NFT su Bitcoin hanno sfiorato nel complesso i 6 miliardi di dollari, terza rete dopo Ethereum e Solana. \u00c8 un ecosistema che ha perso rumore ma non massa critica, e che oggi vive di collezionisti convinti pi\u00f9 che di speculatori di passaggio.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Indicatore (fine agosto 2026)<\/th><th>Valore<\/th><th>Fonte<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Prezzo Bitcoin<\/td><td>Circa 67.639 euro (78.652 dollari)<\/td><td>CoinGecko<\/td><\/tr><tr><td>Prezzo ORDI<\/td><td>Circa 3,34 euro, cap. circa 81 mln di dollari<\/td><td>CoinGecko<\/td><\/tr><tr><td>Iscrizioni totali<\/td><td>Oltre 107 milioni (gennaio 2026)<\/td><td>KuCoin<\/td><\/tr><tr><td>Vendite Ordinals, marzo 2026<\/td><td>Circa 47 milioni di dollari<\/td><td>KuCoin<\/td><\/tr><tr><td>Marketplace superstiti<\/td><td>UniSat, OKX, Xverse<\/td><td>Rassegna di settore<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Spam o innovazione: la guerra culturale e il budget di sicurezza<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti a Bitcoin hanno accolto con favore l&#8217;irruzione dei dati sulla catena. Luke Dashjr, storico sviluppatore di Bitcoin Core, definisce le iscrizioni \u00abspam\u00bb che sfrutta una falla del software per aggirare i limiti storici sui dati arbitrari, e le filtra nel client Bitcoin Knots e nella pool OCEAN, come ha riportato <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/266298\/bitcoin-dev-luke-dashjr-calls-inscriptions-spam-community-members-push-back'>The Block<\/a>. Sul fronte opposto, la versione 30 di Bitcoin Core, rilasciata nell&#8217;autunno 2025, ha allentato il limite sui dati OP_RETURN con la <a href='https:\/\/github.com\/bitcoin\/bitcoin\/pull\/32359'>pull request numero 32359<\/a>, riaccendendo lo scontro tra chi vuole una catena solo per pagamenti e chi la vede come uno spazio dati neutrale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scontro \u00e8 arrivato al culmine con BIP-110, una proposta di soft fork pensata per limitare drasticamente le iscrizioni. Ad agosto 2026 il tentativo \u00e8 naufragato: al blocco 961.632 \u00e8 partito il periodo di segnalamento obbligatorio, ma i minatori a favore non hanno quasi mai superato il 2,5%, contro la soglia del 55% necessaria, come documentato da <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/tech\/2026\/08\/06\/why-bitcoin-s-bip-110-refuses-to-die-despite-near-zero-miner-support'>CoinDesk<\/a>. Michael Saylor, fondatore di Strategy e maggiore detentore aziendale di BTC, ha definito la proposta \u00abil pi\u00f9 grande rischio autoinflitto\u00bb di Bitcoin, sostenendo che invalidare transazioni valide e gi\u00e0 pagate sarebbe pi\u00f9 pericoloso di qualsiasi iscrizione; dopo l&#8217;avvio del segnalamento ha aggiunto su <a href='https:\/\/x.com\/saylor\/status\/2086057411056447861'>X<\/a> che, con appena il 2,6% dei minatori a favore, la proposta era destinata allo \u00abstallo o all&#8217;irrilevanza\u00bb, e che \u00abBitcoin funziona come previsto\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto la polemica c&#8217;\u00e8 una questione economica seria, il cosiddetto budget di sicurezza. Il sussidio di blocco \u00e8 oggi di 3,125 BTC e continuer\u00e0 a dimezzarsi ai prossimi halving; nel lungo periodo la sicurezza di Bitcoin dovr\u00e0 reggersi sempre pi\u00f9 sulle commissioni. Nel 2026, per\u00f2, le fee valgono meno dell&#8217;1% dei ricavi dei minatori, ai minimi da mesi, come rilevato da <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/379291\/bitcoin-miner-fees-fall-12-month-low-underscoring-long-term-reliance-block-subsidies'>The Block<\/a>. Ecco l&#8217;ironia che molti sottolineano: proprio la domanda di spazio generata da Ordinals e Runes potrebbe un giorno finanziare la rete che alcuni puristi vorrebbero tenerne fuori. \u00c8 lo stesso nodo che tocchiamo parlando della <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/hashrate-bitcoin-2026-corsa-due-zettahash-scommessa-prezzo\/'>corsa dell&#8217;hashrate<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Al fondo resta una domanda filosofica, non solo tecnica: a cosa serve lo spazio di una blockchain. Per una parte della comunit\u00e0 Bitcoin deve restare un sistema di pagamento minimale e nulla pi\u00f9; per un&#8217;altra, la stessa neutralit\u00e0 che gli permette di trasferire valore senza permessi gli consente anche di conservare dati senza permessi. Gli Ordinals hanno reso questa tensione impossibile da ignorare, ed \u00e8 improbabile che si plachi presto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Regole e tasse in Italia: MiCA, Consob e l&#8217;aliquota al 33%<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano regolamentare, il primo punto da chiarire \u00e8 che n\u00e9 MiCA n\u00e9 le autorit\u00e0 nazionali regolano il protocollo Ordinals in s\u00e9: la loro presa riguarda i prestatori di servizi (exchange, custodi, piattaforme) e gli emittenti. In Italia il quadro \u00e8 definito dal decreto legislativo 129\/2024, che affida a <a href='https:\/\/www.consob.it\/'>Consob<\/a> la vigilanza sulla condotta di mercato e alla Banca d&#8217;Italia i profili prudenziali; il periodo transitorio del regime MiCA si chiude il 1\u00b0 luglio 2026.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Gli NFT unici e non fungibili sono in linea di principio esclusi da MiCA, ma l&#8217;esclusione \u00e8 pi\u00f9 stretta di quanto sembri. Secondo le linee guida dell&#8217;<a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/esmas-activities\/digital-finance-and-innovation\/markets-crypto-assets-regulation-mica'>ESMA<\/a>, l&#8217;emissione in grandi serie o collezioni \u00e8 un indizio di fungibilit\u00e0, l&#8217;attribuzione di un semplice identificatore unico non basta a qualificare un NFT come escluso, e le frazioni di un NFT non godono dell&#8217;esclusione. In pratica, una collezione Ordinals di migliaia di pezzi quasi identici, o un NFT frazionato, possono ricadere nel perimetro regolato, con un&#8217;analisi caso per caso. \u00c8 un approccio diverso da quello statunitense, dove la SEC ha di fatto arretrato sull&#8217;applicazione delle norme sui titoli agli NFT, un tema affrontato parlando della <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-crypto-svolta-atkins-reversibile-2026\/'>svolta di Atkins<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c&#8217;\u00e8 il fisco, il capitolo che tocca da vicino ogni collezionista italiano. Dal 1\u00b0 gennaio 2026 le plusvalenze sulle cripto-attivit\u00e0 scontano un&#8217;imposta sostitutiva del 33%, secondo la Legge di Bilancio 2026; l&#8217;aliquota ridotta del 26% resta solo per gli stablecoin in euro conformi a MiCA (gli e-money token), come riepiloga <a href='https:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/tasse-criptovalute-2026-la-guida-completa-con-aliquote-scadenze-e-adempimenti-202605131159008630'>MilanoFinanza<\/a>. Le plusvalenze su Ordinals e BRC-20 rientrano quindi nel 33%. \u00c8 sparita anche la franchigia da 2.000 euro, resta l&#8217;obbligo di monitoraggio nel quadro RW e l&#8217;imposta di bollo, e con la direttiva DAC8 gli exchange comunicheranno in automatico saldi e operazioni all&#8217;Agenzia delle Entrate. Per chi vuole ottimizzare, il tema delle minusvalenze e delle mosse di fine anno lo abbiamo trattato nella guida su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-minusvalenze-compensazione-fine-2026\/'>minusvalenze e compensazione<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica, per un collezionista italiano questo significa tenere una contabilit\u00e0 ordinata: data e controvalore in euro di ogni acquisto e di ogni vendita, comprese le permute tra un Ordinal e un altro, che il fisco tratta come cessioni. Il possesso su wallet esteri o non custoditi va indicato nel quadro RW ai fini del monitoraggio, e le plusvalenze vanno liquidate con l&#8217;aliquota vigente. La natura on-chain aiuta la tracciabilit\u00e0, perch\u00e9 ogni movimento \u00e8 pubblico e verificabile, ma non semplifica di per s\u00e9 gli obblighi dichiarativi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I rischi da mettere in conto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello on-chain risolve il problema della permanenza dei dati, ma non elimina gli altri rischi. Prima di comprare, vale la pena tenerli tutti a fuoco.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Liquidit\u00e0 sottile:<\/strong> dopo l&#8217;uscita di diversi operatori, molte collezioni hanno volumi bassi e spread ampi; vendere in fretta pu\u00f2 costare caro.<\/li><li><strong>Concentrazione delle piattaforme:<\/strong> con Magic Eden fuori dal mercato Bitcoin, l&#8217;attivit\u00e0 si \u00e8 concentrata su pochi marketplace, aumentando il rischio operativo e di dipendenza.<\/li><li><strong>Custodia complessa:<\/strong> servono wallet consapevoli dei sat e delle iscrizioni; un errore di gestione pu\u00f2 bruciare un sat raro o un&#8217;iscrizione in una transazione ordinaria.<\/li><li><strong>Nessuna royalty garantita:<\/strong> come sulle altre catene, l&#8217;autore non ha diritti automatici sulle vendite secondarie.<\/li><li><strong>Rischio regolamentare e fiscale:<\/strong> collezioni molto ampie o NFT frazionati possono essere riqualificati sotto MiCA, e l&#8217;aliquota al 33% pesa sulle plusvalenze in Italia.<\/li><li><strong>Volatilit\u00e0 delle commissioni:<\/strong> in fasi di congestione, iscrivere o spostare Ordinals pu\u00f2 diventare improvvisamente costoso.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Sono rischi gestibili, ma reali. La permanenza del dato \u00e8 una garanzia potente; non \u00e8 una garanzia di valore n\u00e9 di liquidit\u00e0, e i due piani vanno tenuti distinti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Qual \u00e8 la differenza tra un Ordinal e un NFT classico?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Un Ordinal scrive l&#8217;intero contenuto (l&#8217;immagine o il file) dentro un blocco di Bitcoin, mentre la maggior parte degli NFT su Ethereum e Solana registra sulla catena solo la propriet\u00e0 e un puntatore a un file conservato altrove. Nel primo caso il dato \u00e8 permanente e replicato su ogni nodo; nel secondo dipende da un server o da una rete esterna che deve restare attiva.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Gli Ordinals sono davvero NFT?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Tecnicamente svolgono la stessa funzione, creare oggetti digitali unici e trasferibili, quindi in senso ampio sono una forma di NFT. Il loro creatore Casey Rodarmor preferisce per\u00f2 chiamarli \u00abartefatti digitali\u00bb per sottolineare che il contenuto vive interamente on-chain, a differenza degli NFT tradizionali.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Dove viene salvata l&#8217;immagine di un Ordinal?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro l&#8217;area witness di una transazione Bitcoin, cio\u00e8 direttamente in un blocco della blockchain. Questo significa che, finch\u00e9 la rete Bitcoin esiste e i nodi ne conservano una copia completa, l&#8217;immagine resta accessibile senza bisogno di server esterni o servizi di hosting.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come sono tassati gli Ordinals in Italia nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Le plusvalenze realizzate su Ordinals e token BRC-20 rientrano nell&#8217;imposta sostitutiva del 33% introdotta dal 1\u00b0 gennaio 2026 dalla Legge di Bilancio. L&#8217;aliquota ridotta al 26% vale solo per gli stablecoin in euro conformi a MiCA. Restano l&#8217;obbligo di monitoraggio nel quadro RW e, con la direttiva DAC8, la comunicazione automatica dei dati da parte degli exchange.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Si possono ancora comprare e vendere Ordinals nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Dopo l&#8217;uscita di Magic Eden dal mercato Bitcoin, l&#8217;attivit\u00e0 si \u00e8 spostata su piattaforme come UniSat e OKX e su wallet come Xverse. Il mercato \u00e8 pi\u00f9 sottile rispetto al picco del 2024, con meno liquidit\u00e0 e volumi ridotti, ma le iscrizioni continuano a crescere e gli scambi restano attivi.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Qual \u00e8 la differenza tra un Ordinal e un NFT classico?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Un Ordinal scrive l'intero contenuto dentro un blocco di Bitcoin, mentre la maggior parte degli NFT su Ethereum e Solana registra sulla catena solo la propriet\u00e0 e un puntatore a un file conservato altrove. 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