{"id":48,"date":"2026-06-25T22:32:26","date_gmt":"2026-06-25T22:32:26","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-network-marketplace-gpu-ai\/"},"modified":"2026-06-26T00:03:59","modified_gmt":"2026-06-26T00:03:59","slug":"akash-network-marketplace-gpu-ai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-network-marketplace-gpu-ai\/","title":{"rendered":"Akash Network: come funziona il marketplace GPU per l&#8217;AI"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">La corsa all&#8217;intelligenza artificiale ha trasformato le GPU in una delle risorse pi\u00f9 contese del pianeta. I principali fornitori di cloud hanno programmato per il 2026 investimenti combinati vicini ai 730 miliardi di euro in data center, <a href=\"https:\/\/www.trendforce.com\/presscenter\/news\/20260506-13033.html\">secondo le stime di TrendForce<\/a>, mentre i tempi di consegna delle schede NVIDIA H100 si misurano ormai in decine di settimane. In questo scenario un progetto nato nell&#8217;ecosistema Cosmos prova a ribaltare la logica del mercato: invece di affittare potenza di calcolo da un unico colosso, Akash Network mette in concorrenza decine di fornitori indipendenti che si contendono i carichi di lavoro al ribasso. Il risultato, sostengono i suoi promotori, sono prezzi anche dell&#8217;85% pi\u00f9 bassi rispetto ad AWS, Google Cloud e Microsoft Azure. Per gli sviluppatori e le aziende italiane che guardano all&#8217;AI senza il budget dei grandi gruppi \u00e8 un&#8217;opzione che merita attenzione, a patto di conoscerne anche i limiti.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Che cos&#8217;\u00e8 il marketplace GPU di Akash<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash Network \u00e8 un marketplace decentralizzato per il calcolo, costruito come blockchain applicativa sul Cosmos SDK. Chi ha bisogno di potenza, i cosiddetti tenant, pubblica i requisiti del proprio carico di lavoro; chi possiede hardware inutilizzato, i provider, offre le proprie risorse. Il marketplace dedicato alle GPU \u00e8 arrivato nell&#8217;agosto 2023 con il sesto aggiornamento della mainnet ed \u00e8 stato presentato come una <a href=\"https:\/\/akash.network\/\">Supercloud<\/a>, una rete di reti che aggrega la capacit\u00e0 di fornitori diversi sotto un&#8217;unica interfaccia. La <a href=\"https:\/\/akash.network\/docs\/learn\/core-concepts\/providers-leases\/\">documentazione ufficiale<\/a> descrive un mercato aperto e senza permessi, in cui chiunque pu\u00f2 diventare cliente o fornitore. Su Akash si possono addestrare modelli, servire inferenza, fare fine-tuning e ospitare applicazioni, esattamente come su un cloud tradizionale.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Come funziona l&#8217;asta inversa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore di Akash \u00e8 l&#8217;asta inversa. Il tenant descrive il deployment in un file scritto in SDL (Stack Definition Language), un formato YAML dichiarativo in cui si indicano CPU, memoria, tipo di GPU e durata. Una volta pubblicata la richiesta, i provider presentano le offerte in tempo reale: l&#8217;offerta valida pi\u00f9 bassa vince e d\u00e0 vita a un lease, un contratto di locazione registrato sulla blockchain. Tutte le offerte e i contratti restano tracciati on-chain, il che rende i prezzi trasparenti e verificabili. Si paga in AKT, il token nativo della rete, oppure in stablecoin come USDC, e la gestione pratica passa per Akash Console, l&#8217;interfaccia web, o per la riga di comando. Il principio \u00e8 semplice: si paga il silicio, non i margini e il marketing del fornitore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio pratico aiuta a capire. Immaginiamo uno sviluppatore che voglia mettere in produzione un modello linguistico open source: scrive poche righe di SDL in cui chiede una NVIDIA H100, 80 GB di memoria video e un mese di durata, deposita un piccolo budget e lascia che i provider facciano le loro offerte. In pochi minuti il deployment \u00e8 attivo e, se il fornitore scelto non rispetta le condizioni, il tenant pu\u00f2 chiudere il lease e ripartire con un altro.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Quanto costa: il confronto con i cloud centralizzati<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il vantaggio economico \u00e8 la ragione principale per cui se ne parla. Poich\u00e9 i provider competono al ribasso e non devono coprire i costi di struttura dei grandi operatori, i prezzi orari risultano sensibilmente pi\u00f9 bassi. La tabella seguente confronta i prezzi minimi indicativi su Akash con i prezzi on-demand di riferimento dei cloud tradizionali, convertiti in euro al cambio di fine giugno 2026 (circa 1,14 dollari per un euro).<\/p><figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Modello GPU<\/th><th>Prezzo minimo su Akash (euro\/ora)<\/th><th>Cloud centralizzato, on-demand (euro\/ora)<\/th><th>Risparmio indicativo<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>NVIDIA H100 80GB<\/td><td>da 1,28<\/td><td>circa 3,45 (AWS)<\/td><td>60-65%<\/td><\/tr><tr><td>NVIDIA A100 80GB<\/td><td>da 0,69<\/td><td>circa 3,50 (AWS)<\/td><td>75-80%<\/td><\/tr><tr><td>NVIDIA RTX 4090<\/td><td>da 0,13<\/td><td>non offerta dai grandi cloud<\/td><td>n.d.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Le cifre vanno lette come indicative: trattandosi di un&#8217;asta, il prezzo finale dipende dalla domanda e dalla disponibilit\u00e0 del momento, e gli hyperscaler non propongono affatto schede consumer come le RTX. Stando ai <a href=\"https:\/\/www.spheron.network\/blog\/gpu-cloud-pricing-comparison-2026\/\">confronti di settore<\/a> e ai dati dello stesso progetto, il risparmio medio si colloca tra il 60% e l&#8217;85% rispetto ad AWS, Google Cloud e Azure.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Quali GPU si trovano, e l&#8217;arrivo di Blackwell<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi il catalogo di Akash spazia dalle schede enterprise pi\u00f9 richieste, NVIDIA H100 e A100, fino a modelli professionali e consumer come A6000, RTX 4090 e RTX 8000. Il passo successivo \u00e8 l&#8217;integrazione dell&#8217;architettura Blackwell: la rete ha <a href=\"https:\/\/akash.network\/nvidia-blackwell-gpus\/\">annunciato l&#8217;arrivo delle GPU B200 e B300<\/a>, pensate per spingere ancora pi\u00f9 in alto addestramento e inferenza dei modelli di grandi dimensioni. NVIDIA dichiara per i sistemi Blackwell prestazioni fino a 30 volte superiori nell&#8217;inferenza in tempo reale rispetto alla generazione Hopper. L&#8217;onboarding di questo hardware passa per programmi di incentivi ai provider, discussi apertamente nei <a href=\"https:\/\/github.com\/orgs\/akash-network\/discussions\/448\">forum di sviluppo del progetto<\/a>, e si inserisce nell&#8217;iniziativa Starcluster, che vuole collegare data center tradizionali e marketplace decentralizzato in un&#8217;unica rete. La disponibilit\u00e0 delle singole schede non \u00e8 garantita in ogni istante, proprio perch\u00e9 dipende da fornitori indipendenti sparsi nel mondo; chi cerca cluster di grandi dimensioni deve quindi verificare la capacit\u00e0 prima di pianificare un addestramento lungo.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">AKT e la nuova tokenomics: Burn-Mint Equilibrium<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">AKT non serve solo a pagare i deployment: \u00e8 anche il token con cui si mette in sicurezza la rete tramite staking e si vota nella governance. A fine giugno 2026 AKT vale circa 0,66 euro, per una capitalizzazione di mercato intorno ai 194 milioni di euro, <a href=\"https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/akash-network\">stando ai dati di CoinGecko<\/a>. La novit\u00e0 pi\u00f9 rilevante dell&#8217;anno riguarda per\u00f2 la sua economia. Il 23 marzo 2026 \u00e8 entrato in funzione il Burn-Mint Equilibrium (BME), introdotto con la <a href=\"https:\/\/akash.network\/roadmap\/aep-76\/\">proposta AEP-76<\/a> e approvato quasi all&#8217;unanimit\u00e0 dalla governance on-chain.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo introduce un secondo token, ACT (Akash Compute Token), un credito non trasferibile ancorato a un dollaro di valore di calcolo. Quando un tenant finanzia un deployment brucia AKT per ottenere ACT; al momento del pagamento l&#8217;ACT viene bruciato e nuovi AKT vengono creati e versati al provider al prezzo di quell&#8217;istante. Se il prezzo di AKT sale tra il finanziamento e il pagamento servono meno token per saldare il provider, e il saldo netto \u00e8 una distruzione di offerta (un burn) che rende il token pi\u00f9 scarso. In pratica, pi\u00f9 cresce la spesa per il calcolo, pi\u00f9 AKT viene tolto dalla circolazione: se la domanda superer\u00e0 l&#8217;inflazione del protocollo, il token diventer\u00e0 strutturalmente deflazionistico. Un rapporto di collateralizzazione governa appositi circuit breaker, con allerte e blocchi automatici se il valore depositato scende troppo rispetto ai crediti in circolazione.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Lo stato della rete: numeri e segnali contrastanti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro l&#8217;entusiasmo, i numeri raccontano una fase di assestamento. Secondo i <a href=\"https:\/\/messari.io\/report\/state-of-akash-q3-2025\">report trimestrali di Messari<\/a>, i nuovi lease sono cresciuti del 42% nel terzo trimestre 2025, passando da circa 19.000 a 27.000. Allo stesso tempo il numero di provider attivi \u00e8 sceso a 58 all&#8217;inizio del 2026, il minimo nella storia della rete, e il tasso di utilizzo delle GPU si \u00e8 fermato intorno al 34%. C&#8217;\u00e8 anche una distanza da spiegare tra i ricavi da lease registrati on-chain (circa 253.000 dollari nel primo trimestre secondo Messari) e la spesa per il calcolo dichiarata dal progetto (intorno ai 5 milioni di dollari nello stesso periodo), differenza dovuta a contratti enterprise gestiti fuori dal semplice conteggio dei lease. Tra i clienti citati dal progetto figurano realt\u00e0 cripto e AI come Venice, ElizaOS, Morpheus e Gensyn, segno che la domanda arriva soprattutto da chi gi\u00e0 lavora nel settore. Per il lettore la lezione \u00e8 chiara: il potenziale \u00e8 reale, ma la rete resta piccola rispetto ai colossi che vuole sfidare.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Punti di forza, limiti e rischi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di spostare un carico di lavoro su Akash conviene pesare con onest\u00e0 vantaggi e svantaggi. I principali punti di forza sono questi:<\/p><ul class=\"wp-block-list\"><li>Prezzi molto pi\u00f9 bassi rispetto ai cloud centralizzati, soprattutto per addestramento e inferenza intensivi.<\/li><li>Trasparenza dei prezzi, perch\u00e9 ogni offerta e ogni contratto sono registrati on-chain.<\/li><li>Nessun vincolo con un singolo fornitore e una buona resistenza alla censura, utile per progetti open source e cripto.<\/li><li>Pagamento diretto in cripto-attivit\u00e0, senza carte di credito n\u00e9 contratti annuali.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">I limiti da considerare sono altrettanto concreti:<\/p><ul class=\"wp-block-list\"><li>Nessun accordo sul livello di servizio (SLA) paragonabile a quello dei grandi cloud, con affidabilit\u00e0 che varia da provider a provider.<\/li><li>Tasso di utilizzo ancora basso e numero di provider in calo, segno di un mercato giovane.<\/li><li>Esposizione alla volatilit\u00e0 di AKT per chi non regola i pagamenti in stablecoin.<\/li><li>Curva di apprendimento non banale: servono dimestichezza con SDL, un wallet e una minima conoscenza dell&#8217;ecosistema Cosmos.<\/li><\/ul><h2 class=\"wp-block-heading\">Il contesto normativo: MiCA e Consob<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi opera dall&#8217;Italia il quadro normativo \u00e8 cambiato. Il regolamento europeo MiCA \u00e8 ormai pienamente operativo e il regime transitorio italiano si chiude il 30 giugno 2026: da quella data i fornitori di servizi su cripto-attivit\u00e0 (CASP) devono avere l&#8217;autorizzazione della <a href=\"https:\/\/www.consob.it\/web\/consob-and-its-activities\/micar\">Consob<\/a> per operare nel mercato nazionale. L&#8217;autorit\u00e0 ha inoltre fissato al 15 aprile 2026 la prima scadenza per i contributi di vigilanza e ha adottato le linee guida ESMA sulla classificazione dei token, che distinguono tra cripto-attivit\u00e0 assimilabili a strumenti finanziari, soggette alla MiFID II, e token con funzione d&#8217;uso che restano nel perimetro MiCA. Per un token come AKT, la cui funzione principale \u00e8 pagare e governare un servizio di calcolo, la classificazione concreta dipender\u00e0 da come autorit\u00e0 e operatori interpreteranno queste categorie, anche perch\u00e9 i progetti DePIN (le reti di infrastruttura fisica decentralizzata, categoria a cui Akash appartiene) sono oggetto di un&#8217;analisi specifica avviata dalle autorit\u00e0 italiane. Usare Akash per pagare GPU non \u00e8 di per s\u00e9 un&#8217;attivit\u00e0 regolamentata, ma chi converte euro in AKT passa da intermediari che, quelli s\u00ec, devono essere in regola.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: a chi conviene oggi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash non sostituisce il cloud tradizionale per chi ha bisogno di garanzie contrattuali ferree, supporto enterprise e certificazioni. Ma per ricercatori, startup, sviluppatori di modelli open source e progetti cripto che vogliono addestrare o servire un modello senza firmare contratti capestro n\u00e9 svuotare il budget, l&#8217;offerta \u00e8 concreta e i prezzi parlano da soli. L&#8217;arrivo delle GPU Blackwell e la nuova tokenomics BME mostrano un progetto che continua a evolvere, mentre i numeri ancora modesti su provider e utilizzo ricordano che si tratta di una scommessa sul lungo periodo pi\u00f9 che di un&#8217;alternativa gi\u00e0 matura. Come sempre nel cripto vale una regola pratica: partire con un carico di lavoro piccolo, verificare i costi reali al cambio del momento e tenere d&#8217;occhio sia la volatilit\u00e0 di AKT sia gli sviluppi normativi in arrivo da Bruxelles e da Consob.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A cura della redazione di HOGE Wire, desk AI e Cripto.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Akash Network offre GPU NVIDIA fino all&#8217;85% pi\u00f9 economiche dei grandi cloud. 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