{"id":503,"date":"2026-09-05T10:40:52","date_gmt":"2026-09-05T10:40:52","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-fine-transitorio-italia-nove-soggetti-abilitati\/"},"modified":"2026-09-05T10:40:52","modified_gmt":"2026-09-05T10:40:52","slug":"mica-2026-fine-transitorio-italia-nove-soggetti-abilitati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-fine-transitorio-italia-nove-soggetti-abilitati\/","title":{"rendered":"MiCA 2026: transitorio finito, in Italia nove soggetti abilitati"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tre anni MiCA \u00e8 stato un cantiere aperto, un calendario di scadenze che sembravano sempre lontane. Dal 1\u00b0 luglio 2026 quel calendario si \u00e8 chiuso. La fine del periodo transitorio non \u00e8 un dettaglio tecnico per addetti ai lavori: \u00e8 il momento in cui il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attivit\u00e0 ha smesso di essere una promessa ed \u00e8 diventato la legge che stabilisce chi pu\u00f2 offrire servizi crypto in Europa e chi deve spegnere i server. Nessuna proroga, nessuna zona grigia: il calendario \u00e8 arrivato al capolinea e le conseguenze sono immediate.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A due mesi di distanza, la fotografia italiana \u00e8 nitida e sorprendentemente compatta: nove soggetti abilitati, un mercato pi\u00f9 piccolo e pi\u00f9 concentrato, e migliaia di utenti che hanno dovuto cambiare piattaforma o verificare che la propria non fosse finita fuori legge. Ma la storia vera non \u00e8 la lista dei nomi rimasti in gioco. \u00c8 ci\u00f2 che la scadenza ha portato a galla: la frattura tra ventisette autorit\u00e0 nazionali, il terremoto delle stablecoin e una battaglia a Bruxelles su chi debba davvero vigilare sulle crypto. Proviamo a mettere ordine, partendo dalla data che conta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il 1\u00b0 luglio 2026, la data che conta davvero<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">MiCA non \u00e8 nato ieri. Il regolamento \u00e8 entrato in vigore a giugno 2023, le regole sulle stablecoin (i Titoli III e IV) si applicano dal 30 giugno 2024 e l&#8217;impianto completo sui prestatori di servizi \u00e8 operativo dal 30 dicembre 2024. Eppure, per la maggior parte degli operatori che gi\u00e0 lavoravano sul mercato, nulla \u00e8 cambiato davvero fino a quest&#8217;estate. Il motivo \u00e8 il periodo transitorio, la clausola che ha permesso alle societ\u00e0 attive sotto i regimi nazionali di continuare a operare mentre chiedevano la licenza europea. Una specie di rampa di accesso, pensata per non spegnere di colpo un intero settore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Quella finestra si \u00e8 chiusa il 1\u00b0 luglio 2026. Da quel giorno, come ha messo nero su bianco l&#8217;ESMA, qualsiasi soggetto che offra servizi su cripto-attivit\u00e0 a clienti dell&#8217;Unione senza una licenza MiCA \u00e8 <a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/sites\/default\/files\/2026-06\/ESMA75-113276571-1710_Public_Statement_MiCA_transitional_period_ends.pdf'>in violazione del diritto dell&#8217;Unione<\/a> e deve cessare l&#8217;attivit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 un meccanismo di proroga scritto nel regolamento e una domanda ancora pendente non equivale a un&#8217;autorizzazione. \u00c8 questa la ragione per cui la data va segnata in rosso: \u00e8 il punto in cui MiCA \u00e8 passata dalla carta all&#8217;applicazione concreta, e in cui la distinzione tra chi ha la licenza e chi non ce l&#8217;ha ha smesso di essere teorica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena ricordare cosa significhi, in pratica, restare senza titolo. Non parliamo di una multa simbolica: le autorit\u00e0 nazionali possono imporre sanzioni, sospensioni e chiusure forzate, oltre a ordinare la restituzione dei fondi ai clienti. Per un exchange che ha costruito il proprio modello di business sull&#8217;accesso al mercato europeo, perdere quel diritto equivale a perdere il mercato stesso. Ecco perch\u00e9, nei mesi precedenti alla scadenza, si \u00e8 vista una corsa disordinata a presentare domande e, in molti casi, a ritirarsi in silenzio dai Paesi dell&#8217;Unione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Come funzionava il transitorio (e perch\u00e9 non \u00e8 stato uguale per tutti)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il regolamento fissava un tetto massimo di diciotto mesi per il periodo transitorio, ma lasciava a ciascuno Stato membro la facolt\u00e0 di accorciarlo. Il risultato \u00e8 stato un mosaico di scadenze che ha reso il quadro europeo tutt&#8217;altro che uniforme. Per beneficiare del regime, un operatore doveva aver presentato domanda entro il 30 dicembre 2025; dopo quella data, chi non aveva avviato l&#8217;iter restava senza rete di protezione e non poteva pi\u00f9 contare sulla continuit\u00e0 operativa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Italia, Francia, Malta e Lussemburgo hanno adottato il periodo pieno, con scadenza al 1\u00b0 luglio 2026. Altri Paesi hanno scelto tempi molto pi\u00f9 stretti: Paesi Bassi, Finlandia, Lettonia, Ungheria e Slovenia si sono fermati a sei mesi, con la finestra chiusa gi\u00e0 il 30 giugno 2025, mentre la Svezia ha optato per nove mesi, fino al 30 settembre 2025. La stessa <a href='https:\/\/www.amf-france.org\/en\/news-publications\/news\/amf-reminds-digital-asset-service-providers-transitional-period-allowing-them-continue-providing'>AMF francese<\/a> ha ricordato agli operatori, con largo anticipo, che dopo il 1\u00b0 luglio non ci sarebbe stato spazio per ambiguit\u00e0. Questa disomogeneit\u00e0 ha creato, di fatto, velocit\u00e0 diverse: un utente olandese ha visto il mercato assestarsi con un anno di anticipo rispetto a uno italiano. La tabella seguente riassume il quadro.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Stato membro<\/th><th>Durata del transitorio<\/th><th>Fine del regime<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Italia, Francia, Malta, Lussemburgo<\/td><td>18 mesi (pieno)<\/td><td>1\u00b0 luglio 2026<\/td><\/tr><tr><td>Svezia<\/td><td>9 mesi<\/td><td>30 settembre 2025<\/td><\/tr><tr><td>Paesi Bassi, Finlandia, Lettonia, Ungheria, Slovenia<\/td><td>6 mesi<\/td><td>30 giugno 2025<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto politico \u00e8 che una singola scadenza europea sarebbe stata pi\u00f9 semplice da comunicare e pi\u00f9 difficile da aggirare. La scelta di lasciare libert\u00e0 agli Stati ha riflesso un compromesso tipico del diritto dell&#8217;Unione, ma ha anche introdotto un elemento di confusione che \u00e8 tornato utile, ironicamente, proprio agli operatori pi\u00f9 abili nel muoversi tra giurisdizioni. \u00c8 un tema che ritroveremo quando parleremo di passaporto e di forum shopping.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Italia: nove soggetti abilitati, e nessuno di pi\u00f9<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 30 giugno 2026, alla vigilia della scadenza, Consob e Banca d&#8217;Italia hanno pubblicato un <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob\/w\/termina-il-periodo-transitorio-del-regolamento-mica-sulle-cripto-attivit%C3%A0-in-italia-9-soggetti-abilitati'>comunicato congiunto<\/a> che fotografa il mercato nazionale. In Italia risultano nove soggetti abilitati a operare: otto autorizzati come CASP (Crypto-Asset Service Provider) e una banca, Banca Sella, che ha notificato l&#8217;intenzione di prestare servizi su cripto-attivit\u00e0 sfruttando lo status di intermediario gi\u00e0 vigilato. \u00c8 un numero volutamente sobrio, che riflette la severit\u00e0 dell&#8217;esame pi\u00f9 che una scarsa vitalit\u00e0 del settore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sono cifre che raccontano una selezione rigorosa. In un Paese con circa 2,8 milioni di possessori di cripto-attivit\u00e0, secondo l&#8217;<a href='https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/blockchain-web3\/blockchain-italia\/'>Osservatorio Blockchain e Web3 del Politecnico di Milano<\/a>, il fatto che i prestatori con licenza italiana si contino sulle dita di due mani dice molto sulla soglia d&#8217;ingresso fissata da MiCA. Serve capitale, serve una struttura di compliance vera, servono presidi antiriciclaggio e requisiti organizzativi che molte startup non erano in grado di sostenere. Vale per\u00f2 una precisazione importante: gli utenti italiani non sono limitati a questi nove operatori, perch\u00e9 grazie al passaporto unico anche i CASP autorizzati in altri Stati membri possono servire il mercato nazionale. Ecco chi ha ottenuto il via libera diretto da Consob.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Soggetto<\/th><th>Tipo<\/th><th>Forma<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>CheckSig<\/td><td>CASP<\/td><td>S.r.l.<\/td><\/tr><tr><td>Conio<\/td><td>CASP<\/td><td>S.r.l.<\/td><\/tr><tr><td>CryptoSmart<\/td><td>CASP<\/td><td>S.p.A.<\/td><\/tr><tr><td>Hercle<\/td><td>CASP<\/td><td>S.r.l.<\/td><\/tr><tr><td>Hodlie<\/td><td>CASP<\/td><td>S.r.l.<\/td><\/tr><tr><td>Olliv Italia<\/td><td>CASP<\/td><td>S.r.l.<\/td><\/tr><tr><td>Riv Digital<\/td><td>CASP<\/td><td>S.r.l.<\/td><\/tr><tr><td>Young Platform<\/td><td>CASP<\/td><td>S.p.A.<\/td><\/tr><tr><td>Banca Sella<\/td><td>Banca (notifica)<\/td><td>S.p.A.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Colpisce la presenza di realt\u00e0 nate e cresciute in Italia, da chi si \u00e8 specializzato nella custodia istituzionale a chi ha costruito app di investimento per il retail, accanto a una banca tradizionale che entra nel perimetro crypto dalla porta principale. \u00c8 il segno di un mercato che si professionalizza e si segmenta: meno operatori improvvisati, pi\u00f9 soggetti strutturati che possono reggere il peso della vigilanza. Per l&#8217;utente, meno scelta ma, almeno in teoria, pi\u00f9 garanzie.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Consob o Banca d&#8217;Italia? Chi vigila su cosa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli aspetti che genera pi\u00f9 confusione tra gli utenti riguarda la titolarit\u00e0 della vigilanza. In Italia il modello \u00e8 a due teste. Consob \u00e8 l&#8217;autorit\u00e0 competente per l&#8217;autorizzazione dei CASP e per la trasparenza e la correttezza dei comportamenti verso la clientela; Banca d&#8217;Italia presidia il versante prudenziale, la stabilit\u00e0, i profili di antiriciclaggio e, soprattutto, gli emittenti di token collegati a valute ufficiali (gli e-money token). Le due autorit\u00e0 lavorano in stretto coordinamento, come ricordano sia il comunicato congiunto sia le <a href='https:\/\/www.bancaditalia.it\/compiti\/vigilanza\/accesso-mercato\/soggetti-mercato-cripto-attivita\/casp\/faq-casp\/index.html'>FAQ dedicate ai CASP<\/a> pubblicate da Via Nazionale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La divisione dei compiti non \u00e8 un tecnicismo. Determina a chi ci si rivolge per un reclamo, chi valuta l&#8217;adeguatezza patrimoniale di una piattaforma e chi interviene se una stablecoin denominata in euro perde l&#8217;ancoraggio. Il modello italiano ricalca quello adottato in altri grandi Paesi europei, dove la vigilanza di condotta e quella prudenziale restano distinte ma comunicanti. Per l&#8217;utente finale, il messaggio pratico \u00e8 semplice: un operatore serio in Italia deve poter esibire un&#8217;autorizzazione riconducibile a questo perimetro, e non un generico richiamo a licenze ottenute chiss\u00e0 dove.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo assetto, tuttavia, \u00e8 esattamente ci\u00f2 che la proposta europea di vigilanza unica potrebbe rimettere in discussione. Se una parte dei poteri di autorizzazione passasse a Bruxelles, o meglio a Parigi dove ha sede l&#8217;ESMA, il ruolo di Consob e Banca d&#8217;Italia cambierebbe pelle. Ne parleremo pi\u00f9 avanti, ma \u00e8 utile tenere a mente che l&#8217;equilibrio attuale non \u00e8 scolpito nella pietra.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Chi \u00e8 rimasto fuori e cosa succede ai suoi clienti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rovescio della medaglia di una lista corta \u00e8 che molti operatori non ce l&#8217;hanno fatta, o hanno deciso di non provarci. Chi non ha ottenuto l&#8217;autorizzazione entro la scadenza deve cessare l&#8217;offerta di servizi ai clienti dell&#8217;Unione e gestire una chiusura ordinata. L&#8217;ESMA ha chiesto piani di dismissione che tutelino gli utenti, con il trasferimento delle posizioni verso soggetti autorizzati oppure verso wallet in autocustodia. In pratica, nessuno dovrebbe perdere i propri asset per il solo fatto che una piattaforma esce dal mercato; ma la responsabilit\u00e0 di spostarli in tempo ricade in buona parte sull&#8217;utente, che non sempre presta attenzione alle comunicazioni ricevute.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il consiglio operativo che circola tra gli addetti ai lavori \u00e8 ripetuto quasi come un mantra. Chi riceve una mail che annuncia la sospensione dei servizi in Europa non deve farsi prendere dal panico, ma nemmeno rimandare: le finestre per ritirare fondi o convertire posizioni hanno una scadenza, e superata quella la procedura diventa pi\u00f9 lenta e macchinosa. Ecco una lista di verifica minima per non farsi cogliere impreparati.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Verificare che l&#8217;exchange compaia in un registro ufficiale (ESMA, Consob, Banca d&#8217;Italia).<\/li><li>Non ignorare le comunicazioni di offboarding o di sospensione dei servizi in Europa.<\/li><li>Trasferire per tempo asset e posizioni verso operatori autorizzati o in autocustodia.<\/li><li>Evitare di lasciare saldi rilevanti su piattaforme dalla posizione regolamentare poco chiara.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi una categoria intermedia che merita attenzione: gli operatori che non hanno ottenuto la licenza italiana ma continuano a servire il mercato passaportando una autorizzazione ottenuta altrove. In questi casi la piattaforma resta legale, ma l&#8217;utente farebbe bene a capire quale autorit\u00e0 la vigila davvero e con quale rigore, perch\u00e9 non tutte le giurisdizioni applicano gli stessi standard.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il quadro europeo: centinaia di CASP, ma distribuiti male<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Allargando lo sguardo all&#8217;intera Unione, i numeri crescono ma raccontano uno squilibrio evidente. L&#8217;<a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/press-news\/esma-news\/esma-encourages-preparations-smooth-transition-mica'>ESMA<\/a> tiene un registro pubblico dei prestatori autorizzati che, spinto dalla scadenza, si \u00e8 allungato fino a diverse centinaia di soggetti, contro i circa sessanta di inizio anno. La corsa alla licenza ha prodotto un&#8217;ondata di via libera negli ultimi mesi, con le autorit\u00e0 nazionali impegnate a smaltire un arretrato consistente di domande.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La distribuzione, per\u00f2, \u00e8 tutt&#8217;altro che omogenea. A inizio 2026 poche giurisdizioni concentravano la maggior parte delle autorizzazioni, con Germania, Paesi Bassi, Francia e Malta in testa, e diversi Stati membri fermi a zero o quasi. Questa geografia disuguale non \u00e8 un semplice dato statistico: \u00e8 la miccia del principale conflitto politico aperto dentro MiCA, quello sul passaporto unico e sul cosiddetto forum shopping. Quando un piccolo Stato diventa il canale d&#8217;ingresso preferito dai grandi operatori globali, le autorit\u00e0 dei Paesi pi\u00f9 severi iniziano a chiedersi se la licenza rilasciata altrove valga davvero quanto la propria.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso \u00e8 che MiCA nasceva proprio per superare la frammentazione dei regimi nazionali, sostituendo un mosaico di regole diverse con un unico rulebook europeo. Sul piano delle norme scritte l&#8217;obiettivo \u00e8 centrato. Sul piano dell&#8217;applicazione, invece, la frammentazione si \u00e8 spostata di un piano: non pi\u00f9 nelle regole, ma nel modo in cui ventisette autorit\u00e0 le interpretano e le fanno rispettare. \u00c8 una differenza sottile ma decisiva.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il terremoto delle stablecoin: USDT fuori, USDC e gli euro-token dentro<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se c&#8217;\u00e8 un fronte su cui MiCA ha gi\u00e0 cambiato la vita degli utenti europei, \u00e8 quello delle stablecoin. Il regolamento impone che i token che fanno riferimento a una valuta ufficiale (gli e-money token) siano emessi solo da soggetti autorizzati, con riserve segregate e diritto al rimborso alla pari. La conseguenza pi\u00f9 visibile \u00e8 stata l&#8217;uscita di Tether (USDT), il pi\u00f9 grande stablecoin al mondo con una <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/tether'>capitalizzazione superiore ai 150 miliardi di dollari<\/a>, dalle coppie di scambio delle piattaforme regolamentate dell&#8217;area SEE. Binance, Coinbase, Kraken e Crypto.com hanno rimosso o limitato USDT per la clientela retail europea.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Al suo posto sono arrivati i token conformi. La lista degli e-money token autorizzati comprende nomi come USDC ed EURC di Circle, insieme a EURCV, EURI, EUROe e altri euro-token minori. Per chi investe, la differenza non \u00e8 solo nominale: un e-money token MiCA garantisce, almeno sulla carta, un diritto di rimborso a valore nominale che i vecchi stablecoin non regolamentati non offrivano in modo altrettanto esplicito. Restano per\u00f2 le domande scomode su cosa accada davvero se salta l&#8217;ancoraggio e sull&#8217;ordine di priorit\u00e0 dei creditori, un tema che abbiamo affrontato analizzando <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/stablecoin-tutele-rimborso-peg-insolvenza-2026\/'>tutele e rimborsi in caso di perdita del peg<\/a>.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Token<\/th><th>Emittente<\/th><th>Stato sotto MiCA (area SEE)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>USDC<\/td><td>Circle<\/td><td>Autorizzato (EMT)<\/td><\/tr><tr><td>EURC<\/td><td>Circle<\/td><td>Autorizzato (EMT in euro)<\/td><\/tr><tr><td>EURCV<\/td><td>SG Forge<\/td><td>Autorizzato (EMT in euro)<\/td><\/tr><tr><td>EUROe<\/td><td>Membrane Finance<\/td><td>Autorizzato (EMT in euro)<\/td><\/tr><tr><td>USDT<\/td><td>Tether<\/td><td>Non autorizzato, rimosso dai venue regolamentati<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato netto \u00e8 un mercato europeo delle stablecoin che parla sempre pi\u00f9 euro e sempre pi\u00f9 Circle. Per chi opera solo dentro i confini dell&#8217;Unione pu\u00f2 essere un vantaggio, perch\u00e9 riduce l&#8217;esposizione a strumenti opachi; per chi si muove sui mercati globali, dove USDT resta il perno della liquidit\u00e0 in dollari, \u00e8 invece un attrito in pi\u00f9, che spinge parte dell&#8217;attivit\u00e0 verso piattaforme fuori dal perimetro regolamentato.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La linea di Tether: perch\u00e9 Ardoino ha detto no a MiCA<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta di Tether di restare fuori dal perimetro europeo non \u00e8 stata improvvisata. Il gruppo non ha mai presentato domanda per l&#8217;autorizzazione come emittente di e-money token, contestando in particolare l&#8217;obbligo di detenere una quota rilevante delle riserve sotto forma di depositi presso banche europee. Il CEO Paolo Ardoino ha argomentato che quella regola, pensata per la sicurezza, introdurrebbe in realt\u00e0 un rischio di controparte bancaria maggiore rispetto al modello attuale, basato in gran parte su titoli di Stato statunitensi a breve scadenza.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A sostegno della tesi, secondo quanto <a href='https:\/\/cryptonews.net\/news\/finance\/33091030\/'>riportato dalla stampa di settore<\/a>, Ardoino ha richiamato il breve depeg di USDC durante il crollo di Silicon Valley Bank del marzo 2023, quando l&#8217;esposizione a una banca commerciale trasform\u00f2 per qualche ora uno stablecoin considerato solido in un asset sotto pressione. Tether rivendica che circa l&#8217;ottanta per cento delle riserve a copertura di USDT \u00e8 investito in titoli di Stato americani a breve, certificati da attestazioni trimestrali, e afferma di voler proteggere i propri oltre quattrocento milioni di utenti nel mondo piuttosto che piegarsi a un vincolo che considera pi\u00f9 fragile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una posizione netta, che divide. Per i sostenitori di MiCA la trasparenza e il rimborso alla pari valgono il costo di regole pi\u00f9 stringenti; per i critici l&#8217;Europa ha spinto fuori il principale fornitore di liquidit\u00e0 in dollari senza per questo rendere il sistema pi\u00f9 sicuro, semplicemente spostando l&#8217;attivit\u00e0 su binari meno visibili. Non \u00e8 un dibattito accademico: riguarda quale stablecoin troverete davvero disponibile quando aprirete l&#8217;app di un exchange europeo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il nodo delle riserve e la revisione gi\u00e0 in cantiere<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso \u00e8 che, uscito Tether, il mercato europeo delle stablecoin rischia di ritrovarsi troppo concentrato attorno a pochi emittenti conformi, Circle in testa. Non \u00e8 sfuggito alle istituzioni: il Comitato europeo per il rischio sistemico ha segnalato i pericoli legati a esposizioni concentrate tra stablecoin e banche, e a Bruxelles si \u00e8 aperta la discussione su una possibile revisione delle regole MiCA sulle riserve. L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 correggere gli effetti collaterali di un impianto che, nel tentativo di proteggere gli utenti, potrebbe aver ridotto la concorrenza e concentrato il rischio invece di distribuirlo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo pesa anche il contesto macro. Un euro debole rispetto al dollaro rende gli euro-token meno appetibili per chi opera a livello globale, mentre la domanda strutturale di liquidit\u00e0 in dollari non svanisce per decreto; sono dinamiche che abbiamo osservato seguendo <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/dxy-oltre-99-warsh-dollaro-forte-bitcoin-settembre-2026\/'>la forza del dollaro e la pressione sul comparto cripto<\/a>. La lezione, per ora, \u00e8 che regolare le stablecoin senza tenere conto dei flussi valutari globali produce risultati imprevisti, e che la prima versione di MiCA su questo capitolo difficilmente sar\u00e0 l&#8217;ultima.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;investitore, il messaggio \u00e8 di prudenza informata. Il fatto che un token sia autorizzato non lo rende privo di rischi, ma cambia la natura delle tutele: c&#8217;\u00e8 un emittente identificabile, ci sono riserve segregate e c&#8217;\u00e8 un&#8217;autorit\u00e0 a cui rivolgersi. La revisione in arrivo, qualunque forma prenda, dovr\u00e0 bilanciare due esigenze opposte: non riaprire la porta a strumenti opachi e, allo stesso tempo, non consegnare l&#8217;intero mercato a un solo operatore.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Passaporto unico e forum shopping: la crepa nel mercato interno<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore promesso di MiCA \u00e8 il passaporto: una licenza ottenuta in un qualsiasi Stato membro consente di operare in tutti e ventisette. Sulla carta \u00e8 la fine della frammentazione. Nella pratica, ha aperto una domanda scomoda: cosa succede se le autorit\u00e0 nazionali applicano standard diversi nel concedere quelle licenze? Un operatore potrebbe cercare la giurisdizione pi\u00f9 permissiva, ottenere l\u00ec l&#8217;autorizzazione e poi entrare, con il passaporto, anche nei mercati pi\u00f9 severi, aggirando di fatto il rigore delle autorit\u00e0 locali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un timore teorico. A luglio 2025 l&#8217;ESMA ha pubblicato una <a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/press-news\/esma-news\/esma-identifies-opportunities-strengthen-mica-authorisations'>peer review sull&#8217;operato dell&#8217;autorit\u00e0 maltese<\/a>, la MFSA, rilevando che il processo di autorizzazione di un CASP avrebbe dovuto essere pi\u00f9 approfondito e condotto con tempi adeguati. La Francia, tramite l&#8217;AMF, ha alzato la voce minacciando di contestare i passaporti concessi da Stati considerati troppo indulgenti e chiedendo di spostare la vigilanza sui grandi operatori a livello europeo. Sulla stessa linea si sono schierate Italia e Austria, mentre Malta ha difeso le proprie prerogative, respingendo l&#8217;idea di essere il punto debole del sistema.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 lo scontro che sta ridisegnando l&#8217;architettura della vigilanza crypto in Europa. Da un lato ci sono i Paesi che temono una corsa al ribasso, dall&#8217;altro quelli che vedono nella flessibilit\u00e0 nazionale un vantaggio competitivo legittimo. La verit\u00e0 \u00e8 che entrambe le posizioni contengono un fondo di ragione, e proprio per questo la soluzione non sar\u00e0 indolore per nessuno.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La proposta che pu\u00f2 cambiare tutto: la vigilanza unica sotto ESMA<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta politica \u00e8 arrivata il 4 dicembre 2025, quando la Commissione europea ha adottato il pacchetto sull&#8217;integrazione e la vigilanza dei mercati. La parte che riguarda le crypto \u00e8 netta: attraverso un nuovo capo del regolamento MiCA, l&#8217;<a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2025\/12\/05\/eu-seeks-to-transfer-crypto-oversight-to-bloc-s-securities-and-markets-authority'>autorizzazione e la vigilanza di tutti i CASP<\/a>, compreso il controllo sugli abusi di mercato, verrebbero trasferite dalle autorit\u00e0 nazionali all&#8217;ESMA. Sarebbe un cambio di paradigma: dalla vigilanza a ventisette teste a un supervisore unico con sede a Parigi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta ha raccolto un sostegno pesante. Nell&#8217;aprile 2026 la Banca centrale europea ha <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/397121\/ecb-backs-eu-plan-to-centralize-crypto-supervision-under-paris-based-esma-watchdog-reuters'>appoggiato formalmente il piano<\/a>, leggendolo come un tassello dell&#8217;integrazione dei mercati dei capitali. La presidente dell&#8217;ESMA, Verena Ross, ha dichiarato che l&#8217;autorit\u00e0 \u00e8 <a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/document\/verena-ross-opening-statement-econ-hearing-misp-5-may-2026'>pronta ad assumersi nuove responsabilit\u00e0<\/a>, presentandosi come attrezzata per una fase pi\u00f9 integrata della vigilanza europea. Non tutti applaudono: Malta, Irlanda e Lussemburgo, cio\u00e8 le giurisdizioni che dalla licenza crypto hanno tratto un vantaggio competitivo, frenano.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il negoziato tra Parlamento e Consiglio attraverser\u00e0 tutto il 2026, e non \u00e8 detto che il testo finale mantenga l&#8217;ambizione originaria; i compromessi legislativi tendono a limare gli spigoli pi\u00f9 netti. A complicare il quadro, la stessa Ross lascer\u00e0 la guida dell&#8217;ESMA alla fine di ottobre 2026, aprendo una successione delicata proprio mentre si decide il futuro assetto della vigilanza. Chi guider\u00e0 l&#8217;autorit\u00e0 nella fase decisiva erediter\u00e0 un dossier tra i pi\u00f9 politicamente sensibili degli ultimi anni.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa copre MiCA, e cosa resta fuori<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Capire il perimetro \u00e8 essenziale per non attribuire a MiCA poteri che non ha. Il regolamento disciplina i servizi su cripto-attivit\u00e0 (custodia, gestione di piattaforme di scambio, esecuzione ordini, consulenza, collocamento) e l&#8217;emissione di due categorie di token: gli asset-referenced token, agganciati a un paniere di valute o attivit\u00e0, e gli e-money token, agganciati a una singola valuta ufficiale. Restano invece fuori dal campo di applicazione gli NFT genuinamente unici e non fungibili, i token che si qualificano come strumenti finanziari (regolati dalla MiFID II) e le valute digitali delle banche centrali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il confine, per\u00f2, \u00e8 pi\u00f9 sfumato di quanto sembri. Un NFT emesso in serie ampia e di fatto fungibile pu\u00f2 ricadere sotto MiCA nonostante l&#8217;etichetta, e le attivit\u00e0 di staking o lending vivono in una zona grigia che ESMA sta chiarendo con orientamenti successivi. Anche il gaming Web3 si muove su un terreno delicato, tra skin, oggetti di gioco e token, un tema che negli Stati Uniti ha visto la SEC fare un passo indietro come abbiamo raccontato parlando di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-gaming-web3-nft-skin-token-2026\/'>NFT e skin fuori dal mirino del regolatore americano<\/a>. In Europa la parola d&#8217;ordine \u00e8 sostanza sulla forma: conta cosa fa davvero un token, non come viene chiamato nel white paper.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un&#8217;ampia zona che MiCA lascia deliberatamente scoperta: la finanza decentralizzata pienamente automatizzata, senza un soggetto identificabile che offra il servizio. La Commissione ha promesso di studiarla con un rapporto dedicato, ma per ora i protocolli davvero decentralizzati restano ai margini del regolamento. \u00c8 una scelta pragmatica che rinvia un problema complesso, non lo risolve.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Europa e Stati Uniti: due strade opposte<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre l&#8217;Unione ha scelto la via delle regole prima di tutto, con un testo organico e scadenze vincolanti, gli Stati Uniti hanno percorso il sentiero opposto, fatto di arretramento dell&#8217;enforcement e di un quadro ancora in costruzione. La SEC ha ridimensionato la propria offensiva contro il settore, lasciando un vuoto che altri attori stanno provando a riempire, una dinamica che abbiamo analizzato chiedendoci <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/vuoto-enforcement-sec-crypto-chi-riempie-2026\/'>chi riempie il vuoto lasciato dall&#8217;agenzia americana<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un&#8217;azienda del settore, la differenza \u00e8 concreta. In Europa la strada \u00e8 chiara ma stretta: servono capitale, compliance e una licenza che costa tempo e denaro, ma una volta ottenuta apre le porte di un mercato da centinaia di milioni di persone. Negli Stati Uniti la strada \u00e8 pi\u00f9 larga ma incerta, con il rischio che le regole cambino a seconda dell&#8217;amministrazione o del tribunale. Nessuno dei due modelli \u00e8 privo di difetti; ma il fatto che l&#8217;Europa abbia messo a terra un impianto completo prima di Washington \u00e8, per molti operatori, un argomento di attrazione pi\u00f9 che di fuga.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La certezza del diritto, anche quando \u00e8 severa, ha un valore di mercato. Un fondo istituzionale che deve giustificare ai propri investitori dove mette i soldi preferisce un regime prevedibile a uno favorevole ma volatile. \u00c8 questa la scommessa di fondo di MiCA: rinunciare a un po&#8217; di velocit\u00e0 e libert\u00e0 in cambio di credibilit\u00e0, nella speranza che sia la credibilit\u00e0, alla lunga, ad attirare i capitali seri.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa aspettarsi nei prossimi mesi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il calendario dei prossimi mesi \u00e8 fitto. Il negoziato sulla vigilanza unica entrer\u00e0 nel vivo, con l&#8217;incognita di quanto potere finir\u00e0 davvero all&#8217;ESMA; \u00e8 probabile una limatura delle regole sulle riserve delle stablecoin; e il registro dei CASP continuer\u00e0 ad allungarsi man mano che le autorit\u00e0 nazionali smaltiscono le domande arretrate. Sul fronte interno, Consob e Banca d&#8217;Italia hanno annunciato che proseguiranno l&#8217;attivit\u00e0 di vigilanza e di informazione al pubblico, il che lascia intendere possibili interventi contro chi opera senza titolo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi la dimensione fiscale, separata da MiCA ma parte dello stesso giro di vite. Dal 2026 la tassazione delle plusvalenze cripto in Italia \u00e8 stata inasprita, mentre a livello europeo la direttiva sullo scambio automatico di informazioni fiscali sulle cripto rende sempre pi\u00f9 difficile restare invisibili al fisco. Il tutto in un mercato dove il prezzo di Bitcoin resta volatile e, come abbiamo osservato, capace di scivolare <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-sotto-70000-euro-lavoro-usa-rischio-rialzo-fed-2026\/'>sotto la soglia dei 70.000 euro<\/a>. Per l&#8217;investitore italiano, il messaggio di questi mesi \u00e8 che il tempo della zona franca \u00e8 finito, sia sul piano delle regole sia su quello delle tasse.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La direzione, insomma, \u00e8 tracciata. MiCA non \u00e8 un traguardo ma un punto di partenza: un impianto che ora entra nella fase pi\u00f9 difficile, quella in cui le regole scritte incontrano la realt\u00e0 dei mercati, delle app e dei portafogli degli utenti. I prossimi dodici mesi diranno se l&#8217;Europa \u00e8 riuscita a costruire un mercato crypto insieme regolato e vivo, o se il prezzo del rigore sar\u00e0 stato allontanare l&#8217;innovazione verso lidi pi\u00f9 accoglienti. Per ora, la palla \u00e8 nel campo di Bruxelles e delle autorit\u00e0 nazionali.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Cosa cambia con la fine del periodo transitorio MiCA dal 1\u00b0 luglio 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1\u00b0 luglio 2026 nessun operatore pu\u00f2 offrire servizi su cripto-attivit\u00e0 a clienti dell&#8217;Unione senza una licenza MiCA. I regimi nazionali che avevano permesso alle societ\u00e0 gi\u00e0 attive di continuare a lavorare sono scaduti; chi non ha ottenuto l&#8217;autorizzazione deve cessare l&#8217;attivit\u00e0 verso i clienti europei e gestire una chiusura ordinata. Una domanda ancora pendente non basta: serve l&#8217;autorizzazione concessa.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quali operatori crypto sono autorizzati in Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il comunicato congiunto di Consob e Banca d&#8217;Italia del 30 giugno 2026, in Italia risultano nove soggetti abilitati: gli otto CASP CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital e Young Platform, pi\u00f9 Banca Sella che opera come intermediario bancario. A questi si aggiungono i CASP autorizzati in altri Stati membri che servono l&#8217;Italia grazie al passaporto europeo.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>USDT (Tether) \u00e8 vietato in Europa con MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 vietato possederlo o custodirlo in un wallet privato, ma non \u00e8 uno stablecoin conforme a MiCA e le piattaforme regolamentate dell&#8217;area SEE ne hanno rimosso le coppie di scambio per la clientela retail. Tether non ha richiesto l&#8217;autorizzazione come emittente di e-money token, contestando i vincoli sulle riserve. Gli utenti europei possono continuare a detenerlo, ma con meno opzioni per scambiarlo su piattaforme regolamentate.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come faccio a sapere se il mio exchange \u00e8 autorizzato come CASP?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il modo pi\u00f9 affidabile \u00e8 consultare il registro pubblico dei CASP tenuto dall&#8217;ESMA, che raccoglie tutti i prestatori autorizzati nell&#8217;Unione, e verificare gli elenchi pubblicati da Consob e Banca d&#8217;Italia. Diffida delle piattaforme che parlano genericamente di licenze senza indicare l&#8217;autorit\u00e0 che le ha concesse. Se un operatore non compare in nessun registro ufficiale e serve clienti europei, \u00e8 un segnale d&#8217;allarme.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Chi vigila sulle criptovalute in Italia, Consob o Banca d&#8217;Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambe, con ruoli distinti. Consob autorizza i CASP e vigila sulla trasparenza e sui comportamenti verso la clientela; Banca d&#8217;Italia presidia stabilit\u00e0, profili prudenziali, antiriciclaggio e gli emittenti di e-money token. Le due autorit\u00e0 operano in stretto coordinamento e pubblicano comunicazioni congiunte, come quella che ha certificato i nove soggetti abilitati alla fine del periodo transitorio.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Cosa cambia con la fine del periodo transitorio MiCA dal 1\u00b0 luglio 2026?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Dal 1\u00b0 luglio 2026 nessun operatore pu\u00f2 offrire servizi su cripto-attivit\u00e0 a clienti dell'Unione senza una licenza MiCA. I regimi nazionali sono scaduti; chi non ha ottenuto l'autorizzazione deve cessare l'attivit\u00e0 verso i clienti europei. 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