{"id":535,"date":"2026-09-09T10:36:51","date_gmt":"2026-09-09T10:36:51","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/licenza-casp-2026-autorizzazione-mica-italia-consob\/"},"modified":"2026-09-09T10:36:51","modified_gmt":"2026-09-09T10:36:51","slug":"licenza-casp-2026-autorizzazione-mica-italia-consob","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/licenza-casp-2026-autorizzazione-mica-italia-consob\/","title":{"rendered":"Licenza CASP 2026: come si ottiene l&#8217;autorizzazione MiCA in Italia"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1\u00b0 luglio 2026 il mercato europeo delle cripto-attivit\u00e0 ha una sola porta d&#8217;ingresso legale, e ha un nome tecnico: licenza CASP. Con la fine del periodo transitorio previsto dal Regolamento MiCA (<a href='https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX:32023R1114'>Reg. UE 2023\/1114<\/a>), prestare servizi su cripto-attivit\u00e0 ai clienti dell&#8217;Unione \u00e8 riservato a chi ha ottenuto l&#8217;autorizzazione come Crypto-Asset Service Provider, oppure, se \u00e8 un intermediario gi\u00e0 vigilato, a chi ha inviato la notifica prevista dalla norma. In Italia i soggetti abilitati sono nove: otto CASP autorizzati da Consob con il parere di Banca d&#8217;Italia e una banca che ha notificato l&#8217;avvio dei servizi. In tutto lo Spazio economico europeo il registro pubblico tenuto dall&#8217;ESMA conta 338 operatori al 7 settembre 2026, secondo il <a href='https:\/\/casptracker.eu\/'>CASP Tracker<\/a> che sincronizza i dati dall&#8217;albo ufficiale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro quel numero c&#8217;\u00e8 un percorso lungo, tecnico e costoso. Ottenere una licenza CASP non significa compilare un modulo: vuol dire dimostrare capitale, governance, presidi antiriciclaggio, resilienza informatica e separazione dei beni della clientela, e poi reggere una vigilanza che non finisce mai. Con Bitcoin che a inizio settembre 2026 viaggia <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>poco sotto i 68.000 euro<\/a> e il mercato tornato vivace, la domanda che si pongono exchange, broker e startup del settore \u00e8 molto concreta: come si diventa CASP in Italia, quanto tempo serve, quanto costa e chi decide?<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa guida ripercorre l&#8217;iter dell&#8217;autorizzazione MiCA passo per passo: i dieci servizi che si possono chiedere, le tre classi di capitale, la differenza fra autorizzazione e notifica, il ruolo di Consob e Banca d&#8217;Italia, l&#8217;orologio dell&#8217;articolo 63, i costi reali, il passaporto europeo e gli obblighi che scattano il giorno dopo il via libera.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 un CASP e perch\u00e9 la licenza \u00e8 obbligatoria<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Un CASP, ossia un prestatore di servizi per le cripto-attivit\u00e0, \u00e8 un&#8217;impresa autorizzata a svolgere in via professionale uno o pi\u00f9 dei servizi elencati dal MiCA: dalla custodia allo scambio, dalla gestione di una piattaforma di negoziazione alla consulenza. \u00c8 l&#8217;equivalente, nel mondo cripto, di ci\u00f2 che una SIM o una banca d&#8217;investimento rappresentano nel mondo degli strumenti finanziari tradizionali. La differenza \u00e8 di perimetro: il MiCA copre le cripto-attivit\u00e0 a pronti e i relativi servizi, mentre i derivati su cripto (futures, perpetual, CFD) restano strumenti finanziari sotto la MiFID II, con la vigilanza di Consob. Chi vuole offrire un exchange spot, un wallet in custodia o un servizio di trading rientra nel MiCA; chi vuole quotare un perpetual finisce altrove.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Fino al 30 giugno 2026 gli operatori italiani hanno potuto lavorare in base al regime nazionale, cio\u00e8 l&#8217;iscrizione al registro OAM degli operatori valutari virtuali. Quel regime \u00e8 finito. Da luglio, prestare servizi cripto ai clienti dell&#8217;Unione senza titolo MiCA \u00e8 abusivismo, con tutte le conseguenze del caso: ordine di cessazione, sanzioni pecuniarie, oscuramento dei siti che si rivolgono al pubblico italiano e, soprattutto, la perdita di ogni tutela per i clienti. I fondi affidati a un soggetto non autorizzato non godono delle protezioni MiCA sulla separazione patrimoniale n\u00e9 dei presidi di condotta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questa la ragione per cui alcune grandi piattaforme hanno ridisegnato la propria presenza europea invece di correre a chiedere la licenza, mentre altre hanno ottenuto l&#8217;autorizzazione in un singolo Stato e da l\u00ec servono l&#8217;intero continente. La chiusura del transitorio ha trasformato il MiCA da regola scritta a barriera operativa: chi \u00e8 dentro il registro pu\u00f2 lavorare ovunque nell&#8217;Unione, chi \u00e8 fuori deve fermarsi. Il passaggio dalle regole all&#8217;applicazione lo abbiamo raccontato nel pezzo su come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-enforcement-2026-binance-fuori-ue-abusivi\/'>parte l&#8217;enforcement e Binance esce dall&#8217;UE<\/a>; qui guardiamo il rovescio della medaglia, cio\u00e8 come si entra nel registro.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I dieci servizi su cripto-attivit\u00e0 e come si combinano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il MiCA non concede una licenza generica: autorizza servizi specifici. L&#8217;articolo 3 elenca dieci servizi su cripto-attivit\u00e0 e l&#8217;impresa richiede soltanto quelli che intende offrire. La licenza rilasciata riporta l&#8217;elenco puntuale; aggiungere un servizio in un secondo momento richiede un&#8217;estensione dell&#8217;autorizzazione, con una nuova istruttoria per quella parte. Questo disegno modulare ha un effetto pratico immediato: definisce quanto capitale serve, perch\u00e9 ogni servizio appartiene a una delle tre classi di rischio dell&#8217;Allegato IV.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Servizio su cripto-attivit\u00e0<\/th><th>Classe<\/th><th>Capitale minimo<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Ricezione e trasmissione di ordini<\/td><td>1<\/td><td>50.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Esecuzione di ordini per conto dei clienti<\/td><td>1<\/td><td>50.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Collocamento di cripto-attivit\u00e0<\/td><td>1<\/td><td>50.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Consulenza sulle cripto-attivit\u00e0<\/td><td>1<\/td><td>50.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Gestione di portafogli di cripto-attivit\u00e0<\/td><td>1<\/td><td>50.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Trasferimento di cripto-attivit\u00e0 per conto dei clienti<\/td><td>1<\/td><td>50.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Custodia e amministrazione per conto dei clienti<\/td><td>2<\/td><td>125.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Scambio di cripto-attivit\u00e0 contro fondi<\/td><td>2<\/td><td>125.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Scambio di cripto-attivit\u00e0 contro altre cripto-attivit\u00e0<\/td><td>2<\/td><td>125.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Gestione di una piattaforma di negoziazione<\/td><td>3<\/td><td>150.000 \u20ac<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La regola pratica \u00e8 semplice: un CASP che offre pi\u00f9 servizi deve detenere il capitale della classe pi\u00f9 alta fra quelli che eroga. Un broker che si limita a ricevere e trasmettere ordini e a dare consulenza resta in Classe 1. Un exchange che aggiunge la custodia dei wallet e lo scambio euro-cripto sale in Classe 2. Chi gestisce una vera e propria piattaforma di negoziazione, il cuore di un exchange, entra in Classe 3. La custodia e la gestione di una piattaforma sono i due servizi che alzano l&#8217;asticella, perch\u00e9 concentrano il rischio operativo e il rischio sui beni della clientela. La <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/lightning-network-custodia-istituzionale-banche-mica-2026\/'>custodia istituzionale, banche e MiCA<\/a> \u00e8 del resto uno dei segmenti su cui si concentra oggi l&#8217;interesse degli intermediari regolati.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le tre classi di capitale e i fondi propri<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il capitale \u00e8 il primo cancello. L&#8217;Allegato IV del MiCA fissa un capitale minimo permanente crescente per le tre classi di servizio: 50.000 euro per la Classe 1, 125.000 euro per la Classe 2 e 150.000 euro per la Classe 3. Ma quella soglia \u00e8 solo il pavimento. L&#8217;articolo 67 impone che i fondi propri del CASP siano in ogni momento pari al maggiore fra il minimo di classe e un quarto delle spese fisse generali dell&#8217;anno precedente. In altre parole, pi\u00f9 cresce la struttura di costi dell&#8217;impresa, pi\u00f9 sale il capitale richiesto, indipendentemente dalla classe.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Classe<\/th><th>Servizi inclusi<\/th><th>Capitale minimo permanente<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Classe 1<\/td><td>Ricezione\/trasmissione, esecuzione, collocamento, consulenza, gestione di portafogli, trasferimento<\/td><td>50.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Classe 2<\/td><td>I servizi della Classe 1 pi\u00f9 custodia\/amministrazione e scambio (contro fondi o contro altre cripto)<\/td><td>125.000 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Classe 3<\/td><td>I servizi delle Classi 1 e 2 pi\u00f9 gestione di una piattaforma di negoziazione<\/td><td>150.000 \u20ac<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La qualit\u00e0 del capitale conta quanto la quantit\u00e0. I fondi propri devono essere costituiti da elementi di massima qualit\u00e0, gli stessi strumenti Common Equity Tier 1 richiamati dal Regolamento sui requisiti patrimoniali delle banche (Reg. UE 575\/2013), al netto delle deduzioni previste. Il requisito sulle spese fisse va ricalcolato ogni anno sulla base dei dati di bilancio certificati e dopo ogni cambiamento sostanziale dell&#8217;attivit\u00e0, come chiarisce l&#8217;analisi dell&#8217;<a href='https:\/\/www.mica.wtf\/mica\/title-v-authorisation-and-operating-conditions-for-crypto-asset-service-providers-art.-59-85\/chapter-2\/article-67'>articolo 67<\/a>. In alternativa, o in aggiunta, il regolamento consente in certi casi di coprire parte del requisito con una polizza assicurativa adeguata, opzione che riguarda soprattutto chi presta consulenza o gestione. Il messaggio per un aspirante CASP \u00e8 chiaro: il capitale non \u00e8 un deposito una tantum, \u00e8 un vincolo permanente che accompagna la vita dell&#8217;impresa.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Autorizzazione o notifica: le due porte d&#8217;ingresso<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti entrano nel mercato dalla stessa porta. Il MiCA prevede due percorsi distinti. Il primo \u00e8 l&#8217;autorizzazione piena degli articoli 62 e 63, pensata per gli operatori specializzati: startup native cripto, exchange, custodi, broker che non erano gi\u00e0 intermediari finanziari. Il secondo \u00e8 la notifica dell&#8217;articolo 60, una corsia semplificata riservata a sei categorie di soggetti gi\u00e0 vigilati che vogliono aggiungere servizi cripto alla loro attivit\u00e0: enti creditizi (banche), imprese di investimento, istituti di moneta elettronica, societ\u00e0 di gestione (SGR e gestori di OICVM\/FIA), depositari centrali di titoli e gestori di mercati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La logica \u00e8 di proporzionalit\u00e0: una banca \u00e8 gi\u00e0 sottoposta a requisiti di capitale, governance e antiriciclaggio molto stringenti, quindi non deve rifare da zero l&#8217;intera istruttoria di autorizzazione. Le basta notificare all&#8217;autorit\u00e0 competente l&#8217;intenzione di prestare i servizi cripto, con le informazioni richieste, almeno 40 giorni lavorativi prima di partire. \u00c8 esattamente il percorso seguito in Italia da Banca Sella, che ha notificato a Banca d&#8217;Italia l&#8217;avvio dei servizi su cripto-attivit\u00e0 come intermediario gi\u00e0 vigilato, aggiungendosi agli otto CASP autorizzati per formare i nove soggetti abilitati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione per\u00f2 a non scambiare la notifica per una scorciatoia universale. Vale solo per chi \u00e8 gi\u00e0 dentro il perimetro finanziario regolato e solo per i servizi coerenti con la licenza principale. Una fintech che non sia gi\u00e0 banca o impresa di investimento non pu\u00f2 usarla: deve percorrere l&#8217;autorizzazione piena. E anche i notificanti restano soggetti agli obblighi di condotta, custodia e antiriciclaggio del MiCA per la parte cripto. La corsia dell&#8217;articolo 60 \u00e8 pi\u00f9 veloce, non pi\u00f9 leggera nella sostanza.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Chi decide in Italia: Consob, Banca d&#8217;Italia e il doppio binario<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Italia ha recepito il MiCA con il decreto legislativo 5 settembre 2024, n. 129, che disegna un modello a due autorit\u00e0. Consob presiede la condotta di mercato, la trasparenza e la tutela degli investitori; Banca d&#8217;Italia presiede i profili prudenziali e la stabilit\u00e0, oltre alle stablecoin (i token di moneta elettronica e collegati ad attivit\u00e0). Nel concreto dell&#8217;accesso al mercato, per i CASP specializzati la competenza \u00e8 di Consob, che adotta il provvedimento di autorizzazione acquisendo il parere di Banca d&#8217;Italia. Le due autorit\u00e0 operano sulla base di un protocollo d&#8217;intesa per lo scambio di informazioni durante l&#8217;istruttoria.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La ripartizione delle notifiche segue la natura del notificante. Secondo la nota congiunta delle due autorit\u00e0, Banca d&#8217;Italia riceve le notifiche di enti creditizi, istituti di moneta elettronica e societ\u00e0 di gestione, autorizza gli istituti di moneta elettronica per i servizi non notificabili (sentita Consob) e gli istituti di pagamento per tutti i servizi cripto. Consob riceve invece le notifiche di imprese di investimento, depositari centrali e gestori di mercati regolamentati, e autorizza i CASP specializzati e le imprese di investimento non di Classe 1 (sentita Banca d&#8217;Italia). La mappa completa \u00e8 pubblicata nella <a href='https:\/\/www.bancaditalia.it\/compiti\/vigilanza\/accesso-mercato\/soggetti-mercato-cripto-attivita\/casp\/index.html'>sezione CASP di Banca d&#8217;Italia<\/a> e nell&#8217;<a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/area-pubblica\/micar-casp'>area MiCAR di Consob<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano operativo, la domanda di autorizzazione come prestatore specializzato va trasmessa a Consob via posta elettronica certificata, all&#8217;indirizzo dedicato casp@pec.consob.it, seguendo le indicazioni operative pubblicate dall&#8217;autorit\u00e0. Le notifiche degli intermediari gi\u00e0 vigilati usano invece i moduli fissati dagli standard tecnici della Commissione. Al di l\u00e0 della burocrazia, le due autorit\u00e0 hanno voluto mettere in chiaro il senso della vigilanza: nel comunicato congiunto del 30 giugno 2026 Banca d&#8217;Italia e Consob hanno dichiarato che continueranno l&#8217;attivit\u00e0 di vigilanza e informazione \u00abal fine di assicurare un&#8217;applicazione uniforme del MiCAR e un adeguato livello di tutela degli investitori e del mercato\u00bb, <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/area-pubblica\/w\/comunicato-stampa-congiunto-consob-banca-d-italia-del-30-giugno-2026'>in coordinamento con l&#8217;ESMA<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il dossier dell&#8217;articolo 62: cosa serve presentare<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore dell&#8217;autorizzazione \u00e8 il dossier. L&#8217;articolo 62 elenca le informazioni che la domanda deve contenere, tradotte poi in moduli standard dalle norme tecniche europee. Non \u00e8 documentazione formale: \u00e8 la prova che l&#8217;impresa sa fare quello che chiede di poter fare. La <a href='https:\/\/www.ey.com\/en_gr\/technical\/tax\/tax-alerts\/mica-regulation-authorisation-procedure-for-crypto-asset-service-providers'>procedura di autorizzazione ricostruita da EY<\/a> mostra bene la mole di allegati richiesti. In sintesi, un dossier completo comprende:<\/p><ul class='wp-block-list'><li>informazioni generali e un programma di attivit\u00e0 che descriva i servizi offerti e il modello di business;<\/li><li>l&#8217;assetto di governance, l&#8217;organigramma e il sistema di controlli interni;<\/li><li>la prova dei fondi propri o, dove ammessa, della copertura assicurativa;<\/li><li>le politiche e le procedure antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo;<\/li><li>l&#8217;onorabilit\u00e0 e la professionalit\u00e0 degli esponenti aziendali e l&#8217;identit\u00e0 dei titolari di partecipazioni qualificate;<\/li><li>la descrizione dei sistemi informatici, delle misure di sicurezza e della resilienza operativa richiesta dal regolamento DORA;<\/li><li>le modalit\u00e0 di custodia e di separazione dei beni della clientela;<\/li><li>le procedure di gestione dei reclami;<\/li><li>per chi gestisce una piattaforma, le regole di funzionamento e i presidi contro gli abusi di mercato;<\/li><li>la politica di esecuzione degli ordini, le regole per consulenza e gestione di portafogli e i protocolli per i servizi di trasferimento;<\/li><li>l&#8217;indicazione degli Stati in cui si intende operare in regime di libera prestazione (articolo 65).<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">La qualit\u00e0 di questo fascicolo determina quasi tutto il resto, a partire dai tempi. Un dossier lacunoso fa scattare richieste di integrazione che allungano l&#8217;istruttoria; un dossier solido riduce i giri di domande e risposte. Per questo la fase di preparazione, che precede l&#8217;invio, \u00e8 quella che assorbe pi\u00f9 risorse: mesi di lavoro fra legali, compliance e sistemi, molto prima che l&#8217;orologio dell&#8217;articolo 63 inizi a scorrere.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;orologio dell&#8217;articolo 63: quanto dura l&#8217;istruttoria<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta inviata la domanda, il MiCA fissa termini precisi. L&#8217;<a href='https:\/\/www.mica.wtf\/mica\/title-v-authorisation-and-operating-conditions-for-crypto-asset-service-providers-art.-59-85\/chapter-1\/article-63'>articolo 63<\/a> prevede che l&#8217;autorit\u00e0 confermi la ricezione entro 5 giorni lavorativi, verifichi la completezza della domanda entro 25 giorni lavorativi e, una volta dichiarata completa, la valuti nel merito adottando la decisione di concessione o rifiuto entro 40 giorni lavorativi. La decisione va poi notificata al richiedente entro altri 5 giorni lavorativi. Se durante l&#8217;esame emergono lacune, l&#8217;autorit\u00e0 pu\u00f2 chiedere informazioni integrative non oltre il ventesimo giorno lavorativo della valutazione, sospendendo l&#8217;orologio per un massimo di 20 giorni lavorativi in attesa della risposta.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Fase<\/th><th>Termine (giorni lavorativi)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Conferma di ricezione della domanda<\/td><td>entro 5<\/td><\/tr><tr><td>Verifica di completezza<\/td><td>entro 25 dalla ricezione<\/td><\/tr><tr><td>Valutazione nel merito e decisione<\/td><td>entro 40 dalla domanda completa<\/td><\/tr><tr><td>Notifica della decisione al richiedente<\/td><td>entro 5<\/td><\/tr><tr><td>Sospensione per richiesta di integrazioni<\/td><td>fino a 20<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla carta, dunque, dal momento in cui la domanda \u00e8 completa alla decisione passano poche settimane. Nella realt\u00e0 l&#8217;esperienza \u00e8 ben diversa, perch\u00e9 l&#8217;orologio dei 40 giorni parte solo dalla completezza, e arrivare alla completezza \u00e8 la parte difficile. Le stime di settore raccolte dalle societ\u00e0 di consulenza indicano tempi reali che nel corso del 2025 e del 2026 sono andati da circa 4 mesi nelle giurisdizioni pi\u00f9 veloci fino a 12 mesi in quelle pi\u00f9 esigenti, a seconda della qualit\u00e0 del fascicolo, della sostanza dell&#8217;impresa e del carico di lavoro dell&#8217;autorit\u00e0. Chi pianifica un ingresso nel mercato deve ragionare in trimestri, non in settimane.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Quanto costa davvero una licenza CASP<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il capitale minimo \u00e8 la voce pi\u00f9 visibile ma non la pi\u00f9 pesante. Alle soglie dell&#8217;Allegato IV (da 50.000 a 150.000 euro di capitale vincolato) si sommano i costi di preparazione e di gestione, che spesso li superano di molto. Le <a href='https:\/\/crassula.io\/guides\/licenses\/mica-casp\/'>stime di settore<\/a> collocano la consulenza legale e di compliance necessaria a costruire il dossier fra 80.000 e 200.000 euro, a cui si aggiungono le spese per il software di controllo (dai sistemi antiriciclaggio al monitoraggio delle operazioni), le spese di setup e i costi ricorrenti annui, indicati tra 10.000 e 30.000 euro. Sommando tutto, per un operatore credibile di Classe 2 o 3 il primo anno pu\u00f2 richiedere fra 300.000 e 900.000 euro complessivi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi una voce specificamente italiana: il contributo di vigilanza dovuto a Consob. Con la delibera n. 23700 del 3 dicembre 2025 l&#8217;autorit\u00e0 ha introdotto una contribuzione a carico dei soggetti che presentano istanza di autorizzazione, commisurata alla complessit\u00e0 dell&#8217;istruttoria, e ha disciplinato il regime a regime. A partire dal 2026, come ricostruisce <a href='https:\/\/www.dirittobancario.it\/art\/il-contributo-di-vigilanza-consob-per-le-cripto-attivita\/'>Diritto Bancario<\/a>, il contributo dovuto dai CASP autorizzati viene determinato in funzione del numero di servizi autorizzati o notificati, con l&#8217;esclusione della gestione di piattaforme di negoziazione e dei depositari centrali. \u00c8 un costo continuativo che si somma ai fondi propri e alle spese di compliance.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il conto, insomma, non \u00e8 alla portata di chiunque, ed \u00e8 uno dei motivi per cui il mercato si sta consolidando attorno a operatori strutturati e a banche. Chi ha gi\u00e0 infrastruttura, capitale e funzioni di controllo parte avvantaggiato; chi \u00e8 piccolo deve trovare capitale paziente o accettare di operare come agente di un CASP autorizzato. Il costo di ingresso \u00e8, di fatto, una barriera che seleziona il mercato.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il passaporto europeo: una licenza per trenta mercati<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se il costo \u00e8 alto, il premio \u00e8 altrettanto grande: una sola autorizzazione apre l&#8217;intero Spazio economico europeo. \u00c8 il passaporto dell&#8217;articolo 65, il vero motore del mercato unico cripto. Un CASP autorizzato in uno Stato membro non deve chiedere una nuova licenza negli altri: notifica all&#8217;autorit\u00e0 di origine l&#8217;elenco degli Stati in cui vuole operare, i servizi che intende prestare, la data di avvio e le altre attivit\u00e0 non coperte dal regolamento. L&#8217;autorit\u00e0 di origine trasmette le informazioni ai punti di contatto degli Stati ospitanti, all&#8217;ESMA e all&#8217;EBA <a href='https:\/\/www.mica.wtf\/mica\/title-v-authorisation-and-operating-conditions-for-crypto-asset-service-providers-art.-59-85\/chapter-1\/article-65'>entro 10 giorni lavorativi<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il CASP pu\u00f2 iniziare a operare negli Stati ospitanti dalla ricezione di quella comunicazione o, al pi\u00f9 tardi, dal quindicesimo giorno di calendario successivo all&#8217;invio delle informazioni. Nessuna nuova istruttoria, nessuna seconda licenza: \u00e8 questo che rende l&#8217;autorizzazione MiCA un asset cos\u00ec ambito e che ha innescato la corsa a scegliere la giurisdizione di partenza. Un operatore autorizzato a Parigi, a Francoforte o a Milano pu\u00f2 servire clienti in tutti e trenta i mercati dell&#8217;area senza ripetere il percorso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui, per\u00f2, si apre il nodo che accompagna tutto il MiCA: l&#8217;autorizzazione viaggia in tutta l&#8217;Unione, ma la vigilanza resta nazionale. Chi ottiene la licenza in uno Stato porta con s\u00e9 la qualit\u00e0 (o i limiti) di quella specifica autorit\u00e0. \u00c8 il tema della frammentazione della vigilanza e della spinta a centralizzare a livello ESMA il controllo sui grandi CASP transfrontalieri, che abbiamo analizzato a parte e che spiega perch\u00e9 la scelta della sede non sia un dettaglio formale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La via dell&#8217;articolo 60 per banche e intermediari<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La corsia della notifica sta ridisegnando la geografia del mercato. Guardando il registro europeo si nota subito una cosa: \u00e8 pieno di banche. La Germania guida la classifica proprio perch\u00e9 decine di banche cooperative hanno usato l&#8217;articolo 60 per aggiungere l&#8217;esecuzione degli ordini e la custodia ai loro sportelli, appoggiandosi a infrastrutture comuni. Il meccanismo \u00e8 quello descritto sopra: notifica all&#8217;autorit\u00e0 competente almeno 40 giorni lavorativi prima dell&#8217;avvio, con verifica di completezza entro 20 giorni lavorativi, secondo il testo dell&#8217;<a href='https:\/\/www.mica.wtf\/mica\/title-v-authorisation-and-operating-conditions-for-crypto-asset-service-providers-art.-59-85\/chapter-1\/article-60'>articolo 60<\/a> e le relative norme tecniche.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il caso di scuola \u00e8 Banca Sella, primo intermediario vigilato a notificare i servizi cripto. Ma la via bancaria non passa solo dalla notifica CASP. Alcuni gruppi scelgono di offrire esposizione alle cripto senza toccarle direttamente, per esempio con certificati e prodotti strutturati: \u00e8 la strada raccontata nel pezzo su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/unicredit-cripto-certificati-bitcoin-2026\/'>UniCredit e i certificati su Bitcoin<\/a>, che consente di vendere esposizione senza diventare custode. Altri guardano pi\u00f9 in profondit\u00e0, all&#8217;infrastruttura di regolamento e alla moneta di banca centrale on-chain, come nel progetto <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/pontes-moneta-banca-centrale-onchain-banche-2026\/'>Pontes per le banche<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 un registro sempre pi\u00f9 a trazione bancaria, dove l&#8217;operatore cripto puro convive con banche, istituti di moneta elettronica e imprese di investimento che entrano dalla porta della notifica. Per il cliente finale \u00e8 una buona notizia in termini di solidit\u00e0 delle controparti; per la startup nativa cripto \u00e8 la conferma che il campo di gioco pende verso chi ha gi\u00e0 una licenza finanziaria in tasca.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Dopo il via libera: la licenza \u00e8 solo l&#8217;inizio<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Ottenere l&#8217;autorizzazione non chiude il percorso: lo apre. Dal giorno del via libera il CASP entra nella fase pi\u00f9 lunga, quella della vigilanza continua e della compliance operativa. I fondi propri vanno mantenuti e ricalcolati ogni anno sulle spese fisse; la resilienza informatica deve rispettare il regolamento DORA, con test, gestione degli incidenti e controllo dei fornitori tecnologici critici; gli obblighi antiriciclaggio si intrecciano con la Travel Rule sui trasferimenti; i beni della clientela vanno tenuti separati e protetti secondo l&#8217;articolo 70; e restano gli obblighi di condotta, informativa e prevenzione degli abusi di mercato del Titolo VI.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il passaggio che abbiamo dedicato a un pezzo intero, perch\u00e9 \u00e8 qui che molti operatori scoprono il vero costo del MiCA: <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-vigilanza-continua-dora-amla-italia\/'>la licenza \u00e8 solo l&#8217;inizio, ora tocca alla vigilanza<\/a>. La presidente uscente dell&#8217;ESMA, Verena Ross, ha riassunto il principio che regge tutto l&#8217;impianto: \u00abThe MiCA rulebook will only protect investors if it is effectively applied\u00bb, il regolamento tutela gli investitori solo se viene applicato in modo efficace. L&#8217;autorizzazione, in altre parole, misura un punto di partenza, non un traguardo permanente.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;impresa questo significa mettere a bilancio un presidio di compliance stabile, non un progetto una tantum: personale dedicato, aggiornamento delle procedure, reportistica periodica verso Consob e Banca d&#8217;Italia, gestione delle ispezioni. Il CASP che tratta la licenza come un timbro da appendere al muro \u00e8 il primo candidato a un provvedimento sanzionatorio; quello che la tratta come un sistema vivente costruisce un vantaggio competitivo difficile da replicare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 in Italia solo nove: il nodo della proporzionalit\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Nove soggetti abilitati in Italia contro 81 in Germania e 35 in Francia: il divario salta agli occhi e chiede una spiegazione. Non dipende dalla dimensione dell&#8217;economia, ma da tre fattori intrecciati: la struttura del mercato locale (in Germania la rete delle banche cooperative ha moltiplicato le notifiche), la scelta di alcune giurisdizioni di attrarre operatori con procedure pi\u00f9 rapide, e un approccio italiano storicamente prudente. Il registro europeo, al 7 settembre 2026, si distribuiva cos\u00ec.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>CASP nel registro ESMA<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Germania<\/td><td>81<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>35<\/td><\/tr><tr><td>Paesi Bassi<\/td><td>29<\/td><\/tr><tr><td>Cipro<\/td><td>25<\/td><\/tr><tr><td>Malta<\/td><td>22<\/td><\/tr><tr><td>Spagna<\/td><td>15<\/td><\/tr><tr><td>Lussemburgo<\/td><td>13<\/td><\/tr><tr><td>Irlanda<\/td><td>12<\/td><\/tr><tr><td>Italia<\/td><td>9<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il divario alimenta due timori opposti. Il primo \u00e8 la corsa al ribasso: se un&#8217;autorit\u00e0 autorizza in fretta, attira operatori a scapito della qualit\u00e0 dei controlli. Non \u00e8 un&#8217;ipotesi teorica. Nella sua peer review sull&#8217;autorizzazione concessa dalla maltese MFSA, pubblicata il 10 luglio 2025, l&#8217;<a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/press-news\/esma-news\/esma-identifies-opportunities-strengthen-mica-authorisations'>ESMA ha riconosciuto buone risorse<\/a> ma ha rilevato che \u00absome material issues were not fully resolved\u00bb al momento del rilascio dell&#8217;autorizzazione e che alcune aree di rischio non erano state valutate adeguatamente. \u00c8 il rischio del forum shopping applicato alle cripto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo timore \u00e8 opposto: che le regole siano troppo pesanti per le imprese piccole. Ond\u0159ej Kova\u0159\u00edk, europarlamentare e fra i negoziatori del MiCA, ha invocato pi\u00f9 proporzionalit\u00e0, sostenendo che non si dovrebbe \u00abtreat in the same way\u00bb un exchange globale quotato negli Stati Uniti e \u00aba small startup company running a crypto business\u00bb, <a href='https:\/\/beincrypto.com\/eu-mica-crypto-rules-review\/'>come riportato da BeInCrypto<\/a>. Nel mezzo sta l&#8217;Italia, con un numero contenuto di operatori ma un approccio che privilegia la solidit\u00e0: pochi, ma dentro un perimetro presidiato da due autorit\u00e0.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Come verificare se un operatore \u00e8 autorizzato<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per il risparmiatore, tutta questa architettura si traduce in un gesto pratico: controllare se chi offre un servizio \u00e8 davvero abilitato. Il primo strumento \u00e8 il registro pubblico dei CASP tenuto dall&#8217;ESMA, che elenca tutti gli operatori autorizzati nell&#8217;Unione e i relativi servizi. In parallelo, Consob e Banca d&#8217;Italia pubblicano gli elenchi dei soggetti abilitati in Italia, e dashboard indipendenti come il CASP Tracker permettono di incrociare i dati per Paese. Se il nome non compare, il campanello d&#8217;allarme deve suonare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un&#8217;insidia specifica, la reverse solicitation. Un operatore extra-UE pu\u00f2 servire un cliente europeo solo se \u00e8 stato quest&#8217;ultimo a cercarlo di propria iniziativa, e non pu\u00f2 fare marketing o promozione verso il pubblico dell&#8217;Unione. Gli orientamenti dell&#8217;ESMA su questo punto sono restrittivi: praticamente ogni forma di sollecitazione conta come marketing, i disclaimer non bastano a ribaltare i fatti e dopo la prima operazione spontanea non si pu\u00f2 continuare a proporre nuovi servizi. Tradotto: se un exchange non autorizzato vi contatta, vi manda una pubblicit\u00e0 o vi promette rendimenti, siete fuori dalle tutele MiCA.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena ricordare cosa si perde restando fuori dal perimetro: la separazione dei beni della clientela, l&#8217;obbligo di condotta corretta, i presidi contro gli abusi, la possibilit\u00e0 di reclamo e di ricorso alle autorit\u00e0. La licenza CASP non \u00e8 una garanzia di rendimento n\u00e9 un bollino di infallibilit\u00e0; \u00e8 la condizione minima perch\u00e9, in caso di problemi, esista un&#8217;autorit\u00e0 competente e un insieme di regole a cui appellarsi. Come hanno ribadito Consob e Banca d&#8217;Italia, l&#8217;obiettivo dichiarato resta \u00abun adeguato livello di tutela degli investitori e del mercato\u00bb.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Quanto costa ottenere una licenza CASP in Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il capitale minimo permanente va da 50.000 euro (Classe 1) a 150.000 euro (Classe 3) e resta vincolato. A questo si aggiungono la consulenza legale e la compliance, che le stime di settore collocano fra 80.000 e 200.000 euro, il software di controllo, il contributo di vigilanza dovuto a Consob e i costi ricorrenti. Per un operatore di Classe 2 o 3 il primo anno pu\u00f2 richiedere fra 300.000 e 900.000 euro complessivi.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quanto tempo serve per l&#8217;autorizzazione MiCA come CASP?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;articolo 63 del MiCA fissa 5 giorni lavorativi per la conferma di ricezione, 25 per la verifica di completezza e 40 per la valutazione nel merito, con una sospensione fino a 20 giorni lavorativi in caso di richiesta di integrazioni. Nella pratica europea l&#8217;iter richiede fra 4 e 12 mesi, a seconda della qualit\u00e0 del dossier e dell&#8217;autorit\u00e0.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che differenza c&#8217;\u00e8 fra un CASP autorizzato e un intermediario che notifica?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Una startup o un operatore specializzato deve chiedere l&#8217;autorizzazione piena a Consob ai sensi degli articoli 62 e 63. Gli intermediari gi\u00e0 vigilati (banche, imprese di investimento, istituti di moneta elettronica, SGR, depositari centrali e gestori di mercati) possono invece usare la notifica dell&#8217;articolo 60, inviata almeno 40 giorni lavorativi prima di avviare i servizi.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Una licenza CASP italiana vale in tutta l&#8217;Unione europea?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Grazie al passaporto dell&#8217;articolo 65, l&#8217;autorizzazione ottenuta in uno Stato membro consente di operare negli altri mercati dello Spazio economico europeo. Il CASP notifica l&#8217;autorit\u00e0 di origine, che informa le autorit\u00e0 ospitanti entro 10 giorni lavorativi, e pu\u00f2 partire al pi\u00f9 tardi dal quindicesimo giorno di calendario.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come faccio a sapere se un exchange \u00e8 autorizzato MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 consultare il registro pubblico dei CASP tenuto dall&#8217;ESMA e gli elenchi di Consob e Banca d&#8217;Italia. Attenzione alla reverse solicitation: un operatore extra-UE non pu\u00f2 fare marketing verso i clienti europei, e chi si affida a soggetti non autorizzati perde le tutele previste dal MiCA.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Quanto costa ottenere una licenza CASP in Italia?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Il capitale minimo permanente va da 50.000 euro (Classe 1) a 150.000 euro (Classe 3) e resta vincolato. 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