{"id":555,"date":"2026-09-11T22:35:45","date_gmt":"2026-09-11T22:35:45","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-2026-marketplace-gpu-decentralizzate\/"},"modified":"2026-09-11T22:35:45","modified_gmt":"2026-09-11T22:35:45","slug":"akash-2026-marketplace-gpu-decentralizzate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-2026-marketplace-gpu-decentralizzate\/","title":{"rendered":"Akash nel 2026: dentro il marketplace di GPU decentralizzate"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">La risorsa pi\u00f9 contesa dell&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale non \u00e8 un modello n\u00e9 un dataset: \u00e8 la GPU. Le liste d&#8217;attesa per i chip Nvidia si misurano in trimestri e persino i grandi fornitori di cloud faticano a stare dietro alla domanda. Basta guardare CoreWeave, il cloud specializzato quotato al Nasdaq: nel secondo trimestre 2026 ha dichiarato ricavi per circa 2,6 miliardi di dollari e un portafoglio ordini da 104 miliardi, in crescita del 246% su base annua (<a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/08\/11\/coreweave-crwv-q2-earnings-report-2026.html\">CNBC<\/a>). In questo scenario si inserisce Akash Network, il progetto crypto che prova a costruire un mercato aperto dove chiunque abbia una GPU inutilizzata possa affittarla a chi deve addestrare o far girare un modello.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;idea \u00e8 facile da raccontare e difficile da realizzare: un mercato del calcolo permissionless, senza un intermediario che possieda i server o fissi i listini. Questa guida spiega come funziona davvero il marketplace di Akash nel 2026, pezzo per pezzo: l&#8217;asta inversa, i provider, il token AKT, lo strato di inferenza, l&#8217;addio alla blockchain Cosmos e, soprattutto, il divario tra le promesse e i numeri di utilizzo reale. Per i lettori italiani chiudiamo con il quadro normativo (Consob, Banca d&#8217;Italia, MiCA) e con quello fiscale.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Che cos&#8217;\u00e8 Akash Network e da dove arriva<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash Network \u00e8 un marketplace di cloud computing decentralizzato e permissionless. \u00c8 nato nel marzo 2018 da Overclock Labs, la societ\u00e0 fondata da Greg Osuri e Adam Bozanich, e ha lanciato la mainnet nel settembre 2020, all&#8217;inizio solo per CPU e storage. La svolta \u00e8 arrivata il 31 agosto 2023 con l&#8217;aggiornamento \u00abSupercloud\u00bb (Mainnet 6), che ha aperto il mercato alle GPU, comprese le Nvidia H100 e A100 impiegate per l&#8217;addestramento e l&#8217;inferenza dei modelli.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;intuizione di fondo \u00e8 duplice. Da un lato ci sono data center e privati con capacit\u00e0 di calcolo inutilizzata; dall&#8217;altro sviluppatori e aziende che hanno bisogno di GPU e le trovano scarse o care presso i grandi cloud. Akash mette in contatto le due parti tramite una blockchain che registra domanda, offerta e pagamenti, senza un&#8217;azienda centrale al centro dello scambio. Il paragone che si sente pi\u00f9 spesso \u00e8 quello con un mercato tra pari, una sorta di Airbnb del calcolo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza di AWS, Google Cloud o Azure, Akash non possiede hardware: \u00e8 un protocollo, non un fornitore. Questo lo rende in teoria pi\u00f9 economico e pi\u00f9 difficile da censurare, ma sposta sui provider la responsabilit\u00e0 dell&#8217;affidabilit\u00e0 e della continuit\u00e0 del servizio, un punto su cui torneremo pi\u00f9 avanti. La promessa, insomma, \u00e8 tanto ambiziosa quanto delicata da mantenere.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Il cuore del sistema: l&#8217;asta inversa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo che distingue Akash dalla maggior parte dei concorrenti \u00e8 l&#8217;asta inversa (reverse auction). Chi ha bisogno di calcolo, il cosiddetto tenant, non sceglie da un listino prefissato: pubblica una richiesta e lascia che siano i fornitori a competere tra loro, al ribasso, per aggiudicarsi il lavoro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il processo, passo per passo, funziona cos\u00ec. Il tenant scrive un file SDL (Stack Definition Language, in formato YAML) che descrive il carico di lavoro: immagine del container, CPU, RAM, tipo di GPU, storage, porte di rete. La richiesta di deploy viene pubblicata sulla blockchain insieme a un deposito in escrow. I provider disponibili rispondono con delle offerte (bid), ognuna con il proprio prezzo. Il tenant sceglie l&#8217;offerta che preferisce e qui sta un dettaglio importante: non \u00e8 obbligato a prendere la pi\u00f9 economica, pu\u00f2 privilegiare un provider pi\u00f9 affidabile, con pi\u00f9 reputazione o in una determinata regione geografica. Accettata l&#8217;offerta si apre il lease, il container viene eseguito e il pagamento fluisce dal deposito al provider man mano che il servizio viene erogato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo strumento principale per orchestrare tutto questo \u00e8 Akash Console, un&#8217;interfaccia web che nasconde gran parte della complessit\u00e0 sottostante; esistono anche dashboard e strumenti a riga di comando mantenuti dalla comunit\u00e0. Il pagamento pu\u00f2 avvenire in AKT ma, sempre pi\u00f9 spesso, viene regolato in stablecoin come USDC, con il prezzo espresso in dollari.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa succede quando un lease finisce o un provider smette di rispondere? Il tenant pu\u00f2 chiudere il deployment e recuperare il deposito residuo, oppure ridistribuire il carico presso un altro fornitore. \u00c8 un modello elastico, ma privo delle garanzie di continuit\u00e0 di un contratto cloud tradizionale: la persistenza dei dati e la ridondanza vanno progettate a monte, perch\u00e9 la rete non promette da sola che un container resti sempre attivo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il vantaggio dell&#8217;asta inversa \u00e8 la pressione competitiva costante sui prezzi. Il limite \u00e8 strutturale: il mercato funziona bene solo se ci sono abbastanza fornitori a fare offerte. La profondit\u00e0 dell&#8217;offerta, cio\u00e8 quante GPU sono davvero disponibili a competere in un dato momento, \u00e8 proprio uno dei punti deboli emersi nel 2026.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Il lato dell&#8217;offerta: chi mette a disposizione le GPU<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul versante dell&#8217;offerta, un provider Akash \u00e8 chiunque colleghi capacit\u00e0 di calcolo alla rete e la renda affittabile. Storicamente questo ha significato gestire un cluster Kubernetes e installare il software del provider, una barriera tecnica tutt&#8217;altro che banale che ha limitato la platea ai data center professionali e agli operatori pi\u00f9 esperti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per abbassare quella soglia Akash ha introdotto Homenode, un prodotto pensato per permettere anche a chi possiede una singola GPU di fascia alta (per esempio una RTX 4090 o 5090) di diventare provider senza dover configurare Kubernetes. L&#8217;accesso anticipato \u00e8 partito nei primi mesi del 2026. L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 ambizioso: allargare l&#8217;offerta dalle poche migliaia di data center professionali a un bacino potenzialmente enorme di macchine \u00abedge\u00bb sparse nelle case e negli uffici.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui per\u00f2 si annida una tensione di fondo. Aggiungere tante GPU consumer fa salire i numeri grezzi dell&#8217;offerta, ma una scheda da gaming non \u00e8 equivalente a un cluster di H100 con interconnessioni ad altissima velocit\u00e0: per l&#8217;addestramento serio servono cluster densi e a bassa latenza, non schede sparse in salotti diversi. Homenode ha senso soprattutto per l&#8217;inferenza e per i carichi tolleranti alle interruzioni, molto meno per il training di frontiera. \u00c8 una distinzione che conviene tenere a mente ogni volta che si legge un conteggio del numero totale di GPU sulla rete.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per il tenant, non tutti i provider sono uguali, e qui la reputazione conta. Akash Console mostra informazioni come la disponibilit\u00e0 storica, la regione e l&#8217;eventuale stato di fornitori \u00abauditati\u00bb, cos\u00ec da poter scegliere operatori pi\u00f9 solidi anche a un prezzo leggermente superiore. \u00c8 il motivo per cui l&#8217;asta inversa non premia in automatico l&#8217;offerta pi\u00f9 bassa: affidabilit\u00e0 e vicinanza geografica hanno un valore concreto per chi manda in produzione un servizio.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Quanto si risparmia davvero rispetto ai cloud tradizionali<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il principale argomento di vendita di Akash \u00e8 il prezzo. La combinazione di asta inversa e capacit\u00e0 altrimenti inutilizzata dovrebbe produrre tariffe molto pi\u00f9 basse di quelle degli hyperscaler. In linea di massima \u00e8 cos\u00ec, ma i dati vanno letti con prudenza.<\/p><figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>GPU<\/th><th>Akash (indicativo)<\/th><th>Cloud tradizionale on-demand<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Nvidia H100 80GB<\/td><td>circa 1,15-1,75 \u20ac\/ora<\/td><td>circa 3,50-6,50 \u20ac\/ora<\/td><\/tr><tr><td>Nvidia A100<\/td><td>spesso sotto 1 \u20ac\/ora<\/td><td>circa 2,50-4 \u20ac\/ora<\/td><\/tr><tr><td>RTX 4090 (consumer)<\/td><td>frazioni di euro\/ora<\/td><td>di norma non offerta<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-block-table__figcaption\">Prezzi puramente indicativi, variabili per regione, provider, durata e disponibilit\u00e0. Le fonti indipendenti divergono anche del doppio.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri variano molto in base a regione, provider, durata dell&#8217;impegno e disponibilit\u00e0 del momento, e stime diverse possono divergere anche del doppio. Secondo un&#8217;analisi di <a href=\"https:\/\/yellow.com\/research\/ai-compute-demand-crypto-gpu-networks-gap-2026\">Yellow<\/a>, le reti GPU decentralizzate offrono cluster di GPU professionali a tariffe orarie sensibilmente inferiori rispetto a un&#8217;istanza equivalente presso i grandi cloud. Resta il fatto che gran parte del risparmio riguarda le GPU on-demand e i carichi flessibili, non i contratti pluriennali con SLA che le grandi aziende firmano con i fornitori tradizionali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un ordine di grandezza aiuta a inquadrare il divario: le analisi di settore collocano il costo orario di un cluster di GPU professionali sulle reti decentralizzate ben al di sotto di un&#8217;istanza multi-GPU equivalente presso un grande cloud, spesso a una frazione del prezzo. La differenza si spiega con la struttura dei costi (hardware gi\u00e0 ammortizzato, energia a basso costo, nessun margine da hyperscaler) e con l&#8217;asta inversa che spinge i fornitori a competere. Ma \u00e8 un vantaggio che si assottiglia quando servono grandi cluster coerenti e a bassissima latenza, il terreno su cui i data center centralizzati restano avanti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un aspetto che i confronti a colpi di euro per ora tendono a nascondere: su Akash si noleggia calcolo grezzo, non il pacchetto di servizi gestiti (database, load balancer, backup, supporto con garanzie contrattuali) che arriva incluso con AWS o Azure. Il risparmio \u00e8 reale, ma si stanno confrontando prodotti diversi. Per un ricercatore che deve addestrare un modello per qualche settimana la differenza di prezzo \u00e8 enorme; per un&#8217;azienda che ha bisogno di continuit\u00e0 e responsabilit\u00e0 certe, il conto cambia.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Il token AKT e la sicurezza della rete<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">AKT \u00e8 il token nativo di Akash e svolge tre funzioni principali: \u00e8 un mezzo di pagamento (anche se ormai molti pagamenti passano per le stablecoin), serve per lo staking che protegge la rete (i validatori bloccano AKT e votano le proposte di governance) e funge da incentivo economico per l&#8217;ecosistema. All&#8217;11 settembre 2026 AKT vale circa 0,45 \u20ac (0,53 $), per una capitalizzazione intorno ai 157 milioni di dollari, oltre il 93% sotto il massimo storico di 8,07 $ toccato nell&#8217;aprile 2021 (<a href=\"https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/akash-network\">CoinGecko<\/a>).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La politica monetaria del token \u00e8 stata rivista al ribasso. Fino al 2025 l&#8217;emissione annua poteva arrivare al 13%. La Proposal 283 (marzo 2025) ha abbassato il tetto di inflazione all&#8217;8% e il minimo dall&#8217;8% al 4%, mentre una proposta companion ha aumentato dal 40% al 50% la quota di emissione destinata alla community pool (<a href=\"https:\/\/akash.network\/blog\/an-evolution-of-akash-network-token-economics\">Akash<\/a>). \u00c8 una scelta che ha una conseguenza scomoda per chi fa staking.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte dell&#8217;offerta, circolano circa 297,7 milioni di AKT su un massimo di 388,5 milioni, quindi una quota del token deve ancora entrare in circolazione (<a href=\"https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/akash-network\">CoinGecko<\/a>). La governance passa da proposte on-chain votate da validatori e delegatori: \u00e8 cos\u00ec che sono state approvate la revisione dell&#8217;inflazione, l&#8217;attivazione del BME e la direzione stessa della migrazione. Chi fa staking, quindi, non ottiene solo un rendimento, ma esercita anche un potere di voto sulle scelte del protocollo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo staking di AKT rende nominalmente intorno al 7% l&#8217;anno, ma con met\u00e0 dell&#8217;emissione dirottata verso la community pool e con l&#8217;inflazione che erode il valore, il rendimento reale per chi mette in stake \u00e8 spesso negativo. Detto in modo diretto: bloccare AKT protegge la rete, ma non \u00e8 di per s\u00e9 un buon affare finanziario. \u00c8 una delle ragioni per cui la migrazione verso un modello di sicurezza condivisa, di cui parliamo pi\u00f9 avanti, viene presentata come un modo per rendere questo capitale meno \u00abinefficiente\u00bb.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">BME: il \u00abburn\u00bb che quasi non brucia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Nel marzo 2026 Akash ha attivato il Burn Mint Equilibrium (BME) con l&#8217;aggiornamento Mainnet 17, approvato in governance con una larghissima maggioranza. Il meccanismo nasce per legare pi\u00f9 strettamente il valore del token all&#8217;uso reale della rete, un obiettivo che accomuna diversi progetti DePIN.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco come funziona. Quando un tenant paga, una quantit\u00e0 di AKT viene \u00abbruciata\u00bb in cambio di un credito di regolamento agganciato al dollaro; il provider viene poi pagato in AKT al prezzo del momento del regolamento. In teoria, pi\u00f9 cresce l&#8217;uso, pi\u00f9 token vengono distrutti, con un effetto potenzialmente deflazionistico.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto critico, spesso frainteso, \u00e8 proprio qui: non si tratta di un burn deflazionistico classico. I token distrutti servono a coprire un credito espresso in dollari, e la distruzione netta si verifica solo se AKT si apprezza tra il momento del mint e quello del regolamento. Nei primi giorni sono state immesse nel meccanismo decine di migliaia di AKT, ma Akash non pubblica un dato chiaro e ricorrente sul burn netto. \u00c8 il cuore della critica di chi sostiene che sia difficile dimostrare, cifre alla mano, che l&#8217;uso della rete si traduca davvero in valore per il token.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Oltre il noleggio grezzo: AkashML, Akash Chat e gli agenti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 Akash ha spostato parte del proprio baricentro dal noleggio grezzo di GPU ai servizi gestiti di inferenza. AkashML \u00e8 un servizio di inferenza AI completamente gestito che gira sulle GPU decentralizzate della rete e ospita modelli aperti come Llama, DeepSeek e Qwen. \u00c8 un cambio di passo: invece di chiedere all&#8217;utente di scrivere un file SDL e configurare un container, gli offre un endpoint pronto all&#8217;uso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I volumi sono cresciuti in fretta. Secondo i dati dell&#8217;azienda, il throughput \u00e8 passato da circa 1,7 miliardi di token al giorno nel primo trimestre 2026 a oltre 10 miliardi all&#8217;inizio di luglio (<a href=\"https:\/\/akash.network\/blog\/akash-network-q1-2026-report\/\">Akash<\/a>). A marzo 2026 \u00e8 arrivata anche una piattaforma per lanciare agenti AI \u00abcon un clic\u00bb. Tra gli utenti citati da Akash figurano progetti come Venice, Morpheus ed ElizaOS.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto ad AkashML c&#8217;\u00e8 Akash Chat, l&#8217;applicazione rivolta agli utenti finali che consente di dialogare con modelli aperti facendoli girare sull&#8217;infrastruttura della rete, senza passare per i servizi delle grandi aziende di AI. \u00c8 la faccia pi\u00f9 consumer del progetto: nasconde del tutto asta inversa, container e wallet, e serve soprattutto a dimostrare che le GPU decentralizzate reggono carichi di inferenza reali e continui.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio gli agenti AI che gestiscono un wallet e operano in autonomia sono uno dei casi d&#8217;uso pi\u00f9 discussi, e sollevano un problema di fiducia non banale: un agente che muove fondi e prende decisioni per conto dell&#8217;utente pone domande su chi controlla la logica e su come si verificano i suoi comportamenti, come abbiamo raccontato analizzando <a href=\"https:\/\/hoge.gg\/it\/eliza-framework-2026-agenti-ai-wallet-fiducia\/\">il framework Eliza e il nodo della fiducia degli agenti con wallet<\/a>. Per Akash il senso strategico \u00e8 chiaro: i servizi gestiti generano ricavi pi\u00f9 stabili del noleggio spot e avvicinano un pubblico che non vuole toccare la riga di comando. Il rovescio della medaglia \u00e8 che spingono il progetto verso un modello sempre pi\u00f9 simile a quello di un&#8217;azienda cloud tradizionale, con la differenza che l&#8217;hardware resta distribuito.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;addio a Cosmos: la scommessa sulla shared security<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La notizia pi\u00f9 importante del 2026 per Akash non riguarda le GPU, ma la blockchain sottostante. Nell&#8217;ottobre 2025 Osuri ha annunciato che Akash abbandoner\u00e0 la propria sovereign chain basata su Cosmos SDK per migrare verso un modello di \u00abshared security\u00bb (sicurezza condivisa), ospitandosi su una Layer 1 esistente (<a href=\"https:\/\/www.theblock.co\/post\/374318\/akash-network-to-deprecate-its-cosmos-chain-begin-search-for-new-network\">The Block<\/a>).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta formale \u00e8 AEP-79, \u00abAkash on Shared Security\u00bb (<a href=\"https:\/\/akash.network\/roadmap\/aep-79\/\">Akash<\/a>). L&#8217;argomento \u00e8 economico: mantenere una catena sovrana obbliga a bloccare grandi quantit\u00e0 di AKT in staking solo per garantire la sicurezza, un capitale considerato inefficiente; con la sicurezza condivisa la si pagherebbe a consumo. La valutazione, sostiene Akash, coinvolge circa 15 ecosistemi, con Solana indicata come \u00abstrong contender\u00bb. A settembre 2026, per\u00f2, non c&#8217;\u00e8 ancora n\u00e9 una scelta definitiva, n\u00e9 una specifica tecnica pubblica, n\u00e9 un voto vincolante.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica, \u00absicurezza condivisa\u00bb significa non far pi\u00f9 dipendere la sicurezza della rete solo dal valore di AKT bloccato in staking, appoggiandosi invece a quella di una blockchain pi\u00f9 grande e liquida. Il vantaggio potenziale \u00e8 duplice: meno capitale immobilizzato per difendere la catena e un&#8217;integrazione pi\u00f9 stretta con l&#8217;ecosistema ospitante, per esempio in termini di liquidit\u00e0 e strumenti per gli sviluppatori. Il prezzo da pagare \u00e8 una minore sovranit\u00e0, perch\u00e9 Akash diventerebbe un&#8217;applicazione su una catena altrui, con tutto ci\u00f2 che comporta in termini di dipendenza tecnica e di governance.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;acceleratore inatteso \u00e8 arrivato ad aprile 2026, quando la licenza di un modulo Enterprise del Cosmos SDK \u00e8 passata da Apache-2.0 a una \u00abSource Available Evaluation License\u00bb che ne vieta l&#8217;uso commerciale senza un accordo separato. Osuri ha reagito su X definendo \u00abostile\u00bb la mossa: la nuova licenza, ha scritto, impedirebbe ad Akash di \u00abdistribuirlo in produzione, usarlo commercialmente in qualsiasi modo, offrirlo come servizio a terzi\u00bb (<a href=\"https:\/\/x.com\/gregosuri\/status\/2044528963515789696\">X<\/a>). Il futuro dello staking resta la grande incognita: Osuri sostiene che non sparir\u00e0 ma si trasformer\u00e0 \u00abin qualcosa di superiore\u00bb, senza per\u00f2 indicare ancora come.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Utilizzo reale contro hype: cosa dicono i numeri<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui sta il nodo pi\u00f9 scomodo. Nonostante il racconto di crescita, i dati on-chain tracciati da Messari raccontano una storia pi\u00f9 fredda. Nel primo trimestre 2026, l&#8217;ultimo report completo disponibile (il Q2 non era ancora stato pubblicato a settembre), i provider attivi medi sono scesi a 58, il minimo storico; le GPU disponibili sono crollate del 57,5% a una media di 334; l&#8217;utilizzo si \u00e8 fermato intorno al 33,7%; i ricavi da lease sono calati del 45% a circa 253.250 dollari, che annualizzati fanno circa un milione (<a href=\"https:\/\/messari.io\/report\/state-of-akash-q1-2026-final\">Messari<\/a>).<\/p><figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Metrica (Q1 2026)<\/th><th>Valore<\/th><th>Variazione<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Provider attivi (media)<\/td><td>58<\/td><td>minimo storico<\/td><\/tr><tr><td>GPU disponibili (media)<\/td><td>334<\/td><td>-57,5% QoQ<\/td><\/tr><tr><td>Utilizzo GPU<\/td><td>33,7%<\/td><td>sostanzialmente stabile<\/td><\/tr><tr><td>Nuovi lease<\/td><td>43.540<\/td><td>+27,1% QoQ<\/td><\/tr><tr><td>Ricavi da lease<\/td><td>circa 253.250 $<\/td><td>-45% QoQ<\/td><\/tr><tr><td>Ricavi FY2025<\/td><td>circa 3,15 mln $<\/td><td>+128% a\/a<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-block-table__figcaption\">Fonte: Messari, State of Akash Q1 2026.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 questi numeri contano? Perch\u00e9 la tesi d&#8217;investimento su Akash si regge sull&#8217;idea che l&#8217;uso reale della rete cresca e si traduca in domanda per il token. Un utilizzo intorno a un terzo della capacit\u00e0 e un numero di provider ai minimi raccontano invece un mercato ancora sottile, in cui l&#8217;offerta si \u00e8 ritirata pi\u00f9 in fretta di quanto sia cresciuta la domanda. I nuovi lease in aumento del 27% sono un segnale incoraggiante, ma su una base di ricavi in calo indicano che i prezzi medi si sono compressi parecchio.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un divario di trasparenza che alimenta lo scetticismo. Il report trimestrale di Akash rivendica cifre di spesa di calcolo molto pi\u00f9 alte, nell&#8217;ordine di alcuni milioni di dollari cumulativi su tutti i prodotti, circa venti volte i ricavi da lease on-chain misurati da Messari (<a href=\"https:\/\/akash.network\/blog\/akash-network-q1-2026-report\/\">Akash<\/a>). Non \u00e8 necessariamente disonest\u00e0: quasi certamente si tratta di perimetri diversi (AkashML e servizi gestiti da un lato, i soli lease on-chain dall&#8217;altro), ma Akash non ha mai pubblicato una riconciliazione chiara tra le due cifre.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;analista Zoha Imdad Ali, in un&#8217;analisi su TECHi, ha sintetizzato cos\u00ec il problema: Akash fa girare calcolo AI reale, ma non riesce a dimostrare che AKT ne catturi il valore, anche perch\u00e9 non rende pubblico il burn netto del BME (<a href=\"https:\/\/techi.com\/akash-akt-ai-compute-value-capture\/\">TECHi<\/a>). \u00c8 lo stesso motivo per cui il prezzo del token resta lontano dai massimi anche quando i volumi di inferenza salgono: il mercato compra e vende AKT sulla narrazione dell&#8217;AI pi\u00f9 che su fondamentali misurabili, un fenomeno che ricorda quanto scritto sulla <a href=\"https:\/\/hoge.gg\/it\/correlazione-azioni-crypto-giorni-macro-2026\/\">correlazione tra azioni e crypto nei giorni macro<\/a>.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Akash e i concorrenti: la mappa del calcolo decentralizzato<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash non \u00e8 solo. Il settore delle reti GPU DePIN comprende diversi progetti, quasi tutti costruiti su Solana, ciascuno con un&#8217;inclinazione leggermente diversa. La tabella seguente mette a confronto i principali per prezzo e capitalizzazione.<\/p><figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Progetto<\/th><th>Token<\/th><th>Prezzo (11 set 2026)<\/th><th>Cap. mercato<\/th><th>Blockchain<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Akash Network<\/td><td>AKT<\/td><td>circa 0,45 \u20ac (0,53 $)<\/td><td>circa 157 mln $<\/td><td>Cosmos SDK (in migrazione)<\/td><\/tr><tr><td>Render<\/td><td>RENDER<\/td><td>circa 1,19 \u20ac (1,38 $)<\/td><td>circa 716 mln $<\/td><td>Solana<\/td><\/tr><tr><td>io.net<\/td><td>IO<\/td><td>circa 0,11 \u20ac (0,128 $)<\/td><td>circa 50 mln $<\/td><td>Solana<\/td><\/tr><tr><td>Nosana<\/td><td>NOS<\/td><td>circa 0,25 \u20ac (0,29 $)<\/td><td>circa 29 mln $<\/td><td>Solana<\/td><\/tr><tr><td>CoreWeave<\/td><td>CRWV (azione)<\/td><td>societ\u00e0 quotata, non un token<\/td><td>ricavi circa 2,6 mld $\/trim.<\/td><td>cloud centralizzato<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class=\"wp-block-table__figcaption\">Prezzi e capitalizzazioni: CoinGecko, 11 settembre 2026. CoreWeave: dati di ricavo del secondo trimestre 2026.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Render \u00e8 storicamente legato al rendering grafico e si \u00e8 esteso ai carichi AI; io.net aggrega GPU di terzi in cluster on-demand; Nosana punta sull&#8217;inferenza. Presi insieme, per\u00f2, questi network valgono una frazione di un singolo attore centralizzato. Il termine di paragone che ridimensiona tutto \u00e8 di nuovo CoreWeave: da sola, in un solo trimestre, la societ\u00e0 quotata al Nasdaq genera pi\u00f9 ricavi di quanti l&#8217;intero settore GPU decentralizzato ne produca in un anno. Non \u00e8 un token e non \u00e8 decentralizzata, ma \u00e8 la misura della scala che al calcolo distribuito ancora manca.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il CEO di CoreWeave, Michael Intrator, commentando i conti del secondo trimestre 2026 ha parlato di un \u00abpunto di svolta\u00bb in cui la scala inizia a tradursi in leva operativa, con la domanda dei clienti in accelerazione (<a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/08\/11\/coreweave-crwv-q2-earnings-report-2026.html\">CNBC<\/a>). \u00c8 esattamente la dinamica, capacit\u00e0 che attira altra capacit\u00e0, che le reti decentralizzate faticano a innescare quando i loro provider diminuiscono invece di aumentare.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Il tassello mancante: noleggiare non \u00e8 calcolare in modo verificabile<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un equivoco frequente da chiarire. Akash affitta GPU, ma non garantisce che il calcolo eseguito sia onesto. Quando un tenant lancia un carico su un provider, deve fidarsi che quel provider esegua davvero il modello richiesto, con i pesi corretti, senza barare o manomettere i risultati. Akash offre un mercato di capacit\u00e0, non una prova crittografica del calcolo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che si vede la differenza con il filone del \u00abverifiable compute\u00bb (calcolo verificabile) e dell&#8217;AI on-chain. Tecnologie come le prove a conoscenza zero applicate al machine learning (zk-ML), gli ambienti di esecuzione fidati (TEE) o l&#8217;optimistic ML puntano proprio a dimostrare che un&#8217;inferenza \u00e8 stata eseguita correttamente. Progetti come Ritual lavorano su inferenza verificabile e riservata, un tassello che Akash oggi non copre, come abbiamo spiegato raccontando <a href=\"https:\/\/hoge.gg\/it\/ritual-2026-ai-onchain-verificabile-riservata\/\">l&#8217;AI on-chain verificabile e riservata di Ritual<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La distinzione \u00e8 pi\u00f9 di una sottigliezza accademica. Per un&#8217;azienda che tratta dati riservati, o per un agente autonomo che gestisce denaro, sapere che il carico gira su hardware di terzi senza alcuna prova di correttezza o riservatezza \u00e8 un ostacolo serio all&#8217;adozione. Il noleggio economico risolve il problema del costo, non quello della fiducia: sono due mercati diversi, e Akash per ora presidia solo il primo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash ha in roadmap il \u00abconfidential computing\u00bb, cio\u00e8 la protezione dei carichi eseguiti su provider indipendenti, ma la scadenza indicata (31 luglio 2026) \u00e8 passata senza rilascio: sul sito ufficiale il progetto risulta ancora in lavorazione a settembre (<a href=\"https:\/\/akash.network\/roadmap\/2026\/\">Akash roadmap<\/a>). Per i casi d&#8217;uso sensibili, dai dati sanitari agli agenti autonomi che gestiscono fondi, questo limite non \u00e8 un dettaglio.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa cambia per investitori e utenti italiani<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista normativo, in Italia il quadro \u00e8 definito dal regolamento europeo MiCA, recepito con il D.lgs. 5 settembre 2024, n. 129, che assegna la vigilanza a Consob (condotta di mercato e tutela degli investitori) e a Banca d&#8217;Italia (profili prudenziali, stablecoin ART ed EMT). AKT si presenta come un utility token infrastrutturale, periferico rispetto al cuore di MiCA, che disciplina soprattutto gli emittenti di stablecoin e i fornitori di servizi in cripto-attivit\u00e0, i cosiddetti CASP (<a href=\"https:\/\/www.consob.it\/web\/area-pubblica\/sezione-micar\">Consob<\/a>).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi in Italia vuole comprare AKT lo fa in genere tramite un exchange autorizzato come CASP: il periodo transitorio di MiCA si \u00e8 chiuso il 1 luglio 2026 e la prestazione di questi servizi \u00e8 ora riservata agli operatori autorizzati. Vale la pena capire come si ottiene quel via libera, un percorso che abbiamo ricostruito nella guida alla <a href=\"https:\/\/hoge.gg\/it\/licenza-casp-2026-autorizzazione-mica-italia-consob\/\">licenza CASP e all&#8217;autorizzazione MiCA in Italia<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte fiscale, dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze su cripto-attivit\u00e0 come AKT sono tassate con imposta sostitutiva al 33% (contro il 26% precedente), senza pi\u00f9 la vecchia franchigia. Chi fa staking di AKT deve fare attenzione a un doppio livello: i premi da staking sono redditi diversi, tassati al valore in euro al momento della percezione (quadro RT), e la successiva vendita del token genera un&#8217;ulteriore plusvalenza tassabile. Le cripto vanno inoltre monitorate nel quadro RW e scontano l&#8217;imposta patrimoniale dello 0,2% annuo; rientrano ormai anche nel calcolo dell&#8217;ISEE. Per orientarsi tra scadenze e adempimenti resta utile la <a href=\"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-dichiarazione-2026-quadro-t-scadenza-30-settembre\/\">guida alla dichiarazione crypto 2026 e al quadro T<\/a>.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Rischi e limiti da tenere a mente<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Un marketplace decentralizzato porta con s\u00e9 rischi che i grandi cloud, con tutti i loro difetti, tendono ad assorbire. Vale la pena elencarli con franchezza.<\/p><ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Affidabilit\u00e0 senza SLA.<\/strong> Un provider pu\u00f2 andare offline e il carico va ridistribuito su un altro; senza garanzie contrattuali di continuit\u00e0, la ridondanza resta responsabilit\u00e0 dell&#8217;utente.<\/li><li><strong>Concentrazione dell&#8217;offerta.<\/strong> Con 58 provider attivi medi, la rete dipende da pochi operatori: se qualcuno esce, capacit\u00e0 e concorrenza sui prezzi ne risentono subito.<\/li><li><strong>Volatilit\u00e0 del token.<\/strong> AKT \u00e8 oltre il 93% sotto il massimo del 2021, e il suo valore incide sia sugli incentivi ai provider sia sulla percezione del progetto.<\/li><li><strong>Rischio di esecuzione.<\/strong> Diverse tappe della roadmap sono in ritardo, a partire dal confidential computing; la migrazione a una nuova chain \u00e8 un cantiere aperto e non privo di incognite tecniche.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Nulla di tutto questo condanna il progetto, ma sono fattori che un utente professionale o un investitore dovrebbero pesare prima di affidare ad Akash carichi critici o una posizione rilevante in portafoglio.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa guardare nel resto del 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">I prossimi mesi diranno se Akash \u00e8 un&#8217;infrastruttura in fase di maturazione o un token in cerca di una tesi solida. Tre cose meritano attenzione.<\/p><ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>La scelta della chain.<\/strong> La migrazione AEP-79 ha come obiettivo dichiarato la fine del 2026. Una decisione (Solana o altro) e, soprattutto, un piano credibile per il futuro dello staking sposterebbero il racconto in modo netto.<\/li><li><strong>I numeri del Q2 e Q3 di Messari.<\/strong> Se l&#8217;utilizzo e il numero di provider risalgono, la tesi dell&#8217;uso reale prende forza; se continuano a scendere mentre l&#8217;azienda parla di record, il divario di trasparenza diventa il tema centrale.<\/li><li><strong>I rilasci in ritardo.<\/strong> Confidential computing, mercato dei servizi gestiti e incentivi on-chain per i provider sono tutti in roadmap per fine anno. Il confidential computing \u00e8 gi\u00e0 slittato, e ritardi ripetuti peserebbero sulla credibilit\u00e0 delle scadenze.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Come ha sintetizzato lo stesso Osuri, \u00abl&#8217;AI si muove in mesi, l&#8217;energia in anni\u00bb: Akash scommette sul fatto che una rete flessibile e distribuita possa adattarsi pi\u00f9 in fretta di un data center che richiede anni per essere costruito. \u00c8 una scommessa affascinante, ancorata a una domanda di calcolo che non accenna a rallentare. Ma nel 2026, tra provider in calo, un burn che quasi non brucia e una migrazione ancora sulla carta, resta appunto una scommessa, non ancora una certezza.<\/p><h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti<\/h2><h3 class=\"wp-block-heading\">Che cos&#8217;\u00e8 Akash Network in parole semplici?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash Network \u00e8 un mercato decentralizzato di cloud computing: mette in contatto chi possiede GPU e capacit\u00e0 di calcolo inutilizzata con chi ne ha bisogno per l&#8217;intelligenza artificiale, senza un&#8217;azienda centrale che fissi i prezzi. Il prezzo emerge da un&#8217;asta inversa in cui i fornitori competono al ribasso.<\/p><h3 class=\"wp-block-heading\">Conviene affittare GPU su Akash rispetto ai cloud tradizionali?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Sui costi orari delle GPU on-demand Akash \u00e8 tipicamente molto pi\u00f9 economico, anche di diverse volte, ma si noleggia calcolo grezzo senza i servizi gestiti, gli SLA e il supporto dei grandi cloud. Per prototipi, inferenza e carichi flessibili il risparmio \u00e8 concreto; per infrastrutture critiche con garanzie contrattuali il confronto \u00e8 meno diretto.<\/p><h3 class=\"wp-block-heading\">A cosa serve il token AKT?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">AKT serve per la governance e la sicurezza della rete tramite lo staking e come mezzo di pagamento, anche se molti pagamenti avvengono ormai in stablecoin. Con il meccanismo BME una parte degli AKT viene \u00abbruciata\u00bb in cambio di crediti agganciati al dollaro quando si paga per il calcolo, con l&#8217;obiettivo di legare il valore del token all&#8217;uso reale.<\/p><h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 Akash abbandona la blockchain Cosmos?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash intende migrare a un modello di sicurezza condivisa su una L1 esistente per non dover pi\u00f9 bloccare grandi quantit\u00e0 di AKT solo per garantire la sicurezza della propria catena. La proposta AEP-79 valuta circa 15 ecosistemi, con Solana tra i favoriti, ma a settembre 2026 non c&#8217;\u00e8 ancora una scelta definitiva n\u00e9 una specifica tecnica pubblica.<\/p><h3 class=\"wp-block-heading\">Come sono tassate in Italia le plusvalenze su AKT?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze su cripto-attivit\u00e0 come AKT sono tassate al 33% con imposta sostitutiva, senza franchigia. 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