{"id":564,"date":"2026-09-12T22:37:14","date_gmt":"2026-09-12T22:37:14","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-2026-offerta-gpu-provider-homenode\/"},"modified":"2026-09-12T22:37:14","modified_gmt":"2026-09-12T22:37:14","slug":"akash-2026-offerta-gpu-provider-homenode","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-2026-offerta-gpu-provider-homenode\/","title":{"rendered":"Akash 2026: la domanda c&#8217;\u00e8, ma chi fornisce le GPU?"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Michael Intrator, amministratore delegato di CoreWeave, ha ripetuto la stessa diagnosi alla presentazione dei conti trimestrali: il vincolo nell&#8217;AI non \u00e8 pi\u00f9 se le imprese e i laboratori vogliano procedere, ma quanto rapidamente si riesca a fornire capacit\u00e0 cloud affidabile e ad alte prestazioni (<a href='https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/08\/11\/coreweave-crwv-q2-earnings-report-2026.html'>ne ha parlato ai risultati di CoreWeave<\/a>). Greg Osuri, fondatore di Akash Network, lo dice da mesi con una formula pi\u00f9 secca: \u00abl&#8217;AI si muove in mesi, l&#8217;energia si muove in anni\u00bb. Due frasi, la stessa idea: nel 2026 chi controlla la potenza di calcolo controlla il ritmo dell&#8217;intera industria.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash nasce esattamente da questa tensione. \u00c8 un marketplace decentralizzato di calcolo: non possiede data center, non compra schede grafiche, si limita a mettere in contatto chi ha GPU inutilizzate con chi ne ha bisogno per addestrare o far girare modelli di AI. Il prezzo lo fissa un&#8217;asta al ribasso, in cui i fornitori competono per aggiudicarsi il carico di lavoro. Per il funzionamento nel dettaglio, dal manifest SDL alla stipula del contratto di lease, abbiamo pubblicato una <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-2026-marketplace-gpu-decentralizzate\/'>guida dedicata al marketplace<\/a>. Qui guardiamo l&#8217;altro lato della storia, quello che i comunicati trionfali tendono a saltare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 nel 2026 su Akash succede una cosa scomoda: la domanda cresce, ma l&#8217;offerta si assottiglia. I contratti di nolo aumentano, il traffico di inferenza tocca record dopo record e, allo stesso tempo, il numero di chi mette a disposizione le GPU \u00e8 sceso al minimo storico. \u00c8 il paradosso su cui si gioca la credibilit\u00e0 del progetto, e la ragione per cui la partita pi\u00f9 importante di Akash oggi non \u00e8 convincere i clienti, ma convincere i fornitori.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il paradosso del 2026: la domanda sale, l&#8217;offerta scende<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri del primo trimestre 2026, raccolti da <a href='https:\/\/messari.io\/report\/state-of-akash-q1-2026-final'>Messari<\/a>, raccontano due film diversi nello stesso fotogramma. Da un lato i nuovi contratti di lease sono saliti a 43.540, il 27,1% in pi\u00f9 sul trimestre precedente: segno che l&#8217;interesse c&#8217;\u00e8. Dall&#8217;altro il numero medio di provider attivi \u00e8 sceso a 58, il valore pi\u00f9 basso mai registrato (erano 69 nel primo trimestre 2025 e 63 nel quarto), le GPU mediamente disponibili sono crollate a 334 (il 57,5% in meno sul trimestre) e i ricavi da lease sono scesi a circa 253.000 dollari, il 45% in meno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La lettura di Messari \u00e8 netta: i provider hanno tagliato capacit\u00e0 pi\u00f9 in fretta di quanto sia calato l&#8217;utilizzo. Il tasso di occupazione delle GPU \u00e8 rimasto sostanzialmente piatto, intorno al 33,7%, il che vuol dire che, in media, due terzi delle schede messe a disposizione restano ferme. Un marketplace in cui i clienti tornano ma i fornitori se ne vanno \u00e8 un marketplace che ha un problema di offerta, non di domanda. E l&#8217;offerta, per Akash, \u00e8 tutto: senza GPU collegate, il marketplace non ha nulla da vendere.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Va aggiunto subito un caveat sui numeri, perch\u00e9 Akash stessa alimenta la confusione. Nel <a href='https:\/\/akash.network\/blog\/akash-network-q1-2026-report\/'>report del primo trimestre<\/a> l&#8217;azienda festeggia il superamento dei 5 milioni di dollari di spesa complessiva di calcolo dall&#8217;origine, una cifra che convive male con i circa 253.000 dollari di ricavi da lease del trimestre misurati on-chain da Messari. Le due grandezze non sono confrontabili (una \u00e8 cumulata e comprende i prodotti gestiti come AkashML, l&#8217;altra \u00e8 trimestrale e conta solo i lease registrati sulla catena), ma Akash non ha mai pubblicato una riconciliazione tra le due. Ci torneremo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Akash non compra le GPU: le prende in prestito dal mondo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 l&#8217;offerta \u00e8 il tallone d&#8217;Achille del progetto, bisogna ricordare che cosa Akash non \u00e8. Non \u00e8 un cloud che possiede hardware. CoreWeave, AWS, Microsoft e Google comprano le GPU, le installano nei propri data center, pagano l&#8217;energia e le rivendono con un margine. Akash fa l&#8217;opposto: \u00e8 un livello di coordinamento software sopra hardware di altri. Chi possiede GPU (un piccolo data center, un operatore regionale, in prospettiva perfino un privato) le annuncia sul marketplace; chi ha bisogno di calcolo pubblica un manifest con i requisiti; i fornitori rispondono con un&#8217;offerta di prezzo e il cliente sceglie, non necessariamente la pi\u00f9 economica, anche in base a reputazione e affidabilit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il vantaggio del modello \u00e8 evidente: nessun capitale immobilizzato in server, nessun rischio di obsolescenza a carico del protocollo, prezzi che possono scendere sotto quelli dei grandi cloud perch\u00e9 sfruttano capacit\u00e0 altrimenti inutilizzata. Lo svantaggio \u00e8 altrettanto evidente, ed \u00e8 quello che il 2026 ha reso visibile: se l&#8217;offerta dipende dalla buona volont\u00e0 di operatori indipendenti, e se per quegli operatori i conti smettono di tornare, l&#8217;offerta evapora. Un hyperscaler pu\u00f2 decidere a tavolino di aggiungere mezzo gigawatt di capacit\u00e0; Akash pu\u00f2 solo sperare che qualcuno colleghi altre schede.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;economia del provider: perch\u00e9 conviene sempre meno affittare GPU<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Mettiamoci nei panni di chi possiede una GPU e valuta se collegarla ad Akash. Il ricavo dipende da due variabili: il prezzo orario che riesce a spuntare e la percentuale di tempo in cui la scheda \u00e8 effettivamente affittata. Su entrambe le variabili il 2026 gioca contro il fornitore. Il prezzo lo comprime l&#8217;asta al ribasso, il meccanismo stesso su cui Akash costruisce la propria proposta di valore verso i clienti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un confronto aiuta. Una GPU Nvidia H100, la scheda di riferimento per l&#8217;addestramento e l&#8217;inferenza dei modelli, su Akash costa indicativamente intorno a 1,33 dollari l&#8217;ora (circa 1,15 euro), secondo i <a href='https:\/\/akash.network\/the-bid\/h100-rental-price-2026-cost-per-hour\/'>dati di mercato raccolti dalla stessa Akash<\/a>; su AWS la stessa scheda, a seconda della formula, va da circa 3,93 dollari l&#8217;ora dei Capacity Blocks fino a quasi 6,88 dollari l&#8217;ora del listino on-demand P5. Il risparmio per il cliente, fino a due terzi, \u00e8 reale. Ma quel risparmio \u00e8 esattamente il margine che manca al fornitore.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Fornitore<\/th><th>Prezzo per GPU H100\/ora (USD)<\/th><th>Circa in EUR<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Akash (asta al ribasso)<\/td><td>~1,33<\/td><td>~1,15<\/td><\/tr><tr><td>AWS Capacity Blocks<\/td><td>~3,93<\/td><td>~3,41<\/td><\/tr><tr><td>AWS P5 on-demand<\/td><td>~6,88<\/td><td>~5,96<\/td><\/tr><tr><td>Range su oltre 15 cloud<\/td><td>da 1,49 a 6,98<\/td><td>da 1,29 a 6,05<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Prezzo indicativo del nolo di una H100, 2026. Fonte: Akash e rilevazioni di mercato. Su Akash il prezzo oscilla perch\u00e9 fissato da un&#8217;asta.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo fattore \u00e8 l&#8217;utilizzo. Con un tasso di occupazione medio del 33,7%, una GPU collegata ad Akash sta ferma circa due terzi del tempo, pur continuando a pesare (ammortamento, spazio, raffreddamento, energia in standby). Chi fa i conti scopre in fretta che, ai prezzi dell&#8217;asta e con quei tassi di utilizzo, il ritorno pu\u00f2 essere inferiore a quello di un contratto stabile con un cliente enterprise o di un accordo di fornitura pluriennale con un cloud specializzato. Non stupisce che i provider pi\u00f9 strutturati abbiano ridotto la capacit\u00e0 esposta sul marketplace: hanno semplicemente trovato usi pi\u00f9 redditizi per le stesse schede.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un conto molto approssimativo rende l&#8217;idea della pressione. Una H100 nuova costa sull&#8217;ordine dei 25.000-30.000 dollari; affittata su Akash intorno a 1,33 dollari l&#8217;ora, con quel tasso di occupazione medio, produce grosso modo 300-350 dollari lordi al mese, dai quali vanno tolti energia, connettivit\u00e0 e manutenzione. Anche ipotizzando il pieno utilizzo il ritorno resta modesto rispetto all&#8217;investimento iniziale; a un terzo di utilizzo la matematica semplicemente non chiude. Ecco perch\u00e9, per chi possiede hardware di fascia alta, un contratto stabile o la vendita di servizi gestiti battono quasi sempre il nolo spot sul marketplace. Sono numeri illustrativi, non un preventivo, ma spiegano la direzione del problema.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A questo si aggiunge una barriera tecnica non banale. Diventare provider serio su Akash ha storicamente richiesto la gestione di un cluster Kubernetes, cio\u00e8 competenze da amministratore di sistema che escludono la stragrande maggioranza dei potenziali fornitori. Il risultato \u00e8 un imbuto: pochi operatori capaci, prezzi bassi, utilizzo mediocre. \u00c8 qui che si innestano le due mosse con cui Akash prova a spezzare il circolo, abbassare la barriera d&#8217;ingresso e sussidiare l&#8217;offerta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I numeri dell&#8217;offerta, letti senza filtri<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Prima delle soluzioni conviene fissare la fotografia. La tabella riassume i dati del primo trimestre 2026 pubblicati da Messari, l&#8217;ultima rilevazione completa disponibile: il report del secondo trimestre, atteso da settimane, non \u00e8 ancora uscito al momento in cui scriviamo.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Indicatore<\/th><th>Q1 2026<\/th><th>Variazione<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Provider attivi (media)<\/td><td>58<\/td><td>minimo storico (69 nel Q1 2025)<\/td><\/tr><tr><td>GPU disponibili (media)<\/td><td>334<\/td><td>-57,5% sul trimestre<\/td><\/tr><tr><td>Tasso di utilizzo<\/td><td>33,7%<\/td><td>sostanzialmente piatto<\/td><\/tr><tr><td>Nuovi lease<\/td><td>43.540<\/td><td>+27,1% sul trimestre<\/td><\/tr><tr><td>Ricavi da lease<\/td><td>~253.250 USD<\/td><td>circa -45% sul trimestre<\/td><\/tr><tr><td>Commissioni totali di rete<\/td><td>~257.580 USD<\/td><td>-44% sul trimestre<\/td><\/tr><tr><td>Ricavi da lease FY2025<\/td><td>~3,15 mln USD<\/td><td>+128% sull&#8217;anno<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Akash Network, primo trimestre 2026. Fonte: Messari.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato pi\u00f9 citato dai sostenitori \u00e8 il +27,1% dei nuovi lease; quello pi\u00f9 scomodo \u00e8 il calo dei ricavi. Come possono i contratti salire e i ricavi scendere allo stesso tempo? Perch\u00e9 sono aumentati i contratti piccoli e a basso prezzo (spinti anche da campagne e crediti), mentre \u00e8 calata la capacit\u00e0 di fascia alta che genera i ricavi maggiori. \u00c8 la firma di un marketplace che si sposta verso il basso: pi\u00f9 clienti, ticket pi\u00f9 piccoli, meno hardware pregiato disponibile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">E qui torna la questione della trasparenza. Akash comunica i 5 milioni di dollari di spesa complessiva dall&#8217;origine come un traguardo, ma quel numero cumula prodotti diversi (i lease on-chain, ma anche i servizi gestiti come AkashML) e periodi diversi, mentre Messari misura solo i ricavi da lease registrati sulla catena in un singolo trimestre. Nessuna delle due cifre \u00e8 falsa; il problema \u00e8 che manca una riconciliazione che spieghi come si passa dall&#8217;una all&#8217;altra. Per un investitore che voglia stimare quanto valore reale passi dal marketplace, \u00e8 un buco importante.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Homenode: una RTX 5090 di casa diventa un nodo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La prima mossa sul lato offerta si chiama Homenode. Il 25 febbraio 2026 Akash ne ha aperto l&#8217;<a href='https:\/\/www.prnewswire.com\/news-releases\/akash-launches-early-access-for-homenode-bringing-decentralized-compute-to-everyday-devices-302696087.html'>accesso anticipato in beta<\/a>: l&#8217;idea \u00e8 permettere a chi possiede una GPU consumer di fascia alta di trasformarla in un nodo del network senza dover gestire Kubernetes n\u00e9 infrastruttura enterprise. La beta parte dalle schede Nvidia RTX 4090, RTX 5090 e Quadro RTX 6000 Ada, tra le pi\u00f9 diffuse presso creator, gamer e piccoli studi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Tecnicamente Homenode \u00e8 distribuito come un sistema operativo dedicato: l&#8217;utente pu\u00f2 installarlo in dual-boot o su una partizione separata, cos\u00ec la macchina resta usabile normalmente e diventa un provider sicuro solo quando serve. \u00c8 parte di un&#8217;iniziativa pi\u00f9 ampia, battezzata StarCluster, con cui Akash punta a costruire calcolo distribuito aggregando molte piccole macchine invece di poche grandi. In teoria \u00e8 la risposta pi\u00f9 diretta al problema dell&#8217;offerta: se anche una frazione dei milioni di RTX in circolazione si collegasse, il conteggio dei provider passerebbe da poche decine a numeri di un altro ordine di grandezza.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica restano due domande aperte. La prima \u00e8 di affidabilit\u00e0: una scheda consumer in una cameretta non offre le garanzie di continuit\u00e0, connettivit\u00e0 e raffreddamento di un data center, e i carichi di inferenza seri pretendono uptime. La seconda \u00e8 di fiducia: affidare un modello o dei dati alla GPU di uno sconosciuto solleva un problema che nessun sistema operativo risolve da solo, e su cui torneremo parlando di calcolo verificabile. Homenode allarga potenzialmente l&#8217;offerta, ma sposta il problema dalla quantit\u00e0 alla qualit\u00e0.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>StarCluster e gli incentivi: come Akash vuole moltiplicare i fornitori<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda mossa \u00e8 economica: pagare per l&#8217;offerta. Gi\u00e0 a febbraio 2025 Osuri aveva presentato <a href='https:\/\/thedefiant.io\/news\/blockchains\/akash-network-founder-unveils-plan-to-scale-gpu-supply'>un piano esplicito per scalare la capacit\u00e0<\/a>, con obiettivi ambiziosi: attingere a un bacino potenziale di 11.000 data center professionali e fino a 7 milioni di sedi edge nel mondo. Per attirare capacit\u00e0, Akash ha proposto formule di finanziamento aggressive, tra cui la consegna gratuita di cluster edge da 40 GPU H200 ai provider che si impegnano a mettere quelle risorse sul network.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte on-chain, la roadmap 2026 prevede un modulo dedicato agli incentivi ai provider (indicato come AEP-53), con completamento atteso entro fine anno, pensato proprio per premiare chi porta e mantiene capacit\u00e0. La logica \u00e8 quella di ogni marketplace a due lati: quando manca un lato, lo si sussidia finch\u00e9 la rete non raggiunge una massa critica che si autoalimenta. Osuri lo racconta come un vantaggio competitivo: mentre gli hyperscaler razionano la capacit\u00e0 e allungano le liste d&#8217;attesa, dice, Akash \u00ab\u00e8 gi\u00e0 operativa\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio \u00e8 speculare al problema che vuole risolvere. Sussidiare l&#8217;offerta con nuovi token significa emissione, e l&#8217;emissione diluisce chi gi\u00e0 detiene AKT. Akash ha passato l&#8217;ultimo anno a stringere la politica monetaria; aprire ora un nuovo rubinetto di incentivi tira nella direzione opposta. \u00c8 il classico compromesso tra crescita e disciplina: senza incentivi l&#8217;offerta non cresce, con troppi incentivi il token si svaluta. La misura di quel bilanciamento sar\u00e0 uno dei dati da osservare nei prossimi trimestri.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La domanda tira davvero: AkashML, gli agenti e la svolta inferenza<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se il lato offerta arranca, il lato domanda \u00e8 la parte della storia che d\u00e0 ragione agli ottimisti. Akash ha spostato il baricentro dal nolo grezzo di GPU all&#8217;inferenza gestita, cio\u00e8 al far girare modelli pronti all&#8217;uso. Il prodotto di punta \u00e8 AkashML: nel report del primo trimestre l&#8217;azienda dichiarava 1,7 miliardi di token al giorno processati tramite OpenRouter, con la rivendicazione di superare Cloudflare per traffico giornaliero; nei mesi successivi la cifra \u00e8 stata data in crescita fino a oltre 10 miliardi di token al giorno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Su AkashML girano modelli aperti molto richiesti (dalle famiglie Llama di Meta a DeepSeek e Qwen) e tra i clienti citati compaiono progetti di AI on-chain come Venice, Morpheus, Gensyn ed ElizaOS. Proprio gli agenti autonomi sono il segmento che Akash corteggia con pi\u00f9 decisione: a marzo 2026 ha lanciato una piattaforma per il deployment con un clic di agenti, cavalcando l&#8217;ondata di software che agisce da solo e paga in crypto per il proprio calcolo (sul funzionamento e sui rischi di questi <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/eliza-framework-2026-agenti-ai-wallet-fiducia\/'>agenti dotati di wallet<\/a> abbiamo scritto a parte).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 tutto questo conta per il problema dell&#8217;offerta? Perch\u00e9 la domanda aggregata e continua dell&#8217;inferenza \u00e8 pi\u00f9 appetibile, per un fornitore, del nolo spot a singhiozzo. Un provider che sa di avere carichi stabili da servire ha un ritorno pi\u00f9 prevedibile, e quindi una ragione in pi\u00f9 per restare collegato. La scommessa implicita di Akash \u00e8 che l&#8217;inferenza gestita diventi il volano che rende di nuovo conveniente fornire GPU. In altre parole, la domanda potrebbe finire per curare la malattia dell&#8217;offerta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>CoreWeave, il contraltare: l&#8217;offerta comprata a colpi di miliardi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per misurare la sfida di Akash conviene guardare chi risolve lo stesso problema con la strategia opposta. CoreWeave, quotata al Nasdaq, non aspetta che qualcuno colleghi schede: le compra. Nel secondo trimestre 2026 ha registrato <a href='https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/08\/11\/coreweave-crwv-q2-earnings-report-2026.html'>ricavi per circa 2,6 miliardi di dollari<\/a>, in crescita del 112% sull&#8217;anno e del 24% sul trimestre, con un portafoglio ordini arretrato salito a 104,2 miliardi di dollari, il 246% in pi\u00f9 sull&#8217;anno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro quei numeri c&#8217;\u00e8 capitale, tanto: 51 data center attivi, 1,5 gigawatt di potenza operativa (con quasi 500 megawatt aggiunti nel solo trimestre) e una spesa per investimenti prevista tra 35 e 39 miliardi di dollari l&#8217;anno. Intrator ha parlato di capacit\u00e0 \u00abesaurita\u00bb a fronte di una domanda che continua a correre. \u00c8 il modello inverso a quello di Akash: l&#8217;offerta come funzione del bilancio, non della comunit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto \u00e8 impietoso sulle dimensioni. L&#8217;intero settore delle reti GPU decentralizzate (Akash, io.net, Render e Nosana messe insieme) genera un fatturato annualizzato dell&#8217;ordine di poche centinaia di milioni di dollari; CoreWeave incassa pi\u00f9 di quella cifra in pochi giorni. Ma preso alla lettera il paragone \u00e8 fuorviante, perch\u00e9 le due proposte non servono lo stesso cliente: CoreWeave vende contratti pluriennali da centinaia di milioni ai grandi laboratori, Akash vende calcolo a consumo a sviluppatori, startup e agenti che vogliono pagare poco e senza vincoli. La domanda vera non \u00e8 chi \u00e8 pi\u00f9 grande, ma se il modello leggero di Akash possa reggersi economicamente senza il capitale di un hyperscaler.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>AKT, inflazione e BME: il valore arriva al token?<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Tutta questa attivit\u00e0 arriva al token AKT? \u00c8 la domanda da un milione di euro, ed \u00e8 anche la ragione per cui il prezzo racconta una storia diversa da quella dell&#8217;utilizzo. Al 12 settembre 2026 AKT vale circa 0,53 dollari (poco meno di 0,46 euro), per una capitalizzazione intorno ai 157 milioni di dollari (circa 136 milioni di euro) e il 206esimo posto per valore di mercato, secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/akash-network'>CoinGecko<\/a>; resta oltre il 93% sotto il massimo storico di 8,07 dollari toccato nell&#8217;aprile 2021.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano monetario Akash ha stretto le viti. La proposta di governance 283, approvata nel marzo 2025, ha <a href='https:\/\/akash.network\/blog\/an-evolution-of-akash-network-token-economics'>abbassato l&#8217;inflazione massima annua dal 13% all&#8217;8%<\/a> e la minima dall&#8217;8% al 4%; la proposta gemella 282 ha alzato dal 40% al 50% la quota di emissione destinata alla tesoreria di comunit\u00e0 invece che agli staker. Il risultato \u00e8 uno staking dal rendimento nominale intorno al 7%, ma dal rendimento reale spesso negativo una volta scontata l&#8217;inflazione e la quota che non finisce ai validatori.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La novit\u00e0 pi\u00f9 citata \u00e8 il BME (Burn Mint Equilibrium), attivato il 23 marzo 2026 con la proposta 318. Il meccanismo funziona cos\u00ec: chi paga un servizio brucia AKT in cambio di un credito di regolamento agganciato al dollaro, e il provider viene pagato in AKT al momento del regolamento. In teoria pi\u00f9 uso significa pi\u00f9 AKT bruciati. In pratica \u00e8 un \u00abburn che quasi non brucia\u00bb: i token non vengono distrutti in modo permanente, servono a coprire un credito in dollari, e una distruzione netta si verifica solo se AKT si apprezza tra il momento in cui viene bruciato e quello in cui viene regolato. Non \u00e8, insomma, la leva deflazionistica che il nome suggerisce.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il punto su cui insiste l&#8217;analista Zoha Imdad Ali in un&#8217;<a href='https:\/\/techi.com\/akash-akt-ai-compute-value-capture\/'>analisi per TECHi<\/a> dal titolo eloquente, \u00abAkash fa girare AI reale, ma AKT non riesce a dimostrare di catturarne il valore\u00bb: la critica centrale \u00e8 che Akash non pubblica mai il dato del burn netto di AKT, lasciando gli investitori senza uno strumento per verificare se e quanto l&#8217;uso reale si traduca in valore per il token. Non \u00e8 un dettaglio contabile: \u00e8 la differenza tra una rete che cresce e un token che ne beneficia. Non a caso, nei giorni di mercato mosso AKT tende a muoversi con l&#8217;umore generale del rischio pi\u00f9 che con i propri fondamentali, un fenomeno che abbiamo raccontato osservando la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/correlazione-azioni-crypto-giorni-macro-2026\/'>correlazione tra crypto e azioni<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La mappa dei concorrenti: Render, io.net e Nosana<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash non \u00e8 sola nel tentativo di costruire un cloud senza padrone. La tabella mette a confronto i principali token del settore, ai prezzi del 12 settembre 2026.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Token<\/th><th>Prezzo (USD \/ EUR)<\/th><th>Cap. mercato (USD \/ EUR)<\/th><th>Rank<\/th><th>Circolante<\/th><th>Massimo storico<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>AKT (Akash)<\/td><td>~0,53 \/ ~0,46<\/td><td>~157 mln \/ ~136 mln<\/td><td>#206<\/td><td>297,7 mln<\/td><td>8,07 (apr 2021)<\/td><\/tr><tr><td>RENDER (Render)<\/td><td>~1,38 \/ ~1,20<\/td><td>~717 mln \/ ~622 mln<\/td><td>#88<\/td><td>518,8 mln<\/td><td>13,53 (mar 2024)<\/td><\/tr><tr><td>IO (io.net)<\/td><td>~0,13 \/ ~0,11<\/td><td>~51 mln \/ ~44 mln<\/td><td>#445<\/td><td>397,4 mln<\/td><td>6,43 (giu 2024)<\/td><\/tr><tr><td>NOS (Nosana)<\/td><td>~0,29 \/ ~0,25<\/td><td>~29 mln \/ ~25 mln<\/td><td>#681<\/td><td>100 mln<\/td><td>7,83 (mar 2024)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Reti GPU decentralizzate a confronto. Fonte: CoinGecko, 12 settembre 2026.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Render (RENDER) \u00e8 il pi\u00f9 capitalizzato del gruppo: nato per il rendering grafico su commessa, si \u00e8 progressivamente aperto ai carichi di AI e vale circa 1,20 euro per una capitalizzazione intorno ai 622 milioni di euro. io.net (IO), su Solana, si presenta come \u00abla pi\u00f9 grande rete di calcolo decentralizzata\u00bb e punta ad aggregare cluster di GPU per il machine learning; capitalizza circa 44 milioni di euro. Nosana (NOS), sempre su Solana, gioca su una nicchia pi\u00f9 piccola (dai carichi CPU e DevOps verso l&#8217;inferenza) e vale circa 25 milioni di euro. Un discorso a parte merita Bittensor, che con il suo modello di sottoreti a premio non \u00e8 un marketplace di nolo e non va confuso con questo gruppo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro complessivo \u00e8 quello di un settore ancora minuscolo rispetto al mercato che vuole aggredire, con ricavi reali che restano una frazione delle valutazioni. In una fase di razionalizzazione non \u00e8 scontato che tutti i progetti sopravvivano: chi non riuscir\u00e0 a far quadrare l&#8217;economia dell&#8217;offerta rischia di restare un token senza rete. Per Akash, avere il fatturato pi\u00f9 discusso e la svolta inferenza pi\u00f9 avanzata \u00e8 al tempo stesso un vantaggio competitivo e un peso, perch\u00e9 la espone al confronto sui numeri veri.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;addio a Cosmos e il problema della fiducia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">A complicare il quadro c&#8217;\u00e8 una transizione infrastrutturale di fondo. Akash ha deciso di lasciare la propria blockchain sovrana basata su Cosmos SDK per migrare verso un modello di sicurezza condivisa, con la <a href='https:\/\/akash.network\/roadmap\/aep-79\/'>proposta AEP-79<\/a>. L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 ridurre l&#8217;inefficienza di capitale legata allo staking di AKT e passare a una sicurezza pagata a consumo. A settembre 2026 la scelta della catena ospitante non \u00e8 ancora stata compiuta: si valutano una quindicina di ecosistemi, con Solana indicata tra i candidati pi\u00f9 forti, e l&#8217;obiettivo di completamento resta la fine dell&#8217;anno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A dare la spinta \u00e8 stato anche un episodio spiacevole: il cambio di licenza di un componente enterprise di Cosmos SDK, passato da una licenza aperta a una che ne limita l&#8217;uso commerciale. Osuri ha definito \u00abostile\u00bb la mossa in un intervento pubblico, spiegando che avrebbe impedito ad Akash di usare quel componente in produzione. La migrazione, insomma, \u00e8 in parte spinta e in parte subita, e per gli investitori aggiunge un fattore di incertezza esecutiva proprio mentre il progetto dovrebbe concentrarsi sull&#8217;offerta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un limite pi\u00f9 profondo, che l&#8217;espansione verso i provider casalinghi rende urgente. Akash affitta potenza di calcolo, ma non dimostra che il calcolo sia stato eseguito in modo onesto: il cliente si fida che il provider abbia fatto girare davvero il modello richiesto, senza barare n\u00e9 spiare i dati. Finch\u00e9 i fornitori erano data center reputati il problema era gestibile; con Homenode e le GPU di sconosciuti diventa centrale. Akash ha in roadmap il calcolo confidenziale (indicato come AEP-65, con obiettivo estate 2026 ma finora in ritardo), che userebbe ambienti di esecuzione protetti per cifrare i carichi; \u00e8 un tassello diverso dalle prove crittografiche del calcolo verificabile, ma va nella stessa direzione: dare ai clienti una ragione per fidarsi di hardware che non controllano.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Consob, MiCA e il fisco italiano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per il lettore italiano vale la pena chiarire la cornice normativa. Akash \u00e8 un&#8217;infrastruttura, e AKT si legge come un token di utilit\u00e0 periferico rispetto al cuore del regolamento europeo MiCA, che disciplina soprattutto gli emittenti di token collegati ad attivit\u00e0 o di moneta elettronica e i prestatori di servizi (CASP). In Italia la vigilanza \u00e8 divisa: <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob-and-its-activities\/micar'>Consob<\/a> per la trasparenza e la condotta di mercato, Banca d&#8217;Italia per gli aspetti prudenziali e le stablecoin, secondo il decreto legislativo 5 settembre 2024, n. 129 che ha adattato l&#8217;ordinamento a MiCA. Chi volesse operare come piattaforma di scambio o custodia in Italia deve ottenere l&#8217;autorizzazione come CASP, un <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/licenza-casp-2026-autorizzazione-mica-italia-consob\/'>percorso che abbiamo descritto nel dettaglio<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fisco, il 2026 ha alzato l&#8217;asticella. Dal 1\u00b0 gennaio le plusvalenze e i proventi sulle cripto-attivit\u00e0 sono tassati con l&#8217;<a href='https:\/\/www.agendadigitale.eu\/cultura-digitale\/tassazione-criptovalute-cosa-cambia-con-la-legge-di-bilancio-2026\/'>aliquota ordinaria del 33%<\/a> (era il 26%), e la Legge 30 dicembre 2024, n. 207 ha eliminato la vecchia soglia di esenzione dei 2.000 euro: oggi \u00e8 imponibile il 100% della plusvalenza realizzata. Fanno eccezione i token di moneta elettronica in euro, che restano al 26%. Le cripto vanno monitorate nel quadro RW della dichiarazione e le plusvalenze liquidate nel quadro RT; anche le eventuali ricompense da staking o i proventi di chi fornisce calcolo concorrono a formare reddito quando realizzati. Sulle scadenze e sulla compilazione abbiamo pubblicato una <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-dichiarazione-2026-quadro-t-scadenza-30-settembre\/'>guida dedicata<\/a>. Il messaggio pratico: chi mette AKT in staking o guadagna fornendo GPU deve mettere in conto un carico fiscale non trascurabile, oltre agli obblighi di monitoraggio.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Rischi e cosa guardare nel Q4 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Tirando le fila, la salute di Akash nel resto del 2026 si misura quasi tutta sul lato offerta. Il rischio principale \u00e8 semplice: se il numero di provider non risale, un marketplace con clienti ma senza abbastanza GPU perde di rilevanza, per quanto elegante sia la tecnologia. Le contromisure (Homenode, StarCluster, incentivi on-chain) sono ragionevoli, ma introducono a loro volta rischi: diluizione da nuove emissioni, affidabilit\u00e0 dell&#8217;hardware consumer e la solita distanza tra roadmap e consegne, con il calcolo confidenziale gi\u00e0 in ritardo sui tempi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni indicatori concreti da tenere d&#8217;occhio nei prossimi mesi:<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Il report Messari del secondo trimestre 2026, in ritardo: dir\u00e0 se il numero di provider ha smesso di scendere o se il minimo di 58 \u00e8 stato superato al ribasso.<\/li><li>La scelta della catena per AEP-79: quale ecosistema (Solana o altri) e con quali garanzie per lo staking di AKT.<\/li><li>Il passaggio di Homenode dalla beta alla disponibilit\u00e0 generale e i primi numeri reali sui nodi domestici collegati.<\/li><li>L&#8217;uscita del calcolo confidenziale, che sbloccherebbe carichi sensibili oggi preclusi.<\/li><li>La pubblicazione di un dato di burn netto del BME, la trasparenza che finora \u00e8 mancata.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash resta uno degli esperimenti pi\u00f9 interessanti del filone AI-crypto: fa girare calcolo reale, ha una narrazione coerente e un fondatore che il problema lo ha inquadrato bene. Ma la storia del 2026 non \u00e8 quella di una rete che ha gi\u00e0 vinto; \u00e8 quella di una rete che deve convincere il mondo a collegare le proprie GPU prima che i clienti si stanchino di aspettare. La domanda, per una volta, non \u00e8 se qualcuno vorr\u00e0 comprare calcolo a poco. \u00c8 chi accetter\u00e0 di venderlo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Akash Network e come funziona?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash Network \u00e8 un marketplace decentralizzato di potenza di calcolo. Non possiede data center n\u00e9 GPU: mette in contatto chi ha schede grafiche inutilizzate con chi ha bisogno di calcolo per l&#8217;AI, e il prezzo lo fissa un&#8217;asta al ribasso in cui i fornitori competono per aggiudicarsi il carico di lavoro. Il pagamento avviene tramite il token AKT.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il numero di provider su Akash \u00e8 in calo nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 l&#8217;economia del fornitore si \u00e8 fatta difficile. L&#8217;asta al ribasso comprime i prezzi (una GPU H100 su Akash costa una frazione del prezzo di AWS) e il tasso di utilizzo medio, intorno al 33,7%, lascia le schede ferme per due terzi del tempo. Molti operatori strutturati hanno trovato usi pi\u00f9 redditizi per lo stesso hardware, e nel primo trimestre 2026 i provider attivi sono scesi a 58, il minimo storico.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come si diventa provider su Akash con Homenode?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Homenode, in accesso anticipato dal 25 febbraio 2026, permette a chi possiede una GPU consumer di fascia alta (Nvidia RTX 4090, RTX 5090 o Quadro RTX 6000 Ada) di diventare fornitore senza gestire Kubernetes. \u00c8 distribuito come sistema operativo dedicato, installabile in dual-boot, che trasforma la macchina in un nodo sicuro. Resta in beta e va valutato con attenzione per affidabilit\u00e0 e continuit\u00e0.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quanto costa una GPU H100 su Akash rispetto ad AWS?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul marketplace di Akash una Nvidia H100 costa indicativamente intorno a 1,33 dollari l&#8217;ora (circa 1,15 euro), contro i circa 3,93 dollari l&#8217;ora dei Capacity Blocks di AWS e fino a quasi 6,88 dollari l&#8217;ora del listino on-demand P5. Il prezzo su Akash oscilla perch\u00e9 \u00e8 fissato da un&#8217;asta, e il risparmio \u00e8 massimo quando l&#8217;offerta di GPU supera la domanda.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come vengono tassate in Italia le plusvalenze e le ricompense su AKT nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1\u00b0 gennaio 2026 le plusvalenze sulle cripto-attivit\u00e0 sono tassate al 33%, senza pi\u00f9 la soglia di esenzione dei 2.000 euro abolita dalla Legge n. 207 del 2024; i token di moneta elettronica in euro restano al 26%. 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