{"id":572,"date":"2026-09-13T22:32:56","date_gmt":"2026-09-13T22:32:56","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/render-2026-otoy-octane-filiera-domanda-token\/"},"modified":"2026-09-13T22:32:56","modified_gmt":"2026-09-13T22:32:56","slug":"render-2026-otoy-octane-filiera-domanda-token","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/render-2026-otoy-octane-filiera-domanda-token\/","title":{"rendered":"Render nel 2026: la rete GPU che si crea la domanda da sola"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Render viene quasi sempre archiviato nella stessa casella: rete decentralizzata di GPU, un cugino di Akash e io.net, un modo per affittare potenza di calcolo senza passare da Amazon Web Services o Google Cloud. \u00c8 una descrizione corretta, ma nel 2026 racconta solo met\u00e0 della storia. L&#8217;altra met\u00e0 \u00e8 che OTOY, la societ\u00e0 che sta dietro alla rete, non si limita pi\u00f9 a mettere in contatto chi possiede GPU inutilizzate con chi ne ha bisogno: sta costruendo l&#8217;intera filiera del calcolo creativo assistito dall&#8217;intelligenza artificiale, dal motore di rendering al software per gli artisti fino ai modelli generativi, e ha cablato il token RENDER come unit\u00e0 di conto lungo tutta la catena.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso \u00e8 servito. Sul piano dell&#8217;uso, il 2026 \u00e8 l&#8217;anno migliore nella storia della rete: nel secondo trimestre Render ha registrato per la prima volta dal 2018 una offerta di GPU negativa, cio\u00e8 la domanda di calcolo ha superato ogni nodo che la rete potesse mettere in campo, secondo i dati riportati da <a href='https:\/\/cryptobriefing.com\/render-network-negative-gpu-supply-2026\/'>Crypto Briefing<\/a>. Sul piano del prezzo, per\u00f2, il token vale circa 1,19 euro, con una capitalizzazione intorno ai 616 milioni di euro e una quotazione ancora inferiore di oltre il 90% rispetto al massimo storico di 12,42 euro toccato nella primavera del 2024, stando ai dati di <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/render\/eur'>CoinGecko<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa guida parte da qui: perch\u00e9 una rete cos\u00ec satura ha un token cos\u00ec depresso, e perch\u00e9 la risposta di OTOY, cio\u00e8 prendere il controllo non solo dell&#8217;offerta di calcolo ma anche della domanda, \u00e8 insieme la scommessa pi\u00f9 ambiziosa e pi\u00f9 fragile del settore. Nella settimana in cui i mercati guardano al <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/clarity-act-voto-15-settembre-sec-cftc-enforcement-2026\/'>voto sul CLARITY Act<\/a> negli Stati Uniti e alla riunione della Federal Reserve, distinguere il segnale dal rumore su un asset come RENDER richiede di capire prima come funziona la macchina che ci sta sotto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Render, dietro lo slogan della GPU decentralizzata<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Render nasce da un problema molto concreto degli studi di grafica. Renderizzare una scena 3D complessa, un fotogramma di un film di animazione o una sequenza di effetti visivi, richiede enormi quantit\u00e0 di calcolo parallelo su schede grafiche. Uno studio piccolo non pu\u00f2 permettersi una render farm da centinaia di GPU, e affittarla dai grandi cloud \u00e8 costoso e macchinoso. Nel frattempo, in tutto il mondo, milioni di schede grafiche restano accese e inutilizzate per gran parte della giornata.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">OTOY, fondata nel 2008 da Jules Urbach, aveva gi\u00e0 il pezzo software chiave: OctaneRender, un motore di rendering GPU basato sul path tracing, arrivato sul mercato nei primi anni Dieci e integrato in strumenti come Cinema 4D, Blender e Unreal Engine. Nel 2017 Urbach ha presentato Render Network come il ponte tra quel software e la capacit\u00e0 inutilizzata: un marketplace che mette in contatto chi ha bisogno di renderizzare (gli artisti) con chi ha GPU da noleggiare (gli operatori dei nodi), regolando i pagamenti in token. Nel 2023 il progetto ha guadagnato una struttura pi\u00f9 autonoma con la nascita della Render Foundation, scorporata da OTOY e con sede alle Cayman, incaricata di gestire tesoreria, emissioni e governance.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La ragione per cui questo modello funziona \u00e8 tecnica. Il rendering \u00e8 un carico di lavoro cosiddetto imbarazzantemente parallelo: ogni fotogramma, e spesso ogni porzione di fotogramma, pu\u00f2 essere calcolato in modo indipendente, senza bisogno che migliaia di schede comunichino tra loro in tempo reale come accade nell&#8217;addestramento di un grande modello linguistico. Questo rende il rendering il candidato ideale per una griglia distribuita di GPU sparse in migliaia di posti diversi, ed \u00e8 la stessa propriet\u00e0 che, come vedremo, oggi spinge Render verso l&#8217;inferenza AI.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Come gira un lavoro sulla rete: nodi, tier e Proof-of-Render<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista dell&#8217;utente, il flusso \u00e8 semplice. Un artista carica la scena, sceglie parametri come risoluzione e numero di fotogrammi, e riceve un preventivo espresso in valuta tradizionale. Sul retro, la rete spezza il lavoro e lo distribuisce ai nodi disponibili, cio\u00e8 agli operatori che hanno messo le loro GPU a disposizione. Quando i risultati tornano indietro, vengono validati e consegnati, e solo a quel punto il pagamento viene regolato e le ricompense assegnate.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Gli operatori non sono tutti uguali. Render organizza i nodi in fasce di reputazione (i tier): chi ha una storia di lavori completati correttamente e hardware pi\u00f9 performante accede a job pi\u00f9 remunerativi e prioritari. \u00c8 un meccanismo che serve a un problema serio delle reti decentralizzate, cio\u00e8 fidarsi di macchine anonime: la reputazione costruita nel tempo \u00e8 la garanzia che il lavoro affidato torner\u00e0 indietro fatto bene.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il tassello che tiene insieme tutto \u00e8 il Proof-of-Render, la procedura con cui la rete verifica che un fotogramma sia stato effettivamente calcolato e calcolato in modo corretto, prima di pagare il nodo. Nato come controllo di qualit\u00e0, negli ultimi anni il Proof-of-Render \u00e8 stato esteso a un ruolo pi\u00f9 ambizioso, quello di registro di provenienza per i contenuti generati o assistiti dall&#8217;AI, un tema su cui torneremo perch\u00e9 \u00e8 centrale nella strategia di OTOY.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Da RNDR a RENDER: la migrazione su Solana<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi segue il progetto da anni ricorder\u00e0 il ticker originale, RNDR, un token ERC-20 su Ethereum. Nel corso della fase 2023-2024 la community ha approvato la migrazione verso Solana, dove il token vive ora come RENDER (standard SPL), con uno scambio uno a uno. La ragione \u00e8 pratica: le commissioni e i tempi di regolamento su Solana sono molto pi\u00f9 bassi, un vantaggio non da poco per una rete che deve regolare tanti micro-pagamenti tra job e nodi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La transizione \u00e8 quasi completa: la grande maggioranza dell&#8217;offerta \u00e8 passata al nuovo standard, mentre resta una coda di token legacy in portafogli inattivi. Un dettaglio storico da tenere presente: la versione del token sulla rete Polygon \u00e8 stata dismessa il 18 luglio 2025, a seguito di un accesso non autorizzato a un contratto su Polygon, come annota la stessa scheda di <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/render\/eur'>CoinGecko<\/a>. Non ha intaccato la rete principale n\u00e9 i fondi su Ethereum o Solana, ma \u00e8 il tipo di episodio che vale la pena conoscere prima di comprare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte dei numeri, oggi circolano circa 518,8 milioni di RENDER su un&#8217;offerta totale di circa 533,5 milioni e un tetto massimo di circa 644,2 milioni. Quel divario tra offerta attuale e tetto massimo, oltre cento milioni di token ancora da coniare, non \u00e8 un dettaglio contabile: \u00e8 il carburante delle emissioni future, e ci torneremo quando parleremo del prezzo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Burn and Mint Equilibrium: come il token cattura il lavoro<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore economico di Render \u00e8 un meccanismo chiamato Burn and Mint Equilibrium (BME), descritto in dettaglio nella <a href='https:\/\/know.rendernetwork.com\/basics\/burn-mint-equilibrium'>documentazione ufficiale della rete<\/a>. L&#8217;idea \u00e8 separare l&#8217;esperienza dell&#8217;utente dalla volatilit\u00e0 del token. I lavori sono quotati in dollari, cos\u00ec un artista sa quanto spender\u00e0 a prescindere da quanto oscilli RENDER quel giorno. Al momento del pagamento, l&#8217;utente acquista la quantit\u00e0 di RENDER corrispondente a quel valore in dollari, e quei token vengono bruciati (distrutti) al completamento del lavoro, meno una piccola commissione di rete.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;altro lato, gli operatori dei nodi non vengono pagati con i token bruciati, ma con RENDER di nuova emissione, coniati secondo un calendario decrescente. \u00c8 il classico schema brucia-e-conia: la domanda di calcolo distrugge token, l&#8217;incentivo agli operatori ne crea di nuovi, e l&#8217;equilibrio tra i due flussi determina se l&#8217;offerta netta cresce o si contrae. Nel primo anno il calendario prevedeva l&#8217;emissione di circa 9,13 milioni di RENDER, scesi a circa 5,9 milioni nel secondo anno, con una traiettoria in ulteriore calo negli anni successivi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Fase<\/th><th>Cosa succede<\/th><th>Effetto sul token<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>1. Prezzo del lavoro<\/td><td>Il job viene quotato in dollari (esperienza stabile per l&#8217;utente)<\/td><td>Nessuno diretto<\/td><\/tr><tr><td>2. Pagamento<\/td><td>L&#8217;utente acquista RENDER pari al valore del lavoro<\/td><td>Domanda di acquisto<\/td><\/tr><tr><td>3. Completamento<\/td><td>I token pagati vengono bruciati, meno una piccola commissione di rete<\/td><td>Offerta ridotta (burn)<\/td><\/tr><tr><td>4. Ricompensa nodi<\/td><td>Agli operatori vanno RENDER di nuova emissione, su calendario decrescente<\/td><td>Offerta aumentata (mint)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Il ciclo Burn and Mint Equilibrium in quattro passi. Fonte: documentazione Render Network.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui sta una sottigliezza che pochi notano e che spiega buona parte del comportamento del prezzo: siccome i lavori sono quotati in dollari, quando RENDER vale meno servono pi\u00f9 token per pagare lo stesso lavoro, e quindi se ne bruciano di pi\u00f9. Un prezzo basso non riduce l&#8217;attivit\u00e0, ne aumenta anzi il burn in termini di quantit\u00e0 di token, ma abbassa il valore economico catturato per ogni token. \u00c8 un punto che manda in cortocircuito l&#8217;intuizione di chi si aspetta che pi\u00f9 burn significhi meccanicamente prezzo pi\u00f9 alto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il 2026 della penuria: quando la domanda supera l&#8217;offerta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La notizia che ha ridefinito la percezione della rete \u00e8 arrivata a met\u00e0 2026. Per la prima volta dal 2018, Render ha vissuto un evento di offerta di GPU negativa nel secondo trimestre: la domanda di calcolo ha superato tutti i nodi disponibili. Non \u00e8 un modo di dire, \u00e8 un problema logistico concreto. Nei sei mesi precedenti la rete aveva integrato circa 60.000 nuove GPU in 180 paesi, e nonostante questo, secondo <a href='https:\/\/cryptobriefing.com\/render-network-negative-gpu-supply-2026\/'>Crypto Briefing<\/a>, ogni scheda risultava pienamente utilizzata quasi dal momento dell&#8217;ingresso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il motore di questa fame di calcolo \u00e8 il passaggio dall&#8217;uso classico, il rendering 3D, a un uso nuovo, l&#8217;intelligenza artificiale. I carichi di lavoro AI sono passati da meno del 10% dell&#8217;attivit\u00e0 di rete nel 2024 al 35-40% nel 2026. E siccome i lavori bruciano token, questa crescita ha lasciato una traccia netta nei dati on-chain: i burn sono aumentati del 279% su base annua, un indicatore diretto di quanto calcolo viene effettivamente comprato sulla piattaforma.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Metrica di rete (2026)<\/th><th>Valore<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Nodi GPU attivi<\/td><td>circa 5.600<\/td><\/tr><tr><td>GPU aggiunte in sei mesi<\/td><td>circa 60.000, in 180 paesi<\/td><\/tr><tr><td>Quota dei lavori AI<\/td><td>35-40% (da meno del 10% nel 2024)<\/td><\/tr><tr><td>Crescita dei burn di token<\/td><td>+279% su base annua<\/td><\/tr><tr><td>Fotogrammi renderizzati (cumulati)<\/td><td>oltre 68 milioni<\/td><\/tr><tr><td>Offerta di GPU nel Q2 2026<\/td><td>negativa (prima volta dal 2018)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Fonti: Crypto Briefing, dati di rete Render 2026.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Buona parte delle nuove GPU \u00e8 arrivata grazie all&#8217;integrazione con Salad Technologies, una rete nata come app per monetizzare le schede grafiche inutilizzate dei videogiocatori, poi convertita al calcolo AI. Portare la sua flotta dentro Render significa attingere a un bacino enorme di hardware consumer, esattamente il tipo di offerta capillare e distribuita che serve per l&#8217;inferenza.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Dispersed: dal rendering all&#8217;inferenza AI<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il veicolo con cui Render ha formalizzato la svolta AI si chiama Dispersed, presentato a dicembre 2025 al Solana Breakpoint. \u00c8 la piattaforma della rete dedicata al calcolo AI, distinta dal rendering 3D classico, ed \u00e8 pensata soprattutto per l&#8217;inferenza, cio\u00e8 l&#8217;esecuzione di modelli gi\u00e0 addestrati (generare un&#8217;immagine, un video, una risposta) pi\u00f9 che per l&#8217;addestramento da zero.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta non \u00e8 casuale. L&#8217;addestramento dei modelli di frontiera richiede cluster giganteschi e sincronizzati, con interconnessioni ad altissima velocit\u00e0: \u00e8 un lavoro da grandi data center, non da griglia distribuita. L&#8217;inferenza, al contrario, \u00e8 frammentabile e tollerante alla latenza, esattamente come il rendering. \u00c8 il terreno dove una rete decentralizzata ha un vantaggio strutturale, non solo di prezzo. Secondo <a href='https:\/\/messari.io\/project\/render-network'>Messari<\/a>, circa il 95% dei pagamenti su Dispersed viene bruciato, una quota di burn ancora pi\u00f9 alta rispetto al rendering tradizionale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Spostarsi sull&#8217;inferenza apre per\u00f2 una domanda che vale per tutto il settore: come si verifica che un calcolo AI, eseguito su hardware anonimo, sia stato fatto davvero e fatto bene? \u00c8 la questione della fiducia nel calcolo, e c&#8217;\u00e8 chi la affronta con le prove crittografiche, un tema che abbiamo raccontato parlando di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/zk-ml-2026-prove-funzionano-chi-paga\/'>zk-ML e AI verificabile<\/a>. Render, per ora, si affida al suo Proof-of-Render e al sistema di reputazione dei nodi, una scelta pi\u00f9 pragmatica ma anche meno rigorosa dal punto di vista della garanzia matematica.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La vera scommessa: costruire la domanda, non solo l&#8217;offerta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo al punto che distingue Render dagli altri progetti DePIN e che \u00e8 la ragione di questa guida. Quasi tutte le reti decentralizzate di GPU controllano un solo lato del mercato: l&#8217;offerta. Aggregano hardware inutilizzato e lo rivendono a chi lo cerca, ma la domanda arriva dall&#8217;esterno, da sviluppatori e aziende che potrebbero altrettanto facilmente rivolgersi a un concorrente. OTOY sta provando a fare qualcosa di diverso: costruirsi anche la domanda.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo tassello \u00e8 il motore. OctaneRender 2026 ha introdotto tecnologie di punta come i Gaussian Splat rilluminabili pronti per la produzione, lo streaming in tempo reale di geometrie enormi e una neural radiance cache che riduce il rumore fin dal primo fotogramma. La versione successiva alza ancora l&#8217;asticella: OctaneRender 2027.1, uscito in alpha pubblica, aggiunge una modalit\u00e0 di rendering neurale che promette immagini quasi prive di rumore in tempo reale, un aggiornamento del sistema AI Light e l&#8217;export in formato USD, e punta a renderizzare le scene direttamente come oggetti neurali e Gaussian splat senza passaggi intermedi, come riporta <a href='https:\/\/www.cgchannel.com\/2026\/07\/otoy-releases-octanerender-2027-1-in-alpha\/'>CG Channel<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo tassello \u00e8 il software per gli artisti. OTOY Studio, distribuito con OctaneStudio+ 2026, non \u00e8 pi\u00f9 solo un renderer: \u00e8 un hub creativo che integra oltre 700 strumenti e servizi, inclusi modelli di terze parti come Topaz Labs, Google DeepMind, Higgsfield, Kling, Runway, LTX e Luma Labs, secondo la copertura di <a href='https:\/\/80.lv\/articles\/octanestudio-2026-launches-with-greyscalegorilla-plus-kitbash3d'>80 Level<\/a>. E, dettaglio cruciale, RENDER \u00e8 stato reso una forma di pagamento all&#8217;interno della suite per accedere a decine di questi modelli AI.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Messi in fila, i pezzi disegnano una filiera verticale. Un creativo apre OTOY Studio, usa Octane per il rendering neurale, richiama un modello generativo pagandolo in RENDER, e se serve altra potenza il lavoro finisce sulla rete o su Dispersed, dove altri RENDER vengono bruciati. Il token non regola pi\u00f9 solo l&#8217;offerta (il pagamento ai nodi), ma anche la domanda (il consumo di software e modelli). \u00c8 la differenza tra gestire un parcheggio e possedere anche le auto: OTOY non aspetta che la domanda arrivi, se la fabbrica.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Livello della filiera<\/th><th>Cosa fa<\/th><th>Come entra RENDER<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>OctaneRender (motore)<\/td><td>Rendering GPU, ora in modalit\u00e0 neurale<\/td><td>Lavori regolati sulla rete, licenze e crediti<\/td><\/tr><tr><td>OTOY Studio (software)<\/td><td>Suite con oltre 700 strumenti e modelli AI<\/td><td>Pagamento in RENDER per decine di modelli<\/td><\/tr><tr><td>Render Network (marketplace)<\/td><td>Smista i lavori agli operatori dei nodi<\/td><td>BME: token bruciati per ogni job completato<\/td><\/tr><tr><td>Dispersed (piattaforma AI)<\/td><td>Inferenza e calcolo AI distribuito<\/td><td>Circa il 95% dei pagamenti bruciato<\/td><\/tr><tr><td>Proof-of-Render (verifica)<\/td><td>Valida risultati e provenienza dei contenuti<\/td><td>Infrastruttura di fiducia della rete<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>La filiera verticale di OTOY intorno al token RENDER.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Provenienza e diritti degli artisti: il Proof-of-Render come registro<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un motivo strategico dietro l&#8217;insistenza di OTOY sulla provenienza. In un mondo in cui i modelli generativi producono immagini e video indistinguibili dal reale, sapere chi ha creato cosa, con quali strumenti e a partire da quali diritti diventa un valore economico. Render prova a trasformare il suo Proof-of-Render, nato come controllo di qualit\u00e0 del rendering, in un sistema che certifica la catena creativa: chi ha renderizzato, quando, con quali asset.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La visione \u00e8 stata esposta con chiarezza nel marzo 2024, quando OTOY ha annunciato una collaborazione con Stability AI ed Endeavor su modelli AI, diritti di propriet\u00e0 intellettuale e provenienza. Jules Urbach, fondatore e CEO di OTOY, l&#8217;ha descritta come <a href='https:\/\/home.otoy.com\/stabilityai\/'>una tappa che \u00abshape the future of transparent, artist driven AI workflows and tools, powered at scale by decentralized computing\u00bb<\/a>, sottolineando l&#8217;obiettivo di permettere a creatori ed editori di sfruttare il proprio lavoro e la propria IP attraverso addestramento, inferenza e rendering. Vale la pena datare bene questa dichiarazione al 2024, dato che il panorama dell&#8217;AI \u00e8 cambiato molto da allora.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo stesso annuncio, Ariel Emanuel, CEO di Endeavor, aveva inquadrato la posta in gioco affermando che <a href='https:\/\/home.otoy.com\/stabilityai\/'>\u00abAI is profoundly changing the media and entertainment landscape, on par with the Internet and the advent of television\u00bb<\/a>, definendo la partnership un passo importante per aiutare artisti e titolari di diritti a controllare e gestire il proprio lavoro nell&#8217;era dell&#8217;AI. Che questa infrastruttura di provenienza diventi davvero uno standard resta tutto da dimostrare, ma spiega perch\u00e9 OTOY leghi cos\u00ec strettamente rendering, modelli generativi e verifica: se gli artisti si fidano della filiera, ci lavorano dentro, e ogni lavoro passa dal token.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Chi decide: RNP, Foundation e il voto su Nation<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Le regole della rete, comprese le leve economiche come le emissioni, non le cambia unilateralmente OTOY. Il processo passa dalle Render Network Proposal (RNP), le proposte pubblicate e discusse sul <a href='https:\/\/github.com\/rendernetwork\/RNPs'>repository GitHub del progetto<\/a>, votate poi dai possessori di token. La Render Foundation coordina il processo e l&#8217;implementazione, mentre il voto vero e proprio si \u00e8 spostato dalla vecchia piattaforma Snapshot alla piattaforma Nation, compatibile con i wallet dell&#8217;ecosistema Solana.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Diverse RNP hanno plasmato la rete che vediamo oggi. Il calendario delle emissioni \u00e8 stato fissato per fasi (la RNP-006 per il primo periodo, la RNP-022 per la terza annualit\u00e0), il supporto alle GPU enterprise \u00e8 arrivato con la RNP-021, che ha ammesso schede professionali come le NVIDIA H100 e H200 e le AMD Instinct, e l&#8217;integrazione con Salad che ha portato le decine di migliaia di GPU consumer \u00e8 passata dalla RNP-023. In pratica il BME non \u00e8 un meccanismo scolpito nella pietra, ma un cruscotto i cui parametri la governance pu\u00f2 ritarare, per esempio spostando il punto di equilibrio tra token bruciati e token coniati. Chi vuole approfondire come funziona questo cruscotto trova su HOGE Wire una guida dedicata alla governance della rete.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il paradosso del token: rete piena, prezzo a terra<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo alla domanda di partenza. Se l&#8217;uso \u00e8 ai massimi storici, perch\u00e9 il token \u00e8 quasi il 90% sotto il picco del 2024? Le ragioni sono almeno quattro, e nessuna riguarda un presunto fallimento della tecnologia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La prima \u00e8 la base di partenza. Il massimo del 2024 \u00e8 stato in buona parte una bolla, gonfiata dall&#8217;entusiasmo per il tema AI applicato alle crypto. Confrontare qualsiasi prezzo attuale con quel picco distorce la prospettiva. La seconda \u00e8 quella gi\u00e0 vista: siccome i lavori sono quotati in dollari, un prezzo pi\u00f9 basso fa bruciare pi\u00f9 token ma cattura meno valore per token, indebolendo il legame lineare tra attivit\u00e0 e prezzo che molti danno per scontato. La terza \u00e8 la scala assoluta: per quanto i burn siano cresciuti del 279%, restano piccoli rispetto ai 518 milioni di token circolanti e alle emissioni ancora in corso, con oltre cento milioni di RENDER da coniare prima di toccare il tetto massimo di offerta, un fattore di diluizione futura.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La quarta \u00e8 il sentiment. Gli analisti di <a href='https:\/\/coinpedia.org\/price-analysis\/render-price-tests-1-30-as-otoy-ai-updates-strengthens\/'>Coinpedia<\/a> hanno sintetizzato la situazione osservando che, nonostante i fondamentali in miglioramento e i continui aggiornamenti di OTOY, al token manca ancora un catalizzatore in grado di innescare un movimento deciso. RENDER, in altre parole, si comporta come un asset ad alto beta legato al tema AI: nei giorni macro tende ad accendersi la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/correlazione-azioni-crypto-giorni-macro-2026\/'>correlazione tra azioni e crypto<\/a>, e un token del genere si muove pi\u00f9 al ritmo dei tassi e dell&#8217;appetito per il rischio che al ritmo dei propri burn.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa che manchi l&#8217;interesse istituzionale. A inizio 2026 RENDER pesava circa il 15% del paniere del <a href='https:\/\/cryptobriefing.com\/grayscale-decentralized-ai-fund-launch-accredited-investors\/'>Grayscale Decentralized AI Fund<\/a>, terza posizione dopo Bittensor (TAO) e NEAR, anche se le quote vengono ribilanciate periodicamente. \u00c8 il segnale che, nella tesi di investimento sull&#8217;intersezione tra AI e crypto, Render resta uno dei nomi che i gestori considerano imprescindibili.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>RENDER, i numeri (13 settembre 2026)<\/th><th>Valore<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Prezzo<\/td><td>1,19 euro<\/td><\/tr><tr><td>Capitalizzazione<\/td><td>circa 616 milioni di euro<\/td><\/tr><tr><td>Volume 24 ore<\/td><td>circa 24,3 milioni di euro<\/td><\/tr><tr><td>Offerta circolante<\/td><td>circa 518,8 milioni di RENDER<\/td><\/tr><tr><td>Offerta totale \/ massima<\/td><td>circa 533,5 \/ 644,2 milioni<\/td><\/tr><tr><td>Posizione per capitalizzazione<\/td><td>numero 89<\/td><\/tr><tr><td>Massimo storico<\/td><td>12,42 euro (circa -90%)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Fonte: CoinGecko, dati in euro al 13 settembre 2026 (valori soggetti a oscillazioni).<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Render, Akash e io.net: il confronto DePIN<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Render viene spesso citato insieme ad Akash e io.net come se fossero intercambiabili. Lo sono solo in superficie. Render \u00e8, di gran lunga, il pi\u00f9 grande dei tre per capitalizzazione, ed \u00e8 l&#8217;unico costruito attorno a un caso d&#8217;uso specifico e a un software proprietario (il rendering creativo), da cui poi si \u00e8 allargato all&#8217;AI. Akash \u00e8 invece un mercato di calcolo generico che funziona ad asta inversa, dove chi cerca capacit\u00e0 pubblica un ordine e i fornitori competono al ribasso, e gira su una propria blockchain derivata da Cosmos, come abbiamo raccontato nel <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-2026-marketplace-gpu-decentralizzate\/'>ritratto del suo marketplace di GPU<\/a>. io.net, infine, aggrega GPU soprattutto in ottica di machine learning, con l&#8217;ambizione di orchestrare cluster per l&#8217;addestramento.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Progetto<\/th><th>Token<\/th><th>Prezzo<\/th><th>Capitalizzazione<\/th><th>Focus<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Render<\/td><td>RENDER<\/td><td>1,19 euro<\/td><td>circa 616 mln euro<\/td><td>Rendering e AI creativa, filiera integrata<\/td><\/tr><tr><td>Akash<\/td><td>AKT<\/td><td>0,46 euro<\/td><td>circa 137 mln euro<\/td><td>Calcolo generico, asta inversa, chain propria<\/td><\/tr><tr><td>io.net<\/td><td>IO<\/td><td>0,11 euro<\/td><td>circa 44 mln euro<\/td><td>Aggregazione GPU per machine learning<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Fonte: CoinGecko, dati in euro al 13 settembre 2026.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza sostanziale \u00e8 quella gi\u00e0 vista: Akash e io.net sono soprattutto marketplace, mentre Render sta costruendo attorno a s\u00e9 un intero ecosistema software che genera domanda. \u00c8 una strategia pi\u00f9 difendibile se funziona (perch\u00e9 lega i clienti a strumenti che usano ogni giorno), ma anche pi\u00f9 esposta se l&#8217;esecuzione zoppica, perch\u00e9 OTOY deve competere sia contro gli altri DePIN sia contro i colossi del software creativo tradizionale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>RENDER per un risparmiatore italiano: MiCA, Consob e fisco<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista regolamentare, RENDER \u00e8 un token di utilit\u00e0: d\u00e0 accesso a un servizio (il calcolo) e non \u00e8 n\u00e9 un token di moneta elettronica (EMT) n\u00e9 un token collegato ad attivit\u00e0 (ART). Questo lo colloca ai margini del cuore del regolamento europeo MiCA, che disciplina soprattutto stablecoin ed emittenti, mentre le regole che contano per chi lo compra si applicano al livello degli intermediari: exchange, custodi e piattaforme. In Italia il quadro fa capo a <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/area-pubblica\/sezione-micar'>Consob<\/a> per la condotta di mercato e la tutela degli investitori e alla Banca d&#8217;Italia per gli aspetti prudenziali, in base al D.lgs. 129\/2024. Il periodo transitorio MiCA si \u00e8 chiuso il 1 luglio 2026, con nove soggetti abilitati in Italia; grazie al passaporto unico, per\u00f2, anche i CASP autorizzati in altri paesi dell&#8217;Unione possono servire i clienti italiani.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte fiscale, il 2026 ha portato una stretta. Le plusvalenze in cripto per le persone fisiche sono tassate con un&#8217;imposta sostitutiva salita al 33% dal 1 gennaio 2026 (era il 26%), mentre la vecchia franchigia di 2.000 euro \u00e8 stata abolita: si paga dal primo euro di guadagno. Fa eccezione solo il 26% mantenuto per gli EMT in euro conformi a MiCA. La tassazione scatta al realizzo, quindi quando si vende contro euro, si paga in beni o servizi, o si converte in un asset con caratteristiche diverse; le plusvalenze vanno nel quadro RT e il monitoraggio nel quadro RW (o quadro W nei modelli pi\u00f9 recenti), con il costo calcolato in genere a LIFO. Dal 2026 \u00e8 inoltre operativa la direttiva DAC8, che dal 2027 far\u00e0 comunicare all&#8217;Agenzia delle Entrate i dati dei clienti da parte degli exchange europei. Chi tiene RENDER farebbe bene a rileggere le regole prima della <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-dichiarazione-2026-quadro-t-scadenza-30-settembre\/'>scadenza dichiarativa di fine settembre<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una sfumatura specifica di Render che vale la pena segnalare, anche se il Fisco non l&#8217;ha ancora chiarita: pagare direttamente un servizio di calcolo in RENDER, per esempio un modello dentro OTOY Studio, potrebbe configurare insieme una cessione del token (potenzialmente tassabile come plusvalenza) e un acquisto di servizio. \u00c8 esattamente il tipo di operazione che la filiera verticale di OTOY rende comune, e che il quadro fiscale italiano tratta ancora come zona grigia. Per confronto, negli Stati Uniti il dibattito \u00e8 a monte, sulla natura stessa di questi asset, ed \u00e8 il nodo che il CLARITY Act prova a sciogliere ridisegnando il confine tra le competenze di SEC e CFTC.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I rischi da mettere in conto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La tesi della filiera verticale \u00e8 affascinante, ma porta con s\u00e9 rischi precisi che un investitore dovrebbe pesare a mente fredda.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Dipendenza da OTOY e da Urbach.<\/strong> Gran parte del valore della rete poggia sul software proprietario di una singola azienda e sulla visione di un singolo fondatore. \u00c8 un rischio da persona chiave e da centralizzazione che nessuna decentralizzazione della griglia GPU elimina davvero.<\/li><li><strong>Diluizione.<\/strong> Con oltre cento milioni di token ancora da emettere prima del tetto massimo, le ricompense agli operatori continueranno ad aggiungere offerta, che il burn deve pi\u00f9 che compensare per far salire il prezzo.<\/li><li><strong>Concorrenza su due fronti.<\/strong> Render compete contro gli altri DePIN sul prezzo del calcolo e contro i grandi del software creativo e dei cloud sulla domanda. Se, finita l&#8217;attuale penuria, l&#8217;hardware tornasse abbondante, il potere di prezzo si ridurrebbe.<\/li><li><strong>Rischio di esecuzione.<\/strong> Costruire una filiera che va dal motore di rendering ai modelli generativi \u00e8 molto pi\u00f9 complesso che gestire un marketplace. Ogni tassello che non decolla indebolisce la tesi del token che cattura sia offerta sia domanda.<\/li><li><strong>Scollamento prezzo-uso.<\/strong> Come mostra il 2026, una rete pu\u00f2 prosperare mentre il token ristagna. La quotazione in dollari dei lavori significa che pi\u00f9 valore economico non si traduce automaticamente in pi\u00f9 valore per token.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno di questi rischi \u00e8 fatale di per s\u00e9, ma insieme spiegano perch\u00e9 il mercato tratti RENDER come una scommessa a lungo termine sull&#8217;esecuzione di OTOY, pi\u00f9 che come un titolo che segue meccanicamente le metriche di rete. La domanda che conta per il 2027 non \u00e8 se la rete sar\u00e0 usata (lo sar\u00e0), ma se il modello a filiera riuscir\u00e0 finalmente a far catturare al token il valore che genera.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 il token RENDER e a cosa serve?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">RENDER \u00e8 il token della rete Render, un marketplace decentralizzato di GPU costruito da OTOY. Serve a regolare i pagamenti tra chi ha bisogno di calcolo (per il rendering 3D o l&#8217;intelligenza artificiale) e gli operatori dei nodi che mettono a disposizione le schede grafiche. I lavori sono quotati in dollari, l&#8217;utente acquista RENDER per il valore corrispondente, i token vengono bruciati al completamento del lavoro e gli operatori ricevono token di nuova emissione. Dal 2026 RENDER \u00e8 anche una forma di pagamento dentro la suite software OTOY Studio.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il prezzo di RENDER \u00e8 cos\u00ec basso se la rete \u00e8 pi\u00f9 usata che mai?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Per diverse ragioni che convivono. Il massimo del 2024 era in gran parte una bolla, quindi il confronto distorce. I lavori sono quotati in dollari, perci\u00f2 un prezzo pi\u00f9 basso fa bruciare pi\u00f9 token ma cattura meno valore per ciascuno. I burn, pur cresciuti del 279% su base annua, restano piccoli rispetto ai 518 milioni di token circolanti e alle emissioni ancora in corso. Infine, secondo diversi analisti, al token manca un catalizzatore chiaro e si muove come un asset ad alto rischio legato al tema AI, sensibile al clima macro.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che differenza c&#8217;\u00e8 tra Render e Akash o io.net?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Render \u00e8 il pi\u00f9 grande dei tre per capitalizzazione ed \u00e8 nato attorno a un software di rendering proprietario (OctaneRender), da cui si \u00e8 esteso all&#8217;AI, costruendo un&#8217;intera filiera che genera domanda. Akash \u00e8 un mercato di calcolo generico ad asta inversa su una blockchain propria derivata da Cosmos. io.net aggrega GPU soprattutto per il machine learning. La differenza chiave \u00e8 che Render prova a controllare sia l&#8217;offerta sia la domanda di calcolo, mentre gli altri due sono soprattutto marketplace che intermediano l&#8217;offerta.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come vengono tassate in Italia le plusvalenze su RENDER?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze in cripto per le persone fisiche sono soggette a un&#8217;imposta sostitutiva del 33% (prima era il 26%), senza pi\u00f9 la franchigia di 2.000 euro: si paga dal primo euro. Il 26% resta solo per gli EMT in euro conformi a MiCA. La tassazione scatta al realizzo (vendita contro euro, pagamento di beni o servizi, permuta con asset dalle caratteristiche diverse); le plusvalenze vanno nel quadro RT e il monitoraggio nel quadro RW, di norma con costo calcolato a LIFO. Dal 2027 la DAC8 far\u00e0 comunicare i dati degli exchange europei all&#8217;Agenzia delle Entrate.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Dispersed e perch\u00e9 \u00e8 importante per Render?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dispersed \u00e8 la piattaforma di Render dedicata al calcolo AI, presentata a dicembre 2025 al Solana Breakpoint. \u00c8 pensata soprattutto per l&#8217;inferenza, cio\u00e8 l&#8217;esecuzione di modelli gi\u00e0 addestrati, un carico di lavoro frammentabile che si adatta bene a una griglia distribuita di GPU, a differenza dell&#8217;addestramento dei modelli di frontiera. \u00c8 importante perch\u00e9 segna il passaggio di Render dal solo rendering 3D all&#8217;intelligenza artificiale, il vero motore della domanda nel 2026, e perch\u00e9 una quota altissima dei suoi pagamenti, circa il 95%, viene bruciata.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 il token RENDER e a cosa serve?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"RENDER \u00e8 il token della rete Render, un marketplace decentralizzato di GPU costruito da OTOY. Serve a regolare i pagamenti tra chi ha bisogno di calcolo (per il rendering 3D o l'intelligenza artificiale) e gli operatori dei nodi che mettono a disposizione le schede grafiche. I lavori sono quotati in dollari, l'utente acquista RENDER per il valore corrispondente, i token vengono bruciati al completamento del lavoro e gli operatori ricevono token di nuova emissione. Dal 2026 RENDER \u00e8 anche una forma di pagamento dentro la suite software OTOY Studio.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Perch\u00e9 il prezzo di RENDER \u00e8 cos\u00ec basso se la rete \u00e8 pi\u00f9 usata che mai?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Per diverse ragioni che convivono. Il massimo del 2024 era in gran parte una bolla, quindi il confronto distorce. I lavori sono quotati in dollari, perci\u00f2 un prezzo pi\u00f9 basso fa bruciare pi\u00f9 token ma cattura meno valore per ciascuno. I burn, pur cresciuti del 279% su base annua, restano piccoli rispetto ai 518 milioni di token circolanti e alle emissioni ancora in corso. Infine, secondo diversi analisti, al token manca un catalizzatore chiaro e si muove come un asset ad alto rischio legato al tema AI, sensibile al clima macro.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che differenza c'\u00e8 tra Render e Akash o io.net?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Render \u00e8 il pi\u00f9 grande dei tre per capitalizzazione ed \u00e8 nato attorno a un software di rendering proprietario (OctaneRender), da cui si \u00e8 esteso all'AI, costruendo un'intera filiera che genera domanda. Akash \u00e8 un mercato di calcolo generico ad asta inversa su una blockchain propria derivata da Cosmos. io.net aggrega GPU soprattutto per il machine learning. La differenza chiave \u00e8 che Render prova a controllare sia l'offerta sia la domanda di calcolo, mentre gli altri due sono soprattutto marketplace che intermediano l'offerta.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Come vengono tassate in Italia le plusvalenze su RENDER?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze in cripto per le persone fisiche sono soggette a un'imposta sostitutiva del 33% (prima era il 26%), senza pi\u00f9 la franchigia di 2.000 euro: si paga dal primo euro. Il 26% resta solo per gli EMT in euro conformi a MiCA. La tassazione scatta al realizzo (vendita contro euro, pagamento di beni o servizi, permuta con asset dalle caratteristiche diverse); le plusvalenze vanno nel quadro RT e il monitoraggio nel quadro RW, di norma con costo calcolato a LIFO. Dal 2027 la DAC8 far\u00e0 comunicare i dati degli exchange europei all'Agenzia delle Entrate.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 Dispersed e perch\u00e9 \u00e8 importante per Render?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Dispersed \u00e8 la piattaforma di Render dedicata al calcolo AI, presentata a dicembre 2025 al Solana Breakpoint. \u00c8 pensata soprattutto per l'inferenza, cio\u00e8 l'esecuzione di modelli gi\u00e0 addestrati, un carico di lavoro frammentabile che si adatta bene a una griglia distribuita di GPU, a differenza dell'addestramento dei modelli di frontiera. \u00c8 importante perch\u00e9 segna il passaggio di Render dal solo rendering 3D all'intelligenza artificiale, il vero motore della domanda nel 2026, e perch\u00e9 una quota altissima dei suoi pagamenti, circa il 95%, viene bruciata.\"}}]}<\/script><p class=\"wp-block-paragraph\">Analisi di Marco Ferretti, redazione AI e Crypto di HOGE Wire.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Render nel 2026 \u00e8 la rete GPU pi\u00f9 usata di sempre, ma con un token quasi il 90% sotto i massimi. La scommessa di OTOY: costruirsi la domanda con Octane, OTOY Studio e Dispersed.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":573,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-572","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ai-crypto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=572"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/572\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/573"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}