{"id":582,"date":"2026-09-15T04:40:51","date_gmt":"2026-09-15T04:40:51","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/dxy-fed-bce-stretta-sincronizzata-crypto-2026\/"},"modified":"2026-09-15T04:40:51","modified_gmt":"2026-09-15T04:40:51","slug":"dxy-fed-bce-stretta-sincronizzata-crypto-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/dxy-fed-bce-stretta-sincronizzata-crypto-2026\/","title":{"rendered":"DXY tra Fed e BCE: la stretta sincronizzata e le crypto"},"content":{"rendered":"<h2 class='wp-block-heading'>Il dollaro torna a correre alla vigilia della Fed<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi segue le crypto ha imparato a tenere d&#8217;occhio un numero che non compare su nessun exchange: il DXY, l&#8217;indice del dollaro. In questi giorni quel numero racconta una storia curiosa. Dopo essere scivolato sotto quota 99 all&#8217;inizio di settembre, l&#8217;indice \u00e8 risalito sopra 99,5: \u00e8 la quinta seduta consecutiva in rialzo, proprio mentre i mercati si preparano al primo rialzo dei tassi della Federal Reserve dal 2023, atteso per domani, 16 settembre. Nel momento in cui scriviamo il DXY viaggia intorno a <a href='https:\/\/tradingeconomics.com\/united-states\/currency'>99,6<\/a>, in crescita di circa il 3% su base annua ma sostanzialmente piatto sull&#8217;ultimo mese.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Fin qui la lettura da manuale sarebbe semplice: Fed che alza, dollaro forte, crypto sotto pressione. Bitcoin, del resto, tratta poco sopra i <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>67.000 euro<\/a> (circa 77.400 dollari), ancora quasi il 40% sotto il record di 126.198 dollari toccato il 6 ottobre 2025. Ma quest&#8217;anno la lettura da manuale \u00e8 fuorviante, e il motivo ha una data precisa: il 10 settembre anche la Banca centrale europea ha alzato i tassi, portando il tasso sui depositi al <a href='https:\/\/www.ecb.europa.eu\/stats\/policy_and_exchange_rates\/key_ecb_interest_rates\/html\/index.en.html'>2,50%<\/a>. Quando due grandi banche centrali stringono nello stesso momento, il DXY smette di essere un semplice termometro del dollaro e diventa un tiro alla fune.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo articolo spiega che cos&#8217;\u00e8 davvero il DXY, come \u00e8 costruito, perch\u00e9 il 2026 rappresenta un caso raro (Fed e BCE restrittive nello stesso trimestre) e cosa significa tutto ci\u00f2 per chi guarda le crypto da un conto in euro. Anticipiamo la tesi: con una stretta sincronizzata, \u00abdollaro forte uguale crypto deboli\u00bb diventa una scorciatoia pericolosa.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 il DXY, in breve<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il DXY (US Dollar Index) misura il valore del dollaro statunitense non in assoluto, ma rispetto a un paniere di sei valute delle economie avanzate. Nasce nel marzo 1973, subito dopo il crollo del sistema di Bretton Woods e la fine del cambio fisso con l&#8217;oro, con un valore base di 100. Da allora \u00e8 un metro relativo: quando leggete \u00abDXY a 99,6\u00bb significa che il dollaro, contro quel paniere, \u00e8 tornato quasi esattamente al livello di partenza del 1973 (quando l&#8217;indice fu fissato a 100), non che sia \u00abdebole\u00bb in senso universale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il calcolo non \u00e8 una media aritmetica ma una media geometrica ponderata dei sei tassi di cambio, oggi amministrata e calcolata da ICE (Intercontinental Exchange), che ne pubblica anche i contratti future. \u00c8 importante ricordare due cose. Primo: i pesi sono fissi, congelati dal 1999, quando le valute europee pre-euro furono consolidate nell&#8217;euro. Secondo: il DXY \u00e8 un prodotto finanziario negoziabile, non una statistica ufficiale del Tesoro americano. Per collocare il numero di oggi nella storia aiuta ricordare gli estremi: il massimo storico fu 164,72 nel febbraio 1985 (prima degli accordi del Plaza), il minimo 70,698 nel marzo 2008, mentre il picco della stretta del 2022 arriv\u00f2 a 114,78 secondo i <a href='https:\/\/tradingeconomics.com\/united-states\/currency'>dati storici dell&#8217;indice<\/a>. Con 99,6 siamo in una fascia intermedia, molto lontani sia dall&#8217;euforia del dollaro forte sia dai minimi da panico.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un&#8217;ultima precisazione tecnica: il DXY non si compra direttamente come un&#8217;azione. Si negozia soprattutto tramite i contratti future quotati su ICE e attraverso ETF che li replicano; il valore che vedete sui grafici \u00e8 il prezzo di quel contratto, aggiornato in tempo reale durante le sessioni di mercato. Per un piccolo investitore, la via pi\u00f9 diretta per esporsi al dollaro resta il cambio EUR\/USD, che come vedremo \u00e8 quasi l&#8217;immagine speculare dell&#8217;indice.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il paniere: sei valute, un solo grande peso<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dettaglio che quasi tutti dimenticano, e che \u00e8 il cuore di questo articolo, \u00e8 che il DXY non \u00e8 affatto equilibrato. L&#8217;euro pesa da solo per oltre met\u00e0 dell&#8217;indice. Questo significa che il DXY \u00e8, in pratica, un EUR\/USD invertito travestito da barometro globale: se l&#8217;euro si rafforza, il DXY scende quasi meccanicamente, quasi a prescindere da cosa fanno yen, sterlina o franco svizzero.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Valuta<\/th><th>Peso nel DXY<\/th><th>Ruolo<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Euro (EUR)<\/td><td>57,6%<\/td><td>Di gran lunga il peso maggiore: il DXY \u00e8 quasi un EUR\/USD invertito<\/td><\/tr><tr><td>Yen giapponese (JPY)<\/td><td>13,6%<\/td><td>Seconda voce; sensibile al carry trade e alle mosse della Bank of Japan<\/td><\/tr><tr><td>Sterlina (GBP)<\/td><td>11,9%<\/td><td>Terzo peso; legata alla Bank of England<\/td><\/tr><tr><td>Dollaro canadese (CAD)<\/td><td>9,1%<\/td><td>Valuta legata a petrolio e commercio con gli USA<\/td><\/tr><tr><td>Corona svedese (SEK)<\/td><td>4,2%<\/td><td>Unica valuta di un&#8217;economia minore nel paniere<\/td><\/tr><tr><td>Franco svizzero (CHF)<\/td><td>3,6%<\/td><td>Bene rifugio europeo<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption>Composizione del paniere ICE del dollaro, pesi fissi dal consolidamento dell&#8217;euro del 1999. Fonte: <a href='https:\/\/www.ice.com\/publicdocs\/futures_us\/ICE_Dollar_Index_FAQ.pdf'>ICE US Dollar Index FAQ<\/a>.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Un aspetto poco intuitivo \u00e8 che la media dell&#8217;indice \u00e8 geometrica, non aritmetica: le variazioni percentuali contano pi\u00f9 dei livelli assoluti, e nessuna valuta pu\u00f2 dominare l&#8217;indice oltre il suo peso stabilito. Ma poich\u00e9 quei pesi non vengono ribilanciati dal 1999, il DXY resta ancorato alla geografia economica di allora, un mondo in cui l&#8217;Asia emergente contava molto meno di oggi. \u00c8 un fossile utile per leggere il dollaro contro l&#8217;Occidente ricco, ma pur sempre un fossile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza pratica \u00e8 enorme per un lettore italiano. Il numero che gli analisti americani chiamano \u00abforza del dollaro\u00bb \u00e8, per oltre la met\u00e0, semplicemente \u00abdebolezza dell&#8217;euro\u00bb. E viceversa. Ecco perch\u00e9 la mossa della BCE del 10 settembre non \u00e8 un dettaglio europeo lontano: \u00e8 un input diretto, e pesantissimo, dentro il termometro che i trader crypto di tutto il mondo tengono acceso.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La novit\u00e0 del 2026: Fed e BCE alzano nello stesso momento<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per gran parte degli ultimi anni la storia del dollaro \u00e8 stata una storia di divergenza: la Fed alzava mentre le altre banche centrali erano ferme o tagliavano, e il DXY volava. Nel 2026 lo schema si \u00e8 capovolto in un modo che quasi nessuno aveva previsto. Il 10 settembre la BCE ha alzato i tre tassi di riferimento di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principale al 2,65% e quello sul rifinanziamento marginale al 2,90%, con effetto dal 16 settembre. \u00c8 stato il secondo rialzo in tre mesi dopo quello di giugno, il primo dopo tre anni. Christine Lagarde ha liquidato la decisione come \u00abno brainer\u00bb, cio\u00e8 una scelta ovvia, e i mercati hanno subito iniziato a scommettere su altri rialzi, come hanno riportato <a href='https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2026-09-10\/ecb-lifts-rates-for-second-time-as-iran-war-drives-inflation'>Bloomberg<\/a> e <a href='https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/09\/10\/ecb-interest-rate-hike-lagarde-iran.html'>CNBC<\/a>. Il motore \u00e8 lo shock energetico legato alla guerra in Iran, che ha spinto l&#8217;inflazione dell&#8217;area euro fino al 3,3%, come <a href='https:\/\/www.euronews.com\/business\/2026\/09\/10\/ecb-hikes-rates-to-25-as-energy-shock-pushes-eurozone-inflation-higher'>ha ricostruito Euronews<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;altra sponda dell&#8217;Atlantico, la Federal Reserve arriva alla riunione del 15-16 settembre con i mercati che prezzano circa l&#8217;86% di probabilit\u00e0 di un rialzo di 25 punti base, secondo il CME FedWatch riportato dal <a href='https:\/\/www.fool.com\/investing\/2026\/09\/10\/the-odds-of-a-rate-hike-are-soaring-ahead-of-the-sept-16-fomc-meeting\/'>Motley Fool<\/a>. Sarebbe il primo rialzo dal luglio 2023, dopo i tre tagli del 2025 e una lunga serie di riunioni in attesa. Ne abbiamo parlato in dettaglio nell&#8217;articolo su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/fed-rialzo-settembre-torna-probabile-bitcoin-2026\/'>come il rialzo di settembre sia tornato probabile<\/a>. Il punto per il DXY \u00e8 questo: entrambe le banche centrali sono in modalit\u00e0 falco allo stesso tempo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena sottolineare quanto sia insolita questa configurazione. Per anni la regola \u00e8 stata la divergenza: nel 2022, per esempio, la Fed correva mentre gran parte del resto del mondo arrancava, e il DXY vol\u00f2 fino a 114,78. Due grandi banche centrali che stringono nello stesso trimestre \u00e8 l&#8217;eccezione, non la norma, e spiega perch\u00e9 il dollaro fatica a trovare una direzione netta nonostante il tono da falco su entrambe le sponde.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>&nbsp;<\/th><th>Federal Reserve<\/th><th>BCE<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Tasso di riferimento<\/td><td>3,50-3,75% (atteso 3,75-4,00% il 16 set)<\/td><td>Deposito 2,50% (dal 10 set)<\/td><\/tr><tr><td>Ultima mossa<\/td><td>Rialzo atteso: primo dal 2023<\/td><td>Rialzo +25 pb: secondo in tre mesi<\/td><\/tr><tr><td>Orientamento<\/td><td>Restrittivo<\/td><td>Restrittivo<\/td><\/tr><tr><td>Motore principale<\/td><td>Inflazione 3,4%, benzina, dazi<\/td><td>Shock energetico (guerra in Iran), HICP 3,3%<\/td><\/tr><tr><td>Effetto sul DXY<\/td><td>Spinge in alto la gamba dollaro<\/td><td>Spinge in alto la gamba euro (57,6%)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption>Confronto tra le due banche centrali a met\u00e0 settembre 2026. Fonti: <a href='https:\/\/www.ecb.europa.eu\/stats\/policy_and_exchange_rates\/key_ecb_interest_rates\/html\/index.en.html'>BCE<\/a>, <a href='https:\/\/www.fool.com\/investing\/2026\/09\/10\/the-odds-of-a-rate-hike-are-soaring-ahead-of-the-sept-16-fomc-meeting\/'>CME FedWatch<\/a>.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 il DXY galleggia intorno a 99,6 invece di sfondare quota 103 o 105 come farebbe con una Fed aggressiva e una BCE ferma. La gamba dollaro dell&#8217;indice viene tirata verso l&#8217;alto dalla Fed; la gamba euro, che vale oltre la met\u00e0 del paniere, viene tirata verso l&#8217;alto dalla BCE. Le due forze in parte si annullano. Il differenziale di tasso tra le due sponde, che \u00e8 il vero carburante dei grandi trend valutari, non si allarga a dismisura: si comprime.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 \u00abdollaro forte, crypto deboli\u00bb \u00e8 troppo semplice<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La correlazione inversa tra dollaro e crypto esiste, e ha basi solide. Ma passa attraverso pi\u00f9 canali, e non tutti tirano nella stessa direzione ogni volta. Vale la pena elencarli, perch\u00e9 confonderli \u00e8 l&#8217;errore pi\u00f9 comune.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Il denominatore.<\/strong> Bitcoin \u00e8 quotato in dollari. Se il dollaro si rafforza contro tutto, servono meno dollari per comprare la stessa quantit\u00e0 di beni, e a parit\u00e0 di condizioni il prezzo in dollari degli asset di rischio tende a scendere. \u00c8 l&#8217;effetto pi\u00f9 meccanico e immediato.<\/li><li><strong>Il risk-off e la liquidit\u00e0.<\/strong> Un dollaro che sale spesso \u00e8 sintomo di avversione al rischio: gli investitori corrono verso il biglietto verde come rifugio, e vendono ci\u00f2 che \u00e8 volatile, crypto comprese. In pi\u00f9, un dollaro forte drena liquidit\u00e0 dal sistema finanziario globale.<\/li><li><strong>I tassi reali.<\/strong> Se il dollaro sale perch\u00e9 salgono i rendimenti reali (tassi meno inflazione attesa), aumenta il costo opportunit\u00e0 di tenere un asset che non paga cedole. Questo canale colpisce Bitcoin pi\u00f9 del semplice livello del cambio.<\/li><li><strong>Il debasement.<\/strong> \u00c8 il canale che rompe la regola. Se il dollaro \u00e8 forte contro le altre valute ma tutte le valute perdono potere d&#8217;acquisto insieme (deficit crescenti, dominanza fiscale, banche centrali sotto pressione politica), sia l&#8217;oro sia Bitcoin possono salire nonostante un DXY solido. Qui il DXY, che misura solo valute contro valute, \u00e8 cieco.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">La sintesi \u00e8 che la correlazione DXY-Bitcoin non \u00e8 una legge fisica: \u00e8 dipendente dal regime. Conta di pi\u00f9 il <em>perch\u00e9<\/em> il dollaro si muove che il livello dell&#8217;indice. Un dollaro forte perch\u00e9 la Fed \u00e8 credibile \u00e8 una cosa; un dollaro forte da fuga verso la liquidit\u00e0 in una crisi \u00e8 un&#8217;altra; un dollaro forte mentre anche l&#8217;euro sale per mano della BCE \u00e8 una terza cosa ancora, ed \u00e8 esattamente dove siamo oggi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il tiro alla fune dentro l&#8217;indice<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Proviamo a smontare il 99,6 di oggi nelle sue componenti. Sul lato dollaro, tre forze spingono verso l&#8217;alto: il rialzo Fed prezzato all&#8217;86%, il premio di rifugio legato alle tensioni in Medio Oriente (la stessa guerra in Iran che alimenta l&#8217;inflazione energetica) e i rendimenti dei Treasury elevati, che rendono attraente detenere dollari. Sul lato euro, la BCE che alza offre rendimenti pi\u00f9 alti sugli asset in euro e segnala impegno anti-inflazione, il che sostiene la moneta unica. Il risultato \u00e8 un cambio EUR\/USD schiacciato poco sotto 1,16 (intorno a 1,159), come <a href='https:\/\/www.vantagemarkets.com\/market-analysis\/why-eurusd-slipped-dollar-surged-fed-hike-bets-september-14-2026\/'>ha osservato Vantage<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto entrambe le gambe, poi, c&#8217;\u00e8 un filo geopolitico comune: la guerra in Iran. Lo shock energetico che ne deriva \u00e8 la causa condivisa dietro le due strette, perch\u00e9 ha spinto l&#8217;inflazione dell&#8217;area euro fino al <a href='https:\/\/www.euronews.com\/business\/2026\/09\/10\/ecb-hikes-rates-to-25-as-energy-shock-pushes-eurozone-inflation-higher'>3,3%<\/a>, costringendo la BCE, e ha alimentato la benzina americana, che da sola ha pesato per oltre un terzo dell&#8217;ultimo <a href='https:\/\/www.bls.gov\/news.release\/cpi.nr0.htm'>CPI<\/a>. Lo stesso conflitto agisce su un terzo canale, il premio di rifugio: nelle fasi di tensione gli investitori comprano dollari come porto sicuro, il che d\u00e0 all&#8217;indice una spinta slegata dai tassi. Ecco perch\u00e9 una eventuale de-escalation sarebbe, paradossalmente, ribassista per il dollaro su due fronti insieme (meno inflazione da domare e meno bid da rifugio), e sarebbe tra gli scenari pi\u00f9 costruttivi per le crypto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Gli analisti valutari lo dicono chiaramente. In una lettura del dollaro alla vigilia della Fed, <a href='https:\/\/finance.yahoo.com\/markets\/currencies\/articles\/us-dollar-price-forecast-fed-075647322.html'>ripresa da Yahoo Finance<\/a>, la posizione \u00e8 \u00abneutrale-rialzista\u00bb sul dollaro ma \u00abmoderatamente rialzista\u00bb sull&#8217;euro, proprio perch\u00e9 la stretta della BCE sostiene direttamente la moneta unica offrendo rendimenti pi\u00f9 alti. \u00c8 il ritratto perfetto di un tiro alla fune: nessuna delle due gambe riesce a strappare, e l&#8217;indice resta impigliato in un intervallo stretto. Chi legge il DXY come un semaforo binario (sopra 99 = vendi crypto, sotto 99 = compra) sta ignorando che la corda \u00e8 tesa da entrambi i lati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi una terza gamba che spesso decide i pareggi: lo yen, con il suo 13,6%. Se la Bank of Japan alza i tassi, o se si smonta il carry trade (la strategia di indebitarsi in yen a basso costo per investire su asset pi\u00f9 redditizi altrove), lo yen si rafforza e trascina gi\u00f9 il DXY a prescindere da Fed e BCE. \u00c8 un fattore che nell&#8217;ultimo anno ha gi\u00e0 prodotto scossoni improvvisi, e resta uno dei rischi meno prevedibili per chi legge l&#8217;indice come se fosse solo una faccenda tra dollaro ed euro.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I tre dati che hanno riportato il dollaro sopra 99,5<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il DXY non \u00e8 risalito da 98 a 99,6 per caso. A spingerlo \u00e8 stata una raffica di dati americani caldi, arrivati tutti nelle prime due settimane di settembre, che hanno trasformato un possibile rialzo Fed da ipotesi remota (era prezzato al 48% l&#8217;11 agosto) a scenario quasi certo.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>4 settembre, occupazione.<\/strong> I nuovi posti di lavoro di agosto sono stati <a href='https:\/\/www.bls.gov\/news.release\/empsit.nr0.htm'>162.000<\/a>, circa il triplo delle attese, con la disoccupazione al 4,1%. Un mercato del lavoro solido toglie alla Fed l&#8217;alibi per essere prudente.<\/li><li><strong>10 settembre, prezzi alla produzione.<\/strong> Il PPI di agosto \u00e8 salito al <a href='https:\/\/www.bls.gov\/news.release\/ppi.nr0.htm'>5,4% su base annua<\/a>, il valore pi\u00f9 alto dell&#8217;anno, segnale che le pressioni sui costi non si stanno spegnendo.<\/li><li><strong>11 settembre, inflazione al consumo.<\/strong> Il CPI di agosto ha registrato +0,4% sul mese e +3,4% su base annua per l&#8217;indice generale, con la componente core (esclusi cibo ed energia) a +0,3% mensile e +2,4% annuo. La benzina, salita del 3,9% nel mese, ha pesato per oltre un terzo dell&#8217;aumento complessivo, come certifica il <a href='https:\/\/www.bls.gov\/news.release\/cpi.nr0.htm'>Bureau of Labor Statistics<\/a>.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">La progressione delle probabilit\u00e0 racconta la storia meglio di qualsiasi commento: dal 48% circa dell&#8217;11 agosto si \u00e8 saliti oltre il 60% dopo Jackson Hole, poi verso il 70% con il PPI e infine all&#8217;86% dopo il CPI, secondo il <a href='https:\/\/www.fool.com\/investing\/2026\/09\/10\/the-odds-of-a-rate-hike-are-soaring-ahead-of-the-sept-16-fomc-meeting\/'>CME FedWatch<\/a>. Ogni dato caldo ha tolto un pezzo di dubbio, e il dollaro ha seguito passo dopo passo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno di questi numeri urla \u00abcrisi\u00bb, ma tutti insieme raccontano un&#8217;inflazione che non torna verso il 2% con la docilit\u00e0 che la Fed vorrebbe. \u00c8 questo il carburante che ha rimesso il rialzo sul tavolo e ha ridato ossigeno al dollaro. Da notare la reazione di Bitcoin: dopo il CPI dell&#8217;11 settembre ha brevemente toccato quota 79.800 dollari, salvo poi arretrare contro la resistenza dei rendimenti obbligazionari. Non \u00e8 la reazione di un asset terrorizzato dal dollaro forte; \u00e8 la reazione di un asset che ondeggia dentro un intervallo, in attesa del vero verdetto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa guarda davvero Warsh<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La riunione di domani ha un ingrediente che le riunioni normali non hanno: sar\u00e0 accompagnata dal Summary of Economic Projections, cio\u00e8 dal celebre dot plot, e sar\u00e0 il primo dot plot firmato da Kevin Warsh come presidente della Fed. Non conta solo se la Fed alza (lo scenario base), ma quale traiettoria disegnano i punti dei governatori per il resto del 2026. Sono i punti, pi\u00f9 della decisione in s\u00e9, il vero veicolo della sorpresa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un dettaglio che rende Warsh particolarmente rilevante per chi guarda il DXY. Nel suo discorso di Jackson Hole del 28 agosto, tra i segnali di mercato che la Fed osserva, ha citato esplicitamente \u00abil valore di cambio del dollaro\u00bb, accanto al costo e alla disponibilit\u00e0 del credito e al prezzo di un ampio paniere di materie prime, come si legge nel <a href='https:\/\/www.federalreserve.gov\/newsevents\/speech\/warsh20260828a.htm'>testo ufficiale del discorso<\/a>. \u00c8 una dichiarazione insolita: un presidente della Fed che nomina il cambio del dollaro come variabile che entra nella funzione di reazione trasforma il DXY da semplice sintomo a strumento a doppio senso. Nello stesso intervento Warsh ha ribadito che l&#8217;inflazione resta sopra l&#8217;obiettivo del 2% e che il 2%, misurato sul deflatore PCE, \u00e8 \u00abun obiettivo fisso e fermo\u00bb: se la disinflazione non procede con sufficiente rapidit\u00e0, ha avvertito, \u00ababbiamo del lavoro da fare\u00bb. Traduzione per i mercati: un dot plot che prevede altri rialzi darebbe spinta al dollaro; toni prudenti dopo il rialzo aprirebbero invece a una classica reazione \u00absell the news\u00bb, con il dollaro che scende sul fatto compiuto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 anche uno sfondo politico che il DXY non mostra ma che i mercati valutari soppesano: le pressioni sull&#8217;indipendenza della Fed e un Tesoro americano molto attivo sul mercato dei titoli. Se gli investitori iniziassero a dubitare che la banca centrale possa restare rigorosa sull&#8217;inflazione, il dollaro potrebbe indebolirsi anche a fronte di tassi alti, perch\u00e9 a quel punto conterebbe la credibilit\u00e0, non il livello dei tassi. \u00c8 il canale debasement che rientra dalla porta di servizio.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I limiti strutturali dell&#8217;indice<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se il DXY \u00e8 cos\u00ec influente, \u00e8 giusto ricordarne i difetti di fabbrica, perch\u00e9 sono seri. Il primo \u00e8 che rappresenta solo sei valute di economie avanzate. Non c&#8217;\u00e8 lo yuan cinese, non c&#8217;\u00e8 il peso messicano, non c&#8217;\u00e8 la rupia indiana, nonostante Cina e Messico siano tra i maggiori partner commerciali degli Stati Uniti. Un indice che pretende di misurare la \u00abforza del dollaro\u00bb ignorando la seconda economia del mondo \u00e8, per definizione, parziale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo la stessa Federal Reserve pubblica un indicatore alternativo e pi\u00f9 completo, il Nominal Broad Dollar Index (serie H.10), che pondera circa 26 valute e in cui lo yuan pesa da solo intorno al 16%, come si vede nei <a href='https:\/\/www.federalreserve.gov\/releases\/h10\/weights\/'>pesi ufficiali della Fed<\/a>. Chi vuole capire il dollaro rispetto al commercio reale dovrebbe guardare quello, non il DXY. C&#8217;\u00e8 poi la questione delle riserve: il dollaro pesa ancora per circa il 57% delle riserve valutarie mondiali secondo i <a href='https:\/\/data.imf.org\/en\/datasets\/IMF.STA:COFER'>dati COFER del Fondo Monetario Internazionale<\/a>, ma era il 71% nel 2000, un declino lento che il DXY non cattura affatto. Infine, un fenomeno tutto crypto: le stablecoin. Ne circolano per oltre 300 miliardi di dollari, quasi interamente denominate in dollari secondo la <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/categories\/stablecoins'>categoria stablecoin di CoinGecko<\/a>, e rappresentano una domanda di dollari digitali che nessun indice valutario tradizionale registra. La sovranit\u00e0 monetaria europea, del resto, \u00e8 il campo di battaglia dell&#8217;<a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/euro-digitale-mica-trilogo-moneta-pubblica-2026\/'>euro digitale e del suo trilogo decisivo<\/a>, una risposta pubblica proprio a questa dollarizzazione strisciante.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il lento declino della quota del dollaro nelle riserve ha un contraltare eloquente: le banche centrali comprano oro a ritmi storicamente elevati, diversificando poco a poco lontano dal biglietto verde. Non \u00e8 la \u00abfine del dollaro\u00bb che certi titoli promettono, e un DXY a 99,6 non mostra alcun crollo; ma \u00e8 una deriva strutturale reale, e i sostenitori di Bitcoin la citano come parte della stessa tesi: se anche le istituzioni cercano riserve alternative, un asset scarso e neutrale rispetto agli Stati pu\u00f2 ambire a un posto in quel discorso.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il DXY visto dall&#8217;Italia: cosa significa in euro<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un investitore che ragiona in euro, il DXY va tradotto. Poich\u00e9 l&#8217;euro pesa per il 57,6% dell&#8217;indice, un DXY che sale significa quasi sempre un euro che scende contro il dollaro, e quindi euro che comprano meno dollari. Ma qui scatta un effetto controintuitivo per chi detiene Bitcoin. Il prezzo di BTC \u00e8 in dollari: se il dollaro si rafforza contro l&#8217;euro, il controvalore in euro delle vostre crypto pu\u00f2 salire anche se il prezzo in dollari resta fermo. \u00c8 il cosiddetto currency overlay, l&#8217;effetto cambio che si somma al movimento dell&#8217;asset.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio semplice: se Bitcoin \u00e8 fermo a 77.400 dollari ma l&#8217;euro si indebolisce del 2% contro il dollaro, il controvalore in euro sale di circa il 2% pur senza che il prezzo in dollari si muova. Oggi, per\u00f2, siamo nella situazione opposta: l&#8217;euro \u00e8 relativamente forte perch\u00e9 la BCE alza, quindi il cambio smorza, invece di amplificare, i guadagni in euro di chi tiene BTC. \u00c8 la faccia meno pubblicizzata della stretta sincronizzata. Sul piano regolatorio, ricordiamo che in Italia la vigilanza sui mercati crypto spetta a Consob (condotta di mercato e tutela dell&#8217;investitore) e a Banca d&#8217;Italia (profili prudenziali, stablecoin), mentre gli strumenti derivati su valute e indici come il DXY ricadono sotto la MiFID II, non sotto MiCA, che copre gli asset spot. Chi custodisce crypto tramite un intermediario dovrebbe conoscere <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/custodia-crypto-banca-chiavi-tutele-mica-2026\/'>chi tiene le chiavi e chi lo tutela<\/a> prima ancora di preoccuparsi del cambio.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi vuole neutralizzare l&#8217;effetto cambio ha due strade: strumenti a copertura valutaria (currency-hedged), che eliminano l&#8217;oscillazione EUR\/USD a un piccolo costo, oppure detenere direttamente le crypto e accettare la doppia variabile, prezzo in dollari pi\u00f9 cambio. Non esiste una scelta giusta in assoluto: dipende se considerate l&#8217;esposizione al dollaro un rischio da eliminare o una scommessa macro che volete tenere aperta. L&#8217;importante \u00e8 sapere quale delle due state facendo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Correlazione con Bitcoin: cosa dicono i dati<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Storicamente la correlazione tra DXY e Bitcoin \u00e8 stata inversa e piuttosto marcata, con valori che nel periodo 2014-2020 oscillavano tra circa -0,4 e -0,8. Nell&#8217;era degli ETF spot, per\u00f2, quel legame si \u00e8 ammorbidito, scendendo verso il -0,45, e in almeno un episodio del marzo 2026 \u00e8 addirittura diventato positivo per un breve tratto: dollaro e Bitcoin che salivano insieme, cosa che la vecchia narrazione non prevede. Il motivo \u00e8 quello gi\u00e0 visto: quando il fattore dominante \u00e8 il debasement o la liquidit\u00e0 globale, i due asset possono muoversi in parallelo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 gli ETF spot hanno ammorbidito il legame? Perch\u00e9 hanno aperto le porte a un compratore strutturale, i flussi istituzionali, che segue logiche di allocazione di portafoglio pi\u00f9 che il tick del dollaro giorno per giorno. Quando un prodotto raccoglie centinaia di milioni in una settimana, quella domanda entra a prescindere da dove si trovi il DXY quel pomeriggio. Il risultato \u00e8 una correlazione pi\u00f9 rumorosa, e molto meno affidabile come segnale meccanico di trading.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vetle Lunde, head of research di <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/markets\/2026\/07\/28\/remotely-dovish-fed-could-be-good-for-bitcoin-says-analyst'>K33 Research<\/a>, lo ha sintetizzato bene osservando che \u00ab\u00e8 normale attendersi correlazioni pi\u00f9 deboli\u00bb man mano che Bitcoin matura come asset macro. Sul dollaro in s\u00e9, il quadro dei fondamentali resta discusso: Karl Schamotta, chief market strategist di Corpay, ha ricordato in una <a href='https:\/\/finance.yahoo.com\/news\/analysis-dire-dollar-little-light-110310105.html'>analisi ripresa da Reuters<\/a> che \u00abil dollaro resta sopravvalutato dal punto di vista dei fondamentali\u00bb, dopo un 2025 in cui il biglietto verde aveva perso circa il 9%. La lezione operativa \u00e8 non trattare il DXY come un innesco automatico per le crypto: \u00e8 un ingrediente del contesto, il cui segno cambia a seconda del regime.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le 48 ore che contano: FOMC, dot plot e CLARITY Act<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Le prossime 48 ore concentrano pi\u00f9 catalizzatori di quanti se ne vedano di solito in un mese. Domani, 16 settembre, la decisione della Fed arriva alle 14:00 di New York, cio\u00e8 le 20:00 in Italia, accompagnata dal dot plot e dalla conferenza stampa di Warsh. Ma gi\u00e0 oggi, 15 settembre, il Senato americano \u00e8 chiamato a un voto di cloture sul CLARITY Act, la legge quadro sulla struttura del mercato crypto: serve la soglia dei 60 voti e, con 53 seggi repubblicani, occorre l&#8217;appoggio di almeno sette democratici. La Casa Bianca ha concordato un nuovo linguaggio sulle regole etiche pochi giorni prima del voto, come <a href='https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/09\/01\/crypto-enters-september-with-policy-gamble-hanging-by-a-thread.html'>ha raccontato CNBC<\/a>. Abbiamo analizzato la posta in gioco nel pezzo dedicato al <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/clarity-act-voto-15-settembre-sec-cftc-enforcement-2026\/'>voto del 15 settembre e alla SEC crypto al bivio<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per il DXY, la variabile decisiva \u00e8 la sorpresa, cio\u00e8 la differenza tra esito e attese, non il livello assoluto dei tassi. Ecco tre scenari per orientarsi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Scenario FOMC<\/th><th>Reazione probabile del DXY<\/th><th>Reazione probabile delle crypto<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Rialzo + dot plot aggressivi (altri rialzi in vista)<\/td><td>Verso 100,5, rottura della resistenza a 99,75<\/td><td>Pressione ribassista; rendimenti reali in salita<\/td><\/tr><tr><td>Rialzo \u00abda manuale\u00bb + toni prudenti<\/td><td>Laterale o in calo (sell the news)<\/td><td>Sollievo, possibile rimbalzo di breve<\/td><\/tr><tr><td>Nessun rialzo (sorpresa dovish)<\/td><td>Scende sotto 99, verso 98,5<\/td><td>Impulso rialzista, ma dubbi sulla credibilit\u00e0 anti-inflazione<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption>Scenari indicativi per la decisione Fed del 16 settembre; la reazione dipende dalla sorpresa rispetto alle attese, non dal livello dei tassi.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione a un punto spesso trascurato: poich\u00e9 il rialzo \u00e8 gi\u00e0 prezzato all&#8217;86%, la semplice conferma del rialzo potrebbe non muovere granch\u00e9 il dollaro. Il vero market mover sar\u00e0 il tono dei punti e della conferenza stampa. E qualunque cosa dica Warsh sull&#8217;euro, ricordate che met\u00e0 del DXY dipende comunque da cosa far\u00e0 la BCE nelle prossime riunioni.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Come leggere il DXY senza farsi ingannare<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Da tutto questo si ricavano alcune regole pratiche, valide oltre la singola riunione.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Termometro, non innesco.<\/strong> Il DXY racconta il clima, non detta l&#8217;ordine di comprare o vendere. Usatelo per contestualizzare, non per fare timing meccanico.<\/li><li><strong>Guardate la gamba euro.<\/strong> Con il 57,6% del peso sull&#8217;euro, spesso il DXY vi sta dicendo qualcosa sulla BCE, non sulla Fed. Prima di attribuire un movimento a Powell o Warsh, chiedetevi cosa ha fatto Lagarde.<\/li><li><strong>Trattate la sorpresa, non il livello.<\/strong> 99,6 in s\u00e9 non significa nulla; conta se il numero arriva sopra o sotto ci\u00f2 che il mercato aveva gi\u00e0 scontato.<\/li><li><strong>Ricordate il canale debasement.<\/strong> Se la storia dominante \u00e8 la dominanza fiscale e la perdita di potere d&#8217;acquisto delle valute, oro e Bitcoin possono salire anche con un dollaro solido. \u00c8 la logica dietro la domanda su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/oro-bitcoin-quanto-portafoglio-allocazione-2026\/'>quanto oro e Bitcoin tenere in portafoglio<\/a>.<\/li><li><strong>Incrociate con i tassi reali.<\/strong> Un DXY che sale insieme ai rendimenti reali \u00e8 pi\u00f9 insidioso per le crypto di un DXY che sale per un premio di rifugio temporaneo.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna di queste regole \u00e8 esotica, eppure la maggior parte degli errori nasce dal dimenticarle sotto la pressione di una candela rossa. Il DXY \u00e8 uno strumento di contesto potente proprio perch\u00e9 in pochi lo leggono con attenzione: usarlo bene significa resistere alla tentazione di trasformarlo in un pulsante di acquisto o di vendita.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Scenari e rischi da qui a fine anno<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Guardando oltre le prossime 48 ore, le banche di investimento vedono il DXY muoversi in una <a href='https:\/\/cambridgecurrencies.com\/usd-forecast-2026\/'>fascia ampia, indicata tra circa 95 e 102<\/a> nei prossimi sei mesi, con EUR\/USD atteso tra circa 1,14 e 1,21. \u00c8 un intervallo che riflette proprio l&#8217;incertezza della stretta sincronizzata: se la BCE continuasse ad alzare (alcuni analisti citano un possibile ulteriore rialzo a dicembre) e la Fed rallentasse, il dollaro potrebbe indebolirsi nonostante tutto; se invece la Fed segnalasse una campagna di rialzi pi\u00f9 lunga, la gamba dollaro prevarrebbe.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica, tre cose vale la pena tenere sott&#8217;occhio nelle prossime settimane: il tono del dot plot di Warsh, che dir\u00e0 se questo \u00e8 un rialzo isolato o l&#8217;inizio di una serie; le mosse successive della BCE, perch\u00e9 muovono oltre met\u00e0 dell&#8217;indice; e i rendimenti reali americani, il canale che pi\u00f9 di ogni altro trasmette la forza del dollaro alle valutazioni di Bitcoin. Il livello del DXY, preso da solo, dir\u00e0 sempre meno di queste tre variabili messe insieme.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I rischi da monitorare sono simmetrici. Verso il basso per il dollaro: una Fed pi\u00f9 prudente del previsto, una de-escalation in Medio Oriente che sgonfi sia l&#8217;inflazione energetica sia il premio di rifugio, oppure un nuovo smontaggio del carry trade sullo yen (13,6% del paniere) che rafforzi la valuta giapponese e trascini gi\u00f9 il DXY. Verso l&#8217;alto: un dot plot da falchi, un ulteriore shock petrolifero, o una crisi che riaccenda la corsa alla liquidit\u00e0 in dollari. Sullo sfondo resta il lento declino della quota del dollaro nelle riserve mondiali, una tendenza strutturale che non si legge nel DXY ma che conta per la tesi di lungo periodo su Bitcoin come bene rifugio alternativo. Per ora, la lettura pi\u00f9 onesta \u00e8 questa: il dollaro \u00e8 tornato sopra 99,5, ma lo ha fatto con l&#8217;euro che gli tira la giacca dall&#8217;altra parte. Finch\u00e9 Fed e BCE stringono insieme, il DXY rester\u00e0 un tiro alla fune, e le crypto faranno bene a non leggerlo come un semaforo a una sola luce.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 il DXY e perch\u00e9 \u00e8 importante per le crypto?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il DXY \u00e8 l&#8217;indice del dollaro statunitense: misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute avanzate, con l&#8217;euro che pesa per il 57,6%. \u00c8 importante per le crypto perch\u00e9 Bitcoin \u00e8 quotato in dollari e un dollaro forte tende, a parit\u00e0 di condizioni, a pesare sugli asset di rischio. La relazione, per\u00f2, non \u00e8 automatica: dipende dal regime di mercato e dal motivo per cui il dollaro si muove.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il dollaro sale se anche la BCE alza i tassi?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il DXY misura il dollaro contro un paniere, e pi\u00f9 della met\u00e0 di quel paniere \u00e8 euro. Quando Fed e BCE alzano insieme, le due gambe dell&#8217;indice vengono tirate nella stessa direzione e in parte si annullano: il differenziale di tasso non si allarga, cos\u00ec il dollaro sale ma resta imbrigliato. \u00c8 la ragione per cui il DXY galleggia intorno a 99,6 invece di volare oltre 103.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Un dollaro forte fa sempre scendere Bitcoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. La correlazione inversa esiste ma si \u00e8 indebolita nell&#8217;era degli ETF, e in alcuni casi \u00e8 persino diventata positiva. Se il dollaro \u00e8 forte a causa di un fenomeno di debasement o di dominanza fiscale, cio\u00e8 se tutte le valute perdono potere d&#8217;acquisto insieme, sia l&#8217;oro sia Bitcoin possono salire nonostante un DXY solido. Conta il perch\u00e9 del movimento, non solo il livello dell&#8217;indice.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quali valute compongono l&#8217;indice del dollaro?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Sei: euro (57,6%), yen giapponese (13,6%), sterlina britannica (11,9%), dollaro canadese (9,1%), corona svedese (4,2%) e franco svizzero (3,6%). I pesi sono fissi dal 1999, quando le valute europee pre-euro furono consolidate nell&#8217;euro. Mancano valute di partner commerciali enormi come Cina e Messico, ed \u00e8 la critica principale al DXY.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa succede al DXY con la decisione della Fed del 16 settembre?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Un rialzo \u00e8 prezzato a circa l&#8217;86%, quindi la sola conferma potrebbe muovere poco il dollaro. La reazione dipender\u00e0 dalla sorpresa: un dot plot che prevede altri rialzi potrebbe spingere il DXY verso 100,5, mentre toni prudenti dopo il rialzo aprirebbero a un calo da sell the news. 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