{"id":590,"date":"2026-09-16T10:40:40","date_gmt":"2026-09-16T10:40:40","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-manovra-2027-tre-anni-fiscali-settembre\/"},"modified":"2026-09-16T10:40:40","modified_gmt":"2026-09-16T10:40:40","slug":"crypto-tax-manovra-2027-tre-anni-fiscali-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-manovra-2027-tre-anni-fiscali-settembre\/","title":{"rendered":"Crypto e Manovra 2027: i tre anni fiscali che si incrociano"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un momento dell&#8217;anno in cui la fiscalit\u00e0 delle criptovalute in Italia diventa pi\u00f9 intricata del solito, ed \u00e8 proprio adesso. A met\u00e0 settembre 2026 il Parlamento apre la sessione di bilancio per la Manovra 2027, i quotidiani tornano a titolare sul destino dell&#8217;aliquota al 33% e, nello stesso trimestre, chi detiene Bitcoin o Ethereum si ritrova a gestire non uno ma tre anni fiscali diversi. Con <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin'>Bitcoin intorno ai 65.836 euro<\/a> ed <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/ethereum'>Ethereum vicino ai 2.082 euro<\/a> (dati CoinGecko del 16 settembre 2026), le plusvalenze latenti in molti portafogli non sono pi\u00f9 teoriche: ogni decisione di vendita porta con s\u00e9 una domanda fiscale precisa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 un cortocircuito informativo. Da un lato circolano titoli sul \u00abtaglio delle tasse crypto\u00bb che, a leggerli con attenzione, risalgono spesso a dicembre 2024 o a tentativi parlamentari gi\u00e0 naufragati. Dall&#8217;altro l&#8217;imposta al 33% \u00e8 pienamente in vigore dal 1\u00b0 gennaio 2026, mentre le dichiarazioni che si stanno chiudendo in queste settimane riguardano ancora il 26%. Il legame con i mercati \u00e8 diretto: quando i <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/rendimenti-obbligazionari-bussola-macro-crypto-2026\/'>rendimenti obbligazionari e le mosse delle banche centrali<\/a> spingono i prezzi, salgono anche le plusvalenze da dichiarare. Questa guida prova a mettere ordine: cosa dice la norma oggi, cosa pu\u00f2 (e cosa non pu\u00f2) cambiare con la Manovra 2027, e cosa conviene fare a prescindere dal rumore politico.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Tre anni fiscali che si sovrappongono a settembre<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 questo autunno \u00e8 cos\u00ec disorientante conviene partire da un fatto semplice: in questo momento un contribuente italiano con criptovalute ha davanti tre anni d&#8217;imposta che vivono contemporaneamente, ciascuno con le proprie regole e le proprie scadenze. Non \u00e8 un dettaglio da addetti ai lavori, \u00e8 la ragione per cui due notizie apparentemente contraddittorie (l&#8217;aliquota \u00e8 al 33%; le tasse che sto pagando sono al 26%) possono essere entrambe corrette.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>2025<\/strong> \u00e8 l&#8217;anno che si sta chiudendo sul piano dichiarativo. Le plusvalenze realizzate nel corso del 2025 scontano l&#8217;imposta sostitutiva del <strong>26%<\/strong> e vanno dichiarate in questi giorni, con il saldo gi\u00e0 versato tra giugno e luglio. Il <strong>2026<\/strong> \u00e8 l&#8217;anno in corso: le plusvalenze incassate adesso scontano il <strong>33%<\/strong> e verranno dichiarate e versate nel 2027. Il <strong>2027<\/strong>, infine, \u00e8 l&#8217;anno che il governo sta scrivendo proprio ora con la legge di bilancio, e il cui trattamento fiscale non esiste ancora nero su bianco. Chi confonde questi tre piani rischia di prendere decisioni sbagliate, per esempio vendere di fretta pensando di \u00abanticipare\u00bb un aumento che \u00e8 gi\u00e0 scattato mesi fa.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Anno d&#8217;imposta<\/th><th>Aliquota ordinaria<\/th><th>EMT in euro<\/th><th>Quando si dichiara e versa<\/th><th>Norma di riferimento<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>2025<\/td><td>26%<\/td><td>26%<\/td><td>730 (quadro T) entro il 30 settembre 2026 o Redditi PF (quadro RT) entro il 2 novembre 2026; saldo gi\u00e0 versato a giugno\/luglio<\/td><td>L. 207\/2024 (Bilancio 2025)<\/td><\/tr><tr><td>2026<\/td><td>33%<\/td><td>26%<\/td><td>Dichiarazione e versamento nel 2027<\/td><td>L. 207\/2024, confermata dalla L. 199\/2025<\/td><\/tr><tr><td>2027<\/td><td>Da definire<\/td><td>Da definire<\/td><td>Dichiarazione nel 2028<\/td><td>Manovra 2027 (in discussione)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La tabella mostra bene il punto: l&#8217;unica aliquota che un contribuente sta effettivamente pagando in questo momento \u00e8 il 26% sul 2025. Il 33% \u00e8 gi\u00e0 la regola, ma il suo primo conto arriver\u00e0 solo l&#8217;anno prossimo. E il 2027, quello di cui parlano i giornali, \u00e8 ancora una pagina bianca.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il calendario della Manovra 2027, tappa per tappa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La sessione di bilancio ha un percorso rigido, e conoscerlo aiuta a capire quando (e se) sapremo qualcosa di concreto sulle crypto. Secondo la ricostruzione del <a href='https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/manovra-2027-deficit-giudizio-ue-tappe-serrate-la-sessione-bilancio-AJr1o5r'>Sole 24 Ore<\/a>, l&#8217;autunno fiscale si apre il 22 settembre con la revisione dei conti nazionali dell&#8217;Istat, che fotografa un deficit 2025 al 3,1% del PIL, appena sopra la soglia che consentirebbe all&#8217;Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo. \u00c8 un numero che pesa, perch\u00e9 definisce quanto spazio ha davvero il governo per abbassare qualsiasi imposta.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data<\/th><th>Passaggio<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>22 settembre<\/td><td>L&#8217;Istat pubblica la revisione dei conti nazionali (deficit 2025 al 3,1% del PIL)<\/td><\/tr><tr><td>Inizio ottobre<\/td><td>Il governo presenta il DPFP, il documento che ha sostituito la vecchia NADEF<\/td><\/tr><tr><td>Entro il 15 ottobre<\/td><td>Invio del Documento programmatico di bilancio (DPB) alla Commissione UE e all&#8217;Eurogruppo<\/td><\/tr><tr><td>Entro il 20 ottobre<\/td><td>Il disegno di legge di bilancio (Manovra 2027) arriva in Parlamento, con avvio alla Camera<\/td><\/tr><tr><td>Entro il 30 novembre<\/td><td>Prima valutazione del DPB da parte della Commissione UE<\/td><\/tr><tr><td>Dicembre<\/td><td>Esame e approvazione parlamentare; entrata in vigore il 1\u00b0 gennaio 2027<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza pratica \u00e8 chiara: a met\u00e0 settembre 2026 non esiste ancora alcun testo che tocchi la tassazione delle cripto-attivit\u00e0, semplicemente perch\u00e9 il disegno di legge non \u00e8 stato ancora depositato. Qualunque misura, in un senso o nell&#8217;altro, potr\u00e0 apparire solo nell&#8217;articolato che arriver\u00e0 in Parlamento entro il 20 ottobre, e diventer\u00e0 legge soltanto con l&#8217;approvazione di dicembre. Fino ad allora si parla di intenzioni, non di norme. E anche nell&#8217;ipotesi di una modifica, questa varrebbe dal 2027, senza effetto retroattivo sulle plusvalenze gi\u00e0 maturate nel 2026.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il 33% \u00e8 gi\u00e0 legge: la storia del taglio che non arriva mai<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 allora i titoli sul \u00abtaglio\u00bb tornano ciclicamente? Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 davvero una storia politica lunga alle spalle, fatta per\u00f2 di tentativi che finora non hanno cambiato la sostanza. Vale la pena ripercorrerla, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;antidoto pi\u00f9 efficace ai fraintendimenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto parte nell&#8217;ottobre 2024, quando il governo ipotizza un salto dell&#8217;aliquota dal 26% addirittura al 42%. La levata di scudi del settore porta, a dicembre 2024, a un compromesso: 26% mantenuto per il 2025 e 33% dal 2026. Massimo Di Rosa, all&#8217;epoca Country Director per l&#8217;Italia di Bitpanda, comment\u00f2 allora la retromarcia come <a href='https:\/\/www.quotidiano.net\/economia\/ultimaora\/riduzione-della-tassazione-sulle-plusvalenze-507af404'>\u00abuna soluzione equilibrata\u00bb<\/a>, aggiungendo che era stata \u00abascoltata la voce del comparto\u00bb. \u00c8 da quel dicembre 2024 che nasce buona parte delle notizie sul \u00abtaglio\u00bb ancora oggi ricondivise, bench\u00e9 descrivano un accordo vecchio di quasi due anni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La partita \u00e8 poi riemersa altre due volte. Nell&#8217;autunno 2025, durante la discussione della manovra per il 2026, alcune forze di maggioranza hanno presentato emendamenti per bloccare l&#8217;aumento. E a gennaio 2026 la Lega ha rilanciato con un <a href='https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/criptovalute\/2026\/01\/26\/milleproroghe-lega-rinviare-al-2027-aumento-tassazione-su-cripto_a0d2fc71-484a-44ce-9fee-00a3f30eb258.html'>emendamento al decreto Milleproroghe, a prima firma Giulio Centemero<\/a>, per far slittare al 2027 il passaggio dal 26% al 33%. Nessuno di questi tentativi ha per\u00f2 modificato la traiettoria: la <a href='https:\/\/www.fondazionenazionalecommercialisti.it\/node\/1816'>Fondazione Nazionale dei Commercialisti conferma<\/a> che l&#8217;imposta sostitutiva \u00e8 stata fissata \u00abal 26% per l&#8217;anno 2025 e al 33% dall&#8217;anno 2026 in poi\u00bb, introdotta dalla <a href='https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024-12-30;207'>legge 30 dicembre 2024, n. 207<\/a> e ribadita dalla legge di bilancio 2026. In altre parole: il 33% \u00e8 entrato in vigore il 1\u00b0 gennaio 2026 e a settembre 2026 \u00e8 pienamente operativo. La domanda per la Manovra 2027 non \u00e8 dunque \u00abtaglieranno il 33%\u00bb, ma \u00abl&#8217;anno prossimo faranno finalmente quello che non sono riusciti a fare per il 2026?\u00bb. La risposta, oggi, non c&#8217;\u00e8.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Anno 2025: le plusvalenze al 26% da chiudere adesso<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La scadenza pi\u00f9 concreta \u00e8 quella che riguarda l&#8217;anno d&#8217;imposta 2025. Chi ha realizzato plusvalenze nel 2025 (vendite verso euro, pagamenti in crypto, permute verso token di natura diversa) le dichiara ora, con l&#8217;aliquota del 26% e senza pi\u00f9 la vecchia franchigia di 2.000 euro, abolita dal 1\u00b0 gennaio 2025 proprio dalla L. 207\/2024. Ogni guadagno, anche minimo, \u00e8 quindi imponibile dal primo euro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di compilare qualsiasi quadro conviene distinguere cosa fa scattare la tassazione da cosa la lascia dormiente, perch\u00e9 non tutti i movimenti sono un realizzo e confondere i due piani \u00e8 una delle cause pi\u00f9 frequenti di errore.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Sono tassabili: la vendita di crypto verso euro o altra valuta fiat, il pagamento di beni e servizi in crypto, la permuta verso un token di natura diversa e l&#8217;acquisto di un NFT pagato in crypto.<\/li><li>Non sono tassabili: il semplice trasferimento tra due wallet dello stesso titolare, se documentato, e la permuta tra cripto-attivit\u00e0 con eguali caratteristiche e funzioni.<\/li><li>Vanno comunque dichiarati come proventi: staking, airdrop e altre ricompense, tassati al momento del ricevimento al valore in euro, con un&#8217;eventuale ulteriore plusvalenza alla successiva cessione.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano operativo, le strade sono due. Chi usa il modello <strong>730<\/strong> (tipicamente lavoratori dipendenti e pensionati) inserisce plusvalenze e proventi nel nuovo <strong>quadro T<\/strong> e ha tempo fino al <strong>30 settembre 2026<\/strong>. Chi usa il modello <strong>Redditi Persone Fisiche<\/strong> compila il <strong>quadro RT<\/strong> per le plusvalenze e ha tempo, per la trasmissione telematica, fino al <a href='https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/modello-redditi-persone-fisiche-2026\/quando-e-come-presentare-il-modello-redditi-persone-fisiche'>2 novembre 2026<\/a> (il 31 ottobre cade di sabato). In entrambi i casi il semplice possesso va poi indicato nel quadro di monitoraggio (quadro W nel 730, quadro RW nei Redditi). Un avvertimento che vale la pena ripetere: la dichiarazione precompilata, disponibile da fine aprile, non contiene i dati delle criptovalute, che vanno inseriti manualmente. Affidarsi alla precompilata \u00abcos\u00ec com&#8217;\u00e8\u00bb significa quasi sempre dimenticarsi le crypto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Anno 2026: il 33% in vigore e la trappola del doppio binario<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Veniamo all&#8217;anno in corso. Ogni plusvalenza realizzata nel 2026 sconta il 33%, ma il conto non arriva adesso: si dichiara e si versa nel 2027. \u00c8 il cosiddetto doppio binario, ed \u00e8 forse il fraintendimento pi\u00f9 diffuso in assoluto. Chi legge \u00abaliquota al 33%\u00bb e guarda l&#8217;F24 pagato a giugno pensa che qualcosa non torni, perch\u00e9 su quel modello compare il 26%. Tutto regolare: quell&#8217;F24 salda il 2025.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa asimmetria temporale ha un risvolto pratico importante. Le scelte di vendita fatte da qui a fine anno maturano tutte sotto il regime del 33%, e non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 alcun aumento \u00abda anticipare\u00bb: quel treno \u00e8 passato il 1\u00b0 gennaio 2026. Al contrario, per chi ragiona in ottica di pianificazione, ha senso ragionare su minusvalenze e tempistiche, tema che merita attenzione ma che non va confuso con la corsa a vendere prima di un rincaro inesistente. Il punto fermo \u00e8 che il 33% \u00e8 il presente, non il futuro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi il capitolo delle minusvalenze, cio\u00e8 le perdite. Dal 2023 le perdite su cripto-attivit\u00e0 si possono portare in deduzione solo dalle plusvalenze della stessa natura, con riporto negli esercizi successivi entro il quarto anno; non si compensano con le perdite su azioni o altri strumenti finanziari, che seguono un cesto separato. Chi ha in portafoglio posizioni in perdita pu\u00f2 quindi valutare, entro fine anno, se realizzarle per abbattere le plusvalenze gi\u00e0 maturate nel 2026, un ragionamento che ha senso solo dentro il perimetro delle cripto-attivit\u00e0.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;esempio concreto: quanto cambia tra 26% e 33%<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio numerico chiarisce l&#8217;impatto reale del passaggio di aliquota. Immaginiamo un investitore che ha acquistato 0,5 BTC con un costo storico di 20.000 euro (importo puramente illustrativo) e li rivende quando Bitcoin vale circa 65.836 euro, la quotazione CoinGecko del 16 settembre 2026. La plusvalenza imponibile \u00e8 la differenza tra il valore di realizzo e il costo di carico.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Voce<\/th><th>Importo<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Acquisto: 0,5 BTC (costo storico illustrativo)<\/td><td>20.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Valore alla vendita (0,5 x 65.836 euro)<\/td><td>32.918 euro<\/td><\/tr><tr><td>Plusvalenza imponibile<\/td><td>12.918 euro<\/td><\/tr><tr><td>Imposta al 26% (regime 2025)<\/td><td>3.358,68 euro<\/td><\/tr><tr><td>Imposta al 33% (regime 2026)<\/td><td>4.262,94 euro<\/td><\/tr><tr><td>Maggiore imposta dovuta con il 33%<\/td><td>904,26 euro<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa plusvalenza di 12.918 euro genera 904,26 euro di imposta in pi\u00f9 solo per effetto del cambio di aliquota, quasi il 27% di prelievo aggiuntivo rispetto al vecchio regime. Su portafogli pi\u00f9 grandi la differenza diventa rapidamente rilevante, ed \u00e8 la ragione per cui la data di realizzo (dentro il 2025 o dentro il 2026) conta quanto l&#8217;importo. Va aggiunto che il calcolo della plusvalenza dipende dal metodo di determinazione del costo, di cui parliamo pi\u00f9 avanti, e che a queste cifre si somma l&#8217;imposta patrimoniale annua dello 0,2% sul valore del portafoglio. Se la stessa plusvalenza fosse stata realizzata su una stablecoin in euro conforme a MiCA, l&#8217;aliquota sarebbe rimasta al 26% anche nel 2026, con un risparmio di 904,26 euro rispetto al token ordinario: un esempio concreto di come sia la qualificazione dell&#8217;asset, e non solo l&#8217;importo, a incidere sul conto finale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;eccezione delle stablecoin in euro (EMT)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una categoria che resta fuori dal 33%: i token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro e conformi al regolamento MiCA, che continuano a scontare il 26%. La logica del legislatore \u00e8 che uno strumento pensato per il pagamento, e ancorato alla valuta di conto, non ha la natura speculativa di Bitcoin o Ethereum, e quindi non merita l&#8217;aliquota maggiorata. In pratica una stablecoin in euro emessa da un istituto autorizzato viene trattata in modo pi\u00f9 mite rispetto a un token qualsiasi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una distinzione che intreccia fiscalit\u00e0 e regolamentazione, e che diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 rilevante man mano che il tema della <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/euro-digitale-mica-trilogo-moneta-pubblica-2026\/'>moneta pubblica digitale e dell&#8217;euro digitale<\/a> avanza nel dibattito europeo. Attenzione per\u00f2 a non generalizzare: il 26% agevolato riguarda gli EMT conformi, non ogni stablecoin in circolazione, e la qualificazione di un token spetta alla sostanza dei diritti che incorpora, non all&#8217;etichetta commerciale. Per un risparmiatore, la conseguenza concreta \u00e8 che spostare liquidit\u00e0 in una stablecoin in euro conforme pu\u00f2 avere un profilo fiscale diverso rispetto ad altri asset, ma resta comunque un&#8217;operazione da tracciare e, se genera plusvalenza, da dichiarare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>DAC8, il doppio binario dei dati: 2026 comunicato nel 2027<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto al doppio binario delle aliquote ce n&#8217;\u00e8 uno, altrettanto importante, dei dati. La direttiva europea <a href='https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX:32023L2226'>DAC8 (direttiva UE 2023\/2226)<\/a>, recepita in Italia con il decreto legislativo 194\/2025, \u00e8 operativa dal 1\u00b0 gennaio 2026. Da quella data le piattaforme (exchange e prestatori di servizi crypto) hanno iniziato a raccogliere in modo sistematico i dati delle operazioni dei clienti. Ma la prima comunicazione automatica all&#8217;Agenzia delle Entrate \u00e8 fissata al <a href='https:\/\/quifinanza.it\/fisco-tasse\/criptovalute-dac8-scambio-dati-fisco-2026\/1007525\/'>30 giugno 2027<\/a>, con lo scambio tra amministrazioni fiscali europee entro il 30 settembre 2027. Il 2026 \u00e8 quindi il primo anno \u00abpienamente visibile\u00bb, ma il Fisco lo legger\u00e0 in modo automatico solo l&#8217;anno prossimo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il provvedimento attuativo dell&#8217;Agenzia delle Entrate del 22 giugno 2026 ha definito i flussi in formato XML che le piattaforme dovranno trasmettere: una vera e propria radiografia della vita finanziaria digitale dell&#8217;utente. Le piattaforme dovranno comunicare diverse categorie di operazioni, dagli acquisti di cripto-attivit\u00e0 in valuta fiat alle vendite verso fiat, dalle permute tra cripto ai trasferimenti verso indirizzi esterni, fino ai pagamenti al dettaglio; per ciascun cliente vengono raccolti anche i dati anagrafici e il codice fiscale. \u00c8 bene chiarire un punto: la DAC8 non introduce nuove imposte n\u00e9 una patrimoniale aggiuntiva, ma rende molto pi\u00f9 difficile \u00abdimenticare\u00bb le crypto in dichiarazione. Come ha osservato l&#8217;avvocato e dottore commercialista Carlo Alberto Micheli in una <a href='https:\/\/ungeracademy.com\/it\/blog\/fiscalita-nel-trading-dalle-crypto-ai-broker-esteri-intervista-con-lesperto-carlo-alberto-micheli'>intervista a Unger Academy<\/a>, \u00abil fatto che non si vedano non significa che non siano tuoi\u00bb: l&#8217;obbligo di dichiarazione vale a prescindere dal fatto che gli asset siano su un exchange centralizzato o in autocustodia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Resta un limite tecnico noto: la DAC8 cattura soprattutto gli intermediari centralizzati, mentre l&#8217;attivit\u00e0 wallet-to-wallet in DeFi non genera un flusso di segnalazione diretto. Questo non equivale per\u00f2 ad anonimato. Gli indirizzi sono quasi sempre collegati a un&#8217;identit\u00e0 tramite le rampe di ingresso e uscita gi\u00e0 sottoposte a KYC, e l&#8217;analisi on-chain resta un potente strumento di riscontro. Vale la formula \u00abprivacy operativa, non anonimato fiscale\u00bb. Chi sceglie l&#8217;<a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/custodia-crypto-banca-chiavi-tutele-mica-2026\/'>autocustodia o valuta a chi affidare le chiavi<\/a> deve ricordare che l&#8217;obbligo di monitoraggio nel quadro RW non sparisce affatto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Come si dichiara: quadro RT, quadro T, quadro W e i tre regimi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano operativo conviene distinguere tra la parte reddituale (le plusvalenze) e la parte di monitoraggio (il possesso). Le plusvalenze vanno nel quadro RT dei Redditi PF o nel nuovo quadro T del 730; il possesso va nel quadro RW dei Redditi o nel quadro W del 730, con il codice individuazione bene 21 e senza alcuna soglia minima di esenzione, a differenza dei conti esteri. Sul valore al 31 dicembre si applica poi l&#8217;imposta sul valore delle cripto-attivit\u00e0, comunemente chiamata patrimoniale, pari al 2 per mille (0,2%) annuo, dovuta a prescindere dal luogo di custodia. La differenza pratica sta nel come si versa: se le crypto sono presso un intermediario italiano, \u00e8 quest&#8217;ultimo ad applicare l&#8217;imposta di bollo in automatico; se sono su un exchange estero o in autocustodia, \u00e8 il contribuente a calcolare e versare da s\u00e9 con il modello F24, alla stessa scadenza della dichiarazione dei redditi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un nodo tecnico spesso sottovalutato \u00e8 la determinazione del costo di carico. Il metodo di default \u00e8 il LIFO, ma \u00e8 ammesso anche il costo medio ponderato; in assenza di documentazione, il costo si considera pari a zero, con l&#8217;effetto di tassare l&#8217;intero incasso. Le permute tra cripto-attivit\u00e0 con \u00abeguali caratteristiche e funzioni\u00bb sono fiscalmente irrilevanti, come chiarito dalla <a href='https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/documents\/20143\/5589638\/Circolare+criptoattivita+del+27+ottobre+2023.pdf'>circolare 30\/E del 27 ottobre 2023<\/a>, mentre lo scambio verso un token di natura diversa pu\u00f2 realizzare una plusvalenza. \u00c8 una zona in cui la documentazione fa tutta la differenza.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte dei regimi, oltre al classico regime dichiarativo (il contribuente calcola e dichiara da s\u00e9) si \u00e8 aperta la strada del regime amministrato, in cui \u00e8 l&#8217;intermediario a fare da sostituto d&#8217;imposta. Cryptosmart, exchange italiano, \u00e8 stato il primo a integrarlo, dal 15 aprile 2026. Il fondatore e amministratore delegato Alessandro Frizzoni lo ha descritto come una soluzione in cui <a href='https:\/\/arenadigitale.it\/2026\/05\/04\/cryptosmart-diventa-primo-exchange-italiano-con-integrato-regime-amministrato\/'>\u00abl&#8217;utente accede automaticamente al regime amministrato e a un ecosistema italiano che integra in un&#8217;unica soluzione sicurezza, operativit\u00e0 e gestione fiscale\u00bb<\/a>. Per chi non vuole gestire calcoli e F24 \u00e8 un&#8217;alternativa interessante, purch\u00e9 si sia consapevoli che delegare non significa cancellare gli obblighi degli anni pregressi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa chiede il settore, cosa pu\u00f2 permettersi lo Stato<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La pressione per rivedere il 33% arriva soprattutto dagli operatori. AssoCASP, l&#8217;associazione dei prestatori di servizi in cripto-attivit\u00e0 presieduta da Fabrizio Vedana, in <a href='https:\/\/www.senato.it\/application\/xmanager\/projects\/leg19\/attachments\/documento_evento_procedura_commissione\/files\/000\/434\/645\/AssoCASP.pdf'>una audizione al Senato<\/a> ha sostenuto che un&#8217;aliquota elevata rischia di spingere i risparmiatori verso l&#8217;autocustodia o verso giurisdizioni estere meno trasparenti e meno tutelanti, con l&#8217;effetto paradossale di ridurre, anzich\u00e9 aumentare, il gettito. \u00c8 un argomento classico di finanza pubblica: oltre una certa soglia, alzare l&#8217;aliquota pu\u00f2 diminuire il prelievo complessivo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 il vincolo di bilancio. Con il deficit 2025 al 3,1% del PIL e la procedura per disavanzo eccessivo ancora aperta, il margine per rinunciare a gettito \u00e8 stretto. Le criptovalute, per quanto se ne parli molto, restano una voce relativamente piccola nel bilancio dello Stato, il che le rende sia un obiettivo poco redditizio da tassare sia un capitolo su cui \u00e8 politicamente meno costoso fare concessioni simboliche. Il risultato pi\u00f9 probabile, oggi, \u00e8 che il tema resti sul tavolo come merce di scambio nel negoziato pi\u00f9 ampio, senza garanzie. Chi pianifica farebbe bene a trattare un eventuale sconto per il 2027 come un&#8217;ipotesi, non come una certezza su cui costruire scelte irreversibili.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il confronto europeo: l&#8217;Italia tra le aliquote pi\u00f9 alte<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Guardare oltre confine aiuta a inquadrare la posta in gioco. Con il 33% e senza alcuna esenzione legata alla durata di detenzione, l&#8217;Italia si colloca oggi tra i regimi europei pi\u00f9 severi per il piccolo investitore di lungo periodo. Alcuni Paesi premiano infatti chi tiene gli asset a lungo, cosa che il sistema italiano, a differenza di quello su azioni e strumenti finanziari, non prevede.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>Trattamento delle plusvalenze crypto<\/th><th>Fonte<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Italia<\/td><td>33% (imposta sostitutiva) dal 2026, nessuna esenzione per durata; EMT in euro al 26%<\/td><td>L. 207\/2024<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>31,4% forfettario (PFU) dal 2026, esenzione fino a 305 euro l&#8217;anno<\/td><td><a href='https:\/\/www.impots.gouv.fr\/particulier\/questions\/comment-declarer-les-plus-ou-moins-values-sur-cessions-dactifs-numeriques'>impots.gouv.fr<\/a><\/td><\/tr><tr><td>Germania<\/td><td>Esente se detenzione oltre 1 anno; sotto l&#8217;anno, tassata con soglia di 1.000 euro<\/td><td><a href='https:\/\/www.blockpit.io\/tax-guides\/crypto-tax-germany'>blockpit.io<\/a><\/td><\/tr><tr><td>Portogallo<\/td><td>28% se detenute meno di 365 giorni, esenti oltre<\/td><td><a href='https:\/\/www.cointracker.io\/blog\/portugal-crypto-tax-guide'>cointracker.io<\/a><\/td><\/tr><tr><td>Regno Unito<\/td><td>18% \/ 24% (Capital Gains Tax), franchigia annua di 3.000 sterline<\/td><td><a href='https:\/\/www.gov.uk\/guidance\/check-if-you-need-to-pay-tax-when-you-sell-cryptoassets'>gov.uk<\/a><\/td><\/tr><tr><td>Stati Uniti<\/td><td>Trattate come property: aliquote ordinarie (fino al 37%) sotto l&#8217;anno, 0\/15\/20% oltre<\/td><td><a href='https:\/\/www.irs.gov\/filing\/digital-assets'>irs.gov<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il contrasto pi\u00f9 netto \u00e8 con la Germania, dove chi detiene per oltre dodici mesi non paga nulla, per quanto ampio sia il guadagno (una riforma \u00e8 in discussione, ma non \u00e8 ancora legge). Il Portogallo replica una logica simile con la soglia dei 365 giorni. Il modello italiano, invece, tassa allo stesso modo la vendita fatta dopo una settimana e quella fatta dopo cinque anni. Vale la pena ricordare che il confronto tra Paesi non riguarda solo l&#8217;aliquota, ma anche la fase regolatoria: mentre l&#8217;Europa applica MiCA e DAC8, il <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/clarity-act-voto-15-settembre-sec-cftc-enforcement-2026\/'>dibattito statunitense segue tutt&#8217;altra strada<\/a>. Per l&#8217;investitore italiano, tutto ci\u00f2 rende ancora pi\u00f9 importante ragionare sull&#8217;orizzonte temporale e sull&#8217;allocazione complessiva, tema che si intreccia con quanto <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/oro-bitcoin-quanto-portafoglio-allocazione-2026\/'>Bitcoin e oro pesino davvero in portafoglio<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La lezione dei regimi con esenzione per durata \u00e8 che, in quei Paesi, la variabile decisiva per il risparmiatore \u00e8 il tempo di detenzione, non solo il timing rispetto al mercato. In Italia questa leva manca del tutto: che si venda dopo un mese o dopo un decennio, l&#8217;aliquota \u00e8 la stessa. \u00c8 una delle ragioni per cui la richiesta ricorrente del settore non \u00e8 soltanto abbassare il 33%, ma introdurre un premio alla detenzione di lungo periodo, sul modello tedesco o portoghese. Nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 oggi all&#8217;ordine del giorno, ma \u00e8 il terreno su cui si giocheranno i prossimi confronti con il legislatore.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa fare adesso, al di l\u00e0 della politica<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Mettendo insieme i pezzi, alcune mosse restano valide qualunque cosa decida la Manovra 2027. La prima \u00e8 banale ma decisiva: chiudere correttamente il 2025 entro le scadenze (30 settembre per il 730, 2 novembre per i Redditi PF), inserendo a mano i dati crypto che la precompilata non riporta. La seconda \u00e8 tenere una contabilit\u00e0 ordinata delle operazioni 2026: date, controvalori in euro, metodo del costo scelto (LIFO o costo medio ponderato) e documentazione dei trasferimenti tra wallet propri, che non sono tassabili ma vanno provati.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Non vendere \u00abper anticipare l&#8217;aumento\u00bb: il 33% \u00e8 gi\u00e0 in vigore dal 1\u00b0 gennaio 2026, non c&#8217;\u00e8 nulla da anticipare.<\/li><li>Valutare, con un professionista, la gestione delle minusvalenze e delle tempistiche di realizzo entro fine anno.<\/li><li>Ricordare che il possesso va dichiarato nel quadro RW\/W anche senza vendite, senza soglia minima e anche in autocustodia.<\/li><li>Considerare il regime amministrato se si preferisce delegare calcoli e versamenti a un intermediario che fa da sostituto d&#8217;imposta.<\/li><li>Trattare un eventuale sconto per il 2027 come ipotesi, non come certezza: si sapr\u00e0 solo con l&#8217;approvazione di dicembre.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi si accorge di aver saltato una scadenza passata non deve farsi prendere dal panico: il ravvedimento operoso consente di regolarizzare pagando sanzioni ridotte, tanto pi\u00f9 basse quanto prima si interviene. \u00c8 quasi sempre l&#8217;opzione migliore rispetto all&#8217;attesa di un controllo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Gli errori (e i rischi) da evitare<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo errore \u00e8 pensare che il passato sia coperto da un vuoto normativo. Non \u00e8 cos\u00ec. La giurisprudenza ha chiarito che le plusvalenze speculative erano imponibili anche prima del 2023, sotto le norme generali sui redditi diversi. L&#8217;avvocato Fulvio Sarzana, commentando una recente sentenza della Cassazione sul suo <a href='https:\/\/fulviosarzana.nova100.ilsole24ore.com\/2026\/06\/28\/bitcoin-e-tasse-il-miracolo-della-cassazione-non-si-e-compiuto\/'>blog sul Sole 24 Ore<\/a>, lo ha sintetizzato cos\u00ec: \u00abniente vuoto normativo, l&#8217;obbligo tributario c&#8217;era gi\u00e0\u00bb. Il messaggio \u00e8 che l&#8217;introduzione delle regole crypto-specifiche ha reso tutto pi\u00f9 preciso, non ha creato la tassa dal nulla.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo errore \u00e8 trascurare il monitoraggio. L&#8217;omessa indicazione nel quadro RW espone a sanzioni che vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato per ciascun anno, con importi raddoppiati per le giurisdizioni non collaborative. Il terzo errore, pi\u00f9 subdolo, \u00e8 cadere nelle truffe che sfruttano la confusione del momento: l&#8217;Agenzia delle Entrate ha gi\u00e0 segnalato email fasulle che chiedono una fantomatica \u00abdichiarazione obbligatoria delle criptovalute\u00bb. Le comunicazioni reali seguono canali ufficiali e non chiedono pagamenti immediati via link. In un anno in cui trasparenza e controlli aumentano davvero, la prudenza migliore \u00e8 la stessa di sempre: dichiarare tutto, conservare le prove e diffidare di chi promette scorciatoie.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 infine una questione di orizzonte temporale dei controlli. Per una dichiarazione infedele l&#8217;accertamento pu\u00f2 arrivare entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione; per una dichiarazione omessa il termine si allunga al settimo anno. Con i dati della DAC8 destinati a fluire dal 2027, e con le informazioni dei vecchi registri gi\u00e0 nella disponibilit\u00e0 della Guardia di Finanza, l&#8217;idea che gli anni passati siano ormai fuori portata \u00e8 tra le pi\u00f9 rischiose che un contribuente possa coltivare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Qual \u00e8 l&#8217;aliquota sulle plusvalenze crypto in Italia nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Le plusvalenze su cripto-attivit\u00e0 come Bitcoin ed Ethereum realizzate dal 1\u00b0 gennaio 2026 scontano un&#8217;imposta sostitutiva del 33%, contro il 26% applicato fino al 2025. Fa eccezione una categoria ristretta: i token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro e conformi a MiCA, che restano al 26%. La franchigia di 2.000 euro \u00e8 stata abolita dal 2025, quindi ogni plusvalenza \u00e8 tassata dal primo euro.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>La Manovra 2027 abbasser\u00e0 le tasse sulle criptovalute?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">A met\u00e0 settembre 2026 non esiste ancora alcun testo che modifichi l&#8217;aliquota crypto: il disegno di legge di bilancio arriver\u00e0 in Parlamento entro il 20 ottobre e sar\u00e0 approvato a dicembre. Parte della maggioranza e le associazioni di settore chiedono da tempo di ridurre o rinviare il 33%, ma finch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 una norma approvata resta un&#8217;ipotesi. In ogni caso un&#8217;eventuale modifica varrebbe dal 2027, non in modo retroattivo sulle plusvalenze del 2026.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Devo dichiarare le criptovalute anche se non ho venduto nulla?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Il semplice possesso di cripto-attivit\u00e0 va indicato nel quadro RW del modello Redditi PF (o nel quadro W del 730) ai fini del monitoraggio fiscale, senza alcuna soglia minima di esenzione e anche in autocustodia. Sul valore al 31 dicembre si applica inoltre l&#8217;imposta sul valore delle cripto-attivit\u00e0, la cosiddetta patrimoniale, dello 0,2% annuo. Le imposte sulle plusvalenze, invece, scattano solo quando si realizza un guadagno con vendita, permuta verso cripto di diversa natura o pagamento di beni e servizi.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che differenza c&#8217;\u00e8 tra quadro T e quadro RW?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro T \u00e8 la sezione introdotta nel modello 730 che permette a dipendenti e pensionati senza partita IVA di dichiarare plusvalenze e proventi crypto (come staking e airdrop) senza passare al modello Redditi PF, dove le stesse voci vanno nel quadro RT. Il quadro RW del modello Redditi (quadro W nel 730) serve invece al monitoraggio, cio\u00e8 a segnalare il possesso delle cripto-attivit\u00e0 a prescindere dal fatto che siano stati realizzati guadagni.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Con la DAC8 il Fisco vede gi\u00e0 le mie operazioni del 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Le piattaforme stanno gi\u00e0 raccogliendo i dati dal 1\u00b0 gennaio 2026, ma la prima comunicazione automatica all&#8217;Agenzia delle Entrate \u00e8 fissata al 30 giugno 2027, con lo scambio tra amministrazioni fiscali europee entro il 30 settembre 2027. Il 2026 \u00e8 quindi il primo anno pienamente visibile, ma il Fisco lo legger\u00e0 in modo automatico solo nel 2027. Attenzione: la DAC8 non introduce nuove imposte, intensifica solo i controlli.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Qual \u00e8 l'aliquota sulle plusvalenze crypto in Italia nel 2026?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Le plusvalenze su cripto-attivit\u00e0 come Bitcoin ed Ethereum realizzate dal 1\u00b0 gennaio 2026 scontano un'imposta sostitutiva del 33%, contro il 26% applicato fino al 2025. Fa eccezione una categoria ristretta: i token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro e conformi a MiCA, che restano al 26%. 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