{"id":615,"date":"2026-09-20T04:40:31","date_gmt":"2026-09-20T04:40:31","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/politica-cripto-banche-tassi-rialzo-fed-bce-2026\/"},"modified":"2026-09-20T04:40:31","modified_gmt":"2026-09-20T04:40:31","slug":"politica-cripto-banche-tassi-rialzo-fed-bce-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/politica-cripto-banche-tassi-rialzo-fed-bce-2026\/","title":{"rendered":"Tassi al 4%: come il rialzo cambia la politica cripto delle banche"},"content":{"rendered":"Il 16 settembre 2026 due decisioni prese a poche ore di distanza hanno chiuso l&#8217;era del denaro gratis. La Federal Reserve guidata da Kevin Warsh ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3,75-4,00%: \u00e8 il primo rialzo dal luglio 2023, deciso con un voto unanime 12 a 0 e accompagnato da un dot plot in cui 16 membri su 18 si aspettano almeno un altro aumento entro fine anno (<a href='https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/09\/16\/fed-rate-decision-september-2026.html'>CNBC<\/a>). Sull&#8217;altra sponda dell&#8217;Atlantico era appena entrata in vigore la stretta della Banca centrale europea decisa il 10 settembre: tasso sui depositi al 2,50%, tasso sulle operazioni di rifinanziamento al 2,65%, entrambi validi proprio dal 16 settembre (<a href='https:\/\/www.ecb.europa.eu\/stats\/policy_and_exchange_rates\/key_ecb_interest_rates\/html\/index.en.html'>BCE<\/a>).La reazione immediata del mercato cripto \u00e8 gi\u00e0 stata raccontata: Bitcoin ha assorbito il colpo, \u00e8 scivolato sotto i 75.000 dollari e poi ha recuperato, tornando poco sopra i 70.000 euro il 20 settembre (<a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>CoinGecko<\/a>), mentre Ethereum oscillava intorno ai 2.250 euro. Chi cerca la cronaca del prezzo la trova nel <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-price-action-stretta-fed-settembre-2026\/'>price action di settembre<\/a>. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una parte della storia che i grafici non mostrano, ed \u00e8 quella che conta di pi\u00f9 per chi tiene i risparmi in banca: il rialzo dei tassi non muove soltanto la quotazione di un asset speculativo, riscrive in silenzio ogni leva della politica cripto delle banche.Per capire perch\u00e9, bisogna smettere di guardare Bitcoin e iniziare a guardare il denaro. Quando un euro fermo su un conto rendeva zero, la domanda \u00abchi custodisce i tuoi soldi e ti paga qualcosa?\u00bb era quasi irrilevante. Con la BCE al 2,50% e la Fed vicina al 4%, quella stessa domanda vale miliardi. Ed \u00e8 la domanda attorno a cui ruota, oggi, la strategia digitale di ogni banca europea.<h2 class='wp-block-heading'>Il regime dei tassi in una tabella<\/h2><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Banca centrale<\/th><th>Tasso chiave<\/th><th>Prima<\/th><th>Ora<\/th><th>Data<\/th><th>Segnale<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Federal Reserve<\/td><td>Fed funds<\/td><td>3,50-3,75%<\/td><td>3,75-4,00%<\/td><td>16 set 2026<\/td><td>16 membri su 18 vedono altri rialzi<\/td><\/tr><tr><td>BCE<\/td><td>Tasso sui depositi<\/td><td>2,25%<\/td><td>2,50%<\/td><td>dal 16 set 2026<\/td><td>decisioni riunione per riunione<\/td><\/tr><tr><td>BCE<\/td><td>Operazioni di rifinanziamento<\/td><td>2,40%<\/td><td>2,65%<\/td><td>dal 16 set 2026<\/td><td>seconda stretta dell&#8217;anno<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Il doppio rialzo del 16 settembre 2026, spinto dall&#8217;inflazione da guerra. Fonti: Federal Reserve, BCE.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 un punto di tasso cambia tutto per le banche<\/h2>Per quindici anni le banche centrali hanno tenuto i tassi vicini allo zero. In quel mondo il denaro non aveva un costo opportunit\u00e0 visibile: lasciare liquidit\u00e0 ferma non costava quasi nulla, e chi la deteneva (una banca, un emittente di stablecoin, un risparmiatore) non rinunciava a granch\u00e9. La conseguenza, poco notata, \u00e8 che tutta l&#8217;infrastruttura del denaro digitale, dalle stablecoin ai depositi tokenizzati fino all&#8217;euro digitale, \u00e8 nata e cresciuta in un ambiente in cui il rendimento era pari a zero per tutti.La stretta del 2026 rompe questa simmetria. Con la guerra tra Stati Uniti e Iran che ha riacceso l&#8217;inflazione da inizio anno, le due principali banche centrali hanno riportato il costo del denaro su livelli che non si vedevano da anni. Warsh lo ha detto senza giri di parole in conferenza stampa: \u00abl&#8217;inflazione \u00e8 troppo alta, e lo \u00e8 da troppo tempo\u00bb (<a href='https:\/\/www.cnn.com\/2026\/09\/16\/economy\/fed-rate-decision-september'>CNN<\/a>). Christine Lagarde, presentando la mossa europea, ha spiegato che i rischi per la crescita restano orientati al ribasso e quelli per l&#8217;inflazione al rialzo, con decisioni prese riunione per riunione. Il messaggio combinato \u00e8 che questo non \u00e8 un episodio: \u00e8 un regime, ed \u00e8 lo stesso che le crypto stanno imparando a leggere nel <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/cpi-agosto-stretta-fed-crypto-regime-2026\/'>nuovo contesto macro<\/a>.Quando il denaro torna a rendere, cinque cose cambiano contemporaneamente per una banca che si affaccia sulle crypto:<ul class='wp-block-list'><li>l&#8217;emissione di stablecoin diventa un affare molto pi\u00f9 ricco, e quindi una minaccia pi\u00f9 concreta per i depositi;<\/li><li>il deposito tokenizzato che paga interessi guadagna un vantaggio competitivo che a tasso zero non aveva;<\/li><li>l&#8217;euro digitale, che per legge non rende nulla, diventa pi\u00f9 difficile da far accettare a chi risparmia;<\/li><li>detenere Bitcoin in proprio costa di pi\u00f9, perch\u00e9 il tasso a cui si rinuncia sale;<\/li><li>la concorrenza per la raccolta si fa pi\u00f9 aspra, perch\u00e9 il risparmiatore ha di nuovo alternative remunerate.<\/li><\/ul>In altre parole, lo stesso rialzo che fa tremare il grafico di Bitcoin ridisegna il tavolo su cui le banche giocano la loro partita cripto. La tabella che segue mostra chi vince e chi perde con i tassi pi\u00f9 alti, modello per modello.<figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Modello o leva<\/th><th>Chi incassa il tasso<\/th><th>Effetto di tassi pi\u00f9 alti<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Emissione di stablecoin<\/td><td>L&#8217;emittente (tiene tutto)<\/td><td>Pi\u00f9 profittevole e aggressivo: cresce la minaccia ai depositi<\/td><\/tr><tr><td>Deposito tokenizzato<\/td><td>Il correntista (pu\u00f2 ricevere interessi)<\/td><td>Vantaggio pi\u00f9 ampio: il deposito paga, la stablecoin no<\/td><\/tr><tr><td>Euro digitale<\/td><td>Nessuno (per legge non rende)<\/td><td>Meno attraente per chi risparmia, adozione pi\u00f9 difficile<\/td><\/tr><tr><td>Bitcoin detenuto in proprio<\/td><td>Nessuno (non paga cedole)<\/td><td>Costo opportunit\u00e0 pi\u00f9 alto, oltre alla regola del capitale<\/td><\/tr><tr><td>Custodia per conto terzi<\/td><td>La banca (commissioni)<\/td><td>Poco sensibile al tasso: resta la corsia a basso capitale<\/td><\/tr><tr><td>Regolamento all&#8217;ingrosso in moneta di banca centrale<\/td><td>Chi detiene le riserve<\/td><td>Il rendimento sull&#8217;attivit\u00e0 di regolamento pesa di pi\u00f9<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Come il costo del denaro ridistribuisce vantaggi e svantaggi nella politica cripto bancaria.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;emittente di stablecoin \u00e8 una banca stretta che tiene tutto il carry<\/h2>Per capire la posta in gioco, conviene guardare a come un emittente di stablecoin fa i soldi. Il meccanismo \u00e8 semplice e antico: quando comprate una stablecoin, l&#8217;emittente prende il vostro euro o dollaro e lo parcheggia in attivit\u00e0 a brevissimo termine, soprattutto titoli di Stato a breve e pronti contro termine. Su quelle riserve incassa gli interessi. A voi, che detenete il token, non riconosce nulla. La differenza tra il rendimento che ottiene sulle riserve e lo zero che vi paga \u00e8 il suo margine (<a href='https:\/\/transak.com\/blog\/how-do-stablecoin-issuers-make-money'>Transak<\/a>).\u00c8 esattamente il modello di una banca stretta o di un fondo monetario, con una differenza cruciale: l&#8217;emittente si tiene tutto il carry. E qui entra in gioco il tasso. A rendimento zero questo business valeva poco; con i titoli a breve che rendono intorno al 4% negli Stati Uniti, diventa una macchina da profitti. Tether ha dichiarato circa 13 miliardi di dollari di utile nel 2024 e oltre 10 miliardi nel 2025, quasi interamente da interessi sulle riserve, e per il secondo trimestre 2026 ha riportato circa 1,5 miliardi di dollari di utile operativo netto a fronte di quasi 185 miliardi di USDT in circolazione (<a href='https:\/\/coinpaper.com\/35281\/why-stablecoin-issuers-care-so-much-about-treasury-yields'>coinpaper<\/a>). Circle, che emette USDC, vive quasi interamente degli stessi interessi, con USDC intorno ai 74 miliardi di dollari.Il mercato complessivo delle stablecoin valeva circa 302,8 miliardi di dollari a met\u00e0 settembre 2026, con USDT al 60% e USDC che insieme coprono quasi il 90% del totale; oltre il 99% \u00e8 ancorato al dollaro (<a href='https:\/\/reap.global\/blog\/stablecoin-statistics-2026'>Reap<\/a>). Su una base del genere, con i tassi attuali, il flusso di interessi che finisce nelle casse degli emittenti supera i 15 miliardi di dollari l&#8217;anno. Ogni punto di tasso in pi\u00f9 \u00e8 denaro che gli emittenti guadagnano senza girarlo ai possessori. Per una banca commerciale, questo significa una cosa sola: un concorrente sempre pi\u00f9 ricco che si nutre di soldi che, in un altro mondo, sarebbero stati depositi. Le regole che disciplinano questi token, dal tetto europeo ai limiti d&#8217;uso, sono raccontate nel dettaglio nell&#8217;analisi sulle <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/stablecoin-pagamenti-regole-mica-tetto-200-milioni-2026\/'>stablecoin nei pagamenti<\/a>.Questa dinamica spiega anche il comportamento degli emittenti. Poich\u00e9 il profitto cresce con la massa di token in circolazione, l&#8217;incentivo \u00e8 far crescere il pi\u00f9 possibile quella massa: accordi di distribuzione con gli exchange, integrazioni nei portafogli, campagne per spingere l&#8217;uso nei pagamenti. Con i tassi alti, ogni nuovo dollaro di stablecoin emesso \u00e8 un piccolo flusso di interessi aggiuntivo per l&#8217;emittente, e nessun centesimo di quel flusso arriva a chi detiene il token. \u00c8 il motivo per cui il 2026 ha visto una corsa a distribuire stablecoin ovunque, dai circuiti di pagamento alle piattaforme di trading.<h2 class='wp-block-heading'>Il divieto di rendimento: la regola che sembra colpire le stablecoin regala un fossato alle banche<\/h2>Qui arriva il passaggio meno intuitivo e pi\u00f9 importante di tutta la vicenda. Sia il regolamento europeo MiCA sia il GENIUS Act americano vietano agli emittenti di stablecoin di pagare interessi o rendimenti ai possessori. MiCA lo fa in modo categorico per gli e-money token; il GENIUS Act lo scrive nero su bianco nella sezione che proibisce all&#8217;emittente di corrispondere interessi, dividendi o qualsiasi altro rendimento legato al semplice detenere il token (<a href='https:\/\/blogs.law.ox.ac.uk\/oblb\/blog-post\/2026\/03\/stablecoin-interest-crossroads-micas-prohibition-and-us-regulatory-maze'>Oxford Business Law Blog<\/a>).A prima vista sembra una regola contro le stablecoin. In un mondo a tassi alti \u00e8 invece un regalo alle banche. Il motivo \u00e8 che un deposito, anche tokenizzato, pu\u00f2 pagare interessi; una stablecoin no. A tasso zero questa asimmetria non contava nulla, perch\u00e9 nessuno pagava comunque. Con la BCE al 2,50% e la Fed al 4%, la distanza tra \u00abil nostro token ti riconosce il 3%\u00bb e \u00abil loro non ti d\u00e0 niente\u00bb diventa enorme. Il divieto di rendimento, in pratica, ha consegnato alle banche un fossato strutturale: pi\u00f9 i tassi salgono, pi\u00f9 largo diventa il fossato (<a href='https:\/\/forkast.news\/the-genius-act-yield-ban-gave-banks-a-structural-moat-tokenized-deposits-can-pay-interest-stablecoins-cannot\/'>Forkast<\/a>).Non \u00e8 un caso. L&#8217;industria bancaria ha spinto con forza per questo divieto proprio perch\u00e9 le stablecoin remunerate sarebbero sostituti quasi perfetti del deposito, capaci di drenare raccolta senza garanzia sui depositi, senza riserve obbligatorie, senza gli obblighi che gravano su una banca. La battaglia non \u00e8 finita: negli Stati Uniti alcune piattaforme, come Coinbase, distribuiscono comunque \u00abpremi\u00bb ai possessori di USDC sostenendo che si tratta di incentivi di terzi e non di interessi pagati dall&#8217;emittente, e le lobby bancarie hanno passato il 2026 a chiedere di chiudere questa scappatoia (<a href='https:\/\/bpi.com\/closing-the-payment-of-interest-loophole-for-stablecoins\/'>Bank Policy Institute<\/a>). La stessa Casa Bianca ha pubblicato una ricerca sugli effetti del divieto di rendimento sul credito bancario, segno di quanto il tema sia diventato politico.C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una via di fuga che il tasso alto rende sempre pi\u00f9 attraente: i fondi tokenizzati che investono in titoli di Stato. Non sono stablecoin, sono quote di fondo, e in quanto tali possono distribuire rendimento. Con i titoli a breve che rendono il 4%, il denaro che non pu\u00f2 guadagnare nulla dentro una stablecoin migra verso questi strumenti tokenizzati, in quello che i giuristi chiamano arbitraggio regolamentare per forma legale (<a href='https:\/\/blogs.law.ox.ac.uk\/oblb\/blog-post\/2026\/07\/stablecoin-yield-prohibition-and-rise-tokenized-treasury-funds-regulatory'>Oxford Business Law Blog<\/a>). Il risultato \u00e8 un mercato a tre corsie che la tabella seguente prova a mettere in ordine.<figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Strumento<\/th><th>Pu\u00f2 pagare interessi?<\/th><th>Base normativa<\/th><th>Tutela del capitale<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Deposito bancario<\/td><td>S\u00ec<\/td><td>CRR\/CRD (vigilanza bancaria)<\/td><td>Garanzia depositi fino a 100.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Deposito tokenizzato<\/td><td>S\u00ec<\/td><td>CRR\/CRD, resta un deposito<\/td><td>Garanzia depositi (\u00e8 pur sempre un deposito)<\/td><\/tr><tr><td>Stablecoin (e-money token)<\/td><td>No (vietato)<\/td><td>MiCA \/ GENIUS Act<\/td><td>Riserve segregate, nessuna garanzia depositi<\/td><\/tr><tr><td>Euro digitale<\/td><td>No (per legge)<\/td><td>Regolamento in negoziazione<\/td><td>Moneta di banca centrale, con limiti di detenzione<\/td><\/tr><tr><td>Fondo tokenizzato in titoli di Stato<\/td><td>S\u00ec (distribuisce rendimento)<\/td><td>Disciplina dei fondi\/valori mobiliari<\/td><td>Rischio di mercato, nessuna garanzia depositi<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__caption'>Chi pu\u00f2 pagare interessi a chi detiene il token, e con quale tutela. \u00c8 il cuore del vantaggio competitivo bancario a tassi alti.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>La guerra dei depositi si fa sul serio<\/h2>Il timore che tiene sveglie le banche centrali ha un nome tecnico, disintermediazione, e una traduzione semplice: se i risparmiatori spostano soldi dai conti bancari alle stablecoin, le banche perdono la materia prima con cui finanziano i prestiti. Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, lo ha messo in chiaro: \u00abSe in futuro l&#8217;uso delle stablecoin aumenter\u00e0, le banche perderanno anche i depositi al dettaglio\u00bb, ricordando che quei depositi sono una fonte di finanziamento centrale per sostenere il credito nell&#8217;area euro (<a href='https:\/\/cryptobriefing.com\/ecb-warns-stablecoin-growth-erode-bank-deposits\/'>Crypto Briefing<\/a>).La meccanica \u00e8 quella descritta pi\u00f9 volte dalla BCE nei suoi interventi sul confine tra fondi monetari e stablecoin: quando un cliente compra una stablecoin, i fondi lasciano il sistema bancario e passano all&#8217;emittente (<a href='https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2026\/html\/ecb.sp260601~38dffe5ec5.en.html'>BCE<\/a>). Su scala ridotta \u00e8 irrilevante; su scala grande alza il costo della raccolta e riduce la base stabile su cui una banca costruisce i prestiti a famiglie e imprese. Con i tassi alti il rischio si amplifica, perch\u00e9 il risparmiatore ha di nuovo un motivo concreto per cercare rendimento altrove.Gli economisti chiamano questo fenomeno deposit beta: la quota di un rialzo dei tassi che una banca \u00e8 costretta a girare ai correntisti per non perderli. Finch\u00e9 l&#8217;unica alternativa era un altro conto altrettanto avaro, quella quota poteva restare bassa. Ma se il risparmiatore pu\u00f2 spostare i soldi in pochi secondi verso uno strumento digitale che rende, la banca deve alzare la remunerazione o vedere fuggire la raccolta. In entrambi i casi il suo margine si assottiglia. Non a caso il think tank Bruegel ha proposto una strategia europea proprio per contenere i rischi delle stablecoin senza soffocare l&#8217;innovazione (<a href='https:\/\/www.bruegel.org\/policy-brief\/new-strategy-contain-stablecoin-risks-european-union'>Bruegel<\/a>).L&#8217;Italia offre l&#8217;esempio perfetto di questa dinamica, e precede le crypto di anni. Nel 2025, mentre i tassi restavano elevati, la remunerazione media dei conti correnti italiani era scesa intorno allo 0,27%, quasi zero, ben sotto il costo del denaro fissato dalla BCE (<a href='https:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/chi-paga-il-conto-corrente-le-banche-che-remunerano-ancora-la-liquidita-202510231522135451'>MilanoFinanza<\/a>). Il risultato \u00e8 stato una fuga verso il rendimento: le famiglie hanno spostato risparmio dai conti verso i titoli di Stato, e le emissioni di BTP dedicati al retail hanno raccolto miliardi di euro (<a href='https:\/\/www.fabi.it\/2025\/06\/14\/nei-salvadanai-delle-famiglie-italiane-6-030-miliardi\/'>FABI<\/a>). Una stablecoin che non rende nulla non \u00e8 granch\u00e9 peggio di un conto che rende 0,27%; ma un fondo tokenizzato in titoli di Stato che paga il 3% \u00e8 la versione digitale, e istantanea, dello stesso BTP che gli italiani hanno gi\u00e0 comprato a valanga. Ecco perch\u00e9 la guerra dei depositi, a tassi alti, smette di essere teorica.<h2 class='wp-block-heading'>Il contrattacco: depositi tokenizzati che pagano gli interessi<\/h2>La risposta delle banche a questa minaccia non \u00e8 combattere le stablecoin sul loro terreno, ma battere il colpo dove le regole danno un vantaggio: il deposito tokenizzato. Si tratta di moneta di banca commerciale messa su blockchain che resta, giuridicamente, un deposito. Vive nel bilancio della banca, pu\u00f2 pagare interessi, \u00e8 coperta dalla garanzia dei depositi e circola su registro distribuito dentro una rete chiusa di intermediari regolati. Non \u00e8 un token al portatore come una stablecoin: quando due banche si scambiano depositi tokenizzati, la gamba interbancaria si regola in moneta di banca centrale, preservando quella che gli economisti chiamano unicit\u00e0 della moneta, cio\u00e8 il fatto che un euro vale un euro chiunque lo emetta.Il caso pi\u00f9 avanzato \u00e8 JPMorgan, che ha portato il suo deposit token in dollari, JPMD, su una blockchain pubblica alla fine del 2025 attraverso la piattaforma Kinexys, movimentando volumi cumulati nell&#8217;ordine dei mille miliardi di dollari (<a href='https:\/\/www.jpmorgan.com\/payments\/newsroom\/jpm-coin-usd-deposit-token-institutional-clients'>JPMorgan<\/a>). In Europa il progetto Qivalis riunisce trentasette banche, tra cui UniCredit e Intesa Sanpaolo, attorno all&#8217;obiettivo di una moneta digitale bancaria in euro. La logica \u00e8 sempre la stessa: dare al cliente un token che si muove alla velocit\u00e0 della blockchain ma che, a differenza della stablecoin, gli riconosce gli interessi. E qui il regime dei tassi diventa alleato della banca: a tasso zero la promessa \u00abil nostro token ti paga\u00bb era vuota, a tasso alto \u00e8 un argomento di vendita concreto.Dietro questi progetti c&#8217;\u00e8 una visione pi\u00f9 ampia, quella del registro unificato a cui lavorano le banche centrali. La Banca dei regolamenti internazionali, con il progetto Agora, sta sperimentando un&#8217;infrastruttura in cui depositi tokenizzati e riserve di banca centrale convivono sullo stesso registro, con regolamento atomico e transfrontaliero. Per una banca la differenza rispetto a una stablecoin \u00e8 tutta qui: mantiene il controllo del rapporto con il cliente, resta dentro il perimetro della vigilanza e degli obblighi antiriciclaggio, e non cede quel rapporto a un emittente terzo. Il deposito tokenizzato, insomma, \u00e8 il modo con cui il sistema bancario prova a stare sulla blockchain senza smettere di essere una banca.<h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;euro digitale, senza interessi, in un mondo a tasso alto<\/h2>C&#8217;\u00e8 una terza forma di denaro digitale che i tassi alti mettono in difficolt\u00e0, ed \u00e8 quella pubblica: l&#8217;euro digitale. Per disegno, la moneta digitale della BCE non paga interessi e avr\u00e0 un limite di detenzione, discusso intorno ai 3.000 euro per persona, pensato apposta per evitare che i risparmiatori svuotino i conti bancari riversandosi sulla moneta di banca centrale. In un mondo a tasso zero rinunciare agli interessi non era un sacrificio; con la BCE al 2,50% tenere fermi soldi in euro digitale significa lasciare sul tavolo un rendimento reale. Il paradosso \u00e8 evidente: la regola che protegge le banche dalla disintermediazione rende anche l&#8217;euro digitale meno appetibile per chi dovrebbe usarlo.La partita \u00e8 ancora aperta sul piano legislativo. Il negoziato a tre tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione \u00e8 entrato nel vivo con una seconda tornata il 10 settembre e ulteriori riunioni previste a fine mese, con la presidenza irlandese che punta a un accordo politico entro fine anno; i due nodi principali restano proprio il limite di detenzione e il compenso ai commercianti (<a href='https:\/\/www.omfif.org\/2026\/09\/whose-interest-does-the-digital-euros-holding-limit-really-serve\/'>OMFIF<\/a>). Le simulazioni della stessa BCE hanno stimato che, con un limite a 3.000 euro e in uno scenario di fuga verso la sicurezza, potrebbero uscire dai depositi fino a circa 700 miliardi di euro. Sono numeri che spiegano perch\u00e9 le banche vedono l&#8217;euro digitale come una minaccia e insieme come uno scudo: minaccia perch\u00e9 sposta raccolta, scudo perch\u00e9 \u00e8 la risposta pubblica europea alle stablecoin in dollari che rischiano di dollarizzare i pagamenti del continente.Per le banche italiane la posta \u00e8 doppia. Da un lato temono che l&#8217;euro digitale sposti raccolta proprio mentre i tassi rendono ogni euro di deposito prezioso; dall&#8217;altro sanno che senza una risposta pubblica europea il vuoto verrebbe riempito da stablecoin in dollari, con un problema di sovranit\u00e0 monetaria che va oltre il singolo bilancio. \u00c8 la ragione per cui l&#8217;associazione bancaria italiana si \u00e8 mostrata pi\u00f9 aperta di altre verso il progetto, pur chiedendo garanzie sui limiti di detenzione e sui costi. Il compromesso che uscir\u00e0 dal negoziato europeo dir\u00e0 quanto quel timore sia fondato.<h2 class='wp-block-heading'>Bitcoin: il costo di non rendere nulla e la regola del capitale<\/h2>E Bitcoin? Qui il rialzo agisce su due fronti, entrambi sfavorevoli a una banca che pensasse di tenerlo in bilancio. Il primo \u00e8 il costo opportunit\u00e0. Bitcoin non paga cedole n\u00e9 dividendi: il suo rendimento atteso \u00e8 tutto nel prezzo. Quando il tasso privo di rischio era zero, rinunciare a quel rendimento per detenere un asset che non rende nulla non costava niente. Con il tasso al 4%, la soglia di convenienza sale: ogni euro fermo in un asset non remunerato \u00e8 un euro che avrebbe potuto guadagnare il 4% altrove. \u00c8 la stessa logica che pesa sull&#8217;oro, e che HOGE Wire ha analizzato nel confronto su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/oro-bitcoin-rialzo-fed-costo-opportunita-2026\/'>oro e Bitcoin e il costo di non rendere nulla<\/a>.Il secondo fronte \u00e8 regolamentare, ed \u00e8 ancora pi\u00f9 duro. Lo standard di Basilea SCO60, in vigore dal primo gennaio 2026, assegna alle esposizioni in cripto non garantite come Bitcoin un fattore di ponderazione del rischio del 1.250%, che equivale a chiedere alla banca di coprire con capitale proprio, euro per euro, ogni euro investito (<a href='https:\/\/www.bis.org\/press\/p260225.htm'>BIS<\/a>). Detenere Bitcoin in proprio \u00e8, per una banca, proibitivo. Ecco perch\u00e9 quasi tutte scelgono corsie diverse: intermediazione (vendere l&#8217;accesso tramite certificati o ETP), custodia per conto terzi, emissione di moneta tokenizzata. Il rialzo dei tassi non cambia questa regola, ma la rafforza: al costo di capitale si somma ora un costo opportunit\u00e0 pi\u00f9 alto. Doppio disincentivo. Non stupisce che le banche preferiscano vendere l&#8217;accesso a Bitcoin, o custodirlo per i clienti, piuttosto che possederlo.Per il risparmiatore la conseguenza \u00e8 indiretta ma concreta: se la banca non pu\u00f2 detenere Bitcoin, lo impacchetta. UniCredit, per esempio, ha venduto ai clienti professionali certificati legati a Bitcoin senza mai iscrivere un solo satoshi in bilancio, perch\u00e9 un certificato \u00e8 uno strumento finanziario sotto la disciplina dei mercati, non una esposizione cripto sotto Basilea. \u00c8 la stessa logica del costo del capitale applicata al prodotto: la banca vende il rendimento di Bitcoin, non Bitcoin. E in un mondo a tassi alti anche questi involucri competono con un titolo di Stato che ora rende davvero qualcosa.<h2 class='wp-block-heading'>Dove finiscono le riserve (e chi incassa il tasso)<\/h2>Un aspetto spesso trascurato \u00e8 che le riserve delle stablecoin non spariscono nel nulla: finiscono in gran parte nel sistema che dovrebbero minacciare. MiCA impone agli emittenti di e-money token di tenere almeno il 30% delle riserve in depositi bancari, quota che sale al 60% per i token considerati significativi. Il GENIUS Act, invece, spinge le riserve americane verso i titoli di Stato a breve, con scadenze non superiori a circa 93 giorni. In entrambi i casi, a incassare il tasso \u00e8 chi detiene le riserve, e quel tasso oggi \u00e8 alto.Ne discendono due conseguenze. In Europa, parte del denaro che esce dai depositi come stablecoin rientra come deposito dell&#8217;emittente presso una banca, un giro che sposta il rapporto con il cliente ma non necessariamente l&#8217;intera raccolta. Negli Stati Uniti, invece, le riserve alimentano la domanda di titoli del Tesoro: il segretario Bessent ha pi\u00f9 volte indicato le stablecoin come una nuova, grande fonte di domanda per il debito americano. Per il risparmiatore la morale \u00e8 chiara, ed \u00e8 la stessa che vale per l&#8217;intero mercato: il rendimento dei titoli di Stato \u00e8 la bussola macro delle crypto, come raccontano le analisi sui <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/rendimenti-obbligazionari-bussola-macro-crypto-2026\/'>rendimenti obbligazionari<\/a>. Chi tiene una stablecoin regala all&#8217;emittente quel rendimento; chi compra un fondo tokenizzato in titoli di Stato se lo tiene. A tassi alti, la differenza non \u00e8 pi\u00f9 trascurabile.C&#8217;\u00e8 anche un risvolto sistemico. Quando una stablecoin diventa molto grande, le sue riserve pesano sul mercato dei titoli di Stato a breve: acquisti e vendite massicci possono muovere i tassi a breve, e un&#8217;ondata di rimborsi costringerebbe l&#8217;emittente a liquidare titoli in fretta, con effetti che ricadono sull&#8217;intero mercato monetario. \u00c8 il motivo per cui le autorit\u00e0 guardano alle stablecoin non solo come concorrenti delle banche, ma come nodi che, a tassi alti e su scala grande, iniziano a contare per la stabilit\u00e0 finanziaria.<h2 class='wp-block-heading'>Pontes: mentre i tassi salgono, la moneta di banca centrale va on-chain<\/h2>Nella stessa settimana in cui Fed e BCE stringevano, l&#8217;Eurosistema faceva un passo che sembra tecnico ma cambia le fondamenta del sistema. Il 21 settembre 2026 la BCE attiva Pontes, un ponte tra le piattaforme che tokenizzano titoli e l&#8217;infrastruttura di regolamento TARGET, che consente di regolare le transazioni su registro distribuito in moneta di banca centrale invece che in stablecoin o depositi commerciali. \u00c8 il primo dispiegamento in produzione di regolamento all&#8217;ingrosso in moneta di banca centrale su blockchain da parte di una banca centrale del G7 (<a href='https:\/\/www.ledgerinsights.com\/europes-wcbdc-project-pontes-drops-pilot-label-as-it-readies-for-september-launch\/'>Ledger Insights<\/a>). Al debutto partecipano Clearstream e Axiology, e circa cento istituzioni hanno chiesto di entrare nel gruppo di contatto di mercato, contro i 64 partecipanti delle prove del 2024; la versione iniziale avr\u00e0 orari limitati, quella pienamente operativa 24 ore su 24 \u00e8 attesa per il 2028.Il legame con i tassi \u00e8 pi\u00f9 stretto di quanto sembri. Quando si regola una transazione, l&#8217;attivit\u00e0 usata per la gamba in contanti frutta un rendimento, e a tasso alto quel rendimento conta. Regolare in moneta di banca centrale significa usare l&#8217;attivit\u00e0 di regolamento pi\u00f9 sicura che esista, senza rischio di controparte. \u00c8 il punto che Isabel Schnabel, del Comitato esecutivo BCE, ha ribadito a Jackson Hole: \u00able stablecoin non possono sostituire le riserve di banca centrale come attivit\u00e0 di regolamento ultima dell&#8217;economia\u00bb (<a href='https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2026\/html\/ecb.sp260828~fe9afc86e8.en.html'>BCE<\/a>). Per l&#8217;Italia c&#8217;\u00e8 un motivo d&#8217;orgoglio: il meccanismo di sincronizzazione dietro Pontes deriva dalla soluzione TIPS Hash Link costruita dalla Banca d&#8217;Italia, gi\u00e0 usata per regolare in moneta di banca centrale le prime obbligazioni tokenizzate italiane. Le banche non possono tenere Bitcoin, ma possono regolare titoli tokenizzati in moneta pubblica: una corsia a basso capitale che non \u00e8 mai una esposizione cripto.Vale la pena chiarire un equivoco frequente: Pontes non \u00e8 l&#8217;euro digitale. L&#8217;euro digitale \u00e8 moneta pubblica al dettaglio, pensata per i cittadini; Pontes \u00e8 un&#8217;infrastruttura all&#8217;ingrosso, riservata alle transazioni tra istituzioni finanziarie. Sono due facce dello stesso disegno, portare la moneta di banca centrale sulla blockchain, ma servono mondi diversi. Nel lungo periodo l&#8217;Eurosistema immagina un registro condiviso, chiamato Appia, capace di far convivere moneta di banca centrale, moneta commerciale e asset tokenizzati anche oltre confine, con orizzonte il 2028.<h2 class='wp-block-heading'>Il fronte americano: GENIUS verso le regole finali, e CLARITY che non c&#8217;\u00e8<\/h2>Oltre l&#8217;Atlantico il quadro procede su due binari opposti. Da un lato, il GENIUS Act si avvia alle regole attuative: il Comptroller of the Currency, Jonathan Gould, ha dichiarato che l&#8217;OCC punta a pubblicare la regola principale entro novembre 2026, per iniziare a processare le domande di licenza degli emittenti nei primi mesi del 2027 (<a href='https:\/\/www.pymnts.com\/legal\/2026\/occ-races-the-clock-to-finish-genius-act-stablecoin-rules\/'>PYMNTS<\/a>). La legge diventa efficace al pi\u00f9 presto tra il 18 gennaio 2027 e i 120 giorni dopo le regole finali, e il divieto di pagare interessi sulle stablecoin \u00e8 scritto proprio dentro la bozza dell&#8217;OCC. Sul divieto di rendimento, dunque, Stati Uniti ed Europa convergono: entrambi separano nettamente la funzione di pagamento dalla generazione di rendimento a livello di emittente.C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una divergenza di fondo con l&#8217;Europa, ed \u00e8 strategica. Un ordine esecutivo della Casa Bianca vieta agli Stati Uniti di sviluppare una moneta digitale di banca centrale al dettaglio: Washington scommette che siano le stablecoin private in dollari a fare il lavoro, esportando il dollaro on-chain in tutto il mondo. Bruxelles fa l&#8217;opposto, costruendo binari pubblici (l&#8217;euro digitale al dettaglio, Pontes all&#8217;ingrosso) per non dipendere da moneta privata e straniera. Due modelli opposti che convergono su un solo punto: nessuno dei due vuole stablecoin che paghino interessi.Dall&#8217;altro lato, il tentativo americano di scrivere una legge organica sulla struttura del mercato cripto, il CLARITY Act, si \u00e8 arenato: il voto per chiudere il dibattito \u00e8 fallito il 15 settembre, lasciando irrisolto il confine tra i poteri della SEC e della CFTC. Il paradosso \u00e8 che la politica prudenziale sulle banche procede comunque, per via amministrativa (ordini esecutivi, Tesoro, OCC, FDIC), mentre la legge di sistema resta ferma. Chi vuole capire come, senza una legge, siano i tribunali a scrivere le regole, trova il quadro nell&#8217;analisi su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-enforcement-crypto-clarity-ferma-giudici-2026\/'>SEC, CLARITY e i giudici<\/a>.<h2 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per chi ha un conto in banca in Italia<\/h2>Per il risparmiatore italiano, il combinato di tassi alti e nuove forme di denaro digitale ha effetti concreti. Il primo \u00e8 che la vecchia inerzia costa. Tenere liquidit\u00e0 su un conto che rende lo 0,27% mentre la BCE \u00e8 al 2,50% significa regalare rendimento, esattamente come accade con una stablecoin. La differenza \u00e8 che la stablecoin \u00e8 pi\u00f9 facile da spostare, e i fondi tokenizzati in titoli di Stato offrono un rendimento simile a quello di un BTP con la comodit\u00e0 di un token. La concorrenza per i vostri euro, insomma, non arriva pi\u00f9 solo dalla banca dell&#8217;altro sportello, ma da un intero ecosistema digitale.In Italia la cornice \u00e8 chiara: sotto MiCA la vigilanza \u00e8 divisa tra Consob, che presidia condotta di mercato e tutela dell&#8217;investitore, e Banca d&#8217;Italia, competente per gli aspetti prudenziali e per le stablecoin, in base al decreto legislativo 129\/2024. Le banche italiane si stanno posizionando su corsie diverse: Banca Sella \u00e8 stata la prima banca italiana autorizzata da Banca d&#8217;Italia a offrire servizi cripto sotto MiCA, mentre Intesa Sanpaolo e UniCredit si muovono rispettivamente sul fronte della detenzione in proprio (tramite ETF ed equity quotati) e su quello dell&#8217;intermediazione tramite certificati. Il consiglio pratico non cambia con i tassi, ma diventa pi\u00f9 remunerativo seguirlo: distinguere sempre tra un deposito (tutelato dalla garanzia fino a 100.000 euro), una stablecoin (riserve segregate ma nessuna garanzia depositi) e un fondo tokenizzato (rischio di mercato), perch\u00e9 a parit\u00e0 di comodit\u00e0 le tutele sono molto diverse.In concreto, chi ha liquidit\u00e0 ferma oggi ha pi\u00f9 opzioni che in passato. Un conto deposito vincolato di una banca vigilata offre un rendimento e resta coperto dalla garanzia fino a 100.000 euro; un BTP paga spesso di pi\u00f9 ma espone al rischio di prezzo se venduto prima della scadenza; una stablecoin offre comodit\u00e0 ma nessun interesse e nessuna garanzia sui depositi. La regola d&#8217;oro, con i tassi tornati positivi, \u00e8 non confondere la comodit\u00e0 di uno strumento digitale con la sua sicurezza: sono due cose diverse e vanno valutate separatamente.<h2 class='wp-block-heading'>I rischi: trasmissione monetaria, corse digitali, frammentazione<\/h2>Il regime dei tassi alti porta con s\u00e9 rischi che vanno oltre la concorrenza commerciale. Il primo \u00e8 la trasmissione della politica monetaria: se una fetta crescente del denaro si sposta in stablecoin o fondi tokenizzati fuori dal perimetro bancario, il canale attraverso cui i rialzi della BCE arrivano all&#8217;economia reale si fa meno prevedibile. Il secondo \u00e8 la velocit\u00e0 delle corse. Un deposito tradizionale si ritira allo sportello o con un bonifico; una stablecoin o un deposito tokenizzato si muovono in secondi, 24 ore su 24. In uno scenario di stress, la moneta programmabile pu\u00f2 fuggire pi\u00f9 in fretta di quanto qualsiasi banca sia mai stata attrezzata a gestire, come hanno insegnato i dissesti del 2022 e 2023 nel mondo cripto.Il terzo rischio \u00e8 la frammentazione. Con tre monete digitali che competono (stablecoin private, depositi tokenizzati, euro digitale pubblico) e regole che divergono tra Europa e Stati Uniti, il rischio \u00e8 un sistema in cui un euro non vale sempre un euro a seconda di dove \u00e8 custodito. \u00c8 la ragione per cui le banche centrali insistono tanto sull&#8217;unicit\u00e0 della moneta e sul ruolo della moneta pubblica come ancora ultima del sistema. In un mondo a tasso zero questi dibattiti sembravano accademici. A tasso alto, con miliardi di interessi in palio e infrastrutture come Pontes che vanno in produzione, sono diventati la vera posta della politica cripto delle banche.La conclusione \u00e8 che il 16 settembre 2026 non ha soltanto rialzato il costo del denaro, ha riacceso una gara che a tasso zero non esisteva. Le banche, per una volta, partono con un vantaggio scritto nelle regole: possono pagare interessi dove le stablecoin non possono. Sta a loro trasformarlo in prodotti che il risparmiatore scelga davvero, prima che lo faccia qualcun altro.<h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il rialzo dei tassi conta per la politica cripto delle banche?<\/h3>Perch\u00e9 i tassi alti restituiscono un prezzo al denaro. Rendono pi\u00f9 profittevole emettere stablecoin, pi\u00f9 prezioso il deposito tokenizzato che paga interessi, pi\u00f9 costoso detenere Bitcoin che non rende nulla e pi\u00f9 aspra la concorrenza per la raccolta bancaria. A tasso zero queste differenze erano quasi invisibili; con la BCE al 2,50% e la Fed al 4% diventano decisive.<h3 class='wp-block-heading'>Le stablecoin possono pagare interessi ai possessori?<\/h3>No. Sia MiCA in Europa sia il GENIUS Act negli Stati Uniti vietano agli emittenti di stablecoin di corrispondere interessi o rendimenti a chi detiene il token. L&#8217;emittente incassa il rendimento delle riserve e lo tiene per s\u00e9. Un deposito tokenizzato, invece, resta un deposito e pu\u00f2 pagare interessi: \u00e8 il vantaggio strutturale che le regole regalano alle banche a tassi alti.<h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 un deposito tokenizzato e come si differenzia da una stablecoin?<\/h3>Un deposito tokenizzato \u00e8 moneta di banca commerciale rappresentata su blockchain che resta giuridicamente un deposito: vive nel bilancio della banca, pu\u00f2 pagare interessi ed \u00e8 coperto dalla garanzia dei depositi. Una stablecoin \u00e8 invece moneta elettronica al portatore, con riserve segregate ma senza garanzia depositi e senza interessi. La prima \u00e8 pensata per reti chiuse di intermediari regolati, la seconda circola liberamente.<h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 le banche non tengono Bitcoin in bilancio?<\/h3>Per due motivi che i tassi alti aggravano. Lo standard di Basilea SCO60 impone un fattore di rischio del 1.250% sulle cripto non garantite, che equivale a coprire con capitale proprio l&#8217;intera somma investita. A questo si aggiunge il costo opportunit\u00e0: con il tasso privo di rischio vicino al 4%, detenere un asset che non paga cedole significa rinunciare a un rendimento sicuro. Le banche preferiscono quindi intermediare o custodire cripto, non possederle.<h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Pontes e perch\u00e9 \u00e8 importante?<\/h3>Pontes \u00e8 il ponte dell&#8217;Eurosistema, attivo dal 21 settembre 2026, che consente di regolare in moneta di banca centrale le transazioni su registro distribuito, collegando le piattaforme di titoli tokenizzati all&#8217;infrastruttura TARGET. \u00c8 il primo dispiegamento in produzione di regolamento all&#8217;ingrosso in moneta di banca centrale su blockchain da parte di una banca centrale del G7, e offre alle banche una corsia a basso assorbimento di capitale che non \u00e8 mai una esposizione cripto.<script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Perch\u00e9 il rialzo dei tassi conta per la politica cripto delle banche?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Perch\u00e9 i tassi alti restituiscono un prezzo al denaro. 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