{"id":623,"date":"2026-09-21T10:39:18","date_gmt":"2026-09-21T10:39:18","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-defi-finanza-decentralizzata-perimetro-2026\/"},"modified":"2026-09-21T10:39:18","modified_gmt":"2026-09-21T10:39:18","slug":"mica-defi-finanza-decentralizzata-perimetro-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-defi-finanza-decentralizzata-perimetro-2026\/","title":{"rendered":"MiCA e DeFi: perch\u00e9 la finanza decentralizzata resta fuori"},"content":{"rendered":"<h2 class='wp-block-heading'>La domanda da settanta miliardi che l&#8217;Europa deve sciogliere<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 30 settembre 2026, alle 23:59 CEST, si chiude la consultazione mirata con cui la Commissione europea rivede il MiCA, il regolamento (UE) 2023\/1114 che dal 2024 disciplina le cripto-attivit\u00e0 nel mercato unico. Ottantasei domande, quattro blocchi tematici, un obiettivo dichiarato: capire cosa il primo grande codice cripto al mondo ha lasciato scoperto. Al centro di quel \u00abcosa\u00bb c&#8217;\u00e8 una parola che nel testo originale compare quasi di sfuggita e che oggi vale un intero settore: DeFi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La finanza decentralizzata resta il paradosso pi\u00f9 grande della regolamentazione europea. Da un lato il MiCA \u00e8 il quadro pi\u00f9 completo mai scritto per le cripto-attivit\u00e0: licenze, riserve, obblighi di custodia, vigilanza sugli abusi di mercato. Dall&#8217;altro, la parte tecnicamente pi\u00f9 ambiziosa e in pi\u00f9 rapida evoluzione dell&#8217;ecosistema, i protocolli che offrono scambio, prestito e rendimento senza un intermediario riconoscibile, ne \u00e8 rimasta quasi interamente fuori. Non per dimenticanza, ma per una scelta scritta nero su bianco in un considerando.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le cifre aiutano a inquadrare la posta. Il valore bloccato nei protocolli DeFi nel 2026 si \u00e8 mosso <a href='https:\/\/coinlaw.io\/decentralized-finance-market-statistics\/'>intorno ai 70 miliardi di dollari<\/a>, in forte calo dai circa 114 miliardi di inizio anno, con Ethereum a rappresentare oltre la met\u00e0 del totale. \u00c8 una frazione del mercato cripto complessivo, dove Bitcoin da solo, secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>CoinGecko<\/a>, viaggia oltre i 70.000 euro, dopo un settembre che ha <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-price-action-stretta-fed-settembre-2026\/'>tenuto nonostante la stretta della Fed<\/a>. Ma \u00e8 una frazione che non sparisce, che innova pi\u00f9 in fretta di chiunque e che, soprattutto, non ha un nome e un cognome a cui una vigilanza possa rivolgersi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La consultazione che chiude il 30 settembre prova a rispondere a una domanda che l&#8217;Europa aveva rimandato: la DeFi va lasciata fuori, va portata dentro, o va regolata attraverso i punti in cui, di fatto, un intermediario esiste eccome? Questo articolo ricostruisce dove passa oggi il confine, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec poroso e cosa potrebbe cambiare con il cosiddetto MiCA 2.0.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa regola davvero il MiCA: gli intermediari, non i protocolli<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 la DeFi resta ai margini bisogna partire da cosa il MiCA regola davvero. Il regolamento poggia su due pilastri, e nessuno dei due \u00e8 \u00abil codice\u00bb. Il primo sono gli emittenti: chi offre al pubblico un token o ne chiede l&#8217;ammissione alla negoziazione deve pubblicare un libro bianco, rispondere del suo contenuto e seguire regole di marketing e di responsabilit\u00e0 civile. Il secondo sono i CASP, i prestatori di servizi per le cripto-attivit\u00e0: le piattaforme che custodiscono, scambiano, gestiscono, eseguono ordini, collocano o trasferiscono cripto per conto dei clienti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il MiCA elenca dieci servizi che, se prestati a titolo professionale, richiedono un&#8217;autorizzazione:<\/p><ul class='wp-block-list'><li>custodia e amministrazione di cripto-attivit\u00e0 per conto di clienti;<\/li><li>gestione di una piattaforma di negoziazione;<\/li><li>scambio di cripto-attivit\u00e0 contro fondi;<\/li><li>scambio di cripto-attivit\u00e0 contro altre cripto-attivit\u00e0;<\/li><li>esecuzione di ordini per conto di clienti;<\/li><li>collocamento di cripto-attivit\u00e0;<\/li><li>ricezione e trasmissione di ordini per conto di clienti;<\/li><li>consulenza sulle cripto-attivit\u00e0;<\/li><li>gestione di portafogli di cripto-attivit\u00e0;<\/li><li>prestazione di servizi di trasferimento per conto di clienti.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Il filo comune \u00e8 evidente: ogni voce presuppone un soggetto (le formule ricorrenti sono \u00abper conto dei clienti\u00bb e \u00abgestione di una piattaforma\u00bb) che presta il servizio e che pu\u00f2 essere autorizzato, vigilato e, se serve, sanzionato. In Italia quel soggetto lo autorizza la Consob, sentito il parere della Banca d&#8217;Italia, secondo l&#8217;assetto disegnato dal decreto legislativo 129\/2024. Al 30 giugno 2026, quando \u00e8 finito il periodo transitorio, i <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob\/w\/termina-il-periodo-transitorio-del-regolamento-mica-sulle-cripto-attivit%C3%A0-in-italia-9-soggetti-abilitati'>soggetti abilitati in Italia erano nove<\/a>: otto CASP pi\u00f9 Banca Sella. In tutto lo Spazio economico europeo i CASP registrati sono ormai diverse centinaia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui nasce il problema. La promessa della DeFi \u00e8 proprio togliere di mezzo quel soggetto: nessun custode, nessun gestore, nessuna societ\u00e0 che \u00abpresta un servizio\u00bb, solo smart contract che eseguono regole scritte in anticipo. Se non c&#8217;\u00e8 un intermediario, chi si autorizza? \u00c8 la stessa domanda che percorre la consultazione, ed \u00e8 il motivo per cui il MiCA, nel definire il proprio campo, ha dovuto scrivere una clausola apposita. Su cosa entra e cosa esce dal perimetro dei token e degli NFT, HOGE Wire ha dedicato <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-nft-token-gioco-perimetro-2026\/'>un&#8217;analisi a parte<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La riga che esenta la DeFi: il considerando 22<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La clausola \u00e8 il considerando 22, e vale la pena leggerlo con attenzione, perch\u00e9 \u00e8 la base giuridica di tutta l&#8217;esenzione. Il MiCA, dice il considerando, si applica alle persone fisiche e giuridiche e alle attivit\u00e0 o ai servizi prestati, forniti o controllati, direttamente o indirettamente, da esse, \u00abanche quando parte di tali attivit\u00e0 o servizi \u00e8 svolta in maniera decentralizzata\u00bb. Ma, prosegue, \u00abquando i servizi per le cripto-attivit\u00e0 sono prestati in maniera completamente decentralizzata senza alcun intermediario, essi non dovrebbero rientrare nell&#8217;ambito di applicazione del presente regolamento\u00bb, come si legge nel <a href='https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2023\/1114\/oj'>testo pubblicato in Gazzetta ufficiale<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Due parole reggono l&#8217;intera esenzione, e sono cumulative: \u00abcompletamente\u00bb e \u00absenza alcun intermediario\u00bb. Non basta essere un po&#8217; decentralizzati; non basta non avere un intermediario tradizionale. Serve l&#8217;assenza totale di un soggetto che presti il servizio. Un protocollo parzialmente decentralizzato, o decentralizzato ma con un front-end gestito da una societ\u00e0, ricade nella prima parte della frase, quella che tiene dentro il perimetro anche ci\u00f2 che \u00e8 svolto solo in parte in maniera decentralizzata.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena notare anche cosa manca. Nelle norme vincolanti del MiCA la parola \u00abDeFi\u00bb non compare come definizione: l&#8217;esenzione vive in un considerando, che orienta l&#8217;interpretazione ma non \u00e8 un articolo operativo. Il legislatore europeo ha di fatto preferito non definire la decentralizzazione piuttosto che rischiare una definizione destinata a invecchiare in fretta. La conseguenza pratica \u00e8 che il confine non \u00e8 tracciato da una regola chiara, ma va ricostruito caso per caso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 esattamente la posizione dell&#8217;ESMA, l&#8217;autorit\u00e0 europea degli strumenti finanziari e dei mercati: l&#8217;esatta portata dell&#8217;esenzione resta incerta e ogni sistema va valutato singolarmente, guardando alle sue caratteristiche concrete. In altre parole, non esiste un timbro \u00ab\u00e8 DeFi, quindi \u00e8 fuori\u00bb: esiste un esame, protocollo per protocollo, per stabilire se davvero manchi qualsiasi intermediario.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 quasi nessuna DeFi \u00e8 davvero senza intermediario<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui la teoria incontra la realt\u00e0, e la realt\u00e0 \u00e8 che la decentralizzazione, come ha scritto la stessa Commissione nei documenti di consultazione, \u00ab\u00e8 raramente binaria\u00bb. Pochissimi protocolli superano il test dell&#8217;assenza totale di intermediario. La maggior parte di ci\u00f2 che chiamiamo DeFi ha, da qualche parte, una persona o un&#8217;organizzazione riconoscibile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Basta seguire i punti di controllo. C&#8217;\u00e8 quasi sempre un front-end, cio\u00e8 il sito o l&#8217;app da cui l&#8217;utente interagisce con il protocollo, ospitato e gestito da una societ\u00e0. Ci sono spesso le admin key, chiavi (a volte in multisig) che consentono di mettere in pausa, aggiornare o modificare i contratti. Ci sono i governance token, spesso concentrati nelle mani del team fondatore e degli investitori. C&#8217;\u00e8 una fondazione o una societ\u00e0 di sviluppo che coordina il progetto. E c&#8217;\u00e8, quasi sempre, un meccanismo di cattura del valore: una fee switch, una tesoreria, un flusso di commissioni che finisce a qualcuno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ognuno di questi elementi \u00e8 un potenziale intermediario. Un protocollo con un front-end aziendale, un multisig che pu\u00f2 aggiornare i contratti e una tesoreria che incassa commissioni non \u00e8, in senso stretto, \u00abcompletamente decentralizzato senza alcun intermediario\u00bb. \u00c8 un servizio con pi\u00f9 operatori riconoscibili di quanti la sigla \u00abDeFi\u00bb lasci intendere. Letta con rigore, l&#8217;esenzione del considerando 22 si applica a un insieme molto ristretto: forse un contratto immutabile, senza proprietario e senza interfaccia ufficiale, che nessuno pu\u00f2 fermare o aggiornare. Un caso pi\u00f9 teorico che diffuso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo il cuore del dilemma europeo. L&#8217;esenzione esiste, ma il suo campo reale \u00e8 minuscolo; mentre il grosso del mercato che si presenta come DeFi vive in una zona grigia dove un intermediario c&#8217;\u00e8, solo che nessuno ha ancora deciso in modo netto quando e come farlo rientrare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Gli indicatori di (de)centralizzazione: la mappa di Bruxelles<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La buona notizia \u00e8 che la consultazione non si limita a porre la domanda: elenca anche gli indicatori che dovrebbero servire a rispondere. La Commissione chiede agli operatori se i criteri per stabilire quando un&#8217;applicazione DeFi non \u00e8 pienamente decentralizzata siano abbastanza chiari, e quali fattori dovrebbero contare, nel suo <a href='https:\/\/finance.ec.europa.eu\/regulation-and-supervision\/consultations-0\/targeted-consultation-review-mica-regulation_en'>documento di consultazione<\/a>. La lista \u00e8 concreta e riconoscibile: controllo sul protocollo, diritti di governance, admin key, controllo del front-end, cattura dei ricavi, aggiornabilit\u00e0 dei contratti e la capacit\u00e0 di persone identificabili di influenzare l&#8217;esito.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sono, in pratica, le stesse spie che ogni analista di sicurezza guarda quando valuta quanto un protocollo sia davvero senza padrone. La tabella qui sotto le mette in fila, contrapponendo il caso di una DeFi davvero decentralizzata a quello, molto pi\u00f9 comune, di una DeFi solo in apparenza tale.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Segnale<\/th><th>DeFi davvero decentralizzata<\/th><th>DeFi in realt\u00e0 controllata<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Front-end<\/td><td>Nessuna interfaccia ufficiale, solo codice aperto auto-ospitato<\/td><td>Sito o app gestiti da una societ\u00e0, con termini di servizio<\/td><\/tr><tr><td>Admin key e aggiornabilit\u00e0<\/td><td>Contratti immutabili, nessuna chiave di aggiornamento<\/td><td>Multisig o timelock che pu\u00f2 mettere in pausa o modificare i contratti<\/td><\/tr><tr><td>Governance<\/td><td>Distribuita, nessun soggetto con voto di controllo<\/td><td>Token concentrati nel team e negli investitori<\/td><\/tr><tr><td>Cattura dei ricavi<\/td><td>Nessuna commissione trattenuta da un soggetto<\/td><td>Fee switch e tesoreria che incassano per una fondazione<\/td><\/tr><tr><td>Operatore identificabile<\/td><td>Nessuna persona o entit\u00e0 responsabile<\/td><td>Fondazione, societ\u00e0 di sviluppo o promotore riconoscibile<\/td><\/tr><tr><td>Marketing<\/td><td>Nessuna promozione da parte di un soggetto<\/td><td>Campagne, sito e comunicazione gestiti da un team<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno di questi indicatori, da solo, \u00e8 decisivo. Ma il loro accumularsi sposta l&#8217;ago: pi\u00f9 caselle cadono nella colonna di destra, pi\u00f9 \u00e8 difficile sostenere che il servizio sia prestato \u00absenza alcun intermediario\u00bb. \u00c8 una valutazione di sostanza sulla forma, la stessa logica che l&#8217;ESMA applica gi\u00e0 alla qualificazione dei token: conta ci\u00f2 che il sistema fa, non come si autodefinisce.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Dentro o fuori: la mappa del perimetro<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Con quegli indicatori in mano si pu\u00f2 disegnare una mappa ragionevole di cosa oggi rientra nel MiCA e cosa ne resta fuori. Non \u00e8 una mappa ufficiale, ma riflette il consenso interpretativo prevalente e le indicazioni dell&#8217;ESMA.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Attivit\u00e0<\/th><th>Trattamento sotto il MiCA nel 2026<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Piattaforma di scambio centralizzata (CEX)<\/td><td>Dentro: serve la licenza CASP<\/td><\/tr><tr><td>Custodia affidata a un operatore<\/td><td>Dentro: servizio di custodia (art. 75)<\/td><\/tr><tr><td>Offerta al pubblico di un token<\/td><td>Dentro: obbligo di libro bianco<\/td><\/tr><tr><td>Staking custodial offerto da una piattaforma<\/td><td>Dentro: servizio accessorio del CASP<\/td><\/tr><tr><td>Wallet non custodial (software di autocustodia)<\/td><td>Fuori: nessun intermediario, mero strumento<\/td><\/tr><tr><td>Protocollo AMM immutabile senza operatore<\/td><td>Fuori in teoria: esenzione del considerando 22<\/td><\/tr><tr><td>Front-end che indirizza gli utenti a un protocollo<\/td><td>Zona grigia: l&#8217;operatore del front-end pu\u00f2 essere un intermediario<\/td><\/tr><tr><td>DAO con tesoreria e token di governance<\/td><td>Zona grigia: dipende da chi controlla davvero<\/td><\/tr><tr><td>Staking non custodial e prestiti peer-to-peer<\/td><td>Fuori: non \u00e8 un servizio CASP autonomo<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Le prime quattro righe sono il cuore del MiCA: attivit\u00e0 con un operatore chiaro, oggi tutte autorizzate e vigilate. Le righe centrali sono l&#8217;esenzione pura, il campo che il considerando 22 voleva proteggere: l&#8217;autocustodia e il protocollo davvero senza padrone. \u00c8 la zona grigia, in fondo, a tenere sveglie le autorit\u00e0: front-end, DAO e servizi ibridi dove l&#8217;intermediario c&#8217;\u00e8 ma si nasconde dietro l&#8217;etichetta \u00abdecentralizzato\u00bb.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Staking, lending e prestiti: la zona grigia dei servizi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Tre attivit\u00e0 meritano un capitolo a parte, perch\u00e9 la consultazione le nomina esplicitamente: staking, lending e borrowing. Nel gennaio 2025 l&#8217;EBA e l&#8217;ESMA hanno consegnato alla Commissione un <a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/press-news\/esma-news\/eba-and-esma-analyse-recent-developments-crypto-assets'>rapporto congiunto<\/a>, previsto dall&#8217;articolo 142 del MiCA, proprio su questi servizi. Le conclusioni sono state prudenti ma indicative.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo staking il confine passa dalla custodia. Se una piattaforma prende in custodia le cripto dell&#8217;utente e le mette a staking per suo conto, si tratta di un servizio accessorio gi\u00e0 coperto dal MiCA, con obblighi di custodia e segregazione. Se invece l&#8217;utente fa staking in modo non custodial, mantenendo il controllo delle chiavi e delegando solo la validazione, l&#8217;attivit\u00e0 resta fuori dal perimetro. Lo stesso vale per il lending e il borrowing: prestare e prendere in prestito cripto non \u00e8, oggi, un servizio CASP autonomo, e quando avviene tramite protocolli non custodial nessuna autorizzazione \u00e8 richiesta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto EBA\/ESMA ha comunque acceso pi\u00f9 di una spia. La finanza decentralizzata, hanno scritto le due autorit\u00e0, resta un fenomeno di nicchia (il valore bloccato nei protocolli pesava intorno al 4% del valore complessivo del mercato cripto a livello globale), con un&#8217;adozione europea inferiore a quella statunitense o sudcoreana; gli scambi decentralizzati valgono circa il 10% dei volumi spot mondiali. Ma i rischi ci sono: leva eccessiva, asimmetrie informative, esposizione al riciclaggio, catene di collaterale che si intrecciano. Le due autorit\u00e0 non hanno per\u00f2 individuato, allo stato, rischi per la stabilit\u00e0 finanziaria.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui una delle opzioni sul tavolo: un quadro dedicato allo staking, separato dal resto, e una riflessione su come trattare il credito on-chain. \u00c8 lo stesso terreno su cui, per le stablecoin, il MiCA ha gi\u00e0 scelto regole nettissime, dai requisiti di riserva al <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/stablecoin-pagamenti-regole-mica-tetto-200-milioni-2026\/'>tetto sui token non in euro usati come mezzo di pagamento<\/a>. Per lo staking e il lending, invece, la pagina \u00e8 ancora bianca.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La leva nascosta: il front-end e chi ci mette la faccia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se il protocollo \u00e8 irraggiungibile perch\u00e9 \u00abdecentralizzato\u00bb, l&#8217;autorit\u00e0 pu\u00f2 comunque afferrare ci\u00f2 che gli sta intorno. \u00c8 la leva pi\u00f9 discussa: il front-end. Un utente medio non interagisce con lo smart contract riga per riga; passa da un sito o da un&#8217;app, da una rampa di accesso in euro, da una piattaforma che gli mostra i pool e instrada l&#8217;operazione. Tutti questi punti hanno un operatore riconoscibile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La consultazione mette in fila proprio le opzioni per governare l&#8217;accesso alla DeFi attraverso gli intermediari regolati. Le pi\u00f9 discusse: obblighi di informazione e avvertenze sui rischi; una responsabilit\u00e0 del CASP per gli incidenti subiti dall&#8217;utente tramite l&#8217;accesso a protocolli DeFi; la limitazione dell&#8217;accesso ad applicazioni certificate o a pool verificati; l&#8217;uso di whitelist o blacklist; nei casi estremi, il divieto per gli intermediari di facilitare l&#8217;accesso alla DeFi. \u00c8 un ventaglio che va dalla trasparenza morbida al muro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il precedente pi\u00f9 citato arriva dagli Stati Uniti, e va maneggiato con prudenza perch\u00e9 appartiene a un altro ordinamento. La vicenda di Tornado Cash, con le sanzioni statunitensi al protocollo e il procedimento penale a carico di uno sviluppatore, ha reso concreta la domanda che l&#8217;Europa preferisce ancora tenere sullo sfondo: scrivere e pubblicare codice \u00e8 \u00abprestare un servizio\u00bb? Negli Stati Uniti quella domanda la stanno decidendo i tribunali; in Europa, per ora, la si affida a una consultazione. Sulle differenze tra i due approcci torneremo tra poco.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le 86 domande di Bruxelles: il blocco fuori perimetro<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La consultazione mirata sul MiCA \u00e8 stata pubblicata dalla Commissione il 20 maggio 2026 e chiude, dopo una proroga rispetto all&#8217;originario 31 agosto, <a href='https:\/\/financefeeds.com\/brussels-reopens-mica-and-the-window-shuts-on-30-september\/'>il 30 settembre alle 23:59 CEST<\/a>. Non \u00e8 una proposta di modifica: \u00e8 un esercizio di raccolta di informazioni, 86 domande divise in quattro blocchi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo blocco riguarda le cripto-attivit\u00e0 diverse dalle stablecoin: classificazione, libri bianchi, marketing, diritto di recesso e categorie nuove come wrapped asset, governance token, esposizioni sintetiche e NFT. Il secondo \u00e8 dedicato alle stablecoin: riserve, soglie di significativit\u00e0, emittenti di Paesi terzi, emissione multipla. Il terzo chiede se l&#8217;elenco dei servizi CASP sia ancora adeguato e se i requisiti minimi di capitale (50.000, 125.000 e 150.000 euro) reggano ancora. Il quarto blocco \u00e8 quello che ci interessa: le attivit\u00e0 fuori perimetro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In quel quarto blocco stanno insieme finanza decentralizzata, staking, lending e borrowing, NFT, mercati predittivi, depositi tokenizzati e perpetual futures. La Commissione mette alla prova opzioni come la certificazione dei protocolli DeFi, un quadro separato per lo staking e la scelta se i mercati predittivi e i perpetual debbano finire sotto il MiCA o sotto la disciplina degli strumenti finanziari (la MiFID II, in Italia vigilata dalla Consob). Sui mercati predittivi, dove agenti automatici e informazioni privilegiate si intrecciano, HOGE Wire ha dedicato <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mercati-predittivi-agenti-ai-insider-trasparenza-2026\/'>un&#8217;inchiesta a parte<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le risposte alla consultazione alimenteranno le relazioni che la Commissione deve presentare entro il 30 giugno 2027, ai sensi degli articoli 140 e 142 del regolamento. Solo allora, se le modifiche appariranno giustificate, potr\u00e0 arrivare una proposta legislativa vera e propria, il cosiddetto MiCA 2.0. In altre parole, la scadenza del 30 settembre non chiude nulla: apre un percorso.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>MEV, oracoli e il rischio che nessuno presidia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una ragione tecnica per cui la DeFi non \u00e8 solo un problema di etichette giuridiche: i suoi rischi sono diversi da quelli di una borsa tradizionale, e il MiCA non li tocca. Nel suo <a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/press-news\/esma-news\/esma-assesses-market-developments-defi-and-explores-smart-contracts-system'>lavoro sulla finanza decentralizzata<\/a> l&#8217;ESMA cita esplicitamente il MEV, il maximal extractable value, come una preoccupazione diffusa. \u00c8 il valore che validatori e ricercatori possono estrarre riordinando, inserendo o censurando le transazioni in un blocco: front-running, sandwich, liquidazioni pilotate. Nessun articolo del MiCA disciplina chi ordina le transazioni in un blocco di Ethereum.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Poi ci sono gli oracoli, i ponti che portano i prezzi dal mondo esterno agli smart contract: manipolare un oracolo significa poter svuotare un protocollo di prestito facendogli credere che un collaterale valga pi\u00f9 del reale. E ci sono i bug nei contratti, gli attacchi con flash loan, i cache poisoning. Sono rischi di codice e di infrastruttura, non di condotta di un intermediario, e sfuggono per costruzione a un regolamento pensato per autorizzare e vigilare soggetti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto che pi\u00f9 preoccupa le autorit\u00e0, per\u00f2, \u00e8 un altro: l&#8217;assenza di una parte responsabile chiaramente identificata. Quando un utente di una piattaforma autorizzata subisce una perdita per colpa del custode, il MiCA gli offre appigli: l&#8217;articolo 75 impone al prestatore di servizi di custodia una responsabilit\u00e0 per le perdite fino al valore di mercato dell&#8217;attivit\u00e0. Quando lo stesso utente viene prosciugato da un exploit su un protocollo senza padrone, non c&#8217;\u00e8 custode da chiamare, non c&#8217;\u00e8 responsabilit\u00e0 civile del CASP, non c&#8217;\u00e8 fondo di garanzia. La tutela dell&#8217;investitore, che \u00e8 il cuore del MiCA, semplicemente non arriva fin l\u00ec.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Europa contro Stati Uniti: due modi di lasciare la DeFi ai margini<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Europa non \u00e8 sola a non sapere cosa fare della DeFi; \u00e8 solo arrivata prima con un quadro generale. Il confronto con gli Stati Uniti \u00e8 istruttivo, perch\u00e9 i due sistemi arrivano allo stesso risultato (la DeFi in gran parte non regolata) per strade opposte. L&#8217;Europa ha scritto un&#8217;esenzione esplicita in un considerando e ora la mette in consultazione. Gli Stati Uniti non hanno un MiCA: hanno agenzie, la SEC e la CFTC, che applicano leggi esistenti caso per caso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il tentativo americano di darsi un quadro organico, il CLARITY Act, si \u00e8 arenato in Senato: la mozione per chiudere il dibattito \u00e8 <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/09\/15\/crypto-clarity-act-flames-out-in-failed-u-s-senate-vote'>caduta a met\u00e0 settembre 2026<\/a>, lasciando la regolamentazione cripto di nuovo nelle mani dei giudici e delle azioni di enforcement delle agenzie. Il risultato \u00e8 che, mentre in Europa la palla \u00e8 alla Commissione e a una consultazione, negli Stati Uniti la stanno giocando <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-enforcement-crypto-clarity-ferma-giudici-2026\/'>le corti e i regolatori a colpi di cause<\/a>.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Dimensione<\/th><th>Unione europea (MiCA)<\/th><th>Stati Uniti<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Quadro generale<\/td><td>Regolamento unico, esenzione DeFi nel considerando 22<\/td><td>Nessun quadro organico, CLARITY Act arenato in Senato<\/td><\/tr><tr><td>Chi traccia il confine<\/td><td>Commissione ed ESMA, consultazione fino al 30 settembre 2026<\/td><td>SEC e CFTC caso per caso, spesso in tribunale<\/td><\/tr><tr><td>Approccio alla DeFi<\/td><td>Esenzione stretta, revisione in corso<\/td><td>Enforcement selettivo, incertezza normativa<\/td><\/tr><tr><td>Leva sugli intermediari<\/td><td>Front-end e CASP come punti di accesso regolabili<\/td><td>Azioni su sviluppatori e interfacce (es. Tornado Cash)<\/td><\/tr><tr><td>Orizzonte temporale<\/td><td>Relazioni entro il 30 giugno 2027, eventuale MiCA 2.0<\/td><td>Dipende dall&#8217;esito legislativo e giudiziario<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>La posizione italiana: Consob, il retail e la DeFi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un risparmiatore italiano il tema non \u00e8 astratto. La Consob vigila sulla condotta e sulla tutela degli investitori, la Banca d&#8217;Italia sui profili prudenziali e sulle stablecoin. Ma gli strumenti di vigilanza sono costruiti per i mercati con un gestore: la Consob usa da tempo tecniche di apprendimento automatico (clustering, autoencoder) per sorvegliare gli abusi, con il principio dell&#8217;uomo nel processo. Su un mercato pseudonimo, attivo ventiquattr&#8217;ore su ventiquattro e senza confini come la DeFi, quelle tecniche perdono presa: mancano il registro degli ordini, l&#8217;operatore da interrogare, il perimetro nazionale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il retail, intanto, la DeFi la raggiunge lo stesso. Basta un wallet non custodial per interagire con un protocollo, e in quel momento nessuna delle tutele del MiCA accompagna l&#8217;utente: non la segregazione degli asset, non la responsabilit\u00e0 del custode, non il diritto di rivalsa. \u00c8 la ragione per cui le autorit\u00e0 italiane ripetono l&#8217;avvertenza di sempre, che vale ancora di pi\u00f9 fuori dal perimetro: i rendimenti a doppia cifra promessi da certi protocolli non hanno alcuna rete di protezione pubblica alle spalle.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Italia ha anche iniziato a costruire un presidio istituzionale. La legge di bilancio 2026 ha previsto un tavolo permanente tra Ministero dell&#8217;economia, Guardia di Finanza, Consob, Banca d&#8217;Italia, UIF e Agenzia delle Entrate per monitorare i rischi delle cripto per il retail, le banche e i fondi pensione. Sullo sfondo si affaccia una frontiera ancora pi\u00f9 mobile: gli agenti di intelligenza artificiale che operano da soli sui protocolli, la cosiddetta DeFAI, che sposta ancora pi\u00f9 in l\u00e0 la domanda su chi risponda delle scelte quando a decidere non \u00e8 nemmeno pi\u00f9 una persona.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le voci degli esperti: e se non ci fosse un problema?<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti, a Bruxelles, pensano che la DeFi vada regolata. La voce pi\u00f9 netta \u00e8 quella di Peter Kerstens, consigliere della Commissione europea e uno degli architetti del MiCA. In un intervento al WAIB Summit di Monaco, nel 2026, ha liquidato la questione con una domanda: <a href='https:\/\/cointelegraph.com\/news\/eu-broader-crypto-market-framework-mica-2-defi-regulations'>\u00abI don&#8217;t see what the problem is. And if there is no problem, why should it be regulated?\u00bb<\/a>. Ha aggiunto di non vedere la necessit\u00e0 di regolare la DeFi, descrivendola come un \u00abmovimento\u00bb senza rappresentanti, dato che le leggi si applicano a persone e organizzazioni, non direttamente alle reti di computer. Sul regolamento in s\u00e9 \u00e8 stato altrettanto diretto: \u00abI do not believe that [MiCA] is outdated now\u00bb, ha detto, ricordando che proprio per questo esiste la consultazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte della prudenza c&#8217;\u00e8 invece la richiesta, ricorrente tra i negoziatori, di non trattare tutto allo stesso modo. Ond\u0159ej Kova\u0159\u00edk, tra gli artefici del regolamento al Parlamento europeo, ha insistito sulla proporzionalit\u00e0: non si possono applicare <a href='https:\/\/beincrypto.com\/eu-mica-crypto-rules-review\/'>le stesse regole a una piccola startup e a una grande borsa globale quotata negli Stati Uniti<\/a>. \u00c8 un principio che, applicato alla DeFi, taglia in due: alcuni protocolli sono progetti minuscoli, altri muovono miliardi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c&#8217;\u00e8 il monito di chi la vigilanza la deve far funzionare. Verena Ross, presidente dell&#8217;ESMA, ha ripetuto che <a href='https:\/\/finance.ec.europa.eu\/news\/interview-verena-ross-2024-02-07_en'>\u00abthe MiCA rulebook will only protect investors if it is effectively applied\u00bb<\/a>. Applicato alla DeFi, il suo avvertimento \u00e8 a doppio taglio: un regolamento che non riesce a raggiungere un pezzo di mercato non protegge nessuno; ma estendere regole che non si riescono a far rispettare rischia solo di spostare il problema, non di risolverlo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Verso il MiCA 2.0: cosa pu\u00f2 cambiare e quando<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Le opzioni sul tavolo si possono raggruppare in tre famiglie. La prima \u00e8 non fare nulla di nuovo: la DeFi davvero decentralizzata resta fuori, il resto \u00e8 gi\u00e0 dentro attraverso gli intermediari, e ci si concentra su altre priorit\u00e0 (\u00e8, in sostanza, la posizione di Kerstens). La seconda \u00e8 regolare i punti di contatto: obblighi in capo ai front-end e ai CASP che danno accesso alla DeFi, avvertenze, responsabilit\u00e0, forse una certificazione dei protocolli. La terza, la pi\u00f9 ambiziosa, \u00e8 costruire regimi dedicati (uno per lo staking, uno per il lending) e criteri vincolanti per misurare la decentralizzazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I tempi, per\u00f2, sono lunghi. La tabella qui sotto riassume il calendario che porta dal 30 settembre a un&#8217;eventuale nuova legge.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Tappa<\/th><th>Data<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Chiusura della consultazione mirata<\/td><td>30 settembre 2026<\/td><\/tr><tr><td>Relazioni della Commissione (artt. 140 e 142)<\/td><td>entro il 30 giugno 2027<\/td><\/tr><tr><td>Eventuale proposta legislativa (MiCA 2.0)<\/td><td>dopo le relazioni, se giustificata<\/td><\/tr><tr><td>Applicazione di nuove regole<\/td><td>non prima del 2028-2030<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo pesa un altro fattore: l&#8217;agenda europea del 2026 \u00e8 quella della semplificazione e della competitivit\u00e0. La consultazione stessa chiede dove gli oneri possano essere semplificati, ridotti o eliminati. \u00c8 un clima che rende improbabile una stretta improvvisa sulla DeFi e pi\u00f9 probabile un intervento chirurgico sui punti di accesso, lasciando in vita l&#8217;esenzione di principio. Ma la direzione la decideranno le migliaia di risposte che arriveranno a Bruxelles entro fine mese, e le relazioni del 2027 che ne seguiranno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per ora la fotografia \u00e8 questa: il MiCA regola chi presta un servizio, la DeFi promette di non prestarne alcuno, e tra le due cose c&#8217;\u00e8 una zona grigia larghissima, popolata di front-end, admin key e fondazioni. Il 30 settembre non cancella quella zona grigia. La illumina, e chiede all&#8217;Europa di decidere se vuole conviverci o provare, finalmente, a tracciarne i confini.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>La DeFi \u00e8 regolata dal MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">In generale no. Il considerando 22 del regolamento esclude i servizi prestati in maniera completamente decentralizzata senza alcun intermediario. Il problema \u00e8 che quasi nessun protocollo soddisfa davvero quella condizione: front-end, admin key, governance token e commissioni indicano quasi sempre la presenza di un intermediario, che pu\u00f2 far rientrare l&#8217;attivit\u00e0 nel perimetro.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa significa \u00abpienamente decentralizzata\u00bb per il MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Significa che il servizio deve essere prestato senza alcun soggetto identificabile che lo controlli o ne tragga ricavi. L&#8217;ESMA valuta caso per caso, guardando a indicatori come il controllo del protocollo, i diritti di governance, le admin key, il front-end, la cattura dei ricavi e l&#8217;aggiornabilit\u00e0 dei contratti. Come ha ammesso la stessa Commissione, la decentralizzazione \u00e8 raramente binaria.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Lo staking \u00e8 regolato dal MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dipende dalla custodia. Lo staking custodial, in cui una piattaforma prende in custodia le cripto dell&#8217;utente, \u00e8 un servizio accessorio gi\u00e0 coperto dal MiCA. Lo staking non custodial, in cui l&#8217;utente mantiene le chiavi, resta fuori dal perimetro. La consultazione europea valuta se introdurre un quadro dedicato allo staking.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa cambia con la revisione del MiCA del 30 settembre 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 30 settembre 2026 chiude la consultazione mirata della Commissione europea, 86 domande su temi tra cui la DeFi, lo staking, il lending, gli NFT e i mercati predittivi. Non modifica subito le regole: le risposte alimenteranno le relazioni previste per il 30 giugno 2027, da cui potr\u00e0 nascere una proposta legislativa, il cosiddetto MiCA 2.0.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Un risparmiatore italiano pu\u00f2 usare i protocolli DeFi legalmente?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Usare un wallet non custodial e interagire con protocolli decentralizzati non \u00e8 vietato in Italia. Ma nessuna delle tutele del MiCA (segregazione degli asset, responsabilit\u00e0 del custode, rivalsa) si applica in quel contesto, e restano gli obblighi fiscali sulle plusvalenze. 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