{"id":631,"date":"2026-09-22T10:38:24","date_gmt":"2026-09-22T10:38:24","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/clarity-bocciata-sec-cftc-regole-crypto-agenzie-2026\/"},"modified":"2026-09-22T10:38:24","modified_gmt":"2026-09-22T10:38:24","slug":"clarity-bocciata-sec-cftc-regole-crypto-agenzie-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/clarity-bocciata-sec-cftc-regole-crypto-agenzie-2026\/","title":{"rendered":"Salta la CLARITY: SEC e CFTC scrivono da sole le regole crypto"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 15 settembre 2026 il Senato degli Stati Uniti ha fatto una cosa rara: non ha deciso. La CLARITY Act, il disegno di legge che avrebbe dovuto dare per la prima volta una cornice organica al mercato crypto americano, non ha superato il voto procedurale necessario per aprire il dibattito in aula. Il conteggio finale, 49 a 50, non ha raggiunto nemmeno la maggioranza semplice, ben lontano dai 60 voti che servono per rompere l&#8217;ostruzionismo. Da quel giorno la domanda che gira tra avvocati, exchange e sviluppatori \u00e8 cambiata: non pi\u00f9 \u00abquando arriva la legge\u00bb, ma \u00abchi scrive le regole se la legge non arriva\u00bb. La risposta provvisoria spiazza chi immaginava Washington capace di un compromesso: le regole le stanno scrivendo due agenzie, la SEC e la CFTC, ognuna per conto proprio, senza un mandato legislativo pieno e con strumenti che un giudice federale o una futura amministrazione possono smontare in pochi mesi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il voto che non c&#8217;\u00e8 stato<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La CLARITY Act (formalmente H.R. 3633) era arrivata al Senato con l&#8217;aria di chi ha gi\u00e0 vinto. Aveva superato la Camera nel luglio 2025 con un ampio consenso bipartisan, l&#8217;industria aveva speso mesi di lobbying e pi\u00f9 di un analista dava per scontato che i numeri ci fossero. Il 15 settembre quella sicurezza si \u00e8 sciolta: il voto di cloture, il passaggio che serve a chiudere la discussione preliminare e portare il testo in aula, si \u00e8 fermato a 49 s\u00ec contro 50 no, come <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/09\/15\/crypto-clarity-act-flames-out-in-failed-u-s-senate-vote'>riportato da CoinDesk<\/a>. Non \u00e8 mancato soltanto il quorum qualificato dei 60: \u00e8 mancata perfino la maggioranza semplice. Per un settore che si era raccontato come inarrestabile dopo l&#8217;insediamento della nuova amministrazione, \u00e8 stata una doccia gelata.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I due nodi che hanno fatto saltare il banco sono noti da mesi. Il primo \u00e8 la remunerazione delle stablecoin, cio\u00e8 i \u00abrewards\u00bb che alcuni exchange pagano a chi detiene monete come USDC: una voce di ricavo enorme per gli intermediari e un tema delicato per chi teme che una stablecoin fruttifera diventi di fatto un prodotto di risparmio non vigilato. Il secondo \u00e8 il pacchetto di clausole etiche pensate per limitare i conflitti di interesse legati agli affari crypto del presidente e della sua famiglia. La versione riveduta del testo, diffusa dai repubblicani a ridosso del voto con nuove restrizioni etiche, non \u00e8 bastata a convincere il numero di democratici necessario. Il risultato \u00e8 una legge che non c&#8217;\u00e8, e un vuoto che qualcuno deve pur riempire.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa avrebbe risolto la CLARITY (e ora resta aperto)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 la bocciatura pesa tanto bisogna ricordare che cosa avrebbe fatto quel testo. La CLARITY Act nasceva per fare una cosa che negli Stati Uniti nessuna legge ha mai fatto in modo esplicito: tracciare il confine tra un token che \u00e8 un titolo (competenza della SEC) e un token che \u00e8 una commodity digitale (competenza della CFTC). Avrebbe assegnato alla CFTC la vigilanza sui mercati a pronti delle commodity digitali, avrebbe introdotto criteri per stabilire quando una blockchain \u00e8 abbastanza \u00abmatura\u00bb o decentralizzata da uscire dal perimetro dei titoli e avrebbe dato agli sviluppatori protezioni scritte nero su bianco, non affidate alla discrezione di un&#8217;agenzia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Senza quel testo, tutte queste domande restano aperte e la loro risposta torna nelle mani di due soggetti: le agenzie, che possono emanare regole ma non leggi, e i tribunali, che decidono caso per caso. Come nota il <a href='https:\/\/www.lw.com\/en\/us-crypto-policy-tracker\/legislative-developments'>tracker sulle politiche crypto dello studio Latham &amp; Watkins<\/a>, la mancata approvazione lascia in piedi proprio l&#8217;ambiguit\u00e0 che la legge doveva chiudere: la stessa attivit\u00e0 pu\u00f2 ricadere sotto due autorit\u00e0 diverse a seconda di come un giudice qualifica il token sottostante. \u00c8 il classico problema dei \u00abdue poliziotti sullo stesso isolato\u00bb, con la differenza che qui nessuno dei due ha ricevuto dal Congresso l&#8217;ordine chiaro di comandare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Piano B numero uno: la SEC e la Regulation Crypto Assets<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo a muoversi non ha aspettato il verdetto del Senato. Il 18 agosto 2026 la SEC ha presentato una proposta di regola chiamata <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/press-releases\/2026-76-sec-proposes-new-regulation-crypto-assets'>Regulation Crypto Assets<\/a> (release 33-11434), che porta a livello di rulemaking formale la linea che il presidente Paul Atkins aveva anticipato nei suoi discorsi. Il cuore del testo sono due esenzioni dalla registrazione prevista dal Securities Act: una \u00abcorsia\u00bb per le startup che consente di raccogliere fino a 5 milioni di dollari in un arco di quattro anni con informativa narrativa semplificata, e una fascia pi\u00f9 ampia che permette raccolte fino a 75 milioni di dollari in dodici mesi, con bilanci e obblighi di rendicontazione continua. A queste si aggiungono un safe harbor condizionato dalla qualifica di \u00abinvestment contract\u00bb e, dettaglio non secondario, la prevalenza sulle regole statali per le offerte esenti e certe transazioni sul mercato secondario.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nella nota ufficiale, Atkins ha spiegato che <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/speeches-statements\/atkins-statement-regulation-crypto-assets-081826'>\u00abRegulation Crypto Assets seeks to provide crypto asset entrepreneurs and market participants with clear pathways to raise capital under the federal securities laws\u00bb<\/a>, cio\u00e8 vuole offrire a imprenditori e operatori percorsi chiari per raccogliere capitali dentro le leggi sui titoli. \u00c8 la fine dichiarata della stagione della \u00abregolazione tramite enforcement\u00bb, la strategia della gestione precedente che colpiva prima e chiariva poi. La proposta \u00e8 entrata in consultazione pubblica per 60 giorni dalla pubblicazione, con i commenti che si chiudono verso il 20 ottobre. Attenzione per\u00f2 al perimetro: questa \u00e8 solo met\u00e0 del quadro, la met\u00e0 dei titoli e delle emissioni. Resta scoperto tutto ci\u00f2 che titolo non \u00e8, cio\u00e8 i mercati a pronti delle commodity digitali. Ed \u00e8 l\u00ec che entra in scena la seconda agenzia.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Piano B numero due: la CFTC che si muove da sola<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La vera novit\u00e0 delle ultime settimane, quella che nessuno stava raccontando finch\u00e9 il Senato non ha detto no, riguarda la CFTC. Il 20 agosto 2026, nella riunione inaugurale del suo Innovation Advisory Committee, il presidente della Commissione Michael Selig ha messo in guardia il proprio personale: se la CLARITY fosse rimasta al palo, la CFTC avrebbe usato i poteri che gi\u00e0 ha per costruire da sola un regime per i mercati crypto. Le sue parole, <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/08\/20\/u-s-cftc-chief-puts-staff-on-notice-to-create-crypto-regulations-if-clarity-act-fails'>riportate da CoinDesk<\/a>, sono state nette: \u00abif Clarity continues to stall because of Democrat obstruction, the CFTC will utilize its existing authorities to begin establishing a regime for crypto asset markets\u00bb. Tradotto: se la legge si impantana, ci pensiamo noi con gli strumenti che abbiamo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il piano tecnico c&#8217;\u00e8 gi\u00e0. Selig ha ordinato allo staff di studiare una nuova designazione, quella di \u00abcrypto asset market\u00bb, modellata sui Designated Contract Markets, la categoria che la CFTC usa da decenni per le sedi di negoziazione dei derivati. In una <a href='https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/videos\/2026-08-20\/cftc-s-selig-says-clarity-act-gives-crypto-clear-rules-video'>intervista a Bloomberg<\/a> lo stesso presidente si \u00e8 detto ottimista sull&#8217;approvazione della CLARITY, ma ha ribadito che l&#8217;agenzia era pronta a partire in caso di fallimento. Quel \u00abin caso di fallimento\u00bb il 15 settembre \u00e8 diventato realt\u00e0. In pratica la contingenza annunciata ad agosto si \u00e8 trasformata nel piano operativo di settembre: la CFTC non aspetta pi\u00f9 il Congresso, prova a scrivere il proprio pezzo di rulebook per conto suo. La stessa impostazione emerge dagli <a href='https:\/\/www.cftc.gov\/PressRoom\/SpeechesTestimony\/opaselig10'>interventi ufficiali del presidente<\/a>, che parlano di regole per far operare legalmente i protocolli negli Stati Uniti con protezioni permanenti per gli sviluppatori.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il gesto ha un peso politico oltre che tecnico. Non capita spesso che il vertice di un&#8217;autorit\u00e0 dichiari in anticipo che agir\u00e0 da solo se il Congresso non decide, e il riferimento esplicito all&#8217;\u00abostruzionismo democratico\u00bb segnala che il messaggio era rivolto tanto ai mercati quanto a Capitol Hill. Nei fatti Selig ha trasformato una minaccia negoziale in un programma di lavoro: se la CLARITY non passa, la CFTC costruisce comunque la sua cornice, e chi vuole operare negli Stati Uniti dovr\u00e0 farci i conti. Il rovescio \u00e8 che una cornice nata come piano di riserva parte gi\u00e0 pi\u00f9 debole di una legge, perch\u00e9 nasce dalla volont\u00e0 di un&#8217;agenzia e non da un voto parlamentare. \u00c8 il paradosso di questa fase: la stessa rapidit\u00e0 che rende attraente la via amministrativa \u00e8 anche ci\u00f2 che la rende fragile.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Chi \u00e8 Michael Selig, e perch\u00e9 \u00e8 lui il perno<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Che a guidare questa mossa sia proprio Selig non \u00e8 un dettaglio. Prima di arrivare alla CFTC, Selig era stato chief counsel della Crypto Task Force della SEC e consigliere di Atkins: in altre parole, arriva dalla stessa cucina che ha disegnato la svolta della SEC. Ha anche una storia dentro la CFTC, dove aveva lavorato come law clerk del commissario Christopher Giancarlo nel 2014. Il Senato lo ha confermato 53 a 43 il 18 dicembre 2025, per poi insediarlo pochi giorni dopo come sedicesimo presidente della Commissione, come ricostruisce un&#8217;<a href='https:\/\/www.wilmerhale.com\/en\/insights\/client-alerts\/20251218-michael-selig-confirmed-as-cftc-chairman---six-issues-to-watch-in-2026'>analisi dello studio WilmerHale<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo mantra, ripetuto in pi\u00f9 occasioni, \u00e8 \u00abla dose minima efficace di regolazione, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno\u00bb. \u00c8 una filosofia gemella di quella di Atkins, e non per caso: avere un ex uomo SEC alla guida della CFTC significa che le due agenzie, invece di litigare sui confini come \u00e8 successo per anni, provano a coordinarsi. La SEC e la CFTC hanno formalizzato una collaborazione nell&#8217;ambito del progetto di armonizzazione lanciato all&#8217;inizio del 2026, culminato in un memorandum d&#8217;intesa. Il rovescio della medaglia \u00e8 evidente: la tenuta di tutto questo dipende dalle persone. Cambia il presidente, cambia la filosofia, e la \u00abdose minima\u00bb pu\u00f2 diventare di nuovo dose massima. Va aggiunto un vincolo pratico non da poco, sempre segnalato da WilmerHale: la CFTC ha perso circa il 20 per cento del personale ed \u00e8 scesa attorno alle 600 unit\u00e0, proprio mentre le si chiede di regolare un mercato enorme e nuovo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena insistere sul significato di questa simmetria. Per anni SEC e CFTC hanno litigato su chi dovesse comandare, e quella guerra di competenze \u00e8 stata una delle ragioni per cui le regole non arrivavano mai. Avere ai vertici delle due agenzie persone che parlano la stessa lingua regolatoria riduce l&#8217;attrito e rende possibile un&#8217;interpretazione condivisa su cosa sia titolo e cosa commodity. \u00c8 esattamente ci\u00f2 che serve perch\u00e9 il modello a due binari funzioni: senza una base comune, i due cantieri rischiano di pestarsi i piedi. Il limite \u00e8 che questa armonia poggia su nomine politiche, non su un&#8217;architettura istituzionale: \u00e8 un accordo tra persone, non tra poteri, e come tale pu\u00f2 sciogliersi al primo cambio di stagione a Washington.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il modello DCM, spiegato semplice<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire la scommessa della CFTC bisogna sapere che cos&#8217;\u00e8 un Designated Contract Market. \u00c8 la licenza con cui operano le grandi borse dei derivati statunitensi, per esempio il CME: una sede di negoziazione regolata secondo una serie di principi fondamentali (i \u00abcore principles\u00bb) su prevenzione delle manipolazioni, sorveglianza del mercato, gestione dei conflitti e tutela dei clienti. Un tratto tipico di questo regime \u00e8 la self-certification: il gestore pu\u00f2 quotare nuovi prodotti dichiarando che rispettano le regole, senza dover chiedere un&#8217;autorizzazione preventiva per ognuno. \u00c8 un meccanismo veloce, che l&#8217;industria apprezza proprio perch\u00e9 non ingessa l&#8217;innovazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;idea di Selig \u00e8 estendere questa logica a una nuova designazione da \u00abcrypto asset market\u00bb, cos\u00ec da coprire le piattaforme dove si scambiano a pronti le commodity digitali. Il vantaggio \u00e8 chiaro: la CFTC userebbe uno schema collaudato e i poteri che gi\u00e0 possiede, senza aspettare il Congresso. Il limite \u00e8 altrettanto chiaro: la CFTC ha giurisdizione sulle commodity e sui loro derivati, non sui titoli. Se un token \u00e8 un \u00abinvestment contract\u00bb, resta affare della SEC. Serve quindi una base condivisa su cosa sia commodity e cosa titolo, e quella base per ora \u00e8 l&#8217;interpretazione congiunta di SEC e CFTC del marzo 2026, che ha collocato sedici token (tra cui Bitcoin, Ether, Solana e Chainlink) tra le commodity digitali e fuori dalla definizione di titolo, come sintetizzato in una <a href='https:\/\/www.sullcrom.com\/insights\/memo\/2026\/March\/SEC-Clarifies-Application-Securities-Laws-Crypto-Assets'>nota dello studio Sullivan &amp; Cromwell<\/a>. Tutto ci\u00f2 che non \u00e8 in quella lista, per\u00f2, resta in una zona grigia dove i due perimetri possono sovrapporsi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La CFTC sa gi\u00e0 fare enforcement: il curriculum<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi immagina la CFTC come un&#8217;agenzia morbida sbaglia bersaglio. Sul fronte crypto la Commissione ha una storia di enforcement pesante, spesso pi\u00f9 incisiva di quella della SEC quando c&#8217;\u00e8 di mezzo una frode o un exchange di derivati non registrato. Il suo stesso ufficio enforcement ha rivendicato pubblicamente questa linea, come nel discorso <a href='https:\/\/www.cftc.gov\/PressRoom\/SpeechesTestimony\/opamcginley1'>\u00abEnforcement by Enforcement\u00bb dell&#8217;ex direttore Ian McGinley<\/a>. Il curriculum spiega perch\u00e9 una CFTC che scrive le regole del mercato a pronti va presa sul serio: se detta le regole e poi le fa rispettare con la mano che ha gi\u00e0 mostrato, per gli operatori il rischio \u00e8 concreto.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Caso<\/th><th>Anno<\/th><th>Cosa ha stabilito<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>BitMEX<\/td><td>2021<\/td><td>Sanzioni civili e condanne penali per i fondatori per aver gestito un exchange di derivati non registrato e per carenze nei controlli antiriciclaggio<\/td><\/tr><tr><td>Binance \/ Changpeng Zhao<\/td><td>2023<\/td><td>Accordo complessivo da 4,3 miliardi di dollari con le autorit\u00e0 statunitensi (quota record per la sola CFTC); Zhao si dimette da CEO e patteggia<\/td><\/tr><tr><td>Ooki DAO<\/td><td>2023<\/td><td>Un tribunale stabilisce che una DAO \u00e8 una \u00abpersona\u00bb ai sensi del Commodity Exchange Act e pu\u00f2 essere citata e ritenuta responsabile<\/td><\/tr><tr><td>FTX \/ Sam Bankman-Fried<\/td><td>2022-2023<\/td><td>Accuse per frode su commodity digitali e offerta illegale di derivati; oltre 8 miliardi di dollari di buchi nei conti dei clienti<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso Ooki DAO \u00e8 quello che dovrebbe far riflettere di pi\u00f9 il mondo DeFi: ha stabilito che una organizzazione decentralizzata non \u00e8 un guscio vuoto irraggiungibile, ma un soggetto che pu\u00f2 finire in tribunale. Chi pensa che \u00absenza una societ\u00e0 non c&#8217;\u00e8 nessuno da citare\u00bb ha gi\u00e0 una sentenza contro. E la CFTC ha un altro fronte caldo, quello degli event contract e dei mercati predittivi, dove i confini tra scommessa, derivato e strumento informativo sono ancora tutti da definire, un tema che abbiamo affrontato parlando di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mercati-predittivi-agenti-ai-insider-trasparenza-2026\/'>mercati predittivi, agenti AI e insider trading<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Due agenzie, un rulebook improvvisato<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Mettendo in fila i pezzi si capisce la stranezza del momento. Gli Stati Uniti stanno costruendo l&#8217;intero impianto delle regole crypto non con una legge, ma con due cantieri paralleli aperti da due agenzie diverse, ciascuna con la sua base giuridica e i suoi tempi. La tabella che segue mette a confronto i due piani americani con il modello europeo, dove invece il confine tra spot e derivati lo ha gi\u00e0 tracciato una legge.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Dimensione<\/th><th>SEC (Regulation Crypto Assets)<\/th><th>CFTC (crypto asset market)<\/th><th>UE (MiCA + MiFID II)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Base giuridica<\/td><td>Regola proposta ex Securities Act, in consultazione<\/td><td>Regole ex Commodity Exchange Act, in preparazione<\/td><td>Regolamento e direttiva approvati dai co-legislatori<\/td><\/tr><tr><td>Perimetro<\/td><td>Emissioni, \u00abinvestment contract\u00bb, custodia e trading di titoli<\/td><td>Mercati a pronti delle commodity digitali e loro sedi<\/td><td>Cripto-attivit\u00e0 a pronti (MiCA) e derivati (MiFID II)<\/td><\/tr><tr><td>Stato a settembre 2026<\/td><td>Proposta del 18 agosto, commenti fino a ottobre<\/td><td>Direttiva interna allo staff dopo il no del 15 settembre<\/td><td>In vigore, transizione italiana fino al 1 luglio 2026<\/td><\/tr><tr><td>Reversibilit\u00e0<\/td><td>Alta: una futura Commissione pu\u00f2 ritirarla<\/td><td>Alta: stesso limite<\/td><td>Bassa: serve un nuovo atto legislativo<\/td><\/tr><tr><td>Vincola i giudici?<\/td><td>No<\/td><td>No<\/td><td>S\u00ec, \u00e8 legge<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Il punto debole: una regola non \u00e8 una legge<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui sta il cuore del problema. Una regola di un&#8217;agenzia e una legge del Congresso non hanno lo stesso peso, e la differenza non \u00e8 teorica. Una regola nasce da una procedura amministrativa (il notice-and-comment) e proprio per questo pu\u00f2 essere impugnata in tribunale: se un giudice la ritiene arbitraria o non adeguatamente motivata, la annulla. Una regola pu\u00f2 inoltre essere ritirata da una Commissione futura con la stessa procedura con cui \u00e8 stata adottata, e non richiede il consenso del Parlamento. Soprattutto, una regola non vincola i giudici: le sentenze che contano restano quelle dei tribunali, come i precedenti sul caso Ripple, che ha distinto le vendite istituzionali da quelle sul mercato, e sul caso Coinbase, dove il ritiro dell&#8217;accusa non ha cancellato le pronunce gi\u00e0 emesse.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono poi due fattori che rendono l&#8217;impianto ancora pi\u00f9 fragile. Il primo \u00e8 la cosiddetta major questions doctrine: quando un&#8217;agenzia rivendica un potere ampio e nuovo su un settore da migliaia di miliardi di euro, i tribunali chiedono che sia il Congresso, non l&#8217;agenzia, ad autorizzarlo in modo chiaro. Costruire un regime crypto solo con regolamenti amministrativi espone entrambe le agenzie proprio a questa obiezione. Il secondo \u00e8 la maggiore controllabilit\u00e0 politica dei vertici: le pronunce che hanno indebolito le tutele contro la rimozione dei commissari rendono le authority pi\u00f9 sensibili agli umori dell&#8217;esecutivo, quindi meno indipendenti e meno stabili nel tempo. Non a caso l&#8217;ex commissaria democratica Caroline Crenshaw, gi\u00e0 nel febbraio 2025, aveva avvertito nella sua <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/speeches-statements\/crenshaw-remarks-crypto-2-0-regulatory-whiplash-022725'>dissenting opinion<\/a> che smontare le cause di registrazione significava buttare via un corpo di precedenti che i tribunali usano da quasi ottant&#8217;anni per identificare i titoli, e spostare il rischio sugli investitori.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio non \u00e8 astratto. Basta immaginare il 2029: una nuova amministrazione nomina una Commissione di orientamento opposto, che ritira la Regulation Crypto Assets, archivia la designazione da \u00abcrypto asset market\u00bb e torna a leggere il diritto dei titoli come faceva la gestione precedente. Nessuna delle due regole avrebbe bisogno di un voto del Congresso per essere cancellata, perch\u00e9 nessuna delle due \u00e8 passata dal Congresso. Chi ha costruito un prodotto contando su quelle regole si ritroverebbe, da un giorno all&#8217;altro, in un perimetro diverso. \u00c8 la ragione per cui molti operatori, pur applaudendo la svolta di Atkins, continuano a chiedere una legge: non perch\u00e9 diffidino dell&#8217;attuale Commissione, ma perch\u00e9 sanno che una regola vive quanto la maggioranza che la sostiene.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;enforcement nell&#8217;era senza statuto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Che ne \u00e8, allora, dell&#8217;enforcement vero e proprio? La svolta non significa che a Washington abbiano smesso di perseguire chi delinque. Significa che \u00e8 cambiato il bersaglio. Le cause fondate sulla teoria della registrazione (l&#8217;idea che quasi ogni token fosse un titolo venduto senza autorizzazione) sono state in gran parte archiviate. I numeri lo confermano: secondo <a href='https:\/\/www.cornerstone.com\/insights\/press-releases\/sec-cryptocurrency-enforcement-declined-atkins-administration\/'>Cornerstone Research<\/a>, nell&#8217;anno fiscale 2025 le azioni crypto della SEC sono scese a 13 contro le 33 dell&#8217;anno prima, un calo del 60 per cento, con sanzioni digitali per circa 142 milioni di dollari, una frazione minima del passato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La frode, invece, resta frode. La SEC continua a perseguire gli schemi Ponzi e i falsi bot di trading \u00abpotenziati dall&#8217;AI\u00bb, la CFTC mantiene la sua linea dura su manipolazione e derivati illegali, il Dipartimento di Giustizia prosegue sul penale. Il vero rischio nuovo per chi opera legalmente non \u00e8 la frode, ma l&#8217;incertezza di confine: finch\u00e9 una legge non dice con nettezza dove finisce la commodity e comincia il titolo, un progetto pu\u00f2 ritrovarsi contestato da un&#8217;agenzia oggi e dall&#8217;altra domani, a seconda di come un giudice qualifica il suo token. Due cantieri regolatori paralleli, per un operatore, possono voler dire due possibili accusatori invece di uno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 anche un tema di percezione dei numeri. I dati aggregati sull&#8217;attivit\u00e0 della SEC nell&#8217;ultimo anno fiscale restano alti se si guarda al totale delle azioni e alle somme complessive, ma quel totale \u00e8 gonfiato da un singolo, storico caso Ponzi che non ha nulla a che vedere con le crypto. Ripulito da quella distorsione, il quadro conferma lo spostamento del baricentro dalla registrazione alla frode. Per chi opera nel settore la lettura pratica \u00e8 duplice: chi gioca pulito ha oggi meno probabilit\u00e0 di finire sotto inchiesta per una questione di forma, mentre chi froda non ha ottenuto alcuno scudo, perch\u00e9 su quel fronte nessuna delle due agenzie ha allentato la presa.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Lo specchio europeo: qui la linea l&#8217;ha gi\u00e0 tracciata una legge<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Vista da Milano o da Roma, la scena americana ha un che di paradossale. In Europa la domanda che sta lacerando Washington (chi comanda sullo spot e chi sui derivati) ha gi\u00e0 una risposta, e quella risposta \u00e8 una legge. Il regolamento MiCA disciplina le cripto-attivit\u00e0 a pronti e i prestatori di servizi, con Consob competente sulla condotta di mercato e sulla tutela degli investitori e Banca d&#8217;Italia sui profili prudenziali e sulle stablecoin (i token ART ed EMT). I derivati crypto, invece, restano fuori da MiCA e ricadono sotto la MiFID II, sempre vigilati da Consob. La linea, insomma, l&#8217;ha disegnata il legislatore, non un&#8217;agenzia con una circolare interna.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il confine \u00e8 cos\u00ec netto che l&#8217;ESMA lo ha ribadito in modo esplicito: nel febbraio 2026 ha ricordato che i \u00abperpetual futures\u00bb sulle crypto, malgrado il nome commerciale, sono derivati e rientrano tra i CFD ai fini delle misure di product intervention della MiFID II, con leva per la clientela retail limitata a 2:1. In Italia questo impianto \u00e8 recepito dal D.lgs. 129\/2024, che designa Consob e Banca d&#8217;Italia, con il periodo transitorio per gli operatori nazionali che si chiude il 1 luglio 2026. Non \u00e8 che l&#8217;Europa non abbia zone grigie, come mostra il dibattito su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-defi-finanza-decentralizzata-perimetro-2026\/'>MiCA e la finanza decentralizzata<\/a>, che resta in larga parte fuori dal perimetro. Ma il confine tra i due grandi binari, spot e derivati, non \u00e8 oggetto di trattativa: \u00e8 scritto in una norma che i giudici sono tenuti ad applicare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per chi investe dall&#8217;Italia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La prima cosa da mettere in chiaro \u00e8 che chi investe dall&#8217;Italia non \u00e8 protetto dalle regole americane e non lo sar\u00e0 mai: la tutela diretta arriva da MiCA e dalla vigilanza di Consob e Banca d&#8217;Italia. Se comprate crypto su un exchange autorizzato come CASP nell&#8217;UE, la cornice di riferimento resta europea, indipendentemente dal caos di Washington. Questo per\u00f2 non vuol dire che il caos non vi tocchi. Il mercato crypto \u00e8 globale e i prezzi si formano soprattutto sui grandi mercati statunitensi: l&#8217;incertezza regolatoria americana si scarica su volatilit\u00e0, liquidit\u00e0 e disponibilit\u00e0 dei token sugli exchange internazionali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un token che negli Stati Uniti finisce in una zona grigia rischia di essere ritirato dagli exchange americani, e questo ne riduce la liquidit\u00e0 ovunque, Italia compresa. Allo stesso modo, l&#8217;incertezza pesa sul quadro macro, come si \u00e8 visto quando la stretta della Federal Reserve ha messo alla prova la resistenza di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-price-action-stretta-fed-settembre-2026\/'>Bitcoin nel price action di settembre<\/a>. Chi investe in perpetui e derivati deve poi ricordare che quel mondo, in Europa, vive sotto la MiFID II e non sotto MiCA, con limiti di leva pensati apposta per la clientela retail. Le stablecoin remunerate, tema che ha contribuito ad affossare la CLARITY, hanno in UE una disciplina rigida che abbiamo raccontato parlando delle <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/stablecoin-pagamenti-regole-mica-tetto-200-milioni-2026\/'>regole sui pagamenti in stablecoin e del tetto dei 200 milioni<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per chi costruisce<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un team di sviluppo europeo che guarda al mercato statunitense, il quadro attuale \u00e8 a doppio taglio. Da un lato ci sono, oggi, due porte d&#8217;ingresso che prima non esistevano: la corsia delle esenzioni della SEC per chi emette qualcosa che assomiglia a un titolo, e la futura designazione da \u00abcrypto asset market\u00bb della CFTC per chi gestisce una sede di scambio di commodity digitali. Sulla carta \u00e8 pi\u00f9 di quanto offrisse la stagione della \u00abregolazione tramite enforcement\u00bb. Dall&#8217;altro lato, per\u00f2, entrambe le porte poggiano su regolamenti amministrativi e non su una legge, quindi possono chiudersi con la stessa procedura con cui si sono aperte.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il rovescio della rapidit\u00e0. Costruire un prodotto su una regola che una futura Commissione pu\u00f2 ritirare, o che un tribunale pu\u00f2 annullare, significa esporsi a un rischio di reversibilit\u00e0 che un progetto europeo, sotto il passaporto unico di MiCA, semplicemente non ha. Il confronto \u00e8 impietoso: negli Stati Uniti la certezza dipende da chi siede al vertice delle agenzie e da cosa decider\u00e0 la prossima amministrazione; nell&#8217;UE dipende da un atto legislativo che per essere cambiato richiede un nuovo passaggio parlamentare. Per chi pianifica su orizzonti lunghi, questa differenza vale pi\u00f9 di qualsiasi vantaggio fiscale o di velocit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In concreto, per un progetto italiano la scelta si riduce a una domanda di orizzonte temporale. Se l&#8217;obiettivo \u00e8 testare il mercato statunitense in fretta, le nuove corsie della SEC e la futura designazione della CFTC offrono porte che fino a ieri erano chiuse. Se invece l&#8217;obiettivo \u00e8 costruire qualcosa destinato a durare un decennio, l&#8217;incertezza sulla tenuta di quelle porte pesa quanto e pi\u00f9 della fiscalit\u00e0. Molti team stanno adottando una strategia difensiva: strutturarsi in Europa sotto MiCA per avere una base stabile, e affacciarsi negli Stati Uniti solo con la parte di prodotto che pu\u00f2 reggere un eventuale ritorno all&#8217;enforcement aggressivo. Non \u00e8 la scelta pi\u00f9 ambiziosa, ma \u00e8 quella che sopravvive a un cambio di amministrazione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le prossime tappe: comment, calendario e il rischio 2027<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il calendario dei prossimi mesi dir\u00e0 se questa impalcatura regge. Sul fronte SEC, la consultazione sulla Regulation Crypto Assets si chiude verso il 20 ottobre: seguiranno l&#8217;esame dei commenti e, in caso di via libera, una regola definitiva che realisticamente slitta al 2027. Sul fronte CFTC, lo staff \u00e8 al lavoro sulla designazione da \u00abcrypto asset market\u00bb, ma con due zavorre note: un organico ridotto attorno alle 600 unit\u00e0 e diversi seggi di commissario ancora vacanti. C&#8217;\u00e8 anche una questione di risorse, con una proposta al Senato che prevede uno stanziamento dedicato all&#8217;implementazione del quadro crypto.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>SEC: chiusura dei commenti sulla Regulation Crypto Assets verso il 20 ottobre 2026, regola definitiva probabile nel 2027.<\/li><li>CFTC: stesura della designazione \u00abcrypto asset market\u00bb sul modello DCM, con vincoli di personale e seggi vacanti.<\/li><li>Congresso: la CLARITY pu\u00f2 tornare in agenda nel 2027, ma senza un cambio di equilibri i nodi su stablecoin ed etica restano.<\/li><li>Rischio di fondo: ogni regola scritta senza una legge resta impugnabile, ritirabile e non vincolante per i giudici.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda vera non \u00e8 se gli Stati Uniti avranno delle regole crypto (le avranno, in una forma o nell&#8217;altra), ma quanto dureranno. Un impianto costruito su due regolamenti amministrativi e un pugno di sentenze \u00e8, per definizione, reversibile: basta un cambio di maggioranza o di presidente per rimettere tutto in discussione. L&#8217;Europa ha scelto la strada lenta e noiosa della legge, e oggi quella noia somiglia molto a una forma di certezza. Anche il modo in cui le banche stanno rivedendo la loro esposizione al settore, in un contesto di tassi alti, dipende da quanto stabile appare la cornice regolatoria, come abbiamo visto analizzando la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/politica-cripto-banche-tassi-rialzo-fed-bce-2026\/'>politica cripto delle banche dopo il rialzo dei tassi<\/a>. Fino a quando Washington non trasformer\u00e0 le sue regole da circolari in legge, il rulebook crypto americano rester\u00e0 un cantiere aperto, esposto al vento di ogni elezione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 la CLARITY Act e perch\u00e9 \u00e8 stata bocciata?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">La CLARITY Act \u00e8 il disegno di legge che avrebbe diviso i compiti tra SEC e CFTC e definito quando un token \u00e8 un titolo e quando una commodity. Il 15 settembre 2026 il Senato ha bloccato il voto di cloture con 49 s\u00ec e 50 no, sotto sia la soglia dei 60 voti sia la maggioranza semplice, per i disaccordi su remunerazione delle stablecoin e clausole etiche legate agli affari crypto del presidente.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa prevede la Regulation Crypto Assets proposta dalla SEC?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la proposta di regola presentata dalla SEC il 18 agosto 2026. Introduce due esenzioni dalla registrazione (fino a 5 milioni di dollari in quattro anni per le startup e fino a 75 milioni in dodici mesi con obblighi informativi), un safe harbor condizionato dalla qualifica di \u00abinvestment contract\u00bb e la prevalenza sulle regole statali; \u00e8 in consultazione pubblica per 60 giorni.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>La CFTC pu\u00f2 regolare le crypto senza una legge del Congresso?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">In parte s\u00ec. Il presidente Michael Selig ha ordinato allo staff di costruire una designazione da \u00abcrypto asset market\u00bb sul modello dei Designated Contract Markets usando i poteri esistenti della CFTC. \u00c8 una via percorribile per i mercati a pronti di commodity digitali, ma non copre i token che restano titoli e resta pi\u00f9 fragile di una legge.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per chi investe in crypto dall&#8217;Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Poco sul piano della tutela diretta: in Italia e nell&#8217;UE valgono MiCA e la vigilanza di Consob e Banca d&#8217;Italia, non le regole americane. L&#8217;incertezza statunitense per\u00f2 si scarica su prezzi, liquidit\u00e0 e disponibilit\u00e0 dei token sugli exchange globali, quindi conviene seguirla anche da investitori europei.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Le regole scritte dalle agenzie sono definitive?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. Una regola della SEC o della CFTC pu\u00f2 essere impugnata in tribunale, ritirata da una Commissione futura e non vincola i giudici, che continuano a seguire i precedenti come Ripple e Coinbase. Senza una legge del Congresso, l&#8217;intero impianto americano resta reversibile, soprattutto in vista dei cambi di amministrazione.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 la CLARITY Act e perch\u00e9 \u00e8 stata bocciata?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"La CLARITY Act \u00e8 il disegno di legge che avrebbe diviso i compiti tra SEC e CFTC e definito quando un token \u00e8 un titolo e quando una commodity. 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