{"id":643,"date":"2026-09-24T10:40:47","date_gmt":"2026-09-24T10:40:47","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-enforcement-rulemaking-regulation-crypto-assets-2026\/"},"modified":"2026-09-24T10:40:47","modified_gmt":"2026-09-24T10:40:47","slug":"sec-enforcement-rulemaking-regulation-crypto-assets-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-enforcement-rulemaking-regulation-crypto-assets-2026\/","title":{"rendered":"SEC crypto: dall&#8217;enforcement al rulemaking, la prova dei commenti"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 15 settembre 2026 il Senato degli Stati Uniti ha affossato il CLARITY Act, la legge che avrebbe dovuto separare una volta per tutte i compiti di SEC e CFTC sui mercati crypto. La mozione di procedura \u00e8 caduta con 49 voti a favore e 50 contrari, sotto la soglia dei 60 richiesti e persino sotto la maggioranza semplice, come ha riportato <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/09\/15\/crypto-clarity-act-flames-out-in-failed-u-s-senate-vote'>CoinDesk<\/a>. Titoli in prima pagina, autopsie politiche, recriminazioni tra i due partiti. Eppure la data che conta davvero per chi investe non \u00e8 quella di un voto mancato, e nemmeno quella della prossima causa in tribunale: \u00e8 il 20 ottobre.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 20 ottobre 2026 si chiude il periodo di consultazione pubblica sulla Regulation Crypto Assets, il pacchetto di regole con cui la SEC prova a riscrivere da sola, senza il Congresso, il modo in cui i token vengono offerti e venduti al pubblico americano. \u00c8 il segnale di uno spostamento del baricentro che va raccontato per quello che \u00e8: l&#8217;enforcement, cio\u00e8 la stagione delle cause e delle sanzioni che ha definito gli anni di Gary Gensler, ha smesso di essere lo strumento principale della SEC sul crypto. Al suo posto avanza il rulemaking, la scrittura di regole vincolanti attraverso la procedura amministrativa. \u00c8 una differenza che va oltre lo stile: un&#8217;azione di enforcement colpisce un singolo operatore dopo i fatti, mentre una regola definisce in anticipo cosa \u00e8 lecito per tutti. La prima punisce, la seconda disegna il campo da gioco. Meno tribunali, pi\u00f9 regolamenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambio di passo arriva mentre il mercato tira il fiato. Bitcoin viaggia poco sotto i 74.000 euro, in calo di circa il 3% nella giornata ma in rialzo di oltre il 10% sulla settimana secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>CoinGecko<\/a>, ancora lontano dal record di quasi 111.000 euro toccato nell&#8217;ottobre 2025. Dopo <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-75000-euro-strappo-oltre-fed-settembre-2026\/'>lo strappo sopra i 75.000 euro<\/a> delle settimane scorse, l&#8217;attenzione degli operatori si \u00e8 spostata da Capitol Hill agli uffici del regolatore: perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec, e non in aula, che si sta decidendo la forma delle regole del 2027.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il 20 ottobre, non un tribunale, \u00e8 la scadenza che conta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per anni la parola chiave dell&#8217;attivit\u00e0 della SEC sul crypto \u00e8 stata enforcement: indagini, diffide, cause civili, patteggiamenti milionari. Era cos\u00ec che l&#8217;agenzia definiva i confini del settore, caso per caso, davanti a un giudice. Oggi la parola chiave \u00e8 un&#8217;altra, molto meno spettacolare: rulemaking. La SEC ha pubblicato la sua proposta di Regulation Crypto Assets il 18 agosto 2026 e l&#8217;ha depositata nel Federal Register il 21 agosto (documento 2026-17183, fascicolo S7-2026-27), facendo partire un periodo di commenti di 60 giorni. La scadenza, fissata nero su bianco, \u00e8 il <a href='https:\/\/www.federalregister.gov\/documents\/2026\/08\/21\/2026-17183\/regulation-crypto-assets'>20 ottobre 2026<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un periodo di commenti non \u00e8 un dettaglio burocratico. \u00c8 il cuore della procedura con cui, negli Stati Uniti, un&#8217;agenzia federale trasforma un&#8217;idea in una regola vincolante. Chiunque, dai grandi exchange agli studi legali, dalle associazioni dei consumatori ai singoli cittadini, pu\u00f2 inviare osservazioni scritte. La SEC \u00e8 tenuta a leggerle e a rispondere a quelle rilevanti prima di approvare il testo definitivo. Ogni lettera depositata resta agli atti e pu\u00f2 essere citata in un futuro ricorso; per questo studi legali, exchange e associazioni la preparano come se fosse una memoria processuale. Quel fascicolo di commenti, insomma, diventa la base su cui un domani un tribunale valuter\u00e0 se la regola \u00e8 stata scritta bene o va annullata.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 il 20 ottobre pesa pi\u00f9 di molte udienze: \u00e8 il momento in cui il settore mette per iscritto cosa vuole, e in cui i critici mettono per iscritto perch\u00e9 la regola non dovrebbe reggere. La proposta arriva in un pacchetto imponente, 402 pagine, come conferma l&#8217;analisi dello studio <a href='https:\/\/www.gtlaw.com\/en\/insights\/2026\/8\/sec-proposes-regulation-crypto-assets-creating-tailored-crypto-offering-exemptions-and-investment-contract-safe-harbor'>Greenberg Traurig<\/a>. Non \u00e8 un discorso, non \u00e8 una linea guida non vincolante: \u00e8 un testo normativo destinato, se approvato, a diventare diritto federale. La SEC lo presenta come il modo di dare finalmente certezza a chi emette token. I critici lo leggono come il tentativo di svuotare dall&#8217;interno la tutela degli investitori. Su questa frattura si gioca tutto l&#8217;autunno.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa \u00e8 successo il 15 settembre (e perch\u00e9 costringe la SEC al rulemaking)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il CLARITY Act doveva essere la soluzione pulita: una legge del Congresso che stabilisse in modo definitivo quali crypto asset ricadono sotto la SEC (i titoli) e quali sotto la CFTC (le commodity digitali). Una legge, a differenza di un regolamento di agenzia, \u00e8 difficile da ribaltare: serve un altro voto del Congresso. Sarebbe stata la base pi\u00f9 solida possibile per la svolta pro-crypto avviata dall&#8217;amministrazione. Ma al Senato la mozione di procedura non ha superato lo scoglio, bloccata da una disputa sui rendimenti delle stablecoin e da obiezioni etiche legate agli interessi crypto della famiglia Trump.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il fallimento legislativo lascia un vuoto che qualcuno deve riempire, e le due agenzie hanno deciso di riempirlo da sole. Ne abbiamo scritto in dettaglio quando <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/clarity-bocciata-sec-cftc-regole-crypto-agenzie-2026\/'>SEC e CFTC hanno annunciato che avrebbero scritto le regole da sole<\/a>, con la CFTC del presidente Michael Selig pronta a costruire un regime unilaterale per i mercati crypto. Ma c&#8217;\u00e8 una differenza sostanziale tra le due strade. La CFTC parte quasi da zero; la SEC ha gi\u00e0 in canna una proposta formale, con tanto di numeri di regola e periodo di commenti aperto. Per la SEC, il fallimento del CLARITY non \u00e8 un incidente: \u00e8 la ragione per accelerare sul rulemaking, l&#8217;unico binario rimasto per rendere permanente ci\u00f2 che finora era affidato a discorsi e a scelte discrezionali.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le tre colonne di Atkins<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il messaggio \u00e8 arrivato dal vertice, e con tempismo quasi teatrale. Il 14 settembre, alla vigilia del voto al Senato, il presidente della SEC Paul Atkins \u00e8 intervenuto a un evento del Solana Policy Institute a Washington e ha messo le cose in chiaro: <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/09\/14\/sec-s-atkins-backs-clarity-act-but-says-agency-will-keep-pushing-crypto-rules-without-it'>con o senza quella legge<\/a>, ha detto, \u00abwith or without that legislation, this administration will deliver for American investors and technological innovators\u00bb. Tradotto dal linguaggio istituzionale: se il Congresso non fa la sua parte, la SEC va avanti lo stesso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Atkins ha descritto un&#8217;architettura fatta di tre colonne, quelle che lui stesso ha definito \u00abthree pillars of a single, rational, and comprehensive regulatory architecture\u00bb. La prima \u00e8 proprio la Regulation Crypto Assets, il regime di offerta dei token. La seconda \u00e8 la modernizzazione dei transfer agent, gli operatori che tengono i registri della propriet\u00e0 dei titoli, per adattarli ai libri mastri su blockchain. La terza \u00e8 la chiarezza sulla custodia: la SEC ha chiesto ai propri uffici di preparare proposte che permettano ai consulenti finanziari di custodire crypto in proprio o di appoggiarsi a societ\u00e0 fiduciarie statali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le altre due colonne contano pi\u00f9 di quanto sembri. La modernizzazione dei transfer agent serve a dare valore giuridico ai registri tenuti su blockchain: se il libro dei soci di una societ\u00e0 vive su una catena, qualcuno deve poter svolgere quel ruolo in un contesto nativo digitale. La chiarezza sulla custodia, invece, tocca un nervo scoperto per chi gestisce patrimoni: senza regole certe, molti consulenti finanziari americani non se la sono sentita di custodire crypto per i clienti. Permettere l&#8217;auto-custodia o l&#8217;appoggio a societ\u00e0 fiduciarie statali apre la porta a un&#8217;offerta professionale che finora era rimasta ai margini. Tre cantieri regolamentari, non tre cause: \u00e8 la mappa di come si fa policy quando si rinuncia alla via giudiziaria.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Dentro la Regulation Crypto Assets<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa c&#8217;\u00e8, in concreto, in quelle 402 pagine? La proposta costruisce due corsie per raccogliere capitali vendendo token senza dover affrontare la registrazione completa prevista dalle leggi sui titoli, pi\u00f9 una terza norma che definisce quando un token smette di essere un titolo. Nel <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/press-releases\/2026-76-sec-proposes-new-regulation-crypto-assets'>comunicato ufficiale<\/a> la SEC parla di un quadro \u00abfit-for-purpose\u00bb, tagliato su misura per il settore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La prima corsia \u00e8 l&#8217;esenzione startup (Rule 200): consente di raccogliere fino a 5 milioni di dollari nell&#8217;arco di quattro anni, una sola volta per ciascun crypto asset, aprendo la porta anche agli investitori non accreditati e permettendo la sollecitazione generale, senza vincoli di rivendita fissati dalla regola. La seconda \u00e8 l&#8217;esenzione per la raccolta (Rules 300-307), divisa in due livelli: fino a 20 milioni di dollari in dodici mesi per il Tier 1, fino a 75 milioni per il Tier 2. Qui servono un&#8217;entit\u00e0 statunitense e un legame operativo con il paese, un limite del 10% per gli investitori non accreditati e, per il Tier 2, bilanci certificati. Atkins ha sintetizzato l&#8217;obiettivo cos\u00ec: \u00abRegulation Crypto Assets seeks to provide crypto asset entrepreneurs and market participants with clear pathways to raise capital under the federal securities laws\u00bb, in una <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/speeches-statements\/atkins-statement-regulation-crypto-assets-081826'>dichiarazione<\/a> diffusa insieme alla proposta.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Regime<\/th><th>Tetto di raccolta<\/th><th>Condizioni chiave<\/th><th>Investitori ammessi<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Esenzione startup (Rule 200)<\/td><td>fino a 5 milioni USD in 4 anni<\/td><td>una sola volta per token; sollecitazione generale ammessa; nessun vincolo di rivendita da regola<\/td><td>anche non accreditati<\/td><\/tr><tr><td>Raccolta Tier 1 (Rules 300-307)<\/td><td>fino a 20 milioni USD in 12 mesi<\/td><td>entit\u00e0 USA e nexus operativo<\/td><td>anche non accreditati (limite del 10%)<\/td><\/tr><tr><td>Raccolta Tier 2 (Rules 300-307)<\/td><td>fino a 75 milioni USD in 12 mesi<\/td><td>entit\u00e0 USA, nexus operativo, bilanci certificati<\/td><td>anche non accreditati (limite del 10%)<\/td><\/tr><tr><td>Safe harbor (Rule 400)<\/td><td>non \u00e8 una raccolta<\/td><td>l&#8217;investment contract cessa quando finiscono gli sforzi gestionali essenziali e si deposita il Form TR<\/td><td>n.a.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>La safe harbor e la fine dell&#8217;investment contract<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La norma pi\u00f9 delicata di tutte \u00e8 la Rule 400, la cosiddetta safe harbor. Per capirla bisogna tornare al concetto di investment contract, il perno del famoso test di Howey: un asset \u00e8 un titolo quando c&#8217;\u00e8 un investimento di denaro in un&#8217;impresa comune con l&#8217;aspettativa di profitti derivanti dagli sforzi altrui. Molti token nascono cos\u00ec, con un team che promette di costruire una rete e di farla crescere. La domanda che ha tormentato il settore per anni \u00e8: quel token resta un titolo per sempre?<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per anni la risposta \u00e8 arrivata dai tribunali, con esiti non sempre coerenti. Nel contenzioso su Ripple una corte federale distinse nel 2023 le vendite istituzionali di XRP (giudicate titoli) da quelle programmatiche sul mercato secondario (giudicate non titoli), una linea che lasci\u00f2 pi\u00f9 domande che certezze. Nel caso Terraform, invece, una giuria accert\u00f2 la frode nel 2024. Il risultato era un mosaico di sentenze difficile da usare come bussola per chi voleva lanciare un progetto e non sapeva se, e quando, il suo token sarebbe uscito dall&#8217;orbita dei titoli.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La Rule 400 prova a sostituire quella giurisprudenza frammentata con un criterio unico, scritto e prevedibile, e alla domanda di prima risponde di no. Secondo la ricostruzione di Greenberg Traurig, l&#8217;investment contract cessa di esistere quando l&#8217;emittente ha \u00abcompleted or otherwise permanently ceased all essential managerial efforts\u00bb, cio\u00e8 quando ha completato o abbandonato in via definitiva gli sforzi gestionali essenziali, e deposita presso la SEC un apposito modulo, il Form TR. In quel momento il token, in teoria, esce dal perimetro dei titoli e diventa qualcos&#8217;altro. \u00c8 la traduzione in regola vincolante di un&#8217;idea che la SEC aveva gi\u00e0 anticipato a marzo 2026, quando in un&#8217;interpretazione ufficiale aveva chiarito che la maggior parte dei crypto asset non \u00e8 di per s\u00e9 un titolo. Il passaggio dalla dichiarazione di principio alla regola scritta \u00e8 esattamente ci\u00f2 che distingue il rulemaking dall&#8217;enforcement: non pi\u00f9 un giudice che decide caso per caso, ma un criterio pubblicato in anticipo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;enforcement non \u00e8 morto: \u00e8 diventato solo antifrode<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione, per\u00f2, a non confondere il ritiro dalla teoria della registrazione con una resa generale. La SEC non ha smesso di fare causa: ha cambiato bersaglio. I numeri raccolti da <a href='https:\/\/www.cornerstone.com\/insights\/press-releases\/sec-cryptocurrency-enforcement-declined-atkins-administration\/'>Cornerstone Research<\/a> fotografano bene la svolta. Nell&#8217;anno fiscale 2025 le azioni crypto sono scese a 13, contro le 33 dell&#8217;anno prima, un calo del 60%. Le sanzioni pecuniarie si sono fermate a 142 milioni di dollari, meno del 3% del totale del 2024 (un anno gonfiato soprattutto dalla sentenza contro Terraform). E delle 13 azioni del 2025, cinque erano state avviate ancora sotto Gensler: solo otto sono nate sotto Atkins, e tutte contenevano accuse di frode.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui la vera cesura. Le cause fondate sull&#8217;idea che vendere un token equivalga a vendere un titolo non registrato sono state lasciate cadere; quelle contro le truffe vere e proprie no. Il caso di Ramil Palafox, fondatore di PGI Global, \u00e8 emblematico: la SEC lo ha accusato di uno schema da <a href='https:\/\/www.sec.gov\/enforcement-litigation\/litigation-releases\/lr-26295'>198 milioni di dollari<\/a>, con oltre 57 milioni distratti per acquisti personali, pacchetti di trading crypto e forex venduti come titoli non registrati con la promessa di rendimenti garantiti. Storie simili valgono per Unicoin e per una serie di casi seguiti dalla nuova Cyber and Emerging Technologies Unit, l&#8217;unit\u00e0 nata a inizio 2025 con un mandato incentrato su frode, blockchain e intelligenza artificiale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il modo di fare enforcement \u00e8 cambiato sotto la superficie. Dopo la sentenza SEC contro Jarkesy della Corte Suprema, del 2024, l&#8217;agenzia non pu\u00f2 pi\u00f9 decidere in casa le cause con sanzioni per frode: quando chiede pene pecuniarie deve andare davanti a una giuria in tribunale federale, il che rende ogni azione pi\u00f9 lenta e costosa. Restano per\u00f2 due motori accesi: le segnalazioni dei whistleblower, premiati con una quota di quanto recuperato, e la stessa Cyber and Emerging Technologies Unit. La macchina antifrode, insomma, funziona ancora; \u00e8 la teoria della registrazione a essere stata smontata. Il messaggio, per gli investitori, \u00e8 chiaro: un&#8217;azione della SEC sul crypto oggi dice qualcosa sull&#8217;imputato, non sullo status legale del settore.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Indicatore<\/th><th>Anno fiscale 2024<\/th><th>Anno fiscale 2025<\/th><th>Variazione<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Azioni crypto avviate<\/td><td>33<\/td><td>13<\/td><td>-60%<\/td><\/tr><tr><td>Sanzioni pecuniarie (crypto)<\/td><td>molto elevate (effetto Terraform)<\/td><td>142 milioni USD<\/td><td>meno del 3% del 2024<\/td><\/tr><tr><td>Azioni avviate sotto Atkins<\/td><td>n.a.<\/td><td>8 (tutte con accuse di frode)<\/td><td>&#8211;<\/td><\/tr><tr><td>Azioni crypto archiviate dalla SEC<\/td><td>&#8211;<\/td><td>7<\/td><td>&#8211;<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Il grande ritiro: le cause che la SEC ha lasciato cadere<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per misurare la profondit\u00e0 del cambio di rotta basta guardare all&#8217;elenco delle cause chiuse nel 2025. La SEC di Gensler aveva costruito la sua strategia crypto su una serie di azioni di alto profilo fondate sulla teoria della registrazione: gli exchange e gli intermediari, sosteneva, offrivano titoli non registrati. Una dopo l&#8217;altra, quelle cause sono state ritirate. Il caso simbolo \u00e8 Coinbase: a fine febbraio 2025 la Commissione ha votato per l&#8217;archiviazione e il deposito congiunto ha chiuso una delle battaglie legali pi\u00f9 seguite del settore, come annunciato dalla stessa <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/press-releases\/2025-47'>SEC<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 stata un&#8217;eccezione. Nella primavera del 2025 sono cadute, spesso con rinuncia definitiva all&#8217;azione, anche le cause contro Kraken, ConsenSys e Cumberland; a fine maggio \u00e8 toccato a Binance; e ad agosto SEC e Ripple hanno chiuso la loro contesa lasciando cadere gli appelli incrociati, con la sanzione da circa 125 milioni di dollari sulle vendite istituzionali rimasta l&#8217;unico esito concreto. Il filo comune \u00e8 evidente: la SEC ha smesso di usare il tribunale per stabilire se un token sia un titolo. A quella domanda, oggi, vuole rispondere con una regola scritta, ed \u00e8 per questo che la Regulation Crypto Assets non \u00e8 un episodio isolato ma il punto d&#8217;arrivo di un intero anno di disarmo giudiziario.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Caso<\/th><th>Teoria dell&#8217;accusa<\/th><th>Esito nel 2025<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Coinbase<\/td><td>exchange di titoli non registrato<\/td><td>archiviata (febbraio)<\/td><\/tr><tr><td>Kraken<\/td><td>exchange e broker non registrato<\/td><td>archiviata (primavera)<\/td><\/tr><tr><td>ConsenSys (MetaMask)<\/td><td>broker non registrato<\/td><td>archiviata (primavera)<\/td><\/tr><tr><td>Binance<\/td><td>piattaforma di titoli non registrata<\/td><td>archiviata (maggio)<\/td><\/tr><tr><td>Ripple<\/td><td>vendite di titoli non registrate<\/td><td>appelli ritirati; sanzione istituzionale confermata<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il rulemaking \u00e8 pi\u00f9 fragile di una legge<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se il rulemaking \u00e8 la nuova via maestra, vale la pena capire quanto sia solida. La risposta, per chi guarda oltre l&#8217;entusiasmo del momento, \u00e8: meno di quanto sembri. Un regolamento di agenzia vive in un equilibrio precario. Prima di tutto \u00e8 attaccabile in tribunale: chi ritiene che la regola sia stata scritta in modo \u00abarbitrario e capriccioso\u00bb, o che ecceda i poteri conferiti dal Congresso, pu\u00f2 impugnarla, e negli ultimi anni i giudici americani hanno mostrato crescente diffidenza verso le agenzie che decidono su questioni di grande rilievo economico senza un chiaro mandato legislativo, la cosiddetta major questions doctrine. Una regola nata per dare certezza potrebbe finire, paradossalmente, per generare nuovo contenzioso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi il problema della reversibilit\u00e0. Ci\u00f2 che una Commissione scrive, un&#8217;altra Commissione pu\u00f2 cancellare, seguendo la stessa procedura di notice-and-comment. E qui entra in gioco una sentenza che pochi collegano al crypto ma che cambia le fondamenta: nel giugno 2026, con <a href='https:\/\/decrypt.co\/372342\/supreme-court-trump-fire-sec-cftc-commissioners-crucial-moment-crypto'>Trump contro Slaughter<\/a>, la Corte Suprema ha di fatto superato il precedente Humphrey&#8217;s Executor del 1935, stabilendo che il presidente pu\u00f2 rimuovere a piacimento i vertici delle agenzie indipendenti. In pratica, la protezione che rendeva la SEC insensibile ai cambi di inquilino alla Casa Bianca si \u00e8 indebolita: un futuro presidente potrebbe nominare una Commissione decisa ad abrogare la Regulation Crypto Assets. Una legge come il CLARITY avrebbe messo il settore al riparo da questa altalena; un regolamento, no. Chi costruisce un progetto pluriennale su queste basi lo fa sapendo che il terreno pu\u00f2 spostarsi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le voci critiche: Better Markets e il rischio per i piccoli investitori<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti applaudono. La critica pi\u00f9 dura arriva da Better Markets, l&#8217;organizzazione per la tutela degli investitori guidata da Dennis Kelleher, che ha ribattezzato la SEC di Atkins la \u00abCrypto Promotion Commission\u00bb, la commissione che promuove il crypto invece di vigilarlo. Secondo l&#8217;organizzazione, la Regulation Crypto Assets \u00abexempts offerings of crypto assets from the protections of the federal securities laws\u00bb, cio\u00e8 sottrae le offerte di token proprio a quelle tutele che la SEC dovrebbe far rispettare, lasciando i risparmiatori esposti agli abusi diffusi nel settore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragionamento di <a href='https:\/\/bettermarkets.org\/newsroom\/secs-crypto-rules-confirm-it-is-now-the-crypto-promotion-commission\/'>Better Markets<\/a> \u00e8 che l&#8217;agenda 2026 della SEC coincida con la lista dei desideri dell&#8217;industria e non con l&#8217;interesse del pubblico: l&#8217;agenzia, sostiene, non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;avvocato dell&#8217;investitore ma l&#8217;avvocato del settore che dovrebbe regolare. \u00c8 una posizione di parte, certo, ma mette il dito su un punto reale: le esenzioni e la safe harbor riducono gli obblighi informativi verso chi compra. Meno prospetti, meno bilanci certificati, meno responsabilit\u00e0 civile in caso di dichiarazioni fuorvianti. Per un mercato che convive con truffe e progetti effimeri, alleggerire le regole di trasparenza \u00e8 una scommessa; e la scommessa la pagano, se va male, i risparmiatori meno attrezzati. Sul tavolo del regolatore, tra oggi e il 20 ottobre, arriveranno molte lettere che lo diranno con parole simili.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il periodo dei commenti, spiegato<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena fermarsi sul meccanismo, perch\u00e9 \u00e8 ci\u00f2 che rende questa fase decisiva. La procedura si chiama notice-and-comment ed \u00e8 il modo standard con cui le agenzie federali americane adottano regole vincolanti. Primo passo: l&#8217;agenzia pubblica la proposta (il notice). Secondo passo: chiunque pu\u00f2 inviare commenti entro la scadenza (qui, il 20 ottobre). Terzo passo: l&#8217;agenzia deve esaminare i commenti significativi e spiegare, nel testo finale, perch\u00e9 li accoglie o li respinge. Se salta questo passaggio, o se lo fa in modo superficiale, la regola diventa vulnerabile in tribunale, perch\u00e9 un giudice pu\u00f2 annullarla proprio per mancata considerazione delle osservazioni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi scrive, in genere? Da un lato l&#8217;industria (exchange, emittenti, fondi, studi legali) che spinge per esenzioni pi\u00f9 larghe e ha gi\u00e0 chiesto alla SEC di chiarire se il regime valga anche per gli emittenti esteri e se la safe harbor della Rule 400 si estenda ad altre leggi, come l&#8217;Investment Company Act. Dall&#8217;altro le associazioni dei consumatori e alcuni procuratori generali statali, che chiedono pi\u00f9 tutele e meno scappatoie. Dopo il 20 ottobre la palla torna alla SEC: gli uffici analizzano il fascicolo, la Commissione pu\u00f2 modificare il testo, ripubblicarlo per un nuovo giro di commenti o votare la regola definitiva. Un iter che, realisticamente, sfocia in una regola operativa solo nel corso del 2027, sempre che nel frattempo nessuno la impugni.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Due strade opposte: il rulemaking americano e la legge europea<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Vista dall&#8217;Europa, la vicenda ha un sapore paradossale. Gli Stati Uniti stanno inseguendo con un regolamento di agenzia, fragile e reversibile, quella certezza normativa che l&#8217;Unione europea ha gi\u00e0 ottenuto con una legge. MiCA, il regolamento sui mercati dei crypto asset, non nasce dalla discrezione di un&#8217;autorit\u00e0: \u00e8 un atto approvato dal Parlamento e dal Consiglio, applicabile direttamente in tutti gli Stati membri. Per cambiarlo non basta una nuova maggioranza in un&#8217;agenzia: serve un nuovo processo legislativo europeo. In termini di stabilit\u00e0, \u00e8 un altro pianeta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il periodo transitorio di MiCA si \u00e8 chiuso il 1\u00b0 luglio 2026 (il decreto di attuazione \u00e8 il D.lgs. 129\/2024), con Consob competente sulla condotta di mercato e sulla tutela degli investitori e Banca d&#8217;Italia sui profili prudenziali e sulle stablecoin. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un limite importante da ricordare: MiCA copre lo spot e i servizi in crypto asset, non i derivati. Come abbiamo spiegato nell&#8217;articolo su come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-derivati-perpetual-cfd-mifid-consob-2026\/'>MiCA copra lo spot ma non i perpetual<\/a>, futures e contratti perpetui restano strumenti finanziari sotto MiFID II, vigilati da Consob. E la finanza decentralizzata? Anche l\u00ec il perimetro ha un confine netto, come racconta il pezzo su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-defi-finanza-decentralizzata-perimetro-2026\/'>perch\u00e9 la DeFi resta fuori da MiCA<\/a>: la regola scatta dove c&#8217;\u00e8 un intermediario da autorizzare. Il quadro europeo, insomma, \u00e8 pi\u00f9 esteso e pi\u00f9 stabile, ma non copre ogni angolo.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Dimensione<\/th><th>Stati Uniti (rulemaking SEC)<\/th><th>Unione europea (MiCA)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Fonte delle regole<\/td><td>regolamenti di un&#8217;agenzia, non una legge<\/td><td>regolamento di Parlamento e Consiglio UE<\/td><\/tr><tr><td>Come nasce<\/td><td>procedura amministrativa notice-and-comment<\/td><td>processo legislativo ordinario<\/td><\/tr><tr><td>Reversibilit\u00e0<\/td><td>alta: una futura Commissione pu\u00f2 abrogare<\/td><td>bassa: serve una nuova legge UE<\/td><\/tr><tr><td>Ambito<\/td><td>offerte di contratti di investimento su crypto<\/td><td>spot e servizi (CASP); derivati sotto MiFID II<\/td><\/tr><tr><td>Vigilanza (Italia)<\/td><td>SEC (federale)<\/td><td>Consob e Banca d&#8217;Italia; ESMA a livello UE<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per l&#8217;investitore italiano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda pratica, per chi legge da Milano o da Palermo, \u00e8 semplice: mi riguarda? La risposta \u00e8 s\u00ec, ma in modo indiretto. Le tutele europee (l&#8217;autorizzazione dei prestatori di servizi, il whitepaper MiCA, le regole di condotta vigilate da Consob) si applicano ai servizi offerti dentro l&#8217;Unione. Non si applicano a un&#8217;offerta fatta negli Stati Uniti sotto le nuove esenzioni della SEC. In altre parole, se un progetto americano raccoglie capitali con la Rule 200 o la Rule 300, quel token nasce in un regime che chiede molte meno informazioni di quante ne pretenda MiCA per un&#8217;offerta al pubblico europeo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per il risparmiatore italiano questo significa una cosa concreta: comprare un token statunitense emesso sotto quelle esenzioni vuol dire, di fatto, uscire dal perimetro di protezione europeo ed entrare in uno molto pi\u00f9 leggero. Non c&#8217;\u00e8 una safe harbor equivalente nel diritto UE, e non c&#8217;\u00e8 l&#8217;ombrello di Consob su un&#8217;offerta nata a migliaia di chilometri di distanza. Vale la regola di sempre, ancora pi\u00f9 stringente in questo contesto: verificare che l&#8217;intermediario tramite cui si opera sia un CASP autorizzato, leggere il whitepaper e ricordare che sui derivati si applica MiFID II.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non a caso Consob, insieme all&#8217;AMF francese e alla FMA austriaca, ha proposto una vigilanza europea pi\u00f9 uniforme, fino a una supervisione diretta dell&#8217;ESMA sui grandi operatori: un modo per non lasciare che le divergenze tra ordinamenti diventino scappatoie per chi cerca la regola pi\u00f9 permissiva. Sullo sfondo restano le variabili macro, dai tassi alla forza del dollaro, che <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/politica-cripto-banche-tassi-rialzo-fed-bce-2026\/'>orientano anche la politica crypto delle banche<\/a> e il clima in cui queste regole verranno applicate. Una cosa \u00e8 certa: la responsabilit\u00e0 di distinguere un&#8217;offerta seria da una trappola torna, pi\u00f9 che mai, in capo a chi compra.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il calendario: cosa aspettarsi dopo il 20 ottobre<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Chiuso il periodo dei commenti, la partita non finisce, si sposta. Nelle settimane successive gli uffici della SEC dovranno analizzare le lettere ricevute, che su un tema cos\u00ec sentito saranno molte e spesso corpose. A quel punto la Commissione ha davanti tre opzioni: approvare la regola pi\u00f9 o meno com&#8217;\u00e8, modificarla in modo significativo e riproporla per un nuovo giro di commenti, oppure lasciarla sedimentare. Sul crypto, dove il vento politico spinge, l&#8217;ipotesi pi\u00f9 probabile \u00e8 un&#8217;approvazione nel corso del 2027, seguita quasi certamente da almeno un ricorso in tribunale che ne metter\u00e0 alla prova la tenuta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo si muovono altri due orologi. Il primo \u00e8 quello della CFTC, che sta costruendo il suo regime parallelo per i mercati crypto e potrebbe arrivare al traguardo con tempi diversi da quelli della SEC, aprendo il tema di come le due regole si incastreranno tra loro. Il secondo \u00e8 politico: le elezioni di met\u00e0 mandato del novembre 2026 possono cambiare gli equilibri al Congresso e, con essi, le probabilit\u00e0 che il CLARITY (o una sua versione) torni in vita nel 2027. Se dovesse passare una legge, tutto l&#8217;edificio del rulemaking diventerebbe meno urgente e pi\u00f9 solido allo stesso tempo. Se non dovesse passare, la Regulation Crypto Assets rester\u00e0 l&#8217;unica gamba su cui poggia la certezza normativa americana, con tutta la fragilit\u00e0 che questo comporta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa tenere d&#8217;occhio<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per orientarsi nelle prossime settimane, questi sono i segnali che contano davvero:<\/p><ul class='wp-block-list'><li>La scadenza del 20 ottobre e il numero, oltre che il tono, delle lettere di commento depositate.<\/li><li>Se la SEC decider\u00e0 di approvare la regola, modificarla e riproporla, o rinviare.<\/li><li>L&#8217;eventuale annuncio di un ricorso che contesti la regola come arbitraria o eccedente i poteri dell&#8217;agenzia.<\/li><li>Un nuovo grande caso di frode, che confermerebbe la linea antifrode senza tornare alla teoria della registrazione.<\/li><li>Le mosse della CFTC sul suo regime parallelo e la spinta europea verso una vigilanza ESMA pi\u00f9 centralizzata.<\/li><li>Il risultato delle elezioni di met\u00e0 mandato e le sue ricadute sulle chance di una legge crypto nel 2027.<\/li><\/ul><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 la Regulation Crypto Assets della SEC?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">La Regulation Crypto Assets \u00e8 il pacchetto di regole proposto dalla SEC il 18 agosto 2026 per creare un percorso su misura con cui offrire e vendere token negli Stati Uniti. Prevede due esenzioni dalla registrazione, una fino a 5 milioni di dollari per le startup e una fino a 75 milioni per la raccolta, e una safe harbor che stabilisce quando un token smette di essere un contratto di investimento.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quando scade il periodo di commenti sulla Regulation Crypto Assets?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il periodo di consultazione pubblica dura 60 giorni dalla pubblicazione in Federal Register, avvenuta il 21 agosto 2026, e si chiude il 20 ottobre 2026. Dopo quella data la SEC esamina i commenti e pu\u00f2 modificare, riproporre o approvare la regola definitiva, un percorso che realisticamente arriva al 2027.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>La SEC ha smesso di fare enforcement sul crypto?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No, ma lo ha ristretto. Nell&#8217;anno fiscale 2025 le azioni crypto sono scese a 13 dalle 33 dell&#8217;anno prima, un calo del 60%, e le sanzioni sono state meno del 3% di quelle del 2024. Le cause basate sulla teoria della registrazione sono state abbandonate, mentre le frodi conclamate restano perseguite.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che differenza c&#8217;\u00e8 tra il rulemaking della SEC e MiCA in Europa?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Negli Stati Uniti le regole nascono da un&#8217;agenzia, la SEC, attraverso una procedura amministrativa, e una futura Commissione pu\u00f2 abrogarle. In Europa MiCA \u00e8 un regolamento approvato dal Parlamento e dal Consiglio: per cambiarlo serve una nuova legge, quindi \u00e8 molto pi\u00f9 stabile e difficile da ribaltare.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Un investitore italiano \u00e8 protetto se compra un token emesso negli Stati Uniti?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Le tutele europee, come l&#8217;autorizzazione CASP, il whitepaper MiCA e le regole di condotta vigilate da Consob, si applicano ai servizi offerti nell&#8217;Unione, non a un&#8217;offerta fatta negli Stati Uniti sotto le nuove esenzioni della SEC. 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