{"id":647,"date":"2026-09-24T22:37:18","date_gmt":"2026-09-24T22:37:18","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/eliza-framework-2026-sistema-operativo-agenti-gaming\/"},"modified":"2026-09-24T22:37:18","modified_gmt":"2026-09-24T22:37:18","slug":"eliza-framework-2026-sistema-operativo-agenti-gaming","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/eliza-framework-2026-sistema-operativo-agenti-gaming\/","title":{"rendered":"Eliza framework 2026: sistema operativo per agenti e gaming"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Per qualche mese, tra la fine del 2024 e l&#8217;inizio del 2025, Eliza \u00e8 stata il volto della corsa agli agenti AI on-chain. Il token che ne portava il nome valeva miliardi, un fondo gestito almeno sulla carta da un&#8217;intelligenza artificiale prometteva di battere il mercato e il repository su GitHub scalava le classifiche dei progetti open source pi\u00f9 seguiti al mondo. Poi il token \u00e8 morto, alla lettera: il 4 agosto 2026 il fondatore Shaw Walters ha dichiarato che era \u00abfinito, completamente\u00bb. Eppure il codice viene aggiornato ancora oggi, ogni giorno. Questa guida spiega che cos&#8217;\u00e8 nel 2026 il framework Eliza, come si \u00e8 trasformato in quello che i suoi stessi autori chiamano un \u00absistema operativo per agenti\u00bb e perch\u00e9 la sua prossima scommessa non passa dalla finanza ma dai videogiochi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 il framework Eliza (e perch\u00e9 non va confuso con il token)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Eliza \u00e8 un framework open source per costruire agenti AI autonomi: software che unisce un modello linguistico (il cervello che pianifica e interpreta), un wallet proprio, una memoria persistente e una serie di strumenti con cui agire, sia on-chain sia sui social. A differenza di un normale bot di trading a regole, un agente Eliza decide da s\u00e9 quali azioni intraprendere e firma le proprie transazioni. Il progetto nasce da Eliza Labs, la societ\u00e0 fondata da Shaw Walters, ed \u00e8 scritto in TypeScript con licenza MIT: chiunque pu\u00f2 leggerlo, copiarlo e modificarlo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto da chiarire subito \u00e8 la differenza tra il framework e il token. Il framework \u00e8 il codice, un insieme di librerie e strumenti che gira sul computer o sul server di chi lo usa. Il token ELIZAOS era invece un asset speculativo, nato dal fondo ai16z e poi migrato con il rebrand del progetto. I due hanno storie diverse e, come vedremo, destini opposti. Il paper accademico che descrive il sistema, <a href='https:\/\/arxiv.org\/abs\/2501.06781'>\u00abEliza: A Web3 friendly AI Agent Operating System\u00bb<\/a>, lo definisce il primo framework agentico open source pensato per il web3 e insiste su un principio preciso: ogni aspetto di Eliza \u00e8 un normale programma TypeScript sotto il pieno controllo del suo utente. Non una scatola nera, quindi, ma codice ispezionabile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa impostazione spiega perch\u00e9 il framework sia sopravvissuto al crollo del token: chi lo adotta non compra una promessa finanziaria, ma un pezzo di infrastruttura software che pu\u00f2 far girare da s\u00e9, senza chiedere permesso a nessuno.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Dal fondo ai16z al codice: una breve storia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La storia di Eliza \u00e8 inseparabile da quella di ai16z, il fondo che l&#8217;ha resa famosa. Nell&#8217;ottobre 2024 Walters lancia ai16z sulla piattaforma daos.fun, su Solana, con un obiettivo di raccolta modesto, intorno ai 66 mila euro. Il progetto esplode quando il vero Marc Andreessen scrive su X \u00abGAUNTLET THROWN\u00bb, guanto di sfida lanciato: in poche ore la capitalizzazione supera i 90 milioni di dollari. All&#8217;inizio di gennaio 2025 arriva il picco, circa 2,39 miliardi di dollari (oltre due miliardi di euro), stando alle cronache di <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/markets\/2026\/08\/05\/ai-agent-token-once-worth-usd2-4-billion-ends-with-founder-calling-it-dead'>CoinDesk<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Da l\u00ec, la parabola discendente. A fine gennaio 2025 arriva il rebrand in ElizaOS, anche perch\u00e9 la vera a16z chiede di prendere le distanze dal nome. Nel novembre 2025 parte la migrazione dal vecchio ticker AI16Z al nuovo ELIZAOS. Nell&#8217;aprile 2026 una class action depositata a New York (Pikabea contro Walters e altri) accusa il progetto di aver gonfiato l&#8217;autonomia dell&#8217;agente, in realt\u00e0 spesso guidato da mani umane, e di aver sfruttato in modo indebito il richiamo al marchio Andreessen. Ad agosto 2026 l&#8217;accordo che chiude la causa: la fondazione trasferisce agli holder quel che resta del tesoro e avvia la propria chiusura. Il token, di fatto, muore.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data<\/th><th>Evento<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Ottobre 2024<\/td><td>Lancio di ai16z su daos.fun (Solana), obiettivo di raccolta circa 66 mila euro<\/td><\/tr><tr><td>27 ottobre 2024<\/td><td>Marc Andreessen scrive \u00abGAUNTLET THROWN\u00bb: la capitalizzazione vola oltre 90 milioni di dollari<\/td><\/tr><tr><td>2 gennaio 2025<\/td><td>Picco storico: circa 2,39 miliardi di dollari di capitalizzazione<\/td><\/tr><tr><td>28 gennaio 2025<\/td><td>Rebrand da ai16z a ElizaOS<\/td><\/tr><tr><td>Novembre 2025<\/td><td>Migrazione del token da AI16Z a ELIZAOS<\/td><\/tr><tr><td>Aprile 2026<\/td><td>Class action Pikabea contro Walters (tribunale di New York)<\/td><\/tr><tr><td>4 agosto 2026<\/td><td>Walters: \u00abIl token \u00e8 morto. Completamente.\u00bb Fondazione in chiusura<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Il token \u00e8 morto, il repository no: i numeri del 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi i due mondi raccontano storie opposte. Sul fronte del token, i dati di <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/elizaos'>CoinGecko<\/a> fotografano un asset ridotto ai minimi: ELIZAOS vale circa 0,00016 dollari (poco pi\u00f9 di 0,00014 euro), con una capitalizzazione intorno a 1,2 milioni di dollari (circa 1,06 milioni di euro), in posizione numero 2.895 per valore e un volume giornaliero di appena 323 mila dollari. \u00c8 oltre il 98% sotto il massimo storico di 0,01078 dollari toccato il 7 novembre 2025, e a un soffio dal minimo storico. Il vecchio sogno da oltre due miliardi \u00e8 archiviato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte del codice, invece, il repository <a href='https:\/\/github.com\/elizaOS\/eliza'>elizaOS\/eliza<\/a> continua a crescere: circa 19.500 stelle, 5.800 fork, oltre trecento pull request aperte e commit quotidiani, con una descrizione che recita \u00absistema operativo agentico open source\u00bb. La qualit\u00e0 del software, insomma, non ha seguito il prezzo del token verso il basso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Walters ha tirato le somme senza giri di parole. \u00abIl token \u00e8 morto. Completamente.\u00bb, ha scritto su X, aggiungendo che non ci sarebbero stati ulteriori interventi della fondazione, n\u00e9 riacquisti n\u00e9 misure sull&#8217;offerta. Aveva detenuto token per circa 25 milioni di dollari, ormai ridotti quasi a zero. Il fondatore ha spiegato di voler ripartire da capo: possiede la propriet\u00e0 intellettuale del framework e non intende pi\u00f9 legare un token a Eliza. \u00c8 la sintesi pi\u00f9 netta della lezione di questo ciclo: la qualit\u00e0 di un progetto open source e il prezzo del suo token possono divergere del tutto, e spesso lo fanno.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Sotto il cofano: runtime, character file e i quattro primitivi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 tante squadre continuino a costruirci sopra, conviene aprire il cofano. Al centro di Eliza c&#8217;\u00e8 l&#8217;AgentRuntime, il motore che coordina tutto: riceve i messaggi, decide le azioni, gestisce la memoria e chiama il modello linguistico. La personalit\u00e0 e le competenze dell&#8217;agente sono definite in un file di configurazione, il character file, che descrive tono, conoscenze, piattaforme collegate e comportamenti. Cambiando quel file si ottiene un agente diverso senza toccare il resto del codice.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto il resto passa attraverso un&#8217;unica interfaccia a plugin, e quasi ogni funzione si riduce a quattro primitivi. Le Actions sono ci\u00f2 che l&#8217;agente pu\u00f2 fare (inviare una transazione, pubblicare un post, chiamare un&#8217;API). I Providers iniettano il contesto: dati di mercato, saldo del wallet, ora corrente, cronologia. Gli Evaluators lavorano dopo la risposta, per estrarre fatti, aggiornare la memoria o valutare l&#8217;esito di un&#8217;azione. I Services gestiscono le integrazioni di lunga durata, come la connessione a Discord o a una blockchain.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Primitivo<\/th><th>Ruolo<\/th><th>Esempio<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Actions<\/td><td>Le azioni che l&#8217;agente pu\u00f2 compiere<\/td><td>Firmare uno swap, pubblicare su X<\/td><\/tr><tr><td>Providers<\/td><td>Il contesto iniettato prima della decisione<\/td><td>Saldo del wallet, prezzo di un asset<\/td><\/tr><tr><td>Evaluators<\/td><td>L&#8217;elaborazione dopo la risposta<\/td><td>Salvare un fatto in memoria, valutare un esito<\/td><\/tr><tr><td>Services<\/td><td>Le integrazioni persistenti<\/td><td>Connessione a Discord, a un nodo RPC<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Sopra questi mattoni sta il modello dei messaggi, organizzato in Worlds (lo spazio, per esempio un server), Rooms (i canali o le chat) ed Entities (utenti e agenti). La memoria si appoggia a un archivio con ricerca semantica (RAG), cos\u00ec l&#8217;agente pu\u00f2 richiamare ci\u00f2 che ha imparato. Infine, i model provider sono intercambiabili: si pu\u00f2 usare un servizio cloud oppure, ed \u00e8 una scelta sempre pi\u00f9 consigliata per motivi di sicurezza, un modello eseguito in locale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Da framework a \u00absistema operativo per agenti\u00bb<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambio di descrizione del repository, da semplice framework a \u00absistema operativo agentico\u00bb, non \u00e8 solo marketing. L&#8217;idea \u00e8 che un agente autonomo non abbia bisogno soltanto di una libreria per parlare con un modello, ma di uno strato che gli gestisca identit\u00e0, memoria, wallet, permessi e strumenti nel tempo, esattamente come un sistema operativo fa con i processi di un computer. Il paper di Eliza Labs va in questa direzione, presentando il progetto come l&#8217;ambiente in cui un agente vive e opera dentro il web3.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Su questa base Walters rivendica dimensioni ragguardevoli. In un&#8217;intervista a <a href='https:\/\/www.blockchaingamer.biz\/features\/interviews\/41648\/shaw-walters-elizaos-ai-agents-blockchain-gaming\/'>BlockchainGamer.biz<\/a> ha parlato di \u00aboltre 250 plugin\u00bb, del supporto al protocollo MCP (lo standard con cui i modelli si collegano a strumenti esterni) e di quello che definisce \u00abil framework end-to-end pi\u00f9 completo\u00bb. Ha anche annunciato che Eliza sta arrivando \u00abin Rust e Python\u00bb, oltre al TypeScript originario, per allargare la platea di sviluppatori. Attenzione, per\u00f2, a non correre: le versioni Rust e Python sono state annunciate ma non ancora rilasciate in forma stabile, e vanno prese come una direzione di sviluppo, non come un prodotto pronto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un tema di potenza di calcolo. Un agente che ragiona in continuazione consuma inferenza, e l&#8217;inferenza costa GPU. \u00c8 la stessa domanda che sostiene le reti di calcolo decentralizzato come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-akt-rally-domanda-gpu-fondamentali-2026\/'>Akash<\/a>, dove il prezzo del token dipende proprio dalla richiesta di schede grafiche. Pi\u00f9 gli agenti diventano numerosi e attivi, pi\u00f9 questo strato infrastrutturale conta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La scommessa sul gaming: Hyperia e il \u00abRuneScape per agenti\u00bb<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La parte pi\u00f9 sorprendente della seconda vita di Eliza non riguarda la finanza ma i videogiochi. La tesi di Walters \u00e8 che i giochi siano il banco di prova ideale per addestrare agenti capaci di agire davvero: \u00abgiocare ai videogiochi \u00e8 la strada per arrivare ad agenti che fanno un lavoro vero\u00bb, ha detto a BlockchainGamer.biz. In un gioco un agente deve fissare obiettivi, pianificare, usare strumenti, cooperare o competere: esattamente le abilit\u00e0 che servirebbero fuori dal gioco, ma in un ambiente sicuro dove un errore non svuota un wallet.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto concreto si chiama Hyperia. Il suo repository, <a href='https:\/\/github.com\/HyperscapeAI\/hyperscape'>HyperscapeAI\/hyperscape<\/a>, lo descrive come \u00abil primo MMORPG AI-native in cui agenti autonomi giocano accanto agli umani\u00bb. \u00c8 costruito su una versione modificata di Hyperfy, un motore 3D multiplayer open source, con combattimento a tick, un sistema di abilit\u00e0 (taglialegna, estrazione mineraria, pesca) e un&#8217;economia interna. Gli agenti, integrati proprio via ElizaOS, non sono NPC scriptati: usano modelli linguistici per decidere cosa fare, e c&#8217;\u00e8 persino una modalit\u00e0 spettatore per guardarli giocare. Con appena 97 stelle su GitHub e la scritta \u00abin sviluppo\u00bb ripetuta pi\u00f9 volte, resta un cantiere aperto, non un titolo giocabile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;aspetto che interessa a chi guarda ai costi \u00e8 l&#8217;economia della produzione. Secondo Walters la scommessa \u00e8 realizzare un gioco in stile RuneScape spendendo circa 80 mila dollari, contro i sei milioni di un titolo tradizionale, e farlo in quattro mesi, usando proprio gli agenti come forza lavoro creativa. \u00c8 una proiezione dell&#8217;autore, non un dato consuntivo, ma spiega perch\u00e9 per Eliza il gaming non sia un diversivo: \u00e8 il modo per dimostrare che un esercito di agenti pu\u00f2 costruire e popolare interi mondi. Per un lettore di HOGE Wire \u00e8 anche il punto in cui il filone crypto e quello gaming si toccano pi\u00f9 da vicino.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;ecosistema dei plugin: chi ci costruisce davvero<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Un framework vale quanto l&#8217;ecosistema che gli cresce attorno, e qui Eliza ha un segnale interessante: non sono solo hobbisti a prenderlo sul serio. Oltre al registro ufficiale dei plugin esistono fork mantenuti da squadre di infrastruttura note. Automata Network, specializzata in attestazione on-chain, gestisce un proprio registro e un plugin che usa l&#8217;attestazione remota Intel DCAP per provare che un agente giri davvero dentro un ambiente protetto. Anche Nethermind, tra i principali team di client per Ethereum, mantiene un fork del registro. Sono presenze che dicono molto: chi costruisce le fondamenta della rete considera Eliza uno standard con cui vale la pena confrontarsi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano commerciale il modello \u00e8 quello tipico dell&#8217;open source senza token: si vendono prodotti e servizi costruiti sopra il framework, non l&#8217;accesso al framework. Alcune societ\u00e0 hanno siglato accordi per offrire automazione chiavi in mano a piccole e medie imprese usando elizaOS come motore. Il supporto al protocollo MCP amplifica ulteriormente la portata: qualsiasi strumento compatibile con lo standard diventa collegabile a un agente Eliza senza scrivere un plugin da zero.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 un ecosistema che assomiglia pi\u00f9 a Linux che a una startup: nessuno possiede il codice, molti ci costruiscono sopra prodotti proprietari e il valore economico si sposta dai token alle applicazioni. \u00c8 una struttura meno spettacolare di un lancio da due miliardi, ma anche molto pi\u00f9 difficile da uccidere.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Eliza contro gli altri: il confronto tra framework<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Eliza non \u00e8 sola. Il campo degli strumenti per costruire agenti si \u00e8 affollato, e vale la pena collocarla rispetto ai principali rivali. Virtuals Protocol punta su un lancio no-code degli agenti, con un forte legame tra agente e token; Olas (Autonolas) si concentra su servizi autonomi coordinati e su un marketplace tra agenti; LangChain e CrewAI, nati fuori dal mondo crypto, dominano l&#8217;orchestrazione di agenti in ambito enterprise ma non hanno un&#8217;anima on-chain nativa. Eliza si distingue per la combinazione tra apertura totale (licenza MIT), integrazione web3 di serie e l&#8217;ambizione da sistema operativo.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Framework<\/th><th>Focus<\/th><th>Token<\/th><th>Punto di forza<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>ElizaOS<\/td><td>Agenti autonomi web3-native<\/td><td>S\u00ec (ma dichiarato morto)<\/td><td>Open source MIT, wallet e on-chain di serie<\/td><\/tr><tr><td>Virtuals Protocol<\/td><td>Lancio no-code di agenti<\/td><td>S\u00ec (VIRTUAL)<\/td><td>Launchpad e legame agente-token<\/td><\/tr><tr><td>Olas (Autonolas)<\/td><td>Servizi autonomi coordinati<\/td><td>S\u00ec (OLAS)<\/td><td>Marketplace tra agenti, governance<\/td><\/tr><tr><td>LangChain<\/td><td>Orchestrazione generalista<\/td><td>No<\/td><td>Adozione enterprise, ecosistema ampio<\/td><\/tr><tr><td>CrewAI<\/td><td>Team di agenti collaborativi<\/td><td>No<\/td><td>Semplicit\u00e0, ruoli multi-agente<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza cruciale, e in parte controintuitiva, \u00e8 che il progetto con il token pi\u00f9 martoriato resta uno dei pi\u00f9 solidi sul piano tecnico. \u00c8 il paradosso che accompagna Eliza da oltre un anno: la classifica dei prezzi e quella dell&#8217;ingegneria non coincidono quasi mai.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il wallet come confine di fiducia: la sicurezza degli agenti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dare a un software autonomo le chiavi di un wallet significa spostare il confine della fiducia. Un agente che pu\u00f2 firmare transazioni \u00e8, nella pratica, un firmatario cieco: esegue ci\u00f2 che il modello decide, e il modello pu\u00f2 essere ingannato. \u00c8 qui che nascono i problemi pi\u00f9 seri.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo vettore \u00e8 il prompt injection (nella classifica OWASP degli LLM \u00e8 la voce LLM01): un&#8217;istruzione malevola nascosta in un testo che l&#8217;agente legge, per esempio un post sui social o il contenuto di una pagina, viene scambiata per un comando legittimo. Il modello non sa distinguere l&#8217;istruzione dai dati. Il secondo, pi\u00f9 insidioso, \u00e8 la memory injection. Un gruppo di ricercatori di Princeton (Atharv Singh Patlan, Peiyao Sheng, Ashwin Hebbar, Prateek Mittal e Pramod Viswanath) lo ha documentato nel benchmark <a href='https:\/\/arxiv.org\/abs\/2503.16248'>CrAIBench<\/a>: avvelenando la memoria persistente di un agente si ottengono comportamenti dannosi in modo pi\u00f9 affidabile che con il solo prompt injection, perch\u00e9 una volta corrotto il contesto memorizzato le difese contro il prompt injection servono a poco. Lo studio nota che non esiste alcuna verifica di integrit\u00e0 sulle voci di memoria, e all&#8217;epoca dell&#8217;analisi gli agenti costruiti su ElizaOS gestivano oltre 25 milioni di dollari.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Che non sia teoria lo mostra un caso reale, seppure non su Eliza. Il 4 maggio 2026 un agente collegato al servizio Bankr \u00e8 stato indotto a trasferire circa 175 mila dollari in token: l&#8217;attaccante aveva nascosto un&#8217;istruzione in codice Morse in una risposta su X e sfruttato un NFT regalato per ottenere permessi. \u00c8 la stessa classe di attacco che minaccia qualunque agente dotato di wallet.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Vettore<\/th><th>Come funziona<\/th><th>Difesa parziale<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Prompt injection<\/td><td>Istruzioni nascoste nei dati letti dall&#8217;agente<\/td><td>Filtri, separazione istruzioni\/dati, conferma umana<\/td><\/tr><tr><td>Memory injection<\/td><td>Memoria persistente avvelenata<\/td><td>Verifica di integrit\u00e0, memoria firmata, sandbox<\/td><\/tr><tr><td>Firma cieca<\/td><td>L&#8217;agente firma senza capire cosa firma<\/td><td>Tetti di spesa, whitelist, approvazione umana<\/td><\/tr><tr><td>Abuso di permessi<\/td><td>Permessi eccessivi concessi all&#8217;agente<\/td><td>Isolamento, chiavi di sessione, privilegi minimi<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta pi\u00f9 citata \u00e8 quella di Vitalik Buterin. Nel suo intervento sugli LLM sicuri consiglia di ridurre al minimo la superficie d&#8217;attacco: <a href='https:\/\/vitalik.eth.limo\/general\/2026\/04\/02\/secure_llms.html'>\u00abTutta l&#8217;inferenza LLM prima di tutto in locale. Tutti i file ospitati in locale. Isolare ogni cosa in sandbox\u00bb<\/a>. Propone inoltre di trattare umano e modello come una firma congiunta, una sorta di 2-di-2, con tetti bassi sulle transazioni che l&#8217;agente pu\u00f2 eseguire da solo. Non \u00e8 un caso che lo stesso Walters, parlando di agenti a cui affidare denaro, abbia ammesso a <a href='https:\/\/decrypt.co\/343166\/eliza-labs-founder-ai-agents-shouldnt-manage-your-money-yet'>Decrypt<\/a> che \u00abprobabilmente non \u00e8 una buona idea dare un mucchio di soldi a un agente AI aspettandosi che te ne faccia guadagnare di pi\u00f9\u00bb. Sono accorgimenti che riducono il danno, non che eliminano il problema di fondo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Verifica e compute: cosa si pu\u00f2 dimostrare e cosa no<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Attorno agli agenti \u00e8 cresciuta un&#8217;intera filiera dedicata a rendere verificabile ci\u00f2 che accade dentro il modello. L&#8217;idea \u00e8 dare prove crittografiche o hardware del fatto che un calcolo sia stato eseguito correttamente e, in alcuni casi, in modo riservato. Le strade sono diverse. C&#8217;\u00e8 l&#8217;esecuzione dentro ambienti hardware protetti (TEE), che attestano l&#8217;integrit\u00e0 del processo. C&#8217;\u00e8 l&#8217;approccio opML, che permette di contestare un&#8217;inferenza con prove di frode, un tema che abbiamo affrontato chiedendoci <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/opml-tokenizzare-modello-ai-imo-2026\/'>se si possa tokenizzare un modello di AI<\/a>. Ci sono le prove a conoscenza zero applicate al machine learning (zkML). E ci sono progetti che spostano tutto su catene dedicate, come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/ritual-2026-serve-blockchain-dedicata-ai-verificabile\/'>Ritual<\/a>, o che rendono verificabile l&#8217;addestramento su nodi non fidati, come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/gensyn-verifica-ai-nodi-non-fidati-verde-delphi-2026\/'>Gensyn<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui per\u00f2 serve una precisazione che spesso si perde nel marketing. La verifica del calcolo dimostra che il modello ha eseguito esattamente quel calcolo, e magari che lo ha fatto senza rivelare i dati. Non dimostra che l&#8217;istruzione fosse legittima. Un agente perfettamente verificabile pu\u00f2 comunque essere vittima di prompt o memory injection: la prova certifica il come, non il perch\u00e9. La compute verificabile \u00e8 quindi necessaria per la fiducia, ma da sola non basta a rendere sicuro un agente con un wallet. \u00c8 un punto che chiunque valuti questi sistemi dovrebbe tenere sempre presente, per non scambiare una garanzia tecnica parziale per una garanzia totale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Chi mantiene un framework senza fondazione?<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La morte del token apre una domanda scomoda: chi paga per il mantenimento? Un progetto con quasi 20 mila stelle su GitHub richiede lavoro continuo, e la fondazione che lo sosteneva \u00e8 in chiusura, senza tesoro n\u00e9 riacquisti di token a finanziare gli sviluppatori. Le risposte possibili sono tre, non alternative tra loro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La prima \u00e8 Walters stesso, che possiede la propriet\u00e0 intellettuale e ha promesso di continuare a costruire ogni singolo giorno. La seconda sono gli adottanti commerciali: i team di infrastruttura e i fornitori di automazione per imprese hanno un interesse economico diretto a che il framework resti vivo e sicuro, e possono contribuire codice e risorse. La terza \u00e8 la comunit\u00e0 di volontari, il modello classico dell&#8217;open source, fragile ma resiliente: \u00e8 cos\u00ec che sopravvivono molte librerie critiche su cui gira mezza internet.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio, evidente, \u00e8 la sostenibilit\u00e0. Senza un flusso di ricavi legato al codice, il mantenimento dipende dalla buona volont\u00e0 di chi ci guadagna altrove. \u00c8 lo stesso dilemma di tanto software libero, con una differenza: qui il progetto ha gi\u00e0 attraversato un ciclo completo di entusiasmo e delusione, e deve dimostrare di valere anche senza la benzina della speculazione. Paradossalmente, la scomparsa del token potrebbe rendere l&#8217;ecosistema pi\u00f9 sano, perch\u00e9 allinea gli incentivi sull&#8217;uso reale e non sul prezzo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Quanto vale (ancora) il settore degli agenti AI<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Eliza vive dentro un settore che, nonostante gli alti e bassi, resta grande. La categoria \u00abAI Agents\u00bb monitorata da <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/categories\/ai-agents'>CoinGecko<\/a> capitalizza circa 4,1 miliardi di dollari (intorno a 3,6 miliardi di euro), con un volume giornaliero vicino ai 521 milioni. In cima ci sono progetti molto diversi tra loro: Venice (VVV), l&#8217;alleanza ASI (FET), Virtuals (VIRTUAL), Kite (KITE) e OriginTrail (TRAC).<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Token<\/th><th>Prezzo (USD)<\/th><th>Capitalizzazione (EUR)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Venice (VVV)<\/td><td>30,90<\/td><td>circa 1,31 mld<\/td><\/tr><tr><td>ASI Alliance (FET)<\/td><td>0,2260<\/td><td>circa 459 mln<\/td><\/tr><tr><td>Virtuals (VIRTUAL)<\/td><td>0,7476<\/td><td>circa 431 mln<\/td><\/tr><tr><td>Kite (KITE)<\/td><td>0,1315<\/td><td>circa 276 mln<\/td><\/tr><tr><td>OriginTrail (TRAC)<\/td><td>0,3724<\/td><td>circa 146 mln<\/td><\/tr><tr><td>ElizaOS (ELIZAOS)<\/td><td>0,00016<\/td><td>circa 1,06 mln<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto \u00e8 impietoso per il token di Eliza, ridotto a poco pi\u00f9 di un milione di euro mentre i primi della categoria valgono centinaia di milioni. Ma racconta anche una tendenza pi\u00f9 ampia: il valore si sta spostando dalle scommesse sui singoli token-agente verso l&#8217;infrastruttura (calcolo, pagamenti, identit\u00e0) e verso i framework che restano utili a prescindere dal loro token. \u00c8 la svolta senza token che attraversa tutto il comparto, e di cui Eliza, suo malgrado, \u00e8 diventata il caso di scuola.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Regole e fisco in Italia: Consob, MiCA e MiFID II<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un lettore italiano la domanda \u00e8 concreta: che cosa dicono le regole? La prima distinzione utile \u00e8 che il framework in s\u00e9 non \u00e8 un oggetto regolato. \u00c8 codice open source, come un compilatore o un database: usarlo o modificarlo non richiede autorizzazioni. La parte regolata era il token, ed \u00e8 anche la parte che ha creato problemi legali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il regolamento europeo MiCA copre gli asset crypto a pronti e i servizi su di essi (scambio, custodia, collocamento), affidati in Italia alla vigilanza di Consob per la condotta di mercato e di Banca d&#8217;Italia per i profili prudenziali, secondo il D.lgs. 129\/2024. Ma MiCA \u00e8 pensato per token e strumenti, non per software autonomo: un agente non rientra nel suo perimetro pi\u00f9 di quanto vi rientri un foglio di calcolo. \u00c8 lo stesso motivo per cui buona parte della finanza decentralizzata resta fuori dalle maglie del regolamento, un tema che abbiamo trattato parlando del <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-defi-finanza-decentralizzata-perimetro-2026\/'>perimetro di MiCA rispetto alla DeFi<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le cose cambiano se l&#8217;agente fa qualcosa di pi\u00f9 che eseguire ordini. Se offre consulenza sugli investimenti o gestisce un portafoglio si entra nell&#8217;ambito della MiFID II, vigilata sempre da Consob, e valgono i principi che l&#8217;ESMA ha fissato sull&#8217;uso dell&#8217;AI nei servizi di investimento: governance, trasparenza e supervisione umana. C&#8217;\u00e8 poi un vuoto strutturale: un agente non ha personalit\u00e0 giuridica n\u00e9 codice fiscale, quindi la responsabilit\u00e0 ricade sempre sulla persona o sulla societ\u00e0 che lo controlla; per questo la vigilanza resta saldamente in capo alle autorit\u00e0 umane, con <a href='https:\/\/www.consob.it\/'>Consob<\/a> come punto di riferimento italiano.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano fiscale, dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze crypto in Italia sono tassate al 33%, mentre restano al 26% le stablecoin in euro conformi a MiCA (gli EMT), come ricorda <a href='https:\/\/www.fiscooggi.it\/portale\/-\/bilancio-2026-aliquota-pi%C3%B9-leggera-per-le-criptoattivit%C3%A0-in-euro'>FiscoOggi<\/a>. Per un agente questo ha una conseguenza pratica: ogni operazione che genera una plusvalenza \u00e8 un evento tassabile in capo al titolare del wallet, e un&#8217;attivit\u00e0 ad altissima frequenza rischia la riqualificazione come reddito d&#8217;impresa. Non sono dettagli da poco per chi pensasse di lasciare un agente a operare 24 ore su 24.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Frequently Asked Questions<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 il framework Eliza (elizaOS)?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Eliza \u00e8 un framework open source con licenza MIT, sviluppato da Eliza Labs, per costruire agenti AI autonomi che uniscono un modello linguistico, un wallet, una memoria e strumenti per agire on-chain e sui social. \u00c8 scritto in TypeScript e, secondo i suoi autori, si sta trasformando in un vero e proprio sistema operativo per agenti.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Il token ELIZAOS \u00e8 morto? Cosa cambia per il framework?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Il 4 agosto 2026 il fondatore Shaw Walters ha dichiarato il token \u00abfinito, completamente\u00bb e ha avviato la chiusura della fondazione dopo un accordo legale. Il framework per\u00f2 \u00e8 cosa diversa dal token: il codice resta open source, viene aggiornato ogni giorno e continua a essere usato, perch\u00e9 la sua utilit\u00e0 non dipende dal prezzo dell&#8217;asset.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cos&#8217;\u00e8 Hyperia e perch\u00e9 Eliza punta sul gaming?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Hyperia \u00e8 un MMORPG AI-native in sviluppo in cui agenti autonomi costruiti su ElizaOS giocano accanto agli umani, usando modelli linguistici per fissare obiettivi e agire. Per Shaw Walters i videogiochi sono un banco di prova sicuro per addestrare agenti capaci di pianificare e usare strumenti, competenze utili anche fuori dal gioco.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>\u00c8 sicuro affidare un wallet a un agente costruito con Eliza?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Comporta rischi concreti. Un agente pu\u00f2 essere ingannato con il prompt injection o, in modo pi\u00f9 insidioso, avvelenandone la memoria, come ha mostrato il benchmark CrAIBench dei ricercatori di Princeton. Le difese consigliate (esecuzione in locale, isolamento in sandbox, tetti di spesa e approvazione umana) riducono il danno ma non eliminano il problema di fondo: il modello non distingue con certezza le istruzioni dai dati.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come sono tassati in Italia i guadagni realizzati da un agente AI?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">I guadagni sono attribuiti al titolare del wallet. Dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze crypto sono tassate al 33%, mentre le stablecoin in euro conformi a MiCA restano al 26%. Ogni operazione che genera una plusvalenza \u00e8 un evento tassabile, e un&#8217;attivit\u00e0 molto frequente pu\u00f2 essere riqualificata come reddito d&#8217;impresa.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 il framework Eliza (elizaOS)?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Eliza \u00e8 un framework open source con licenza MIT, sviluppato da Eliza Labs, per costruire agenti AI autonomi che uniscono un modello linguistico, un wallet, una memoria e strumenti per agire on-chain e sui social. \u00c8 scritto in TypeScript e, secondo i suoi autori, si sta trasformando in un vero e proprio sistema operativo per agenti.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Il token ELIZAOS \u00e8 morto? Cosa cambia per il framework?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"S\u00ec. 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