{"id":651,"date":"2026-09-25T10:34:40","date_gmt":"2026-09-25T10:34:40","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-semplificare-rafforzare-competitivita\/"},"modified":"2026-09-25T10:34:40","modified_gmt":"2026-09-25T10:34:40","slug":"mica-2026-semplificare-rafforzare-competitivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-semplificare-rafforzare-competitivita\/","title":{"rendered":"MiCA al bivio: semplificare le regole o rafforzare le tutele"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Mancano pochi giorni. Alle 23:59 del 30 settembre 2026 si chiude la consultazione mirata con cui la Commissione europea sta rimettendo mano al regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets, <a href='https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/reg\/2023\/1114\/oj'>Reg. UE 2023\/1114<\/a>), la legge che disciplina le cripto-attivit\u00e0 nell&#8217;Unione. \u00c8 un passaggio insolito: MiCA \u00e8 pienamente applicabile solo dalla fine del 2024, e gi\u00e0 Bruxelles si chiede se le sue regole vadano riscritte.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il mercato, per ora, guarda altrove. Bitcoin viaggia <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-75000-euro-rally-vero-short-squeeze-2026\/'>poco sotto i 75.000 euro<\/a>, sospinto dai flussi e dal risiko macro. Ma per gli operatori europei la partita vera si gioca a Bruxelles, e ha due anime opposte. Da un lato la pressione a semplificare, per non soffocare un settore gi\u00e0 in affanno di competitivit\u00e0; dall&#8217;altro quella a rafforzare, per chiudere i buchi che la prima versione di MiCA ha lasciato aperti. La revisione dovr\u00e0 tenere insieme le due cose, oppure scegliere. E la scelta racconta molto di come l&#8217;Europa immagina il proprio ruolo nell&#8217;economia digitale del prossimo decennio.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il conto alla rovescia del 30 settembre<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La consultazione \u00e8 stata aperta il 20 maggio 2026 e, dopo una proroga dal 31 agosto, chiude il 30 settembre. Sul tavolo ci sono <a href='https:\/\/financefeeds.com\/brussels-reopens-mica-and-the-window-shuts-on-30-september\/'>86 domande<\/a>, organizzate in quattro blocchi: definizioni e perimetro, stablecoin, prestatori di servizi (i CASP) e ci\u00f2 che oggi resta fuori dal regolamento. La base giuridica sono gli articoli 140 e 142 di MiCA, che impongono alla Commissione di riferire al Parlamento e al Consiglio sull&#8217;andamento del mercato e sull&#8217;adeguatezza delle regole.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le risposte confluiranno nelle relazioni della Commissione attese <a href='https:\/\/finance.ec.europa.eu\/regulation-and-supervision\/consultations-0\/targeted-consultation-review-mica-regulation_en'>entro il 30 giugno 2027<\/a>, che potrebbero accompagnarsi a una proposta legislativa di modifica: la cosiddetta MiCA 2.0. Colpisce la velocit\u00e0. Di norma una legge europea di questa portata viene rivista dopo anni di applicazione; qui la Commissione ha aperto il cantiere quando il regolamento era pienamente operativo da appena diciotto mesi. Il motivo \u00e8 dichiarato: la revisione \u00e8 parte dell&#8217;agenda di semplificazione e competitivit\u00e0 dell&#8217;esecutivo europeo, non un semplice tagliando tecnico.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>MiCA in due minuti: cosa \u00e8 gi\u00e0 in vigore<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di capire dove va, conviene ricordare dove siamo. MiCA \u00e8 entrato in vigore il 29 giugno 2023, ma le sue regole si sono attivate a scaglioni: dal 30 giugno 2024 quelle sulle stablecoin (i token collegati ad attivit\u00e0, ART, e quelli di moneta elettronica, EMT), dal 30 dicembre 2024 l&#8217;autorizzazione dei prestatori di servizi e le norme sugli abusi di mercato. L&#8217;ultima tappa \u00e8 caduta il 1 luglio 2026, con la fine del periodo transitorio previsto dall&#8217;articolo 143: da quel giorno, servire clienti europei senza autorizzazione \u00e8 fuorilegge.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data<\/th><th>Tappa<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>29 giugno 2023<\/td><td>MiCA entra in vigore<\/td><\/tr><tr><td>30 giugno 2024<\/td><td>Si applicano le regole sulle stablecoin (ART ed EMT, Titoli III e IV)<\/td><\/tr><tr><td>30 dicembre 2024<\/td><td>Si applicano autorizzazione CASP e abusi di mercato (Titoli II, V, VI, VII)<\/td><\/tr><tr><td>1 luglio 2026<\/td><td>Fine del periodo transitorio (art. 143): fuori chi non \u00e8 autorizzato<\/td><\/tr><tr><td>20 maggio 2026<\/td><td>La Commissione apre la consultazione mirata di revisione<\/td><\/tr><tr><td>30 settembre 2026<\/td><td>Chiusura della consultazione (86 domande, 4 blocchi)<\/td><\/tr><tr><td>30 giugno 2027<\/td><td>Relazioni della Commissione (artt. 140 e 142), possibile MiCA 2.0<\/td><\/tr><tr><td>2028-2030 (stima)<\/td><td>Eventuale entrata in applicazione di una MiCA rivista<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il regolamento \u00e8 stato recepito con il D.lgs. 5 settembre 2024, n. 129, che ha designato due autorit\u00e0: la Consob per la condotta di mercato e la tutela degli investitori, la Banca d&#8217;Italia per gli aspetti prudenziali e per le stablecoin. Alla chiusura del transitorio i soggetti abilitati con sede in Italia erano nove: otto CASP (CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital, Young Platform) pi\u00f9 Banca Sella, notificata come intermediario gi\u00e0 vigilato, secondo il <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob\/w\/termina-il-periodo-transitorio-del-regolamento-mica-sulle-cripto-attivit%C3%A0-in-italia-9-soggetti-abilitati'>comunicato congiunto Consob e Banca d&#8217;Italia<\/a>. Sul piano europeo, il registro pubblico conta circa 359 CASP autorizzati, secondo il conteggio di <a href='https:\/\/casptracker.eu\/'>casptracker.eu<\/a> aggiornato al 24 settembre, distribuiti in modo molto disomogeneo tra i Paesi membri (come vedremo pi\u00f9 avanti). Grazie al passaporto unico, chi ottiene la licenza in un Paese pu\u00f2 operare in tutta l&#8217;Unione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La cornice: l&#8217;agenda Draghi e la corsa alla semplificazione<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per leggere questa revisione bisogna alzare lo sguardo dal solo mondo cripto. Da un anno l&#8217;Unione ragiona ossessivamente di competitivit\u00e0, sotto la spinta del rapporto firmato da Mario Draghi nel settembre 2024, che ha messo nero su bianco un&#8217;accusa netta: l&#8217;eccesso di regole frena le imprese europee e le rende incapaci di competere con Stati Uniti e Cina. A un anno di distanza, nel settembre 2025, la Commissione ha organizzato una <a href='https:\/\/commission.europa.eu\/topics\/eu-competitiveness\/draghi-report\/one-year-after_en'>conferenza di verifica<\/a> con la presidente von der Leyen e lo stesso Draghi, rilanciando una serie di pacchetti di semplificazione (i cosiddetti Omnibus, poi il Digital Omnibus), il progetto di un 28esimo regime societario e l&#8217;Unione del risparmio e degli investimenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La revisione di MiCA nasce dentro questa cornice. Non a caso, la Commissione descrive la consultazione come uno strumento per capire se gli oneri regolatori possano essere \u00absemplificati, ridotti o eliminati\u00bb. Non \u00e8 un dettaglio semantico: significa che, a differenza di molti riesami tecnici, il punto di partenza politico non \u00e8 \u00abcosa aggiungere\u00bb ma \u00abcosa alleggerire\u00bb. \u00c8 una prospettiva che apre una possibilit\u00e0 e nasconde un rischio, perch\u00e9 lo stesso questionario che chiede dove tagliare chiede anche dove estendere il perimetro. Le due domande convivono nello stesso documento, e questo \u00e8 il cuore della tensione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il primo fronte: semplificare per non perdere pezzi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il fronte della semplificazione parte da un dato scomodo. Nonostante il numero di licenze cresca ogni settimana, la fine del transitorio ha fatto una strage di operatori: secondo un&#8217;analisi ripresa da <a href='https:\/\/beincrypto.com\/europe-crypto-risk-mica-july-deadline\/'>pi\u00f9 testate<\/a>, alla vigilia della scadenza di luglio solo una piccola minoranza dei prestatori pre-esistenti, intorno al 7%, aveva effettivamente in mano una licenza MiCA. Il resto ha dovuto chiudere, fondersi o uscire dal mercato europeo. La conformit\u00e0 costa: governance, capitale prudenziale, controlli di cybersicurezza, tutele per i clienti, dialogo continuo con il supervisore. Sono costi fissi che un grande exchange assorbe senza problemi e che schiacciano una start-up.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi difende la semplificazione non nega la necessit\u00e0 delle regole, ne contesta la mancanza di proporzionalit\u00e0. <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/03\/12\/stricter-mica-rules-could-thin-crypto-industry-across-the-european-union-swissborg-says'>Jeremy Baumann, COO di SwissBorg<\/a>, prevede un mercato fatto di operatori meno numerosi ma pi\u00f9 solidi: MiCA, ha detto, alza gli standard richiesti per servire i clienti europei e riduce il numero degli operatori poco strutturati, ma quando i grandi exchange globali arretrano si apre spazio per i player europei pi\u00f9 attrezzati. \u00c8 una lettura ottimista della selezione in corso. Meno ottimista quella di chi teme che la selezione premi solo i colossi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul principio di proporzionalit\u00e0 l&#8217;europarlamentare <a href='https:\/\/beincrypto.com\/eu-mica-crypto-rules-review\/'>Ond\u0159ej Kova\u0159\u00edk<\/a>, tra i negoziatori originari di MiCA, \u00e8 stato netto: non si possono trattare allo stesso modo i grandi exchange globali quotati a Wall Street e una piccola azienda che avvia un&#8217;attivit\u00e0 cripto. Sulla stessa linea <a href='https:\/\/www.taxbit.com\/blogs\/navigating-the-next-chapter-of-crypto-regulation-insights-from-faustine-fleuret-at-the-digital-accord-summit\/'>Faustine Fleuret<\/a>, responsabile degli affari pubblici di Morpho ed ex presidente dell&#8217;associazione francese ADAN, che ha pi\u00f9 volte criticato l&#8217;assenza di graduazione: MiCA, ha osservato, tratta nello stesso modo una piccola start-up e un colosso internazionale, senza calibrare gli obblighi in base alle dimensioni o al rischio effettivo dell&#8217;operatore.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il secondo fronte: rafforzare per colmare i vuoti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul versante opposto c&#8217;\u00e8 chi ricorda che MiCA, per quanto ampio, lascia scoperte intere aree del mondo cripto. Il quarto blocco della consultazione \u00e8 dedicato proprio a questo: cosa resta fuori dal perimetro e se valga la pena farlo entrare. L&#8217;elenco \u00e8 lungo e include la finanza decentralizzata, lo staking non custodito, i prestiti, gli NFT emessi in serie, i depositi tokenizzati, i wrapped asset, i token di governance e le esposizioni sintetiche. Ognuno di questi capitoli \u00e8 un potenziale ampliamento delle regole, non una loro riduzione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Due esempi rendono l&#8217;idea. La DeFi \u00e8 quasi interamente esterna a MiCA, perch\u00e9 il regolamento disciplina gli intermediari e non il codice: dove non c&#8217;\u00e8 un operatore identificabile da autorizzare, non c&#8217;\u00e8 nemmeno soggetto responsabile verso l&#8217;utente, come abbiamo raccontato analizzando <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-defi-finanza-decentralizzata-perimetro-2026\/'>perch\u00e9 la finanza decentralizzata resta fuori<\/a>. I derivati sono un altro buco: perpetual, future e CFD sono strumenti finanziari sotto la MiFID II, vigilati dalla Consob e non da MiCA, con la conseguenza che <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-derivati-perpetual-cfd-mifid-consob-2026\/'>lo spot \u00e8 coperto ma i derivati no<\/a>. Per chi mette al primo posto la protezione del risparmiatore, sono lacune da chiudere. <a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/press-news\/esma-news\/esma-identifies-opportunities-strengthen-mica-authorisations'>Verena Ross, presidente dell&#8217;ESMA<\/a>, lo ripete da tempo con una formula diventata quasi uno slogan: le regole di MiCA proteggeranno gli investitori solo se applicate in modo effettivo, non solo sulla carta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La stablecoin \u00e8 il vero campo di battaglia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se c&#8217;\u00e8 un tema in cui semplificazione e competitivit\u00e0 si saldano, \u00e8 quello delle stablecoin. Il mercato globale vale <a href='https:\/\/reap.global\/blog\/stablecoin-statistics-2026'>oltre 300 miliardi di dollari<\/a> ed \u00e8 ancorato per pi\u00f9 del 99% al dollaro; i token in euro conformi a MiCA valgono una frazione minima, intorno allo 0,2% del totale. L&#8217;industria sostiene che non sia un caso, ma il risultato di regole troppo rigide.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Tre nodi tornano in ogni memoria depositata. Primo, il divieto di riconoscere interessi ai detentori: una stablecoin in euro non pu\u00f2 girare al cliente il rendimento generato dalle riserve, cos\u00ec l&#8217;utente in cerca di remunerazione va altrove, verso i token in dollari o verso strutture di rendimento fuori dal perimetro regolato. Secondo, la composizione delle riserve, che MiCA impone in larga parte (almeno il 30%, il 60% per i token significativi) in depositi bancari. Terzo, il tetto per le stablecoin non in euro, che scatta oltre un milione di transazioni o 200 milioni di euro di controvalore al giorno usati come mezzo di scambio, obbligando l&#8217;emittente a sospendere l&#8217;emissione. Coinbase e altri operatori chiedono di <a href='https:\/\/cointelegraph.com\/features\/crypto-industry-stablecoins-defi-mica'>ricalibrare riserve, remunerazione e modello di multi-emissione<\/a> per rendere i token in euro davvero competitivi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Tema<\/th><th>Regola MiCA oggi<\/th><th>Cosa chiede la revisione<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Interessi ai detentori<\/td><td>Vietati<\/td><td>Consentire una qualche remunerazione<\/td><\/tr><tr><td>Riserve<\/td><td>Almeno 30% (60% per i token significativi) in depositi bancari<\/td><td>Ricalibrare la composizione<\/td><\/tr><tr><td>Tetto token non in euro<\/td><td>Stop all&#8217;emissione oltre 1 mln di transazioni o 200 mln di euro al giorno come mezzo di scambio<\/td><td>Alzare o rivedere il limite<\/td><\/tr><tr><td>Multi-emissione dentro e fuori UE<\/td><td>Quadro incerto<\/td><td>Chiarire le regole per gli emittenti globali<\/td><\/tr><tr><td>Quota di mercato in euro<\/td><td>Circa lo 0,2% del totale<\/td><td>Rendere competitivi i token in euro<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro il tecnicismo c&#8217;\u00e8 una questione di sovranit\u00e0 monetaria. La forza del dollaro, che si riflette anche nell&#8217;andamento del <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/dxy-oltre-100-dollaro-forte-fed-crypto-2026\/'>dollar index sopra quota 100<\/a>, si estende ai suoi token: finch\u00e9 le stablecoin in euro restano marginali, i pagamenti on-chain europei corrono su binari americani. Semplificare le regole diventa allora una mossa geopolitica, non solo un favore all&#8217;industria. La stessa Banca centrale europea insegue lo stesso obiettivo per una via diversa, l&#8217;euro digitale, il cui negoziato legislativo \u00e8 in corso con l&#8217;ambizione di chiudersi entro fine anno.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Chi vigila su chi: la battaglia sulla centralizzazione<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un secondo modo di intendere la semplificazione: non meno regole, ma meno autorit\u00e0. Oggi il regolamento \u00e8 unico, ma a farlo rispettare sono ventisette vigilanze nazionali, con il rischio che qualcuno autorizzi con la mano pi\u00f9 leggera. Il tema \u00e8 esploso dopo la <a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/press-news\/esma-news\/esma-identifies-opportunities-strengthen-mica-authorisations'>peer review dell&#8217;ESMA su Malta<\/a>, del luglio 2025, che pur riconoscendo buone risorse all&#8217;autorit\u00e0 maltese ha rilevato che alcune questioni rilevanti non erano state pienamente risolte al momento del rilascio di una licenza. Un assist perfetto a chi teme la corsa al ribasso tra giurisdizioni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Su questo l&#8217;Italia gioca un ruolo di primo piano. La Consob, insieme alla francese AMF e all&#8217;austriaca FMA, ha firmato un position paper per chiedere la vigilanza diretta dell&#8217;ESMA sui CASP di rilievo europeo; la Commissione ha poi rilanciato con un pacchetto di integrazione e vigilanza dei mercati, sostenuto anche da un parere favorevole della BCE. Verena Ross ha difeso l&#8217;idea sostenendo che una vigilanza pi\u00f9 integrata renderebbe il mercato europeo <a href='https:\/\/www.cbn.com.cy\/article\/130264'>pi\u00f9 competitivo su scala globale<\/a> e permetterebbe di seguire senza soluzione di continuit\u00e0 gli operatori transfrontalieri. Ma non tutti sono d&#8217;accordo: Irlanda, Lussemburgo e Malta frenano, e Faustine Fleuret ha avvertito che accentrare i poteri a Bruxelles rischia di rallentare le decisioni e di penalizzare proprio i piccoli. Semplificare accentrando, per qualcuno, significa aggiungere un livello, non toglierlo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La geografia della licenza: una mappa a pi\u00f9 velocit\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il passaporto unico doveva cancellare i confini, ma la fotografia del registro racconta un&#8217;Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0. Le licenze si concentrano in pochi Paesi, e la classifica dice molto su dove le imprese scelgono di mettere radici e su quali autorit\u00e0 si stanno costruendo una reputazione da hub. La Germania guida con ampio margine, spinta da una pattuglia di banche che hanno aggiunto i servizi cripto alla loro offerta; seguono a distanza Francia e Paesi Bassi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>CASP autorizzati<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Germania<\/td><td>95<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>36<\/td><\/tr><tr><td>Paesi Bassi<\/td><td>29<\/td><\/tr><tr><td>Cipro<\/td><td>25<\/td><\/tr><tr><td>Malta<\/td><td>22<\/td><\/tr><tr><td>Spagna<\/td><td>15<\/td><\/tr><tr><td>Lussemburgo<\/td><td>13<\/td><\/tr><tr><td>Irlanda<\/td><td>12<\/td><\/tr><tr><td>Italia<\/td><td>9<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro i numeri c&#8217;\u00e8 la posta in gioco della revisione. La presenza di piccole giurisdizioni come Malta e Cipro nelle prime posizioni alimenta il sospetto della corsa al ribasso, cio\u00e8 che qualcuno conceda licenze con criteri meno esigenti per attrarre operatori. \u00c8 esattamente la preoccupazione che spinge la Consob e le altre autorit\u00e0 a chiedere pi\u00f9 poteri per l&#8217;ESMA. I nove soggetti italiani, in fondo alla classifica dei grandi Paesi, raccontano invece un mercato interno ancora piccolo, dove la crescita passa pi\u00f9 dagli operatori esteri con passaporto che dai campioni nazionali. La geografia della licenza \u00e8, in filigrana, la geografia del potere regolatorio europeo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il peso della carta: libro bianco, marketing e recesso<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutta la semplificazione \u00e8 controversa. Buona parte delle domande della consultazione riguarda oneri burocratici su cui esiste un consenso pi\u00f9 ampio. Il libro bianco (il documento informativo che accompagna l&#8217;offerta di un token) \u00e8 oggi un adempimento pesante anche per progetti minori; le comunicazioni di marketing devono rispettare requisiti stringenti; il diritto di recesso di quattordici giorni, pensato per proteggere chi compra in fase di offerta, mal si adatta a un asset che si muove del 10% in un&#8217;ora. La Commissione chiede se questi obblighi possano essere alleggeriti senza indebolire le tutele.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un capitolo a parte \u00e8 la classificazione. MiCA fatica a incasellare figure nate dopo la sua stesura: <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/402005'>wrapped asset, token di governance, esposizioni sintetiche, quote di fondi tokenizzate e NFT emessi in serie<\/a> vivono in una zona grigia dove operatori e autorit\u00e0 arrivano spesso a conclusioni diverse. Chiarire questi confini \u00e8 tecnicamente semplificazione, ma nella pratica pu\u00f2 spostare interi segmenti dentro o fuori dal perimetro, con effetti tutt&#8217;altro che neutri sui costi e sulle responsabilit\u00e0 di chi li emette o li custodisce.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;Italia nella morsa: pochi abilitati, adozione bassa, tasse alte<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Vista dall&#8217;Italia, la questione della competitivit\u00e0 ha contorni ancora pi\u00f9 marcati. I nove soggetti abilitati con sede nazionale sono pochi rispetto ai grandi hub europei, e il mercato interno resta piccolo. Secondo l&#8217;<a href='https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/blockchain-web3\/blockchain-italia\/'>Osservatorio Blockchain &#038; Web3 del Politecnico di Milano<\/a>, in Italia possiede cripto-attivit\u00e0 circa il 7% dei consumatori, poco meno di tre milioni di persone: la quota pi\u00f9 bassa tra i grandi mercati dell&#8217;Europa occidentale, dietro Spagna, Germania e Francia. Una base di utenti ridotta rende pi\u00f9 difficile, per un CASP italiano, ammortizzare i costi fissi imposti da MiCA.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A complicare il quadro c&#8217;\u00e8 la leva fiscale. Dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze cripto sono tassate al 33%, contro il 26% degli anni precedenti, e la soglia di esenzione \u00e8 sparita. L&#8217;associazione di categoria AssoCASP, presieduta da Fabrizio Vedana, ha sostenuto in audizione che un&#8217;aliquota cos\u00ec alta rischia di spingere i risparmiatori verso l&#8217;autocustodia o verso piattaforme estere meno trasparenti, riducendo il gettito invece di aumentarlo. \u00c8 lo stesso ragionamento della proporzionalit\u00e0 applicato alla fiscalit\u00e0: regole troppo severe non fanno sparire l&#8217;attivit\u00e0, la spostano dove \u00e8 pi\u00f9 difficile controllarla. Per l&#8217;Italia, la revisione di MiCA e il dibattito fiscale nazionale sono due facce della stessa domanda sulla competitivit\u00e0.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il paradosso della prima della classe<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un&#8217;ironia di fondo in tutta questa autocritica. L&#8217;Europa \u00e8 stata la prima grande giurisdizione al mondo a darsi un quadro completo e organico per le cripto-attivit\u00e0, mentre gli Stati Uniti procedono ancora per approssimazioni. A met\u00e0 settembre 2026 il Congresso ha affossato il CLARITY Act, la legge che avrebbe ripartito le competenze sul mercato cripto: la mozione di chiusura del dibattito non ha raggiunto i sessanta voti necessari, lasciando <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/clarity-bocciata-sec-cftc-regole-crypto-agenzie-2026\/'>SEC e CFTC a scrivere le regole per via amministrativa<\/a>. Sul fronte stablecoin gli USA hanno il GENIUS Act, approvato nel 2025, ma il resto resta un mosaico. Il Regno Unito, dal canto suo, costruisce il proprio regime per fasi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Giurisdizione<\/th><th>Quadro<\/th><th>Stato<\/th><th>Impostazione<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Unione europea<\/td><td>MiCA (regolamento unico)<\/td><td>In vigore, ora in revisione<\/td><td>Regole complete prima del mercato<\/td><\/tr><tr><td>Stati Uniti<\/td><td>GENIUS Act (stablecoin) + azione di SEC e CFTC<\/td><td>CLARITY Act bocciato, regole per via amministrativa<\/td><td>Frammentata, guidata dalle agenzie<\/td><\/tr><tr><td>Regno Unito<\/td><td>Regime FCA e Bank of England<\/td><td>In costruzione<\/td><td>Graduale, per fasi<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso \u00e8 che l&#8217;essere arrivati primi si \u00e8 trasformato, agli occhi di alcuni, in uno svantaggio: chi scrive le regole per primo si carica dei costi dell&#8217;incertezza e degli errori di taratura, mentre chi arriva dopo pu\u00f2 copiare le parti buone. Coinbase, che pure ha scelto l&#8217;Europa come mercato regolato di riferimento, invita a non buttare via il vantaggio: <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/402005'>Katie Harries<\/a>, responsabile delle politiche per l&#8217;Europa dell&#8217;exchange, ha definito MiCA uno standard globale precoce per regole chiare e armonizzate, chiedendo per\u00f2 miglioramenti mirati e non una riscrittura dei principi di fondo. \u00c8 la posizione mediana: correggere, non demolire.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa pu\u00f2 davvero cambiare con MiCA 2.0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Al netto delle prese di posizione, quali modifiche sono realistiche? Le pi\u00f9 probabili riguardano le stablecoin: una ricalibratura delle riserve e, forse, l&#8217;apertura a una qualche forma di remunerazione, insieme a regole pi\u00f9 chiare per gli emittenti che operano sia dentro sia fuori dall&#8217;Unione. Sul fronte CASP \u00e8 possibile l&#8217;introduzione di soglie di proporzionalit\u00e0, requisiti alleggeriti per i soggetti pi\u00f9 piccoli o meno rischiosi. Poi ci sono le decisioni di perimetro su DeFi, NFT e derivati, che potrebbero chiarire una volta per tutte chi entra e chi resta fuori, e il capitolo dell&#8217;equivalenza con Paesi terzi come Regno Unito e Svizzera.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Serve per\u00f2 realismo sui tempi e sull&#8217;ambizione. <a href='https:\/\/cointelegraph.com\/features\/crypto-industry-stablecoins-defi-mica'>Peter Kerstens<\/a>, consigliere della Commissione e tra gli artefici di MiCA, ha frenato gli entusiasmi da riscrittura: non crede, ha detto, che il regolamento sia gi\u00e0 superato. Il messaggio che arriva da Bruxelles \u00e8 quello di un intervento chirurgico, non di una rifondazione. Chi si aspetta una MiCA radicalmente diversa rischia di restare deluso; chi teme uno smantellamento delle tutele, probabilmente si preoccupa troppo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I rischi delle due strade<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambe le direzioni hanno un prezzo. Semplificare troppo, o nel modo sbagliato, significa indebolire proprio le protezioni che hanno reso MiCA credibile: l&#8217;Europa ha costruito il suo quadro anche sulla lezione dei crolli del 2022, da Terra a FTX, e allentare le maglie sulle riserve, sulla segregazione dei fondi dei clienti o sui libri bianchi potrebbe riaprire porte che il regolamento aveva chiuso. La competitivit\u00e0 conquistata abbassando gli standard \u00e8 fragile, perch\u00e9 il primo scandalo la cancella.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Rafforzare senza misura ha il difetto opposto. Se il perimetro si allarga a DeFi, staking e derivati senza tenere conto di come funzionano davvero queste tecnologie, il risultato non \u00e8 pi\u00f9 protezione ma pi\u00f9 fuga: capitali, sviluppatori e imprese che si spostano verso Dubai, Singapore o gli Stati Uniti, lasciando in Europa un mercato pi\u00f9 regolato ma pi\u00f9 povero. Il compito di MiCA 2.0 \u00e8 trovare il punto in cui una regola in pi\u00f9 aggiunge fiducia senza sottrarre innovazione. Non \u00e8 un equilibrio facile, e nessuna consultazione, per quanto dettagliata, pu\u00f2 calcolarlo con precisione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa succede dopo il 30 settembre<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La chiusura della consultazione non \u00e8 un traguardo, ma la linea di partenza. Da ottobre la Commissione analizzer\u00e0 le risposte e preparer\u00e0 le relazioni previste per il 30 giugno 2027; solo allora si capir\u00e0 se ci sar\u00e0 una proposta legislativa e in quale direzione. Un&#8217;eventuale modifica dovr\u00e0 poi attraversare il negoziato tra Parlamento e Consiglio, con i suoi tempi e i suoi compromessi. Nella migliore delle ipotesi, una MiCA rivista diventerebbe applicabile verso la fine del decennio, tra il 2028 e il 2030.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi investe o opera in Italia, i segnali da tenere d&#8217;occhio sono chiari: la sorte delle regole sulle stablecoin, che decider\u00e0 se i token in euro potranno finalmente crescere; l&#8217;esito della partita sulla vigilanza, che dir\u00e0 quanto peso avr\u00e0 la Consob rispetto a un&#8217;ESMA pi\u00f9 forte; e l&#8217;evoluzione dell&#8217;euro digitale, il progetto pubblico che corre in parallelo a quello privato. Il 30 settembre l&#8217;Europa non sceglier\u00e0 tra semplificare e rafforzare: raccoglier\u00e0 le richieste per farlo. Ma la direzione che prender\u00e0 nei mesi successivi dir\u00e0 molto di che tipo di potenza digitale vuole essere.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 la revisione di MiCA e perch\u00e9 conta la scadenza del 30 settembre 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">La revisione \u00e8 una consultazione mirata aperta dalla Commissione europea il 20 maggio 2026 e in chiusura il 30 settembre 2026: raccoglie 86 domande su come funziona MiCA e su cosa resta fuori dal suo perimetro. Le risposte alimenteranno le relazioni previste dagli articoli 140 e 142 del regolamento, attese entro il 30 giugno 2027, e potrebbero portare a una proposta legislativa di modifica, la cosiddetta MiCA 2.0.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>MiCA verr\u00e0 semplificata o resa pi\u00f9 severa?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Le due cose insieme, con ogni probabilit\u00e0. La consultazione fa parte dell&#8217;agenda di semplificazione e competitivit\u00e0 della Commissione, quindi punta ad alleggerire alcuni oneri (libro bianco, comunicazioni di marketing, diritto di recesso); allo stesso tempo chiede se ampliare il perimetro a DeFi, staking, prestiti, NFT in serie e derivati, oggi in tutto o in parte esclusi. La direzione finale dipender\u00e0 da come la Commissione bilancer\u00e0 le due spinte.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per le stablecoin con la revisione di MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Le stablecoin sono il fronte pi\u00f9 caldo. Le regole attuali vietano di riconoscere interessi ai detentori, impongono riserve in gran parte in depositi bancari e limitano l&#8217;uso come mezzo di pagamento delle stablecoin non in euro. L&#8217;industria chiede di ricalibrare riserve, remunerazione e modello di multi-emissione per rendere pi\u00f9 competitivi i token in euro, che oggi valgono una frazione minima di un mercato dominato al 99% dal dollaro.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>MiCA sta rendendo l&#8217;Europa meno competitiva sulle cripto?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il cuore del dibattito. I costi fissi di conformit\u00e0 (governance, capitale, cybersicurezza, tutele per i clienti) pesano soprattutto sui piccoli operatori, e diverse voci del settore avvertono che senza proporzionalit\u00e0 l&#8217;Europa rischia di spingere imprese e capitali verso Dubai o gli Stati Uniti. Altri ribattono che regole chiare, applicate davvero, sono un vantaggio competitivo e stanno lasciando un mercato con meno operatori ma pi\u00f9 solidi.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quando entrer\u00e0 in vigore la MiCA 2.0?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non prima di qualche anno. La consultazione chiude il 30 settembre 2026, le relazioni della Commissione sono attese entro il 30 giugno 2027 ed eventuali modifiche dovranno poi passare per il negoziato legislativo tra Parlamento e Consiglio. Nella migliore delle ipotesi una MiCA 2.0 diventerebbe applicabile verso la fine del decennio, indicativamente tra il 2028 e il 2030.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 la revisione di MiCA e perch\u00e9 conta la scadenza del 30 settembre 2026?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"La revisione \u00e8 una consultazione mirata aperta dalla Commissione europea il 20 maggio 2026 e in chiusura il 30 settembre 2026: raccoglie 86 domande su come funziona MiCA e su cosa resta fuori dal suo perimetro. 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