{"id":653,"date":"2026-09-25T22:38:13","date_gmt":"2026-09-25T22:38:13","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/zk-ml-determinismo-ai-verificabile-2026\/"},"modified":"2026-09-25T22:38:13","modified_gmt":"2026-09-25T22:38:13","slug":"zk-ml-determinismo-ai-verificabile-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/zk-ml-determinismo-ai-verificabile-2026\/","title":{"rendered":"zk-ML: perch\u00e9 l&#8217;AI verificabile ha bisogno del determinismo"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Provate a rivolgere la stessa identica domanda allo stesso modello di intelligenza artificiale mille volte di fila, con la temperatura impostata a zero, il parametro che in teoria azzera ogni casualit\u00e0. In un mondo ordinato otterreste mille risposte identiche. Un gruppo di ricercatori lo ha fatto davvero, su un modello da 235 miliardi di parametri, e ne ha ottenute ottanta diverse.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa piccola stranezza tecnica \u00e8 il cuore di un problema molto pi\u00f9 grande per tutto il settore dell&#8217;AI verificabile, e in particolare per lo zk-ML, la tecnica che usa le prove a conoscenza zero (zero-knowledge) per dimostrare che un modello ha davvero eseguito un certo calcolo. Se un&#8217;AI non riesce nemmeno a ripetere se stessa, come pu\u00f2 una blockchain dimostrare, prova crittografica alla mano, che quel calcolo \u00e8 stato fatto correttamente? La risposta, nel 2026, ruota attorno a una parola poco appariscente: determinismo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le puntate precedenti su HOGE Wire hanno spiegato che cos&#8217;\u00e8 lo zk-ML, come funziona la sua pipeline e a cosa serve. Questa guida parte da un&#8217;angolazione diversa e meno battuta: il determinismo come precondizione nascosta di ogni prova sull&#8217;AI, il motivo per cui lo zk-ML ha la forma che ha, e la corsa, tutta del 2026, a rendere l&#8217;inferenza ripetibile bit per bit.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 lo zk-ML, in due minuti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo zk-ML mette insieme due mondi: il machine learning e le prove a conoscenza zero. L&#8217;idea \u00e8 produrre, accanto al risultato di un modello, una prova crittografica compatta che attesta una cosa precisa: dato questo modello e questo input, l&#8217;output \u00e8 esattamente quello dichiarato. Chi verifica non deve rieseguire il calcolo, gli basta controllare la prova, un&#8217;operazione molto pi\u00f9 economica. La fiducia si sposta: non pi\u00f9 \u00abfidati del server che ha fatto girare il modello\u00bb, ma \u00abverifica la matematica\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che questa matematica costa. Nel suo saggio ormai canonico sull&#8217;incrocio tra crittografia e AI, Vitalik Buterin ricordava che moltiplicare matrici dentro un circuito ZK aggiunge un sovraccarico \u00abinferiore a 4 volte\u00bb, ma i layer non lineari (le funzioni di attivazione, il softmax) fanno esplodere il conto fino a \u00abcirca 200 volte\u00bb, al punto che provare un singolo blocco Ethereum \u00abpu\u00f2 richiedere ore\u00bb (<a href='https:\/\/vitalik.eth.limo\/general\/2024\/01\/30\/cryptoai.html'>vitalik.eth.limo<\/a>). Per anni questo ha relegato lo zk-ML a modelli giocattolo. Ma prima ancora del costo c&#8217;\u00e8 un problema pi\u00f9 sottile, quasi filosofico, che raramente finisce nei titoli: il modello deve produrre sempre lo stesso risultato, altrimenti non c&#8217;\u00e8 nulla da provare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una distinzione che sfugge a molti. Rendere verificabile un&#8217;AI non vuol dire soltanto pubblicare il codice o i pesi del modello; vuol dire poter dimostrare, a chi non si fida, che un output specifico \u00e8 il frutto legittimo di un modello specifico. E una dimostrazione ha senso solo se l&#8217;oggetto dimostrato \u00e8 stabile. \u00c8 da qui che nasce il legame, troppo spesso ignorato, tra la crittografia delle prove e l&#8217;ingegneria a basso livello delle schede grafiche.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La stessa domanda, ottanta risposte diverse<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso dei mille tentativi arriva da un lavoro pubblicato a settembre 2025 dai Thinking Machines Lab, il laboratorio guidato da ex ingegneri di primo piano dell&#8217;ecosistema PyTorch. Nel post \u00abDefeating Nondeterminism in LLM Inference\u00bb, l&#8217;autore Horace He e colleghi hanno preso il modello Qwen3-235B, impostato la temperatura a zero (la configurazione che dovrebbe rendere l&#8217;output completamente prevedibile) e gli hanno chiesto mille volte di raccontare chi fosse Richard Feynman.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato: mille completamenti, ottanta versioni distinte. Le risposte erano identiche per i primi 102 token, poi divergevano al token numero 103. In un caso, 992 completamenti scrivevano che Feynman era nato a \u00abQueens, New York\u00bb, mentre 8 dicevano \u00abNew York City\u00bb (<a href='https:\/\/thinkingmachines.ai\/blog\/defeating-nondeterminism-in-llm-inference\/'>thinkingmachines.ai<\/a>). Attivando dei kernel appositi, tutti e mille i completamenti tornavano identici. Per uno sviluppatore di applicazioni questo \u00e8 un fastidio. Per chi costruisce AI verificabile \u00e8 una minaccia esistenziale: se lo stesso modello, sullo stesso input, con la casualit\u00e0 disattivata, non produce lo stesso output, la parola \u00abprova\u00bb perde significato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dettaglio interessante \u00e8 che il fenomeno non dipende dal modello scelto. Il lavoro documenta lo stesso comportamento su reti di dimensioni molto diverse, dai grandi modelli conversazionali a quelli multimodali pi\u00f9 compatti. Non \u00e8 quindi il difetto di un singolo prodotto, ma una propriet\u00e0 di come l&#8217;inferenza gira oggi sull&#8217;hardware di serie. Chiunque offra un servizio di AI, dai grandi provider ai piccoli nodi di una rete decentralizzata, eredita lo stesso problema.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 lo stesso modello non si ripete<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La causa non \u00e8 magia n\u00e9 vera casualit\u00e0, ma banale ingegneria dei sistemi. Entrano in gioco due ingredienti. Il primo \u00e8 la non associativit\u00e0 della virgola mobile: sommando numeri in floating point, (a + b) + c non d\u00e0 necessariamente lo stesso bit di a + (b + c), perch\u00e9 ogni passaggio arrotonda. Il secondo, quello che il lavoro dei Thinking Machines Lab indica come vero colpevole, \u00e8 la mancanza di invarianza rispetto al batch.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Una GPU processa pi\u00f9 richieste insieme, in un \u00abbatch\u00bb, e il numero di richieste nel batch cambia in continuazione a seconda del carico del server.<\/li><li>A seconda della dimensione del batch, il kernel (il pezzo di codice che gira sulla GPU) sceglie una strategia diversa per sommare i numeri, cambiando l&#8217;ordine delle operazioni.<\/li><li>Ordine diverso, per la non associativit\u00e0, significa bit diversi, e quindi, a valle, token diversi.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Horace He lo riassume cos\u00ec: \u00abla ragione principale per cui quasi tutti gli endpoint di inferenza LLM sono non deterministici \u00e8 che il carico (e quindi la dimensione del batch) varia in modo non deterministico\u00bb. E ancora, in forma pi\u00f9 generale: \u00abse componi una propriet\u00e0 rispetto alla quale il kernel non \u00e8 invariante (la dimensione del batch) con la non determinatezza di quella propriet\u00e0 (il carico sul server), ottieni un sistema non deterministico\u00bb. La conseguenza \u00e8 netta: la stessa richiesta, inviata quando il server \u00e8 scarico o quando \u00e8 affollato, pu\u00f2 prendere due strade numeriche diverse.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Non puoi provare ci\u00f2 che non puoi riprodurre<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui sta il nodo che unisce tutto. Una prova, qualunque prova, \u00e8 un&#8217;affermazione su un calcolo ben definito. Se il calcolo non \u00e8 riproducibile, non esiste \u00abil\u00bb calcolo su cui fare un&#8217;affermazione, ne esistono decine di varianti tutte plausibili. Ogni famiglia di AI verificabile inciampa nello stesso ostacolo, in modo diverso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo zk-ML costruisce una prova che dice: \u00abfacendo girare questo circuito su questo input si ottiene questo output\u00bb. Ma se il modello reale, su una GPU diversa, avesse dato un output leggermente diverso, la prova parlerebbe del circuito, non di ci\u00f2 che l&#8217;utente ha davvero ricevuto. L&#8217;opML, di cui parliamo pi\u00f9 avanti, si basa sulla ri-esecuzione: un verificatore rif\u00e0 il calcolo e confronta. Se l&#8217;esecuzione onesta produce bit diversi, ogni nodo onesto sembra un truffatore. Il modello crypto-economico punisce (con lo slashing) il nodo che diverge dal consenso, ma se tutti i nodi onesti divergono per natura, lo slashing finisce per colpire l&#8217;onest\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso \u00e8 che pi\u00f9 si decentralizza, pi\u00f9 il problema morde. In un sistema con un solo operatore fidato la non riproducibilit\u00e0 \u00e8 un fastidio invisibile: nessuno confronta due esecuzioni. Nel momento in cui si chiede a pi\u00f9 nodi indipendenti di concordare, o a un verificatore di rifare i conti, ogni minima divergenza numerica diventa indistinguibile da un tentativo di imbroglio. La decentralizzazione, che \u00e8 il punto dell&#8217;intera crypto, trasforma un dettaglio numerico in una questione di fiducia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un caso che i progetti seri abbiano affrontato il problema alla radice. Gensyn, che verifica l&#8217;addestramento AI su hardware non fidato, ha costruito un intero strato chiamato RepOps proprio per rendere le operazioni riproducibili tra macchine diverse, come raccontato nella nostra <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/gensyn-verifica-ai-nodi-non-fidati-verde-delphi-2026\/'>analisi di Gensyn e del suo sistema Verde<\/a>. Il determinismo non \u00e8 un dettaglio a valle: \u00e8 la precondizione su cui poggia qualsiasi discorso di verifica.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La virgola mobile, il vero nemico dello zk-ML<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 lo zk-ML ha proprio quella forma, bisogna guardare il rapporto tra circuiti e virgola mobile. I circuiti a conoscenza zero lavorano su campi finiti, cio\u00e8 su numeri interi in aritmetica modulare, non sui numeri decimali in floating point con cui le GPU macinano le reti neurali. Elena Burger, deal partner di a16z crypto, lo spiega senza giri di parole: le prove a conoscenza zero, oggi, \u00abnon possono rappresentare operazioni in virgola mobile a 32 bit nel formato di circuito aritmetico necessario senza sovraccarichi enormi\u00bb (<a href='https:\/\/a16zcrypto.com\/posts\/article\/checks-and-balances-machine-learning-and-zero-knowledge-proofs'>a16zcrypto.com<\/a>).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La soluzione pratica \u00e8 la quantizzazione: si converte il modello dalla virgola mobile a numeri interi, tipicamente a 8 bit. Ed \u00e8 qui che i due fili, determinismo e zk-ML, si annodano. La quantizzazione non serve solo a risparmiare vincoli nel circuito, \u00e8 anche una strategia di determinismo: si elimina alla fonte la non associativit\u00e0 della virgola mobile per ottenere una traccia di esecuzione fatta di interi, fissa e riproducibile, che si pu\u00f2 poi trasformare in un circuito. Il prezzo lo mette in chiaro sempre Burger: il modello quantizzato \u00e8 \u00abuna approssimazione grezza\u00bb di quello originale a piena precisione. \u00c8 il classico compromesso tra accuratezza e dimostrabilit\u00e0, e nasce direttamente dal problema del determinismo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena sfatare un equivoco comune: quantizzare non significa peggiorare il modello a caso, ma scegliere una rappresentazione a precisione ridotta e controllata, in cui ogni operazione d\u00e0 lo stesso risultato ovunque venga eseguita. \u00c8 il prezzo che lo zk-ML paga per avere una traccia di calcolo prevedibile. Buona parte della ricerca del 2026 punta ad abbassare quel prezzo, con schemi di quantizzazione pi\u00f9 raffinati e con tecniche che spostano parte del lavoro fuori dal circuito senza rinunciare alla verificabilit\u00e0.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Quattro modi di verificare l&#8217;AI, quattro debiti col determinismo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo zk-ML \u00e8 uno dei quattro grandi approcci alla verifica dell&#8217;AI. Ognuno risolve in modo diverso la domanda \u00abcome faccio a fidarmi di un calcolo che non ho fatto io\u00bb, e ognuno ha un conto aperto con il determinismo. La tabella qui sotto li mette a confronto.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Approccio<\/th><th>Come dimostra<\/th><th>Dipendenza dal determinismo<\/th><th>Compromesso principale<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>zk-ML (prove ZK)<\/td><td>Prova crittografica che la traccia di calcolo \u00e8 corretta<\/td><td>Alta: serve una traccia intera e deterministica, da cui la quantizzazione<\/td><td>Sovraccarico enorme sui layer non lineari (fino a ~200x)<\/td><\/tr><tr><td>opML (prove di frode)<\/td><td>Pubblica il risultato, apre una finestra di sfida e ri-esegue il passo contestato<\/td><td>Assoluta: il verificatore ri-esegue e confronta bit per bit<\/td><td>Latenza della finestra di sfida, niente tempo reale<\/td><\/tr><tr><td>TEE (hardware fidato)<\/td><td>Attestazione hardware di ci\u00f2 che il chip ha eseguito<\/td><td>Media: attesta l&#8217;esecuzione, non che due nodi concordino sull&#8217;output<\/td><td>Fiducia nel produttore del chip e rischio di canali laterali<\/td><\/tr><tr><td>Crypto-economico (stake e slashing)<\/td><td>Pi\u00f9 operatori eseguono, si taglia lo stake di chi diverge<\/td><td>Alta: per punire la divergenza serve una risposta canonica<\/td><td>Garanzia economica, non matematica<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dettaglio da notare \u00e8 il filo comune: tre approcci su quattro (zk-ML, opML e crypto-economico) hanno bisogno di una risposta canonica e riproducibile per funzionare. Il TEE attesta che un certo programma \u00e8 girato in un ambiente sigillato, ma non impone di per s\u00e9 che due esecuzioni diano lo stesso bit. \u00c8 il motivo per cui, nel 2026, la parola determinismo \u00e8 finita al centro del dibattito tecnico su tutti e quattro i fronti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>opML: la prova che ri-esegue e confronta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;opML (optimistic machine learning) \u00e8 il caso in cui la dipendenza dal determinismo \u00e8 pi\u00f9 visibile. Il meccanismo, reso popolare da Ora Protocol, \u00e8 preso in prestito dagli optimistic rollup: un nodo pubblica il risultato dell&#8217;inferenza dando per buono che sia corretto, si apre una finestra di sfida e chiunque pu\u00f2 contestarlo. In caso di disputa, una macchina virtuale ri-esegue passo passo il calcolo conteso e confronta l&#8217;esito con quello dichiarato. Chi ha torto perde il deposito.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo regge su una sola assunzione: la ri-esecuzione deve dare esattamente lo stesso risultato, bit per bit. Ecco perch\u00e9 le macchine virtuali dell&#8217;opML lavorano su interi e girano lontano dal non determinismo delle GPU: se la replica onesta divergesse anche di un solo bit, il sistema non saprebbe distinguere una frode da un normale rumore numerico. Il costo \u00e8 la latenza: la finestra di sfida introduce un&#8217;attesa che rende l&#8217;opML poco adatto all&#8217;interattivit\u00e0 in tempo reale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio per questo un filone di ricerca del 2026, gli Optimistic TEE-Rollup, prova a combinare l&#8217;esecuzione veloce dentro un TEE con le prove di frode ottimistiche, dichiarando di raggiungere circa il 99% del throughput di un sistema centralizzato con un sovraccarico dell&#8217;ordine di pochi centesimi di dollaro per richiesta. Anche in questi ibridi, per\u00f2, il confronto tra l&#8217;esecuzione dichiarata e quella di controllo resta possibile solo se entrambe sono deterministiche. Il determinismo, qui, non \u00e8 un&#8217;ottimizzazione: \u00e8 la travatura portante.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La svolta del 2026: inferenza deterministica bit per bit<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La buona notizia \u00e8 che il problema del determinismo si sta risolvendo, e la spinta non arriva dalla crittografia ma dal cuore stesso del machine learning. La ricetta dei Thinking Machines Lab, resa pubblica come codice aperto, sono i \u00abkernel invarianti rispetto al batch\u00bb: implementazioni di moltiplicazione di matrici, attenzione e normalizzazione che scelgono sempre lo stesso ordine di calcolo, indipendentemente da quante richieste ci sono nel batch. Fissato l&#8217;ordine, i bit tornano identici.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un esperimento isolato. A settembre 2025 il team di SGLang, sostenuto da LMSYS, ha costruito sopra quegli operatori invarianti un motore di inferenza deterministico completo, arrivando a dichiarare un addestramento per rinforzo \u00abriproducibile al 100%\u00bb, con due esecuzioni indipendenti che tracciano curve identiche (<a href='https:\/\/lmsys.org\/blog\/2025-09-22-sglang-deterministic'>lmsys.org<\/a>). Il rallentamento medio dichiarato \u00e8 intorno al 34%, un prezzo tutt&#8217;altro che proibitivo. Persino un divulgatore come Simon Willison ne ha parlato per il grande pubblico degli sviluppatori (<a href='https:\/\/simonwillison.net\/2025\/Sep\/11\/defeating-nondeterminism\/'>simonwillison.net<\/a>).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il messaggio per la crypto \u00e8 strategico. Per anni la verifica dell&#8217;AI on-chain ha dovuto reinventare da sola strumenti che il resto del mondo non chiedeva. Ora la ricerca mainstream, spinta dalla necessit\u00e0 di esperimenti riproducibili e di sistemi di produzione affidabili, sta costruendo le stesse fondamenta. I progetti crypto possono ereditarle invece di pagarle per intero, e concentrarsi sullo strato che \u00e8 davvero loro: legare quell&#8217;output deterministico a una garanzia economica o crittografica. Il determinismo non \u00e8 pi\u00f9 una curiosit\u00e0 inventata dai criptografi, \u00e8 un obiettivo di ingegneria condiviso da tutta l&#8217;industria dell&#8217;AI.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Quando la verifica diventa un confronto di byte<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il ponte tra questo lavoro e la crypto lo costruisce EigenAI, la piattaforma di inferenza verificabile costruita sull&#8217;ecosistema di restaking di EigenLayer. Il suo paper tecnico (arXiv 2602.00182) parte proprio dalle cause del non determinismo, elencandole senza piet\u00e0: \u00abnon associativit\u00e0 della virgola mobile, scheduling dei kernel e batching variabile\u00bb. La proposta \u00e8 un motore LLM deterministico affiancato a una ri-esecuzione ottimistica garantita da stake e slashing.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto chiave, e la frase che vale l&#8217;intero lavoro, \u00e8 che quando l&#8217;inferenza diventa bit-esatta la verifica si semplifica in modo drastico: \u00abpoich\u00e9 l&#8217;inferenza \u00e8 bit-esatta, la verifica si riduce a un controllo di uguaglianza tra byte, e una sola replica onesta basta a rilevare la frode\u00bb (<a href='https:\/\/arxiv.org\/abs\/2602.00182'>arxiv.org<\/a>). In un&#8217;altra sezione: \u00abil determinismo fa collassare la verifica in un semplice controllo di uguaglianza\u00bb, rendendo il predicato di verifica \u00absia corretto sia completo\u00bb. A supporto, il paper riporta che \u00absu 10.000 esecuzioni, tutti gli hash coincidevano esattamente, senza alcuna divergenza a livello di bit\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il contrasto con lo zk-ML puro \u00e8 istruttivo. Una prova a conoscenza zero resta imbattibile quando serve anche nascondere qualcosa (il modello, i dati, o entrambi) e quando chi verifica non pu\u00f2 o non vuole rieseguire nulla. Ma se l&#8217;obiettivo \u00e8 solo la correttezza, e i verificatori sono disposti a rifare il calcolo, il determinismo offre una scorciatoia radicale: niente circuiti, niente ore di proving, solo due hash da confrontare. Molti sistemi del 2026 combinano le due cose, usando la ri-esecuzione deterministica per il grosso del lavoro e le prove ZK dove serve davvero la riservatezza.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena fermarsi su cosa significa. La verifica passa dal territorio costoso (proteggere con prove ZK o votare in modo probabilistico su un risultato) a un confronto di stringhe: due esecuzioni producono lo stesso hash oppure no. \u00c8 la forma di verifica pi\u00f9 economica immaginabile, e spiega perch\u00e9 nel 2026 anche progetti nati su altre strade guardino al determinismo come al vero acceleratore. Non a caso il dibattito su quanta parte di questo stack meriti una blockchain dedicata \u00e8 ancora aperto, come raccontato nel nostro <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/ritual-2026-serve-blockchain-dedicata-ai-verificabile\/'>approfondimento su Ritual e l&#8217;AI verificabile<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il conto da pagare: overhead e hardware canonico<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Rendere deterministica l&#8217;inferenza costa, ma meno di quanto si temesse. Il paper EigenAI dichiara che i suoi kernel deterministici raggiungono \u00abil 97-99% del throughput di cuBLAS\u00bb per le moltiplicazioni di matrici quantizzate, con un aumento di latenza end-to-end \u00abdi circa l&#8217;1,8%\u00bb. I kernel dei Thinking Machines Lab, nelle prime implementazioni, mostravano un rallentamento tra 1,6 e 2,1 volte, poi ridotto; SGLang si assesta intorno al 34%. In tutti i casi, cifre gestibili.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un vincolo pi\u00f9 insidioso, che il paper ammette con onest\u00e0: il determinismo tiene solo entro la stessa famiglia di GPU. EigenAI impone una \u00abpolitica a singola architettura\u00bb in cui \u00abtutti gli operatori e i verificatori devono usare SKU di GPU identici\u00bb, perch\u00e9 i test tra architetture diverse (una A100 contro una H100) \u00abnon coincidono a livello di bit a causa delle differenze nell&#8217;arrotondamento della virgola mobile\u00bb. La riproducibilit\u00e0 tra hardware eterogeneo resta un problema aperto, relegato ai \u00ablavori futuri\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza \u00e8 quasi ironica. La promessa dei mercati GPU decentralizzati (chiunque affitta la sua scheda, di qualunque marca e modello) \u00e8 la diversit\u00e0 dell&#8217;hardware. Il determinismo bit-esatto, invece, chiede un \u00abbersaglio hardware canonico\u00bb, cio\u00e8 spinge tutti verso lo stesso chip. Verificabilit\u00e0 e decentralizzazione dell&#8217;hardware, sul filo dei bit, tirano in direzioni opposte, una tensione che pesa proprio sui protocolli come Akash, il cui valore ruota attorno alla <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-akt-rally-domanda-gpu-fondamentali-2026\/'>domanda per un parco GPU quanto pi\u00f9 ampio possibile<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono due vie d&#8217;uscita, entrambe imperfette. La prima \u00e8 la normalizzazione numerica portabile, cio\u00e8 far s\u00ec che GPU diverse producano lo stesso bit al costo di un po&#8217; di prestazioni; \u00e8 la strada che i ricercatori indicano come lavoro futuro, ma non \u00e8 ancora pronta. La seconda \u00e8 accettare insiemi di verificatori separati per ciascuna architettura, il che frammenta la rete in isole omogenee. In entrambi i casi il determinismo bit-esatto non \u00e8 gratis sul piano della decentralizzazione: \u00e8 un compromesso, non un pasto gratis.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Intanto la crittografia pura corre: lookup e DeepProve<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre il determinismo veniva domato, il fronte puramente crittografico dello zk-ML ha vissuto il suo anno migliore. La chiave tecnica sono i lookup e il sumcheck, che aggirano il collo di bottiglia storico: rappresentare le funzioni non lineari come circuiti. Con Jolt Atlas, la zkVM Jolt di a16z adattata dai ricercatori di ICME Labs e NovaNet alle operazioni tensoriali del formato ONNX, i costosi calcoli non lineari diventano semplici consultazioni di tabelle. Wyatt Benno, di ICME Labs, lo dice cos\u00ec: \u00abi lookup eliminano del tutto la necessit\u00e0 di rappresentare il calcolo come circuito\u00bb, con benchmark che portano l&#8217;inferenza da 4-5 secondi con gli strumenti precedenti a circa 0,7 secondi (<a href='https:\/\/blog.icme.io\/sumcheck-good-lookups-good-jolt-good-particularly-for-zero-knowledge-machine-learning\/'>blog.icme.io<\/a>).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il principio \u00e8 elegante. Invece di codificare una funzione non lineare (una ReLU, un softmax) come una catena di vincoli aritmetici, la si pre-calcola in una tabella e si dimostra semplicemente che una certa coppia ingresso-uscita compare in quella tabella. Il sumcheck e le sue evoluzioni rendono questa verifica quasi gratuita rispetto al passato. Ed \u00e8 qui che i due fili si toccano di nuovo: una traccia di esecuzione deterministica e intera \u00e8 esattamente ci\u00f2 che i lookup sanno macinare in fretta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il salto simbolico pi\u00f9 grande porta la firma di Lagrange, il cui sistema DeepProve \u00e8 stato il primo a provare end-to-end l&#8217;inferenza di un LLM completo (prima GPT-2, poi Gemma-3), con i modelli di classe Llama ancora in sviluppo. Reso open source a giugno 2026, DeepProve dichiara oltre 12 milioni di prove generate e miglioramenti dell&#8217;ordine di 60 volte nella generazione delle prove e 671 volte nella verifica rispetto allo stato dell&#8217;arte precedente (<a href='https:\/\/lagrange.dev\/blog\/deepprove-1'>lagrange.dev<\/a>). Il fondatore e CEO Ismael Hishon-Rezaizadeh ha accompagnato l&#8217;annuncio con una frase diventata uno slogan del settore: \u00abnon abbiamo costruito DeepProve per possedere l&#8217;AI verificabile, l&#8217;abbiamo costruito perch\u00e9 nessuno dovesse farlo. La scatola nera \u00e8 aperta\u00bb. Serve un frame conservativo: provare un LLM di frontiera resta lontano, ma la barriera del \u00ablo zk-ML non regge gli LLM\u00bb si \u00e8 incrinata.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>A cosa serve davvero: oracoli, agenti, giochi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Tutta questa impalcatura, determinismo compreso, ha senso solo se serve a qualcosa. I casi d&#8217;uso reali del 2026 poggiano tutti sulla stessa fondazione: un output riproducibile che si pu\u00f2 provare.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Oracoli e DeFi.<\/strong> OpenGradient, in collaborazione con EZKL, alimenta un meccanismo di commissioni dinamiche per Uniswap V3: un modello fissa le fee del pool in base alla volatilit\u00e0 e una prova garantisce che il modello non sia stato manomesso (<a href='https:\/\/blog.ezkl.xyz\/post\/opengradient\/'>blog.ezkl.xyz<\/a>).<\/li><li><strong>Agenti autonomi.<\/strong> Un agente che muove capitali dovrebbe provare l&#8217;inferenza prima di firmare una transazione; \u00e8 la lacuna di fiducia che gli standard emergenti per gli agenti cercano di colmare, come discusso nella nostra guida al <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/eliza-framework-2026-sistema-operativo-agenti-gaming\/'>framework Eliza per gli agenti AI<\/a>.<\/li><li><strong>Giochi e provably-fair.<\/strong> Dai giochi con AI on-chain alle demo come Turing Roulette, la prova impedisce all&#8217;operatore di cambiare il modello a partita in corso.<\/li><li><strong>Inferenza privata.<\/strong> La conoscenza zero permette di provare che un modello ha prodotto un risultato senza rivelare n\u00e9 il modello n\u00e9 i dati sensibili in input.<\/li><\/ul><h2 class='wp-block-heading'>Le prove scalano, i token no<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una frattura evidente tra i progressi tecnici e la reazione del mercato. La tecnologia ha fatto passi enormi, ma i token dei progetti che la costruiscono restano schiacciati, quasi tutti tra l&#8217;86% e il 99,9% sotto i loro massimi storici. La tabella riassume la situazione al 25 settembre 2026, con prezzi in euro presi da <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/lagrange\/eur'>CoinGecko<\/a>.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Token<\/th><th>Progetto<\/th><th>Prezzo (EUR)<\/th><th>Cap. di mercato<\/th><th>Gi\u00f9 dal massimo<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>LA<\/td><td>Lagrange (DeepProve)<\/td><td>~0,065<\/td><td>~12,5 mln<\/td><td>-95,7%<\/td><\/tr><tr><td>PROVE<\/td><td>Succinct (SP1)<\/td><td>~0,21<\/td><td>~40,1 mln<\/td><td>-86%<\/td><\/tr><tr><td>ZKC<\/td><td>Boundless<\/td><td>~0,037<\/td><td>~10,8 mln<\/td><td>-97,5%<\/td><\/tr><tr><td>GIZA<\/td><td>Giza (ora AgentFi)<\/td><td>~0,00046<\/td><td>~0,16 mln<\/td><td>-99,9%<\/td><\/tr><tr><td>EIGEN<\/td><td>EigenCloud \/ EigenAI<\/td><td>~0,23<\/td><td>~212,5 mln<\/td><td>-95,7%<\/td><\/tr><tr><td>PHA<\/td><td>Phala (TEE)<\/td><td>~0,085<\/td><td>~72,7 mln<\/td><td>-92,5%<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune avvertenze per leggere i numeri con onest\u00e0. Non tutti questi token sono puro zk-ML: EIGEN \u00e8 soprattutto restaking e sicurezza crypto-economica, mentre PHA \u00e8 confidential computing (TEE) e ha vissuto una fiammata isolata, oltre il 280% in un mese, che riguarda la sua scommessa sull&#8217;hardware, non la crittografia. I token strettamente legati alle prove ZK (LA, ZKC, GIZA) restano micro-capitalizzazioni. Il caso pi\u00f9 eloquente \u00e8 Giza: partita come progetto zk-ML nel 2023, ha poi ripiegato sugli agenti finanziari (AgentFi), e oggi capitalizza circa 157 mila euro (<a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/giza\/eur'>CoinGecko<\/a>). \u00c8 la fotografia di quanto sia difficile trasformare in ricavi una tecnologia di prova.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda vera, allora, non \u00e8 se la tecnologia funzioni, ma chi sia disposto a pagarla. Finora i clienti naturali sono tre: chi deve rispettare regole che impongono di dimostrare il comportamento di un&#8217;AI, gli agenti autonomi che maneggiano denaro e devono provare le proprie decisioni, e la DeFi, dove c&#8217;\u00e8 capitale reale in gioco a ogni inferenza. Sono mercati promettenti ma ancora giovani, e questo spiega, pi\u00f9 della qualit\u00e0 del codice, perch\u00e9 le valutazioni dei token siano rimaste indietro rispetto agli annunci tecnici.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Regole: AI Act europeo, Consob e il vuoto di Washington<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se c&#8217;\u00e8 una leva che pu\u00f2 creare domanda per l&#8217;AI verificabile, \u00e8 la regolamentazione. In Europa l&#8217;AI Act \u00e8 entrato nella fase applicativa: dal 2 agosto 2026 scattano l&#8217;applicabilit\u00e0 generale, l&#8217;enforcement della Commissione e dell&#8217;AI Office sui modelli di uso generale (GPAI) e gli obblighi di trasparenza, con sanzioni che per i GPAI arrivano fino a 15 milioni di euro o il 3% del fatturato mondiale, e tetti pi\u00f9 alti per le violazioni pi\u00f9 gravi (<a href='https:\/\/digital-strategy.ec.europa.eu\/en\/policies\/regulatory-framework-ai'>digital-strategy.ec.europa.eu<\/a>). Gli obblighi pi\u00f9 pesanti sui sistemi ad alto rischio sono invece stati rinviati, in scaglioni, al dicembre 2027 e all&#8217;agosto 2028. La direzione \u00e8 chiara: chi user\u00e0 l&#8217;AI in contesti sensibili dovr\u00e0 dimostrarne il comportamento, e una prova crittografica \u00e8 un modo forte di farlo. Non a caso Lagrange, citando una ricerca McKinsey, sostiene che il 71% dei dirigenti d&#8217;azienda non intende scalare i sistemi di AI senza una prova di correttezza.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il quadro sui crypto-asset \u00e8 affidato a Consob per la condotta di mercato e la tutela degli investitori e alla Banca d&#8217;Italia per gli aspetti prudenziali e sulle stablecoin, secondo il decreto legislativo 129 del 2024 che ha recepito MiCA; il periodo transitorio si \u00e8 chiuso il 1 luglio 2026. C&#8217;\u00e8 anche una curiosit\u00e0 istituzionale: la stessa Consob usa tecniche di machine learning per la sorveglianza sugli abusi di mercato, con un principio esplicito di supervisione umana, il cosiddetto \u00abhuman in the loop\u00bb. \u00c8 un promemoria che la verificabilit\u00e0 dell&#8217;AI interessa anche a chi vigila. Nel frattempo l&#8217;Unione sta rivedendo la stessa MiCA, con una consultazione che si chiude il 30 settembre 2026, tra chi vuole semplificare e chi vuole rafforzare le tutele, un bivio che abbiamo raccontato nel pezzo su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-semplificare-rafforzare-competitivita\/'>MiCA tra semplificazione e tutele<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul versante opposto dell&#8217;Atlantico regna invece il vuoto. L&#8217;interpretazione congiunta di SEC e CFTC del marzo 2026 ha classificato come commodity digitali una manciata di grandi asset (Bitcoin, Ethereum, Solana, XRP), ma non ha detto nulla sui token dell&#8217;infrastruttura AI. LA, ZKC e PROVE restano cos\u00ec in una zona grigia normativa: n\u00e9 chiaramente dentro il perimetro europeo, n\u00e9 classificati oltreoceano. \u00c8 lo stesso limbo che ha spinto alcuni progetti a chiedersi se un token serva davvero, o se la vera domanda per l&#8217;AI verificabile arriver\u00e0 dalle regole prima che dai mercati. Va ricordato che MiCA disciplina i servizi sui crypto-asset a pronti e i loro emittenti, non l&#8217;infrastruttura di calcolo in quanto tale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 lo zk-ML in parole semplici?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo zk-ML unisce il machine learning e le prove a conoscenza zero. Serve a produrre, accanto al risultato di un modello AI, una prova crittografica che dimostra che quel risultato deriva davvero da quel modello e da quell&#8217;input, senza costringere chi verifica a rieseguire il calcolo. In pratica sposta la fiducia dal \u00abfidati di chi ha fatto girare il modello\u00bb al \u00abverifica la matematica\u00bb.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il determinismo \u00e8 cos\u00ec importante per l&#8217;AI verificabile?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 una prova \u00e8 sempre un&#8217;affermazione su un calcolo preciso. Se lo stesso modello, sullo stesso input, pu\u00f2 dare risultati diversi, non esiste un unico calcolo da provare e la prova perde valore. Il determinismo, cio\u00e8 la garanzia che il calcolo sia riproducibile bit per bit, \u00e8 quindi la precondizione di zk-ML, opML e verifica crypto-economica.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 lo stesso modello AI d\u00e0 risposte diverse alla stessa domanda?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non per vera casualit\u00e0, ma per due fattori tecnici: la non associativit\u00e0 della virgola mobile (l&#8217;ordine delle somme cambia i bit) e la mancanza di invarianza rispetto al batch, perch\u00e9 il numero di richieste elaborate insieme dalla GPU varia con il carico del server e cambia l&#8217;ordine dei calcoli. La soluzione sono i kernel invarianti rispetto al batch, che fissano l&#8217;ordine e rendono l&#8217;output riproducibile.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Lo zk-ML pu\u00f2 gi\u00e0 gestire i grandi modelli linguistici (LLM)?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">In parte. Nel 2026 il sistema DeepProve di Lagrange \u00e8 stato il primo a provare end-to-end l&#8217;inferenza di un LLM completo come GPT-2 e Gemma-3, e i lookup di Jolt Atlas hanno abbattuto il costo delle funzioni non lineari. Provare i modelli di frontiera pi\u00f9 grandi resta per\u00f2 un obiettivo futuro: la barriera si \u00e8 incrinata, non \u00e8 ancora caduta.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come sono regolati in Italia i token dei progetti zk-ML?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia i crypto-asset ricadono sotto Consob (condotta di mercato) e Banca d&#8217;Italia (aspetti prudenziali), secondo il decreto legislativo 129 del 2024 che recepisce MiCA. I token legati all&#8217;infrastruttura di AI verificabile, per\u00f2, non hanno una classificazione dedicata n\u00e9 in Europa n\u00e9 negli Stati Uniti, e restano in una zona grigia. L&#8217;infrastruttura in s\u00e9 non \u00e8 regolata direttamente, mentre lo sono i servizi e gli asset che vi si appoggiano.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 lo zk-ML in parole semplici?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Lo zk-ML unisce il machine learning e le prove a conoscenza zero. Serve a produrre, accanto al risultato di un modello AI, una prova crittografica che dimostra che quel risultato deriva davvero da quel modello e da quell'input, senza costringere chi verifica a rieseguire il calcolo. 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