{"id":673,"date":"2026-09-28T10:36:09","date_gmt":"2026-09-28T10:36:09","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-intergruppo-ritorno-26-manovra-2027\/"},"modified":"2026-09-28T10:36:09","modified_gmt":"2026-09-28T10:36:09","slug":"crypto-tax-intergruppo-ritorno-26-manovra-2027","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-intergruppo-ritorno-26-manovra-2027\/","title":{"rendered":"Tasse crypto: l&#8217;Intergruppo chiede il ritorno al 26% dal 2027"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre a Roma si apre la sessione di bilancio pi\u00f9 delicata dell&#8217;anno, la tassazione delle cripto-attivit\u00e0 torna al centro del dibattito politico. Il 24 settembre 2026, alla Camera dei Deputati, l&#8217;Intergruppo parlamentare \u00abAsset Digitali, Blockchain e Bitcoin\u00bb ha presentato i risultati del proprio Tavolo Tecnico, e tra le priorit\u00e0 indicate spicca una richiesta netta: riportare l&#8217;aliquota sulle plusvalenze crypto dal 33% attuale al 26% a partire dal 2027.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta ancora di una legge, n\u00e9 di un emendamento depositato. \u00c8 una bozza tecnica, un documento di indirizzo che dovr\u00e0 passare il vaglio di uffici parlamentari, ministeri e amministrazioni competenti prima di potersi tradurre in norma. Ma il tempismo non \u00e8 casuale: la proposta arriva a pochi giorni dal varo del Documento Programmatico di Finanza Pubblica e dall&#8217;avvio dell&#8217;iter della legge di bilancio, l&#8217;unica finestra in cui un cambio di aliquota pu\u00f2 realisticamente entrare in vigore dal 1\u00b0 gennaio 2027.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi detiene Bitcoin, Ethereum o altri token la posta in gioco \u00e8 concreta. Su una plusvalenza di 10.000 euro, la differenza tra il 33% e il 26% vale 700 euro di imposta. E dietro l&#8217;aliquota si nascondono tre nodi tecnici, le minusvalenze \u00abin gabbia\u00bb, la deducibilit\u00e0 dei costi e la rideterminazione del valore, che pesano quanto e pi\u00f9 della percentuale nominale. Vediamo cosa contiene davvero la proposta, come si inserisce nel calendario della manovra 2027 e cosa dovrebbe valutare oggi chi investe.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa ha presentato l&#8217;Intergruppo alla Camera<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Intergruppo parlamentare \u00abAsset Digitali, Blockchain e Bitcoin\u00bb, presieduto dal deputato Marcello Coppo, riunisce parlamentari di diversi schieramenti interessati a costruire un quadro normativo organico per il settore. Il 24 settembre ha illustrato alla Camera l&#8217;esito di un lavoro corale: un Tavolo Tecnico composto da 35 membri e articolato in 14 gruppi di lavoro, per un totale di 164 partecipanti tra istituzioni, universit\u00e0, professionisti, imprese, pubblica amministrazione, associazioni di categoria e forze dell&#8217;ordine, come <a href='https:\/\/assodigitale.it\/intergruppo-presenta-risultati-sul-fisco-delle-cripto-attivita\/'>riportato dalla stampa di settore<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il perimetro dei lavori va ben oltre il fisco e tocca tokenizzazione di asset finanziari e reali, infrastrutture DLT, pagamenti digitali, stablecoin, valute digitali di banca centrale, finanza decentralizzata, smart contract, identit\u00e0 digitale e cybersicurezza. Ma \u00e8 sul capitolo tributario che si concentra la richiesta pi\u00f9 immediata e misurabile, coordinata dal gruppo di lavoro guidato da Ferdinando Ametrano (CEO e fondatore di CheckSig, tra i primi operatori italiani autorizzati come CASP sotto MiCA) con il coordinamento tecnico di Antonio Annino.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 il \u00abriordino della fiscalit\u00e0 delle cripto-attivit\u00e0, con l&#8217;obiettivo di riallinearla agli altri strumenti finanziari\u00bb. In altre parole: smettere di trattare le cripto come una categoria a s\u00e9, penalizzata rispetto ad azioni, obbligazioni ed ETF, e ricondurle dentro la cornice ordinaria dei redditi di natura finanziaria. Una cornice che, in Italia, applica da anni l&#8217;aliquota del 26%. La stessa logica di convergenza che, sul fronte opposto, sta portando la finanza tradizionale a tokenizzare strumenti classici come le <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-innovation-exemption-azioni-tokenizzate-on-chain-2026\/'>azioni on-chain<\/a>: i due mondi si avvicinano, ma il fisco italiano continua a tenerli su binari diversi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le quattro misure della proposta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il documento tecnico non si limita a chiedere un taglio dell&#8217;aliquota. Interviene su quattro leve distinte, tutte pensate per ricalcare regole gi\u00e0 in vigore per gli altri strumenti finanziari. Le riassumiamo nella tabella che segue, confrontandole con la disciplina attuale.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Misura proposta<\/th><th>Regime attuale (2026)<\/th><th>Cosa cambierebbe dal 2027<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Aliquota sulle plusvalenze<\/td><td>33% (imposta sostitutiva)<\/td><td>26%, come i redditi di natura finanziaria<\/td><\/tr><tr><td>Deducibilit\u00e0 dei costi<\/td><td>Molto limitata<\/td><td>Deduzione delle spese connesse, come per azioni, obbligazioni e valute estere<\/td><\/tr><tr><td>Compensazione delle minusvalenze<\/td><td>Solo tra cripto e cripto<\/td><td>Compensabili con guadagni su altri strumenti finanziari e viceversa<\/td><\/tr><tr><td>Rideterminazione del costo<\/td><td>Finestre straordinarie una tantum<\/td><td>Rideterminazione annuale con sostitutiva al 21%, come le partecipazioni<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La struttura, secondo quanto <a href='https:\/\/www.spaziocrypto.com\/regolamentazione\/crypto-tax-italia-bozza-26-percento-camera-intergruppo-2027\/'>ricostruito da SpazioCrypto<\/a>, \u00e8 deliberatamente non rivoluzionaria: nessuna delle quattro voci inventa un meccanismo nuovo. Ciascuna prende una regola che il Testo Unico delle Imposte sui Redditi gi\u00e0 applica ad azioni e obbligazioni e la estende alle cripto-attivit\u00e0. \u00c8 una scelta politica precisa, perch\u00e9 rende pi\u00f9 difficile presentare la richiesta come un favore al settore: non un regime speciale, ma la fine di un regime speciale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 oggi le crypto pagano il 33%<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire la portata della proposta serve ricordare da dove si parte. Fino al 2025 le plusvalenze da cripto-attivit\u00e0, inquadrate come redditi diversi di natura finanziaria ai sensi dell&#8217;art. 67 comma 1 lett. c-sexies del TUIR, scontavano un&#8217;imposta sostitutiva del 26%, la stessa dei titoli. La <a href='https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024-12-30;207'>Legge 207\/2024<\/a> (Bilancio 2025) ha programmato l&#8217;aumento, poi confermato dalla <a href='https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-12-30;199'>Legge 199\/2025<\/a> (Bilancio 2026): dal 1\u00b0 gennaio 2026 l&#8217;aliquota \u00e8 salita al 33%.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nello stesso passaggio \u00e8 caduta anche la soglia di esenzione. La vecchia franchigia dei 2.000 euro di plusvalenza annua, introdotta con la Legge di Bilancio 2023, \u00e8 stata rimossa dal 1\u00b0 gennaio 2025: oggi ogni guadagno \u00e8 tassato dal primo euro. Resta invece una sola eccezione all&#8217;aliquota maggiorata, che sopravvive proprio perch\u00e9 legata alla regolamentazione europea. I token di moneta elettronica (EMT) ancorati all&#8217;euro e conformi al regolamento MiCA continuano a scontare il 26%, in quanto strumento di pagamento e non asset speculativo. \u00c8 il classico caso in cui il perimetro tracciato da <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-semplificare-rafforzare-competitivita\/'>MiCA<\/a> e vigilato in Italia da Consob e Banca d&#8217;Italia ridisegna, di riflesso, la mappa fiscale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La <a href='https:\/\/www.fondazionenazionalecommercialisti.it\/node\/1816'>Fondazione Nazionale dei Commercialisti<\/a> lo mette nero su bianco: l&#8217;aliquota \u00e8 \u00abincrementata al 26% per l&#8217;anno 2025 e al 33% dall&#8217;anno 2026 in poi\u00bb. Questo dettaglio, apparentemente banale, \u00e8 la fonte del pi\u00f9 diffuso malinteso tra gli investitori, e lo riprendiamo pi\u00f9 avanti quando parliamo di doppio binario.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il nodo delle minusvalenze: perch\u00e9 le perdite restano in gabbia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se l&#8217;aliquota \u00e8 il titolo, la compensazione delle perdite \u00e8 probabilmente la sostanza. Dal 2023 le minusvalenze da cripto-attivit\u00e0 vivono in un compartimento stagno: possono ridurre soltanto plusvalenze future su altre cripto-attivit\u00e0, con un riporto in avanti di quattro anni, ma non possono essere usate per abbattere i guadagni realizzati su azioni, obbligazioni, ETF o altri strumenti finanziari. Il contrario vale allo stesso modo: una perdita in Borsa non tocca un guadagno in Bitcoin.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un&#8217;anomalia rispetto al resto del comparto finanziario. Come <a href='https:\/\/fiscomania.com\/tassazione-crypto-cosa-cambia\/'>ricostruiscono le guide fiscali specializzate<\/a>, gli strumenti classificati sotto la lettera c-ter del TUIR (azioni, obbligazioni, ETP compresi quelli su Bitcoin) confluiscono in un unico paniere dove guadagni e perdite si compensano tra loro. Le cripto-attivit\u00e0, incasellate sotto la lettera c-sexies, restano fuori da quel paniere. Chi nel 2026 ha perso su un token e guadagnato su un&#8217;azione paga per intero sull&#8217;azione, mentre la perdita sul token resta congelata in attesa di un futuro guadagno cripto che potrebbe non arrivare mai.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La terza misura della proposta punta esattamente qui: rendere le minusvalenze cripto compensabili con i guadagni sugli altri strumenti finanziari, e viceversa, \u00abcome gi\u00e0 avviene per tutte le altre classi di attivit\u00e0\u00bb. Per un investitore diversificato che tratta azioni, ETF e token dallo stesso conto, sarebbe un cambiamento pi\u00f9 significativo dei sette punti di aliquota, perch\u00e9 eliminerebbe una doppia imposizione di fatto sui portafogli misti. \u00c8 il tipo di dettaglio che non fa notizia ma sposta il netto in tasca.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Deducibilit\u00e0 dei costi e rideterminazione annuale<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Le altre due leve completano il disegno di equiparazione. La deducibilit\u00e0 dei costi consentirebbe di sottrarre alla plusvalenza le spese connesse all&#8217;operazione, applicando la stessa formula gi\u00e0 prevista per azioni, obbligazioni e valute estere. Oggi il calcolo del guadagno tassabile su una cripto-attivit\u00e0 riconosce margini molto stretti in questo senso, e la mancanza di documentazione pu\u00f2 portare, nei casi limite, a un costo di carico pari a zero, con la tassazione dell&#8217;intero controvalore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La quarta misura riguarda la rideterminazione del costo di carico. Il documento propone un meccanismo di step-up annuale del valore fiscale, con un&#8217;imposta sostitutiva indicata al 21%, alla stessa aliquota e con la stessa cadenza gi\u00e0 previste per le partecipazioni. Tradotto: ogni anno l&#8217;investitore potrebbe \u00abaffrancare\u00bb il valore delle proprie cripto pagando una sostitutiva ridotta sul maturato, cos\u00ec da resettare il costo di carico e ridurre la plusvalenza imponibile in caso di vendita futura. Finora questo strumento \u00e8 comparso solo in forma di finestre straordinarie una tantum, l&#8217;ultima delle quali, con sostitutiva al 18% sul valore al 1\u00b0 gennaio 2025, si \u00e8 chiusa il 30 novembre 2025. Renderlo strutturale e annuale, come per le azioni, darebbe pianificabilit\u00e0 a chi accumula nel lungo periodo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il filo conduttore \u00e8 sempre lo stesso, sintetizzato da <a href='https:\/\/www.checksig.com\/eu\/en\/2026-09-24-crypto-tax-26-percent-rate\/'>CheckSig<\/a>, la societ\u00e0 guidata da Ametrano che ha contribuito al dossier: non chiedere un trattamento di favore, ma ricondurre le cripto-attivit\u00e0 \u00absotto la cornice ordinaria della fiscalit\u00e0 finanziaria\u00bb. Ogni singola misura \u00e8 calibrata per non poter essere accusata di regalare qualcosa al settore.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;argomento dell&#8217;equit\u00e0: 26% come tutti gli altri<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La leva retorica della proposta \u00e8 l&#8217;uguaglianza di trattamento, non lo sconto. La tesi \u00e8 che non esista una ragione economica per cui un guadagno su Bitcoin debba pagare sette punti in pi\u00f9 di un guadagno su un&#8217;azione o un BTP. Entrambi sono redditi di natura finanziaria; entrambi nascono da un investimento a rischio; la volatilit\u00e0, semmai, gioca a sfavore del token, non a suo favore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ferdinando Ametrano, che ha coordinato il gruppo di lavoro sulla fiscalit\u00e0, ha messo il dito su un punto scomodo per chi difende il 33%: penalizzare le cripto significa penalizzare anche chi ha scelto la via pi\u00f9 trasparente e vigilata. \u00abOggi il fisco penalizza chi acquista direttamente cripto-attivit\u00e0, anche quando si affida a un operatore italiano autorizzato\u00bb, ha dichiarato secondo quanto <a href='https:\/\/www.digitech.news\/brandvoice\/25\/09\/2026\/tasse-cripto-arriva-propost-aliquota-26\/'>riportato da Digitech<\/a>. \u00c8 un&#8217;osservazione che rovescia il senso comune: l&#8217;aliquota alta non colpisce chi opera nell&#8217;ombra, ma proprio chi passa per un intermediario regolamentato, tracciato e comunicato al fisco.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Intergruppo presieduto da Coppo ha indicato tra le priorit\u00e0 proprio il riallineamento della tassazione cripto \u00abagli altri strumenti finanziari\u00bb, in modo che la scelta tra un ETF e un token non dipenda dall&#8217;aliquota ma dal merito dell&#8217;investimento. \u00c8 la stessa filosofia con cui il settore ha accolto, un anno fa, l&#8217;arrivo dei regimi amministrati e la fine del periodo transitorio MiCA: normalizzazione, non eccezione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I numeri dietro la proposta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per sostenere la richiesta, l&#8217;Intergruppo ha portato anche alcuni dati. Secondo un sondaggio citato nella presentazione e ripreso da CheckSig, il 55% degli italiani sarebbe favorevole a tassare i guadagni sulle cripto come quelli su azioni e obbligazioni, mentre il 68% ritiene che gli investitori debbano avere la libert\u00e0 di scegliere se investire in cripto. Il 28% degli intervistati dichiara di possedere o aver posseduto cripto-attivit\u00e0, o di seguirne comunque l&#8217;andamento.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Su quest&#8217;ultima cifra vale la pena di una cautela. Il dato del 28% \u00e8 pi\u00f9 alto della penetrazione effettiva misurata da rilevazioni indipendenti: l&#8217;Osservatorio Blockchain &amp; Web3 del <a href='https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/blockchain-web3\/blockchain-italia\/'>Politecnico di Milano<\/a> stimava a inizio 2026 un&#8217;adozione intorno al 7% dei consumatori italiani, circa 2,8 milioni di persone, tra le pi\u00f9 basse dei grandi mercati europei. La differenza dipende dal perimetro della domanda (possesso attuale contro \u00abpossesso o interesse\u00bb) e dalla natura del campione: un sondaggio commissionato tende a raccogliere chi \u00e8 gi\u00e0 sensibile al tema. Va quindi letto come segnale di attenzione dell&#8217;opinione pubblica, non come misura netta della platea di contribuenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il numero pi\u00f9 politicamente rilevante \u00e8 per\u00f2 un altro: secondo le stime dell&#8217;Intergruppo, il ritorno al 26% inciderebbe per meno dello 0,01% sul gettito complessivo dello Stato. Se confermato, sarebbe l&#8217;argomento decisivo, perch\u00e9 toglierebbe al Ministero dell&#8217;Economia la principale ragione per opporsi, ossia la perdita di entrate. Su una manovra che deve trovare miliardi, un capitolo che vale una frazione infinitesimale del bilancio \u00e8, sulla carta, sacrificabile senza dolore. \u00c8 esattamente su questa cifra che si giocher\u00e0 la trattativa nelle prossime settimane.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Un esempio concreto: quanto pesa il passaggio dal 33% al 26%<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire l&#8217;impatto reale conviene fare i conti su un caso tipico. Immaginiamo un investitore che nel corso dell&#8217;anno realizza una plusvalenza netta di 20.000 euro vendendo Bitcoin e che, nello stesso periodo, abbia accumulato una minusvalenza di 5.000 euro su un pacchetto di azioni. Vediamo come cambia il conto tra regime attuale e proposta.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Voce<\/th><th>Regime 2026 (33%)<\/th><th>Proposta 2027 (26%)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Plusvalenza su Bitcoin<\/td><td>20.000 euro<\/td><td>20.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Minusvalenza su azioni compensabile<\/td><td>0 euro (non ammessa)<\/td><td>5.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Base imponibile<\/td><td>20.000 euro<\/td><td>15.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Imposta dovuta<\/td><td>6.600 euro<\/td><td>3.900 euro<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Nel regime attuale la perdita azionaria non tocca il guadagno cripto: si pagano 6.600 euro, il 33% di 20.000. Nel modello proposto la minusvalenza di 5.000 euro abbatte la base imponibile a 15.000 euro, sui quali il 26% fa 3.900 euro. Il risparmio di 2.700 euro si divide quasi a met\u00e0: circa 1.400 euro derivano dal taglio dell&#8217;aliquota e circa 1.300 euro dalla compensazione incrociata delle perdite. \u00c8 la prova numerica di quanto detto prima: sui portafogli misti il vero motore della proposta non \u00e8 solo l&#8217;aliquota, ma anche la fine del compartimento stagno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi invece detiene soltanto cripto e non ha perdite da compensare, il beneficio si riduce ai sette punti di aliquota: su una plusvalenza di 20.000 euro, il passaggio dal 33% al 26% vale 1.400 euro. Meno spettacolare, ma comunque il segnale di un fisco che smette di trattare le cripto come un caso a parte. La rideterminazione annuale al 21%, infine, premierebbe soprattutto chi accumula da anni e si porta dietro forti plusvalenze latenti, offrendo un modo pianificabile per diluire il carico fiscale invece di subirlo tutto al momento della vendita.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il calendario della manovra 2027<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 una modifica dell&#8217;aliquota valga dal 1\u00b0 gennaio 2027, deve entrare nella legge di bilancio che il Parlamento approver\u00e0 entro fine anno. Ecco perch\u00e9 la finestra utile \u00e8 stretta e ben definita. Il <a href='https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2026\/09\/22\/il-calendario-della-manovra-tutte-le-scadenze-fino-al-31-dicembre_07dda593-d694-48d7-8afd-590f9caa83a5.html'>calendario ricostruito dall&#8217;ANSA<\/a> scandisce le tappe principali.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data (2026)<\/th><th>Passaggio<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>2 ottobre<\/td><td>Il Governo presenta il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), che sostituisce la vecchia NADEF<\/td><\/tr><tr><td>15 ottobre<\/td><td>Invio del Documento Programmatico di Bilancio (DPB) alla Commissione europea<\/td><\/tr><tr><td>20 ottobre<\/td><td>Trasmissione del disegno di legge di bilancio al Parlamento (data indicativa)<\/td><\/tr><tr><td>24 novembre<\/td><td>La Commissione europea pubblica la valutazione dei documenti italiani<\/td><\/tr><tr><td>31 dicembre<\/td><td>Termine per l&#8217;approvazione, pena l&#8217;esercizio provvisorio<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il DPFP, spiega il <a href='https:\/\/www.mef.gov.it\/focus\/Documento-programmatico-di-finanza-pubblica\/'>Ministero dell&#8217;Economia<\/a>, fissa il quadro macroeconomico e di finanza pubblica del triennio e apre di fatto la sessione di bilancio. \u00c8 in quel testo, e poi nel disegno di legge di ottobre, che una misura sulle cripto dovrebbe comparire per avere qualche possibilit\u00e0. Una bozza tecnica presentata a fine settembre ha quindi appena il tempo di diventare emendamento; se non trova un relatore e una copertura entro l&#8217;iter parlamentare, resta un documento di indirizzo per il futuro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il contesto macro non aiuta la prudenza. La manovra 2027 si scrive in un anno in cui il costo del debito pesa sui conti pubblici (il tema \u00e8 al centro anche del dibattito su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/breakeven-btp-italia-inflazione-attesa-crypto-2026\/'>aste BTP e inflazione attesa<\/a>) e in cui il ciclo dei tassi resta un&#8217;incognita dopo le mosse della <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/fed-warsh-rialzo-tassi-2026-impatto-crypto\/'>Fed guidata da Warsh<\/a>. In un quadro simile, ogni euro di gettito conta, ed \u00e8 per questo che la stima dello 0,01% diventa il vero terreno di scontro.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il governo aveva alzato l&#8217;aliquota<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per valutare le probabilit\u00e0 della proposta conviene ricordare come si \u00e8 arrivati al 33%. Nell&#8217;autunno 2024 il Governo, con il viceministro all&#8217;Economia Maurizio Leo, aveva ipotizzato un salto ben pi\u00f9 drastico: portare l&#8217;aliquota dal 26% al 42%, come <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2024\/10\/16\/italy-to-raise-capital-gains-tax-on-crypto-to-42-from-26-reports'>riportato da CoinDesk<\/a>. La proposta, giustificata con esigenze di gettito, sollev\u00f2 una reazione durissima del settore e di parte della stessa maggioranza, e fu ridimensionata in dicembre al 33% con decorrenza 2026. Il 33%, insomma, era gi\u00e0 il risultato di una mediazione al ribasso rispetto al 42%.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 la prima volta che il settore prova a rimettere in discussione quel numero. In sede parlamentare erano gi\u00e0 stati presentati emendamenti nell&#8217;autunno 2025 e una iniziativa nel gennaio 2026, tutti naufragati. La novit\u00e0 del documento del 24 settembre \u00e8 che, per la prima volta, la richiesta non arriva da un singolo gruppo ma da un intergruppo trasversale, con un impianto tecnico strutturato e un argomento di gettito quantificato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano economico, la tesi del settore \u00e8 che l&#8217;aliquota alta possa rivelarsi controproducente per lo stesso erario. In un&#8217;audizione al Senato sulla legge di bilancio, l&#8217;associazione di categoria <a href='https:\/\/www.senato.it\/application\/xmanager\/projects\/leg19\/attachments\/documento_evento_procedura_commissione\/files\/000\/434\/645\/AssoCASP.pdf'>AssoCASP<\/a>, presieduta da Fabrizio Vedana, aveva sostenuto che un prelievo troppo elevato rischia di spingere i risparmiatori verso l&#8217;autocustodia o verso giurisdizioni estere meno trasparenti e meno tutelanti, riducendo il gettito invece di aumentarlo. \u00c8 lo stesso ragionamento che la stima dello 0,01% prova a portare a conclusione: se il gettito in gioco \u00e8 minimo, l&#8217;unico effetto certo dell&#8217;aliquota alta \u00e8 disincentivare l&#8217;uso di canali regolamentati.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Doppio binario: cosa si paga davvero adesso<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui si annida il malinteso pi\u00f9 frequente. Il 33% di cui tutti parlano non \u00e8 l&#8217;aliquota che la maggior parte degli investitori sta pagando in questo momento. Le imposte versate nel 2026 riguardano i guadagni del 2025, che scontano ancora il 26%. Il 33% si applica ai guadagni realizzati dal 1\u00b0 gennaio 2026 in poi, che finiranno in dichiarazione soltanto nel 2027. E il 26% del 2027 di cui discute l&#8217;Intergruppo, se approvato, riguarderebbe i guadagni futuri, dichiarati nel 2028.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Tre anni fiscali con tre regole diverse si sovrappongono, e vale la pena tenerli distinti.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Anno del guadagno<\/th><th>Aliquota<\/th><th>Quando si dichiara<\/th><th>Stato<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>2025<\/td><td>26%<\/td><td>2026<\/td><td>In vigore, si paga adesso<\/td><\/tr><tr><td>2026<\/td><td>33%<\/td><td>2027<\/td><td>In vigore, legge confermata<\/td><\/tr><tr><td>2027<\/td><td>33% salvo modifiche<\/td><td>2028<\/td><td>Oggetto della proposta (26%)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La lezione pratica \u00e8 semplice: fino a quando la manovra 2027 non sar\u00e0 legge, il 33% resta il riferimento per i guadagni maturati quest&#8217;anno e per quelli del prossimo. Chi pianifica una vendita non dovrebbe dare per scontato il ritorno al 26%, perch\u00e9 una bozza tecnica non \u00e8 una norma e l&#8217;iter pu\u00f2 concludersi in molti modi. La <a href='https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/'>Agenzia delle Entrate<\/a> continua ad applicare le regole vigenti, non quelle sperate.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Se la proposta non passa: cosa pu\u00f2 fare chi investe<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La volatilit\u00e0 del mercato rende la questione tutt&#8217;altro che teorica. Alla fine di settembre 2026 Bitcoin viaggia intorno ai 72.700 euro, in calo di circa il 2,7% nelle ultime 24 ore, mentre Ethereum si aggira sui 2.325 euro, secondo i dati di <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin'>CoinGecko<\/a>; movimenti che tengono molti portafogli sopra il prezzo di carico e che rendono attuale il tema di quando e come realizzare (per il contesto di prezzo abbiamo dedicato un&#8217;analisi al <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-75000-euro-rally-vero-short-squeeze-2026\/'>rally di Bitcoin sotto i 75.000 euro<\/a>). In assenza di certezze sul 2027, alcune mosse restano valide a prescindere dall&#8217;esito politico.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Tenere una contabilit\u00e0 ordinata di ogni acquisto, vendita e permuta, con controvalori in euro alla data dell&#8217;operazione: il costo di carico non documentato pu\u00f2 azzerarsi, con tassazione sull&#8217;intero incasso.<\/li><li>Valutare il realizzo delle minusvalenze entro fine anno per compensare plusvalenze cripto gi\u00e0 maturate, ricordando che oggi la compensazione resta confinata al perimetro cripto e che le perdite si riportano per quattro anni.<\/li><li>Distinguere gli EMT in euro conformi a MiCA, che restano al 26%, dagli altri token: sui portafogli misti la differenza di aliquota incide sulla scelta di cosa vendere prima.<\/li><li>Ricordare che passare da un exchange a un intermediario in regime amministrato non cancella gli obblighi sugli anni passati n\u00e9 sui wallet in autocustodia, che vanno comunque monitorati nel quadro RW (quadro W nel modello 730).<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna di queste azioni dipende dall&#8217;approvazione della proposta. Sono buone pratiche in un regime al 33% e resterebbero valide anche in un regime al 26%; semmai, con la compensazione allargata invocata dall&#8217;Intergruppo, la gestione delle minusvalenze diventerebbe una leva ancora pi\u00f9 potente per chi ha un portafoglio diversificato.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il confronto europeo: 26%, 33% e le altre vie<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Un modo per giudicare se il 33% italiano sia davvero fuori scala \u00e8 guardare a come i vicini tassano gli stessi guadagni. Il quadro europeo \u00e8 frammentato, perch\u00e9 MiCA armonizza la vigilanza sui mercati ma lascia la fiscalit\u00e0 alle singole capitali. Ne emergono modelli molto diversi, e l&#8217;Italia si colloca nella fascia alta.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>Aliquota sulle plusvalenze crypto<\/th><th>Caratteristica principale<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Italia<\/td><td>33% (26% per gli EMT in euro)<\/td><td>Nessuna esenzione per periodo di possesso; minusvalenze non compensabili con altri strumenti<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>31,4% (PFU dal 2026)<\/td><td>Prelievo forfettario unico; esenzione fino a 305 euro di cessioni l&#8217;anno<\/td><\/tr><tr><td>Germania<\/td><td>0% se detenute oltre 1 anno<\/td><td>Esenzione dopo la Spekulationsfrist; sotto l&#8217;anno soglia di 1.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Portogallo<\/td><td>28% se detenute meno di 365 giorni<\/td><td>Esenzione oltre l&#8217;anno; le permute cripto-cripto non azzerano il conteggio<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto \u00e8 istruttivo. La Francia, pur con un <a href='https:\/\/www.impots.gouv.fr\/particulier\/questions\/comment-declarer-les-plus-ou-moins-values-sur-cessions-dactifs-numeriques'>prelievo forfettario<\/a> salito al 31,4% dal 2026, resta sotto l&#8217;Italia. La Germania premia il possesso di lungo periodo con l&#8217;esenzione totale oltre l&#8217;anno, un incentivo a non fare trading speculativo che l&#8217;ordinamento italiano non contempla. Il Portogallo combina un&#8217;aliquota del 28% con l&#8217;esenzione oltre i dodici mesi. In nessuno di questi Paesi un cassettista che tiene le proprie cripto per anni si trova a pagare l&#8217;aliquota piena come in Italia. La richiesta del 26% riporterebbe l&#8217;Italia in linea con la Francia e sotto il Portogallo di breve periodo, senza per\u00f2 introdurre il premio-tempo tedesco.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Va aggiunto il contesto sovranazionale: dal 2027 la direttiva europea DAC8 (<a href='https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX:32023L2226'>Direttiva UE 2023\/2226<\/a>) far\u00e0 scattare lo scambio automatico dei dati tra gli exchange dell&#8217;Unione e le amministrazioni fiscali, con la prima trasmissione fissata al 30 giugno 2027. In uno scenario in cui il fisco vedr\u00e0 comunque i movimenti, l&#8217;argomento dell&#8217;Intergruppo diventa pi\u00f9 forte: se la tracciabilit\u00e0 \u00e8 ormai garantita, l&#8217;unico effetto di un&#8217;aliquota punitiva \u00e8 spingere gli utenti fuori dai canali che quei dati li comunicano.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa aspettarsi ora<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Le prossime settimane diranno se la proposta ha gambe per camminare. I segnali da monitorare sono precisi. Primo, se il tema compare nel DPFP del 2 ottobre o resta assente: la sua presenza sarebbe un indizio di apertura del Governo, la sua assenza non \u00e8 per\u00f2 una condanna, perch\u00e9 una misura pu\u00f2 entrare come emendamento in fase parlamentare. Secondo, se nel disegno di legge di bilancio di ottobre emerge una copertura o un riferimento alle cripto-attivit\u00e0. Terzo, la posizione del Ministero dell&#8217;Economia sulla stima dello 0,01%: se il MEF la contesta, la trattativa si complica; se la accetta, l&#8217;ostacolo principale cade.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il precedente del 42% ridimensionato a 33% insegna che, sul tema cripto, la maggioranza \u00e8 tutt&#8217;altro che compatta e che la pressione del settore pu\u00f2 ottenere risultati. Ma insegna anche che il punto di caduta tende a essere un compromesso, non una vittoria piena. Non \u00e8 escluso che si arrivi a una soluzione parziale: la sola compensazione delle minusvalenze, per esempio, o la sola deducibilit\u00e0 dei costi, senza toccare l&#8217;aliquota. Sarebbe comunque un passo verso la parit\u00e0 con gli altri strumenti finanziari.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;investitore, il messaggio operativo non cambia: si pianifica sulle regole vigenti, non sulle proposte. Il 33% resta la realt\u00e0 per i guadagni del 2026 fino a prova contraria. La proposta dell&#8217;Intergruppo \u00e8 la migliore notizia che il settore abbia ricevuto sul fronte fiscale da quando l&#8217;aliquota \u00e8 salita, ma tra una bozza tecnica alla Camera e una riga nella Gazzetta Ufficiale c&#8217;\u00e8 tutta la distanza di una sessione di bilancio.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Quanto si pagano di tasse sulle crypto in Italia nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1\u00b0 gennaio 2026 le plusvalenze da cripto-attivit\u00e0 scontano un&#8217;imposta sostitutiva del 33%, contro il 26% applicato fino al 2025. Fa eccezione il 26% mantenuto per i token di moneta elettronica in euro conformi a MiCA. La franchigia di 2.000 euro \u00e8 stata abolita dal 2025, quindi si tassa dal primo euro di guadagno.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>L&#8217;aliquota sulle crypto torner\u00e0 al 26% nel 2027?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 ancora deciso. Il 24 settembre 2026 l&#8217;Intergruppo parlamentare Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin ha presentato una bozza tecnica che chiede il ritorno al 26% dal 2027, ma non \u00e8 una legge n\u00e9 un emendamento depositato. Fino all&#8217;approvazione della manovra 2027 l&#8217;aliquota di riferimento resta il 33%.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Posso compensare le perdite sulle crypto con i guadagni sulle azioni?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi no. Le minusvalenze da cripto-attivit\u00e0 possono ridurre soltanto plusvalenze future su altre cripto-attivit\u00e0, con riporto di quattro anni, e non i guadagni su azioni, obbligazioni o ETF. La proposta dell&#8217;Intergruppo punta proprio a rendere possibile questa compensazione incrociata dal 2027.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa propone esattamente l&#8217;Intergruppo sulle cripto-attivit\u00e0?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Quattro misure: aliquota al 26% dal 2027, deducibilit\u00e0 dei costi connessi alla plusvalenza, compensazione delle minusvalenze con gli altri strumenti finanziari e una rideterminazione annuale del costo di carico con imposta sostitutiva al 21%, come gi\u00e0 previsto per le partecipazioni.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quando si decide la tassazione crypto per il 2027?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Nella sessione di bilancio autunnale. Il DPFP \u00e8 atteso il 2 ottobre 2026, il Documento Programmatico di Bilancio va a Bruxelles entro il 15 ottobre e il disegno di legge di bilancio arriva in Parlamento intorno al 20 ottobre, con approvazione entro il 31 dicembre 2026. 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