{"id":675,"date":"2026-09-28T22:34:05","date_gmt":"2026-09-28T22:34:05","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-vs-io-net-render-nosana-gpu-2026\/"},"modified":"2026-09-28T22:34:05","modified_gmt":"2026-09-28T22:34:05","slug":"akash-vs-io-net-render-nosana-gpu-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-vs-io-net-render-nosana-gpu-2026\/","title":{"rendered":"Akash contro io.net, Render e Nosana: la sfida GPU 2026"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">A fine settembre 2026 il paniere dei token legati alle GPU decentralizzate ha vissuto una fiammata e poi una ricaduta nel giro di pochi giorni. AKT, il token di Akash Network, \u00e8 quasi raddoppiato dai minimi di met\u00e0 mese sotto 0,50 dollari fino a superare 0,73 dollari, prima di ripiegare verso 0,64 dollari (circa 0,57 euro) nella seduta del 28 settembre, secondo i dati di <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/akash-network'>CoinGecko<\/a>. Render \u00e8 tornato a sfiorare il miliardo di dollari di capitalizzazione, Nosana ha guadagnato oltre il 16% in una settimana, poi l&#8217;intero settore ha ceduto terreno in un solo giorno. Dietro il rumore dei prezzi, per\u00f2, si gioca una partita pi\u00f9 interessante: chi diventer\u00e0 l&#8217;alternativa decentralizzata ad AWS e ai giganti come CoreWeave per il calcolo che alimenta l&#8217;intelligenza artificiale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash \u00e8 stata la pioniera di questa categoria, la prima a costruire un marketplace permissionless dove chiunque pu\u00f2 affittare potenza di calcolo. Ma nel 2026 non \u00e8 pi\u00f9 sola. io.net, Render, Nosana e Phala Network attaccano lo stesso problema con modelli molto diversi tra loro: asta inversa, orchestrazione, integrazione verticale, inferenza a basso costo su Solana, calcolo riservato dentro enclavi hardware. Questo articolo li mette a confronto per capire quale approccio ha davvero le carte in regola per vincere, usando Akash come punto di partenza e come metro di paragone.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Una precisazione metodologica: teniamo fuori dal confronto diretto Bittensor (TAO), che non \u00e8 un marketplace di affitto GPU ma un sistema di sottoreti che remunera contributi di machine learning; \u00e8 un modello differente e paragonarlo alla stessa griglia sarebbe fuorviante. Usiamo invece CoreWeave, la societ\u00e0 quotata al Nasdaq, come riferimento centralizzato per misurare le distanze di scala.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La corsa alle GPU decentralizzate nel 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di partenza \u00e8 una scarsit\u00e0 reale. Addestrare e far girare modelli di intelligenza artificiale richiede acceleratori Nvidia (H100, H200, la nuova generazione Blackwell) che i grandi provider cloud faticano a rendere disponibili in tempi rapidi e a prezzi accessibili. Le reti DePIN (Decentralized Physical Infrastructure Networks) promettono di colmare il divario aggregando GPU sparse per il mondo, dai datacenter enterprise alle schede consumer nelle case, e mettendole a disposizione a tariffe che spesso partono da un terzo di quelle degli hyperscaler.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La promessa \u00e8 seducente, i numeri di ricavo molto meno. Secondo l&#8217;analisi di <a href='https:\/\/yellow.com\/research\/ai-compute-demand-crypto-gpu-networks-gap-2026'>Yellow<\/a>, l&#8217;intero settore delle GPU decentralizzate genera un fatturato annualizzato nell&#8217;ordine dei 180-220 milioni di dollari: una cifra che CoreWeave, da sola, supera abbondantemente in un solo trimestre. \u00c8 il paradosso che accompagna tutta la categoria e che ritroveremo in ogni sezione: l&#8217;utilizzo cresce, la tecnologia funziona, ma i ricavi on-chain restano piccoli e i token quotano decine di punti percentuali sotto i massimi storici. Il rally di fine settembre non ha cambiato questa struttura; ha semplicemente riacceso l&#8217;attenzione, complice anche una rotazione settoriale verso i token AI e un contesto macro dominato dalla forza del dollaro e dai <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/fed-warsh-rialzo-tassi-2026-impatto-crypto\/'>rialzi dei tassi decisi dalla Fed di Warsh<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco la fotografia del campo alla data del 28 settembre 2026 (fonte CoinGecko, prezzi in euro con dollaro tra parentesi; l&#8217;intero paniere era in calo nelle ventiquattro ore dopo il picco di met\u00e0 settimana).<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Progetto (token)<\/th><th>Prezzo<\/th><th>Capitalizzazione<\/th><th>Var. 7 giorni<\/th><th>Sotto il massimo storico<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Akash (AKT)<\/td><td>0,57 \u20ac (0,6452 $)<\/td><td>~169 mln \u20ac<\/td><td>-1,6%<\/td><td>-92%<\/td><\/tr><tr><td>Render (RENDER)<\/td><td>1,67 \u20ac (1,90 $)<\/td><td>~867 mln \u20ac<\/td><td>+2,7%<\/td><td>-86%<\/td><\/tr><tr><td>io.net (IO)<\/td><td>0,135 \u20ac (0,1535 $)<\/td><td>~54 mln \u20ac<\/td><td>+2,5%<\/td><td>-97,6%<\/td><\/tr><tr><td>Nosana (NOS)<\/td><td>0,36 \u20ac (0,4107 $)<\/td><td>~36 mln \u20ac<\/td><td>+16,7%<\/td><td>-94,8%<\/td><\/tr><tr><td>Phala (PHA)<\/td><td>0,051 \u20ac (0,05899 $)<\/td><td>~44 mln \u20ac<\/td><td>+17,2%<\/td><td>-95,8%<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Dati CoinGecko, 28 settembre 2026. Cambio euro\/dollaro circa 1,138.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Akash Network: il pioniere dell&#8217;asta inversa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash Network nasce nel marzo 2018 da Overclock Labs, la societ\u00e0 fondata da Greg Osuri e Adam Bozanich, con l&#8217;idea di creare un mercato aperto e permissionless per il cloud computing. La mainnet parte a settembre 2020 con CPU e storage; le GPU arrivano il 31 agosto 2023 con l&#8217;aggiornamento Mainnet 6, ribattezzato Supercloud, che apre la piazza ad acceleratori Nvidia H100 e A100 oltre alle schede consumer. Da quel momento Akash diventa a tutti gli effetti un marketplace di GPU decentralizzate.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo distintivo \u00e8 l&#8217;asta inversa. Chi ha bisogno di calcolo scrive un file di configurazione chiamato SDL (Stack Definition Language) in cui specifica risorse e requisiti; i provider rispondono con offerte al ribasso; il committente sceglie l&#8217;offerta che preferisce, non necessariamente la pi\u00f9 economica, perch\u00e9 pu\u00f2 privilegiare reputazione, area geografica o provider verificati (audited). Una volta accettata l&#8217;offerta si apre un lease, un contratto di locazione garantito da un deposito in escrow che paga il provider a intervalli regolari e si chiude se il committente smette di rifornire il conto. La gestione avviene tramite Akash Console, l&#8217;interfaccia ufficiale, o dashboard di comunit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sopra questo strato infrastrutturale Akash ha costruito nel 2026 una piattaforma di inferenza gestita, AkashML (con Akash Chat come vetrina consumer), che ospita modelli aperti come Llama, DeepSeek e Qwen e che a inizio luglio 2026 dichiarava di aver superato i 10 miliardi di token elaborati al giorno. Tra i clienti citati figurano Venice, ElizaOS, Morpheus e Gensyn: la domanda di calcolo, insomma, arriva sempre pi\u00f9 spesso da <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/eliza-framework-2026-sistema-operativo-agenti-gaming\/'>agenti AI autonomi e framework come Eliza<\/a>, non solo da sviluppatori che avviano manualmente un deployment. Come ha sintetizzato Osuri nel <a href='https:\/\/akash.network\/blog\/akash-network-q1-2026-report\/'>report del primo trimestre 2026<\/a>, \u00abl&#8217;AI si muove in mesi, l&#8217;energia si muove in anni\u00bb: una battuta che spiega perch\u00e9 una rete capace di mobilitare GPU gi\u00e0 esistenti possa avere un vantaggio di velocit\u00e0 sui datacenter da costruire.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>io.net: l&#8217;orchestratore che aggrega GPU su Solana<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se Akash \u00e8 un marketplace ad asta, io.net \u00e8 un orchestratore. Costruita su Solana, la rete si presenta come un livello software che aggrega GPU sparse in cluster utilizzabili per addestramento e inferenza, usando IO-SDK (un fork del framework distribuito Ray) e Kubernetes per gestire nodi fino a diecimila GPU. L&#8217;idea \u00e8 che il valore non stia solo nel mettere in contatto domanda e offerta, ma nel far cooperare tante schede eterogenee come se fossero un unico supercomputer.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte tokenomics, io.net ha introdotto l&#8217;11 giugno 2026 l&#8217;Incentive Dynamic Engine (IDE), un modello che lega emissioni e distruzione di token ai ricavi reali: almeno il 50% dei ricavi netti (dopo il pagamento dei fornitori) viene bruciato in IO, con un obiettivo dichiarato di almeno 12 milioni di IO distrutti nel primo anno, come riportato da <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/press-release\/2026\/06\/11\/io-net-to-burn-up-to-12m-tokens-as-network-closes-usd8m-deal-and-hits-4-billion-daily-ai-tokens'>CoinDesk<\/a>. La stessa comunicazione annunciava un contratto enterprise da 8 milioni di dollari (circa 650.000 dollari al mese di guadagni on-chain) e un record di oltre 4 miliardi di token AI elaborati al giorno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un tema di trasparenza che accompagna io.net fin dal lancio: i numeri di marketing sul parco GPU non coincidono con i dati verificabili. L&#8217;analisi di <a href='https:\/\/ownyourmind.ai\/projects\/io-net\/'>Own Your Mind<\/a> segnala oltre 30.000 GPU pubblicizzate a fronte di circa 2.447 dispositivi effettivamente presenti sull&#8217;explorer della rete stessa (dato del 13 agosto 2026), e un fatturato annualizzato intorno ai 12,5 milioni di dollari, sotto le proiezioni da oltre 20 milioni che circolavano in precedenza. La cifra dei \u00aboltre 320.000 GPU in 138 Paesi\u00bb va quindi letta come un totale di dispositivi registrati, non attivi. \u00c8 lo stesso scarto tra domanda dichiarata e domanda verificata che vale per tutte queste reti, e che rende difficile confrontarle solo sulla base dei comunicati stampa. In borsa il token IO quota intorno a 0,135 euro (0,1535 dollari), con una capitalizzazione di circa 54 milioni di dollari e una perdita di quasi il 98% dal massimo storico.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Render: la scommessa verticale di OTOY<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Render \u00e8 il concorrente pi\u00f9 anomalo del gruppo, perch\u00e9 non nasce per l&#8217;AI. Il progetto \u00e8 costruito da OTOY, la societ\u00e0 di Jules Urbach che dal 2012 sviluppa OctaneRender, uno dei motori di rendering GPU pi\u00f9 diffusi nella grafica 3D professionale. Il token, un tempo RNDR su Ethereum, \u00e8 oggi RENDER su Solana. La rete serve da sempre a distribuire i lavori di rendering su GPU sparse per il mondo, e solo negli ultimi anni ha esteso il modello al calcolo AI, soprattutto all&#8217;inferenza, attraverso la piattaforma Dispersed.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La strategia di Render \u00e8 l&#8217;integrazione verticale. OTOY non si limita a gestire il marketplace: costruisce l&#8217;intero stack creativo, dal software Octane a OTOY Studio (una suite consumer con centinaia di strumenti AI dove RENDER \u00e8 metodo di pagamento), fino alla rete di rendering e a Dispersed. In questo modo il token cattura valore sia dal lato dell&#8217;offerta (chi mette a disposizione le GPU) sia dal lato della domanda (chi crea contenuti), a differenza delle reti DePIN pure come Akash e io.net che vivono solo di intermediazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello economico \u00e8 la Burn Mint Equilibrium (BME): i lavori sono quotati in dollari, convertiti in RENDER al momento del pagamento e bruciati al completamento, meno una commissione di rete intorno al 5%, come spiega la <a href='https:\/\/know.rendernetwork.com\/basics\/burn-mint-equilibrium'>documentazione ufficiale<\/a>; per Dispersed la quota bruciata sfiora il 95% dei pagamenti. Nel 2026 Render ha vissuto il suo primo evento di offerta GPU negativa dal 2018 (la domanda ha superato l&#8217;offerta nonostante decine di migliaia di nuove schede), con i token bruciati cresciuti di quasi il 279% su base annua, secondo <a href='https:\/\/cryptobriefing.com\/render-network-negative-gpu-supply-2026\/'>Crypto Briefing<\/a>. Non a caso RENDER \u00e8 di gran lunga il token pi\u00f9 solido del confronto: circa 1,67 euro (1,90 dollari), quasi un miliardo di dollari di capitalizzazione e \u00absolo\u00bb l&#8217;86% sotto il picco.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Nosana e Phala: inferenza low-cost e calcolo riservato<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto ai tre nomi maggiori ci sono due specialisti che vale la pena includere perch\u00e9 rappresentano due nicchie distinte. Nosana \u00e8 una rete GPU su Solana focalizzata sull&#8217;inferenza, cio\u00e8 sull&#8217;esecuzione dei modelli gi\u00e0 addestrati, pi\u00f9 che sull&#8217;addestramento. Il suo token NOS ha una caratteristica insolita: offerta fissa a 100 milioni di unit\u00e0, interamente in circolazione, senza inflazione. Significa che il valore, in teoria, dovrebbe accumularsi dalla domanda per una quantit\u00e0 di token che non aumenta, un modello opposto a quello inflazionistico di Akash. Nel confronto tra le due reti Solana, <a href='https:\/\/ownyourmind.ai\/tokenomics\/nosana-vs-ionet\/'>Own Your Mind<\/a> nota che io.net resta la pi\u00f9 grande per quasi ogni metrica dichiarata, mentre Nosana \u00e8 pi\u00f9 piccola e verticale. NOS quota intorno a 0,36 euro (0,4107 dollari), con una capitalizzazione di circa 36 milioni di dollari; nella settimana della fiammata di fine settembre \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 reattivi, con oltre il 16% di rialzo in sette giorni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Phala Network gioca invece un&#8217;altra partita: il calcolo riservato. La sua tesi, costruita fin dall&#8217;inizio sui Trusted Execution Environment (TEE, le enclavi hardware sicure di Intel e AMD, oggi estese alle GPU Nvidia con confidential computing), \u00e8 che il vero ostacolo all&#8217;adozione seria non sia il prezzo ma la fiducia. Quando affitti una GPU da un provider anonimo e gli consegni dati sensibili e i pesi del tuo modello, devi fidarti che non li copi. Phala dichiara oltre 30.000 dispositivi TEE e pi\u00f9 di un miliardo di token elaborati al giorno sul proprio <a href='https:\/\/phala.network\/'>sito ufficiale<\/a>. Il token PHA vale circa 0,051 euro (0,05899 dollari), con una capitalizzazione intorno ai 44 milioni di dollari. Phala \u00e8 il candidato naturale a diventare il concorrente di riferimento sul terreno che Akash stessa ha scelto come priorit\u00e0 per il 2026, il calcolo riservato, come vedremo pi\u00f9 avanti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>CoreWeave: il metro di paragone centralizzato<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire quanto sia ancora piccolo l&#8217;intero universo decentralizzato serve un termine di paragone. CoreWeave (Nasdaq: CRWV) \u00e8 il cloud AI centralizzato cresciuto pi\u00f9 in fretta al mondo. Nel secondo trimestre 2026, riportato l&#8217;11 agosto, ha registrato ricavi per circa 2,6 miliardi di dollari (in aumento del 112% anno su anno) e un portafoglio ordini (backlog) di 104 miliardi di dollari, in crescita del 246%, secondo <a href='https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/08\/11\/coreweave-crwv-q2-earnings-report-2026.html'>CNBC<\/a>. La societ\u00e0 opera oltre cinquanta datacenter, 1,5 gigawatt di potenza attiva e guida un piano di investimenti (capex) tra 35 e 39 miliardi di dollari per l&#8217;anno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto \u00e8 impietoso: l&#8217;intero settore decentralizzato genera in un anno una frazione di ci\u00f2 che CoreWeave fattura in un trimestre. Ma il paragone nasconde anche la scommessa delle reti crypto. CoreWeave deve costruire o affittare datacenter, contrattare gigawatt di energia e immobilizzare decine di miliardi di capitale; Akash e simili puntano a mobilitare GPU gi\u00e0 esistenti, con un capitale molto pi\u00f9 leggero e tempi pi\u00f9 rapidi. Il CEO di CoreWeave, Michael Intrator, ha ripetuto agli investitori che il vincolo dell&#8217;AI non \u00e8 pi\u00f9 se le aziende vogliano espandersi, ma quanto rapidamente si riesca a consegnare capacit\u00e0 di calcolo affidabile e ad alte prestazioni. \u00c8 esattamente il varco in cui le reti decentralizzate provano a inserirsi, con risultati finora modesti ma in crescita.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Prezzi a confronto: quanto costa affittare una H100<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il principale argomento di vendita delle reti decentralizzate \u00e8 il prezzo. Una GPU Nvidia H100 costa molto meno sulle piazze crypto che sui grandi cloud, anche se le stime variano quasi del doppio a seconda della fonte, del tipo di contratto (on-demand, spot, riservato) e della configurazione. La tabella seguente riporta un intervallo indicativo del costo orario per una H100, convertito in euro, incrociando i dati di <a href='https:\/\/spheron.network\/blog\/gpu-cloud-pricing-comparison-2026'>Spheron<\/a>, del blog <a href='https:\/\/akash.network\/the-bid\/h100-rental-price-2026-cost-per-hour\/'>The Bid<\/a> di Akash e della citata ricerca di Yellow. Vanno letti come ordini di grandezza, non come listini precisi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Provider<\/th><th>Tipo<\/th><th>Costo orario H100 (indicativo)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Akash<\/td><td>Decentralizzato, asta inversa<\/td><td>~1,15-1,75 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>io.net<\/td><td>Decentralizzato, orchestrazione<\/td><td>~1,75-3,10 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Nosana<\/td><td>Decentralizzato, inferenza<\/td><td>competitivo, orientato all&#8217;inferenza<\/td><\/tr><tr><td>Spheron<\/td><td>Specialista (confronto)<\/td><td>~2,20 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>CoreWeave<\/td><td>Centralizzato, riservato<\/td><td>~2,30 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>AWS<\/td><td>Centralizzato, on-demand<\/td><td>~6,00 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Google Cloud<\/td><td>Centralizzato, on-demand<\/td><td>~9,65 \u20ac<\/td><\/tr><tr><td>Microsoft Azure<\/td><td>Centralizzato, on-demand<\/td><td>~10,80 \u20ac<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Intervalli indicativi, fonti Spheron, Akash The Bid e Yellow; conversione al cambio del 28 settembre 2026.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Due letture emergono subito. La prima: Akash resta la pi\u00f9 economica del gruppo, coerentemente con un modello ad asta che spinge i provider a competere al ribasso. La seconda, pi\u00f9 scomoda: il vantaggio di prezzo verso i cloud centralizzati \u00e8 reale ma meno schiacciante di quanto raccontino gli slogan, perch\u00e9 anche provider specializzati come CoreWeave (in modalit\u00e0 riservata) o Spheron offrono H100 a poco pi\u00f9 di due euro l&#8217;ora. Lo sconto vero \u00e8 verso AWS, Azure e Google Cloud in modalit\u00e0 on-demand, non verso l&#8217;intero mercato.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domanda reale, offerta in calo: i numeri di Akash<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se il prezzo \u00e8 competitivo, perch\u00e9 Akash non domina il mercato? La risposta sta nei numeri di utilizzo, ed \u00e8 il punto pi\u00f9 delicato di tutta la categoria. Il report pi\u00f9 recente disponibile resta quello di <a href='https:\/\/messari.io\/report\/state-of-akash-q1-2026-final'>Messari sul primo trimestre 2026<\/a> (i dati del secondo e terzo trimestre non sono ancora stati pubblicati). Fotografa una rete in una fase paradossale: i nuovi lease sono cresciuti del 27,1% su base trimestrale, a quota 43.540, segno di domanda in aumento; ma i ricavi da locazione sono scesi del 45% a 253.250 dollari, i provider attivi sono calati a 58 (minimo storico), le GPU disponibili sono crollate del 57,5% a 334 unit\u00e0 e il tasso di utilizzo si \u00e8 fermato al 33,7%. Nell&#8217;intero 2025 i ricavi erano stati di 3,15 milioni di dollari, in aumento del 128% anno su anno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi uno scarto che merita attenzione. Il <a href='https:\/\/akash.network\/blog\/akash-network-q1-2026-report\/'>blog ufficiale di Akash<\/a> rivendica un traguardo di 5 milioni di dollari di spesa in calcolo, ma si tratta di una cifra cumulativa su tutti i prodotti e da inizio attivit\u00e0, non di un dato trimestrale n\u00e9 limitato alle sole GPU on-chain. Confrontarla con i 253.250 dollari tracciati da Messari per un singolo trimestre \u00e8 quindi improprio: la differenza \u00e8 di perimetro e di orizzonte temporale, non necessariamente di onest\u00e0. Resta il fatto che Akash non ha mai pubblicato una riconciliazione tra le due misure, e questa opacit\u00e0 pesa sulla capacit\u00e0 di valutare la rete. Un utilizzo al 33,7% racconta una tensione reale: la domanda cresce, ma l&#8217;offerta di GPU si \u00e8 ridotta e resta sfruttata solo per un terzo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Tokenomics a confronto: chi cattura davvero il valore?<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda che conta per chi guarda ai token non \u00e8 se la rete funzioni, ma se il token catturi il valore che la rete crea. Qui i modelli divergono parecchio. Akash usa la Burn Mint Equilibrium (BME), attivata il 23 marzo 2026 con l&#8217;aggiornamento Mainnet 17 (Proposta 318): il committente brucia AKT per ottenere un credito di settlement ancorato al dollaro, e il provider viene pagato in AKT al prezzo del momento. Il punto cruciale, da scrivere senza retorica, \u00e8 che il burn permanente on-chain \u00e8 quasi nullo: i token bruciati coprono un credito in dollari, e la distruzione netta avviene solo se AKT si apprezza tra il momento del mint e quello del settlement. Non \u00e8 dunque un meccanismo deflazionistico come lo si racconta di solito. A monte, l&#8217;inflazione resta limitata all&#8217;8% annuo (Proposta 283 del marzo 2025, che l&#8217;ha tagliata dal 13%).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La tabella riassume come ciascun progetto prova a legare token e valore economico, e dove sta il tallone d&#8217;Achille di ogni modello.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Progetto<\/th><th>Meccanismo<\/th><th>Legame con i ricavi<\/th><th>Nodo critico<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Akash (AKT)<\/td><td>BME + inflazione all&#8217;8%<\/td><td>credito di settlement in dollari<\/td><td>burn permanente quasi nullo; burn netto non pubblicato<\/td><\/tr><tr><td>io.net (IO)<\/td><td>IDE, brucia oltre il 50% dei ricavi netti<\/td><td>diretto, basato sui ricavi<\/td><td>ricavi ancora piccoli (~12,5 mln $ annui)<\/td><\/tr><tr><td>Render (RENDER)<\/td><td>BME, lavori in fiat bruciati<\/td><td>forte (fino al 95% su Dispersed)<\/td><td>un prezzo alto brucia meno token per dollaro di domanda<\/td><\/tr><tr><td>Nosana (NOS)<\/td><td>offerta fissa a 100 mln, nessuna inflazione<\/td><td>indiretto, per scarsit\u00e0<\/td><td>rete piccola, domanda tutta da dimostrare<\/td><\/tr><tr><td>Phala (PHA)<\/td><td>utility\/gas e staking dei worker TEE<\/td><td>indiretto, domanda di calcolo riservato<\/td><td>mercato del riservato ancora nascente<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello che lega token e ricavi in modo pi\u00f9 diretto \u00e8 quello di io.net, che brucia una quota fissa dei ricavi effettivi. Il problema \u00e8 che quei ricavi restano piccoli. Akash, all&#8217;opposto, ha ricavi tracciabili ma un meccanismo di burn che, come nota l&#8217;analista Zoha Imdad Ali su <a href='https:\/\/techi.com\/akash-akt-ai-compute-value-capture\/'>TECHi<\/a>, non viene mai rendicontato nel suo effetto netto: la rete fa girare calcolo AI reale, sostiene l&#8217;analista, ma non riesce a dimostrare che il token ne catturi il valore. \u00c8 la sintesi pi\u00f9 efficace del paradosso che accomuna l&#8217;intero settore.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Riservato non \u00e8 verificabile: il nodo della fiducia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il prezzo \u00e8 solo met\u00e0 della storia. L&#8217;altro ostacolo, spesso sottovalutato, \u00e8 la fiducia. Quando affidi un carico di lavoro a un provider anonimo gli consegni due cose preziose: i tuoi dati e i pesi del tuo modello. E ti fidi che faccia due cose oneste: proteggerli e usarli come dichiarato. Sono due problemi diversi, e vanno tenuti separati.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Nessuna verifica:<\/strong> il caso base di quasi tutte le reti (Akash, io.net, Nosana nella configurazione standard). Il provider potrebbe leggere i dati o eseguire un modello diverso, e non lo sapresti.<\/li><li><strong>Riservato (TEE):<\/strong> l&#8217;esecuzione avviene dentro un&#8217;enclave hardware cifrata, cos\u00ec il provider non vede dati n\u00e9 pesi. Protegge la confidenzialit\u00e0 e attesta l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;immagine eseguita, ma non dimostra che il calcolo sia corretto.<\/li><li><strong>Verificabile (zkML, opML):<\/strong> produce una prova crittografica o economica che il calcolo giusto \u00e8 stato eseguito, ma con un costo che pu\u00f2 essere da cento a mille volte superiore.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta di Akash a questo problema \u00e8 il calcolo riservato. La specifica AEP-83, \u00abConfidential Compute via Kata Containers\u00bb, ha raggiunto lo stato Final a met\u00e0 2026, come documentato sulla <a href='https:\/\/akash.network\/roadmap\/aep-83\/'>pagina ufficiale della roadmap<\/a>: l&#8217;esecuzione avviene dentro micro-VM Kata su provider dotati di hardware TEE (AMD SEV-SNP oppure Intel TDX), con passthrough della GPU Nvidia in modalit\u00e0 confidential computing; il committente attiva tutto aggiungendo una riga al proprio file SDL, e un componente di attestazione verifica che l&#8217;enclave sia autentica prima che i segreti vengano inviati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione per\u00f2 alla distinzione, perch\u00e9 \u00e8 il punto in cui il marketing tende a confondere le acque: riservato non significa verificabile. Un TEE impedisce al provider di spiare i tuoi dati, ma non prova che abbia eseguito proprio il tuo modello e non una versione pi\u00f9 economica per risparmiare. La verificabilit\u00e0 vera richiede zkML o opML, tecnologie ancora costose e lente. Come ha argomentato Vitalik Buterin nel suo <a href='https:\/\/vitalik.eth.limo\/general\/2024\/01\/30\/cryptoai.html'>saggio su crypto e AI<\/a>, la verificabilit\u00e0 \u00e8 probabilmente l&#8217;uso pi\u00f9 forte della crittografia applicata all&#8217;intelligenza artificiale, ma le prove aggiungono un sovraccarico enorme. \u00c8 il motivo per cui il concetto di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/zk-ml-determinismo-ai-verificabile-2026\/'>AI verificabile e determinismo<\/a> resta un cantiere aperto. Su questo terreno Phala, nata TEE-first, parte avvantaggiata rispetto ad Akash, che il calcolo riservato lo ha aggiunto solo di recente e su un numero di provider ancora tutto da misurare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Akash lascia Cosmos: l&#8217;incognita della migrazione<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un fattore che distingue Akash da tutti i concorrenti del confronto: \u00e8 l&#8217;unica a dover cambiare casa. io.net, Render e Nosana vivono gi\u00e0 su Solana; Akash gira ancora su una propria blockchain derivata da Cosmos SDK, ma ha deciso di lasciarla. La proposta formale \u00e8 la AEP-79, \u00abAkash on Shared Security\u00bb, descritta sulla <a href='https:\/\/akash.network\/roadmap\/aep-79\/'>roadmap<\/a>: l&#8217;obiettivo \u00e8 deprecare la catena sovrana e migrare verso una sicurezza condivisa (shared security), valutando circa quindici ecosistemi, tra cui Solana come candidato forte, mantenendo la compatibilit\u00e0 IBC. L&#8217;idea di fondo \u00e8 sostituire lo staking di AKT bloccato, giudicato inefficiente in termini di capitale, con una sicurezza pagata a consumo. La finestra di completamento indicata \u00e8 fine 2026, ma alla data di questo articolo nessuna catena \u00e8 stata scelta e nessun voto vincolante \u00e8 stato espresso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La spinta si \u00e8 fatta pi\u00f9 urgente il 16 aprile 2026, quando la licenza del modulo Enterprise di Cosmos SDK \u00e8 passata da Apache-2.0 a una licenza \u00abSource Available\u00bb che vieta l&#8217;uso commerciale senza un accordo separato. Osuri l&#8217;ha definita pubblicamente ostile su <a href='https:\/\/x.com\/gregosuri\/status\/2044528963515789696'>X<\/a>, spiegando che avrebbe impedito ad Akash di usare quel componente in produzione. La migrazione, insomma, \u00e8 tanto una scelta strategica quanto una reazione difensiva. Per l&#8217;investitore significa un rischio di esecuzione che i concorrenti gi\u00e0 su Solana non hanno: cambiare catena mentre si tiene in piedi il marketplace non \u00e8 un&#8217;operazione neutra, e il destino dello staking di AKT resta per ora senza specifica tecnica definitiva. \u00c8 il tema che avevamo approfondito quando <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-network-lascia-cosmos-gpu-decentralizzate\/'>Akash annunci\u00f2 l&#8217;addio a Cosmos<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il confronto in sintesi: modelli a paragone<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Riassumiamo i cinque progetti crypto e il metro di paragone centralizzato in un&#8217;unica griglia, per fissare forze e debolezze di ciascun modello.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Progetto<\/th><th>Chain<\/th><th>Modello<\/th><th>Fiducia \/ verifica<\/th><th>Punto di forza<\/th><th>Debolezza<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Akash<\/td><td>propria (in migrazione)<\/td><td>asta inversa<\/td><td>riservato (TEE), non verificabile<\/td><td>prezzo pi\u00f9 basso, pioniere<\/td><td>offerta in calo, migrazione<\/td><\/tr><tr><td>io.net<\/td><td>Solana<\/td><td>orchestrazione a cluster<\/td><td>nessuna verifica nativa<\/td><td>cluster grandi, burn sui ricavi<\/td><td>metriche GPU gonfiate<\/td><\/tr><tr><td>Render<\/td><td>Solana<\/td><td>integrazione verticale<\/td><td>Proof-of-Render sui job<\/td><td>token solido, domanda propria<\/td><td>nato per il rendering<\/td><\/tr><tr><td>Nosana<\/td><td>Solana<\/td><td>inferenza low-cost<\/td><td>nessuna verifica nativa<\/td><td>offerta fissa, rete snella<\/td><td>rete piccola<\/td><\/tr><tr><td>Phala<\/td><td>propria e multi-chain<\/td><td>calcolo riservato<\/td><td>TEE nativo<\/td><td>specialista della fiducia<\/td><td>mercato nascente<\/td><\/tr><tr><td>CoreWeave<\/td><td>nessuna (Nasdaq)<\/td><td>cloud centralizzato<\/td><td>contratti e SLA enterprise<\/td><td>scala e affidabilit\u00e0<\/td><td>capitale pesante, non decentralizzato<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Regole in Italia: Consob, MiCA e il fisco<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il quadro di riferimento \u00e8 quello europeo del MiCA, recepito con il decreto legislativo 5 settembre 2024 n. 129, che affida la vigilanza a Consob (condotta di mercato e tutela degli investitori) e a Banca d&#8217;Italia (profili prudenziali e stablecoin), come ricorda la stessa <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob-and-its-activities\/micar'>Consob<\/a>; i derivati su crypto restano invece disciplinati dalla MiFID II. Token infrastrutturali come AKT, IO, NOS, RENDER e PHA si leggono come utility token, periferici al cuore del MiCA (che disciplina soprattutto emittenti di stablecoin e piattaforme di scambio autorizzate): la loro rilevanza normativa emerge soprattutto al livello di exchange e custodia, non del protocollo in s\u00e9.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un caso a parte riguarda il finanziamento dell&#8217;infrastruttura. Il programma StarCluster di Akash, la mesh di GPU di propriet\u00e0 del protocollo, \u00e8 finanziato tramite Starbonds, uno strumento di investimento regolamentato negli Stati Uniti con un tetto di offerta fino a 75 milioni di dollari, pensato per acquistare circa 7.200 GPU Nvidia GB200 gestite da operatori selezionati. \u00c8 un tassello che sfugge alla logica del token: qui non si compra un utility token ma uno strumento finanziario regolato, sullo stesso terreno su cui negli Stati Uniti si muovono le <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-innovation-exemption-azioni-tokenizzate-on-chain-2026\/'>azioni tokenizzate on-chain<\/a>. C&#8217;\u00e8 poi il fronte dell&#8217;AI Act: dal 2 agosto 2026 la Commissione europea pu\u00f2 <a href='https:\/\/digital-strategy.ec.europa.eu\/en\/policies\/enforcement-ai-act'>far valere gli obblighi sui modelli di AI generici<\/a>, con sanzioni fino al 3% del fatturato globale o 15 milioni di euro, e resta aperta la domanda di chi sia il fornitore quando un modello gira su GPU anonime.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano fiscale, per chi detiene questi token in Italia il 2026 ha portato una stretta. Dal 1 gennaio l&#8217;imposta sostitutiva sulle plusvalenze crypto \u00e8 salita al 33% (dal 26%) e la franchigia da 2.000 euro \u00e8 stata abolita, rendendo tassabile l&#8217;intera plusvalenza; le stablecoin ancorate all&#8217;euro (EMT) restano al 26%, secondo la ricostruzione di <a href='https:\/\/www.agendadigitale.eu\/'>Agenda Digitale<\/a>. Il monitoraggio va indicato nel quadro RW, le plusvalenze nel quadro RT, con tassazione al momento del realizzo; anche le ricompense da staking, come quelle di chi mette AKT in staking, concorrono al reddito. Non \u00e8 detto che la stretta duri: come abbiamo raccontato, <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-intergruppo-ritorno-26-manovra-2027\/'>l&#8217;Intergruppo parlamentare chiede il ritorno al 26% dal 2027<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Rischi e prospettive: quale modello pu\u00f2 vincere?<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Tirando le somme, nessuno dei contendenti ha ancora vinto, e ciascuno paga un prezzo diverso. Akash ha il prezzo pi\u00f9 basso, la storia pi\u00f9 lunga e la spinta pi\u00f9 decisa sul calcolo riservato, ma soffre un&#8217;offerta di GPU in calo e il rischio di una migrazione di catena da completare. io.net ha l&#8217;ambizione dei cluster pi\u00f9 grandi e il legame pi\u00f9 pulito tra ricavi e distruzione di token, ma trascina un problema di trasparenza sulle metriche e ricavi ancora piccoli. Render \u00e8 la pi\u00f9 solida in borsa e l&#8217;unica che possiede la propria domanda grazie all&#8217;integrazione verticale di OTOY, ma resta in fondo una societ\u00e0 di rendering che estende il modello all&#8217;AI. Nosana \u00e8 snella e con offerta fissa, per\u00f2 minuscola. Phala \u00e8 la meglio posizionata sul terreno della fiducia, ma il mercato del calcolo riservato \u00e8 ancora agli inizi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La conclusione onesta \u00e8 che la partita non si decider\u00e0 sul prezzo. La guerra dei prezzi tra i modelli AI centralizzati sta abbassando anche il pavimento dell&#8217;inferenza tradizionale, erodendo lo sconto che le reti decentralizzate esibiscono come principale argomento di vendita. Il vero discrimine sar\u00e0 altrove: la capacit\u00e0 di offrire fiducia (riservatezza e, un giorno, verificabilit\u00e0) e di attrarre una domanda che paghi in ricavi veri, non in sussidi pagati con l&#8217;emissione di nuovi token. Il rally di fine settembre, che ha mosso all&#8217;unisono AKT, RENDER, NOS e PHA prima della ricaduta, va letto in questa chiave: \u00e8 beta di settore, rotazione verso i token AI, non un verdetto sui fondamentali di un singolo progetto. Non a caso, quando il mercato \u00e8 girato, sono scesi tutti insieme.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire chi prender\u00e0 vantaggio, conviene guardare ai catalizzatori dei prossimi mesi pi\u00f9 che al grafico. Sul fronte Akash: la scelta della nuova blockchain sotto la AEP-79, i dati Messari del secondo e terzo trimestre (ancora inediti), l&#8217;esito di Token2049 a Singapore (in calendario il 7 e 8 ottobre 2026) e, soprattutto, un dato che nessuno pubblica ancora, cio\u00e8 quanti provider offrano davvero hardware TEE per il calcolo riservato, oltre all&#8217;arrivo in rete delle GPU Blackwell GB200 finanziate con gli Starbonds. Sul fronte dei concorrenti: la trazione reale del burn IDE di io.net e la tenuta della domanda propria di Render. I rischi restano quelli di sempre per il settore: diluizione da nuove emissioni, domanda ancora da dimostrare, incertezza regolatoria e, per Akash in particolare, esecuzione. Chi investe in questi token, insomma, sta comprando un&#8217;infrastruttura che funziona ma un&#8217;economia del token ancora tutta da provare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti (FAQ)<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Akash Network e come funziona?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash Network \u00e8 un marketplace decentralizzato di potenza di calcolo, nato nel 2018, che dal 2023 permette di affittare GPU con un meccanismo ad asta inversa: chi ha bisogno di calcolo pubblica i propri requisiti, i provider fanno offerte al ribasso e il committente sceglie quella che preferisce. Il pagamento avviene in token AKT tramite un deposito in garanzia.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Akash \u00e8 migliore di io.net e Render?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non esiste un vincitore netto nel 2026. Akash offre i prezzi pi\u00f9 bassi ed \u00e8 la pioniera del settore, Render ha il token pi\u00f9 solido e possiede la propria domanda grazie all&#8217;integrazione verticale di OTOY, io.net punta sui cluster pi\u00f9 grandi. La scelta dipende dal caso d&#8217;uso e dalla tolleranza al rischio.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quanto costa affittare una GPU H100 su Akash?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Le stime variano a seconda della fonte e del tipo di contratto, ma su Akash una H100 costa indicativamente tra 1,15 e 1,75 euro l&#8217;ora, contro i circa 6 euro di AWS on-demand e i 9-11 euro di Google Cloud e Azure. Il vantaggio di prezzo \u00e8 reale soprattutto verso i grandi cloud, meno verso i provider specializzati.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Il token AKT \u00e8 un buon investimento?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo articolo non \u00e8 un consiglio finanziario. L&#8217;utilizzo della rete \u00e8 reale e in crescita, ma AKT resta oltre il 90% sotto il massimo storico, il meccanismo di burn non \u00e8 deflazionistico e la migrazione verso una nuova blockchain aggiunge un rischio di esecuzione. Sono elementi da valutare con attenzione prima di qualsiasi decisione.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Le GPU decentralizzate sono sicure per dati sensibili?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Nella configurazione standard no, perch\u00e9 il provider potrebbe accedere ai dati. Il calcolo riservato basato su enclavi hardware (TEE), che Akash offre con la specifica AEP-83 e su cui Phala \u00e8 specializzata, protegge la confidenzialit\u00e0 dei dati, ma non dimostra che sia stato eseguito il modello corretto: per quello servono tecnologie di calcolo verificabile ancora costose.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 Akash Network e come funziona?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Akash Network \u00e8 un marketplace decentralizzato di potenza di calcolo, nato nel 2018, che dal 2023 permette di affittare GPU con un meccanismo ad asta inversa: chi ha bisogno di calcolo pubblica i propri requisiti, i provider fanno offerte al ribasso e il committente sceglie quella che preferisce. 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