{"id":679,"date":"2026-09-29T10:40:21","date_gmt":"2026-09-29T10:40:21","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-revisione-consultazione-bce-eba-stablecoin-2026\/"},"modified":"2026-09-29T10:40:21","modified_gmt":"2026-09-29T10:40:21","slug":"mica-revisione-consultazione-bce-eba-stablecoin-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-revisione-consultazione-bce-eba-stablecoin-2026\/","title":{"rendered":"MiCA, si chiude la consultazione: cosa chiedono BCE ed EBA"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il conto alla rovescia \u00e8 quasi finito. Alle 23:59 (ora di Bruxelles) del 30 settembre 2026 si chiude la consultazione con cui la Commissione europea ha riaperto il regolamento <a href='https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX:32023R1114'>MiCA<\/a>, il testo che dal 2024 disciplina cripto-attivit\u00e0, stablecoin ed exchange nell&#8217;Unione. Attenzione: il 30 settembre non cambia nulla. Nessuna regola nuova entra in vigore, nessun operatore perde la licenza. \u00c8 soltanto il giorno in cui si chiude la finestra per dire alla Commissione che cosa funziona e che cosa no. Ma \u00e8 anche il momento in cui le posizioni escono allo scoperto, e nell&#8217;ultima settimana due delle voci pi\u00f9 pesanti del sistema finanziario europeo hanno depositato le loro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 22 settembre il Sistema europeo di banche centrali (SEBC), cio\u00e8 la BCE insieme alle banche centrali nazionali, ha consegnato una risposta di 57 pagine. Due giorni dopo, il 24 settembre, \u00e8 arrivata quella dell&#8217;Autorit\u00e0 bancaria europea (EBA). Entrambe puntano nella stessa direzione, e non \u00e8 quella della semplificazione che buona parte dell&#8217;industria sperava: pi\u00f9 regole, non meno, soprattutto sulle stablecoin. Sullo sfondo un mercato che intanto corre, con Bitcoin <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>intorno ai 74.000 euro<\/a>, in rialzo di oltre il 2% in ventiquattro ore. Ecco che cosa \u00e8 stato chiesto, perch\u00e9 conta e quali sono i prossimi passaggi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cosa si chiude il 30 settembre (e cosa no)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La <a href='https:\/\/finance.ec.europa.eu\/regulation-and-supervision\/consultations-0\/targeted-consultation-review-mica-regulation_en'>consultazione mirata<\/a> \u00e8 stata aperta il 20 maggio 2026 dalla direzione generale della Commissione che si occupa di stabilit\u00e0 finanziaria (DG FISMA). Sono 86 domande divise in quattro blocchi: definizioni e ambito di applicazione, stablecoin, prestatori di servizi (i CASP) e ci\u00f2 che oggi resta fuori dal perimetro. La base giuridica sono gli articoli 140 e 142 dello stesso MiCA, che impegnano la Commissione a presentare relazioni sul funzionamento del regolamento.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il termine, inizialmente fissato al 31 agosto, \u00e8 stato <a href='https:\/\/www.nortonrosefulbright.com\/en\/inside-fintech\/blog\/2026\/07\/mica-review-extension-of-consultation-deadline-to-30-september-2026'>prorogato di un mese<\/a> per dare pi\u00f9 tempo a operatori, emittenti, banche e autorit\u00e0 di vigilanza. Le risposte confluiranno nelle relazioni attese entro il 30 giugno 2027; solo dopo, ed eventualmente, la Commissione potr\u00e0 proporre una revisione legislativa vera e propria, la cosiddetta \u00abMiCA 2.0\u00bb. In altre parole, il 30 settembre non \u00e8 un traguardo normativo ma un fermo immagine: la fotografia di chi chiede cosa, appena prima che la macchina legislativa si rimetta in moto.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data<\/th><th>Tappa<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>20 maggio 2026<\/td><td>Apertura della consultazione mirata (86 domande, 4 blocchi)<\/td><\/tr><tr><td>22 settembre 2026<\/td><td>Risposta del SEBC (BCE e banche centrali nazionali), 57 pagine<\/td><\/tr><tr><td>24 settembre 2026<\/td><td>Risposta dell&#8217;EBA (tre priorit\u00e0)<\/td><\/tr><tr><td>30 settembre 2026<\/td><td>Chiusura della consultazione, 23:59 CEST<\/td><\/tr><tr><td>entro 30 giugno 2027<\/td><td>Relazioni della Commissione (artt. 140 e 142)<\/td><\/tr><tr><td>2028-2030 (stima)<\/td><td>Eventuale proposta \u00abMiCA 2.0\u00bb e applicazione<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena distinguere i due binari della revisione. L&#8217;articolo 142 impegna la Commissione a riferire su temi specifici, come la finanza decentralizzata e il prestito di cripto-attivit\u00e0, mentre l&#8217;articolo 140 prevede una relazione pi\u00f9 ampia sull&#8217;applicazione complessiva del regolamento. \u00c8 in questi documenti, non nella consultazione in s\u00e9, che prenderanno forma le eventuali proposte di modifica. La consultazione serve a raccogliere le prove sul campo; le relazioni a trasformarle in raccomandazioni.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La posta in gioco: semplificare o rafforzare<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La consultazione nasce dentro l&#8217;agenda della competitivit\u00e0 europea, quella del rapporto Draghi: ridurre gli oneri, tagliare la burocrazia, evitare che le imprese scappino verso Dubai o gli Stati Uniti. Molti operatori speravano quindi in un alleggerimento: soglie proporzionate per le piccole realt\u00e0, meno adempimenti sul libro bianco, una ricalibratura delle regole sulle stablecoin. Il tema lo avevamo affrontato quando la revisione era ancora una battaglia aperta, tra chi vuole <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-2026-semplificare-rafforzare-competitivita\/'>semplificare e chi vuole rafforzare le tutele<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le risposte depositate nell&#8217;ultima settimana spostano l&#8217;ago verso il secondo campo. N\u00e9 la BCE n\u00e9 l&#8217;EBA parlano di sconti: parlano di lacune da colmare, di rischi sottovalutati, di rendimenti da vietare. \u00c8 un segnale che pesa, perch\u00e9 sono proprio le autorit\u00e0 tecniche che la Commissione ascolta di pi\u00f9 quando scrive le sue relazioni. Chi si aspettava una MiCA pi\u00f9 leggera dovr\u00e0 fare i conti con un pressing istituzionale che va nella direzione opposta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La BCE alza la posta: stop ai rendimenti mascherati<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore della risposta del SEBC \u00e8 la guerra ai rendimenti. MiCA gi\u00e0 oggi vieta agli emittenti di stablecoin di pagare interessi a chi detiene il token: se compri un euro digitale privato, non ti spetta una cedola. Ma il divieto si ferma all&#8217;emittente. Il SEBC osserva che nel frattempo le stablecoin sono state <a href='https:\/\/cointelegraph.com\/news\/escb-new-stablecoin-liquidity-rules-bank-risks'>trasformate in strumenti che generano rendimento<\/a> attraverso prestito, staking o altre strutture stratificate, aggirando il divieto per via indiretta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La richiesta \u00e8 netta: il divieto <a href='https:\/\/unchainedcrypto.com\/ecb-and-eu-central-banks-want-the-stablecoin-yield-ban-to-reach-lending-and-staking\/'>\u00abnon dovrebbe limitarsi ai casi in cui i CASP offrono servizi disciplinati dal MiCAR, ma dovrebbe applicarsi anche a servizi non regolamentati, come prestito, indebitamento e staking di cripto-attivit\u00e0\u00bb<\/a>. Nel mirino finiscono anche i programmi fedelt\u00e0, gli incentivi di liquidity mining tipici della DeFi, gli sconti sulle commissioni e i servizi in bundle: tutto ci\u00f2 che, di fatto, restituisce al possessore un premio per tenere fermo il token. Per la BCE \u00e8 la stessa cosa di un interesse, solo travestita.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La logica \u00e8 quella della sovranit\u00e0 monetaria. Se una stablecoin in dollari offre un rendimento, per quanto mascherato, diventa un sostituto del deposito bancario e un veicolo di \u00abdollarizzazione digitale\u00bb, un timore che la presidente della BCE Christine Lagarde ripete da mesi. Vietare ogni forma di rendimento serve a tenere le stablecoin nel loro ruolo di mezzo di pagamento, non di prodotto di risparmio. \u00c8 una posizione coerente ma severa, che una parte dell&#8217;industria giudica punitiva.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Riserve: via il tetto fisso, dentro i \u00absecchielli\u00bb di liquidit\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul secondo fronte, invece, il SEBC apre a una modifica che l&#8217;industria chiede da tempo, anche se per ragioni diverse. Oggi MiCA impone agli emittenti di token collegati a una valuta di tenere una quota minima delle riserve in depositi bancari: almeno il 30% per le stablecoin ordinarie, che sale al 60% per quelle giudicate \u00absignificative\u00bb (le pi\u00f9 grandi e diffuse). Il problema \u00e8 che parcheggiare decine di miliardi in banca crea un rischio circolare: se molti possessori chiedono il rimborso in contemporanea, l&#8217;emittente deve ritirare i depositi di colpo, e la banca che quei soldi li ha prestati va in tensione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta del SEBC \u00e8 sostituire quelle percentuali fisse con un sistema di \u00absecchielli\u00bb basato sulle scadenze di liquidit\u00e0. Per le stablecoin significative, il 40% delle riserve dovrebbe essere disponibile entro un giorno lavorativo e il 60% entro cinque giorni; per le altre, le soglie scenderebbero al 20% e al 30%. L&#8217;idea \u00e8 misurare la vera capacit\u00e0 di rimborsare in fretta, non la quota parcheggiata in un certo tipo di attivit\u00e0. Un cambio di filosofia che ricorda, guarda caso, le critiche che l&#8217;industria muove da due anni. Il nodo, come sempre, \u00e8 il tasso di interesse: quando i rendimenti europei e americani divergono, il denaro fermo in banca rende meno dei titoli di Stato, e la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/fed-warsh-rialzo-tassi-2026-impatto-crypto\/'>politica dei tassi della Fed di Warsh<\/a> rende il confronto ancora pi\u00f9 impietoso.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Aspetto<\/th><th>Regola MiCA attuale<\/th><th>Proposta SEBC<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Depositi bancari, token ordinari<\/td><td>almeno il 30% delle riserve<\/td><td>20% entro 1 giorno lavorativo, 30% entro 5 giorni<\/td><\/tr><tr><td>Depositi bancari, token significativi<\/td><td>almeno il 60% delle riserve<\/td><td>40% entro 1 giorno lavorativo, 60% entro 5 giorni<\/td><\/tr><tr><td>Criterio<\/td><td>quota fissa parcheggiata in banca<\/td><td>scadenze di liquidit\u00e0 (\u00absecchielli\u00bb)<\/td><\/tr><tr><td>Rendimenti indiretti<\/td><td>non disciplinati<\/td><td>da vietare (prestito, staking, incentivi)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Quando una stablecoin diventa \u00absignificativa\u00bb<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 il vincolo del 60% fa cos\u00ec discutere bisogna sapere quando scatta. MiCA distingue tra stablecoin ordinarie e stablecoin \u00absignificative\u00bb, e sono queste ultime a subire le regole pi\u00f9 severe: riserve pi\u00f9 prudenti, requisiti patrimoniali maggiori e, soprattutto, la vigilanza diretta dell&#8217;EBA accanto a quella nazionale. Non \u00e8 un dettaglio da giuristi: \u00e8 il motivo per cui \u00e8 proprio l&#8217;Autorit\u00e0 bancaria europea, e non solo le autorit\u00e0 dei singoli Paesi, a dettare la linea in questa consultazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Una stablecoin viene classificata come significativa quando soddisfa almeno tre di una serie di criteri fissati dal regolamento. Tra i principali:<\/p><ul class='wp-block-list'><li>pi\u00f9 di 10 milioni di detentori;<\/li><li>un valore emesso superiore a 5 miliardi di euro;<\/li><li>un numero molto elevato di transazioni giornaliere o un controvalore quotidiano molto alto;<\/li><li>un ruolo rilevante per la stabilit\u00e0 finanziaria o per i pagamenti transfrontalieri.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Le pi\u00f9 grandi stablecoin in dollari superano queste soglie senza difficolt\u00e0, ed \u00e8 la ragione per cui BCE ed EBA guardano al segmento con tanta attenzione: un token molto diffuso che perde l&#8217;ancoraggio pu\u00f2 propagare tensioni all&#8217;intero sistema dei pagamenti, non solo ai suoi possessori.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La sponda dell&#8217;EBA: schemi multi-emittente, classificazione, lending<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Due giorni dopo la BCE, l&#8217;Autorit\u00e0 bancaria europea ha reso pubbliche le sue <a href='https:\/\/www.eba.europa.eu\/publications-and-media\/press-releases\/eba-identifies-priorities-review-mica'>priorit\u00e0 per la revisione<\/a>, e il messaggio \u00e8 coerente: MiCA lascia scoperti spazi di tutela dei consumatori man mano che spuntano prodotti e modelli di business nuovi. L&#8217;EBA indica tre aree su cui intervenire, e riserva il linguaggio pi\u00f9 duro alla prima.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La priorit\u00e0 numero uno sono gli schemi multi-emittente esteri, cio\u00e8 le stablecoin emesse in parallelo dentro e fuori dall&#8217;UE con lo stesso nome e lo stesso valore. L&#8217;EBA chiede <a href='https:\/\/www.crowdfundinsider.com\/2026\/09\/312891-european-banking-authority-calls-on-the-eu-to-bring-crypto-lending-within-mica-during-regulatory-review\/'>di rafforzare il quadro<\/a> perch\u00e9 questi schemi presentano \u00abrischi significativi o molto significativi\u00bb: un token pu\u00f2 essere venduto come conforme a MiCA mentre solo una parte limitata delle riserve si trova davvero nell&#8217;Unione, e in un&#8217;ondata di rimborsi l&#8217;emittente europeo potrebbe non avere abbastanza attivit\u00e0 locali per pagare tutti. \u00c8 il classico problema del backing frammentato tra giurisdizioni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda priorit\u00e0 \u00e8 la classificazione: decidere se un token \u00e8 un e-money token, un asset-referenced token o \u00abaltro\u00bb resta, dice l&#8217;EBA, \u00abuna sfida per l&#8217;industria e per le autorit\u00e0 di vigilanza\u00bb, con costi e ritardi evitabili nel lancio dei prodotti e un freno all&#8217;innovazione. La terza riguarda il prestito di cripto-attivit\u00e0: l&#8217;EBA \u00abincoraggia la Commissione a considerare la regolamentazione del crypto-lending, anche quando i CASP facilitano l&#8217;accesso a protocolli di prestito decentralizzati\u00bb. Suggerisce inoltre di rivedere la quota minima di riserve da tenere in depositi, in linea con quanto propone il SEBC.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Priorit\u00e0 EBA<\/th><th>Che cosa chiede<\/th><th>Rischio segnalato<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Schemi multi-emittente esteri<\/td><td>rafforzare il quadro sugli schemi con emittenti dentro e fuori UE<\/td><td>\u00absignificativi o molto significativi\u00bb<\/td><\/tr><tr><td>Classificazione<\/td><td>chiarire ambito e definizioni delle cripto-attivit\u00e0<\/td><td>costi e ritardi evitabili, freno all&#8217;innovazione<\/td><\/tr><tr><td>Prestito e DeFi<\/td><td>regolare il crypto-lending, anche l&#8217;accesso ai protocolli DeFi tramite CASP<\/td><td>lacune nella tutela dei consumatori<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Il paradosso Tether: la BCE d\u00e0 ragione a chi criticava<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un&#8217;ironia difficile da ignorare nella proposta sulle riserve. Il vincolo dei depositi bancari, quello che ora il SEBC vuole ammorbidire, \u00e8 la ragione principale per cui Tether, l&#8217;emittente della stablecoin pi\u00f9 grande al mondo (USDT), ha deciso di non chiedere mai la licenza MiCA. Gi\u00e0 nell&#8217;ottobre 2024 l&#8217;amministratore delegato Paolo Ardoino aveva avvertito che l&#8217;obbligo di tenere in banca una fetta consistente delle riserve avrebbe creato <a href='https:\/\/cointelegraph.com\/news\/mica-systemic-banking-risks-stablecoin-tether-ceo'>rischi sistemici<\/a> sia per le banche sia per gli emittenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo esempio era diretto: una stablecoin con 10 miliardi di euro di riserve dovrebbe tenerne 6 in depositi; se la banca ne presta il 90%, restano liquidi solo 600 milioni, insufficienti a fronteggiare rimborsi improvvisi per miliardi. Sulla garanzia europea sui depositi, ferma a 100.000 euro, Ardoino era stato tranchant: \u00abse hai un miliardo di euro, \u00e8 come sputare su un fuoco\u00bb. Tether ha preferito rinunciare al mercato europeo piuttosto che spostare le riserve dai titoli di Stato statunitensi verso le banche commerciali.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Due anni dopo, sono proprio le banche centrali a dare in parte ragione a quella critica, riconoscendo che il vincolo fisso sui depositi <a href='https:\/\/crypto.news\/ecb-seeks-mica-reserve-change-flagged-in-2024\/'>espone il sistema bancario<\/a> alle oscillazioni della domanda di rimborso. La convergenza, per\u00f2, finisce qui: mentre Ardoino voleva meno vincoli, il SEBC ne chiede di nuovi sui rendimenti. Il risultato netto, per gli emittenti, resta un quadro pi\u00f9 stretto, non pi\u00f9 largo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 le riserve pesano: il caso Circle e l&#8217;euro debole<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se Tether \u00e8 uscita dalla porta, Circle \u00e8 entrata dalla finestra: la sua USDC \u00e8 stata la prima stablecoin globale a ottenere l&#8217;autorizzazione europea, tramite una licenza di istituto di moneta elettronica in Francia. Ma anche per Circle le regole sulle riserve non sono neutre. Con una capitalizzazione di USDC nell&#8217;ordine di decine di miliardi di dollari, la classificazione come emittente \u00absignificativo\u00bb costringe a tenere una quota molto grande delle riserve in depositi bancari europei, a un rendimento di norma inferiore a quello dei titoli di Stato USA a breve termine. In un contesto di tassi divergenti, \u00e8 un costo che si sente.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 anche il motivo per cui il mercato delle stablecoin in euro resta minuscolo. Su un mercato globale che supera i 300 miliardi di dollari, i token in euro pesano una frazione minima, mentre la quasi totalit\u00e0 \u00e8 denominata in dollari. La stessa EURC di Circle, pur essendo la principale stablecoin in euro, vale appena qualche centinaio di milioni. Vietare i rendimenti e complicare la gestione delle riserve rischia, avverte l&#8217;industria, di rendere ancora meno attraente proprio quell&#8217;euro digitale privato che l&#8217;Europa vorrebbe far crescere per ridurre la dipendenza dal dollaro.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui sta la tensione di fondo della revisione: le stesse autorit\u00e0 che vogliono un euro pi\u00f9 forte nel mondo digitale sono anche quelle che impongono i vincoli pi\u00f9 stringenti a chi prova a emetterlo. Il rischio \u00e8 un cortocircuito, in cui la tutela della sovranit\u00e0 monetaria finisce per soffocare gli strumenti che dovrebbero difenderla.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 anche una dimensione competitiva. Se le regole rendono poco redditizio emettere una stablecoin in euro conforme, il rischio \u00e8 che gli operatori restino sui token in dollari, gi\u00e0 dominanti, e che l&#8217;Europa continui a pagare in moneta altrui la propria vita digitale. \u00c8 il paradosso che le proposte di questi giorni provano a risolvere, senza per\u00f2 rinunciare al controllo: pi\u00f9 vincoli sui rendimenti, ma anche riserve gestite in modo pi\u00f9 realistico.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La risposta pubblica e quella privata: euro digitale e Qivalis<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Alla domanda \u00abchi emette moneta digitale in euro?\u00bb l&#8217;Europa sta rispondendo su due binari. Il primo \u00e8 pubblico: l&#8217;euro digitale della BCE, la valuta digitale di banca centrale che ha superato la fase preparatoria ed \u00e8 ora nel trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione. Se la legislazione sar\u00e0 approvata entro fine 2026, un progetto pilota potrebbe partire nel 2027 e la prima emissione arrivare intorno al 2029. Non pagher\u00e0 interessi, avr\u00e0 un limite di detenzione per non svuotare i depositi bancari e, nelle intenzioni, servir\u00e0 da ancora pubblica in un ecosistema di pagamenti sempre pi\u00f9 privato e sempre pi\u00f9 in dollari.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo binario \u00e8 privato e, a sorpresa, bancario. Un consorzio di grandi banche europee ha creato una societ\u00e0 apposita, Qivalis, con sede ad Amsterdam, per emettere una stablecoin in euro conforme a MiCA, attesa nella seconda met\u00e0 del 2026. Tra i soci ci sono <a href='https:\/\/cointelegraph.com\/news\/unicredit-ing-nine-banks-euro-stablecoin-mica'>UniCredit e Banca Sella<\/a>, due nomi italiani, accanto a ING, CaixaBank, Danske Bank, SEB, Raiffeisen, KBC, DekaBank e BNP Paribas. \u00c8 la prova che le banche non vogliono lasciare il campo delle stablecoin agli emittenti americani, e che l&#8217;euro tokenizzato pu\u00f2 diventare terreno di competizione anche per chi ha gi\u00e0 la fiducia dei risparmiatori, senza dover chiedere fiducia a un emittente nuovo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>DeFi, staking e lending: i vuoti che tutti vogliono colmare<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il quarto blocco della consultazione riguarda ci\u00f2 che oggi resta fuori dal perimetro: finanza decentralizzata, staking, prestito, mercati predittivi, perpetual e depositi tokenizzati. \u00c8 il capitolo pi\u00f9 delicato, perch\u00e9 tocca il confine tra ci\u00f2 che MiCA pu\u00f2 regolare (gli intermediari) e ci\u00f2 che sfugge alla presa (il codice). Il regolamento, per sua natura, disciplina chi offre un servizio, non gli smart contract in quanto tali; ma quasi nessun protocollo \u00e8 davvero privo di intermediari, tra front-end, chiavi di amministrazione, tesorerie e governance concentrata.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sia il SEBC sia l&#8217;EBA spingono per portare il prestito di cripto-attivit\u00e0 dentro il perimetro, compreso il caso in cui un exchange autorizzato faccia da porta d&#8217;accesso a un protocollo DeFi. \u00c8 una mossa che, se accolta, cambierebbe le carte: lo staking custodial oggi \u00e8 considerato un servizio accessorio, quello non custodial resta fuori; il lending non \u00e8 un servizio CASP autonomo. La revisione potrebbe cancellare buona parte di queste zone grigie. Abbiamo spiegato in dettaglio perch\u00e9, allo stato attuale, <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-defi-finanza-decentralizzata-perimetro-2026\/'>la finanza decentralizzata resta fuori da MiCA<\/a> e quanto sia stretta la deroga per i servizi \u00abpienamente decentralizzati\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema pratico \u00e8 che \u00abdecentralizzato\u00bb non \u00e8 quasi mai un s\u00ec o un no. La consultazione stessa elenca gli indicatori che spostano l&#8217;ago: chi controlla il front-end, chi detiene le chiavi di amministrazione, come \u00e8 distribuita la governance, chi incassa le commissioni, se i contratti sono aggiornabili. Pi\u00f9 questi elementi sono concentrati, pi\u00f9 \u00e8 facile individuare un operatore da autorizzare; ma nei protocolli davvero diffusi la responsabilit\u00e0 si sfuma tra migliaia di indirizzi, e non c&#8217;\u00e8 nessuno a cui bussare quando qualcosa va storto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio, per l&#8217;industria, \u00e8 duplice. Se il perimetro si allarga troppo, molti protocolli si troveranno senza un soggetto autorizzabile e dovranno scegliere tra bloccare l&#8217;accesso agli utenti europei o operare in una zona di illegalit\u00e0 di fatto. Se invece resta com&#8217;\u00e8, i risparmiatori continuano a esporsi a prodotti senza tutele, senza un responsabile in caso di perdita, senza le protezioni che MiCA garantisce sul mercato spot regolato. Nessuna delle due strade \u00e8 indolore.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La partita italiana: nove abilitati, vigilanza e competitivit\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;Italia la revisione ha un peso specifico. Il decreto legislativo 129\/2024 ha affidato la vigilanza a due autorit\u00e0: la Consob per la condotta e la tutela degli investitori, la Banca d&#8217;Italia per gli aspetti prudenziali e le stablecoin. Alla chiusura del periodo transitorio, il 1 luglio 2026, le due autorit\u00e0 hanno certificato <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob\/w\/termina-il-periodo-transitorio-del-regolamento-mica-sulle-cripto-attivit%C3%A0-in-italia-9-soggetti-abilitati'>nove soggetti abilitati<\/a>: otto CASP (CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital, Young Platform) pi\u00f9 Banca Sella. Un numero contenuto, che riflette una scelta di rigore pi\u00f9 che una carenza di domanda.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto europeo racconta un mercato ancora sbilanciato. Secondo il registro <a href='https:\/\/casptracker.eu\/'>casptracker.eu<\/a>, a fine settembre 2026 i CASP autorizzati nell&#8217;area SEE erano 359: la Germania guida con 95, seguono Francia (36), Paesi Bassi (29), Cipro (25), Malta (22), Spagna (15), Lussemburgo (13), Irlanda (12) e Italia (9). Con un&#8217;adozione retail tra le pi\u00f9 basse dei grandi Paesi UE e una tassazione che resta un tema aperto, la competitivit\u00e0 italiana passa anche dalle regole fiscali: non a caso l&#8217;Intergruppo parlamentare ha chiesto <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-intergruppo-ritorno-26-manovra-2027\/'>il ritorno all&#8217;aliquota del 26% dal 2027<\/a>, contro il 33% oggi previsto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un dettaglio che rende l&#8217;Italia pi\u00f9 protagonista di quanto sembri: l&#8217;AMLA, la nuova autorit\u00e0 antiriciclaggio europea con sede a Francoforte, \u00e8 presieduta da Bruna Szego, italiana, per anni a capo della vigilanza antiriciclaggio in Banca d&#8217;Italia. E la Consob ha co-firmato, insieme ai colleghi francesi e austriaci, la proposta di accentrare a livello europeo la vigilanza sui grandi CASP. L&#8217;Italia, insomma, non subisce la revisione: contribuisce a scriverla.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte interno, intanto, il Tesoro ha messo la vigilanza cripto sotto osservazione: dalla fine del 2025 un comitato che riunisce MEF, Banca d&#8217;Italia, Consob, IVASS e Covip valuta i rischi delle cripto-attivit\u00e0 per famiglie, banche e fondi pensione. \u00c8 il segnale che, oltre alle regole europee, anche Roma vuole tenere sotto controllo l&#8217;esposizione del risparmio nazionale a un mercato ancora giovane e volatile.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Verso una \u00abSEC europea\u00bb?<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro il dibattito sui contenuti ce n&#8217;\u00e8 un altro sull&#8217;architettura: chi deve vigilare? Oggi MiCA prevede un unico regolamento ma 27 vigilanze nazionali, con il passaporto che consente di operare in tutta l&#8217;Unione partendo da un solo Paese. La revisione di Malta condotta dall&#8217;ESMA nel 2025 ha acceso i riflettori sul rischio di \u00abcorsa al ribasso\u00bb, con giurisdizioni pi\u00f9 accomodanti di altre. Da qui la spinta, avviata proprio da Consob, AMF e FMA, a spostare la vigilanza sui grandi operatori direttamente all&#8217;ESMA. La Commissione ha rilanciato con un pacchetto che va oltre, e la BCE lo ha sostenuto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;ESMA sarebbe un salto di ruolo: da coordinatore a vigilante diretto, sul modello della SEC americana. Gli Stati membri pi\u00f9 piccoli, che sul rilascio delle licenze hanno costruito un vantaggio competitivo, resistono. La presidente dell&#8217;ESMA Verena Ross, che lascer\u00e0 l&#8217;incarico il 31 ottobre 2026, ha difeso <a href='https:\/\/www.cbn.com.cy\/article\/130264'>\u00abun aumento mirato e proporzionato della vigilanza a livello UE, concentrato sulle entit\u00e0 autenticamente paneuropee e sistemiche\u00bb<\/a>, sostenendo che le societ\u00e0 transfrontaliere potrebbero essere vigilate senza soluzione di continuit\u00e0 da un&#8217;unica autorit\u00e0. Scrivere buone norme, in altre parole, serve a poco se poi la vigilanza resta disomogenea.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>UE contro USA: due strade divergenti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto con gli Stati Uniti aiuta a capire la direzione europea. Il GENIUS Act, la legge federale sulle stablecoin di pagamento entrata in vigore nel 2025, vieta anch&#8217;esso agli emittenti di pagare interessi. La differenza \u00e8 a valle: negli USA la questione se gli exchange o i protocolli possano offrire rendimenti resta contesa, mentre il SEBC vuole chiudere ogni scappatoia. E se l&#8217;Europa discute di come stringere, oltreoceano la legge sulla struttura del mercato (il CLARITY Act) si \u00e8 arenata al Senato a met\u00e0 settembre 2026, lasciando il testimone alle agenzie.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il timore, tra gli operatori, \u00e8 che un giro di vite indiscriminato colpisca soprattutto i piccoli. Ond\u0159ej Kova\u0159\u00edk, europarlamentare tra i negoziatori di MiCA, ha messo in guardia dal <a href='https:\/\/beincrypto.com\/eu-mica-crypto-rules-review\/'>trattare \u00aballo stesso modo\u00bb i grandi exchange globali quotati negli USA e \u00abuna piccola startup che gestisce un business cripto\u00bb<\/a>. \u00c8 la questione della proporzionalit\u00e0: regole pensate per i giganti possono diventare un muro invalicabile per chi nasce oggi. Non stupisce che la stessa <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-innovation-exemption-azioni-tokenizzate-on-chain-2026\/'>SEC stia sperimentando con le azioni tokenizzate<\/a> mentre Bruxelles ragiona su come chiudere i varchi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Tema<\/th><th>UE (MiCA \/ proposta SEBC)<\/th><th>USA (GENIUS Act)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Interesse pagato dall&#8217;emittente<\/td><td>vietato<\/td><td>vietato<\/td><\/tr><tr><td>Rendimenti indiretti (lending, staking, exchange)<\/td><td>il SEBC vuole vietarli<\/td><td>conteso, non vietato in modo uniforme<\/td><\/tr><tr><td>Riserve<\/td><td>depositi bancari 30\/60%, verso \u00absecchielli\u00bb di liquidit\u00e0<\/td><td>prevalenza di titoli di Stato USA a breve<\/td><\/tr><tr><td>Struttura del mercato<\/td><td>consultazione aperta, possibile \u00abMiCA 2.0\u00bb dal 2027<\/td><td>CLARITY Act arenato al Senato (set. 2026)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Cosa succede dopo il 30 settembre<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Chiusa la finestra, la palla torna alla Commissione. Gli uffici di Bruxelles analizzeranno le centinaia di risposte, quelle di BCE ed EBA in testa, e le tradurranno nelle relazioni previste dagli articoli 140 e 142, attese entro il 30 giugno 2027. Solo a quel punto si capir\u00e0 se serve una revisione legislativa: la \u00abMiCA 2.0\u00bb non \u00e8 un atto gi\u00e0 scritto, ma un&#8217;ipotesi che dipende da ci\u00f2 che le relazioni raccomanderanno. Se ci sar\u00e0, seguir\u00e0 l&#8217;iter ordinario tra Parlamento e Consiglio, con un&#8217;applicazione difficilmente prima del 2028-2030.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo MiCA resta pienamente in vigore cos\u00ec com&#8217;\u00e8: le regole di oggi non cambiano, la vigilanza continua, l&#8217;enforcement pure. La posta della revisione, semmai, \u00e8 la fiducia: un intervento troppo aggressivo rischia di spingere gli operatori fuori dall&#8217;UE, uno troppo timido di lasciare scoperti i risparmiatori. Non tutti pensano che serva riscrivere tutto. Katie Harries, responsabile delle politiche per l&#8217;Europa di Coinbase, sostiene che MiCA abbia \u00abfissato uno standard globale precoce\u00bb e che servano <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/402005'>\u00abmiglioramenti mirati, non una riapertura dei principi fondamentali\u00bb<\/a>. \u00c8 la linea di chi teme che, aprendo il cofano, si finisca per smontare pi\u00f9 del necessario.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;investitore italiano il messaggio pratico \u00e8 semplice: le tutele di MiCA valgono solo con operatori autorizzati, verificabili nel registro pubblico; i rendimenti facili sulle stablecoin, oggi in una zona grigia, sono esattamente ci\u00f2 che le autorit\u00e0 vogliono chiudere; e la prossima grande partita non \u00e8 una regola in arrivo domani, ma la relazione del 2027 che ne decider\u00e0 la direzione. Vale la pena tenere d&#8217;occhio quella scadenza tanto quanto il prezzo di Bitcoin.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti (FAQ)<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Cosa cambia il 30 settembre 2026 con MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non cambia nulla a livello di regole. Il 30 settembre 2026 si chiude solo la consultazione con cui la Commissione europea raccoglie pareri sulla revisione di MiCA. Nessuna norma nuova entra in vigore e nessun operatore perde la licenza: le risposte serviranno alle relazioni attese entro il 30 giugno 2027.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa hanno chiesto la BCE e l&#8217;EBA nella revisione di MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il SEBC (BCE e banche centrali nazionali) chiede di estendere il divieto di rendimento sulle stablecoin anche a prestito, staking e servizi indiretti, e di sostituire le quote fisse di riserve in depositi con soglie di liquidit\u00e0. L&#8217;EBA indica tre priorit\u00e0: schemi multi-emittente esteri, chiarezza sulla classificazione e regolamentazione del crypto-lending, anche in ambito DeFi.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>MiCA vieta i rendimenti sulle stablecoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi MiCA vieta agli emittenti di pagare interessi a chi detiene una stablecoin, ma non disciplina i rendimenti generati da terzi tramite prestito, staking o incentivi. Il SEBC, nella sua risposta del settembre 2026, chiede di estendere il divieto anche a questi rendimenti indiretti.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quali sono gli exchange e i CASP autorizzati MiCA in Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine del periodo transitorio, il 1 luglio 2026, Consob e Banca d&#8217;Italia hanno indicato nove soggetti abilitati: otto CASP (CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital, Young Platform) e Banca Sella. A livello europeo i CASP autorizzati erano 359 a fine settembre 2026, con la Germania in testa.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cos&#8217;\u00e8 la \u00abMiCA 2.0\u00bb e quando arriver\u00e0?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMiCA 2.0\u00bb \u00e8 il nome informale dell&#8217;eventuale revisione legislativa di MiCA. Non \u00e8 ancora una proposta ufficiale: dipender\u00e0 dalle relazioni che la Commissione presenter\u00e0 entro il 30 giugno 2027. Se sar\u00e0 proposta, l&#8217;iter tra Parlamento e Consiglio porter\u00e0 a un&#8217;applicazione difficilmente prima del 2028-2030.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Cosa cambia il 30 settembre 2026 con MiCA?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Non cambia nulla a livello di regole. 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