{"id":691,"date":"2026-10-01T10:34:36","date_gmt":"2026-10-01T10:34:36","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-esma-poteri-oscuramento-congelamento-cripto-2026\/"},"modified":"2026-10-01T10:34:36","modified_gmt":"2026-10-01T10:34:36","slug":"mica-esma-poteri-oscuramento-congelamento-cripto-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-esma-poteri-oscuramento-congelamento-cripto-2026\/","title":{"rendered":"MiCA, l&#8217;ESMA chiede pi\u00f9 poteri: siti oscurati e cripto congelate"},"content":{"rendered":"<h2 class='wp-block-heading'>La consultazione \u00e8 chiusa, ma la partita vera comincia ora<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 30 settembre 2026, alle 23:59 ora di Bruxelles, si \u00e8 chiusa la consultazione mirata della Commissione europea sulla revisione di MiCA, il regolamento (UE) 2023\/1114 che da due anni disciplina le cripto-attivit\u00e0 nell&#8217;Unione. Nello stesso giorno, con un tempismo che non \u00e8 un caso, l&#8217;Autorit\u00e0 europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha depositato la propria risposta ufficiale, un documento identificato dal riferimento <a href='https:\/\/www.esma.europa.eu\/press-news\/esma-news\/esma-calls-changes-make-mica-clearer-safer-and-ready-emerging-services'>ESMA75-113276571-1721<\/a>. Non \u00e8 una nota tecnica tra le tante: \u00e8 la lista dei desideri del regolatore dei mercati europeo, e chiede una cosa sola, declinata in sei modi diversi, pi\u00f9 poteri.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La tempistica merita una precisazione, perch\u00e9 nelle stesse ore si \u00e8 mosso un altro fronte. Nell&#8217;ultima settimana di settembre erano state la Banca centrale europea, il Sistema europeo delle banche centrali e l&#8217;Autorit\u00e0 bancaria europea (EBA) a chiedere regole pi\u00f9 severe sulle riserve delle stablecoin, come abbiamo raccontato quando <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-revisione-consultazione-bce-eba-stablecoin-2026\/'>si \u00e8 chiusa la consultazione dal lato BCE ed EBA<\/a>. Quella era la partita monetaria e prudenziale. Quella dell&#8217;ESMA \u00e8 un&#8217;altra cosa: riguarda la condotta, la tutela del risparmiatore, la vigilanza sui comportamenti. \u00c8 il terreno su cui, in Italia, lavora la Consob.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul mercato, intanto, il clima resta sospeso. Bitcoin viaggia <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>intorno ai 74.000 euro<\/a>, in lieve rialzo sulle ventiquattro ore, in un quadro macro che resta dominato dalla stretta monetaria e dai dubbi sul percorso dei tassi, un tema che abbiamo affrontato quando <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/fed-warsh-rialzo-tassi-2026-impatto-crypto\/'>la Fed di Warsh ha alzato i tassi<\/a>. Ma per chi investe in cripto dall&#8217;Europa, la notizia vera del primo ottobre non arriva dai grafici: arriva da un documento normativo che, se recepito, cambier\u00e0 le regole del gioco entro la fine del decennio.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 davvero la revisione di MiCA (e cosa non \u00e8)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di entrare nel merito delle richieste, serve sgombrare il campo da un equivoco diffuso. Il 30 settembre non \u00e8 cambiata nessuna regola. MiCA resta identico a com&#8217;era il 29 settembre. La <a href='https:\/\/finance.ec.europa.eu\/regulation-and-supervision\/consultations-0\/targeted-consultation-review-mica-regulation_en'>consultazione mirata della Commissione<\/a>, aperta il 20 maggio 2026 e poi prorogata al 30 settembre, era un esercizio conoscitivo: 86 domande suddivise in quattro blocchi (ambito e definizioni, stablecoin, prestatori di servizi, zone fuori dal perimetro), rivolte a operatori, emittenti, autorit\u00e0 nazionali, banche centrali e ministeri delle finanze.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La base giuridica sono gli articoli 140 e 142 di MiCA, che impongono alla Commissione di presentare al Parlamento e al Consiglio una relazione sull&#8217;applicazione del regolamento, accompagnata se necessario da una proposta legislativa. Quella relazione \u00e8 attesa entro il 30 giugno 2027. Solo dopo, ed eventualmente, arriver\u00e0 la cosiddetta MiCA 2.0, con tempi di applicazione che gli addetti ai lavori collocano realisticamente tra il 2028 e il 2030. In altre parole: le richieste dell&#8217;ESMA non sono legge, sono input. Ma sono l&#8217;input del regolatore che poi quelle regole dovr\u00e0 applicarle, e questo pesa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi una tensione di fondo che attraversa tutta la revisione. Da un lato la Commissione ha inserito l&#8217;esercizio dentro la propria agenda di semplificazione e competitivit\u00e0, quella che punta a ridurre gli oneri per le imprese europee. Dall&#8217;altro, i regolatori come l&#8217;ESMA spingono nella direzione opposta: pi\u00f9 tutele, pi\u00f9 poteri, pi\u00f9 perimetro. La revisione di MiCA \u00e8 il punto in cui queste due forze si incontrano, e la risposta dell&#8217;ESMA sta tutta sul versante del rafforzamento.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le richieste dell&#8217;ESMA in sintesi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il comunicato con cui l&#8217;ESMA ha accompagnato la risposta si intitola, non senza intenzione, \u00abcambiamenti per rendere MiCA pi\u00f9 chiaro, pi\u00f9 sicuro e pronto per i servizi emergenti\u00bb. Dietro la formula diplomatica ci sono proposte molto concrete, che si possono raggruppare in sei filoni principali pi\u00f9 alcune richieste di semplificazione. Le sintetizziamo nella tabella seguente, prima di analizzarle una per una.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Richiesta ESMA<\/th><th>Cosa prevede<\/th><th>Chi tocca<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Pubblicit\u00e0 e finfluencer<\/td><td>Regole pi\u00f9 severe sul marketing, soprattutto quando le cripto sono promosse da influencer e terzi; trasparenza su chi \u00e8 pagato<\/td><td>Exchange, emittenti, creator<\/td><\/tr><tr><td>Staking, lending e borrowing<\/td><td>Obblighi di informativa proporzionati su costi, rischi, rendimenti, garanzie e perdite potenziali<\/td><td>CASP che offrono rendimento o prestito<\/td><\/tr><tr><td>Licenza per l&#8217;accesso alla DeFi<\/td><td>Nuovo servizio regolato per chi d\u00e0 accesso ai protocolli; criteri pi\u00f9 chiari di decentralizzazione<\/td><td>Front-end, aggregatori, wallet<\/td><\/tr><tr><td>Oscuramento e congelamento<\/td><td>Potere di rilevare, bloccare e chiudere siti fraudolenti e congelare cripto in caso di abuso di mercato o finanziamento del terrorismo<\/td><td>Operatori abusivi, truffatori<\/td><\/tr><tr><td>Reverse solicitation<\/td><td>Poteri rafforzati contro gli operatori di Paesi terzi che sollecitano investitori UE senza autorizzazione<\/td><td>Piattaforme offshore<\/td><\/tr><tr><td>Stop alle stablecoin non conformi<\/td><td>Divieto per le imprese regolate di offrire servizi su stablecoin che non rispettano MiCA<\/td><td>CASP, custodi, exchange<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">A queste sei si aggiungono richieste di classificazione vincolante dei token (compresi quelli ibridi), un ruolo dell&#8217;ESMA nel dirimere i casi dubbi, un migliore allineamento con la direttiva MiFID II e alcune semplificazioni procedurali, dalla notifica dei libri bianchi alla riduzione delle autorizzazioni duplicate. Vediamole in dettaglio.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Finfluencer sotto esame: la pubblicit\u00e0 che non sembra pubblicit\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La prima richiesta \u00e8 anche la pi\u00f9 vicina all&#8217;esperienza quotidiana di chi investe. L&#8217;ESMA chiede requisiti pi\u00f9 stringenti per il marketing delle cripto-attivit\u00e0, e cita esplicitamente il caso in cui la promozione passa da influencer e altri terzi. Il nodo \u00e8 noto: un video su TikTok o un post su X che decanta un token raramente dichiara se chi parla \u00e8 stato pagato, quanto, e da chi. La proposta \u00e8 duplice: trasparenza su chi ha ricevuto un compenso per una raccomandazione, e indicazione chiara che il contenuto \u00e8 un messaggio pubblicitario e non un consiglio disinteressato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per il lettore italiano il tema non \u00e8 teorico. La Consob ha pi\u00f9 volte messo in guardia dai finfluencer, cio\u00e8 da chi diffonde contenuti finanziari sui social senza alcuna abilitazione, e ha ricordato che la consulenza in materia di investimenti \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 riservata. MiCA, nel Titolo II, gi\u00e0 impone che le comunicazioni di marketing siano corrette, chiare e non fuorvianti, e che siano identificabili come tali. Il problema \u00e8 che quelle regole sono nate pensando agli annunci dell&#8217;emittente, non alla rete di creator pagati per parlarne. L&#8217;ESMA ora chiede di spingersi oltre, regolando in modo esplicito la catena di valore della promozione a pagamento.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La ratio \u00e8 semplice: il canale pubblicitario delle cripto si \u00e8 spostato dai banner ai creator, e la regola scritta per i banner non intercetta pi\u00f9 il rischio. Un messaggio che arriva da una persona di cui ci si fida pesa pi\u00f9 di un&#8217;inserzione, e proprio per questo richiede, secondo il regolatore, una trasparenza pi\u00f9 alta, non pi\u00f9 bassa.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Staking, lending e borrowing: la fine della zona grigia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo filone \u00e8 quello che pi\u00f9 interessa chi usa le piattaforme per ottenere rendimento. Qui l&#8217;ESMA fa un lavoro di cesello che vale la pena riportare, perch\u00e9 smonta una semplificazione comune. Lo staking, spiega l&#8217;Autorit\u00e0, \u00e8 una funzione tecnica propria delle blockchain Proof of Stake e non andrebbe automaticamente trattato come un prestito o come una gestione di portafoglio. Niente regime autorizzativo pesante, dunque, ma requisiti mirati di condotta, informativa e salvaguardia quando un CASP intermedia, aggrega o commercializza il servizio.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il lending \u00e8 un&#8217;altra storia. Qui, sottolinea l&#8217;ESMA, i rischi sono significativi, perch\u00e9 la piattaforma presta gli asset del cliente, spesso senza piena trasparenza. La proposta \u00e8 netta: consenso scritto espresso del cliente, informativa sull&#8217;identit\u00e0 e sul merito di credito del prendente, dettaglio delle garanzie e delle condizioni del prestito. E un punto che ogni risparmiatore dovrebbe conoscere a memoria: una volta che l&#8217;asset \u00e8 stato prestato, le tutele MiCA sulla custodia e sulla segregazione non si applicano pi\u00f9. Il cliente diventa creditore, con tutto quel che comporta se il prendente salta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul borrowing, infine, l&#8217;ESMA propone di distinguere quattro casi: il prestito garantito da collaterale, il prestito a leva legato al trading, il prestito su protocolli DeFi mediato da un CASP e gli schemi che comportano reimpiego delle garanzie o leva ricorsiva. Per tutti, obblighi di informativa su collaterale, meccanismi di liquidazione e rischio di liquidazione automatica. \u00c8 il tentativo di portare dentro il perimetro, con gradualit\u00e0, un insieme di servizi che oggi vive in una zona grigia tra ci\u00f2 che MiCA regola e ci\u00f2 che lascia scoperto, un tema che tocca da vicino anche la fiscalit\u00e0, visto che <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-intergruppo-ritorno-26-manovra-2027\/'>l&#8217;Intergruppo parlamentare chiede il ritorno al 26% dal 2027<\/a> proprio per non spingere i risparmiatori verso canali non regolati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una ragione pratica dietro tanta attenzione. Il rendimento \u00e8 l&#8217;amo con cui le piattaforme attirano il risparmiatore meno esperto, e spesso la parola \u00abstaking\u00bb viene usata come etichetta commerciale per prodotti che staking non sono: programmi a tasso fisso, prestiti mascherati, schemi che reinvestono i fondi altrove. Distinguere la funzione tecnica dal prodotto finanziario, come chiede l&#8217;ESMA, serve proprio a impedire che un conto deposito travestito da tecnologia aggiri le regole pensate per i conti deposito. Per chi legge un rendimento a doppia cifra, la domanda da farsi resta una sola: chi me lo paga, e a quale rischio?<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Una licenza per la DeFi: il gateway regolato<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La terza richiesta \u00e8 la pi\u00f9 innovativa e la pi\u00f9 discussa. Oggi MiCA regola gli intermediari, non il codice. Il considerando 22 del regolamento esclude dall&#8217;ambito i servizi prestati \u00abin maniera completamente decentralizzata senza alcun intermediario\u00bb, e proprio per questo la finanza decentralizzata resta oggi in larga parte fuori dal perimetro. Il problema \u00e8 che quasi nessun protocollo \u00e8 davvero privo di intermediari: c&#8217;\u00e8 un front-end, ci sono le chiavi di amministrazione, c&#8217;\u00e8 una governance concentrata, c&#8217;\u00e8 una tesoreria che incassa le commissioni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ESMA prova a sciogliere il nodo con un&#8217;idea precisa: creare un nuovo servizio cripto autorizzabile per le imprese che danno agli utenti l&#8217;accesso ai protocolli DeFi. Non si regolerebbe il protocollo in s\u00e9, ma la porta d&#8217;ingresso, il gateway. In parallelo, l&#8217;Autorit\u00e0 chiede criteri pi\u00f9 chiari per stabilire quando la decentralizzazione \u00e8 genuina e quando \u00e8 solo una facciata. \u00c8 un approccio pragmatico: invece di inseguire il contratto intelligente, si \u00e0ncora la responsabilit\u00e0 all&#8217;operatore identificabile che offre l&#8217;accesso al pubblico.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le implicazioni sono enormi. Se la proposta passasse, un aggregatore o un wallet che instrada ordini verso un protocollo di lending on-chain potrebbe dover chiedere una licenza, con obblighi di due diligence, avvisi di rischio e, forse, restrizioni sull&#8217;accesso a protocolli non verificati. Per l&#8217;industria \u00e8 un cambio di paradigma; per il regolatore, l&#8217;unico modo di dare una tutela a chi oggi opera in un vuoto normativo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Oscurare e congelare: l&#8217;ESMA guarda al modello Consob<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che la risposta dell&#8217;ESMA parla la lingua dell&#8217;Italia. La quarta richiesta \u00e8 la pi\u00f9 muscolare: l&#8217;Autorit\u00e0 chiede la capacit\u00e0 di rilevare, bloccare e disattivare i siti fraudolenti, e di congelare le cripto-attivit\u00e0 quando vi sia il sospetto di abuso di mercato o di finanziamento del terrorismo. Tradotto: poter spegnere un sito truffa e immobilizzare i fondi prima che spariscano. Per un regolatore dei mercati \u00e8 un potere nuovo e importante; per chi segue la Consob, suona stranamente familiare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La Consob, infatti, quel potere lo esercita dal 2019. L&#8217;articolo 7-octies del Testo unico della finanza, introdotto con il Decreto Crescita, le consente di ordinare ai provider di inibire l&#8217;accesso dall&#8217;Italia ai siti che offrono servizi finanziari abusivi. Da allora la macchina non si \u00e8 pi\u00f9 fermata. Secondo i dati pubblicati sull&#8217;<a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/area-pubblica\/oscuramenti'>elenco ufficiale degli oscuramenti<\/a>, a fine settembre 2026 il totale dei portali bloccati <a href='https:\/\/www.lamescolanza.com\/2026\/09\/26\/consob-oscura-altri-7-siti-finanziari-abusivi-salgono-a-1-829-i-portali-bloccati\/'>ha superato quota 1.800<\/a>, e una fetta crescente riguarda proprio le cripto-attivit\u00e0. In altre parole: l&#8217;ESMA chiede a Bruxelles uno strumento che la Consob ha gi\u00e0 usato quasi duemila volte.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data 2026<\/th><th>Siti oscurati dalla Consob (totale dal 2019)<\/th><th>Note<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Gennaio<\/td><td>circa 1.527<\/td><td>Intermediazione e trading abusivi<\/td><\/tr><tr><td>Marzo<\/td><td>circa 1.608<\/td><td>Di cui 136 legati a cripto-attivit\u00e0<\/td><\/tr><tr><td>Aprile<\/td><td>circa 1.654<\/td><td>Ritmo settimanale di nuovi ordini<\/td><\/tr><tr><td>Settembre<\/td><td>circa 1.829<\/td><td>Quota superata a fine mese<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La lezione italiana \u00e8 doppia. Da un lato dimostra che lo strumento funziona e regge la prova dei numeri. Dall&#8217;altro ne mostra il limite: l&#8217;oscuramento blocca l&#8217;accesso dall&#8217;Italia, ma il sito resta vivo altrove, e i fondi gi\u00e0 usciti non tornano. \u00c8 esattamente il motivo per cui l&#8217;ESMA affianca al blocco del sito il potere di congelamento degli asset: spegnere la vetrina non basta se il denaro \u00e8 gi\u00e0 in viaggio. La vera partita, per il risparmiatore, si gioca sulla velocit\u00e0 con cui si interviene.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Resta un punto delicato, che l&#8217;ESMA stessa riconosce: congelare gli asset e spegnere i siti sono poteri forti, e i poteri forti hanno bisogno di contrappesi. Un conto \u00e8 bloccare un portale di phishing, un altro \u00e8 immobilizzare i fondi di un utente sul semplice sospetto. Perch\u00e9 il meccanismo funzioni senza calpestare i diritti serviranno tempi certi, controllo giurisdizionale e procedure di reclamo, esattamente ci\u00f2 che in Italia accompagna gi\u00e0 l&#8217;azione della Consob. Il rischio, altrimenti, \u00e8 costruire uno strumento efficace contro i truffatori ma scomodo per chi truffato non \u00e8.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Reverse solicitation e stablecoin non conformi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Le ultime due richieste chiudono il cerchio dell&#8217;enforcement. La quinta riguarda la reverse solicitation, la sollecitazione inversa: la finzione, cio\u00e8, per cui una piattaforma extra-UE sostiene di non promuovere i propri servizi in Europa ma di limitarsi a servire clienti che l&#8217;hanno cercata spontaneamente. L&#8217;articolo 61 di MiCA ammette questa possibilit\u00e0 in forma strettissima, e gli orientamenti ESMA del febbraio 2025 hanno chiarito che qualsiasi attivit\u00e0 di marketing equivale a sollecitazione. Ora l&#8217;Autorit\u00e0 chiede poteri rafforzati contro gli operatori di Paesi terzi che aggirano l&#8217;autorizzazione per questa via. \u00c8 la stessa logica che ha accompagnato l&#8217;uscita di Binance dall&#8217;Unione, quando con la fine del transitorio \u00e8 partita la fase di enforcement.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La sesta richiesta tocca le stablecoin, ma da un&#8217;angolazione diversa da quella delle banche centrali. L&#8217;ESMA non parla di riserve: chiede regole esplicite che vietino alle imprese regolate di offrire servizi su stablecoin che non rispettano i requisiti MiCA. \u00c8 il tassello che manca per rendere effettivo il regime gi\u00e0 in vigore. Dal 1 luglio 2026 USDT, la stablecoin di gran lunga pi\u00f9 usata al mondo, non \u00e8 pi\u00f9 negoziabile sulle sedi regolamentate dell&#8217;area economica europea perch\u00e9 Tether non ha chiesto l&#8217;autorizzazione come emittente di token di moneta elettronica. Senza un divieto esplicito a monte, per\u00f2, i servizi accessori (custodia, conversione, intermediazione) possono continuare a ruotare attorno a quei token. L&#8217;ESMA vuole chiudere anche questa porta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Classificazione dei token e allineamento con la MiFID II<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto ai sei filoni principali, l&#8217;ESMA mette sul tavolo un gruppo di richieste meno vistose ma potenzialmente decisive per chi deve applicare le regole ogni giorno. La prima \u00e8 la classificazione dei token. Oggi stabilire se un asset sia un token di moneta elettronica, un token collegato ad attivit\u00e0, un semplice utility token o addirittura uno strumento finanziario sotto MiFID II \u00e8 un esercizio delicato, e la risposta pu\u00f2 cambiare da un&#8217;autorit\u00e0 nazionale all&#8217;altra. L&#8217;ESMA chiede regole armonizzate di classificazione, che coprano anche i token ibridi, e soprattutto il potere di emettere pareri vincolanti sui casi dubbi. Sarebbe un passo importante verso l&#8217;uniformit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo tassello \u00e8 l&#8217;allineamento con la MiFID II. Qui il confine \u00e8 notoriamente poroso: lo spot delle cripto sta sotto MiCA, ma i derivati (future, perpetual, contratti per differenza) sono strumenti finanziari sotto MiFID II e sotto la vigilanza della Consob. Un token che d\u00e0 diritto a profitti o ricavi pu\u00f2 scivolare dall&#8217;uno all&#8217;altro regime. L&#8217;ESMA chiede un raccordo pi\u00f9 chiaro per evitare arbitraggi e buchi. A ci\u00f2 aggiunge alcune semplificazioni che strizzano l&#8217;occhio all&#8217;agenda della Commissione: una procedura pi\u00f9 snella di notifica dei libri bianchi e la riduzione delle autorizzazioni duplicate per chi opera in pi\u00f9 Stati membri.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il filo conduttore: pi\u00f9 poteri a Bruxelles, meno frammentazione<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se si leggono le sei richieste di fila, emerge un filo conduttore unico: pi\u00f9 poteri, e preferibilmente poteri pi\u00f9 centralizzati. L&#8217;ESMA chiede strumenti di convergenza pi\u00f9 forti per s\u00e9 stessa, una vigilanza pi\u00f9 efficace sui rischi transfrontalieri, il potere di dirimere le classificazioni. Non \u00e8 un capriccio burocratico: nasce dall&#8217;esperienza concreta dei primi due anni di MiCA, in cui lo stesso regolamento ha convissuto con 27 vigilanze nazionali e con l&#8217;ombra dell&#8217;arbitraggio regolamentare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema non \u00e8 nuovo e vede l&#8217;Italia in prima fila. La Consob, insieme alla francese AMF e all&#8217;austriaca FMA, ha firmato gi\u00e0 nel 2025 un documento che chiedeva una vigilanza diretta dell&#8217;ESMA sui grandi CASP, e la Commissione ha poi proposto un pacchetto di integrazione e vigilanza dei mercati che va in quella direzione. La peer review dell&#8217;ESMA su Malta, con i suoi rilievi sulle autorizzazioni concesse in fretta, ha dato forza a chi teme la corsa al ribasso tra giurisdizioni. La domanda che aleggia su Bruxelles \u00e8 sempre la stessa: l&#8217;ESMA sta diventando la SEC d&#8217;Europa?<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta, per ora, \u00e8 no, o almeno non del tutto. L&#8217;ESMA chiede strumenti di convergenza, non la sostituzione delle autorit\u00e0 nazionali. Il baricentro resta nazionale: in Italia la Consob per la condotta e la tutela degli investitori, la Banca d&#8217;Italia per il profilo prudenziale e per le stablecoin. Ma la direzione di marcia \u00e8 chiara, e ogni revisione tende a spostare un po&#8217; pi\u00f9 in alto il centro di gravit\u00e0. Chi vede in questo un rischio di accentramento non ha torto; chi ci vede la fine dei paradisi normativi interni all&#8217;Unione, nemmeno.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per gli investitori italiani<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi investe dall&#8217;Italia, la cornice resta quella fissata dal decreto legislativo 5 settembre 2024, n. 129, che ha designato Consob e Banca d&#8217;Italia come autorit\u00e0 competenti. A oggi i soggetti abilitati in Italia sono nove: otto CASP (CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital e Young Platform) pi\u00f9 Banca Sella attraverso il canale della notifica. \u00c8 un numero ancora contenuto se confrontato con il resto dell&#8217;area economica europea, dove secondo il <a href='https:\/\/casptracker.eu\/'>registro aggiornato al 1 ottobre 2026<\/a> i CASP autorizzati sono 361, con la Germania saldamente in testa.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>CASP autorizzati<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Germania<\/td><td>96<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>36<\/td><\/tr><tr><td>Paesi Bassi<\/td><td>29<\/td><\/tr><tr><td>Cipro<\/td><td>25<\/td><\/tr><tr><td>Malta<\/td><td>23<\/td><\/tr><tr><td>Spagna<\/td><td>15<\/td><\/tr><tr><td>Lussemburgo<\/td><td>13<\/td><\/tr><tr><td>Irlanda<\/td><td>12<\/td><\/tr><tr><td>Italia<\/td><td>9<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Se le richieste dell&#8217;ESMA diventassero legge, per il risparmiatore italiano cambierebbero alcune cose molto pratiche. La promozione a pagamento sui social sarebbe pi\u00f9 trasparente; chi offre staking o lending dovrebbe spiegare prima, nero su bianco, cosa si rischia; i siti truffa sparirebbero pi\u00f9 in fretta dai radar; e per i servizi su stablecoin non conformi scatterebbe uno stop esplicito. Nel frattempo, gli strumenti per difendersi esistono gi\u00e0. Ecco quelli che la Consob mette a disposizione oggi.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Verificare sempre che l&#8217;operatore sia nel registro dei soggetti abilitati, consultabile sul sito della Consob e sul registro ESMA.<\/li><li>Diffidare di chi promette rendimenti garantiti o pressa con scadenze urgenti: \u00e8 la firma della truffa.<\/li><li>Ricordare che un finfluencer non \u00e8 un consulente abilitato, e che la consulenza in materia di investimenti \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 riservata.<\/li><li>Segnalare i siti sospetti alla Consob, che pu\u00f2 attivare l&#8217;oscuramento ai sensi dell&#8217;articolo 7-octies del TUF.<\/li><li>Sapere che, una volta prestato un asset in lending, le tutele MiCA sulla custodia non valgono pi\u00f9.<\/li><\/ul><h2 class='wp-block-heading'>Le voci del settore: tra tutele e proporzionalit\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Che l&#8217;applicazione conti pi\u00f9 della norma scritta \u00e8 la convinzione di fondo di chi guida l&#8217;ESMA. Verena Ross, presidente dell&#8217;Autorit\u00e0, lo ha ripetuto in pi\u00f9 occasioni: <a href='https:\/\/finance.ec.europa.eu\/news\/interview-verena-ross-2024-02-07_en'>\u00abIl regolamento MiCA protegger\u00e0 gli investitori solo se verr\u00e0 applicato in modo efficace\u00bb<\/a>. \u00c8 una frase che spiega bene la filosofia della risposta del 30 settembre: non bastano le regole, servono i poteri per farle rispettare. E il tempismo ha un sapore particolare, perch\u00e9 il mandato di Ross scade il 31 ottobre 2026 e la presidente ha scelto di non chiedere un secondo incarico: questa risposta \u00e8, di fatto, uno dei suoi ultimi atti di peso alla guida dell&#8217;Autorit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal lato dell&#8217;industria il tono \u00e8 diverso. Katie Harries, responsabile delle policy per l&#8217;Europa di Coinbase, ha accolto la revisione con favore ma con una linea rossa precisa: servono <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/402005'>\u00abmiglioramenti mirati, non una riapertura dei principi fondamentali\u00bb<\/a>. La preoccupazione del settore \u00e8 che, con la scusa di colmare i vuoti, si finisca per riscrivere l&#8217;impianto appena entrato in funzione, spaventando chi ha investito milioni per mettersi in regola.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi chi mette in guardia dall&#8217;eccesso opposto, quello di trattare tutti allo stesso modo. Ond\u0159ej Kova\u0159\u00edk, tra i negoziatori di MiCA all&#8217;Europarlamento, ha insistito sulla proporzionalit\u00e0: non si possono <a href='https:\/\/beincrypto.com\/eu-mica-crypto-rules-review\/'>\u00abtrattare nello stesso modo\u00bb<\/a> i grandi exchange globali quotati negli Stati Uniti e \u00abuna piccola startup che gestisce un&#8217;attivit\u00e0 cripto\u00bb. \u00c8 il cuore del dilemma della revisione: pi\u00f9 poteri e pi\u00f9 tutele rischiano di schiacciare i piccoli operatori e di spingere l&#8217;innovazione verso Dubai o verso gli Stati Uniti; meno regole rischiano di riaprire le falle che Terra e FTX avevano messo a nudo. L&#8217;ESMA, con la sua risposta, ha scelto chiaramente da che parte stare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il contesto: Europa, Stati Uniti e la corsa regolatoria<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La mossa dell&#8217;ESMA va letta anche in chiave transatlantica. Mentre l&#8217;Europa affina un regolamento gi\u00e0 vigente e discute come rafforzarlo, gli Stati Uniti faticano ancora a darsi una legge organica sui mercati cripto: il CLARITY Act, pensato per dividere le competenze tra SEC e CFTC, si \u00e8 arenato in Senato, lasciando la vigilanza affidata all&#8217;azione caso per caso delle agenzie. Il contrasto \u00e8 netto e lo abbiamo analizzato parlando della <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/correlazione-azioni-crypto-fed-clarity-settembre-2026\/'>correlazione tra azioni e crypto dopo Fed e CLARITY<\/a>: da una parte un quadro europeo completo che ora si perfeziona, dall&#8217;altra un mosaico statunitense ancora in costruzione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il cosiddetto effetto Bruxelles: avendo legiferato per prima, l&#8217;Unione detta di fatto uno standard che altri tendono a seguire o quantomeno a considerare. Il rovescio della medaglia \u00e8 il rischio di fuga dei capitali verso giurisdizioni pi\u00f9 permissive, proprio ci\u00f2 che la proporzionalit\u00e0 invocata da Kova\u0159\u00edk vorrebbe evitare. La partita \u00e8 di equilibrio: regole credibili abbastanza da proteggere, leggere abbastanza da non far scappare l&#8217;innovazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Uno sguardo al futuro merita anche l&#8217;ultima riga della risposta ESMA, quella che chiede un quadro per i titoli tokenizzati e per il regolamento on-chain. \u00c8 il segnale che il regolatore guarda gi\u00e0 oltre le cripto-attivit\u00e0 classiche, verso la tokenizzazione degli strumenti finanziari tradizionali, un terreno dove la linea tra cripto e finanza di sempre si assottiglia, come mostra il dibattito su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/oro-tokenizzato-bitcoin-oro-digitale-2026\/'>oro tokenizzato e Bitcoin come oro digitale<\/a>. La prossima frontiera della regolazione non sar\u00e0 il token speculativo, ma l&#8217;azione, l&#8217;obbligazione e la materia prima che migrano su blockchain.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa aspettarsi ora: la road map verso il 2027<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Con la consultazione chiusa, la palla passa alla Commissione. Il calendario \u00e8 scandito dagli articoli 140 e 142 di MiCA e lascia poco spazio alle improvvisazioni. Nei prossimi mesi i servizi della Commissione analizzeranno le centinaia di risposte ricevute, tra cui quella dell&#8217;ESMA, quella del Sistema europeo delle banche centrali e quella dell&#8217;EBA, oltre ai contributi dell&#8217;industria. Il primo appuntamento con le decisioni vere \u00e8 fissato per met\u00e0 2027.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Data<\/th><th>Tappa<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>20 maggio 2026<\/td><td>Apertura della consultazione mirata sulla revisione di MiCA<\/td><\/tr><tr><td>30 settembre 2026<\/td><td>Chiusura della consultazione; l&#8217;ESMA deposita la sua risposta<\/td><\/tr><tr><td>31 ottobre 2026<\/td><td>Scade il mandato della presidente ESMA Verena Ross<\/td><\/tr><tr><td>30 giugno 2027<\/td><td>Termine per la relazione della Commissione (artt. 140 e 142)<\/td><\/tr><tr><td>2028-2030<\/td><td>Eventuale proposta e applicazione della MiCA 2.0<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">In parallelo corre un altro cantiere che intreccia la stessa materia: l&#8217;euro digitale, il cui negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione \u00e8 entrato nella fase decisiva, con l&#8217;obiettivo di chiudere la cornice legislativa entro la fine del 2026 e un lancio ipotizzato verso il 2029. Moneta pubblica da un lato, stablecoin private dall&#8217;altro, condotta e tutela del risparmiatore in mezzo: la revisione di MiCA \u00e8 il punto in cui queste linee si incrociano.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;investitore la conclusione \u00e8 pragmatica. Nulla cambia domattina, ma la direzione \u00e8 tracciata e difficilmente torner\u00e0 indietro: pi\u00f9 trasparenza sulla pubblicit\u00e0, pi\u00f9 informativa sul rendimento, pi\u00f9 poteri per spegnere le truffe e congelare i fondi, un primo tentativo di portare la DeFi dentro un perimetro regolato. L&#8217;Europa non riscrive MiCA, lo rinforza. E lo fa guardando, tra gli altri, al modello italiano dell&#8217;oscuramento, nato quasi per caso nel 2019 e diventato oggi un pezzo del vocabolario che l&#8217;ESMA vuole portare a Bruxelles.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>La revisione di MiCA cambia subito le regole per gli investitori?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. La consultazione chiusa il 30 settembre 2026 \u00e8 un esercizio conoscitivo e non modifica alcuna norma. Le risposte, compresa quella dell&#8217;ESMA, alimenteranno una relazione della Commissione attesa entro il 30 giugno 2027, cui potrebbe seguire una proposta legislativa, la cosiddetta MiCA 2.0, applicabile non prima del 2028-2030.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che cosa ha chiesto l&#8217;ESMA il 30 settembre 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ESMA ha chiesto pi\u00f9 poteri su sei fronti: regole pi\u00f9 severe sulla pubblicit\u00e0 con i finfluencer, obblighi di informativa su staking, lending e borrowing, una nuova licenza per l&#8217;accesso alla DeFi, il potere di oscurare i siti fraudolenti e congelare le cripto, una stretta sulla reverse solicitation e il divieto di servizi su stablecoin non conformi.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>La Consob pu\u00f2 gi\u00e0 oscurare i siti cripto abusivi?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Dal 2019, grazie all&#8217;articolo 7-octies del Testo unico della finanza introdotto con il Decreto Crescita, la Consob pu\u00f2 ordinare l&#8217;inibizione dell&#8217;accesso dall&#8217;Italia ai siti che offrono servizi finanziari abusivi. A fine settembre 2026 i portali bloccati hanno superato quota 1.800, una parte dei quali legata alle cripto-attivit\u00e0.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per lo staking e il lending se le proposte passano?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo staking non sarebbe trattato automaticamente come un prestito, ma richiederebbe informativa e salvaguardie quando un operatore lo intermedia. Per il lending servirebbero il consenso scritto del cliente e la trasparenza su garanzie e merito di credito del prendente. Attenzione: una volta prestato un asset, le tutele MiCA sulla custodia non si applicano pi\u00f9.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>USDT \u00e8 ancora utilizzabile in Europa?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1 luglio 2026 USDT non \u00e8 pi\u00f9 negoziabile sulle sedi regolamentate dell&#8217;area economica europea, perch\u00e9 Tether non ha chiesto l&#8217;autorizzazione come emittente MiCA. L&#8217;ESMA ora chiede un divieto esplicito anche dei servizi accessori offerti dalle imprese regolate su stablecoin non conformi.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"La revisione di MiCA cambia subito le regole per gli investitori?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"No. La consultazione chiusa il 30 settembre 2026 \u00e8 un esercizio conoscitivo e non modifica alcuna norma. 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