{"id":697,"date":"2026-10-02T10:37:42","date_gmt":"2026-10-02T10:37:42","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/compliance-defi-consultazione-mica-chi-risponde-2026\/"},"modified":"2026-10-02T10:37:42","modified_gmt":"2026-10-02T10:37:42","slug":"compliance-defi-consultazione-mica-chi-risponde-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/compliance-defi-consultazione-mica-chi-risponde-2026\/","title":{"rendered":"Compliance DeFi: chiusa la consultazione MiCA, chi risponde?"},"content":{"rendered":"<h2 class='wp-block-heading'>La domanda che Bruxelles ha riaperto il 30 settembre<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 30 settembre, alle 23:59 ora di Bruxelles, si \u00e8 chiusa la consultazione mirata della <a href='https:\/\/finance.ec.europa.eu\/regulation-and-supervision\/consultations-0\/targeted-consultation-review-mica-regulation_en'>Commissione europea<\/a> sulla revisione di MiCA: ottantasei domande su stablecoin, prestatori di servizi in cripto-attivit\u00e0 (CASP), staking e, soprattutto, finanza decentralizzata. La scadenza era fissata al 31 agosto, poi spostata di un mese perch\u00e9 il mercato, fanno sapere a Bruxelles, continua a muoversi pi\u00f9 in fretta delle regole. Ora i contributi sono sul tavolo e la Commissione ha tempo fino al 30 giugno 2027 per consegnare a Parlamento e Consiglio le relazioni previste dagli articoli 140 e 142, quelle che diranno se e come la DeFi entrer\u00e0 davvero nel perimetro regolato, secondo la ricostruzione di <a href='https:\/\/financefeeds.com\/brussels-reopens-mica-and-the-window-shuts-on-30-september\/'>FinanceFeeds<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda che quella consultazione rimette al centro non \u00e8 \u00abla DeFi \u00e8 dentro o fuori MiCA?\u00bb. \u00c8 pi\u00f9 scomoda: quando un&#8217;applicazione finanziaria \u00e8 solo codice che gira su una blockchain pubblica, senza una societ\u00e0 a cui bussare, chi risponde se qualcosa va storto? Chi riceve la richiesta di adeguata verifica antiriciclaggio, chi congela i fondi di un indirizzo sanzionato, chi firma la segnalazione di operazione sospetta? L&#8217;intera architettura della compliance \u00e8 nata attorno a un intermediario che fa esattamente queste cose. La DeFi, nella sua versione pi\u00f9 pura, promette di cancellarlo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo sfondo di mercato aiuta a misurare la posta. Bitcoin viaggia intorno ai 77.000 euro secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>CoinGecko<\/a>, le stablecoin valgono ormai oltre 300 miliardi di dollari con USDT e USDC a coprire la quota di gran lunga maggiore, mentre il valore totale bloccato nei protocolli DeFi (il cosiddetto TVL) \u00e8 sceso di circa il 39% nel corso del 2026, man mano che i rendimenti si raffreddavano, secondo <a href='https:\/\/cryptorank.io\/news\/feed\/12f9b-defi-total-value-locked-plunges-39-in-2026-as-yields-cool-down'>CryptoRank<\/a>. Numeri in ritirata, ma non piccoli: abbastanza grandi perch\u00e9 nessun regolatore serio possa fingere che il problema non esista.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La tesi di questo articolo \u00e8 semplice, e la condividono ormai il GAFI (FATF), l&#8217;Autorit\u00e0 bancaria europea (EBA) e la stessa Commissione: il perimetro della compliance non segue l&#8217;etichetta \u00abDeFi\u00bb, segue il controllo. Dove esiste qualcuno che controlla o influenza in modo determinante un protocollo, l\u00ec si attacca l&#8217;obbligo. Dove non c&#8217;\u00e8 nessuno, l&#8217;obbligo non svanisce: si sposta sui punti di contatto, cio\u00e8 le interfacce web, gli emittenti delle stablecoin, gli exchange che fanno da porta d&#8217;ingresso. Capire questa regola significa capire chi, nel 2026, \u00e8 davvero sul gancio.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il perimetro non \u00e8 un confine, \u00e8 una questione di controllo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">MiCA, il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attivit\u00e0, prevede un&#8217;esenzione esplicita per la finanza totalmente decentralizzata: il Considerando 22 afferma che i servizi offerti in modo \u00abcompletamente decentralizzato senza alcun intermediario\u00bb non rientrano nel suo ambito. Sembra una porta spalancata. In pratica \u00e8 una fessura, perch\u00e9 la finanza davvero senza intermediari \u00e8 quasi un insieme vuoto. La stragrande maggioranza dei protocolli ha un&#8217;interfaccia web gestita da una societ\u00e0, chiavi di amministrazione in mano a un team, un token di governance concentrato in poche wallet, una tesoreria che incassa commissioni. Ognuno di questi elementi \u00e8 una mano sul volante.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 qui che il ragionamento si capovolge. La domanda giusta non \u00e8 \u00abquesto progetto si definisce decentralizzato?\u00bb, perch\u00e9 chiunque pu\u00f2 scriverlo nel proprio sito. La domanda giusta \u00e8 \u00abqualcuno ha la capacit\u00e0 concreta di controllare, avviare o modificare le operazioni?\u00bb. Se la risposta \u00e8 s\u00ec, quel qualcuno assomiglia molto a un intermediario, con tutti gli obblighi che ne derivano, a prescindere da quanto il marketing insista sulla parola decentralizzazione. Se la risposta \u00e8 davvero no, il protocollo pu\u00f2 restare fuori, ma il rischio residuo non sparisce e i regolatori pretendono che venga comunque mitigato altrove.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa logica non \u00e8 un&#8217;invenzione europea. \u00c8 la stessa che il GAFI ha codificato nel suo rapporto di luglio 2026 sulla DeFi, \u00e8 quella che i tribunali statunitensi hanno applicato nei casi Tornado Cash e Ooki DAO, ed \u00e8 quella che la consultazione MiCA appena chiusa mette sotto esame con una batteria di indicatori di decentralizzazione. Cambia la lingua, cambia l&#8217;autorit\u00e0, non cambia il principio: la responsabilit\u00e0 segue il controllo e il profitto, non l&#8217;etichetta. Il resto di questo articolo \u00e8, in sostanza, la mappa di dove quel controllo si annida e di cosa succede quando qualcuno prova a disegnare un protocollo in cui, sul serio, nessuno controlla niente.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cinque superfici normative, non una<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;errore pi\u00f9 comune nel dibattito sulla compliance della DeFi \u00e8 trattarla come una domanda sola, quasi sempre \u00abquesto token \u00e8 uno strumento finanziario?\u00bb. Non lo \u00e8. Su un protocollo si impilano almeno cinque regimi distinti, ciascuno con il proprio presupposto e la propria autorit\u00e0, e un progetto pu\u00f2 essere pulito su uno ed esposto su un altro. Il punto che sfugge pi\u00f9 spesso: l&#8217;antiriciclaggio non si cura affatto di sapere se il token \u00e8 uno strumento finanziario. Scatta a prescindere, nel momento in cui qualcuno diventa un \u00absoggetto obbligato\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco la mappa, nella versione che conta per chi opera dall&#8217;Italia o verso utenti italiani. Si legga per colonne: la superficie, la regola che la governa, l&#8217;autorit\u00e0 che la fa rispettare e, soprattutto, cosa fa scattare l&#8217;obbligo.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Superficie<\/th><th>Regola principale (UE\/Italia)<\/th><th>Autorit\u00e0<\/th><th>Cosa fa scattare l&#8217;obbligo<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Antiriciclaggio (AML\/CFT)<\/td><td>Regolamento UE AMLR (applicabile dal 10 luglio 2027), D.lgs. 231\/2007<\/td><td>UIF presso Banca d&#8217;Italia, AMLA a Francoforte<\/td><td>Essere un \u00absoggetto obbligato\u00bb: CASP, exchange, servizi di custodia<\/td><\/tr><tr><td>Sanzioni e misure restrittive<\/td><td>Regolamenti UE, congelamento dei fondi<\/td><td>Comitato di sicurezza finanziaria (MEF), UIF<\/td><td>Operare con un soggetto o un indirizzo in lista<\/td><\/tr><tr><td>Mercati cripto a pronti (spot)<\/td><td>MiCA, recepito con D.lgs. 129\/2024<\/td><td>Consob (condotta e tutela), Banca d&#8217;Italia (prudenziale, stablecoin)<\/td><td>Prestare un servizio in cripto-attivit\u00e0 o emettere un token<\/td><\/tr><tr><td>Derivati su cripto<\/td><td>MiFID II, non MiCA<\/td><td>Consob<\/td><td>Offrire perpetual, future o CFD su cripto-attivit\u00e0<\/td><\/tr><tr><td>Fiscalit\u00e0<\/td><td>Redditi diversi, quadro RW, direttiva DAC8<\/td><td>Agenzia delle Entrate<\/td><td>Realizzo di plusvalenze o detenzione di cripto-attivit\u00e0<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La specificit\u00e0 italiana sta nella divisione del lavoro tra due autorit\u00e0. Il decreto legislativo 5 settembre 2024, n. 129, che ha recepito MiCA, affida a Consob la vigilanza su condotta e tutela degli investitori e a Banca d&#8217;Italia il versante prudenziale e quello delle stablecoin (i token di moneta elettronica e quelli collegati ad attivit\u00e0). La UIF, l&#8217;Unit\u00e0 di Informazione Finanziaria che opera presso Banca d&#8217;Italia, resta il terminale delle segnalazioni di operazioni sospette. I derivati, perpetual compresi, non sono MiCA ma MiFID II, quindi di nuovo Consob. E sul fronte fiscale la partita \u00e8 tutt&#8217;altro che chiusa: l&#8217;aliquota sulle plusvalenze cripto \u00e8 un cantiere aperto, con un Intergruppo parlamentare che <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-intergruppo-ritorno-26-manovra-2027\/'>chiede il ritorno al 26% dal 2027<\/a>, a ulteriore riprova che ogni superficie ha una sua traiettoria autonoma.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La lezione pratica \u00e8 che non esiste una scappatoia unica. Un protocollo di lending pu\u00f2 non emettere alcuno strumento finanziario e restare comunque un soggetto obbligato ai fini antiriciclaggio; una piattaforma di derivati pu\u00f2 non toccare MiCA e cadere dritta sotto MiFID II; un front-end irreprensibile sul piano dei mercati pu\u00f2 comunque ignorare le liste di sanzioni. La compliance della DeFi \u00e8 un problema a cinque facce, e il controllo \u00e8 la cerniera che le tiene insieme tutte. Il quadro europeo per l&#8217;antiriciclaggio, in particolare, merita attenzione, perch\u00e9 \u00e8 quello che morde per primo e a cui molti progetti si accorgono troppo tardi di essere esposti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il test del GAFI: controllo o influenza sufficiente<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se esiste un documento che ha trasformato l&#8217;intuizione \u00abil perimetro segue il controllo\u00bb in una regola operativa, \u00e8 il rapporto mirato del GAFI (il Gruppo d&#8217;azione finanziaria) pubblicato il 21 luglio 2026 sulle sfide regolatorie poste dalla finanza decentralizzata. Il cuore \u00e8 il test del controllo o dell&#8217;influenza sufficiente: ovunque una persona fisica o giuridica eserciti controllo o influenza determinante su un sistema DeFi, quel sistema rientra nel campo di applicazione della Raccomandazione 15, e quindi degli obblighi antiriciclaggio. La sintesi \u00e8 disponibile sul sito del <a href='https:\/\/www.fatf-gafi.org\/en\/publications\/Virtualassets\/targeted-report-decentralised-finance-2026.html'>GAFI<\/a> e in una lettura ragionata di <a href='https:\/\/www.chainalysis.com\/blog\/understanding-fatf-defi-report-july-2026\/'>Chainalysis<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto distingue tre situazioni. Nella prima i controllori sono identificabili: il sistema \u00e8 a tutti gli effetti un prestatore di servizi e deve applicare la compliance piena. Nella seconda il protocollo si presenta come decentralizzato ma \u00e8 di fatto centralizzato, con i controllori nascosti: resta comunque nel perimetro, e tocca ai supervisori stanarli. Nella terza il sistema \u00e8 davvero senza un leader, e allora esce dalle regole sui prestatori, ma il rischio residuo va mitigato con altri strumenti. Per decidere in quale casella cade un progetto, il GAFI indica una serie di indicatori di controllo.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Concentrazione dei token di governance in poche mani o nel team fondatore.<\/li><li>Privilegi di amministrazione e capacit\u00e0 di aggiornare o fermare i contratti (le cosiddette admin key).<\/li><li>Direzione del flusso delle commissioni e controllo sulla tesoreria del protocollo.<\/li><li>Influenza sul gruppo di sviluppo e sull&#8217;infrastruttura del front-end.<\/li><li>Capacit\u00e0 di indirizzare le scelte strategiche, anche informalmente, al di l\u00e0 di ci\u00f2 che dice lo statuto.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri che accompagnano il rapporto dicono quanto sia distante la teoria dalla pratica. Secondo l&#8217;analisi, circa il 93% delle giurisdizioni esaminate non ha ancora applicato gli standard ai sistemi DeFi qualificabili come prestatori, e solo una manciata ha concesso una licenza o avviato un&#8217;azione di vigilanza. In altre parole, il test del controllo esiste sulla carta quasi ovunque e viene usato quasi da nessuno. \u00c8 questo scarto, non l&#8217;assenza di regole, il vero problema della compliance DeFi nel 2026: la mappa c&#8217;\u00e8, manca chi la applica.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Lo stack della responsabilit\u00e0: dallo sviluppatore ai fornitori di liquidit\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il principio del controllo diventa concreto quando lo si legge come una scala. In cima c&#8217;\u00e8 chi scrive e gestisce il software, poi chi espone l&#8217;interfaccia agli utenti, poi chi governa il protocollo attraverso un token, infine chi fornisce liquidit\u00e0 o fa da tramite tecnico. A ogni gradino corrisponde una dose diversa di controllo e, finora, un diverso grado di esposizione legale. La tabella che segue riassume dove i tribunali e i regolatori hanno gi\u00e0 piantato una bandierina e dove, invece, il terreno resta inesplorato.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Soggetto<\/th><th>Caso o leva<\/th><th>Esito<\/th><th>Principio<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Sviluppatori che gestiscono un servizio<\/td><td>U.S. v. Roman Storm (Tornado Cash)<\/td><td>Condanna per attivit\u00e0 di trasmissione di denaro senza licenza, nuovo processo ad aprile 2027<\/td><td>Scrivere codice \u00e8 protetto, gestire un servizio attorno al codice no<\/td><\/tr><tr><td>Interfacce e front-end<\/td><td>Uniswap Labs (screening con TRM Labs); Consob (art. 7-octies TUF)<\/td><td>Indirizzi filtrati, siti oscurati<\/td><td>Il sito web \u00e8 un soggetto giuridico, il contratto on-chain no<\/td><\/tr><tr><td>DAO e governance<\/td><td>CFTC v. Ooki DAO<\/td><td>Sanzione civile da 643.542 dollari, sito ordinato offline<\/td><td>Una DAO pu\u00f2 essere una \u00abpersona\u00bb e i votanti i suoi \u00abmembri\u00bb<\/td><\/tr><tr><td>Fornitori di liquidit\u00e0 e relayer<\/td><td>Perlopi\u00f9 non testato<\/td><td>Incerto<\/td><td>La zona grigia residua, dove il controllo \u00e8 diffuso<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il filo rosso \u00e8 sempre lo stesso: la responsabilit\u00e0 segue il controllo e il profitto, non la parola con cui ci si definisce. Chi pu\u00f2 fermare, modificare o monetizzare un protocollo risponde come un intermediario; chi si limita a pubblicare codice che altri usano, in linea di principio, no. La frontiera pi\u00f9 incerta resta quella dei fornitori di liquidit\u00e0 e dei relayer: forniscono una funzione economica senza, nella maggior parte dei casi, esercitare un controllo centralizzato, e proprio per questo nessun giudice ha ancora detto con chiarezza dove finisca il loro ruolo tecnico e dove inizi la responsabilit\u00e0. \u00c8 il prossimo campo di battaglia, e i due casi che hanno disegnato la scala attuale meritano di essere raccontati per esteso.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Tornado Cash, il caso che ha ridisegnato la linea<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna vicenda ha definito il confine tra codice e condotta meglio di Tornado Cash, il mixer per Ethereum. La storia va letta in tre atti. Primo atto: nel novembre 2024 la Corte d&#8217;appello del Quinto Circuito, nel caso Van Loon contro il Tesoro, stabilisce che gli smart contract immutabili non sono \u00abpropriet\u00e0\u00bb ai sensi della legge sui poteri economici d&#8217;emergenza, perch\u00e9 nessuno li possiede o pu\u00f2 escluderne altri, e quindi non possono essere sanzionati come se fossero un bene di un soggetto. Nel marzo 2025 l&#8217;OFAC, l&#8217;ufficio sanzioni del Tesoro statunitense, rimuove Tornado Cash dalla lista, come ricostruito da <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2025\/04\/05\/why-ofac-delisted-tornado-cash'>CoinDesk<\/a>. Il messaggio: non si sanziona una riga di codice che non appartiene a nessuno.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo atto, e qui la linea si sposta. Roman Storm, uno degli sviluppatori di Tornado Cash, nell&#8217;agosto 2025 viene condannato per concorso nella gestione di un&#8217;attivit\u00e0 di trasmissione di denaro senza licenza. Sugli altri due capi, riciclaggio e violazione delle sanzioni, la giuria resta divisa. L&#8217;accusa ha deciso di rifare il processo su quei due punti, inizialmente previsto per l&#8217;autunno 2026 e poi rinviato: il nuovo dibattimento \u00e8 fissato per il 26 aprile 2027 davanti alla giudice Katherine Polk Failla, con una pena massima combinata che sfiora i quarant&#8217;anni, mentre resta pendente la mozione di assoluzione, come riporta <a href='https:\/\/decrypt.co\/376577\/roman-storms-tornado-cash-retrial-pushed-to-april-2027'>Decrypt<\/a>. La differenza con Van Loon \u00e8 decisiva: l\u00ec si contestava il codice in quanto tale, qui si contesta la gestione di un servizio costruito attorno al codice, con interfaccia, relayer e commissioni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Terzo atto, la cornice. Matthew Galeotti, all&#8217;epoca alla guida della Divisione penale del Dipartimento di Giustizia, ha riassunto la linea in un intervento dell&#8217;agosto 2025 con una frase diventata un riferimento: \u00abmerely writing code, without ill intent, is not a crime\u00bb, cio\u00e8 scrivere codice, in assenza di intento criminale, non \u00e8 reato, secondo quanto riportato da <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2025\/08\/21\/u-s-justice-department-official-says-writing-code-without-bad-intent-not-a-crime'>CoinDesk<\/a>. Tradotto nella pratica: il codice da solo \u00e8 intoccabile, ma il momento in cui attorno a quel codice si costruisce e si gestisce un servizio, con un controllo e un profitto, scatta la condotta che la legge pu\u00f2 colpire. \u00c8 la stessa linea che il test del GAFI disegna in Europa, solo recitata in un&#8217;aula di tribunale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Ooki DAO: quando una DAO \u00e8 una \u00abpersona\u00bb<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se Tornado Cash ha colpito gli sviluppatori, il caso Ooki DAO ha colpito la governance. Nel giugno 2023 la CFTC, l&#8217;autorit\u00e0 statunitense sui derivati, ottiene una sentenza in contumacia contro la Ooki DAO, l&#8217;organizzazione decentralizzata che aveva ereditato un protocollo di trading con leva. Il giudice accoglie la tesi dell&#8217;autorit\u00e0: una DAO \u00e8 un&#8217;associazione non riconosciuta e quindi una \u00abpersona\u00bb ai sensi della legge sulle materie prime, e i titolari del token che avevano votato nelle decisioni di governance ne sono i \u00abmembri\u00bb. Il risultato \u00e8 una sanzione civile da 643.542 dollari e l&#8217;ordine di mettere offline il sito, come documentato nel <a href='https:\/\/www.cftc.gov\/PressRoom\/PressReleases\/8715-23'>comunicato della CFTC<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La portata \u00e8 enorme e spesso sottovalutata. Fino a Ooki, molti davano per scontato che distribuire le decisioni tra migliaia di portatori di token diluisse la responsabilit\u00e0 fino a farla sparire. La CFTC ha detto il contrario: votare \u00e8 partecipare al controllo, e il controllo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che attira l&#8217;obbligo. L&#8217;effetto pratico \u00e8 stato un gelo sulla partecipazione alla governance, con progetti che hanno incorporato fondazioni in Svizzera, alle Isole Cayman o alle Marshall per interporre un soggetto giuridico tra i votanti e il mondo esterno. Per i lettori europei il monito \u00e8 diretto: una DAO con votanti identificabili e influenza reale sul protocollo \u00e8, agli occhi del test del controllo, un intermediario mascherato, e il Considerando 22 di MiCA non la salva. La domanda di chi disegna un protocollo diventa allora: si pu\u00f2 costruire qualcosa in cui, davvero, nessuno abbia quel controllo?<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il front-end \u00e8 il vero punto di strozzatura<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Tutta la scala della responsabilit\u00e0 converge su una verit\u00e0 pratica: lo smart contract non si pu\u00f2 spegnere, ma il sito web con cui la gente lo raggiunge s\u00ec. Il front-end, l&#8217;interfaccia ospitata su server e dominio tradizionali, \u00e8 il punto in cui il diritto incontra il codice. Dopo le sanzioni a Tornado Cash del 2022, i principali protocolli hanno reagito nel giro di giorni: Uniswap Labs, per esempio, filtra gli indirizzi associati a sanzioni e ad attivit\u00e0 illecite appoggiandosi a TRM Labs e applica una politica sui token non supportati che ne rimuove alcuni dall&#8217;interfaccia in presenza di un accertamento legale o di accuse di frode, come documentato da <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/164626'>The Block<\/a>. Il protocollo on-chain resta identico, l&#8217;interfaccia off-chain viene censurata. Due piani, due regimi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Europa, e l&#8217;Italia in particolare, dispone di uno strumento ancora pi\u00f9 diretto. Consob ordina l&#8217;oscuramento dei siti che offrono servizi finanziari abusivi dal 2019, grazie al potere introdotto con il decreto Crescita e codificato nell&#8217;articolo 7-octies del Testo unico della finanza: a fine settembre 2026 i portali bloccati avevano superato quota 1.800, con una quota crescente legata a cripto-attivit\u00e0, secondo gli elenchi pubblicati dalla stessa <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/area-pubblica\/oscuramenti'>Consob<\/a>. \u00c8 esattamente la leva del front-end, solo in mano a un regolatore pubblico anzich\u00e9 a una societ\u00e0 privata. Non a caso, nel contributo depositato alla chiusura della consultazione il 30 settembre, l&#8217;ESMA ha chiesto di generalizzare questo modello a livello europeo, con poteri di oscuramento dei siti e di congelamento delle cripto, oltre a un vero e proprio canale di autorizzazione per chi d\u00e0 accesso ai protocolli: una richiesta che, come abbiamo raccontato, guarda proprio al caso italiano in cui <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-esma-poteri-oscuramento-congelamento-cripto-2026\/'>si spegne un sito truffa e si immobilizzano i fondi<\/a> prima che spariscano.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Resta il caso difficile, quello che tiene svegli i regolatori: un protocollo senza front-end ufficiale, senza operatore identificabile, raggiungibile solo interagendo direttamente con i contratti o tramite interfacce replicate su reti decentralizzate. L\u00ec la leva dell&#8217;oscuramento perde presa, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 un unico sito da spegnere. \u00c8 precisamente questo il nodo che la consultazione MiCA ha provato ad affrontare, spostando la domanda da \u00abcome fermiamo il protocollo\u00bb a \u00abcome regoliamo la porta d&#8217;ingresso\u00bb.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La consultazione MiCA e il \u00abgateway\u00bb per la DeFi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa ha chiesto davvero Bruxelles sulla DeFi? La quarta sezione del questionario mirato affronta in blocco finanza decentralizzata, staking, prestito e indebitamento in cripto, NFT, mercati previsionali, depositi tokenizzati e future perpetui. La Commissione non parte con una risposta in tasca: mette sul tavolo opzioni e chiede al mercato di valutarle, dalla certificazione dei protocolli DeFi a un quadro dedicato per lo staking, fino alla domanda se i perpetui e i mercati previsionali debbano stare sotto MiCA o sotto la normativa sugli strumenti finanziari. \u00c8 una fase di ascolto, non di decisione, e lo si capisce anche dal fatto che le relazioni degli articoli 140 e 142 sono attese solo entro il 30 giugno 2027. Sulle richieste di BCE ed EBA siamo gi\u00e0 entrati nel dettaglio in un <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-revisione-consultazione-bce-eba-stablecoin-2026\/'>pezzo dedicato alla chiusura della consultazione<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;EBA, dal canto suo, ha fissato le proprie priorit\u00e0 il 24 settembre: raccomanda di regolare il prestito in cripto-attivit\u00e0, in particolare quando sono i prestatori di servizi a facilitare l&#8217;accesso ai protocolli di lending decentralizzati, e colloca l&#8217;indebitamento in cripto tra le aree oggi fuori dal perimetro di MiCA che meriterebbero attenzione, come si legge nel <a href='https:\/\/www.eba.europa.eu\/publications-and-media\/press-releases\/eba-identifies-priorities-review-mica'>comunicato dell&#8217;autorit\u00e0<\/a>. La stessa autorit\u00e0 insiste sulle stablecoin multi-emittente e sulla chiarezza di classificazione. Il filo conduttore \u00e8 coerente con tutto il resto: non si prova a mettere la manetta al contratto autonomo, cosa giuridicamente quasi impossibile, ma a regolare il punto di accesso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che entra il concetto di \u00abgateway\u00bb: il canale, umano e societario, attraverso cui un utente europeo arriva alla DeFi. Il prestatore di servizi che integra un protocollo, l&#8217;interfaccia che lo espone, l&#8217;app che lo impacchetta per il grande pubblico. L&#8217;autorizzazione del gateway proposta dall&#8217;ESMA \u00e8 la versione legislativa della leva del front-end: invece di oscurare un sito dopo, si pretende una licenza prima. Chi disegna i protocolli lo ha capito e si sta gi\u00e0 muovendo lungo due strade opposte, che valgono una mappa a parte.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Due strade per una DeFi conforme: whitelist o prova a conoscenza zero<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte alla domanda \u00abcome si fa compliance senza un intermediario?\u00bb, l&#8217;ecosistema ha prodotto due risposte speculari. La prima \u00e8 la conformit\u00e0 conoscendo tutti. Si costruisce un recinto in cui entra solo chi ha passato l&#8217;adeguata verifica: pool permissioned con liste bianche di indirizzi autorizzati. Aave ha fatto da apripista con Arc e poi con Horizon, lanciato nell&#8217;agosto 2025, un mercato in cui il collaterale \u00e8 permissioned, riservato a soggetti verificati, mentre la liquidit\u00e0 in stablecoin resta aperta; i depositi hanno toccato centinaia di milioni di dollari, con un picco sopra i 600 milioni, e la DAO punta al miliardo, come racconta lo stesso <a href='https:\/\/aave.com\/blog\/horizon-built-for-institutions'>blog di Aave<\/a>. Sulla stessa logica si muovono i protocolli di credito privato come Maple e Centrifuge e lo standard ERC-3643, pensato proprio per i token a trasferibilit\u00e0 condizionata e <a href='https:\/\/docs.erc3643.org\/erc-3643'>adottato da emittenti istituzionali<\/a>. \u00c8 il modello che gli anglosassoni chiamano DeFi mullet: una facciata regolata davanti, infrastruttura DeFi dietro. E, dato non trascurabile, \u00e8 il modello dove i capitali stanno davvero arrivando, trainati dalla tokenizzazione del collaterale del mondo reale, dai titoli di Stato ai fondi del mercato monetario.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda risposta \u00e8 l&#8217;opposto: la conformit\u00e0 non conoscendo nessuno. \u00c8 l&#8217;idea dietro Privacy Pools, il protocollo lanciato sulla mainnet di Ethereum il 31 marzo 2025 e ispirato a un paper del 2023 firmato anche da Vitalik Buterin. L&#8217;utente dimostra con una prova a conoscenza zero che i propri fondi non provengono da un insieme di indirizzi illeciti, senza rivelare la propria identit\u00e0 n\u00e9 la cronologia completa. In teoria \u00e8 l&#8217;uovo di Colombo: compliance senza sorveglianza. In pratica l&#8217;adozione \u00e8 minima, con volumi nell&#8217;ordine di pochi milioni e circa 1.500 utenti secondo la <a href='https:\/\/l2beat.com\/privacy\/projects\/privacy-pools'>dashboard di L2BEAT<\/a>. Le prove a conoscenza zero appartengono alla stessa famiglia di tecniche che rende verificabile il <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/calcolo-riservato-tee-ai-verificabile-2026\/'>calcolo off-chain senza fidarsi dell&#8217;operatore<\/a>, e sono probabilmente il futuro della privacy conforme; per ora, per\u00f2, i soldi seguono la whitelist.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i due poli si fa largo una via di mezzo, la cosiddetta zk-KYC: l&#8217;utente ottiene una volta per tutte una credenziale verificabile (sono maggiorenne, non sono in lista, risiedo in un Paese ammesso) e poi la esibisce ai protocolli come prova crittografica, senza ripassare ogni volta dai documenti. \u00c8 elegante e risolve il problema della ripetizione, ma lascia aperta la domanda pi\u00f9 spinosa: chi cura la lista degli indirizzi ammessi? E un \u00abmixer conforme\u00bb che decide chi pu\u00f2 entrare non \u00e8 forse, di nuovo, un intermediario che esercita controllo, con l&#8217;ombra di Storm che si allunga? La tecnologia sposta il problema, non lo cancella.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La backdoor dell&#8217;asset di regolamento: le stablecoin che si possono congelare<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un modo in cui la compliance entra nella DeFi anche quando il protocollo \u00e8 davvero decentralizzato, e passa dall&#8217;asset con cui si regolano le transazioni. Quasi tutta la DeFi gira su stablecoin, e le stablecoin hanno un emittente. Quell&#8217;emittente, per legge, deve poter intervenire. Negli Stati Uniti il GENIUS Act, la legge sulle stablecoin di pagamento firmata nel luglio 2025, impone agli emittenti di avere la capacit\u00e0 tecnica di sequestrare, congelare o distruggere i token e di impedire i trasferimenti quando un&#8217;autorit\u00e0 lo richiede, come si legge nel <a href='https:\/\/www.congress.gov\/bill\/119th-congress\/senate-bill\/1582\/text'>testo del disegno di legge<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In Europa il meccanismo \u00e8 diverso nella forma ma identico nella sostanza. MiCA disciplina le stablecoin come token di moneta elettronica (EMT) e token collegati ad attivit\u00e0 (ART), e impone agli emittenti autorizzazione, riserve e diritti di rimborso. La conseguenza pratica si \u00e8 gi\u00e0 vista: alcune piattaforme hanno limitato USDT per gli utenti dello Spazio economico europeo in assenza di piena conformit\u00e0 a MiCA, mentre Circle ha ottenuto l&#8217;autorizzazione come istituto di moneta elettronica per USDC ed EURC. Il punto che conta per questo articolo \u00e8 che l&#8217;emittente di una stablecoin \u00e8 un intermediario perfettamente regolabile, e pu\u00f2 congelare un saldo a prescindere da quanto sia decentralizzato il protocollo che quel saldo lo sta usando.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la contraddizione pi\u00f9 sottovalutata della narrazione DeFi. Un prestito totalmente autonomo, su un protocollo senza admin key e senza front-end, regolato in una stablecoin congelabile, \u00e8 decentralizzato fino al centesimo che lo compone. Il congelamento dell&#8217;emittente batte la decentralizzazione del protocollo. Ecco perch\u00e9, per i regolatori, l&#8217;asset di regolamento \u00e8 spesso una leva pi\u00f9 efficace di qualsiasi azione contro il codice: non serve spegnere il protocollo, basta raggiungere il valore che ci scorre dentro.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Quanto costa, e funziona davvero?<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di applaudire o condannare la direzione che l&#8217;Europa sta prendendo, conviene porsi una domanda scomoda: l&#8217;impianto antiriciclaggio funziona? I critici rispondono che fa poco, e a caro prezzo. Peter Van Valkenburgh, del centro studi statunitense Coin Center, sostiene che il regime esistente \u00abdoes remarkably little to prevent illicit finance\u00bb, cio\u00e8 fa notevolmente poco per prevenire la finanza illecita, in un&#8217;analisi pubblicata da <a href='https:\/\/www.coincenter.org\/tear-down-this-walled-garden\/'>Coin Center<\/a>. A sostegno porta cifre note: il costo della compliance antiriciclaggio negli Stati Uniti \u00e8 stimato in oltre 26 miliardi di dollari l&#8217;anno, mentre le stime delle Nazioni Unite indicano che solo una frazione di punto percentuale dei proventi criminali viene mai sequestrata o congelata.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato on-chain aggiunge sfumatura, non assoluzione. L&#8217;attivit\u00e0 illecita resta sotto l&#8217;1% del volume totale delle transazioni in cripto secondo le rilevazioni di Chainalysis, anche se il valore assoluto \u00e8 cresciuto con l&#8217;allargarsi del mercato e con lo spostamento di molti flussi illeciti proprio sulle stablecoin. Il paradosso \u00e8 evidente: proprio mentre i regolatori spingono per caricare pi\u00f9 compliance sulla DeFi, l&#8217;efficacia del regime di base \u00e8 contestata da chi lo studia. Non \u00e8 un argomento per non fare nulla, \u00e8 un argomento per la proporzionalit\u00e0. Per l&#8217;Europa, che sta decidendo se tirare dentro la DeFi, l&#8217;elefante nella stanza \u00e8 questo: imporre un regime costoso a un settore nuovo il cui beneficio netto nessuno ha ancora dimostrato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La contabilit\u00e0 onesta, quindi, non \u00e8 \u00abcompliance s\u00ec o no\u00bb, ma quanta, dove e a quale costo. Un protocollo che spende sei cifre l&#8217;anno in audit, screening e consulenza legale per bloccare una percentuale infinitesimale di flussi illeciti sta pagando soprattutto una tassa di legittimit\u00e0, il prezzo per essere preso sul serio da banche, assicurazioni e investitori istituzionali. \u00c8 un calcolo legittimo, ma va chiamato con il suo nome, senza spacciarlo per sicurezza pubblica.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Europa e Stati Uniti: due filosofie a confronto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul come arrivarci, le due sponde dell&#8217;Atlantico hanno scelto strade opposte. L&#8217;Europa procede per statuto: MiCA \u00e8 gi\u00e0 in vigore, il regolamento antiriciclaggio AMLR arriva nel 2027, e la consultazione appena chiusa \u00e8 l&#8217;Unione che fa ci\u00f2 che sa fare, scrivere regole attraverso il processo. Gli Stati Uniti, dopo che a met\u00e0 settembre 2026 \u00e8 naufragato al Senato il voto procedurale sul CLARITY Act, la grande legge di struttura del mercato, sono tornati a una compliance improvvisata caso per caso, tenuta insieme da Storm, Ooki, dalla pressione sui front-end e dal congelamento via stablecoin. Abbiamo analizzato gli effetti di mercato di quello stop, intrecciati con le mosse della Fed, nel pezzo sulla <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/correlazione-azioni-crypto-fed-clarity-settembre-2026\/'>correlazione tra azioni e crypto dopo Fed e CLARITY<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro l&#8217;Europa, per\u00f2, non tutti vogliono correre. Peter Kerstens, consigliere della Commissione europea e tra gli architetti di MiCA, ha invitato l&#8217;Unione a dare priorit\u00e0 alla tokenizzazione degli asset del mondo reale piuttosto che a una \u00abMiCA 2\u00bb sulla DeFi, perch\u00e9 regolare la finanza decentralizzata richiederebbe dottrine giuridiche interamente nuove. Al WAIB Summit di Monaco lo ha detto senza giri di parole: \u00abI don&#8217;t see what the problem is. And if there is no problem, why should it be regulated?\u00bb, non vedo quale sia il problema, e se non c&#8217;\u00e8 un problema perch\u00e9 regolarlo, secondo quanto riportato da <a href='https:\/\/cointelegraph.com\/news\/eu-broader-crypto-market-framework-mica-2-defi-regulations'>Cointelegraph<\/a>. \u00c8 la voce che ricorda ai colleghi che regolare per il gusto di regolare, su un settore ancora piccolo, pu\u00f2 costare pi\u00f9 di quanto renda.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Dimensione<\/th><th>Unione Europea<\/th><th>Stati Uniti<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Fonte delle regole<\/td><td>Statuto: MiCA e AMLR, pi\u00f9 la consultazione in corso<\/td><td>Case law improvvisato dopo lo stop al CLARITY Act<\/td><\/tr><tr><td>DeFi pura<\/td><td>Esente oggi (Considerando 22), sotto revisione<\/td><td>Nessuna legge dedicata, enforcement sui bordi<\/td><\/tr><tr><td>Leva principale<\/td><td>Autorizzazione di CASP e gateway, oscuramento dei siti<\/td><td>Trasmissione di denaro senza licenza, pressione sui front-end<\/td><\/tr><tr><td>Stablecoin<\/td><td>EMT e ART, emittenti autorizzati e in grado di congelare<\/td><td>GENIUS Act, emittenti con obbligo di congelamento<\/td><\/tr><tr><td>Orizzonte decisionale<\/td><td>Relazioni art. 140 e 142 entro il 30 giugno 2027<\/td><td>Rulemaking di SEC e CFTC, caso per caso<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Due strade, lo stesso test di fondo. Che si arrivi dalla via europea dello statuto o da quella americana del precedente giudiziario, la domanda a cui entrambe rispondono \u00e8 sempre \u00abchi controlla?\u00bb. L&#8217;Unione \u00e8 pi\u00f9 lenta ma sta costruendo qualcosa di duraturo; gli Stati Uniti sono pi\u00f9 rapidi ma procedono per strappi. Per chi opera in Italia conta soprattutto la prima, ed \u00e8 su quella che vale la pena ragionare in prospettiva.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa aspettarsi ora: la road map fino al 2027<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il calendario, da qui in avanti, \u00e8 abbastanza leggibile. La consultazione si \u00e8 chiusa il 30 settembre 2026 e ora la Commissione analizza i contributi; le relazioni degli articoli 140 e 142 sono attese entro il 30 giugno 2027; un&#8217;eventuale proposta legislativa, una MiCA 2 che includa la DeFi, realisticamente non vedrebbe la luce prima del 2028, con un&#8217;applicazione piena spostata verso la fine del decennio. Nel frattempo corre un binario parallelo e pi\u00f9 rapido: il regolamento antiriciclaggio AMLR si applica dal 10 luglio 2027 in tutti i Ventisette, e la nuova autorit\u00e0 europea AMLA, con sede a Francoforte, inizier\u00e0 a selezionare i soggetti obbligati a pi\u00f9 alto rischio per la vigilanza diretta. I prossimi diciotto-ventiquattro mesi, insomma, sono decisivi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi costruisce, il consiglio operativo \u00e8 uno solo: mappare onestamente la propria superficie di controllo. Chi detiene admin key, chi incassa le commissioni, quanto \u00e8 concentrato il token di governance, chi gestisce il front-end. Se anche una sola di queste risposte indica un controllo reale, conviene partire dal presupposto di essere un intermediario e pianificare di conseguenza, scegliendo consapevolmente tra l&#8217;abbracciare un modello permissioned e il separarsi davvero dal front-end decentralizzando il controllo, operazione tecnicamente difficile e sottoposta a un test severo. L&#8217;alternativa, sperare che la parola decentralizzazione basti da sola a tenere lontani i regolatori, \u00e8 la strategia che i casi Storm e Ooki hanno gi\u00e0 smontato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi gestisce un front-end, screening degli indirizzi e geo-blocco sono ormai lo standard atteso, e l&#8217;autorizzazione del gateway proposta dall&#8217;ESMA potrebbe renderli obbligatori. Per gli utenti, infine, vale un promemoria controintuitivo: l&#8217;autocustodia non \u00e8 un mantello dell&#8217;invisibilit\u00e0. L&#8217;asset con cui si regola l&#8217;operazione pu\u00f2 essere congelato dall&#8217;emittente, e gli obblighi fiscali e di monitoraggio (il quadro RW, la direttiva DAC8) scattano a prescindere da quanto sia decentralizzata la sede in cui si opera.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il perimetro \u00e8 il controllo. Per anni \u00e8 stato uno slogan; adesso sta diventando uno statuto. La domanda che Bruxelles ha riaperto il 30 settembre non \u00e8 se la DeFi sar\u00e0 regolata, ma dove verr\u00e0 tracciata la linea tra \u00absolo codice\u00bb e \u00abun servizio che qualcuno gestisce\u00bb. I prossimi due anni scriveranno la risposta, e chi opera in cripto, in Italia come nel resto d&#8217;Europa, farebbe bene a non aspettare la relazione del 2027 per capire da che parte della linea si trova.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>La DeFi \u00e8 soggetta a MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la finanza davvero decentralizzata resta in gran parte fuori da MiCA, grazie all&#8217;esenzione del Considerando 22 per i servizi offerti senza alcun intermediario. Il punto \u00e8 che quasi nessun protocollo \u00e8 senza intermediari: dove esistono front-end, admin key o un token di governance concentrato, il test del controllo fa rientrare quel servizio nel perimetro. La consultazione chiusa il 30 settembre 2026 serve proprio a decidere se e come restringere quell&#8217;esenzione.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Chi \u00e8 legalmente responsabile in un protocollo DeFi?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">La responsabilit\u00e0 segue il controllo e il profitto, non l&#8217;etichetta. Rispondono gli sviluppatori che gestiscono un servizio attorno al codice (caso Storm), gli operatori dei front-end che danno accesso al protocollo e le DAO i cui votanti esercitano un&#8217;influenza reale sulla governance (caso Ooki DAO). I semplici fornitori di liquidit\u00e0 e i relayer restano invece una zona grigia non ancora chiarita dai tribunali.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per la DeFi con la revisione di MiCA?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Per ora cambia poco nell&#8217;immediato: la consultazione si \u00e8 chiusa il 30 settembre 2026 ed \u00e8 una fase di ascolto, non di decisione. Le relazioni degli articoli 140 e 142 sono attese entro il 30 giugno 2027, e un&#8217;eventuale proposta legislativa di una MiCA 2 difficilmente arriverebbe prima del 2028. Le ipotesi sul tavolo includono la certificazione dei protocolli e un canale di autorizzazione (gateway) per chi d\u00e0 accesso alla DeFi.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Le stablecoin possono essere congelate?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, ed \u00e8 il principale canale attraverso cui la compliance entra anche nei protocolli pi\u00f9 decentralizzati. Negli Stati Uniti il GENIUS Act impone agli emittenti la capacit\u00e0 tecnica di congelare, sequestrare o distruggere i token su richiesta di un&#8217;autorit\u00e0; in Europa MiCA disciplina gli emittenti di EMT e ART con obblighi di autorizzazione e rimborso. Il congelamento dell&#8217;emittente prevale sulla decentralizzazione del protocollo che usa quella stablecoin.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che differenza c&#8217;\u00e8 tra DeFi permissioned e Privacy Pools?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Sono due strategie opposte per la stessa conformit\u00e0. La DeFi permissioned fa compliance conoscendo tutti, con liste bianche di indirizzi verificati (\u00e8 il modello di Aave Horizon e dello standard ERC-3643); Privacy Pools fa compliance non conoscendo nessuno, con prove a conoscenza zero che dimostrano che i fondi non provengono da fonti illecite senza rivelare l&#8217;identit\u00e0. Oggi i capitali premiano nettamente il modello permissioned, mentre le soluzioni a conoscenza zero restano di nicchia.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"La DeFi \u00e8 soggetta a MiCA?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Oggi la finanza davvero decentralizzata resta in gran parte fuori da MiCA, grazie all'esenzione del Considerando 22 per i servizi offerti senza alcun intermediario. Il punto \u00e8 che quasi nessun protocollo \u00e8 senza intermediari: dove esistono front-end, admin key o un token di governance concentrato, il test del controllo fa rientrare quel servizio nel perimetro. 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