{"id":707,"date":"2026-10-03T22:37:12","date_gmt":"2026-10-03T22:37:12","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/bittensor-era-ricavi-gamma-subnet-etf-2026\/"},"modified":"2026-10-03T22:37:12","modified_gmt":"2026-10-03T22:37:12","slug":"bittensor-era-ricavi-gamma-subnet-etf-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/bittensor-era-ricavi-gamma-subnet-etf-2026\/","title":{"rendered":"Bittensor, l&#8217;era dei ricavi: Gamma, subnet e il nodo degli ETF"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">A fine settembre 2026 pi\u00f9 di cento squadre di sviluppatori si sono date appuntamento a Montr\u00e9al, negli spazi industriali del New City Gas, per due giorni di presentazioni, dibattiti e sfide tecniche. L&#8217;occasione era l&#8217;Exploit Summit, la conferenza pi\u00f9 grande dedicata a Bittensor, la rete che da anni promette di costruire intelligenza artificiale senza i grandi data center delle Big Tech. Il messaggio uscito da quei due giorni segna un cambio di tono: dopo una fase in cui molti subnet vivevano quasi soltanto di emissioni di token, il progetto prova a raccontarsi come una rete che comincia a generare ricavi veri, con clienti paganti e un&#8217;economia interna da costruire.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo, il token TAO viaggia intorno ai 267,83 euro (302,51 dollari), con una capitalizzazione vicina ai 3,04 miliardi di euro che lo colloca intorno alla trentaquattresima posizione del mercato, secondo i dati di <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bittensor'>CoinGecko<\/a>. Questo articolo funziona come una guida aggiornata: spiega che cos&#8217;\u00e8 Bittensor e come gira la sua macchina, ma parte dalle novit\u00e0 di queste settimane, dai token Gamma proposti a Montr\u00e9al all&#8217;indice che per la prima volta prova a misurare i ricavi reali dei subnet, fino al nodo irrisolto degli ETF. \u00c8 il modo pi\u00f9 onesto per capire se la svolta verso i ricavi sia sostanza o soltanto racconto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Bittensor e perch\u00e9 se ne parla ora<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Bittensor \u00e8 una rete decentralizzata pensata per produrre intelligenza artificiale come se fosse una merce: modelli, inferenza, dati, addestramento. Al centro ci sono il token TAO e un&#8217;organizzazione, la Opentensor Foundation, fondata da Jacob Steeves e Ala Shaabana. Invece di un&#8217;unica azienda che possiede i server e vende l&#8217;accesso ai modelli, Bittensor distribuisce il lavoro su decine di mercati specializzati chiamati subnet, dove chi contribuisce viene pagato in token in base alla qualit\u00e0 di ci\u00f2 che produce.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo schema di base \u00e8 semplice da enunciare e complicato da far funzionare. In ogni subnet i miner generano un output (la risposta di un modello, un dato, un pezzo di addestramento) e i validator lo valutano assegnando punteggi. Un algoritmo chiamato Yuma Consensus pesa quei punteggi in base allo stake e distribuisce le ricompense, premiando chi si avvicina al giudizio della maggioranza e penalizzando chi se ne allontana. Dal febbraio 2025 ogni subnet ha anche un proprio token, l&#8217;alpha, con un mercato dedicato: \u00e8 il modello dTAO, il perno dell&#8217;economia attuale della rete.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 se ne parla proprio adesso? Per tre motivi che si intrecciano: l&#8217;Exploit Summit di Montr\u00e9al ha rilanciato una visione ambiziosa della rete, \u00e8 arrivata la prima stima sistematica dei ricavi reali dei subnet, e sul tavolo delle autorit\u00e0 statunitensi restano in attesa alcuni ETF su TAO. Il tutto mentre il prezzo del token, dopo un rally estivo, resta pur sempre a oltre il 60% sotto il massimo storico. La domanda di fondo non \u00e8 se Bittensor sia un&#8217;idea interessante, ma se stia diventando un&#8217;attivit\u00e0 economica sostenibile.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;Exploit Summit di Montr\u00e9al: la rete prova a crescere<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Exploit Summit si \u00e8 tenuto il 28 e 29 settembre 2026, organizzato da Bittensor Commons, un&#8217;iniziativa non profit della comunit\u00e0. Pi\u00f9 di cento squadre indipendenti hanno presentato i propri subnet in un formato dichiaratamente competitivo, pensato per mettere alla prova chi costruisce sulla rete. Tra i relatori c&#8217;erano lo stesso Jacob Steeves, oggi alla guida del subnet Affine, Micaela Bazo di Metanova Labs, Will Squires e Steffen Cruz di Macrocosmos, Rob Myers di Manifold Labs, Marcus Graichen di Taostats, Max Sebti di Score Technologies e Jean-Thomas Ledore, partner di PwC France che \u00e8 anche cliente della rete.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il filo conduttore \u00e8 stato quello che gli organizzatori hanno chiamato Full-Stack Intelligence Network: l&#8217;idea che i subnet smettano di essere isole separate e diventino i mattoni di una filiera completa dell&#8217;AI, dove dati, calcolo, archiviazione, pre-addestramento, inferenza e agenti software si vendono servizi a vicenda. Non un singolo mercato di inferenza, quindi, ma un ecosistema in cui un subnet pu\u00f2 pagarne un altro per il lavoro che gli serve. \u00c8 una promessa grande, perch\u00e9 implica che Bittensor smetta di essere un insieme di esperimenti scollegati e inizi a comportarsi come un&#8217;economia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il tono dell&#8217;evento \u00e8 ben riassunto da Etienne Leroy, direttore della Opentensor Foundation, secondo cui \u00abla domanda non \u00e8 pi\u00f9 se le macchine possano diventare intelligenti, ma chi costruir\u00e0 i sistemi che producono quell&#8217;intelligenza, e a quali condizioni\u00bb (<a href='https:\/\/www.theglobeandmail.com\/investing\/markets\/markets-news\/Newsfile\/4517665\/bittensor-commons-announces-exploit-summit-a-two-day-decentralized-ai-conference-in-montreal-september-28-29-2026\/'>comunicato dell&#8217;evento<\/a>). \u00c8 una dichiarazione di intenti: Bittensor vuole posizionarsi come l&#8217;alternativa aperta a uno sviluppo dell&#8217;AI concentrato in poche aziende.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 degli annunci, il senso dell&#8217;evento \u00e8 stato un altro: Bittensor prova a smettere di essere un esperimento da addetti ai lavori per diventare un&#8217;infrastruttura che le aziende possano usare e, soprattutto, pagare. La presenza di un partner di PwC France sul palco, nel doppio ruolo di relatore e cliente, \u00e8 il segnale pi\u00f9 concreto di questo passaggio. Resta da capire se la platea di clienti paganti crescer\u00e0 abbastanza in fretta da reggere il peso delle emissioni, oppure se la rete continuer\u00e0 a dipendere dai sussidi distribuiti dal protocollo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Dall&#8217;emission farming all&#8217;era dei ricavi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per anni la critica pi\u00f9 dura a Bittensor \u00e8 stata questa: i subnet non vivevano di clienti, ma di emissioni. Finch\u00e9 il protocollo distribuisce nuovi TAO ogni giorno, un team pu\u00f2 incassare token semplicemente partecipando, a prescindere dal fatto che qualcuno paghi davvero per il servizio. Questo meccanismo, spesso chiamato emission farming, gonfia le metriche interne ma non dice nulla sulla domanda reale. \u00c8 il motivo per cui una parte degli osservatori ha sempre guardato ai numeri della rete con sospetto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A fine agosto 2026 \u00e8 arrivato il primo tentativo serio di misurare quella domanda: il Bittensor Revenue Index di SubConnect. Secondo l&#8217;indice, 24 subnet generano tra i 28 e i 35 milioni di dollari (circa 25-31 milioni di euro) di ricavi annualizzati da clienti paganti, 15 dei quali classificati ad alta affidabilit\u00e0 perch\u00e9 documentati da dashboard pubbliche e dati on-chain. La parte del leone la fanno calcolo e infrastruttura: nove subnet in questo settore valgono da soli tra i 23,1 e i 27,3 milioni di dollari, cio\u00e8 il 78-82% di tutti i ricavi verificati, come riporta <a href='https:\/\/cryptobriefing.com\/bittensor-subnets-annualized-revenue\/'>Crypto Briefing<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dettaglio pi\u00f9 interessante non \u00e8 il totale, ma cosa i subnet fanno con quei soldi: 14 dei 24 usano i ricavi per riacquistare il proprio token alpha, sostenendone il valore con incassi reali e non solo con l&#8217;interesse speculativo. Tra i clienti citati compaiono nomi concreti, da PwC France a Dropbox, fino a una societ\u00e0 immobiliare quotata al NYSE. La stessa analisi ricorda per\u00f2 il contesto: i ricavi esterni coprono soltanto il 9-12% dei circa 300 milioni di dollari di emissioni annue del protocollo, e soltanto due subnet incassano dai clienti pi\u00f9 di quanto ricevano in emissioni. L&#8217;era dei ricavi \u00e8 cominciata, ma parte da lontano.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Da dove arrivano davvero i ricavi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Guardare la classifica dei subnet che incassano aiuta a capire che tipo di rete sia Bittensor nel 2026. Non \u00e8, almeno per ora, un grande mercato di modelli linguistici di consumo: \u00e8 soprattutto un&#8217;infrastruttura di calcolo, dove chi vende GPU e inferenza a basso costo trova i primi clienti. La tabella qui sotto riassume le stime dell&#8217;indice SubConnect per le voci principali.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Subnet<\/th><th>Attivit\u00e0<\/th><th>Ricavi annui stimati<\/th><th>Nota<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Lium (SN51)<\/td><td>Noleggio GPU e calcolo<\/td><td>8-10 mln $<\/td><td>Primo per ricavi stimati<\/td><\/tr><tr><td>Targon (SN4)<\/td><td>GPU confidenziale (Intel TDX)<\/td><td>5,5-6 mln $<\/td><td>Dati auto-dichiarati<\/td><\/tr><tr><td>Chutes (SN64)<\/td><td>Inferenza serverless<\/td><td>4-5 mln $<\/td><td>Unico verificabile esternamente<\/td><\/tr><tr><td>Calcolo e infrastruttura (9 subnet)<\/td><td>Varie<\/td><td>23,1-27,3 mln $<\/td><td>78-82% del totale verificato<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Lium, Targon e Chutes da soli valgono quasi la met\u00e0 dei ricavi dell&#8217;intero ecosistema. \u00c8 una concentrazione che racconta due cose: la domanda esiste, ma \u00e8 ancora sottile e si addensa su pochi fornitori di calcolo. Il resto della rete, dai subnet di addestramento a quelli di dati o di previsione, contribuisce in misura molto minore ai ricavi esterni, anche quando cattura quote importanti di emissioni. In altre parole, la mappa dei ricavi non coincide con la mappa delle ricompense, ed \u00e8 proprio su questo scarto che si gioca la credibilit\u00e0 del progetto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena ricordare cosa fanno davvero questi subnet. Lium e Targon affittano potenza di calcolo su GPU, con Targon che punta sul calcolo confidenziale per chi tratta dati sensibili; Chutes vende inferenza serverless, cio\u00e8 l&#8217;esecuzione su richiesta di modelli gi\u00e0 addestrati. Sono servizi concreti, con clienti che pagano per output misurabili, ed \u00e8 questo a renderli i candidati pi\u00f9 solidi quando si parla di ricavi reali. I subnet che addestrano modelli da zero, al contrario, bruciano molte pi\u00f9 risorse e trovano molti meno acquirenti disposti a pagare subito, anche quando il loro contributo tecnico \u00e8 notevole.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Gamma: la moneta di servizio per i subnet<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta pi\u00f9 discussa a Montr\u00e9al si chiama Gamma. L&#8217;ha presentata, il 28 settembre, un collaboratore della Opentensor Foundation noto con l&#8217;alias const_reborn, ed \u00e8 un tentativo di risolvere un problema pratico: come fa un subnet a pagarne un altro? Finora le ricompense arrivano in TAO e in alpha, token pensati per essere detenuti o venduti, non per regolare transazioni interne tra servizi. Senza un mezzo di scambio comune, la filiera immaginata nel Full-Stack Intelligence Network resta un disegno sulla carta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;idea di base, i subnet convertirebbero una parte delle proprie emissioni di TAO in crediti Gamma, da spendere poi per comprare calcolo, inferenza, archiviazione o altri servizi da subnet vicini o da fornitori esterni, come spiega <a href='https:\/\/cryptobriefing.com\/bittensor-gamma-tokens-subnet-collaboration\/'>Crypto Briefing<\/a>. Il senso \u00e8 pi\u00f9 profondo di quanto sembri: oggi le emissioni sono percepite come ricompense da liquidare sul mercato, mentre Gamma proverebbe a trasformarle in un budget operativo, capitale che resta dentro la rete e viene reinvestito invece di essere venduto. Se funzionasse, ridurrebbe anche la pressione di vendita cronica che pesa sul prezzo di TAO.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle discussioni si \u00e8 parlato anche di bruciare token alpha per ottenere crediti Gamma, in modo da collegare la domanda di servizi al valore dei singoli subnet. L&#8217;immagine che circola \u00e8 quella di carte prepagate per l&#8217;infrastruttura: gettoni fungibili e trasferibili on-chain, utilizzabili per acquistare servizi altrui. Per ora, per\u00f2, restano appunti su una lavagna pi\u00f9 che regole scritte.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa resta da chiarire su Gamma<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Conviene essere precisi: Gamma \u00e8 una proposta concettuale, non un prodotto pronto. Lo dice la stessa cronaca dell&#8217;evento, che elenca le domande ancora aperte: come sarebbero emessi e redimibili i crediti, chi governerebbe il sistema, e in che modo Gamma interagirebbe con i mercati esistenti dei token alpha. Nessuno di questi nodi \u00e8 stato sciolto pubblicamente, e questo da solo basta a tenere alta la cautela.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 anche una lezione recente da tenere a mente. Il modello dTAO, oggi considerato il cuore dell&#8217;economia di Bittensor, ha impiegato parecchio tempo per passare dall&#8217;annuncio alla rete viva. \u00c8 ragionevole aspettarsi che Gamma segua una traiettoria simile, con tempi incerti e inevitabili revisioni lungo la strada. Chi investe sulla narrazione del Full-Stack Intelligence Network dovrebbe quindi distinguere con cura ci\u00f2 che \u00e8 stato spedito da ci\u00f2 che \u00e8 stato soltanto proposto: \u00e8 la differenza tra una rete che funziona e una presentazione ben fatta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Resta poi il problema di fondo di qualsiasi economia di servizi tra macchine: fidarsi di un lavoro svolto da uno sconosciuto. Se un subnet paga un altro per un&#8217;inferenza o per un addestramento, deve poter verificare che il risultato sia autentico, e non un calcolo abbozzato o copiato. \u00c8 la stessa questione che attraversa tutto il settore dell&#8217;AI verificabile, dai sistemi di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/opml-morsa-ai-verificabile-zkml-tee-2026\/'>prova crittografica e ottimistica come opML<\/a> al <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/calcolo-riservato-tee-ai-verificabile-2026\/'>calcolo riservato basato su chip sicuri<\/a>. Senza una verifica solida, i crediti Gamma rischierebbero di pagare un lavoro che nessuno pu\u00f2 davvero controllare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>dTAO, alpha e subnet: l&#8217;economia interna<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire Gamma e i ricavi serve avere chiaro il modello dTAO, introdotto nel febbraio 2025. Ogni subnet ha un proprio token alpha e una riserva di liquidit\u00e0 automatica (un pool AMM) che ne determina il prezzo rispetto a TAO. Quel prezzo non \u00e8 un dettaglio estetico: stabilisce la quota di emissioni che il subnet riceve. Pi\u00f9 il mercato valuta l&#8217;alpha di un subnet, pi\u00f9 TAO fluiscono verso chi ci lavora. In pratica, il mercato vota ogni giorno su dove far confluire le risorse della rete.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I subnet sono oggi 128, con un tetto fissato e un meccanismo di ricambio: i peggiori vengono deregistrati per fare posto a nuovi progetti, mentre la rete punta a espandere il tetto verso quota 256. L&#8217;insieme dei token alpha ha raggiunto nei mesi scorsi un valore di oltre un miliardo di dollari, pari a circa un quarto della capitalizzazione di TAO, secondo le analisi di <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/learn\/top-bittensor-subnets-dtao'>CoinGecko<\/a>. In cima alla classifica si trovano proprio i subnet di calcolo e addestramento che compaiono anche tra quelli con pi\u00f9 ricavi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello ha un pregio e un difetto speculari. Il pregio: il mercato, in teoria, premia i subnet pi\u00f9 utili dirottando l\u00ec le emissioni. Il difetto: il prezzo di un alpha pu\u00f2 salire per ragioni speculative, scollegate dalla domanda reale di servizi, e trascinare con s\u00e9 le emissioni. \u00c8 esattamente questo scarto tra prezzo e utilit\u00e0 che la fase dei ricavi e strumenti come Gamma vorrebbero ridurre, legando le ricompense a una domanda dimostrabile invece che alle aspettative.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Tokenomics, halving ed emissioni<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano monetario Bittensor somiglia volutamente a Bitcoin: l&#8217;offerta massima di TAO \u00e8 fissata a 21 milioni. L&#8217;emissione, per\u00f2, non si dimezza in base al numero di blocchi, ma al raggiungimento di soglie di token emessi. Il primo halving \u00e8 scattato nel dicembre 2025, a quota 10,5 milioni di TAO emessi, portando la ricompensa da 1 a 0,5 TAO per blocco, cio\u00e8 da circa 7.200 a circa 3.600 TAO al giorno; il prossimo arriver\u00e0 a 15,75 milioni, verso la fine del decennio, come documenta la <a href='https:\/\/docs.taostats.io\/docs\/halving'>documentazione di Taostats<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le ricompense giornaliere vengono ripartite dentro ogni subnet secondo uno schema fisso: il 18% al proprietario del subnet, il 41% ai miner e il 41% a validator e delegatori; il tutto distribuito in token alpha, non in TAO. Circa il 70% dell&#8217;offerta risulta in staking, con un rendimento nominale intorno al 10%. La tabella seguente riassume i numeri chiave della rete, con i prezzi aggiornati.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Parametro<\/th><th>Valore<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Prezzo TAO<\/td><td>267,83 euro (302,51 $)<\/td><\/tr><tr><td>Capitalizzazione<\/td><td>~3,04 mld euro (~3,43 mld $), rango #34<\/td><\/tr><tr><td>Valutazione completamente diluita<\/td><td>~5,62 mld euro (~6,35 mld $)<\/td><\/tr><tr><td>Offerta circolante<\/td><td>11,34 mln \/ 21 mln (tetto)<\/td><\/tr><tr><td>Primo halving<\/td><td>dicembre 2025, a 10,5 mln emessi<\/td><\/tr><tr><td>Emissione giornaliera<\/td><td>~3.600 TAO dopo l&#8217;halving<\/td><\/tr><tr><td>Ripartizione ricompense<\/td><td>18% owner \/ 41% miner \/ 41% validator<\/td><\/tr><tr><td>Quota in staking<\/td><td>~70%, rendimento ~10%<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Due dettagli meritano attenzione. Primo: le ricompense arrivano in alpha, quindi il valore reale incassato dipende dal prezzo del singolo token di subnet, non dal solo TAO. Secondo: con un&#8217;offerta circolante di 11,34 milioni su un tetto di 21, oltre met\u00e0 dei TAO deve ancora entrare in circolazione, e la pressione di vendita delle emissioni resta uno dei temi pi\u00f9 sensibili del progetto. \u00c8 anche il motivo per cui proposte come Root Reborn e Gamma puntano a trattenere valore dentro la rete.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il sussidio nascosto: ricavi veri contro emissioni<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui entra la parte scomoda. Le stime dei ricavi vanno lette accanto a un&#8217;analisi indipendente che invita alla prudenza. Secondo <a href='https:\/\/ownyourmind.ai\/tokenomics\/bittensor-subnets-where-the-revenue-is\/'>OwnYourMind<\/a>, Chutes (SN64) \u00e8 l&#8217;unico subnet con ricavi davvero verificabili dall&#8217;esterno, perch\u00e9 OpenRouter pubblica i volumi giornalieri di token elaborati. Quei dati valgono tra 1,1 e 5,6 milioni di dollari l&#8217;anno, un intervallo ben distante dalla cifra vicina ai 10 milioni di ARR rivendicata dal team Rayon Labs. Lo stesso scarto emerge sui volumi: OpenRouter ha registrato un picco di circa 42 miliardi di token al giorno il 7 febbraio 2026, poi in calo, contro i 160 miliardi dichiarati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il nodo \u00e8 il sussidio. Le analisi di Pine Analytics citate da OwnYourMind stimano che, quando Chutes catturava il 14,4% delle emissioni, incassava circa 518 TAO al giorno: un rapporto tra sussidio e ricavi esterni compreso tra 22 e 40 volte, con le emissioni a coprire il 95-97% dei costi. Senza quel sostegno, il prezzo di pareggio salirebbe a circa 1,41 dollari per milione di token, contro gli 0,88 dollari dei fornitori centralizzati: un servizio da 1,6 a 3,5 volte pi\u00f9 caro. La tabella mette a confronto numeri dichiarati e numeri verificabili.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Subnet<\/th><th>Ricavi dichiarati<\/th><th>Dato verificabile<\/th><th>Nota<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Chutes (SN64)<\/td><td>~10 mln $ ARR (Rayon)<\/td><td>1,1-5,6 mln $ (OpenRouter)<\/td><td>Sussidio 22-40x<\/td><\/tr><tr><td>Lium (SN51)<\/td><td>Ricavi superiori alle emissioni<\/td><td>Nessun dashboard pubblico<\/td><td>Solo fonti interne<\/td><\/tr><tr><td>Targon (SN4)<\/td><td>10,4 mln $ ARR<\/td><td>Non certificato<\/td><td>Nessun cruscotto dal vivo<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il primato di Lium va preso con le molle: la tesi che i suoi ricavi da noleggio superino ormai le emissioni, facendone il primo subnet autosufficiente, poggia solo su report interni dei team Lium e Datura, senza un cruscotto on-chain pubblico. Un segnale incoraggiante, non ancora una prova. Vale la pena notare un effetto di rotta: il trio di subnet di Rayon Labs \u00e8 passato dal 23,71% delle emissioni totali di inizio 2026 al 7,97% di settembre, segno che i meccanismi di controllo stanno ridistribuendo le ricompense verso chi dimostra domanda reale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Governance e la promessa della decentralizzazione<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La questione pi\u00f9 spinosa non \u00e8 tecnica ma politica: quanto \u00e8 davvero decentralizzata Bittensor? I due fondatori hanno lasciato i ruoli esecutivi nel febbraio 2026, pur restando contributori, e Steeves guida oggi un nuovo subnet, Affine. La roadmap fissa alla fine del 2027 il traguardo per cedere il controllo a un modello di governance pi\u00f9 distribuito, come riportato da <a href='https:\/\/cryptobriefing.com\/bittensor-decentralization-roadmap-18-months\/'>Crypto Briefing<\/a>. Lo stesso Steeves ha ammesso che la rete non \u00e8 ancora decentralizzata quanto Bitcoin, difendendo per\u00f2 la scelta di mantenere per ora un coordinamento accentrato per tenere il passo con lo sviluppo dell&#8217;AI.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti ci credono. Nell&#8217;aprile 2026 il team dietro il subnet Templar (SN3), riunito nella societ\u00e0 Covenant AI, ha abbandonato la rete denunciando un controllo eccessivo da parte dei fondatori. Il suo fondatore Sam Dare ha definito \u00abuna bugia\u00bb la promessa che nessuna singola entit\u00e0 controlli il protocollo, parlando apertamente di \u00abteatro della decentralizzazione\u00bb; l&#8217;annuncio fece scivolare TAO di circa il 15% in due ore, da 338 a 285 dollari, come document\u00f2 <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/396959'>The Block<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Alle critiche politiche si sommano quelle sulle regole del gioco. Mark Creaser, amministratore delegato del fondo DSV, ha riassunto il malcontento con un&#8217;immagine tagliente: \u00abun casin\u00f2 almeno tiene le stesse regole tutta la notte\u00bb, sostenendo che i continui cambi alle regole economiche dei subnet rendono dTAO difficile da sottoscrivere; il socio Siam Kidd \u00e8 stato ancora pi\u00f9 netto, definendolo \u00abin sostanza non investibile\u00bb (<a href='https:\/\/www.tao.media\/mark-creaser-says-bittensors-rule-changes-are-making-dtao-harder-to-underwrite\/'>tao.media<\/a>). La rete ha reagito con strumenti come Conviction, che lega il peso di voto al blocco dei token nel tempo, e con Root Reborn, aggiornamento arrivato sulla rete principale nell&#8217;agosto 2026 che riduce la pressione di vendita automatica delle emissioni, anche se la sua funzione pi\u00f9 ambiziosa resta per ora disattivata.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema, in fondo, \u00e8 la fiducia. Una rete che cambia spesso le regole di distribuzione delle ricompense chiede ai suoi costruttori di scommettere su un terreno che si muove sotto i piedi, e questo scoraggia proprio quei team di qualit\u00e0 che dovrebbero attirarne altri. La risposta dei fondatori \u00e8 che la velocit\u00e0 serve a tenere il passo con un settore, quello dell&#8217;AI, che corre a sua volta molto in fretta. Le due esigenze, stabilit\u00e0 per gli investitori e flessibilit\u00e0 per gli ingegneri, sono difficili da conciliare: \u00e8 su questo equilibrio che si misurer\u00e0 la maturit\u00e0 della rete nei prossimi mesi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>ETF e il paradosso dello staking<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte degli strumenti regolamentati, Bittensor vive una contraddizione istruttiva. Negli Stati Uniti, Grayscale ha depositato a fine dicembre 2025 una domanda per trasformare il proprio trust su TAO in un ETF spot quotato al NYSE Arca con il ticker GTAO, poi emendata nell&#8217;aprile 2026. Il punto critico \u00e8 scritto nella domanda stessa: il trust non potr\u00e0 mettere i suoi TAO in staking, come si legge nel deposito presso la <a href='https:\/\/www.sec.gov\/Archives\/edgar\/data\/2029297\/000119312526140409\/gtao_s-1_amendment_1.htm'>SEC<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dettaglio non \u00e8 secondario. Nel modello dTAO le emissioni seguono i TAO messi in staking: un involucro spot che resta fuori da quel circuito espone al prezzo del token ma rinuncia al rendimento da staking, intorno al 10% annuo, e alla governance. L&#8217;investitore dell&#8217;ETF spot, insomma, prenderebbe il rischio prezzo senza il flusso che molti considerano la vera ragione per detenere TAO. La finestra di decisione attesa era l&#8217;estate 2026, ma a inizio ottobre l&#8217;approvazione non \u00e8 ancora arrivata, complice una SEC con ranghi assottigliati, ridotta a due commissari e rallentata dallo stallo di bilancio federale; ne abbiamo scritto a proposito dell&#8217;<a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/peirce-lascia-sec-due-commissari-regole-crypto-2026\/'>uscita di Hester Peirce<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In Europa la fotografia \u00e8 opposta. Deutsche Digital Assets e Safello hanno quotato il Safello Bittensor Staked TAO ETP (ticker STAO) su Euronext Paris il 2 giugno 2026, dopo i debutti su SIX e Nasdaq Stockholm. Il prodotto \u00e8 interamente garantito da TAO in custodia a freddo, mette i token in staking e accumula il rendimento (al netto delle commissioni) nel valore quotidiano del prodotto, con un costo totale dell&#8217;1,49% l&#8217;anno, come indica <a href='https:\/\/etfexpress.com\/2026\/06\/02\/deutsche-digital-assets-and-safello-list-safello-bittensor-staked-tao-etp-on-euronext-paris\/'>ETF Express<\/a>. \u00c8 il paradosso dello staking: in Europa un prodotto quotato riesce a passare il rendimento agli investitori, mentre negli Stati Uniti l&#8217;ETF spot probabilmente non potr\u00e0. A questo si aggiunge l&#8217;iniziativa Project Rubicon, che impacchetta i token alpha dei subnet e li porta nella finanza decentralizzata su Base tramite il protocollo Chainlink CCIP, segno di quanto l&#8217;ecosistema stia cercando ponti verso la finanza tradizionale e on-chain.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il prezzo di TAO si muove<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il prezzo di TAO racconta una storia di aspettative pi\u00f9 che di fondamentali. A inizio ottobre 2026 il token scambia intorno ai 267,83 euro (302,51 dollari), con un progresso del 5,3% nelle ultime 24 ore ma un arretramento del 4,5% sulla settimana, e resta circa il 60% sotto il massimo storico di 757,60 dollari toccato nel marzo 2024. Il rally di fine estate \u00e8 stato spinto soprattutto dalla rotazione verso i token legati all&#8217;AI e dall&#8217;attesa per gli ETF, pi\u00f9 che da un salto dei ricavi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo rende TAO particolarmente sensibile al clima macro e alla narrativa di settore. Quando la liquidit\u00e0 si ritira o la propensione al rischio cala, i token ad alta beta come questo tendono a muoversi pi\u00f9 del mercato, in entrambe le direzioni. Il legame con le azioni tecnologiche, in particolare, si \u00e8 stretto nelle fasi di tensione: un tema che abbiamo analizzato guardando alla <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/correlazione-azioni-crypto-fed-clarity-settembre-2026\/'>correlazione tra azioni e crypto<\/a> dopo le ultime mosse della Fed. Per chi guarda a TAO, insomma, i prossimi dati su inflazione e tassi pesano quanto gli annunci tecnici, e un token che resta sotto il massimo storico di oltre il 60% ricorda che il racconto, da solo, non basta a sostenere i prezzi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un elemento tecnico da non sottovalutare: con oltre met\u00e0 dell&#8217;offerta ancora da emettere e la maggior parte dei TAO bloccati in staking, il flottante effettivamente scambiato sul mercato \u00e8 relativamente sottile. Questo amplifica i movimenti in entrambe le direzioni e aiuta a spiegare perch\u00e9 TAO possa guadagnare o perdere a doppia cifra nel giro di pochi giorni. Per chi investe, la lezione \u00e8 semplice: la liquidit\u00e0 conta quanto la narrativa, e le oscillazioni vanno messe in conto fin dall&#8217;inizio.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Concorrenti e alternative nel calcolo AI<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Bittensor non \u00e8 solo in questo campo. Sul fronte del calcolo decentralizzato ci sono mercati di GPU come Render, io.net e Akash, dove si affitta potenza di calcolo in modo pi\u00f9 diretto: chi ha bisogno di GPU le prende, chi le ha le offre. Se volete capire come funziona in pratica questo tipo di servizio, abbiamo pubblicato una <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/come-noleggiare-gpu-akash-deploy-guida-2026\/'>guida al noleggio di GPU su Akash<\/a>. La differenza di Bittensor \u00e8 il livello di incentivi: non solo un mercato, ma una rete che prova a pagare automaticamente la qualit\u00e0 attraverso i subnet.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul versante dell&#8217;addestramento distribuito, invece, i rivali pi\u00f9 agguerriti non hanno un token. Prime Intellect ha raccolto 130 milioni di dollari in un round Series A a una valutazione vicina al miliardo, con un giro d&#8217;affari annualizzato intorno ai 100 milioni, e non ha emesso una criptovaluta liquida; realt\u00e0 come Nous Research e Pluralis seguono una logica simile, costruendo valore sul capitale di rischio pi\u00f9 che sull&#8217;emissione di token. \u00c8 il grande interrogativo strategico di Bittensor: il token serve a coordinare la rete o rischia di diventare una distrazione rispetto alla capacit\u00e0 tecnica?<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi la nicchia del calcolo confidenziale, dove Bittensor \u00e8 gi\u00e0 presente con Targon, che usa ambienti di esecuzione sicuri su hardware Intel per far girare modelli senza esporre dati e pesi. \u00c8 la stessa frontiera che unisce privacy e verificabilit\u00e0, e spiega perch\u00e9 la questione della fiducia nel lavoro svolto torni in ogni discorso sul futuro della rete.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>MiCA, Consob e il quadro per l&#8217;investitore italiano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista normativo, TAO \u00e8 una cripto-attivit\u00e0 di tipo generale ai sensi del regolamento europeo MiCA: non \u00e8 un token di moneta elettronica n\u00e9 un token collegato ad attivit\u00e0, quindi non rientra nelle categorie pi\u00f9 rigide pensate per le stablecoin. I servizi su TAO (scambio, custodia, consulenza) devono essere offerti da un prestatore autorizzato come CASP, mentre gli strumenti derivati su crypto restano sotto la direttiva MiFID II, di competenza della Consob.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il quadro \u00e8 definito dal D.lgs. 5 settembre 2024, n. 129, che assegna i compiti a Consob (condotta di mercato e tutela degli investitori) e alla Banca d&#8217;Italia (profili prudenziali e stablecoin). Il periodo transitorio per gli operatori si chiude il 1 luglio 2026, tra i pi\u00f9 brevi dell&#8217;Unione. Per chi vuole esposizione senza gestire chiavi private, un ETP europeo come lo STAO offre una via regolamentata, con il vantaggio del rendimento da staking ma con i consueti rischi dell&#8217;emittente e del prodotto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il resto \u00e8 buon senso sul rischio. Bittensor resta un progetto ad alta volatilit\u00e0, con un divario ancora ampio tra ricavi reali ed emissioni, una governance concentrata che i fondatori promettono di sciogliere solo entro il 2027, e proposte chiave come Gamma ancora allo stadio di idea. La svolta verso i ricavi \u00e8 reale e misurabile, ma \u00e8 un inizio, non un arrivo: vale la pena seguirla con i numeri alla mano, non con gli slogan.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Bittensor (TAO)?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Bittensor \u00e8 una rete decentralizzata per produrre intelligenza artificiale, organizzata in mercati specializzati chiamati subnet. Chi contribuisce (miner e validator) viene pagato nel token TAO e nei token alpha dei singoli subnet, in base alla qualit\u00e0 del lavoro valutata dall&#8217;algoritmo Yuma Consensus. L&#8217;offerta massima di TAO \u00e8 fissata a 21 milioni, come quella di Bitcoin.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa sono i token Gamma proposti all&#8217;Exploit Summit?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Gamma \u00e8 una proposta presentata a Montr\u00e9al il 28 settembre 2026 per creare dei crediti di servizio con cui i subnet possano pagarsi a vicenda calcolo, inferenza o archiviazione. L&#8217;idea \u00e8 convertire una parte delle emissioni di TAO in crediti Gamma, trasformando le ricompense da vendere in un budget operativo reinvestito nella rete. Resta per\u00f2 una proposta concettuale, senza meccaniche e date definite.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quanti ricavi generano davvero i subnet di Bittensor?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo l&#8217;indice SubConnect di fine agosto 2026, 24 subnet generano tra i 28 e i 35 milioni di dollari di ricavi annualizzati da clienti paganti, con il calcolo e l&#8217;infrastruttura a rappresentare il 78-82% del totale. Analisi indipendenti invitano per\u00f2 alla prudenza: per molti subnet i ricavi verificabili dall&#8217;esterno sono molto inferiori a quelli dichiarati, e coprono solo una frazione delle emissioni.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Esiste un ETF su Bittensor e si pu\u00f2 guadagnare lo staking?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Negli Stati Uniti Grayscale ha chiesto di convertire il suo trust in un ETF spot su TAO (ticker GTAO), ma il deposito esclude lo staking e a inizio ottobre 2026 non \u00e8 ancora stato approvato. In Europa esiste gi\u00e0 un ETP, lo STAO di Safello e Deutsche Digital Assets, che invece mette i token in staking e gira il rendimento agli investitori, con un costo dell&#8217;1,49% l&#8217;anno.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come viene regolato TAO in Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">TAO \u00e8 una cripto-attivit\u00e0 generale sotto il regolamento europeo MiCA: i servizi devono essere offerti da operatori autorizzati come CASP, mentre i derivati ricadono sotto MiFID II, vigilata dalla Consob. 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