{"id":711,"date":"2026-10-04T10:38:07","date_gmt":"2026-10-04T10:38:07","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-regole-crypto-commenti-preemption-stati-2026\/"},"modified":"2026-10-04T10:38:07","modified_gmt":"2026-10-04T10:38:07","slug":"sec-regole-crypto-commenti-preemption-stati-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-regole-crypto-commenti-preemption-stati-2026\/","title":{"rendered":"Regole crypto SEC: 300 lettere e lo scontro sugli Stati"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Per anni, chi voleva capire dove stesse andando la regolamentazione crypto negli Stati Uniti guardava le aule dei tribunali: Ripple, Terraform, Coinbase, Kraken. Nell&#8217;autunno del 2026 il baricentro si \u00e8 spostato altrove, in un posto molto meno fotogenico ma molto pi\u00f9 decisivo. Il campo di battaglia oggi \u00e8 un registro di commenti pubblici aperto sul sito della Securities and Exchange Commission, con una scadenza stampata in cima: <strong>20 ottobre 2026<\/strong>. \u00c8 l\u00ec, non davanti a un giudice, che si sta decidendo chi scriver\u00e0 le regole del mercato crypto americano, e con quali parole.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il motivo \u00e8 semplice. Con il Congresso bloccato dopo la bocciatura del CLARITY Act, la SEC ha scelto di scrivere le regole da sola, attraverso il procedimento amministrativo di <em>notice-and-comment<\/em>. La proposta si chiama Regulation Crypto Assets, \u00e8 stata pubblicata il 18 agosto e la finestra per inviare osservazioni si chiude appunto il 20 ottobre. Sul tavolo della Commissione sono gi\u00e0 arrivate <a href='https:\/\/www.sec.gov\/rules-regulations\/public-comments\/s7-2026-27'>oltre trecento lettere di commento<\/a>, depositate da emittenti, investitori, studi legali, revisori contabili, accademici, associazioni di categoria, societ\u00e0 di gestione, intermediari, fondazioni di protocollo e perfino soggetti esteri. Non \u00e8 un dettaglio procedurale: \u00e8 il momento in cui l&#8217;industria, gli Stati americani e i gruppi dei consumatori si contendono il testo riga per riga, mentre la SEC, come ha osservato la CNBC, <a href='https:\/\/cnbc.com\/2026\/10\/02\/sec-bitcoin-crypto-proposal.html'>va avanti comunque<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo articolo non spiega come funziona un periodo di commenti (ci siamo gi\u00e0 occupati della meccanica del rulemaking in un <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-enforcement-rulemaking-regulation-crypto-assets-2026\/'>pezzo precedente<\/a>). Qui guardiamo la sostanza: chi sta scrivendo alla SEC, cosa chiede e, soprattutto, perch\u00e9 la frattura pi\u00f9 profonda non riguarda il prezzo di Bitcoin o la definizione di token, ma un tema antico quanto la Costituzione americana, il rapporto tra il potere federale e quello dei singoli Stati. Lo chiameremo con il suo nome tecnico, <em>preemption<\/em> (la prevalenza della norma federale su quella statale), perch\u00e9 \u00e8 esattamente il punto su cui si gioca la partita.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 la Regulation Crypto Assets, in breve<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La Regulation Crypto Assets (in sigla RCA) \u00e8 la proposta di regola con cui la SEC prova a costruire una corsia dedicata per l&#8217;emissione di token, senza passare ogni volta dalla registrazione completa prevista per le azioni e le obbligazioni. Il presidente Paul Atkins l&#8217;ha presentata il 18 agosto come <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/press-releases\/2026-76-sec-proposes-new-regulation-crypto-assets'>\u00abthe most historic step yet to modernize federal securities regulations for crypto assets\u00bb<\/a> (il passo pi\u00f9 storico mai compiuto per modernizzare le regole federali sui crypto-asset). Il testo \u00e8 stato poi pubblicato nel Federal Register il 21 agosto, facendo partire il conto alla rovescia dei sessanta giorni di <a href='https:\/\/www.federalregister.gov\/documents\/2026\/08\/21\/2026-17183\/regulation-crypto-assets'>consultazione<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore della proposta sono due esenzioni dalla registrazione e una safe harbor. La prima esenzione, pensata per i progetti in fase iniziale, consente di raccogliere fino a 5 milioni di dollari in quattro anni con obblighi di informativa ridotti. La seconda, pi\u00f9 ampia, arriva fino a 75 milioni di dollari in dodici mesi. La cosiddetta Rule 400 offre poi un porto sicuro: a certe condizioni, un token pu\u00f2 essere trattato come una <em>covered investment contract<\/em> ed uscire progressivamente dal perimetro dei titoli man mano che la rete si decentralizza. Come hanno riassunto gli analisti di <a href='https:\/\/www.sullcrom.com\/insights\/memo\/2026\/August\/SEC-Proposes-Regulation-Crypto-Assets'>Sullivan &amp; Cromwell<\/a>, la proposta contiene oltre 150 richieste di commento puntuali: la SEC, in altre parole, ha scritto una bozza lasciando volutamente aperte decine di caselle, e ha chiesto al mercato di riempirle.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Esenzione<\/th><th>Tetto di raccolta<\/th><th>Orizzonte temporale<\/th><th>Informativa richiesta<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Startup exemption<\/td><td>Fino a 5 milioni di dollari<\/td><td>4 anni<\/td><td>Ridotta, in stile whitepaper<\/td><\/tr><tr><td>Fundraising exemption<\/td><td>Fino a 75 milioni di dollari<\/td><td>12 mesi<\/td><td>Intermedia, con aggiornamenti periodici<\/td><\/tr><tr><td>Rule 400 (safe harbor)<\/td><td>Non \u00e8 un tetto: \u00e8 un percorso di uscita<\/td><td>Fino a piena decentralizzazione<\/td><td>Condizionata al rispetto degli obblighi informativi<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption>Le tre leve della Regulation Crypto Assets. Fonte: SEC, Sullivan &amp; Cromwell.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 i commenti pesano pi\u00f9 di una legge<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire perch\u00e9 un registro di commenti conti pi\u00f9 delle solite audizioni, bisogna tornare al 15 settembre. Quel giorno il CLARITY Act, la legge che avrebbe diviso in modo netto le competenze tra SEC e CFTC, \u00e8 caduto al Senato, dove non ha superato la procedura di cloture necessaria per proseguire. Senza una cornice legislativa, la palla \u00e8 tornata interamente alle agenzie, che hanno due strumenti: fare causa (enforcement) oppure scrivere regole (rulemaking). La SEC di Atkins ha scelto il secondo, e il rulemaking passa obbligatoriamente da una consultazione pubblica. \u00c8 un punto che abbiamo visto riflettersi anche sui mercati, dove la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/correlazione-azioni-crypto-fed-clarity-settembre-2026\/'>correlazione tra azioni e crypto<\/a> si \u00e8 mossa al ritmo delle notizie regolatorie oltre che di quelle della Fed.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una differenza enorme tra una legge e una regola. Una legge approvata dal Congresso \u00e8 difficile da smontare: serve un altro voto di entrambe le Camere. Una regola amministrativa, invece, nasce fragile. Pu\u00f2 essere impugnata in tribunale, pu\u00f2 essere ritirata da una Commissione futura, e soprattutto deve rispettare l&#8217;Administrative Procedure Act, che impone all&#8217;agenzia di prendere sul serio i commenti ricevuti e di rispondere alle obiezioni rilevanti. Ignorare un&#8217;osservazione sostanziale espone la regola finale al rischio di essere annullata da un giudice perch\u00e9 \u00abarbitraria e capricciosa\u00bb. Ecco perch\u00e9 ogni lettera depositata nel fascicolo S7-2026-27 non \u00e8 un semplice parere: \u00e8 un potenziale appiglio legale per chi, domani, vorr\u00e0 attaccare o difendere la regola.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo spiega l&#8217;affollamento. Gli studi legali depositano memorie tecniche per blindare i propri clienti; le associazioni di categoria provano ad allargare le esenzioni; i gruppi dei consumatori mettono a verbale le loro obiezioni proprio per poterle usare in un eventuale ricorso. La consultazione, insomma, \u00e8 al tempo stesso un dibattito pubblico e la costruzione del dossier per la prossima battaglia giudiziaria. Non \u00e8 un caso che, in parallelo, i Democratici alla Camera continuino a <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/01\/15\/democrats-slam-sec-for-dropping-crypto-cases-amid-trump-ties'>contestare<\/a> la linea morbida della SEC sull&#8217;enforcement: ogni fronte alimenta l&#8217;altro.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il nodo centrale: lo scontro sulla preemption<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se si dovesse indicare una sola riga della Regulation Crypto Assets capace di far saltare il tavolo, non sarebbe quella sui tetti di raccolta, n\u00e9 quella sulla safe harbor. Sarebbe la riga sulla preemption. La proposta introduce una definizione di <em>qualified purchaser<\/em> costruita apposta per attivare un meccanismo tipico del diritto federale americano: quando i titoli vengono venduti a soggetti che rientrano in quella definizione, diventano <em>covered securities<\/em> e sfuggono alla registrazione prevista dalle leggi dei singoli Stati. In pratica, chi emette un token sotto una delle esenzioni RCA non dovrebbe pi\u00f9 preoccuparsi delle cinquanta normative statali sui titoli (le cosiddette <em>blue sky laws<\/em>), ma solo della regola federale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La portata di questa scelta \u00e8 doppia. Da un lato, la <a href='https:\/\/www.federalregister.gov\/documents\/2026\/08\/21\/2026-17183\/regulation-crypto-assets'>proposta<\/a> prevede che la prevalenza federale copra non solo le emissioni primarie fatte sotto esenzione, ma anche alcune transazioni sul mercato secondario, cio\u00e8 gli scambi successivi tra investitori. Dall&#8217;altro, questa copertura non \u00e8 incondizionata: vale soltanto finch\u00e9 l&#8217;emittente continua a rispettare gli obblighi di informazione e rendicontazione previsti dalla regola. Se smette, la rete di protezione federale cade e gli Stati tornano in gioco. \u00c8 un disegno elegante sulla carta, ma che ridisegna in profondit\u00e0 l&#8217;equilibrio di poteri costruito in decenni di diritto dei mercati finanziari americano.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli emittenti, la promessa \u00e8 la fine di un incubo: un solo interlocutore invece di cinquanta, costi di compliance pi\u00f9 bassi, tempi di lancio pi\u00f9 rapidi. Per gli Stati, invece, \u00e8 la perdita dello strumento con cui hanno storicamente fermato le truffe sul nascere, cio\u00e8 il potere di negare o condizionare la registrazione di un&#8217;offerta prima che il denaro cambi mani. Come nota lo studio <a href='https:\/\/www.sullcrom.com\/insights\/memo\/2026\/August\/SEC-Proposes-Regulation-Crypto-Assets'>Sullivan &amp; Cromwell<\/a>, \u00e8 proprio su questo perimetro, pi\u00f9 che sulle definizioni di token, che si concentra la parte pi\u00f9 contesa dei commenti. La preemption \u00e8 il terreno dove industria e regolatori statali non possono trovare un compromesso facile, perch\u00e9 in gioco c&#8217;\u00e8 chi comanda.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Gli Stati si ribellano: NASAA, i procuratori e il SAFE Act<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La reazione dei regolatori statali \u00e8 stata immediata e dura. La NASAA, l&#8217;associazione che riunisce le autorit\u00e0 di vigilanza sui titoli dei singoli Stati americani, considera la legge sugli <em>investment contract<\/em> il principale strumento per fermare le truffe sui crypto-asset, comprese quelle che corrono sui mercati secondari. Il suo messaggio alla SEC \u00e8 netto: togliere agli Stati i poteri di registrazione, qualificazione e <em>merit review<\/em> significa condannarli a inseguire i truffatori soltanto dopo che gli investitori hanno gi\u00e0 perso i soldi. La NASAA ha chiesto esplicitamente al Congresso di <a href='https:\/\/www.nasaa.org\/79380\/nasaa-urges-congress-protect-investors-digital-assets\/'>proteggere la tutela degli investitori e l&#8217;autorit\u00e0 statale<\/a> nella legislazione sui digital asset, e ha persino fornito un testo alternativo, soprannominato Support Anti-Fraud Enforcement Act (SAFE Act), da innestare nelle leggi in discussione per mettere nero su bianco che nessuna norma federale pu\u00f2 cancellare i poteri anti-frode degli Stati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il fronte non \u00e8 solo tecnico-regolatorio: \u00e8 anche politico e bipartisan. Pochi giorni prima del voto sul CLARITY, la procuratrice generale di New York Letitia James ha guidato una coalizione di diciotto procuratori generali (lei pi\u00f9 altri diciassette, con repubblicani di Kansas e Ohio accanto ai colleghi democratici) in una lettera ai senatori Tim Scott ed Elizabeth Warren. Il messaggio, riportato da <a href='https:\/\/www.theblock.co\/news\/regulation\/2026-09-14-ny-attorney-general-james-bipartisan-push-against-clarity-act-initial-senate-vote-414635'>The Block<\/a>, avvertiva che la norma avrebbe indebolito la capacit\u00e0 degli Stati di proteggere i cittadini dalle frodi proprio mentre queste accelerano, e contestava la disposizione che avrebbe permesso alla SEC di prevalere sull&#8217;autorit\u00e0 statale di registrazione, un potere che, secondo i procuratori, rischia di estendersi ben oltre i crypto-asset.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La battaglia legislativa \u00e8 finita con la bocciatura del CLARITY, ma la stessa linea di faglia corre ora dentro la consultazione sulla Regulation Crypto Assets. \u00c8 un punto che vale la pena sottolineare: anche se la legge \u00e8 caduta, la SEC sta provando a ottenere per via amministrativa esattamente la preemption che i procuratori avevano contestato in Congresso. Per questo i commenti degli Stati pesano: se la regola finale ignorasse le loro obiezioni documentate, offrirebbe a quegli stessi procuratori un ottimo motivo per impugnarla. La memoria storica aiuta: furono proprio i regolatori statali, non la SEC, a bloccare per primi alcuni degli schemi pi\u00f9 tossici degli anni passati, dalla bolla delle ICO ai prestiti crypto ad alto rendimento.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La voce dell&#8217;industria: Coinbase e le \u00abregole praticabili\u00bb<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;altra parte del tavolo c&#8217;\u00e8 l&#8217;industria, che vede nella preemption non una minaccia ma la soluzione a un problema reale. Il portavoce pi\u00f9 ascoltato \u00e8 Coinbase, la cui linea \u00e8 guidata dal Chief Policy Officer Faryar Shirzad, ex co-responsabile globale degli affari governativi di Goldman Sachs. La tesi della societ\u00e0 \u00e8 riassunta nel titolo di un suo intervento pubblico: il mercato dei titoli crypto \u00e8 pronto a essere sbloccato, ma prima servono <a href='https:\/\/www.coinbase.com\/blog\/the-crypto-securities-market-is-waiting-to-be-unlocked-but-first-we-need-workable-rules'>\u00abregole praticabili\u00bb<\/a> (workable rules). Per Coinbase, un emittente che deve soddisfare cinquanta normative statali diverse non lancia nulla, o lancia all&#8217;estero; una corsia federale unica sarebbe invece la condizione per riportare negli Stati Uniti l&#8217;emissione di token.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Coinbase non si limita ai comunicati. Negli atti della consultazione \u00e8 documentato un incontro del 2 settembre tra la societ\u00e0 e la Division of Corporation Finance della SEC, depositato nello stesso fascicolo <a href='https:\/\/www.sec.gov\/rules-regulations\/public-comments\/s7-2026-27'>S7-2026-27<\/a> che raccoglie i commenti. In precedenza l&#8217;azienda aveva gi\u00e0 argomentato, in una lettera di marzo, che la tokenizzazione di titoli quotati da parte di terzi non dovrebbe richiedere il consenso dell&#8217;emittente, perch\u00e9 la legge consente da sempre lo sviluppo di infrastrutture di mercato secondario senza un via libera preventivo. \u00c8 la stessa filosofia applicata alla preemption: meno autorizzazioni a monte, pi\u00f9 concorrenza, con la tutela affidata alle norme anti-frode che restano comunque in vigore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Tra questi due poli, Stati e industria, si collocano tutti gli altri. La tabella seguente mappa i principali gruppi che stanno scrivendo alla SEC, la loro posizione sulla preemption e la richiesta che portano avanti. \u00c8 la fotografia pi\u00f9 fedele di dove passino le faglie, molto pi\u00f9 delle definizioni astratte di token su cui si concentra spesso il dibattito.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Chi scrive<\/th><th>Posizione sulla preemption<\/th><th>Richiesta chiave<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Industria crypto (Coinbase, associazioni)<\/td><td>Favorevole<\/td><td>Un solo regolatore federale, esenzioni ampie, \u00abregole praticabili\u00bb<\/td><\/tr><tr><td>NASAA (regolatori statali)<\/td><td>Contraria<\/td><td>Mantenere registrazione e merit review statali; approvare il SAFE Act<\/td><\/tr><tr><td>18 procuratori generali (guidati da James)<\/td><td>Contraria<\/td><td>Non privare gli Stati degli strumenti anti-frode<\/td><\/tr><tr><td>Gruppi dei consumatori (Better Markets, Public Citizen)<\/td><td>Contraria<\/td><td>Pi\u00f9 tutele a tutela del risparmiatore, memoria di FTX<\/td><\/tr><tr><td>Accademici (Lee Reiners, Duke)<\/td><td>Critica<\/td><td>Evitare la cattura regolatoria<\/td><\/tr><tr><td>Emittenti e soggetti esteri<\/td><td>Favorevole o interessata<\/td><td>Accesso certo al mercato statunitense<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption>Chi risponde alla consultazione e cosa chiede. Elaborazione su fonti SEC, NASAA, The Block, Coinbase.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>La rivolta dei consumatori e l&#8217;accusa di \u00abcattura\u00bb<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto ai regolatori statali si \u00e8 mosso un terzo blocco, quello dei gruppi di tutela dei consumatori e del lavoro. Una coalizione di quasi duecento organizzazioni, tra cui Better Markets, Public Citizen, Americans for Financial Reform e il sindacato Communications Workers of America, ha firmato una lettera che accusa l&#8217;attuale impianto deregolatorio di non proteggere i risparmiatori dalle frodi e dagli abusi diffusi nel settore, come ha riferito <a href='https:\/\/www.tokenpost.com\/news\/regulation\/17915'>TokenPost<\/a>. Il loro argomento di fondo \u00e8 semplice: qualsiasi testo che avanzi deve prima affrontare i danni che il comparto crypto ha gi\u00e0 inflitto agli investitori americani, non ignorarli.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro queste sigle c&#8217;\u00e8 una memoria precisa, quella del crollo di FTX nel 2022 e della catena di fallimenti dei prestatori crypto che azzer\u00f2 i risparmi di centinaia di migliaia di persone. Better Markets, in particolare, da anni denuncia quella che definisce un&#8217;ondata di denaro del settore capace di travolgere le tutele costruite in decenni, e sostiene che il comparto stia <a href='https:\/\/bettermarkets.org\/analysis\/setting-the-record-straight-on-crypto-ftx-sam-bankman-fried-jamie-dimon-the-sec-and-cftc-and-the-revolving-door\/'>riscrivendo a proprio favore<\/a> le regole di investimento e di trading. Non \u00e8 un&#8217;obiezione marginale: \u00e8 l&#8217;argomento che, in un eventuale ricorso, i gruppi useranno per sostenere che la SEC ha privilegiato gli interessi dell&#8217;industria rispetto al mandato di protezione del pubblico.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La critica pi\u00f9 tagliente arriva per\u00f2 dal mondo accademico. Lee Reiners, docente alla Duke University, ha stroncato la proposta con un titolo diventato una formula: <a href='https:\/\/sites.duke.edu\/thefinregblog\/2026\/08\/20\/regulation-crypto-assets-policymaking-by-crypto-for-crypto\/'>\u00abWelcome to policymaking by crypto, for crypto\u00bb<\/a> (benvenuti nelle regole scritte dal settore crypto, per il settore crypto). Secondo Reiners la combinazione di esenzioni generose, informativa minima e uscite auto-certificate dal perimetro dei titoli crea esattamente il tipo di scorciatoia che decenni di diritto dei mercati avevano costruito per impedire. \u00c8 l&#8217;accusa di \u00abcattura regolatoria\u00bb nella sua forma pi\u00f9 diretta, e la SEC dovr\u00e0 rispondervi punto per punto se vorr\u00e0 una regola a prova di tribunale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Quando un token smette di essere un titolo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una seconda faglia, pi\u00f9 tecnica ma altrettanto contesa: il momento in cui un token smette di essere un titolo. \u00c8 il cuore della safe harbor della Rule 400 e riprende un&#8217;idea che la SEC aveva gi\u00e0 introdotto nell&#8217;interpretazione congiunta con la CFTC del marzo 2026, quella della \u00abseparazione\u00bb: un token nasce avvolto in un <em>investment contract<\/em> perch\u00e9 all&#8217;inizio il suo valore dipende dal lavoro di un team, ma pu\u00f2 uscirne una volta che la rete diventa sufficientemente decentralizzata e le promesse iniziali sono mantenute o abbandonate. Quella interpretazione, come ricordano gli analisti di <a href='https:\/\/www.chapman.com\/publication-sec-and-cftc-clarify-crypto-asset-taxonomy-and-the-application-of-federal-securities-laws'>Chapman<\/a>, aveva gi\u00e0 classificato come digital commodity, e quindi fuori dal perimetro dei titoli, i sedici token pi\u00f9 capitalizzati, da Bitcoin a Ethereum fino a Chainlink.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 stabilire la soglia. Quanto deve essere decentralizzata una rete perch\u00e9 il suo token esca dal regime dei titoli? La proposta lega la risposta al vecchio test di Howey: ci\u00f2 che conta \u00e8 se gli acquirenti possano ragionevolmente aspettarsi un profitto dallo sforzo imprenditoriale altrui. Promesse vaghe, prive di tappe, finanziamenti o piani concreti, in genere non creano un titolo; impegni precisi del team s\u00ec. Tradotto nella pratica, un progetto che dichiara poco si espone a meno rischi regolatori di uno che promette molto, un incentivo paradossale che diversi commenti chiedono di correggere.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui industria e critici si dividono ancora. Gli emittenti vogliono una soglia chiara e misurabile, per sapere in anticipo quando possono considerarsi liberi; i gruppi dei consumatori temono che qualsiasi soglia diventi una casella da spuntare per uscire dalle regole senza una reale decentralizzazione. La SEC, nei suoi oltre 150 quesiti, ha chiesto proprio su questo un fiume di osservazioni: come misurare la decentralizzazione, chi la certifica, cosa succede se una rete \u00abdecentralizzata\u00bb torna sotto il controllo di pochi. Sono domande tecniche, ma la risposta decider\u00e0 quali token potranno circolare liberamente tra gli investitori al dettaglio e quali no.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;enforcement non \u00e8 morto: la frode resta frode<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe un errore leggere tutto questo come la fine dell&#8217;enforcement. La SEC ha smesso di usare le cause per stabilire che cos&#8217;\u00e8 un titolo, ma continua a perseguire la frode pura. La prova \u00e8 arrivata a ridosso della chiusura dell&#8217;anno fiscale: il 29 settembre l&#8217;agenzia ha incriminato quattro entit\u00e0 per due schemi distinti che insieme hanno sottratto oltre 15 milioni di dollari a investitori al dettaglio. Secondo le denunce depositate nel distretto Sud di New York e riprese da <a href='https:\/\/www.cryptotimes.io\/2026\/09\/30\/sec-charges-entities-over-alleged-15m-crypto-and-ai-investment-fraud\/'>Crypto Times<\/a>, le entit\u00e0 Cryptoaiml avrebbero raccolto pi\u00f9 di 12,5 milioni di dollari da oltre 300 risparmiatori, mentre quelle collegate al marchio TSAI avrebbero sottratto almeno 2,8 milioni a circa 1.715 investitori, usando piattaforme online e chat come WhatsApp per promuovere finte opportunit\u00e0 di investimento crypto e basate sull&#8217;intelligenza artificiale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dettaglio non \u00e8 folkloristico. Mostra dove sono finite le risorse dell&#8217;enforcement: non pi\u00f9 sulle grandi exchange accusate di non essersi registrate, ma sui classici schemi di <em>pig butchering<\/em> travestiti da trading automatico con l&#8217;AI, lo stesso filone che avevamo visto emergere nel dibattito sulla <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/opml-morsa-ai-verificabile-zkml-tee-2026\/'>AI verificabile<\/a>, dove la promessa di un algoritmo infallibile \u00e8 spesso solo l&#8217;esca. Il giorno dopo, il 30 settembre, la CFTC ha ottenuto una <a href='https:\/\/cryptotimes.io\/2026\/09\/30\/cftc-secures-31-million-default-judgment-in-digital-assets-fraud-case'>sentenza in contumacia da 31 milioni di dollari<\/a> in un caso di frode su digital asset, a conferma che la linea anti-truffa resta attiva su entrambe le agenzie.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri di sfondo aiutano a inquadrare il cambio di rotta. Secondo <a href='https:\/\/www.cornerstone.com\/insights\/press-releases\/sec-cryptocurrency-enforcement-declined-atkins-administration\/'>Cornerstone Research<\/a>, nell&#8217;anno fiscale 2025 le azioni crypto della SEC sono scese a 13, in calo del 60% rispetto alle 33 dell&#8217;anno precedente, con sanzioni sui digital asset per circa 142 milioni di dollari. La registrazione come teoria di enforcement si \u00e8 ritirata; la frode, no. \u00c8 una distinzione che l&#8217;investitore italiano farebbe bene a tenere a mente: il fatto che un token goda di una corsia federale pi\u00f9 morbida non lo mette al riparo da chi vuole semplicemente rubargli i soldi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il secondo fronte: la consultazione sulla custodia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La Regulation Crypto Assets non \u00e8 l&#8217;unico dossier aperto. Il 1 ottobre la SEC ha presentato una seconda proposta, dedicata alla custodia dei crypto-asset da parte di consulenti finanziari e fondi. Anche questa apre un periodo di commenti, stavolta di sessanta giorni dalla pubblicazione nel Federal Register, creando di fatto una doppia consultazione sovrapposta. La proposta, come riportato da <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/10\/01\/u-s-sec-maps-out-crypto-custody-in-new-proposal-that-furthers-its-digital-assets-agenda'>CoinDesk<\/a>, consentirebbe alle societ\u00e0 fiduciarie con licenza statale (le <em>state-chartered trust companies<\/em>) di fare da custodi qualificati e, in circostanze limitate e come ultima risorsa, permetterebbe agli stessi advisor di detenere direttamente le chiavi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Atkins l&#8217;ha presentata come <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/press-releases\/2026-100-sec-proposal-would-address-how-investment-advisers-funds-can-custody-crypto-assets-under-federal'>\u00aba clear regulatory framework for the custody of crypto assets, giving investment advisers and funds a compliant pathway where none existed before\u00bb<\/a> (un quadro regolatorio chiaro per la custodia, che d\u00e0 a consulenti e fondi un percorso conforme dove prima non ce n&#8217;era), aggiungendo che \u00abmore regulatory proposals are on the horizon\u00bb, altre proposte sono all&#8217;orizzonte. Il filo che unisce i due dossier \u00e8 lo stesso visto per la RCA: anche qui si allarga il ruolo degli enti statali (le trust company), segno che la frattura federale-statale attraversa l&#8217;intera agenda.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro d&#8217;insieme lo ha fotografato bene la CNBC con una sintesi efficace: la grande legge crypto di Washington \u00e8 bloccata, ma la SEC <a href='https:\/\/cnbc.com\/2026\/10\/02\/sec-bitcoin-crypto-proposal.html'>va avanti lo stesso<\/a>. La tabella seguente riassume i due fronti aperti, le loro scadenze e il motivo per cui entrambi toccano i poteri degli Stati.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Dossier<\/th><th>Proposta<\/th><th>Scadenza commenti<\/th><th>Oggetto<\/th><th>Impatto sugli Stati<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Regulation Crypto Assets (S7-2026-27)<\/td><td>18 agosto 2026<\/td><td>20 ottobre 2026<\/td><td>Esenzioni per l&#8217;emissione di token e preemption<\/td><td>Alto: sottrae la registrazione statale<\/td><\/tr><tr><td>Proposta sulla custodia (comunicato 2026-100)<\/td><td>1 ottobre 2026<\/td><td>60 giorni dalla pubblicazione<\/td><td>Custodia crypto per advisor e fondi<\/td><td>Medio: apre alle trust company statali<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption>I due fronti regolatori aperti dalla SEC. Fonte: SEC, CoinDesk, Federal Register.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Una Commissione a due e il quorum che basta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un motivo in pi\u00f9 per cui questa consultazione conta tanto: la Commissione che la adotter\u00e0 \u00e8 ridotta all&#8217;osso. Con l&#8217;uscita di Hester Peirce, il cui ultimo giorno \u00e8 stato il 2 ottobre, la SEC \u00e8 rimasta con due soli commissari, Paul Atkins e Mark Uyeda, e tre poltrone su cinque vuote. Abbiamo raccontato altrove come questa <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/peirce-lascia-sec-due-commissari-regole-crypto-2026\/'>Commissione a due<\/a> stia provando a blindare la sua linea prima che la finestra si chiuda, anche grazie a una modifica del regolamento interno sul quorum che consente a un numero ridotto di membri di deliberare. In pratica, due commissari allineati possono approvare una regola su una base politicamente omogenea.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo cambia il peso dei commenti. Quando una Commissione \u00e8 divisa e include voci di minoranza, il dibattito interno fa da filtro. Quando invece \u00e8 compatta e dimezzata, l&#8217;unico vero contraddittorio esterno diventa proprio il periodo di consultazione, seguito dall&#8217;eventuale vaglio dei tribunali. In pi\u00f9, una sentenza della Corte Suprema del 2026 ha indebolito le protezioni che rendevano i commissari delle agenzie indipendenti difficili da rimuovere, erodendo l&#8217;idea stessa di un&#8217;autorit\u00e0 al riparo dalla politica. Il risultato \u00e8 un paradosso: pi\u00f9 la Commissione \u00e8 snella e decisa, pi\u00f9 fragile diventa la regola che produce, perch\u00e9 manca il contrappeso interno e cresce il rischio di impugnazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 gli operatori seri non trattano la consultazione come un adempimento. Una regola nata da una Commissione a due, su una materia divisiva come la preemption, e gi\u00e0 contestata da procuratori generali e regolatori statali, \u00e8 un bersaglio naturale per i ricorsi. Le lettere depositate oggi sono le munizioni di domani, per entrambi gli schieramenti. Chi vuole che la regola regga deve aiutare la SEC a costruire un verbale solido; chi vuole abbatterla deve mettere a verbale ora le proprie obiezioni, perch\u00e9 un giudice non ascolter\u00e0 argomenti mai sollevati durante la consultazione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il contrasto europeo: MiCA accentra, gli USA si frammentano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un lettore europeo, tutta questa battaglia sulla preemption ha un sapore straniante, perch\u00e9 in Europa il problema semplicemente non esiste nella stessa forma. MiCA \u00e8 un regolamento unico, direttamente applicabile in tutti gli Stati membri; non ci sono cinquanta discipline nazionali dei titoli crypto da armonizzare, perch\u00e9 l&#8217;armonizzazione \u00e8 il punto di partenza, non il traguardo. Le autorit\u00e0 nazionali come Consob applicano regole comuni sotto il coordinamento dell&#8217;ESMA. Dove gli Stati Uniti litigano su chi debba cedere potere, l&#8217;Unione europea parte gi\u00e0 da una cornice condivisa e semmai discute quanto accentrare ancora.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dibattito europeo, infatti, va nella direzione opposta a quella americana. Mentre Washington prova a spostare potere dal basso (gli Stati) verso l&#8217;alto (la SEC) incontrando resistenza, in Europa si discute se spostarlo dalle autorit\u00e0 nazionali verso l&#8217;ESMA. Consob, insieme alle omologhe francese e austriaca, ha proposto una vigilanza diretta europea sui CASP pi\u00f9 grandi, e l&#8217;ESMA ha chiesto <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/mica-esma-poteri-oscuramento-congelamento-cripto-2026\/'>pi\u00f9 poteri<\/a>, dall&#8217;oscuramento dei siti al congelamento delle cripto. Sono due filosofie speculari: gli Stati Uniti partono frammentati e provano a unificare, l&#8217;Europa parte unificata e discute se centralizzare ancora.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un punto in comune, e spiega perch\u00e9 seguiamo entrambe le consultazioni: anche a Bruxelles le regole si scrivono raccogliendo commenti, e anche l\u00ec vale la domanda \u00abchi risponde?\u00bb. Quando si \u00e8 chiusa la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/compliance-defi-consultazione-mica-chi-risponde-2026\/'>consultazione MiCA sulla compliance DeFi<\/a>, abbiamo visto gli stessi schieramenti riproporsi su scala europea: industria che chiede flessibilit\u00e0, autorit\u00e0 che difendono il perimetro, accademici che segnalano i buchi. Il metodo \u00e8 lo stesso su entrambe le sponde dell&#8217;Atlantico; cambia la posta, e cambia chi, alla fine, tiene la penna.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa cambia per l&#8217;investitore e l&#8217;operatore italiano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo da una rassicurazione: in Europa la cornice resta MiCA, applicata in Italia da Consob per la condotta di mercato e la tutela degli investitori e da Banca d&#8217;Italia per gli aspetti prudenziali e sugli stablecoin. Il periodo transitorio italiano si \u00e8 chiuso il 1 luglio 2026 e oggi solo una manciata di operatori ha ottenuto l&#8217;autorizzazione piena come CASP. Le regole americane, compresa la preemption, non si applicano direttamente a chi investe o opera in Italia: un token emesso sotto una esenzione RCA non diventa per questo automaticamente collocabile in Europa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Detto questo, la partita americana conta per almeno tre motivi. Primo, il contagio dei mercati secondari: un token lanciato negli Stati Uniti con informativa ridotta pu\u00f2 comunque arrivare sui circuiti internazionali, e un investitore italiano potrebbe incrociarlo senza le tutele a cui \u00e8 abituato. Secondo, chi offre servizi a clienti italiani deve rispettare MiCA a prescindere da dove sia nato il token. Terzo, il quadro regolatorio statunitense muove i prezzi globali e il sentiment: con l&#8217;euro intorno a <a href='https:\/\/tradingeconomics.com\/euro-area\/currency'>1,1258 dollari<\/a> a inizio ottobre, ogni svolta a Washington si riflette anche sui portafogli in euro, come mostra la relazione sempre pi\u00f9 stretta tra asset digitali e azionario.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La lezione pratica per il risparmiatore italiano \u00e8 semplice e la ripetiamo perch\u00e9 \u00e8 quella che conta: una corsia regolatoria pi\u00f9 morbida negli Stati Uniti non riduce il rischio di frode, che resta il pericolo numero uno. Diffidare delle promesse di trading automatico garantito, soprattutto se impacchettate come intelligenza artificiale, e verificare sempre che il fornitore di servizi sia autorizzato sotto MiCA, restano le due regole di buon senso che nessuna riforma americana pu\u00f2 sostituire.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il calendario: cosa aspettarsi dopo il 20 ottobre<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il mese di ottobre \u00e8 denso. Il 14 ottobre arriva il dato sull&#8217;inflazione americana, un appuntamento macro che intreccia la vigilanza regolatoria con le aspettative sulla Fed e che abbiamo analizzato a parte per le sue implicazioni sui mercati crypto. Il 20 ottobre si chiude la consultazione sulla Regulation Crypto Assets; in parallelo corre la finestra di sessanta giorni sulla custodia. Dopo la scadenza, lo staff della SEC dovr\u00e0 esaminare le oltre trecento lettere, selezionare le obiezioni rilevanti e preparare una regola finale, un lavoro che, realisticamente, porta la data di adozione dentro il 2027.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo le altre agenzie non stanno ferme. Come documenta la newsletter di <a href='https:\/\/www.troutman.com\/insights\/digital-assets-blockchain-newsletter-october-1-2026\/'>Troutman Pepper Locke<\/a>, la CFTC ha depositato la propria proposta sulla struttura del mercato il 17 settembre, l&#8217;OCC ha approvato tre trust charter nazionali condizionati per societ\u00e0 crypto e la Federal Reserve lavora sull&#8217;attuazione del GENIUS Act per gli stablecoin. \u00c8 un intero apparato federale che prova a riempire, regola dopo regola, il vuoto lasciato dalla legge mancata; il presidente della CFTC Michael Selig ha parlato di uno sforzo continuo per \u00abfornire chiarezza regolatoria al settore crypto\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Due rischi restano sul tavolo. Il primo \u00e8 giudiziario: una regola sulla preemption adottata da una Commissione a due, e gi\u00e0 avversata da procuratori e regolatori statali, \u00e8 un bersaglio quasi certo per i ricorsi. Il secondo \u00e8 politico: alla Camera i Democratici, con Maxine Waters in testa, hanno gi\u00e0 chiesto conto alla SEC del ritiro dall&#8217;enforcement, e un cambio di maggioranza riaprirebbe la partita. Morale operativa: per capire dove va la regolamentazione crypto americana, nei prossimi mesi conviene guardare meno le aule dei tribunali e pi\u00f9 il registro dei commenti. \u00c8 l\u00ec che, in silenzio, si sta scrivendo la prossima pagina.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 la Regulation Crypto Assets proposta dalla SEC?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la proposta con cui la SEC vuole creare una corsia dedicata per l&#8217;emissione di token, con due esenzioni dalla registrazione (fino a 5 milioni di dollari in quattro anni e fino a 75 milioni in dodici mesi) e una safe harbor che permette a un token di uscire dal perimetro dei titoli quando la rete \u00e8 sufficientemente decentralizzata. \u00c8 stata presentata il 18 agosto 2026 e la consultazione pubblica si chiude il 20 ottobre 2026.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 il 20 ottobre 2026 \u00e8 una data importante per le regole crypto americane?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 20 ottobre scade il periodo di commenti sulla Regulation Crypto Assets. Dopo quella data la SEC deve esaminare le oltre trecento lettere ricevute e rispondere alle obiezioni rilevanti prima di adottare una regola definitiva. Poich\u00e9 il Congresso non \u00e8 riuscito ad approvare il CLARITY Act, questa consultazione \u00e8 il principale canale attraverso cui si stanno scrivendo le regole del mercato crypto statunitense.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 la preemption e perch\u00e9 gli Stati americani la contestano?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">La preemption \u00e8 la prevalenza della norma federale su quella statale. La proposta prevede che i token emessi sotto esenzione sfuggano alla registrazione prevista dalle leggi dei singoli Stati, lasciando a questi ultimi solo i poteri anti-frode. I regolatori statali riuniti nella NASAA e diciotto procuratori generali guidati da Letitia James contestano questa scelta, sostenendo che priverebbe gli Stati dello strumento con cui fermano le truffe prima che gli investitori perdano i soldi.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>La SEC ha smesso di perseguire le frodi sulle crypto?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. La SEC ha abbandonato le cause basate sulla mancata registrazione, ma continua a colpire la frode: il 29 settembre 2026 ha incriminato quattro entit\u00e0 per due schemi che avrebbero sottratto oltre 15 milioni di dollari a investitori al dettaglio, spesso con la promessa di finti trading automatici basati sull&#8217;intelligenza artificiale. L&#8217;enforcement si \u00e8 spostato dalla registrazione alla truffa pura.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa cambia tutto questo per un investitore o un operatore italiano?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">In Europa resta MiCA, un regolamento unico applicato da Consob e Banca d&#8217;Italia, quindi le regole americane non si applicano direttamente. Tuttavia un token emesso negli Stati Uniti con informativa ridotta pu\u00f2 arrivare sui mercati secondari internazionali, e chi offre servizi a clienti italiani deve comunque rispettare MiCA. 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