{"id":715,"date":"2026-10-04T22:32:19","date_gmt":"2026-10-04T22:32:19","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/ritual-architettura-evm-ai-onchain-2026\/"},"modified":"2026-10-04T22:32:19","modified_gmt":"2026-10-04T22:32:19","slug":"ritual-architettura-evm-ai-onchain-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/ritual-architettura-evm-ai-onchain-2026\/","title":{"rendered":"Ritual sotto il cofano: l&#8217;AI dentro lo smart contract"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni modello di intelligenza artificiale \u00e8, per chi lo interroga, una scatola nera: si invia una domanda, arriva una risposta, e bisogna fidarsi che dietro ci sia davvero il modello promesso e non una scorciatoia pi\u00f9 economica. Una blockchain ragiona in modo opposto: ogni nodo riesegue la stessa operazione e deve ottenere lo stesso identico risultato, bit per bit, altrimenti la rete non raggiunge il consenso. Far entrare l&#8217;AI dentro uno smart contract significa tenere insieme due filosofie che a prima vista non si parlano, e Ritual \u00e8 il progetto che ha deciso di provarci costruendo un&#8217;intera blockchain Layer 1 attorno a questo problema.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In questa guida non ci limitiamo a chiederci a cosa serva Ritual: apriamo il cofano. Cosa succede, passo dopo passo, quando un contratto chiede alla rete di eseguire un modello? Dove gira davvero l&#8217;inferenza, se una GPU non entra certo dentro un nodo di validazione? Come fa una catena deterministica a fidarsi di una risposta probabilistica? E perch\u00e9, nonostante un testnet pubblico attivo e oltre 30 milioni di dollari raccolti, il token RITUAL continua a non esistere? Le risposte raccontano, meglio di qualsiasi slogan, che tipo di scommessa tecnica sia davvero Ritual, e dove stanno i suoi punti deboli.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Ritual: l&#8217;AI verificabile dentro lo smart contract<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Ritual si definisce un&#8217;infrastruttura che rende l&#8217;inferenza dei modelli di AI <em>verificabile<\/em> e <em>componibile<\/em> all&#8217;interno degli smart contract. Tradotto: un contratto su una blockchain dovrebbe poter chiamare un modello linguistico o una rete neurale come se fosse una normale funzione, ricevere un risultato e avere una garanzia (crittografica o economica) che quel risultato sia stato calcolato correttamente, senza doversi fidare ciecamente di un server remoto. \u00c8 la differenza fra \u00abti do la risposta\u00bb e \u00abti do la risposta pi\u00f9 la prova che l&#8217;ho calcolata davvero cos\u00ec\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto non \u00e8 un vezzo da ingegneri. Oggi, se uno smart contract vuole usare l&#8217;output di un modello, deve affidarsi a un oracolo centralizzato o a un server fuori catena che dice \u00abecco il valore\u00bb, senza che nessuno possa controllare se quel server ha usato il modello giusto, se lo ha eseguito davvero o se ha restituito un numero comodo. In finanza decentralizzata, dove un singolo valore (un prezzo, un punteggio di rischio, l&#8217;esito di un mercato predittivo) muove denaro reale, fidarsi sulla parola \u00e8 un rischio sistemico. Ritual vuole trasformare quel \u00abfidati\u00bb in un \u00abverifica\u00bb, e considera questa la precondizione perch\u00e9 l&#8217;AI possa gestire valore on-chain senza diventare l&#8217;anello debole.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza con un semplice marketplace di GPU decentralizzate \u00e8 netta. Reti come Akash affittano potenza di calcolo, altre coordinano modelli, ma non dimostrano l&#8217;onest\u00e0 dell&#8217;esecuzione: ti danno il risultato, non la prova. Ritual mette la verificabilit\u00e0 al centro, e per ottenerla ha concluso che non bastava un protocollo applicativo in cima a Ethereum: serviva ripensare i tre strati pi\u00f9 profondi di una catena, cio\u00e8 la macchina virtuale che esegue il codice, il consenso che valida i blocchi e il mercato delle commissioni che prezza le risorse. Il resto di questo articolo smonta proprio questi tre strati.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Chi c&#8217;\u00e8 dietro Ritual e quanto ha raccolto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Ritual nasce a New York nel 2023 dai fondatori Niraj Pant e Akilesh Potti, che avevano lavorato insieme per tre anni al fondo Polychain Capital. Pant arriva dal mondo degli investimenti Web3 (fra i suoi dossier EigenLayer e Solana), Potti \u00e8 un ricercatore di machine learning con un passato da quant in Palantir. La combinazione (un investitore cripto e un ricercatore ML) spiega bene l&#8217;ambizione ibrida del progetto: non \u00e8 n\u00e9 un puro protocollo DeFi n\u00e9 un puro laboratorio di AI, ma un tentativo di saldare le due culture a livello di infrastruttura.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il round seed da 25 milioni di dollari, annunciato l&#8217;8 novembre 2023, \u00e8 stato guidato da Archetype con la partecipazione, fra gli altri, di Accomplice, Robot Ventures, Accel, Dialectic e Anagram, oltre ad angel investor come Balaji Srinivasan e Keone Hon di Monad (<a href='https:\/\/www.coindesk.com\/business\/2023\/11\/08\/artificial-intelligence-platform-ritual-looks-to-decentralize-access-to-ai-with-25m-backing'>CoinDesk<\/a>). The Block ha poi stimato il totale raccolto oltre i 30 milioni di dollari entro la fine del 2024. In un settore in cui molti progetti AI-crypto esistono solo come whitepaper e un logo, \u00e8 un capitale che ha permesso a Ritual di costruire davvero, ed \u00e8 anche il motivo per cui vale la pena prenderlo sul serio nonostante l&#8217;assenza di una mainnet.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La tesi dei fondatori \u00e8 esplicita e politica. \u00abLa concentrazione dell&#8217;AI in un piccolo gruppo di aziende potenti rappresenta una minaccia significativa per il futuro della tecnologia\u00bb ha dichiarato Pant alla presentazione del round; \u00ababbiamo fondato Ritual per porre fine alla dipendenza dell&#8217;ecosistema da pochi soggetti, per aprire l&#8217;accesso a questa infrastruttura critica e garantire un futuro in cui si costruisca un&#8217;AI migliore\u00bb. \u00c8 la cornice ideologica (open, anti-oligopolio) dentro cui vanno lette tutte le scelte architetturali che seguono: se credi che l&#8217;AI debba essere un bene comune verificabile e non un servizio da affittare a scatola chiusa, allora costruisci una catena che la esegue in chiaro. Resta da capire se il mercato condivida la stessa urgenza.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Infernet: il pezzo di Ritual che gira gi\u00e0 oggi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Prima della blockchain c&#8217;\u00e8 Infernet, il primo prodotto di Ritual e l&#8217;unico gi\u00e0 in produzione. \u00c8 una rete di oracoli decentralizzata (una DON, decentralized oracle network) accompagnata da un SDK leggero che permette a uno smart contract su Ethereum, Base o Arbitrum di richiedere un&#8217;inferenza AI senza spostarsi da nessuna parte. Il flusso \u00e8 semplice da immaginare: il contratto emette una richiesta, i nodi Infernet eseguono il modello (on-chain se \u00e8 piccolo, fuori catena se \u00e8 pesante) e riconsegnano il risultato al contratto chiamante, che pu\u00f2 usarlo per decidere qualcosa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nella documentazione Ritual descrive Infernet come \u00abil primo mattone di una suite di protocolli e utility\u00bb che \u00abespone interfacce potenti affinch\u00e9 gli smart contract accedano ai modelli di AI per l&#8217;inferenza\u00bb (<a href='https:\/\/ritual.net\/blog\/introducing-ritual'>ritual.net<\/a>). \u00c8 la parte pragmatica del progetto: non chiede a nessuno di abbandonare la propria catena, si innesta su quelle che esistono gi\u00e0. Viene usata per agenti autonomi, logiche DeFi che si adattano alle condizioni di mercato, risoluzione di mercati predittivi e tutti i casi in cui un contratto deve prendere una decisione che richiede un modello e non una semplice formula.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Infernet ha per\u00f2 un limite strutturale, ed \u00e8 esattamente il limite che giustifica tutto il resto del progetto. Vive sopra catene che non sono state pensate per l&#8217;AI, quindi la verifica dell&#8217;esecuzione resta in gran parte un problema aperto, delegato alla reputazione dei nodi o a schemi di garanzia costruiti caso per caso. Un oracolo AI su Ethereum pu\u00f2 dirti qual \u00e8 la risposta del modello, ma Ethereum non ha alcun modo nativo di controllare che quel nodo abbia eseguito il modello giusto. Per spingere la verificabilit\u00e0 fino in fondo, Ritual ha concluso che serviva una catena propria, progettata attorno all&#8217;AI invece che adattata a posteriori. Da qui la Ritual Chain.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La Ritual Chain: una Layer 1 sovrana, ancora in testnet<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La Ritual Chain \u00e8 una blockchain Layer 1 sovrana, compatibile con l&#8217;ecosistema Ethereum ma estesa per eseguire l&#8217;AI in modo nativo. A oggi vive come testnet pubblico: non esiste una mainnet, non esiste una data ufficiale di lancio e il token RITUAL che paga il gas ha 18 decimali ma vale zero, perch\u00e9 \u00e8 confinato al testnet e si ottiene gratuitamente da un faucet. I parametri sono consultabili sulla documentazione ufficiale (<a href='https:\/\/docs.ritualfoundation.org'>docs.ritualfoundation.org<\/a>) e li riassumiamo nella tabella qui sotto, perch\u00e9 sono la base concreta su cui poggia tutto il discorso architetturale.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Parametro<\/th><th>Valore (testnet)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Chain ID<\/td><td>1979<\/td><\/tr><tr><td>Tempo di blocco<\/td><td>circa 350 millisecondi<\/td><\/tr><tr><td>Token del gas<\/td><td>RITUAL (18 decimali, solo testnet, nessun valore)<\/td><\/tr><tr><td>Precompile<\/td><td>16, raggruppati in 7 capacit\u00e0<\/td><\/tr><tr><td>Compatibilit\u00e0<\/td><td>EVM estesa (EVM++), Solidity ^0.8.20<\/td><\/tr><tr><td>Strumenti<\/td><td>Foundry, Hardhat, viem, wagmi<\/td><\/tr><tr><td>Endpoint<\/td><td>rpc \/ explorer \/ faucet . ritualfoundation.org<\/td><\/tr><tr><td>Mainnet<\/td><td>nessuna data annunciata<\/td><\/tr><tr><td>Token negoziabile<\/td><td>nessuno<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il blocco ogni 350 millisecondi non \u00e8 un numero casuale: \u00e8 una scelta che rivela a chi \u00e8 destinata la catena. Gli utenti che Ritual immagina non sono persone che firmano una transazione ogni tanto, ma agenti software che reagiscono in tempi stretti, monitorano condizioni e si coordinano tra loro; per loro la latenza di un blocco da dodici secondi (quella di Ethereum) sarebbe un&#8217;eternit\u00e0. Alla presentazione del testnet, Potti ha riassunto cos\u00ec la posta in gioco: \u00abIl testnet della Ritual Chain abilita comportamenti utente completamente nuovi, prima impossibili in qualsiasi altro sistema, nell&#8217;interazione con l&#8217;AI. Non si tratta solo di AI: stiamo creando le fondamenta per la prossima generazione di piattaforme RaaS, reti di prover e marketplace di propriet\u00e0 intellettuale\u00bb (<a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/327108\/decentralized-ai-project-ritual-launches-testnet-to-bring-ai-onchain'>The Block<\/a>). \u00c8 una dichiarazione che va oltre l&#8217;inferenza: descrive una piattaforma generale per costruirci sopra, non un singolo servizio.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>EVM++: come Ritual allarga la macchina virtuale di Ethereum<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore tecnico della Ritual Chain si chiama EVM++. L&#8217;idea \u00e8 non buttare via la macchina virtuale di Ethereum (la EVM, dove girano gli smart contract scritti in Solidity) ma estenderla in modo retrocompatibile, cos\u00ec che il codice gi\u00e0 pensato per Ethereum funzioni senza modifiche e in pi\u00f9 si possano fare cose che su Ethereum sono impossibili. \u00c8 la stessa strategia che rende la Ritual Chain appetibile a uno sviluppatore: non deve imparare un linguaggio nuovo, deve solo scoprire quattro nuove famiglie di capacit\u00e0.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Precompile per il calcolo pesante:<\/strong> istruzioni native per eseguire inferenza LLM, modelli ONNX, prove ZK, cifratura omomorfica e chiamate HTTP, senza doverle ricostruire a mano in Solidity.<\/li><li><strong>Scheduling nativo:<\/strong> transazioni programmate che si eseguono da sole a ogni blocco quando si verifica una condizione, senza bisogno di bot esterni (i cosiddetti keeper).<\/li><li><strong>Oracoli integrati (enshrined):<\/strong> l&#8217;accesso ai dati esterni \u00e8 parte del protocollo, non un servizio appiccicato sopra.<\/li><li><strong>Account abstraction nativa:<\/strong> wallet programmabili e logiche di firma avanzate di serie, indispensabili per gli agenti che devono pagare e autenticarsi da soli.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Il concetto chiave da capire \u00e8 il <em>precompile<\/em>. Nella EVM un precompile \u00e8 un&#8217;operazione cos\u00ec comune o cos\u00ec costosa da essere \u00abcablata\u00bb direttamente nel protocollo a un indirizzo fisso, invece di essere scritta come contratto in Solidity: Ethereum lo fa da anni per alcune primitive crittografiche, perch\u00e9 eseguirle come bytecode normale sarebbe proibitivo. Ritual porta questa logica all&#8217;estremo e la applica all&#8217;AI: chiamare un modello linguistico diventa, dal punto di vista dello sviluppatore, semplice come chiamare l&#8217;indirizzo 0x0802. La tabella seguente mappa i principali precompile confermati dalla documentazione, con i rispettivi indirizzi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Capacit\u00e0<\/th><th>Precompile<\/th><th>Indirizzo<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Inferenza LLM<\/td><td>Large Language Model<\/td><td>0x0802<\/td><\/tr><tr><td>Modelli classici<\/td><td>ONNX<\/td><td>0x0800<\/td><\/tr><tr><td>Dati dal web<\/td><td>HTTP \/ Long-Running HTTP \/ JQ<\/td><td>0x0801 \/ 0x0805 \/ 0x0803<\/td><\/tr><tr><td>Prove crittografiche<\/td><td>ZK<\/td><td>0x0806<\/td><\/tr><tr><td>Calcolo cifrato<\/td><td>FHE<\/td><td>0x0807<\/td><\/tr><tr><td>Agenti<\/td><td>Persistent \/ Sovereign Agent<\/td><td>0x0820 \/ 0x080C<\/td><\/tr><tr><td>Chiavi e firma<\/td><td>DKMS \/ Ed25519 \/ passkey SECP256R1<\/td><td>0x081B \/ 0x0009 \/ 0x0100<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Sedici precompile in tutto, che la documentazione raggruppa in sette capacit\u00e0: pensare, agire, ricordare, dimostrare, custodire segreti, pagare e autenticarsi. Non \u00e8 marketing: ciascuna di queste parole corrisponde a uno o pi\u00f9 indirizzi concreti che uno sviluppatore pu\u00f2 chiamare. Un contratto che vuole classificare un&#8217;immagine chiama il precompile multimodale; uno che vuole una sintesi di un testo chiama l&#8217;LLM; uno che vuole leggere un dato dal web chiama l&#8217;HTTP. La complessit\u00e0 del calcolo \u00e8 nascosta dietro un&#8217;interfaccia familiare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Precompile e sidecar: dove gira davvero il modello<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un problema pratico che la tabella da sola non risolve: un modello linguistico da decine di miliardi di parametri non entra dentro il client di esecuzione di un nodo, e tantomeno dentro la EVM. Serve una GPU, serve memoria, serve tempo. Chiamare l&#8217;indirizzo 0x0802 \u00e8 facile per lo sviluppatore, ma da qualche parte quel modello deve pur girare. Qui entrano i <em>sidecar<\/em>: ambienti di esecuzione affiancati al client principale che gestiscono il calcolo pesante fuori dal percorso critico del consenso. Quando un contratto invoca il precompile LLM, non \u00e8 la EVM a far girare il modello, \u00e8 un sidecar specializzato; il risultato poi rientra nel flusso della transazione come se fosse sempre stato l\u00ec.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ritual raggruppa questi ambienti in quattro tipi: inferenza di machine learning e LLM, proving e verifica ZK, esecuzione dentro un TEE (trusted execution environment, un ambiente di esecuzione fidato) e astrazione di catena per parlare con altre reti. \u00c8 un&#8217;architettura deliberatamente modulare: la stessa catena pu\u00f2 ospitare un piccolo classificatore che gira replicato su tutti i nodi e, accanto, un LLM enorme che gira una volta sola dentro un enclave sicuro. La differenza fra questi due casi non \u00e8 un dettaglio implementativo: \u00e8 la risposta di Ritual alla domanda pi\u00f9 difficile del progetto, cio\u00e8 come una catena deterministica possa convivere con un calcolo che deterministico non \u00e8. Quella risposta ha un nome, Superposition, ed \u00e8 il prossimo tassello.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Superposition: esecuzione replicata oppure delegata<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Superposition \u00e8 il nome che Ritual d\u00e0 ai due modi in cui un calcolo pu\u00f2 essere eseguito sopra lo stesso stato condiviso. Il primo \u00e8 l&#8217;esecuzione <strong>replicata<\/strong>: ogni validatore riesegue l&#8217;operazione e tutti devono arrivare allo stesso risultato. \u00c8 il modello classico della blockchain, perfetto quando il calcolo \u00e8 deterministico e leggero (un modello ONNX piccolo, una funzione matematica, un controllo logico) ma impraticabile per un LLM, per due motivi distinti. Primo, il costo: far rieseguire un modello gigantesco a migliaia di nodi \u00e8 uno spreco mostruoso. Secondo, e pi\u00f9 sottile, la riproducibilit\u00e0: l&#8217;inferenza su GPU raramente \u00e8 identica bit per bit fra hardware diversi, per via dell&#8217;ordine delle operazioni in virgola mobile e del parallelismo, quindi i nodi rischierebbero di non concordare mai.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo modo \u00e8 l&#8217;esecuzione <strong>delegata<\/strong>: il calcolo pesante (una chiamata a un LLM, una richiesta HTTP verso un&#8217;API esterna) avviene fuori catena, dentro un TEE, e la risposta viene legata crittograficamente alla richiesta tramite l&#8217;attestazione hardware. Il validatore non riesegue il modello: controlla l&#8217;attestazione, cio\u00e8 la firma del chip che dice \u00abquesto risultato \u00e8 uscito da questo codice, in un ambiente non manomesso\u00bb. \u00c8 il trucco che permette a una catena deterministica di inglobare un&#8217;operazione non deterministica senza rompere il consenso: non si replica il calcolo, si verifica una prova che il calcolo \u00e8 avvenuto correttamente.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione per\u00f2 a non scambiare il TEE per una bacchetta magica. Un TEE non \u00e8 una prova crittografica: \u00e8 un&#8217;ipotesi di fiducia nel produttore del chip, e come ogni hardware pu\u00f2 essere rotto. Lo ha ricordato in modo brutale l&#8217;attacco TEE.Fail, divulgato nell&#8217;ottobre 2025 da ricercatori accademici, che con attrezzatura da meno di mille dollari \u00e8 riuscito a estrarre chiavi segrete e persino chiavi di attestazione da enclave Intel e AMD intercettando il bus di memoria (<a href='https:\/\/thehackernews.com\/2025\/10\/new-teefail-side-channel-attack.html'>The Hacker News<\/a>). Non \u00e8 un cavillo accademico: chi progetta su Ritual deve sapere che l&#8217;esecuzione delegata sposta la fiducia dal server al chip, non la elimina. Abbiamo analizzato pregi e limiti di questo modello nel pezzo dedicato al <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/calcolo-riservato-tee-ai-verificabile-2026\/'>calcolo riservato applicato all&#8217;AI verificabile<\/a>, ed \u00e8 una lettura utile per capire quanto sia fragile l&#8217;anello hardware di tutta la catena.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Symphony e l&#8217;integrit\u00e0 modulare: eseguire una volta, verificare molte<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Rieseguire tutto su ogni nodo \u00e8 sicuro ma costoso; delegare tutto a un TEE \u00e8 efficiente ma sposta la fiducia su un produttore di chip. Symphony \u00e8 il meccanismo di consenso con cui Ritual cerca una via di mezzo: un modello che la documentazione sintetizza come \u00abesegui una volta, verifica molte volte\u00bb (Execute-Once-Verify-Many-Times). Alcuni nodi selezionati eseguono il calcolo ed emettono prove sintetiche (sub-proof) che gli altri possono controllare a costo ridotto, senza rifare l&#8217;intero lavoro. L&#8217;idea somiglia a quella dei rollup: pochi fanno il lavoro pesante, molti verificano a buon mercato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La parte pi\u00f9 interessante \u00e8 che Ritual non impone un unico metodo di verifica. Parla di <em>integrit\u00e0 computazionale modulare<\/em>: a seconda del caso d&#8217;uso, la garanzia pu\u00f2 arrivare da una prova ZK (zkML), da un TEE, da uno schema ottimistico con finestra di contestazione (opML) o da una garanzia probabilistica basata su campionamento. Ogni metodo ha un compromesso diverso fra solidit\u00e0 della garanzia, latenza e costo. Non esiste il metodo perfetto: esiste il metodo adatto al valore in gioco e alla reattivit\u00e0 richiesta. La tabella li mette a confronto.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Metodo<\/th><th>Garanzia<\/th><th>Compromesso principale<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Replica (re-esecuzione)<\/td><td>Deterministica: tutti i nodi rifanno il calcolo<\/td><td>Impraticabile per i modelli grandi<\/td><\/tr><tr><td>zkML (prova ZK)<\/td><td>Crittografica, senza fiducia in terzi<\/td><td>Overhead enorme sui modelli di grandi dimensioni<\/td><\/tr><tr><td>TEE (hardware)<\/td><td>Attestazione del chip<\/td><td>Fiducia nel produttore, rischio di attacchi side-channel<\/td><\/tr><tr><td>opML (ottimistico)<\/td><td>Economica, con finestra di contestazione<\/td><td>Latenza di disputa, serve almeno un controllore onesto<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 lo stesso ventaglio di approcci che attraversa tutta l&#8217;AI verificabile. Chi vuole capire i limiti dello schema ottimistico, stretto fra la solidit\u00e0 (ma la lentezza) dello zkML e la praticit\u00e0 (ma la fragilit\u00e0) dei TEE, trova un quadro dedicato nella nostra analisi su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/opml-morsa-ai-verificabile-zkml-tee-2026\/'>opML e le sue alternative<\/a>. Vale la pena ricordare un dato tecnico: Vitalik Buterin, nel suo saggio sull&#8217;incrocio fra cripto e AI, ha avvertito che la componente non lineare di una rete neurale pu\u00f2 imporre a una prova ZK un sovraccarico anche di due ordini di grandezza (<a href='https:\/\/vitalik.eth.limo\/general\/2024\/01\/30\/cryptoai.html'>vitalik.eth.limo<\/a>). \u00c8 il motivo per cui nel 2026 quasi nessuno usa un metodo solo: la tendenza del settore \u00e8 combinarli in architetture ibride, e l&#8217;approccio modulare di Ritual \u00e8 un modo per non legarsi le mani in anticipo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Resonance: pagare hardware eterogeneo su una blockchain<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Una blockchain normale ha un mercato delle commissioni a un lato solo: chi invia una transazione paga il gas, chi valida incassa, e tutto il lavoro \u00e8 misurato con la stessa unit\u00e0. Ma su Ritual il lavoro non \u00e8 omogeneo: un nodo pu\u00f2 dover far girare un LLM su GPU, un altro una prova ZK su CPU, un altro ancora una banale chiamata HTTP. Prezzare tutto con un&#8217;unica unit\u00e0 di gas sarebbe come far pagare allo stesso prezzo un caff\u00e8 e un intervento chirurgico. Resonance \u00e8 il mercato delle commissioni a due lati che Ritual propone per far incontrare domanda e offerta di risorse di calcolo eterogenee: abbina ogni richiesta al nodo con l&#8217;hardware adatto, al prezzo che quel tipo di lavoro merita, e permette ai nodi di specializzarsi (chi ha GPU potenti offre inferenza, chi ha CPU offre proving) invece di dover fare tutto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un pezzo spesso trascurato ma decisivo, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si decide se una rete del genere pu\u00f2 stare economicamente in piedi. Senza un mercato che prezzi correttamente la GPU rispetto alla CPU, o nessuno offrirebbe la risorsa scarsa, o la rete pagherebbe troppo per quella abbondante. Resonance \u00e8 il tentativo di Ritual di risolvere a livello di protocollo un problema che le reti DePIN affrontano di solito con incentivi esterni e tornei di punti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso ordine di problemi appartiene lo scheduling nativo. Su Ethereum, se vuoi che qualcosa accada \u00abogni ora\u00bb oppure \u00abquando il prezzo supera una soglia\u00bb, devi pagare un bot esterno (un keeper) che invii la transazione al momento giusto; \u00e8 un punto di fragilit\u00e0 e un costo ricorrente. Ritual integra la programmazione nel protocollo con un contratto di sistema Scheduler: una transazione pu\u00f2 essere registrata una volta e poi eseguirsi da sola a ogni blocco quando la condizione \u00e8 soddisfatta, senza alcun bot. Per un agente autonomo che deve ribilanciare un portafoglio, rinnovare una posizione o controllare un oracolo, \u00e8 la differenza fra dipendere da un&#8217;infrastruttura esterna e vivere interamente dentro la catena.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Agenti sovrani e persistenti: il caso d&#8217;uso di punta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Tutta questa impalcatura (precompile, sidecar, Superposition, Resonance, Scheduler) serve a un fine che Ritual mette in primo piano: gli agenti AI che vivono sulla catena invece di girare su un server affittato. La documentazione distingue due tipi. Gli <strong>agenti persistenti<\/strong> (precompile 0x0820) hanno stato, memoria e riferimenti ai dati che sopravvivono fra una sessione e l&#8217;altra: non ripartono da zero ogni volta. Gli <strong>agenti sovrani<\/strong> (0x080C) sono pi\u00f9 radicali: custodiscono le proprie chiavi, si auto-programmano tramite lo Scheduler, pagano dal proprio wallet e si fermano quando finiscono i fondi, eseguendo un harness in un ambiente TEE isolato. Non sono bot accesi ventiquattr&#8217;ore su ventiquattro su una macchina da qualche parte: sono processi che la catena stessa pianifica e finanzia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">In sintesi, un agente su Ritual dovrebbe poter fare sette cose senza appoggiarsi a un server esterno, ed \u00e8 la lista delle sette capacit\u00e0 che la documentazione mette al centro.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Pensare:<\/strong> eseguire un modello tramite i precompile.<\/li><li><strong>Agire:<\/strong> inviare transazioni on-chain.<\/li><li><strong>Ricordare:<\/strong> mantenere stato e memoria fra le sessioni.<\/li><li><strong>Dimostrare:<\/strong> allegare una prova di come \u00e8 stato prodotto un output.<\/li><li><strong>Custodire segreti:<\/strong> gestire chiavi e dati cifrati dentro l&#8217;enclave.<\/li><li><strong>Pagare:<\/strong> spendere dal proprio wallet con un tetto di budget.<\/li><li><strong>Autenticarsi:<\/strong> firmare con passkey e schemi crittografici nativi.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una visione che si sovrappone in parte a quella dei framework per agenti come ElizaOS, ma con una differenza di fondo. Nei framework l&#8217;agente \u00e8 un software che gira altrove e usa la catena come semplice portafoglio e registro; su Ritual l&#8217;agente \u00e8 un cittadino di prima classe del protocollo, con capacit\u00e0 garantite dalla catena stessa. Sul confronto fra le due filosofie, e sui limiti pratici dei framework (dalla gestione delle chiavi alla sicurezza), rimandiamo all&#8217;analisi sul <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/eliza-framework-2026-plugin-interoperabilita-agenti-onchain\/'>framework Eliza e gli agenti on-chain<\/a>. La domanda che resta aperta, e a cui torneremo, \u00e8 se per avere questi agenti serva davvero una catena nuova o se basti un buon framework sopra una catena esistente.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il token RITUAL non esiste (e perch\u00e9 \u00e8 importante saperlo)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui serve chiarezza assoluta, perch\u00e9 \u00e8 il punto su cui circola pi\u00f9 disinformazione. Al momento non esiste alcun token RITUAL negoziabile, non c&#8217;\u00e8 stata alcuna TGE (token generation event) e non \u00e8 stato confermato alcun airdrop ufficiale. Il \u00abRITUAL\u00bb di cui si parla \u00e8 soltanto il token del gas del testnet: 18 decimali, nessun valore economico, si ottiene gratis da un faucet per pagare le transazioni di prova. Chiunque oggi offra di vendervi RITUAL vi sta vendendo qualcosa che non esiste, punto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non ha impedito la nascita di un&#8217;intera economia di aspettativa. Decine di guide agli airdrop invitano a \u00abfarmare\u00bb un&#8217;allocazione futura unendosi al Discord, accumulando ruoli e completando quest. Alcune arrivano a stampare cifre precise (si leggono numeri come \u00ab10 miliardi di token totali\u00bb e \u00ab50 milioni destinati all&#8217;airdrop\u00bb) e persino intervalli di prezzo. Vanno trattate per quello che sono: speculazione di terze parti su un token inesistente. Le stesse guide, lette con attenzione, ammettono che Ritual non ha annunciato alcun airdrop ufficiale, nessuna data di lancio e nessun listino, e che i parametri di tokenomics riportati sono \u00absegnaposto\u00bb. Il rischio pratico \u00e8 doppio: da un lato si perde tempo a inseguire un fantasma, dall&#8217;altro, pi\u00f9 serio, ci si espone a truffe che sfruttano l&#8217;attesa, come finti portali di claim, siti di phishing e falsi token con lo stesso nome lanciati su altre catene. La regola di sopravvivenza \u00e8 semplice: finch\u00e9 l&#8217;annuncio non arriva dai canali ufficiali di Ritual Foundation, qualsiasi RITUAL in vendita \u00e8 falso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 Ritual non lancia un token, visto l&#8217;appetito evidente del mercato? Le ragioni plausibili sono due e si rafforzano a vicenda. Una \u00e8 tecnica: la mainnet non c&#8217;\u00e8 ancora, e un token che gira attorno a una rete di sola prova sarebbe pura speculazione senza nulla da catturare. L&#8217;altra \u00e8 legale, e merita una sezione a parte, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si capisce quanto l&#8217;assenza di token sia anche una scelta difensiva.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Regolamentazione: fra AI Act europeo, MiCA e Consob<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 un token, Ritual sfugge in buona parte alla regolamentazione cripto. In Europa il regolamento MiCA disciplina gli emittenti di cripto-attivit\u00e0 e i fornitori di servizi (i CASP), non i protocolli in s\u00e9: senza un token negoziabile e senza un servizio offerto al pubblico, non c&#8217;\u00e8 nulla che Consob (l&#8217;autorit\u00e0 italiana per la condotta di mercato e la tutela degli investitori, affiancata da Banca d&#8217;Italia per gli aspetti prudenziali e sulle stablecoin) possa classificare o autorizzare. Il decreto italiano di attuazione \u00e8 il D.lgs. 129\/2024 e il periodo transitorio MiCA per l&#8217;Italia si \u00e8 chiuso il 1 luglio 2026, uno dei pi\u00f9 brevi dell&#8217;Unione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La cornice pi\u00f9 pertinente, oggi, \u00e8 semmai l&#8217;AI Act europeo, i cui obblighi sui modelli di uso generale (GPAI) sono in vigore dall&#8217;agosto 2025 e le cui facolt\u00e0 di enforcement della Commissione sono operative dall&#8217;agosto 2026 (<a href='https:\/\/digital-strategy.ec.europa.eu\/en\/policies\/regulatory-framework-ai'>Commissione europea<\/a>). Per un progetto come Ritual \u00e8 un&#8217;arma a doppio taglio. Da un lato gli obblighi di tracciabilit\u00e0, trasparenza e auditabilit\u00e0 dei sistemi di AI creano domanda proprio per l&#8217;inferenza verificabile, che \u00e8 il mestiere di Ritual: una prova on-chain di come \u00e8 stato prodotto un output \u00e8 esattamente ci\u00f2 che un regolatore potrebbe voler vedere. Dall&#8217;altro, un&#8217;infrastruttura che rendesse i modelli pi\u00f9 opachi o pi\u00f9 difficili da controllare finirebbe nel mirino. Ritual ha interesse a presentarsi come parte della soluzione, non del problema.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Se e quando un token arriver\u00e0, lo scenario cambia radicalmente. Negli Stati Uniti la SEC guidata da Paul Atkins ha proposto ad agosto 2026 una \u00abRegulation Crypto Assets\u00bb (comunicato 2026-76) con un safe harbor condizionato: un token esce dalla definizione di \u00abcontratto di investimento\u00bb una volta che l&#8217;emittente \u00abha completato o cessato in modo permanente tutti gli sforzi manageriali essenziali\u00bb che aveva promesso (<a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/press-releases\/2026-76-sec-proposes-new-regulation-crypto-assets'>SEC<\/a>). Tenere il token in sospeso finch\u00e9 la rete non \u00e8 sufficientemente decentralizzata \u00e8, da questo punto di vista, anche una tattica difensiva: si evita di lanciare qualcosa che la SEC potrebbe trattare come un titolo non registrato. Il clima regolatorio statunitense resta per\u00f2 incerto: il CLARITY Act ha fallito il voto di procedura al Senato nel settembre 2026 e la stessa SEC si \u00e8 ridotta a due commissari dopo l&#8217;uscita di Hester Peirce, un assetto che, come abbiamo raccontato, <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/peirce-lascia-sec-due-commissari-regole-crypto-2026\/'>irrigidisce la postura dell&#8217;autorit\u00e0 sulle regole cripto<\/a> proprio mentre il settore chiederebbe chiarezza.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il panorama competitivo: serve davvero una catena dedicata?<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La scommessa pi\u00f9 grande di Ritual non \u00e8 tecnica ma strategica: chiedere agli sviluppatori di migrare su una catena nuova. I concorrenti, quasi tutti, offrono l&#8217;AI verificabile come componente aggiuntivo sopra l&#8217;infrastruttura esistente, e con token gi\u00e0 quotati. Chainlink, per esempio, ha lanciato in mainnet il Chainlink Runtime Environment (CRE), un livello di orchestrazione per il calcolo verificabile fuori catena, presentato esplicitamente come un livello di coordinamento e non come una blockchain indipendente. Il suo chief architect Uri Sarid lo descrive cos\u00ec: \u00abIl Chainlink Runtime Environment mette insieme tutte le capacit\u00e0 eseguendo i workflow quando i loro trigger scattano e usando la comunicazione da DON a DON per collegare le varie capability DON\u00bb (<a href='https:\/\/chain.link\/blog\/introducing-chainlink-runtime-environment'>Chainlink<\/a>). Chainlink ha anche una propria definizione di <a href='https:\/\/chain.link\/article\/verifiable-inference'>inferenza verificabile<\/a> che vale la pena leggere come contraltare, perch\u00e9 arriva allo stesso obiettivo senza chiedere a nessuno di cambiare catena.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte dell&#8217;AI decentralizzata in senso ampio ci sono poi Bittensor, che coordina reti di modelli (subnet) attorno al token TAO, ed EigenCloud (ex EigenLayer), che punta sull&#8217;ETH in restaking come garanzia economica per servizi verificabili. Nessuno dei due fa esattamente ci\u00f2 che fa Ritual, ma tutti competono per la stessa attenzione di sviluppatori e di capitali. La tabella mette a fuoco posizionamento e valore di mercato ai prezzi correnti; serve a ricordare un fatto scomodo per Ritual, cio\u00e8 che i rivali hanno gi\u00e0 una moneta su cui poggiare incentivi e liquidit\u00e0, mentre Ritual gioca ancora a mani nude.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Progetto<\/th><th>Approccio<\/th><th>Token<\/th><th>Capitalizzazione (EUR)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Ritual<\/td><td>L1 sovrana con AI nativa (EVM++)<\/td><td>nessuno (solo testnet)<\/td><td>non applicabile<\/td><\/tr><tr><td>Chainlink<\/td><td>Orchestrazione bolt-on (CRE), oracoli<\/td><td>LINK, circa 12,70 EUR<\/td><td>circa 9,5 miliardi<\/td><\/tr><tr><td>Bittensor<\/td><td>Rete di subnet per modelli AI<\/td><td>TAO, circa 270,62 EUR<\/td><td>circa 3,07 miliardi<\/td><\/tr><tr><td>EigenCloud<\/td><td>Restaking di ETH come garanzia (AVS)<\/td><td>EIGEN, circa 0,23 EUR<\/td><td>circa 224 milioni<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">I prezzi sono rilevati da CoinGecko il 4 ottobre 2026 (<a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bittensor\/eur'>TAO<\/a>, <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/chainlink\/eur'>LINK<\/a>, <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/eigenlayer\/eur'>EIGEN<\/a>) e vanno presi come fotografia volatile, non come giudizio di valore. Il punto strategico resta: se il CRE di Chainlink o il restaking di EigenCloud offrono l&#8217;AI verificabile senza costringere nessuno a trasferirsi, perch\u00e9 uno sviluppatore dovrebbe adottare una catena intera con la sua liquidit\u00e0 da ricostruire da zero? La risposta di Ritual \u00e8 che solo controllando macchina virtuale, consenso e mercato delle commissioni si pu\u00f2 rendere l&#8217;AI un cittadino di prima classe invece di un servizio appiccicato sopra. \u00c8 una tesi coerente, ma deve ancora vincere la prova del mercato. Sul perch\u00e9 i ricavi, e non la sola narrativa, stiano diventando il metro con cui si misurano queste reti, \u00e8 utile il quadro su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bittensor-era-ricavi-gamma-subnet-etf-2026\/'>Bittensor e l&#8217;era dei ricavi<\/a>.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Rischi, segnali da seguire e prospettive<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;architettura di Ritual \u00e8 ambiziosa e internamente coerente, ma fra testnet e realt\u00e0 c&#8217;\u00e8 un salto che non \u00e8 ancora stato fatto, ed \u00e8 giusto tenerne conto. Il rischio principale \u00e8 di esecuzione: non c&#8217;\u00e8 una data di mainnet, e pi\u00f9 a lungo la rete resta in prova, pi\u00f9 aumenta la probabilit\u00e0 che i concorrenti bolt-on si prendano il mercato della verifica prima che Ritual arrivi a regime. C&#8217;\u00e8 poi il rischio del modello di fiducia, gi\u00e0 visto: l&#8217;esecuzione delegata poggia sui TEE, che non sono infallibili, e lo zkML sui modelli grandi resta costoso. Infine c&#8217;\u00e8 il rischio di adozione: una catena nuova deve attrarre sviluppatori e liquidit\u00e0, e la storia delle Layer 1 \u00e8 un cimitero di tecnologie elegantissime che nessuno ha usato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal lato opposto, i segnali da tenere d&#8217;occhio sono chiari e misurabili: una data di mainnet credibile; la prima dApp di produzione con volumi reali (non una demo da conferenza); un modello di token che chiarisca come la rete cattura valore e remunera chi la protegge; e l&#8217;ingresso di sviluppatori che costruiscono davvero sull&#8217;EVM++ invece di limitarsi a usare Infernet sopra Ethereum. Finch\u00e9 questi tasselli non si incastrano, Ritual resta la cosa pi\u00f9 completa e insieme pi\u00f9 rischiosa dell&#8217;AI-crypto: un&#8217;infrastruttura progettata con cura per un futuro che deve ancora dimostrare di essere necessario. Vale la pena seguirla da vicino, ma con gli occhi aperti e senza inseguire token che non esistono.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Ritual in parole semplici?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Ritual \u00e8 un&#8217;infrastruttura AI-crypto che vuole far eseguire modelli di intelligenza artificiale dentro gli smart contract in modo verificabile. Ha due parti: Infernet, una rete di oracoli gi\u00e0 attiva che collega catene come Ethereum, Base e Arbitrum ai modelli AI, e la Ritual Chain, una blockchain Layer 1 ancora in testnet che estende la EVM per eseguire l&#8217;AI in modo nativo.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Il token RITUAL esiste e si pu\u00f2 comprare?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. A oggi non esiste alcun token RITUAL negoziabile, non c&#8217;\u00e8 stata alcuna TGE e non \u00e8 stato confermato alcun airdrop ufficiale. Il RITUAL del testnet \u00e8 solo il token del gas, senza valore economico, e si ottiene gratis da un faucet. Le cifre su \u00ab10 miliardi di supply\u00bb o \u00ab50 milioni per l&#8217;airdrop\u00bb che circolano online sono speculazione di terze parti, e chiunque offra di vendere RITUAL sta vendendo qualcosa che non c&#8217;\u00e8.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che cosa significa EVM++?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">EVM++ \u00e8 l&#8217;estensione retrocompatibile della macchina virtuale di Ethereum su cui si basa la Ritual Chain. Aggiunge precompile per il calcolo pesante (inferenza LLM, modelli ONNX, prove ZK, cifratura), scheduling nativo senza bot esterni, oracoli integrati nel protocollo e account abstraction nativa. Il codice Solidity esistente continua a funzionare, con in pi\u00f9 le capacit\u00e0 specifiche per l&#8217;AI.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come fa una blockchain a verificare un&#8217;inferenza AI?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Ritual usa pi\u00f9 metodi a seconda del caso. Per i modelli piccoli l&#8217;esecuzione \u00e8 replicata: tutti i nodi rifanno il calcolo. Per i modelli grandi l&#8217;esecuzione \u00e8 delegata a un TEE fuori catena e il risultato \u00e8 legato alla richiesta tramite attestazione hardware. In pi\u00f9 la rete pu\u00f2 ricorrere a prove ZK (zkML) o a schemi ottimistici con finestra di contestazione (opML). Questo ventaglio \u00e8 ci\u00f2 che Ritual chiama integrit\u00e0 computazionale modulare.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Ritual \u00e8 regolamentato in Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 un token n\u00e9 un servizio al pubblico da autorizzare. MiCA, applicato in Italia da Consob e Banca d&#8217;Italia, disciplina emittenti e fornitori di servizi, non i protocolli. La cornice pi\u00f9 rilevante oggi \u00e8 l&#8217;AI Act europeo, che impone obblighi di trasparenza e auditabilit\u00e0 ai sistemi di AI. Se in futuro arrivasse un token, allora entrerebbero in gioco la classificazione MiCA e, per il mercato statunitense, le proposte della SEC.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 Ritual in parole semplici?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Ritual \u00e8 un'infrastruttura AI-crypto che vuole far eseguire modelli di intelligenza artificiale dentro gli smart contract in modo verificabile. 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