{"id":760,"date":"2026-10-10T16:40:37","date_gmt":"2026-10-10T16:40:37","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/taproot-ultimo-fork-bip-54-rischio-quantistico-2026\/"},"modified":"2026-10-10T16:40:37","modified_gmt":"2026-10-10T16:40:37","slug":"taproot-ultimo-fork-bip-54-rischio-quantistico-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/taproot-ultimo-fork-bip-54-rischio-quantistico-2026\/","title":{"rendered":"Taproot resta l&#8217;ultimo fork: BIP-54 e il rischio quantistico"},"content":{"rendered":"<h2 class='wp-block-heading'>Un anniversario silenzioso e un cantiere fermo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 14 novembre 2021, al blocco 709.632, Bitcoin ha attivato Taproot, il suo aggiornamento pi\u00f9 ambizioso dai tempi di SegWit (<a href='https:\/\/www.coindesk.com\/tech\/2021\/11\/13\/taproot-bitcoins-long-anticipated-upgrade-activates-this-weekend'>CoinDesk<\/a>). Firme Schnorr, alberi di script nascosti, indirizzi che cominciano con bc1p: sulla carta, le fondamenta per contratti pi\u00f9 sofisticati e per una privacy migliore. Quasi cinque anni dopo, quella data conserva un primato scomodo. Taproot resta l&#8217;ultimo soft fork che la rete sia riuscita a portare a casa. Da allora le regole di consenso di Bitcoin non sono pi\u00f9 cambiate, la pausa pi\u00f9 lunga nella storia del protocollo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non \u00e8 l&#8217;ennesimo articolo su che cosa sia Taproot. \u00c8 il racconto di perch\u00e9, nel 2026, Bitcoin sembra incapace di compiere il passo successivo, e di quanto quella paralisi costi. Mentre scriviamo, un bitcoin vale intorno ai 74.000 euro, in leggero rialzo nelle ultime 24 ore ma in calo di poco pi\u00f9 del 2% sulla settimana (<a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>CoinGecko<\/a>). Il prezzo balla, come racconta la cronaca di questo <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-uptober-frena-verbali-fed-ottobre-2026\/'>Uptober frenato dai verbali della Fed<\/a>. Sotto la linea dei prezzi, per\u00f2, si gioca una partita pi\u00f9 lenta e pi\u00f9 seria: Bitcoin riesce ancora a cambiare quando serve?<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda non \u00e8 teorica. Due fronti, un aggiornamento di manutenzione chiamato BIP-54 e una lunga coda di covenant mai attivati, hanno trasformato il 2026 in un test della capacit\u00e0 di Bitcoin di mettersi d&#8217;accordo con se stesso. E sullo sfondo corre un orologio nuovo: la ricerca sul calcolo quantistico, che proprio nel disegno di Taproot trova il suo primo bersaglio.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cosa ha davvero portato Taproot<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Taproot non \u00e8 un singolo cambiamento ma un pacchetto di tre proposte tecniche. Il BIP 340 ha introdotto le firme Schnorr al posto dell&#8217;ECDSA, con una propriet\u00e0 preziosa: pi\u00f9 firme possono essere aggregate in una sola, cos\u00ec che sulla catena un pagamento a pi\u00f9 mani assomigli a un pagamento qualsiasi. Il BIP 341 ha definito l&#8217;output Pay-to-Taproot (P2TR) e i Merkelized Alternative Script Trees (MAST), che consentono di nascondere tutti i rami di spesa di un contratto tranne quello effettivamente usato. Il BIP 342, o Tapscript, ha adattato il linguaggio di script al nuovo schema di firma. Gli autori sono gli stessi nomi che ricorrono in gran parte della ricerca su Bitcoin: Pieter Wuille, Jonas Nick, Tim Ruffing, Anthony Towns (<a href='https:\/\/bitcoinops.org\/en\/topics\/taproot\/'>Bitcoin Optech<\/a>).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;effetto pratico pi\u00f9 visibile \u00e8 l&#8217;indirizzo bc1p. Quando una spesa Taproot percorre il cosiddetto key path, cio\u00e8 la strada della chiave aggregata, risulta indistinguibile da un pagamento semplice: un multisig 3 su 5, l&#8217;apertura di un canale Lightning e un banale trasferimento appaiono uguali a un osservatore esterno. Questa \u00e8 la doppia promessa di Taproot, privacy ed efficienza. Il punto, e qui comincia la storia del 2026, \u00e8 che buona parte di ci\u00f2 che Taproot doveva abilitare (contratti davvero articolati, vault, covenant) richiede altri interventi sul protocollo. Interventi che non sono mai arrivati.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Quattro anni senza un fork: la promessa a met\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso di Taproot \u00e8 che l&#8217;uso concreto \u00e8 venuto da dove nessuno se lo aspettava. La quota di transazioni che impiegano output Taproot \u00e8 passata da circa l&#8217;1% a inizio 2023 a oltre il 40% nel picco di inizio 2024, trainata non dai contratti intelligenti ma dalle iscrizioni Ordinals e dalla febbre dei token on-chain. Poi \u00e8 ridiscesa verso una forchetta tra il 15% e il 20%, con il raffreddarsi della domanda speculativa (<a href='https:\/\/www.spark.money\/tools\/bitcoin-segwit-adoption-tracker'>Spark<\/a>). Per confronto, SegWit viaggia tra l&#8217;85% e il 90% delle transazioni. Taproot, in sostanza, \u00e8 stato adottato soprattutto come binario per scrivere dati sulla catena, molto meno come motore di finanza programmabile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Quella domanda inattesa ha avuto due conseguenze. La prima: ha riacceso un conflitto culturale su che cosa Bitcoin debba essere, un registro di valore o anche un registro di dati arbitrari, tema che torna ogni volta che la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/rune-liquidita-mercato-scaling-on-chain-2026\/'>liquidit\u00e0 delle Rune si assottiglia<\/a> e ci si chiede a cosa servano davvero. La seconda: ha reso evidente la met\u00e0 mancante della promessa. I vault che si proteggono da soli, i contratti che vincolano come e quando una moneta pu\u00f2 essere spesa, i meccanismi per gestire le code di commissioni, tutto questo vive nei covenant, e i covenant hanno bisogno di un altro soft fork. L\u00ec il cantiere si \u00e8 fermato.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe per\u00f2 ingeneroso dire che dopo Taproot non si sia mosso nulla. La distinzione che conta \u00e8 tra il livello del consenso, cio\u00e8 le regole che ogni nodo deve applicare, rimasto fermo, e il livello degli strumenti costruiti sopra, che invece ha fatto passi avanti silenziosi. Il pi\u00f9 importante \u00e8 MuSig2, lo schema che sfrutta Schnorr per fondere pi\u00f9 firme in una sola in modo interattivo ma pratico. Portafogli e custodi lo hanno adottato per i loro multisig, con il risultato che una firma a pi\u00f9 mani appare sulla catena come un pagamento qualunque: meno dati, meno commissioni, pi\u00f9 privacy.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Anche Lightning ha incassato la sua parte. I canali che usano output Taproot rendono aperture e chiusure indistinguibili dalle transazioni ordinarie, e aprono la strada ai PTLC, una variante dei contratti di pagamento che migliora privacy e instradamento rispetto agli HTLC classici. Sono miglioramenti reali, gi\u00e0 in produzione, che per\u00f2 hanno una caratteristica comune: non chiedono il permesso di nessuno. Vivono nel software dei portafogli e dei nodi, non nelle regole di consenso. Bitcoin, insomma, non \u00e8 congelato nel senso che non evolve; \u00e8 congelato nel senso che non riesce a cambiare le regole condivise. Tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare senza toccarle avanza, tutto ci\u00f2 che richiede un soft fork si ferma, e le due partite pi\u00f9 importanti dei prossimi anni, i covenant e la difesa post-quantistica, stanno proprio dalla parte sbagliata di quel confine.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 l&#8217;anniversario di Taproot nel 2026 non \u00e8 una celebrazione ma una diagnosi. L&#8217;aggiornamento ha funzionato tecnicamente, ma ha anche segnato il confine oltre il quale Bitcoin non \u00e8 pi\u00f9 riuscito a spingersi. Capire perch\u00e9 richiede un passaggio poco raccontato: come si attiva, in concreto, una modifica delle regole.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Come si attiva (o no) un soft fork<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Bitcoin non ha un consiglio di amministrazione n\u00e9 un pulsante di aggiornamento. Una modifica delle regole diventa realt\u00e0 solo se una quota schiacciante della rete la applica nello stesso momento. Nella pratica ci\u00f2 ha preso tre forme principali negli anni, riassunte qui sotto.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Meccanismo<\/th><th>Come funziona<\/th><th>Soglia tipica<\/th><th>Esempio<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>BIP-9 (version bits)<\/td><td>I miner segnalano il sostegno nei blocchi; se la soglia \u00e8 raggiunta entro una finestra la regola si attiva, altrimenti scade<\/td><td>95% su 2.016 blocchi<\/td><td>SegWit (in parte)<\/td><\/tr><tr><td>Speedy Trial<\/td><td>Variante accelerata del BIP-9: finestra breve per vedere se i miner convergono, senza trascinare il tentativo per un anno<\/td><td>90% su 2.016 blocchi<\/td><td>Taproot (2021)<\/td><\/tr><tr><td>BIP-8 \/ UASF<\/td><td>Attivazione guidata dagli utenti: i nodi impongono la regola a una data fissa a prescindere dai miner<\/td><td>Flag day<\/td><td>Minaccia usata per SegWit<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La lezione implicita \u00e8 che i miner non decidono il contenuto, ma controllano i tempi. Taproot \u00e8 passato con lo Speedy Trial perch\u00e9 il consenso sociale era gi\u00e0 maturo: oltre il 90% dei miner segnal\u00f2 a giugno 2021 e il resto segu\u00ec (<a href='https:\/\/www.coindesk.com\/tech\/2021\/11\/13\/taproot-bitcoins-long-anticipated-upgrade-activates-this-weekend'>CoinDesk<\/a>). Quando quel consenso manca, la stessa macchina si inceppa. Ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che \u00e8 successo nel 2026, due volte, in modi opposti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto meno intuitivo \u00e8 che soglie tanto alte (dal 90% in su) non servono a dare ai miner un potere di voto sul merito, ma a evitare che l&#8217;aggiornamento spacchi la rete in due catene incompatibili. Il rovescio della medaglia \u00e8 che regalano un enorme potere di veto a una minoranza: basta che un gruppo con una fetta significativa di hashrate incroci le braccia perch\u00e9 la soglia diventi irraggiungibile. Dove il consenso sociale \u00e8 autentico, il meccanismo \u00e8 una salvaguardia; dove quel consenso \u00e8 incerto, si trasforma in un lucchetto. Il 2026 ne ha mostrato entrambe le facce nel giro di poche settimane.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>BIP-110, il fork durato due blocchi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo episodio \u00e8 la parabola del BIP-110, soprannominato Reduced Data Temporary Softfork, un tentativo di limitare lo spazio dedicato ai dati non finanziari sulla catena, nato dalla stessa frustrazione anti-spam che accompagna Ordinals. A differenza di Taproot, \u00e8 stato spinto con una segnalazione obbligatoria: i nodi aggiornati avrebbero rifiutato i blocchi che non segnalavano il sostegno. La finestra si \u00e8 aperta al blocco 961.632, tra il 7 e l&#8217;8 agosto 2026.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 stato impietoso. Il sostegno dei miner ha toccato un picco del 2,53%, contro una soglia del 55% (<a href='https:\/\/crypto.news\/bip-110-bitcoin-fork-failed-governance-2026\/'>crypto.news<\/a>). La catena di minoranza, fatta rispettare dai nodi che imponevano la regola, ha prodotto due blocchi in otto ore e poi si \u00e8 bloccata, mentre la catena principale avanzava senza intoppi. Circa il 99,85% della potenza di calcolo \u00e8 rimasta dov&#8217;era, e la specifica \u00e8 stata archiviata come chiusa il 9 agosto 2026 (<a href='https:\/\/www.simplemining.io\/insights\/post\/bip-110'>Simple Mining<\/a>). Un fork durato, in pratica, due blocchi, con il prezzo di Bitcoin vicino ai 77.000 dollari in quelle ore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il BIP-110 conta non per ci\u00f2 che proponeva, ma per ci\u00f2 che ha dimostrato: nel 2026 un cambiamento contestato, privo di un ampio consenso preventivo, non ha alcuna possibilit\u00e0. La segnalazione obbligatoria senza numeri dietro non spaventa nessuno. La morale, letta dai fautori dell&#8217;immobilismo, \u00e8 che Bitcoin \u00e8 giustamente difficile da cambiare. La morale, letta da chi un cambiamento lo ritiene necessario, \u00e8 ben pi\u00f9 inquietante, perch\u00e9 la prova successiva riguardava una proposta che quasi nessuno considera dannosa.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il BIP-54 e i quattro bug da chiudere<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se il BIP-110 era divisivo per natura, il BIP-54 \u00e8 il suo opposto: un aggiornamento di manutenzione, senza nuove funzioni per gli utenti, pensato solo per chiudere vecchi difetti del protocollo. Si chiama Great Consensus Cleanup. L&#8217;idea risale a Matt Corallo nel 2019; Antoine Poinsot (noto come darosior) l&#8217;ha ripresa e ampliata tra fine 2023 e inizio 2024, la bozza ha ricevuto il numero BIP-54 ad aprile 2025 ed \u00e8 stata completata, dopo test e implementazione, intorno a maggio 2026 (<a href='https:\/\/news.bitcoin.com\/crypto-news\/after-bip-110-flops-bitcoins-next-soft-fork-faces-a-showdown\/'>Bitcoin.com News<\/a>). Il codice gira gi\u00e0 su rete di prova, ma non \u00e8 attivo sulla mainnet.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I quattro interventi affrontano attacchi noti ma in gran parte teorici, riassunti qui sotto.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Difetto<\/th><th>Che cosa corregge<\/th><th>Rischio se ignorato<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Timewarp<\/td><td>Limita la manipolazione dei timestamp a inizio e fine di ogni periodo di 2.016 blocchi<\/td><td>Un attaccante con la maggioranza dell&#8217;hashrate potrebbe far crollare la difficolt\u00e0 e svuotare in fretta le ricompense residue<\/td><\/tr><tr><td>Blocchi lenti da validare<\/td><td>Mette un tetto alle operazioni di firma degli script pre-SegWit<\/td><td>Un blocco costruito ad arte potrebbe richiedere tempi di verifica abnormi<\/td><\/tr><tr><td>Transazioni da 64 byte<\/td><td>Vieta le transazioni lunghe esattamente 64 byte<\/td><td>Possibilit\u00e0 di falsi proof di pagamento che ingannano i wallet leggeri (SPV)<\/td><\/tr><tr><td>Coinbase duplicate<\/td><td>Obbliga ogni coinbase a impegnarsi sull&#8217;altezza del blocco<\/td><td>Ripetizione di identificatori di transazione, gi\u00e0 accaduta nel 2010<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Due di questi difetti meritano una parola in pi\u00f9. Il timewarp \u00e8 il pi\u00f9 insidioso: giocando sulla manipolazione dei timestamp, un attaccante con la maggioranza dell&#8217;hashrate potrebbe abbassare artificialmente la difficolt\u00e0 fino a sfornare blocchi a raffica, prosciugando le ricompense residue in poche settimane e mandando in tilt i timelock su cui si regge Lightning. La ripetizione delle coinbase, invece, non \u00e8 teoria: nel 2010 due transazioni coinbase identiche resero inutilizzabili alcune monete, e la protezione introdotta allora potrebbe un giorno decadere. Sono difetti che quasi tutti gli sviluppatori concordano nel voler chiudere, ed \u00e8 proprio questo a rendere il BIP-54 un esame cos\u00ec pulito.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno di questi scenari \u00e8 un pericolo quotidiano, ed \u00e8 proprio qui che sta il punto delicato. Il BIP-54 \u00e8 l&#8217;esame pi\u00f9 facile che Bitcoin possa affrontare: una pulizia tecnica, condivisa dagli sviluppatori, senza vincitori n\u00e9 vinti economici. Se non passa neanche questo, la domanda smette di essere tecnica e diventa esistenziale. Perch\u00e9 in sala d&#8217;attesa c&#8217;\u00e8 una proposta molto pi\u00f9 difficile, ed \u00e8 legata proprio a Taproot.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Lo scontro con F2Pool: segnalare o no<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il BIP-54, per quanto innocuo, ha gi\u00e0 incontrato il suo ostacolo. Wang Chun, co-fondatore di F2Pool, uno dei principali pool di mining, ha dichiarato il 10 agosto 2026 di non sostenere la proposta nella forma attuale (<a href='https:\/\/www.gncrypto.news\/news\/bip-54-approval-f2pool-opposition-delays-activation\/'>GNcrypto<\/a>). La sua obiezione non \u00e8 che le correzioni siano sbagliate, ma che impacchettare quattro modifiche distinte in un unico soft fork ricordi la pratica di infilare misure scollegate in un&#8217;unica legge. Secondo Wang, i rischi affrontati (attacchi sui timestamp, validazione lenta, falsi proof, transazioni duplicate) sono casi limite storici, troppo marginali per giustificare i costi di coordinamento e di aggiornamento che un soft fork impone a tutta la rete.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una sfumatura che pesa. Wang ha precisato che F2Pool aggiornerebbe comunque i propri nodi se il BIP-54 raggiungesse la maggioranza richiesta attraverso un normale processo di attivazione BIP-9, ma che non intende segnalare in anticipo (<a href='https:\/\/news.bitcoin.com\/crypto-news\/after-bip-110-flops-bitcoins-next-soft-fork-faces-a-showdown\/'>Bitcoin.com News<\/a>). \u00c8 la fotografia perfetta dello stallo: non un veto, ma un braccio conserte. Nessuno vuole fare la prima mossa, e in un sistema in cui l&#8217;attivazione dipende dalla convergenza simultanea, un braccio conserte di peso vale quanto un no.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo spiega perch\u00e9 il destino del BIP-54 sia osservato con attenzione ben oltre il merito tecnico. Non \u00e8 in gioco il timewarp: \u00e8 in gioco la prova che la macchina di coordinamento di Bitcoin funzioni ancora su qualcosa di meno consensuale di Taproot.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I covenant in panchina: CTV, OP_CAT, CSFS<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro il BIP-54 c&#8217;\u00e8 la coda vera, quella dei covenant: i meccanismi che permetterebbero a un output di imporre condizioni su come verr\u00e0 speso in futuro. Sono la chiave per i vault anti-furto, per i pool di monete non interattivi, per gran parte dei layer 2 pi\u00f9 ambiziosi. E sono tutti fermi.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Proposta<\/th><th>A cosa serve<\/th><th>Stato (ottobre 2026)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>OP_CTV (BIP-119)<\/td><td>Covenant semplici, vault e gestione della congestione<\/td><td>Client di attivazione pubblicato, finestra aperta fino al 30 marzo 2027, soglia 90%, segnalazione circa 0%<\/td><\/tr><tr><td>OP_CAT (BIP-347)<\/td><td>Ricompone elementi sullo stack, abilita covenant pi\u00f9 generali<\/td><td>Specifica completata a marzo 2026, nessun percorso di attivazione<\/td><\/tr><tr><td>OP_CSFS (BIP-348)<\/td><td>Verifica firme su dati arbitrari, spesso abbinata a CTV<\/td><td>In discussione, nessuna finestra fissata<\/td><\/tr><tr><td>BIP-54<\/td><td>Pulizia del consenso, nessuna nuova funzione<\/td><td>Completato e testato, nessuna attivazione sulla mainnet<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro \u00e8 quello di una fila bloccata. OP_CTV ha persino un client di attivazione pronto, eppure la segnalazione dei miner resta attorno allo zero (<a href='https:\/\/www.spark.money\/tools\/bitcoin-covenant-proposals-compared'>Spark, confronto tra proposte covenant<\/a>). Il dibattito, va detto, \u00e8 maturato: non si litiga pi\u00f9 sul covenant s\u00ec o covenant no, ma su quali primitive attivare e in quale combinazione. Il 1 ottobre 2026 Adam Back, amministratore delegato di Blockstream, ha dato voce a una tesi che circola da tempo: costruire una volta un insieme generale di strumenti, verificarlo con rigore matematico e lasciare che l&#8217;innovazione futura avvenga sopra, trasformando di fatto il prossimo intervento nell&#8217;ultimo soft fork necessario (<a href='https:\/\/cryptobriefing.com\/adam-back-covenant-opcodes-last-soft-fork\/'>CryptoBriefing<\/a>). Suggestivo, ma proprio mentre si discute dell&#8217;ultimo soft fork possibile, la rete non riesce ad attivarne neanche uno banale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;orologio quantistico: perch\u00e9 Taproot \u00e8 il primo bersaglio<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un motivo per cui lo stallo dei fork \u00e8 passato da problema accademico a questione urgente, e si chiama calcolo quantistico. Il 31 marzo 2026 una ricerca di Google Quantum AI ha rivisto al ribasso le stime su quanto sia difficile rompere la crittografia a curve ellittiche che protegge i bitcoin: non pi\u00f9 milioni di qubit, ma meno di 500.000 qubit fisici, con un nucleo compreso tra 1.200 e 1.450 qubit di alta qualit\u00e0 per un attacco concreto (<a href='https:\/\/www.coindesk.com\/markets\/2026\/03\/31\/bitcoin-s-taproot-could-make-quantum-attacks-easier-than-expected-new-google-research-says'>CoinDesk<\/a>). Secondo lo stesso studio, una macchina simile potrebbe falsificare una transazione in circa nove minuti da quando la chiave diventa visibile, con una probabilit\u00e0 attorno al 41% di battere il trasferimento originale prima della conferma.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui entra in scena Taproot, e non come vittima casuale. Gli indirizzi tradizionali (P2PKH, P2WPKH) mostrano solo l&#8217;hash della chiave pubblica finch\u00e9 non si spende: la chiave vera resta coperta. Taproot, invece, iscrive la chiave pubblica direttamente nell&#8217;output, rendendola visibile sulla catena fin dal momento della creazione. In altre parole, ogni output Taproot \u00e8 esposto da subito, non solo all&#8217;atto della spesa. \u00c8 il rovescio della medaglia dell&#8217;eleganza di Schnorr. La ricerca stima che circa 6,9 milioni di bitcoin, all&#8217;incirca un terzo dell&#8217;offerta, si trovino gi\u00e0 su indirizzi con chiave pubblica esposta, inclusi circa 1,7 milioni risalenti ai primi anni della rete.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una sfumatura che rende il problema pi\u00f9 scomodo di quanto sembri. Una chiave pubblica esposta non \u00e8 un pericolo solo nell&#8217;istante della spesa: resta scritta sulla catena per sempre, leggibile da chiunque in qualsiasi momento futuro. Significa che un avversario pu\u00f2 raccogliere oggi le chiavi che gli interessano e usarle il giorno in cui avr\u00e0 l&#8217;hardware adatto, la stessa logica del raccogli ora, decifra dopo che preoccupa anche la crittografia tradizionale. Per Bitcoin il paradosso \u00e8 amaro: pi\u00f9 un indirizzo \u00e8 moderno ed efficiente, come quelli Taproot, pi\u00f9 mette in mostra in anticipo ci\u00f2 che una macchina quantistica, un domani, potrebbe sfruttare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno sostiene che l&#8217;attacco sia imminente: i sistemi quantistici davvero utili sono ancora distanti diversi anni. Ma il punto, per Bitcoin, non \u00e8 la data esatta. \u00c8 che l&#8217;unica difesa seria, migrare verso una crittografia resistente ai quanti, richiede un soft fork. Lo stesso tipo di operazione che la rete non riesce pi\u00f9 a completare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>BIP-360 contro il freeze: due scuole di pensiero<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta tecnica ha un nome, BIP-360, proposta dallo sviluppatore noto come Hunter Beast. Introdurrebbe un nuovo tipo di output con firme post-quantistiche conformi agli standard internazionali, con un prefisso di indirizzo diverso da bc1p. \u00c8 stata integrata nel repository ufficiale delle BIP a inizio 2026, ma resta allo stadio di proposta, senza alcun percorso di attivazione: pi\u00f9 un programma pluriennale appena abbozzato che un cantiere aperto (<a href='https:\/\/hongkong.aminagroup.com\/research\/bitcoin-fork-august-2026-bip-110-ecash-covenants-and-the-quantum-clock\/'>AMINA Research<\/a>). E porta con s\u00e9 due problemi noti: le firme post-quantistiche sono molto pi\u00f9 pesanti di quelle Schnorr, il che riapre il vecchio dibattito sulla dimensione dei blocchi, e non \u00e8 chiaro come si faccia a migrare le monete gi\u00e0 vulnerabili.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 su quest&#8217;ultimo nodo che la comunit\u00e0 si divide. Da un lato c&#8217;\u00e8 chi, come lo sviluppatore Jameson Lopp con un gruppo di colleghi, propone con il BIP-361 di congelare le monete vulnerabili secondo una scadenza fissa di cinque anni se non vengono migrate, inclusi circa un milione di bitcoin attribuiti a Satoshi Nakamoto e diversi milioni di monete dormienti. Dall&#8217;altro c&#8217;\u00e8 chi considera inaccettabile che il protocollo tolga di mezzo la propriet\u00e0 di qualcuno, foss&#8217;anche per proteggerla.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Adam Back incarna la seconda scuola. La sua posizione \u00e8 che convenga preparare aggiornamenti opzionali ora e affidarsi alla capacit\u00e0 degli sviluppatori di coordinarsi in fretta se la minaccia si materializza. Lo ha riassunto a CoinDesk ad aprile 2026: \u00abPreparation is key. Making changes in a controlled way is far safer than reacting in a crisis\u00bb (<a href='https:\/\/www.coindesk.com\/tech\/2026\/04\/16\/bitcoin-s-quantum-debate-splits-as-adam-back-pushes-optional-upgrades-over-forced-freeze'>CoinDesk<\/a>). Lopp scommette sul contrario, che il coordinamento d&#8217;emergenza non funzioner\u00e0 e che servano scadenze imposte. La storia del 2026, con il BIP-110 e lo stallo del BIP-54, d\u00e0 pi\u00f9 ragione ai pessimisti che agli ottimisti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 lo stallo conta per la sicurezza di lungo periodo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stallo dei fork si intreccia con un altro problema di fondo, quello del budget di sicurezza. La ricompensa per blocco si dimezza ogni quattro anni circa: dai 3,125 bitcoin attuali si scender\u00e0 a 1,5625 intorno al 2028, e cos\u00ec via. Nel lungo periodo la rete dovrebbe reggersi sempre pi\u00f9 sulle commissioni. Ma le commissioni, oggi, sono quasi nulle: la domanda che aveva gonfiato il mempool nel 2023 e nel 2024 era quella di Ordinals e Rune, ed \u00e8 in gran parte evaporata, come abbiamo raccontato analizzando il <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/runes-revival-budget-sicurezza-bitcoin-2026\/'>revival dei dati e il budget di sicurezza di Bitcoin<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire la posta in gioco bastano le proporzioni. Oggi la stragrande maggioranza del compenso dei miner arriva ancora dal sussidio, cio\u00e8 dai bitcoin di nuova emissione, mentre le commissioni pesano pochissimo. Ogni halving dimezza quel sussidio, quindi la sicurezza futura della rete dipende dalla capacit\u00e0 di sostituirlo con commissioni reali e ricorrenti. Ma le commissioni nascono dalla domanda di spazio nei blocchi, e quella domanda, oltre alle ondate speculative, verrebbe proprio dalle applicazioni native che i covenant bloccati non permettono di costruire. Lo stallo sul consenso, insomma, non \u00e8 affatto neutrale rispetto al problema pi\u00f9 serio di Bitcoin nel lunghissimo periodo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui lo stallo sul protocollo si fa sentire due volte. Primo, molti dei progetti che potrebbero generare domanda di blocco nel lungo periodo (vault, layer 2 non custodiali, applicazioni finanziarie native) dipendono proprio dai covenant fermi. Secondo, l&#8217;eventuale migrazione post-quantistica, se mai arrivasse, sposterebbe decine di milioni di bitcoin su nuovi output, un evento che da solo riempirebbe i blocchi per mesi. In entrambi i casi la capacit\u00e0 di Bitcoin di cambiare le regole non \u00e8 un vezzo da sviluppatori: \u00e8 legata a doppio filo alla sua sicurezza economica dei prossimi vent&#8217;anni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;immobilismo, insomma, non \u00e8 gratis. \u00c8 una scelta che ha un costo differito, pagabile in sicurezza e in opzioni perse. Il fatto che quel costo non si veda nel prezzo di oggi non lo rende meno reale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Consob, MiCA e il livello che nessuno regola<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un lettore italiano vale la pena sciogliere un equivoco diffuso. Niente di tutto questo passa da un&#8217;autorit\u00e0. In Italia, sotto il regolamento europeo MiCA, Consob vigila sulla condotta di mercato e sulla tutela degli investitori, mentre Banca d&#8217;Italia si occupa dei profili prudenziali e degli stablecoin; il decreto di attuazione \u00e8 il D.lgs. 5 settembre 2024, n. 129, e il periodo transitorio, nella versione accorciata scelta dall&#8217;Italia, si \u00e8 chiuso il 1 luglio 2026. Ma MiCA regola gli emittenti e i prestatori di servizi (gli exchange, i custodi), non il livello del protocollo. Un soft fork come Taproot, o un futuro BIP-360, non \u00e8 qualcosa che Consob possa approvare o bloccare: \u00e8 una regola tecnica che la rete adotta o rifiuta da s\u00e9.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa logica vale per gli strumenti che ruotano attorno a Bitcoin. I derivati crypto, come i future e i perpetui, non rientrano in MiCA ma nella MiFID II, con la vigilanza di Consob sul mercato, e i prodotti a leva restano riservati a chi ne comprende i rischi. Anche qui, per\u00f2, l&#8217;autorit\u00e0 guarda a chi offre il prodotto e a come lo colloca, non alla natura dell&#8217;aggiornamento tecnico sottostante. Per l&#8217;investitore italiano la conseguenza pratica \u00e8 netta: l&#8217;esito del BIP-54 o della coda dei covenant non cambia di una virgola gli obblighi fiscali o il quadro di vigilanza; cambia, semmai, il profilo di rischio di lungo periodo dell&#8217;asset che ha in portafoglio.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un risvolto fiscale concreto, e spesso frainteso. Spostare i propri bitcoin da un vecchio indirizzo bc1q a un nuovo indirizzo bc1p, come farebbe chi volesse prepararsi a un&#8217;eventuale migrazione, non \u00e8 una cessione a titolo oneroso: manca una controparte e manca un realizzo, quindi non fa scattare l&#8217;imposta sulle plusvalenze. \u00c8 un dettaglio che diventa rilevante proprio mentre si discute della <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-dpfp-manovra-2027-nodo-26\/'>Manovra e del nodo dell&#8217;aliquota al 26%<\/a>: cambiare formato di indirizzo non \u00e8 un evento fiscale, vendere s\u00ec.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso vale per il ritorno degli stablecoin su Bitcoin, un filone che Taproot ha reso tecnicamente possibile ma che in Europa resta complicato: la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/stablecoin-stretta-esma-usdt-non-conformi-gennaio-2027\/'>stretta dell&#8217;ESMA che spinge USDT fuori dall&#8217;UE<\/a> ricorda che la regolazione colpisce chi emette e chi distribuisce, non il binario tecnico su cui gli asset viaggiano.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cosa potrebbe sbloccare lo stallo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono vie d&#8217;uscita, nessuna indolore. La prima \u00e8 il percorso ortodosso: un&#8217;attivazione in stile BIP-9 che parta solo quando il consenso sociale \u00e8 cos\u00ec evidente da rendere la segnalazione una formalit\u00e0, come fu per Taproot. \u00c8 la strada che Wang Chun dice di poter accettare per il BIP-54, ma richiede che qualcuno costruisca prima quel consenso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda \u00e8 l&#8217;attivazione guidata dagli utenti, la UASF: i nodi economici (exchange, custodi, grandi detentori) impongono una regola a una data fissa, costringendo i miner ad adeguarsi. Funzion\u00f2 come minaccia nel 2017 per SegWit, ma \u00e8 un&#8217;arma a doppio taglio, perch\u00e9 un tentativo mal coordinato \u00e8 esattamente ci\u00f2 che ha prodotto la spaccatura inutile del BIP-110. La terza \u00e8 la pi\u00f9 radicale: un intervento d&#8217;emergenza, se e quando una minaccia come quella quantistica diventasse concreta, sul presupposto (la scommessa di Back) che l&#8217;urgenza compatti il consenso in poche settimane.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi lo scenario che molti chiamano ossificazione: Bitcoin smette semplicemente di cambiare, congela il proprio set di regole e accetta di vivere con i limiti attuali. Per alcuni \u00e8 la vittoria finale, la prova che il protocollo \u00e8 diventato roccia. Per altri \u00e8 una resa che lascia irrisolti il budget di sicurezza di lungo periodo e il rischio quantistico. La scelta, di fatto, non \u00e8 ancora stata compiuta: \u00e8 rimandata di blocco in blocco.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cosa guardare da qui in avanti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">I prossimi mesi offrono alcuni indicatori concreti. Il primo \u00e8 la finestra di OP_CTV, che scade il 30 marzo 2027: se la segnalazione rester\u00e0 a zero fino ad allora, sar\u00e0 l&#8217;ennesima conferma che la via dei miner \u00e8 bloccata e che ogni discorso sui covenant andr\u00e0 rifondato. Il secondo \u00e8 il destino del BIP-54: un tentativo di attivazione, anche solo annunciato, direbbe molto pi\u00f9 di mille dibattiti sulla teoria del consenso. Il terzo \u00e8 la ricerca quantistica, dove ogni revisione al ribasso delle stime sui qubit sposta in avanti le lancette di quell&#8217;orologio.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La storia di Taproot, vista dal 2026, \u00e8 quella di un successo che \u00e8 diventato un limite. Ha dato a Bitcoin firme eleganti e privacy migliore, ma ha anche segnato l&#8217;ultimo momento in cui la rete \u00e8 riuscita a muoversi insieme. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 venuto dopo, dal BIP-110 bruciato in due blocchi ai covenant in panchina fino alla minaccia quantistica, ruota attorno a una sola domanda irrisolta: un sistema progettato per essere difficile da cambiare pu\u00f2 ancora cambiare quando non cambiare diventa il rischio pi\u00f9 grande? La risposta, per ora, Bitcoin non l&#8217;ha data.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi investe o costruisce, la lettura pratica \u00e8 semplice. Il valore di Bitcoin come riserva si regge anche sulla sua prevedibilit\u00e0, e l&#8217;immobilismo in parte la rafforza. Ma le opzioni che restano chiuse (finanza nativa, difese post-quantistiche, nuova domanda di blocco) sono reali, e il loro costo matura in silenzio, un blocco alla volta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Qual \u00e8 stato l&#8217;ultimo soft fork di Bitcoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ultimo soft fork attivato \u00e8 Taproot, entrato in vigore il 14 novembre 2021 al blocco 709.632. Da allora le regole di consenso di Bitcoin non sono pi\u00f9 cambiate, la pausa pi\u00f9 lunga nella storia del protocollo.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 il BIP-54 Great Consensus Cleanup?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un soft fork di sola manutenzione che chiude quattro vecchi difetti del protocollo: timewarp, blocchi lenti da validare, transazioni da 64 byte e coinbase duplicate. Non aggiunge funzioni per gli utenti ed \u00e8 considerato il banco di prova della capacit\u00e0 di Bitcoin di attivare ancora un cambiamento condiviso.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 Taproot \u00e8 pi\u00f9 esposto al rischio quantistico?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Gli indirizzi Taproot iscrivono la chiave pubblica direttamente nell&#8217;output, rendendola visibile sulla catena fin dalla creazione, mentre gli indirizzi pi\u00f9 vecchi mostrano solo un hash finch\u00e9 non si spende. Una ricerca di Google Quantum AI del marzo 2026 stima che circa 6,9 milioni di bitcoin siano gi\u00e0 su indirizzi con chiave esposta.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Spostare i bitcoin da bc1q a bc1p fa pagare le tasse in Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. Trasferire i propri bitcoin tra indirizzi che si controllano non \u00e8 una cessione a titolo oneroso: manca una controparte e manca un realizzo, quindi non scatta l&#8217;imposta sulle plusvalenze. L&#8217;evento fiscale si verifica con la vendita o la permuta, non con il cambio di formato dell&#8217;indirizzo.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Consob pu\u00f2 approvare o bloccare un aggiornamento di Bitcoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. Sotto MiCA, Consob vigila su exchange, custodi ed emittenti, mentre Banca d&#8217;Italia segue i profili prudenziali e gli stablecoin. Un soft fork riguarda il livello del protocollo, che nessuna autorit\u00e0 approva o blocca: \u00e8 la rete stessa ad adottarlo o rifiutarlo.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Qual \u00e8 stato l'ultimo soft fork di Bitcoin?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"L'ultimo soft fork attivato \u00e8 Taproot, entrato in vigore il 14 novembre 2021 al blocco 709.632. 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