{"id":773,"date":"2026-10-12T16:40:30","date_gmt":"2026-10-12T16:40:30","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/hashrate-bitcoin-chi-controlla-pool-decentramento-2026\/"},"modified":"2026-10-12T16:40:30","modified_gmt":"2026-10-12T16:40:30","slug":"hashrate-bitcoin-chi-controlla-pool-decentramento-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/hashrate-bitcoin-chi-controlla-pool-decentramento-2026\/","title":{"rendered":"Hashrate Bitcoin: la potenza \u00e8 di molti, il potere di pochi"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Un anno fa, a fine ottobre 2025, l&#8217;hashrate di Bitcoin toccava il suo massimo storico: circa 1,1 zettahash al secondo di potenza di calcolo puntata sulla rete, con la difficolt\u00e0 di mining che il 29 ottobre segnava il record di 155,97 trilioni. Dodici mesi dopo la fotografia \u00e8 cambiata poco nei numeri e moltissimo nel significato. La potenza \u00e8 ancora l\u00ec, enorme e quasi ai massimi; ma la domanda che conta non \u00e8 pi\u00f9 \u00abquanta\u00bb ce n&#8217;\u00e8, bens\u00ec \u00abchi\u00bb la comanda.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una distinzione sottile che quasi tutti i titoli ignorano. L&#8217;hashrate misura il lavoro grezzo, le migliaia di miliardi di tentativi al secondo che i miner compiono per trovare un blocco valido. Ma chi decide quali transazioni finiscono in quel blocco, in quale ordine, e chi incassa la ricompensa, non \u00e8 il singolo proprietario delle macchine: \u00e8 il pool a cui quelle macchine sono collegate. E i pool, a ottobre 2026, sono pochissimi. Tre bastano a superare met\u00e0 dei blocchi. Sei ne producono circa l&#8217;85 per cento. Dietro quei marchi, poi, si nasconde una concentrazione ancora maggiore di quella che i grafici lasciano vedere.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 un&#8217;analisi di dove sta davvero il potere nella rete Bitcoin: non nella geografia delle fattorie di mining, gi\u00e0 raccontata altrove, ma nel livello che sta sopra le macchine e sotto il protocollo. \u00c8 il livello dei pool, ed \u00e8 il punto cieco della decentralizzazione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Un anno dopo il picco: la domanda \u00e8 cambiata<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dai numeri, perch\u00e9 servono da sfondo. A met\u00e0 ottobre 2026 Bitcoin tratta intorno ai 74.000 euro (circa 82.800 dollari), con una capitalizzazione vicina ai 1.660 miliardi di dollari e poco pi\u00f9 di 20 milioni di monete in circolazione, dopo una settimana in rosso (<a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin'>CoinGecko<\/a>). \u00c8 il clima di un Uptober che <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/bitcoin-uptober-frena-verbali-fed-ottobre-2026\/'>ha rallentato sui verbali della Fed<\/a>, non il rialzo lineare che molti si aspettavano.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte della rete, la difficolt\u00e0 \u00e8 a 132,72 trilioni, circa il 15 per cento sotto il record di 155,97 trilioni toccato il 29 ottobre 2025. L&#8217;hashrate stimato oscilla tra i 940 exahash al secondo della media mobile trimestrale e circa 1 zettahash nelle letture a sette giorni (<a href='https:\/\/mempool.space\/mining'>mempool.space<\/a>): in pratica un decimo abbondante sotto il picco di un anno fa. Il prossimo aggiustamento della difficolt\u00e0, atteso verso met\u00e0 ottobre, \u00e8 stimato in rialzo di circa il 5 per cento, segno che nelle ultime settimane la potenza \u00e8 tornata a correre.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto \u00e8 che per la prima volta nella storia di Bitcoin la potenza ha smesso di salire senza che intervenisse n\u00e9 un divieto statale (come la messa al bando cinese del 2021) n\u00e9 un crollo di prezzo (come le capitolazioni del 2018 e del 2022). \u00c8 calata per scelta: gli stessi megawatt e gli stessi capannoni vengono dirottati verso l&#8217;intelligenza artificiale e il calcolo ad alte prestazioni. Questo plateau volontario cambia il senso del numero. Finch\u00e9 l&#8217;hashrate correva verso i 2 zettahash, l&#8217;attenzione era tutta sulla crescita. Ora che si \u00e8 stabilizzato, conviene guardare la sua struttura: come \u00e8 distribuito, chi lo organizza, quanto \u00e8 davvero decentralizzato il potere di scrivere la storia della blockchain.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Indicatore<\/th><th>Valore (ottobre 2026)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Prezzo BTC<\/td><td>~74.000 \u20ac \/ ~82.800 $<\/td><\/tr><tr><td>Capitalizzazione<\/td><td>~1.660 miliardi $<\/td><\/tr><tr><td>Difficolt\u00e0<\/td><td>132,72 T (circa -15% dal record)<\/td><\/tr><tr><td>Record di difficolt\u00e0<\/td><td>155,97 T (29 ottobre 2025)<\/td><\/tr><tr><td>Hashrate stimato<\/td><td>~940 EH\/s &#8211; ~1 ZH\/s<\/td><\/tr><tr><td>Picco di hashrate<\/td><td>~1,1 ZH\/s (ottobre 2025)<\/td><\/tr><tr><td>Hashprice<\/td><td>~40 $\/PH al giorno (~36 \u20ac)<\/td><\/tr><tr><td>Budget di sicurezza<\/td><td>~14 miliardi $ l&#8217;anno (~12 miliardi \u20ac)<\/td><\/tr><tr><td>Coefficiente di Nakamoto (pool)<\/td><td>3<\/td><\/tr><tr><td>Consumo elettrico stimato<\/td><td>~138 TWh l&#8217;anno<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Fonti: CoinGecko, mempool.space, Cambridge Centre for Alternative Finance. Dati al 12 ottobre 2026.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Hashrate non vuol dire controllo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo passo per capire chi comanda \u00e8 smettere di confondere due cose diverse: la potenza di calcolo e il controllo sui blocchi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;hashrate \u00e8 lavoro bruto. Ogni macchina ASIC calcola in continuazione funzioni hash SHA-256, cercando un risultato che stia sotto la soglia fissata dalla difficolt\u00e0. Pi\u00f9 hash al secondo produci, pi\u00f9 biglietti compri in una lotteria che assegna, in media ogni dieci minuti, il diritto di aggiungere un blocco. Ma trovare il numero vincente \u00e8 solo met\u00e0 della storia. L&#8217;altra met\u00e0 \u00e8: quale blocco stavi provando a validare? Quali transazioni conteneva, in quale ordine, con quali commissioni, verso quale indirizzo andava la ricompensa?<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Quelle scelte le compie chi costruisce il \u00abtemplate\u00bb del blocco, cio\u00e8 la bozza su cui le macchine lavorano. E nel modello dominante del mining a pool non \u00e8 il proprietario delle macchine a costruirlo: \u00e8 il pool. Il miner affitta la propria potenza al pool, riceve in cambio un flusso di pagamenti regolare (invece della lotteria tutto-o-niente del mining in solitaria) e, in cambio di quella stabilit\u00e0, cede al pool la decisione su cosa va nel blocco. \u00c8 un baratto ragionevole per il singolo, ma sommato su migliaia di miner produce un effetto collettivo pesante: il potere di selezionare le transazioni si concentra in poche mani, mentre la potenza di calcolo resta formalmente sparsa per il mondo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 esistono i pool, allora? Per una ragione statistica. Da sola, una singola macchina potrebbe non trovare un blocco per anni: la ricompensa arriverebbe a sprazzi, imprevedibile come una vincita alla lotteria. Il pool mette in comune la potenza di migliaia di miner e distribuisce i proventi in modo regolare, in proporzione al lavoro svolto da ciascuno (i sistemi pi\u00f9 diffusi si chiamano PPLNS e FPPS). \u00c8 assicurazione contro la varianza, e per un&#8217;azienda che deve pagare bollette ed energia ogni mese \u00e8 quasi indispensabile. Il problema non \u00e8 il pool in s\u00e9, ma quanto pochi siano diventati e quanto potere di scelta accentrino.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo ha riassunto con una formula netta lo sviluppatore noto come 0xB10C, che da anni misura la salute del mining attraverso il progetto <a href='https:\/\/b10c.me\/blog\/015-bitcoin-mining-centralization\/'>mainnet.observer<\/a>: \u00abquasi tutta la potenza di mining \u00e8 controllata da pochi grandi pool, che producono i template dei blocchi\u00bb. \u00c8 questa la frase da tenere a mente per tutto il resto dell&#8217;articolo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Come si misura (e perch\u00e9 nessuno la misura davvero)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un secondo motivo per cui si parla di hashrate \u00abnascosto\u00bb: nessuno lo misura direttamente. Non esiste un contatore centrale che sommi le macchine accese nel mondo. L&#8217;hashrate \u00e8 una stima, ricavata all&#8217;indietro da due dati osservabili: la difficolt\u00e0 corrente e la velocit\u00e0 con cui escono i blocchi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La formula \u00e8 semplice: hashrate stimato equivale alla difficolt\u00e0 moltiplicata per 2^32 e divisa per 600, dove 600 sono i secondi del tempo-blocco teorico. Se i blocchi arrivano pi\u00f9 in fretta della media, se ne deduce che c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 potenza del previsto; se rallentano, meno. Ma il mining \u00e8 un processo di Poisson: la varianza nel breve periodo \u00e8 enorme. Una mattinata fortunata pu\u00f2 far sembrare la rete molto pi\u00f9 potente di quanto sia, e una sfortunata il contrario. Per questo le letture spot ballano di centinaia di exahash da un giorno all&#8217;altro, mentre le medie a sette o trenta giorni sono pi\u00f9 affidabili.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo ha due conseguenze per il nostro tema. La prima: anche il totale che leggiamo \u00e8 un&#8217;approssimazione, non un fatto. La seconda, pi\u00f9 importante: se gi\u00e0 il \u00abquanto\u00bb \u00e8 stimato, il \u00abchi\u00bb lo \u00e8 ancora di pi\u00f9. L&#8217;unico modo per attribuire la potenza \u00e8 guardare l&#8217;etichetta che il pool lascia nella transazione coinbase di ogni blocco che vince. Ma quell&#8217;etichetta la sceglie il pool, pu\u00f2 essere cambiata, condivisa o nascosta. La mappa dell&#8217;hashrate che vediamo \u00e8 quindi una mappa dei pool, non dei proprietari delle macchine, ed \u00e8 disegnata da chi ha interesse a come appare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La piramide dei miner: dal chip al pool<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per orientarsi conviene immaginare una piramide a pi\u00f9 livelli, dal pi\u00f9 visibile al pi\u00f9 oscuro.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Il chip e la macchina.<\/strong> Alla base ci sono i singoli ASIC, prodotti quasi solo da tre aziende (Bitmain, MicroBT, Canaan). Qui la concentrazione \u00e8 industriale ma trasparente: si sa chi costruisce le macchine.<\/li><li><strong>L&#8217;operatore.<\/strong> Le macchine stanno in capannoni gestiti da operatori, dai giganti quotati come MARA, Riot o CleanSpark fino a piccole aziende e a privati con qualche unit\u00e0 in garage. Questo livello \u00e8 solo in parte visibile: le societ\u00e0 quotate pubblicano i bilanci, i piccoli no.<\/li><li><strong>Il pool.<\/strong> Gli operatori collegano la potenza a un pool, che aggrega migliaia di macchine anonime, costruisce i template e distribuisce le ricompense. Qui la visibilit\u00e0 crolla: un pool \u00e8 un marchio, dietro al quale pu\u00f2 esserci chiunque.<\/li><li><strong>Il template.<\/strong> In cima c&#8217;\u00e8 la scelta di cosa scrivere nel blocco. \u00c8 il livello che conta per censura, ordinamento delle transazioni e valore estratto, ed \u00e8 quello su cui la concentrazione \u00e8 massima.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">La decentralizzazione di cui Bitcoin va fiero vive alla base della piramide: chiunque, in teoria, pu\u00f2 accendere una macchina. Ma il potere vero si decide in cima, dove gli attori sono pochi e in gran parte opachi. Capire la rete significa salire questa piramide, non fermarsi al primo gradino.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La fotografia dei pool a ottobre 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco come si distribuivano i blocchi nell&#8217;ultima settimana, secondo il tracker pubblico <a href='https:\/\/mempool.space\/mining'>mempool.space<\/a> (dati al 12 ottobre 2026).<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Pool<\/th><th>Quota blocchi (7 giorni)<\/th><th>Blocchi<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Foundry USA<\/td><td>25,84%<\/td><td>276<\/td><\/tr><tr><td>AntPool<\/td><td>20,60%<\/td><td>220<\/td><\/tr><tr><td>F2Pool<\/td><td>17,51%<\/td><td>187<\/td><\/tr><tr><td>ViaBTC<\/td><td>9,64%<\/td><td>103<\/td><\/tr><tr><td>SpiderPool<\/td><td>5,99%<\/td><td>64<\/td><\/tr><tr><td>MARA Pool<\/td><td>5,52%<\/td><td>59<\/td><\/tr><tr><td>SECPOOL<\/td><td>4,49%<\/td><td>48<\/td><\/tr><tr><td>Luxor<\/td><td>3,46%<\/td><td>37<\/td><\/tr><tr><td>OCEAN<\/td><td>1,87%<\/td><td>20<\/td><\/tr><tr><td>Braiins Pool<\/td><td>1,31%<\/td><td>14<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Fonte: mempool.space, finestra a 7 giorni, 12 ottobre 2026. Il restante ~3,8% va a pool minori e sconosciuti.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">I conti sono presto fatti. I primi due pool, Foundry USA e AntPool, da soli valgono il 46 per cento dei blocchi. Aggiungendo F2Pool si arriva a quasi il 64 per cento: bastano quindi <em>tre<\/em> pool per superare la met\u00e0. I primi quattro sfiorano il 74 per cento, i primi sei circa l&#8217;85. La coda lunga di pool minori, miner solitari e operatori indipendenti si spartisce le briciole: meno del 4 per cento tra tutti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa distribuzione non \u00e8 un&#8217;anomalia del momento: \u00e8 la forma stabile del mining da anni. Gli ordini cambiano di qualche punto da una settimana all&#8217;altra (Foundry \u00e8 saldamente prima, AntPool e F2Pool si contendono il secondo posto), ma la sostanza resta: una manciata di nomi decide la quasi totalit\u00e0 dei blocchi. Chi vuole seguire la classifica in tempo reale pu\u00f2 usare tracker come quello di <a href='https:\/\/hashrateindex.com\/hashrate\/pools'>Hashrate Index<\/a> o lo stesso mempool.space, che ricostruiscono le quote dalle etichette coinbase settimana per settimana.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il coefficiente di Nakamoto: perch\u00e9 \u00abtre\u00bb \u00e8 un numero scomodo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste una metrica pensata apposta per misurare questa fragilit\u00e0: il coefficiente di Nakamoto. \u00c8 il numero minimo di soggetti che, mettendosi d&#8217;accordo, controllerebbero pi\u00f9 della met\u00e0 di una risorsa critica, la soglia oltre la quale si possono riscrivere blocchi, censurare transazioni o tentare attacchi di selfish mining. Per il mining di Bitcoin, a ottobre 2026, quel numero \u00e8 3. Lo conferma il rapporto H1 2026 di D-Central, ripreso da <a href='https:\/\/www.tftc.io\/four-pools-control-bitcoin-hashrate-nakamoto-coefficient'>TFTC<\/a>, che lo sintetizza cos\u00ec: bastano tre pool per minare pi\u00f9 della met\u00e0 di tutti i blocchi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Tre \u00e8 un numero scomodo per diverse ragioni. Un coefficiente di 3 significa che non servono migliaia di cospiratori per mettere in difficolt\u00e0 la rete, ma una telefonata tra tre amministratori delegati, oppure un&#8217;unica richiesta normativa recapitata ai posti giusti. Come ha osservato la stessa analisi di TFTC, in teoria \u00abuna sola richiesta OFAC, una sola lettera di pressione\u00bb basterebbe a spingere una quota enorme dell&#8217;hashrate verso la censura di certe transazioni. Non \u00e8 un attacco economico da miliardi: \u00e8 un problema di governance e di punti di coordinamento.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Va detto per onest\u00e0 che un coefficiente di 3 non \u00e8 nuovo n\u00e9 in drammatico peggioramento: Bitcoin convive con questa struttura da tempo e non \u00e8 mai stato attaccato con successo. Ma \u00abnon \u00e8 ancora successo\u00bb non \u00e8 la stessa cosa di \u00abnon pu\u00f2 succedere\u00bb, e la posta in gioco cresce con il valore della rete.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato va anche messo in prospettiva. Bitcoin \u00e8 la rete pi\u00f9 sicura al mondo per potenza assoluta, eppure resta tra le pi\u00f9 concentrate proprio nel punto che conta di pi\u00f9, cio\u00e8 chi assembla i blocchi. \u00c8 un paradosso che nasce dalla maturazione dell&#8217;industria attorno a pochi grandi operatori e a tre soli produttori di hardware, e spiega perch\u00e9 la decentralizzazione del mining torni ciclicamente al centro del dibattito tra gli sviluppatori: un coefficiente basso non \u00e8 un allarme immediato, ma una vulnerabilit\u00e0 strutturale che conviene conoscere.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>\u00abAntPool e amici\u00bb: la concentrazione che non si vede<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui arriva la parte che i grafici ufficiali non mostrano. La quota di circa il 20 per cento attribuita ad AntPool nei tracker pubblici \u00e8 quasi certamente una sottostima del suo peso reale, perch\u00e9 diversi pool apparentemente indipendenti non costruiscono i propri template: usano quelli di AntPool.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il fenomeno si chiama \u00abproxy pooling\u00bb e lo ha documentato con rigore 0xB10C. Il metodo \u00e8 ingegnoso: quando due pool diversi inviano ai miner template di blocco quasi identici (stessi rami dell&#8217;albero di Merkle, stesso ordinamento delle transazioni), \u00e8 un indizio forte che uno stia semplicemente rivendendo i template dell&#8217;altro. Confrontando queste somiglianze blocco per blocco, 0xB10C ha ricostruito attorno ad AntPool un grappolo di pool satellite, in momenti diversi tra cui Poolin, CloverPool (l&#8217;ex BTC.com), Braiins, Binance Pool, SecPool e Rawpool.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Le conclusioni della sua <a href='https:\/\/b10c.me\/blog\/015-bitcoin-mining-centralization\/'>analisi<\/a>, pubblicata nell&#8217;aprile 2025, sono nette. Il gruppo \u00abAntPool e amici\u00bb valeva da solo circa il 40 per cento della potenza di rete nel biennio 2023-2024; sommato a Foundry, il blocco dei due maggiori arrivava a controllare tra il 60 e il 70 per cento dell&#8217;hashrate. E, aspetto decisivo, dal 96 al 99 per cento dei blocchi veniva minato da appena sei pool. Non sei operatori, non seimila fattorie: sei costruttori di template.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 questo conta pi\u00f9 della quota nominale? Perch\u00e9 il template \u00e8 il luogo dove si decide il contenuto del blocco. Secondo quanto riportato dalla ricerca, in cambio di una garanzia contro la varianza della fortuna del pool, i pool satellite accettavano di usare i template e l&#8217;ordinamento delle transazioni di Bitmain, e in alcuni casi di far transitare le ricompense attraverso la sua infrastruttura. Se questo quadro \u00e8 anche solo parzialmente corretto, la decisione su cosa entra in una fetta enorme dei blocchi Bitcoin passa per un numero di attori molto pi\u00f9 piccolo di quanto suggeriscano i dieci marchi di una classifica. Le affiliazioni, inoltre, cambiano nel tempo: nessun grafico pubblico le cattura in modo definitivo, ed \u00e8 esattamente questo il punto cieco.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La logica economica del proxy pooling \u00e8 la stessa che spinge verso i pool in generale, solo portata all&#8217;estremo. Un pool piccolo soffre di varianza elevata: pu\u00f2 passare settimane senza trovare un blocco e faticare a pagare puntualmente i propri miner. Appoggiarsi ai template e alla garanzia di un colosso come Bitmain elimina quel rischio, in cambio della rinuncia a decidere il contenuto dei blocchi. Per il singolo pool \u00e8 un affare; per la rete \u00e8 l&#8217;ennesimo rivolo di potere che confluisce nello stesso bacino. La concentrazione, qui, non nasce da un complotto ma da incentivi che tutti seguono razionalmente, ed \u00e8 questo che la rende difficile da invertire.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Chi sceglie le transazioni: il vero potere<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 i pool usano il loro potere solo per massimizzare le commissioni, il problema resta teorico. Ma il controllo del template \u00e8, letteralmente, il potere di censura della rete di base di Bitcoin, e non \u00e8 del tutto ipotetico.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso 0xB10C ha <a href='https:\/\/b10c.me\/observations\/13-missing-sanctioned-transactions-2024-12\/'>documentato<\/a>, alla fine del 2024, una serie di casi in cui transazioni legate a indirizzi sanzionati dall&#8217;OFAC venivano escluse dai blocchi di alcuni pool, pur essendo valide e con commissioni adeguate: transazioni \u00abmancanti\u00bb che una rete davvero neutrale avrebbe incluso. Il fenomeno \u00e8 rimasto marginale, perch\u00e9 prima o poi un altro pool le ha inserite, ma mostra che la leva esiste e qualcuno l&#8217;ha gi\u00e0 azionata.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che la concentrazione della difficolt\u00e0 in <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/difficolta-bitcoin-asta-energia-megawatt-2026\/'>poche aree a basso costo energetico<\/a> si somma a quella dei template: le macchine stanno dove l&#8217;energia costa meno, ma la decisione su cosa calcolano sta altrove, in una manciata di sale server che costruiscono i blocchi. Separare i due livelli, la potenza grezza e la scelta delle transazioni, \u00e8 esattamente ci\u00f2 a cui puntano le contromisure tecniche di cui parleremo pi\u00f9 avanti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 la concentrazione conta per la sicurezza<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il legame tra concentrazione dei pool e sicurezza passa dal celebre \u00abattacco del 51 per cento\u00bb. La narrazione classica lo descrive come impossibile per via del costo: per controllare la maggioranza della potenza servirebbe un arsenale di macchine e di energia fuori dalla portata di chiunque.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Campbell Harvey, professore di finanza alla Duke University, ha aggiornato questo conto in modo provocatorio. Nella sua stima pi\u00f9 recente un attacco di una settimana costerebbe circa 8 miliardi di dollari, \u00abcirca 50 punti base del valore di bitcoin\u00bb, a patto che l&#8217;aggressore accompagni la scalata all&#8217;hashrate con una grande posizione corta sui derivati: a quel punto, spiega, \u00abla differenza, oggi, sono i mercati dei derivati\u00bb, perch\u00e9 si guadagnerebbe dal crollo di prezzo provocato dall&#8217;attacco invece di dover recuperare il costo minando (<a href='https:\/\/news.bitcoin.com\/8-billion-bitcoin-attack-could-become-profitable-through-derivatives-duke-professor-says\/'>news.bitcoin.com<\/a>). Non tutti sono d&#8217;accordo: Matt Prusak, presidente di American Bitcoin Corp, ribatte che \u00abla fattibilit\u00e0 economica affossa la tesi del 51 per cento\u00bb, perch\u00e9 accumulare quella potenza richiederebbe anni e gli exchange congelerebbero le attivit\u00e0 sospette prima (<a href='https:\/\/crypto.news\/51-attack-on-the-bitcoin-network-would-cost-6-billion\/'>crypto.news<\/a>).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la concentrazione dei pool riscrive il problema. Un aggressore potrebbe non aver bisogno di comprare 8 miliardi di dollari di ASIC: se tre pool gi\u00e0 indirizzano pi\u00f9 della met\u00e0 della potenza, la superficie d&#8217;attacco diventa coordinare, corrompere o costringere pochi operatori, non costruire fattorie. Il budget di sicurezza della rete, cio\u00e8 quanto incassano complessivamente i miner (hashprice per hashrate, circa 14 miliardi di dollari l&#8217;anno, poco meno di 12 miliardi di euro), resta imponente; ma misura il costo di <em>competere<\/em> onestamente con i miner, non quello di <em>convincere<\/em> i pochi che gi\u00e0 li organizzano. \u00c8 una distinzione che vale anche per chi considera Bitcoin una riserva di valore: la solidit\u00e0 del paragone con l&#8217;oro poggia in ultima analisi sulla neutralit\u00e0 di questo strato.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il contrappeso: i miner possono cambiare pool<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una valvola di sicurezza che impedisce a questo quadro di essere catastrofico, ed \u00e8 bene spiegarla per non cadere nell&#8217;allarmismo. La potenza non appartiene ai pool: gli \u00e8 affittata. Un miner pu\u00f2 reindirizzare le proprie macchine verso un altro pool in pochi minuti, cambiando una riga di configurazione. Se un pool si comportasse male, censurando transazioni o avvicinandosi al 51 per cento, i miner razionali avrebbero ottime ragioni per andarsene, perch\u00e9 un attacco riuscito distruggerebbe il valore del Bitcoin che stanno guadagnando.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 gi\u00e0 successo. Nell&#8217;estate del 2014 il pool GHash.io super\u00f2 brevemente il 50 per cento della potenza di rete, scatenando l&#8217;allarme della comunit\u00e0; il pool si impegn\u00f2 pubblicamente a restare sotto il 40 per cento e i miner si redistribuirono spontaneamente. Il mercato, in quel caso, si autocorresse senza bisogno di regole. La concentrazione dei pool, insomma, \u00e8 un potere reale ma revocabile: pericoloso se i miner dormono, innocuo se restano vigili e mobili.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il limite di questa rassicurazione \u00e8 che funziona solo se i miner <em>sanno<\/em> cosa sta facendo il loro pool. Con i template costruiti centralmente, il singolo miner spesso non vede quali transazioni sta validando: scopre la censura solo se qualcuno la misura dall&#8217;esterno, come fa 0xB10C. \u00c8 proprio per restituire quella visibilit\u00e0, e quel potere, che sono nati gli strumenti della prossima sezione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La risposta tecnica: Stratum V2, DATUM e OCEAN<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La buona notizia \u00e8 che la concentrazione dei template \u00e8 un problema di software, e il software si pu\u00f2 cambiare. Negli ultimi due anni sono maturati tre strumenti che mirano a restituire ai singoli miner la scelta delle transazioni, senza costringerli ad abbandonare la comodit\u00e0 del pool.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Stratum V2.<\/strong> \u00c8 la nuova versione del protocollo che collega miner e pool. Aggiunge la cifratura e, con l&#8217;estensione \u00abJob Declaration\u00bb, permette al miner di costruire da s\u00e9 il template, lasciando al pool solo la contabilit\u00e0 delle quote. In pratica sposta la scelta delle transazioni dal pool alla macchina.<\/li><li><strong>DATUM.<\/strong> \u00c8 l&#8217;implementazione del pool OCEAN, lanciata a settembre 2024. Un gateway gira sul computer del miner, preleva i template dal suo nodo Bitcoin completo e invia al pool solo i dati di contabilit\u00e0: il pool non vede mai la lista delle transazioni. Funziona anche con le macchine esistenti via Stratum V1, senza cambi di firmware.<\/li><li><strong>Payout non custodial.<\/strong> OCEAN, fondato dallo sviluppatore storico di Bitcoin Core Luke Dashjr e sostenuto da Block di Jack Dorsey, paga i miner direttamente a indirizzi di loro propriet\u00e0 con il sistema TIDES: il pool non detiene mai le ricompense.<\/li><\/ul><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Strumento<\/th><th>Cosa decentralizza<\/th><th>Come<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Stratum V2 (Job Declaration)<\/td><td>Scelta delle transazioni<\/td><td>Il miner costruisce il template, il pool lo verifica<\/td><\/tr><tr><td>DATUM (OCEAN)<\/td><td>Scelta delle transazioni<\/td><td>Template costruito sul nodo del miner; il pool non vede le transazioni<\/td><\/tr><tr><td>Payout TIDES (OCEAN)<\/td><td>Custodia delle ricompense<\/td><td>La rete paga il miner; il pool non detiene mai i fondi<\/td><\/tr><tr><td>Mining in solitaria (CKPool, Bitaxe)<\/td><td>Tutto (nessun pool)<\/td><td>La singola macchina punta alla rete: ricompensa intera o niente<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Gli strumenti che provano a separare la potenza di calcolo dalla scelta dei blocchi.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il payout non custodial \u00e8, in fondo, lo stesso principio dell&#8217;<a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-custodia-crypto-autocustodia-regola-enforcement-2026\/'>autocustodia<\/a> applicato al mining: chi produce valore ne mantiene il controllo diretto, senza affidarlo a un intermediario. Questi strumenti restano per\u00f2 minoritari: OCEAN vale meno del 2 per cento dei blocchi (circa 20 EH\/s di hashrate a inizio ottobre), e la stragrande maggioranza della potenza gira ancora su template centralizzati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La direzione, per\u00f2, \u00e8 segnata, e ha preso peso istituzionale: nel 2025 Tether, l&#8217;emittente della stablecoin USDT, ha <a href='https:\/\/www.banklesstimes.com\/articles\/2025\/04\/14\/tether-to-deploy-hashrate-on-ocean-advancing-decentralized-bitcoin-mining-infrastructure\/'>annunciato<\/a> che avrebbe indirizzato il proprio hashrate (presente e futuro) verso OCEAN usando DATUM, proprio per rafforzare la rete contro la centralizzazione. \u00c8 un&#8217;alleanza curiosa, vista la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/stablecoin-stretta-esma-usdt-non-conformi-gennaio-2027\/'>pressione normativa su USDT in Europa<\/a>, ma dice qualcosa: anche grandi attori hanno capito che un Bitcoin pi\u00f9 decentralizzato nel mining \u00e8 un Bitcoin pi\u00f9 difendibile. A luglio 2026 OCEAN ha aggiunto un cruscotto cifrato end-to-end per i miner, altro tassello della stessa filosofia.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I miner solitari: la lotteria che tiene viva la decentralizzazione<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;estremo opposto della concentrazione c&#8217;\u00e8 un fenomeno piccolo ma simbolicamente enorme: i miner solitari che, ogni tanto, vincono un blocco intero.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2 agosto 2026, al blocco 960.804, un singolo miner collegato al servizio solo di CKPool si \u00e8 aggiudicato 3,1569 BTC (il sussidio di 3,125 pi\u00f9 circa 0,032 di commissioni), all&#8217;epoca circa 200.000 dollari (<a href='https:\/\/news.bitcoin.com\/mining\/solo-bitcoin-miner-defies-the-odds-lands-200k-block-reward-jackpot\/'>news.bitcoin.com<\/a>). La sua potenza, \u00abpresumibilmente a noleggio\u00bb, toccava i 100 petahash al secondo: lo 0,011 per cento di una rete che quel giorno viaggiava intorno ai 924 exahash. A quella potenza, le probabilit\u00e0 dicevano un blocco ogni 64 giorni circa. Il servizio solo di CKPool, attivo dal 2014 e creato dallo sviluppatore Con Kolivas, ne ha trovati centinaia di questo tipo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Attorno a queste imprese \u00e8 cresciuto un piccolo movimento. Il Bitaxe \u00e8 un progetto open source che impacchetta un singolo chip ASIC moderno in un dispositivo da scrivania, acquistabile per poche centinaia di euro e alimentabile da una presa di casa: non render\u00e0 mai quanto una fattoria, ma trasforma ogni appassionato in un nodo di mining autonomo. Migliaia di questi apparecchi, sparsi per il mondo e collegati a servizi solo o a pool non custodial, non sposteranno la classifica, ma allargano la base della piramide e rendono pi\u00f9 difficile immaginare una rete in cui il mining sia appannaggio esclusivo di pochi colossi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questi colpi di fortuna non spostano gli equilibri, ma ricordano una verit\u00e0 che la classifica dei pool nasconde: la lotteria \u00e8 ancora aperta a tutti. Un dispositivo open source come il Bitaxe, grande come un palmo e con un consumo da elettrodomestico, pu\u00f2 puntare alla rete e, con probabilit\u00e0 minuscole ma non nulle, vincere. Finch\u00e9 esistono migliaia di macchine indipendenti pronte a reindirizzarsi, il potere dei pool resta affittato, non posseduto. La coda lunga \u00e8 la rete di sicurezza della decentralizzazione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;ombra dell&#8217;AI e la geografia nascosta<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena capire perch\u00e9 l&#8217;hashrate si \u00e8 fermato proprio ora, perch\u00e9 il motivo illumina la questione del controllo. Secondo CoinShares, entro fine 2026 fino al 71 per cento dei ricavi dei grandi miner quotati arriver\u00e0 dall&#8217;intelligenza artificiale e dal calcolo ad alte prestazioni, non dal mining. James Butterfill, responsabile ricerca della societ\u00e0, parla di \u00abuno dei periodi pi\u00f9 difficili\u00bb mai attraversati dal settore (<a href='https:\/\/news.bitcoin.com\/bitcoin-mining-margins-tighten-as-ai-pivot-accelerates-coinshares-says\/'>news.bitcoin.com<\/a>). Gli stessi megawatt, gli stessi capannoni, gli stessi team che un anno fa spingevano la potenza verso i 2 zettahash oggi addestrano modelli o affittano GPU.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo ha un effetto paradossale sul nostro tema. La potenza diventa pi\u00f9 volatile e, in alcuni casi, pi\u00f9 concentrata: chi resta nel mining tende a essere l&#8217;operatore grande, integrato, capace di spostarsi dove l&#8217;energia costa meno (gli Stati Uniti valgono da soli oltre un terzo della rete). La geografia delle macchine resta globale, ma il baricentro economico si stringe. Il punto da portare a casa \u00e8 che la geografia fisica e la geografia del potere non coincidono: le macchine sono ovunque, la scelta dei blocchi \u00e8 altrove. Sapere che in Texas, in Paraguay o in Etiopia girano terahash non ci dice chi, in una manciata di sale di controllo, decide il contenuto di quei blocchi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Consumare, la rete consuma eccome: circa 138 terawattora l&#8217;anno secondo il Cambridge Centre for Alternative Finance, quanto un Paese di media grandezza. Ma anche questo numero misura la potenza, non il controllo. Si pu\u00f2 spendere un&#8217;enormit\u00e0 di energia per un sistema molto decentralizzato o molto accentrato: la bolletta non lo dice. Lo dice la mappa dei template.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Nessuna \u00abConsob dei pool\u00bb: regole e punti ciechi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Chiudiamo con la domanda che un lettore italiano si pone naturalmente: e le regole? Chi vigila su questa concentrazione?<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta spiazzante \u00e8: nessuno. Il mining e la gestione di un pool non sono, in s\u00e9, servizi finanziari regolati. In Europa il regolamento MiCA e la vigilanza di Consob e Banca d&#8217;Italia si applicano ai fornitori di servizi su cripto-attivit\u00e0 (exchange, custodi, emittenti di stablecoin), non a chi calcola hash o costruisce template di blocco. Negli Stati Uniti la divisione Corporation Finance della SEC ha <a href='https:\/\/www.sec.gov\/newsroom\/speeches-statements\/statement-certain-proof-work-mining-activities-032025'>chiarito<\/a> a marzo 2025 che il mining in proof-of-work, da solo o in pool, non costituisce emissione o vendita di titoli. Da entrambe le sponde dell&#8217;Atlantico, insomma, il livello dei pool \u00e8 una zona franca: non esiste una \u00abConsob dei pool\u00bb che imponga tetti di quota o trasparenza sui template.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo lascia la governance interamente al mercato e al codice. Il mercato, come abbiamo visto, pu\u00f2 punire un pool che esagera facendo fuggire i miner; il codice, con Stratum V2 e DATUM, pu\u00f2 rendere la censura tecnicamente pi\u00f9 difficile. Ma sono meccanismi volontari, non obblighi. \u00c8 la stessa logica con cui Bitcoin affronta gli altri suoi nodi aperti: le sue regole non si cambiano per decreto ma per consenso, come mostra il percorso lento e conflittuale di soft-fork come <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/taproot-ultimo-fork-bip-54-rischio-quantistico-2026\/'>BIP-54 e la pulizia del consenso<\/a>. La decentralizzazione, qui, non \u00e8 garantita da un&#8217;autorit\u00e0: va difesa macchina per macchina, template per template.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;investitore o l&#8217;appassionato italiano la lezione pratica \u00e8 semplice. Quando valutate la \u00absicurezza\u00bb di Bitcoin, non fermatevi all&#8217;hashrate da record: \u00e8 un numero necessario ma non sufficiente. Chiedetevi chi costruisce i blocchi, quanto \u00e8 spalmato quel potere e se la quota dei primi tre pool sta salendo o scendendo. \u00c8 l\u00ec, non nel totale dei terahash, che si misura quanto \u00e8 davvero decentralizzata la rete.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Qual \u00e8 la differenza tra hashrate e controllo dei pool?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;hashrate \u00e8 la potenza di calcolo grezza che cerca blocchi validi; il controllo dei pool \u00e8 il potere di decidere quali transazioni finiscono in quei blocchi e in quale ordine. Un miner pu\u00f2 possedere molta potenza ma, se la affitta a un pool, cede a quest&#8217;ultimo la costruzione del template. Per questo la potenza pu\u00f2 essere distribuita nel mondo mentre la scelta dei blocchi resta concentrata in pochi pool.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 il coefficiente di Nakamoto di Bitcoin e perch\u00e9 \u00e8 3?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il numero minimo di pool che, sommando le loro quote, supererebbero il 50 per cento dei blocchi. A ottobre 2026 bastano i primi tre (Foundry USA, AntPool e F2Pool) a oltrepassare quella soglia, quindi il coefficiente \u00e8 3. Un valore cos\u00ec basso indica una concentrazione elevata: pochi attori, in teoria, potrebbero coordinarsi per censurare transazioni o tentare attacchi.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>La concentrazione dei pool mette a rischio Bitcoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un rischio reale ma mitigato. Un attacco richiederebbe la collusione o la compromissione di pochi operatori, non la conquista di miliardi di dollari di macchine. Tuttavia la potenza \u00e8 solo affittata ai pool: i miner possono spostarla altrove in pochi minuti, e in passato, con GHash.io nel 2014, il mercato si \u00e8 autocorretto. Il pericolo resta finch\u00e9 i miner sono passivi e poco informati su cosa fa il loro pool.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che cosa sono Stratum V2, DATUM e OCEAN?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Sono strumenti pensati per decentralizzare la scelta delle transazioni. Stratum V2 \u00e8 il nuovo protocollo di mining che consente al miner di costruire il template del blocco. DATUM \u00e8 l&#8217;implementazione del pool non custodial OCEAN, che costruisce i template sul nodo del miner. OCEAN, inoltre, paga i miner direttamente ai loro indirizzi senza mai detenere le ricompense, applicando al mining il principio dell&#8217;autocustodia.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Si pu\u00f2 ancora fare mining di Bitcoin da soli in Italia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Tecnicamente s\u00ec, ma quasi solo come hobby o lotteria. Con un dispositivo economico come un Bitaxe o una singola macchina collegata a un servizio solo come CKPool si pu\u00f2 puntare alla rete e, con probabilit\u00e0 minime, vincere un blocco intero: \u00e8 successo di recente a pi\u00f9 miner solitari. Industrialmente, per\u00f2, i costi elettrici italiani rendono il mining competitivo quasi impossibile.<\/p><script type=\"application\/ld+json\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Qual \u00e8 la differenza tra hashrate e controllo dei pool?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"L'hashrate \u00e8 la potenza di calcolo grezza che cerca blocchi validi; il controllo dei pool \u00e8 il potere di decidere quali transazioni finiscono in quei blocchi e in quale ordine. Un miner pu\u00f2 possedere molta potenza ma, se la affitta a un pool, cede a quest'ultimo la costruzione del template. Per questo la potenza pu\u00f2 essere distribuita nel mondo mentre la scelta dei blocchi resta concentrata in pochi pool.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 il coefficiente di Nakamoto di Bitcoin e perch\u00e9 \u00e8 3?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"\u00c8 il numero minimo di pool che, sommando le loro quote, supererebbero il 50 per cento dei blocchi. A ottobre 2026 bastano i primi tre (Foundry USA, AntPool e F2Pool) a oltrepassare quella soglia, quindi il coefficiente \u00e8 3. Un valore cos\u00ec basso indica una concentrazione elevata: pochi attori, in teoria, potrebbero coordinarsi per censurare transazioni o tentare attacchi.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"La concentrazione dei pool mette a rischio Bitcoin?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"\u00c8 un rischio reale ma mitigato. Un attacco richiederebbe la collusione o la compromissione di pochi operatori, non la conquista di miliardi di dollari di macchine. Tuttavia la potenza \u00e8 solo affittata ai pool: i miner possono spostarla altrove in pochi minuti, e in passato, con GHash.io nel 2014, il mercato si \u00e8 autocorretto. Il pericolo resta finch\u00e9 i miner sono passivi e poco informati su cosa fa il loro pool.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cosa sono Stratum V2, DATUM e OCEAN?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Sono strumenti pensati per decentralizzare la scelta delle transazioni. Stratum V2 \u00e8 il nuovo protocollo di mining che consente al miner di costruire il template del blocco. DATUM \u00e8 l'implementazione del pool non custodial OCEAN, che costruisce i template sul nodo del miner. OCEAN, inoltre, paga i miner direttamente ai loro indirizzi senza mai detenere le ricompense, applicando al mining il principio dell'autocustodia.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Si pu\u00f2 ancora fare mining di Bitcoin da soli in Italia?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Tecnicamente s\u00ec, ma quasi solo come hobby o lotteria. Con un dispositivo economico come un Bitaxe o una singola macchina collegata a un servizio solo come CKPool si pu\u00f2 puntare alla rete e, con probabilit\u00e0 minime, vincere un blocco intero: \u00e8 successo di recente a pi\u00f9 miner solitari. Industrialmente, per\u00f2, i costi elettrici italiani rendono il mining competitivo quasi impossibile.\"}}]}<\/script><p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di Marcus Okafor, redazione Bitcoin e mining di HOGE Wire.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A un anno dal picco, l&#8217;hashrate Bitcoin resta vicino ai record: ma la domanda non \u00e8 quanta potenza esista, \u00e8 chi la controlla. Pochi pool decidono i blocchi.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":774,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-773","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bitcoin-layer1"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=773"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/773\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}