{"id":785,"date":"2026-10-14T10:34:08","date_gmt":"2026-10-14T10:34:08","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-italia-europa-confronto-aliquote-33-26\/"},"modified":"2026-10-14T10:34:08","modified_gmt":"2026-10-14T10:34:08","slug":"crypto-tax-italia-europa-confronto-aliquote-33-26","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-italia-europa-confronto-aliquote-33-26\/","title":{"rendered":"Tasse crypto in Europa: l&#8217;Italia e l&#8217;anomalia del 33%"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 13 ottobre il Parlamento ha dato il via libera allo scostamento di bilancio da circa 29 miliardi di euro per il biennio 2027-2028, e nelle prossime settimane il disegno di legge di Bilancio arriver\u00e0 alle Camere (<a href='https:\/\/askanews.it\/2026\/10\/13\/il-parlamento-ha-approvato-lo-scostamento-bilancio-e-il-dpfp-giorgetti-bene\/'>Askanews<\/a>). Dentro quella trattativa si gioca anche il destino dell&#8217;aliquota sulle plusvalenze in cripto-attivit\u00e0, salita al 33% dal 1 gennaio 2026. Un intergruppo parlamentare chiede di riportarla al 26%, sostenendo che il livello attuale rende l&#8217;Italia un caso isolato in Europa. \u00c8 un&#8217;affermazione che vale la pena mettere alla prova con i numeri, perch\u00e9 la risposta cambia a seconda di come la si guarda: l&#8217;aliquota nominale racconta solo una parte della storia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo articolo mette in fila i regimi fiscali crypto dei principali paesi europei, con uno sguardo anche a Regno Unito e Stati Uniti, e li confronta con quello italiano su tre dimensioni che contano davvero: l&#8217;aliquota, il trattamento del tempo di detenzione e la compensazione delle perdite. Lo spoiler \u00e8 che l&#8217;Italia, sul piano della sola aliquota, \u00e8 effettivamente in cima alla classifica europea; ma che la fotografia completa \u00e8 pi\u00f9 sfumata di quanto suggerisca lo slogan.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 se ne parla proprio adesso<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La Manovra 2027 \u00e8 entrata nel vivo. Il Documento programmatico di finanza pubblica, approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 ottobre, \u00e8 stato votato dalle Camere insieme alla relazione sullo scostamento il 13 ottobre: alla Camera 219 voti a favore e 110 contrari sullo scostamento, che richiedeva la maggioranza assoluta, mentre il Senato ha approvato la risoluzione sul DPFP con 108 s\u00ec, 61 no e 2 astenuti (<a href='https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/parlamento\/dalle-camere-arriva-il-si-allo-scostamento-giorgetti-serve-prudenza-nuvole-in-vista\/'>Il Giornale<\/a>). Il via libera formale dell&#8217;Eurogruppo alla clausola nazionale di salvaguardia, quella che autorizza i 29 miliardi aggiuntivi per difesa ed energia, \u00e8 atteso per il 9 novembre; il testo del disegno di legge di Bilancio dovrebbe arrivare in Parlamento intorno al 20 ottobre, con l&#8217;iter da chiudere entro il 31 dicembre.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti ha accompagnato il passaggio con parole caute. In Aula ha parlato di \u00abun passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza\u00bb, da confermare \u00abin un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all&#8217;orizzonte\u00bb (<a href='https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2026\/10\/13\/giorgetti-alla-camera-nuvoloni-allorizzonte-proseguiamo-sul-consolidamento_87a99904-92d1-4218-8a51-bf746e9d2916.html'>ANSA<\/a>). \u00c8 un dettaglio che pesa anche sul tema crypto: ogni punto di aliquota in meno \u00e8 gettito in meno, e in un bilancio tirato la richiesta di tornare al 26% deve trovare spazio dentro una coperta corta, come abbiamo raccontato analizzando il legame tra <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/duration-nascosta-doom-loop-btp-banche-bitcoin-2026\/'>debito pubblico, BTP e mercati cripto<\/a>. Per capire se quella richiesta sia fondata, per\u00f2, serve prima un metro di paragone, e il metro naturale sono gli altri paesi europei. Abbiamo seguito il dibattito interno nei giorni scorsi con il pezzo sullo <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-scostamento-manovra-2027-aliquota-26\/'>scostamento e il nodo del 26%<\/a>; qui allarghiamo lo sguardo al continente.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il 33% italiano, in breve<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia le plusvalenze da cripto-attivit\u00e0 sono qualificate come redditi diversi di natura finanziaria, ai sensi dell&#8217;articolo 67, comma 1, lettera c-sexies del TUIR, e scontano un&#8217;imposta sostitutiva. Dal 1 gennaio 2026 l&#8217;aliquota \u00e8 salita al 33%, dopo essere stata al 26% nel triennio 2023-2025. L&#8217;aumento \u00e8 stato programmato dalla Legge di Bilancio 2025 (<a href='https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024-12-30;207'>L. 207\/2024<\/a>) e confermato dalla Legge di Bilancio 2026 (<a href='https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-12-30;199'>L. 199\/2025<\/a>). \u00c8 bene ricordare un punto che genera confusione quasi ogni volta: il 33% si applica alle plusvalenze realizzate dal 2026, che si dichiareranno nel 2027; i guadagni del 2025, in dichiarazione quest&#8217;anno, erano ancora al 26%.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste poi una seconda aliquota. Le plusvalenze sui token di moneta elettronica in euro (gli EMT conformi a MiCA, strumenti di pagamento e non speculativi) restano al 26%: la conversione tra euro ed EMT in euro non genera plusvalenza, mentre il passaggio da Bitcoin a un EMT in euro resta tassato al 33% (<a href='https:\/\/www.fiscooggi.it\/portale\/-\/bilancio-2026-aliquota-pi%C3%B9-leggera-per-le-criptoattivit%C3%A0-in-euro'>Fisco Oggi<\/a>). La soglia di esenzione da 2.000 euro, in vigore nel 2023 e 2024, \u00e8 stata abolita dal 1 gennaio 2025: oggi ogni plusvalenza \u00e8 tassata dal primo euro. Il percorso dell&#8217;aliquota, vale la pena dirlo, poteva essere perfino pi\u00f9 aggressivo: nell&#8217;ottobre 2024 il governo aveva ipotizzato un salto al 42%, poi ridimensionato al 33% con decorrenza 2026 (<a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2024\/10\/16\/italy-to-raise-capital-gains-tax-on-crypto-to-42-from-26-reports'>CoinDesk<\/a>).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A titolo di riferimento, nel momento in cui scriviamo un Bitcoin vale circa 74.200 euro e un Ether circa 2.225 euro (<a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin'>CoinGecko<\/a>): cifre da leggere come una fotografia istantanea, data la volatilit\u00e0, ma utili per dare ordine di grandezza alle plusvalenze di cui si parla.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 l&#8217;aliquota non dice tutto<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Confrontare i regimi solo sulla percentuale \u00e8 un errore comune. Tre leve, meno visibili dell&#8217;aliquota, possono ribaltare il carico fiscale effettivo di un investitore.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Il tempo di detenzione.<\/strong> Alcuni paesi azzerano l&#8217;imposta se l&#8217;asset \u00e8 tenuto oltre una certa soglia (un anno in Germania, 365 giorni in Portogallo e negli Stati Uniti per l&#8217;aliquota long-term). L&#8217;Italia non fa alcuna distinzione: che si venda dopo un giorno o dopo cinque anni, l&#8217;aliquota \u00e8 la stessa.<\/li><li><strong>La compensazione delle perdite.<\/strong> In Italia le minusvalenze da cripto nate sotto la lettera c-sexies possono compensare soltanto altre plusvalenze crypto, con riporto a quattro anni; non si possono usare per abbattere i guadagni su azioni, obbligazioni o ETF, che vivono in un paniere separato (la lettera c-ter). Altri ordinamenti trattano le crypto dentro lo stesso contenitore degli altri strumenti finanziari, rendendo la compensazione molto pi\u00f9 ampia.<\/li><li><strong>La franchigia.<\/strong> Una soglia di esenzione annua cambia radicalmente il conto per il piccolo risparmiatore. Il Belgio ne concede una da 10.000 euro, la Germania una da 1.000 euro sulle vendite sotto l&#8217;anno, la Francia esenta chi cede per meno di 305 euro complessivi; l&#8217;Italia, dal 2025, non ne ha pi\u00f9 alcuna.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi una quarta dimensione, spesso dimenticata, che tratteremo pi\u00f9 avanti: la cosiddetta patrimoniale, cio\u00e8 l&#8217;imposta annuale sul valore del portafoglio, indipendente dal fatto che si sia venduto o guadagnato qualcosa. Teniamola a mente, perch\u00e9 \u00e8 qui che l&#8217;Italia aggiunge un ulteriore strato rispetto a diversi vicini.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La mappa europea delle aliquote<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La tabella che segue riassume i regimi applicabili all&#8217;investitore privato (non professionale) per i guadagni su Bitcoin e token generici, non per gli stablecoin in euro, che in diversi ordinamenti seguono regole proprie. Le aliquote sono quelle in vigore per il 2026.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>Regime<\/th><th>Aliquota (token generici)<\/th><th>Sconto per detenzione<\/th><th>Esenzione annua<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td><strong>Italia<\/strong><\/td><td>Imposta sostitutiva (redditi diversi, c-sexies)<\/td><td>33% (26% per gli EMT in euro)<\/td><td>Nessuno<\/td><td>Nessuna (abolita nel 2025)<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>Pr\u00e9l\u00e8vement forfaitaire unique (PFU)<\/td><td>31,4%<\/td><td>Nessuno<\/td><td>305 euro di cessioni<\/td><\/tr><tr><td>Spagna<\/td><td>Base del risparmio (progressiva)<\/td><td>Da 19% a 30%<\/td><td>Nessuno<\/td><td>Nessuna<\/td><\/tr><tr><td>Germania<\/td><td>Operazioni private (par. 23 EStG)<\/td><td>Aliquota IRPEF personale (fino al 45%)<\/td><td>Esente oltre 1 anno<\/td><td>1.000 euro sotto l&#8217;anno<\/td><\/tr><tr><td>Portogallo<\/td><td>IRS, plusvalenze<\/td><td>28% sotto i 365 giorni<\/td><td>Esente oltre 365 giorni<\/td><td>Nessuna sotto l&#8217;anno<\/td><\/tr><tr><td>Belgio<\/td><td>Nuova imposta sulle plusvalenze<\/td><td>10%<\/td><td>Nessuno<\/td><td>10.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Paesi Bassi<\/td><td>Box 3 (imposta sul patrimonio)<\/td><td>Circa 2,16% effettivo sul capitale<\/td><td>Non applicabile<\/td><td>59.357 euro di patrimonio<\/td><\/tr><tr><td>Austria<\/td><td>Sondersteuersatz (par. 27a EStG)<\/td><td>27,5%<\/td><td>Nessuno<\/td><td>Nessuna<\/td><\/tr><tr><td>Svizzera<\/td><td>Plusvalenze private esenti<\/td><td>0% (pi\u00f9 imposta cantonale sul patrimonio)<\/td><td>Non applicabile<\/td><td>Non applicabile<\/td><\/tr><tr><td>Regno Unito<\/td><td>Capital Gains Tax<\/td><td>18% \/ 24%<\/td><td>Nessuno<\/td><td>3.000 sterline<\/td><\/tr><tr><td>Stati Uniti<\/td><td>Property (plusvalenza)<\/td><td>Fino al 37% sotto l&#8217;anno; 0\/15\/20% oltre<\/td><td>Esente in parte oltre 1 anno<\/td><td>Nessuna soglia dedicata<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul solo numero, l&#8217;affermazione dell&#8217;Intergruppo regge: il 33% italiano \u00e8 l&#8217;aliquota piatta pi\u00f9 alta tra i grandi paesi dell&#8217;Unione. La Francia, con il suo 31,4%, \u00e8 l&#8217;unica a stargli davvero vicino. Ma la tabella mostra anche perch\u00e9 il confronto va maneggiato con prudenza: la Germania e il Portogallo possono arrivare allo zero, il Belgio si ferma al 10%, i Paesi Bassi non tassano affatto la plusvalenza. Vediamoli uno per uno.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Francia: il vicino pi\u00f9 simile, al 31,4%<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La Francia \u00e8 il paese il cui regime assomiglia di pi\u00f9 a quello italiano, ed \u00e8 anche quello che aiuta a capire perch\u00e9 l&#8217;Italia non sia poi cos\u00ec isolata. Le plusvalenze su attivi digitali realizzate dai privati scontano il pr\u00e9l\u00e8vement forfaitaire unique, un prelievo forfettario unico che dal 1 gennaio 2026 \u00e8 salito al 31,4%: 12,8% di imposta sul reddito pi\u00f9 18,6% di prelievi sociali, dopo l&#8217;aumento della componente CSG (<a href='https:\/\/www.impots.gouv.fr\/particulier\/questions\/comment-declarer-les-plus-ou-moins-values-sur-cessions-dactifs-numeriques'>impots.gouv.fr<\/a>). Come in Italia, non c&#8217;\u00e8 alcuno sconto legato al tempo di detenzione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Due differenze, per\u00f2, contano. La prima \u00e8 la franchigia: chi in un anno cede attivi digitali per un totale inferiore a 305 euro \u00e8 esente, una piccola valvola per i movimenti minimi che l&#8217;Italia non prevede. La seconda \u00e8 l&#8217;opzione: il contribuente francese pu\u00f2 scegliere, se gli conviene, di tassare la plusvalenza con l&#8217;aliquota progressiva ordinaria dell&#8217;imposta sul reddito anzich\u00e9 con il forfait. \u00c8 una flessibilit\u00e0 che manca all&#8217;imposta sostitutiva italiana, rigidamente piatta. Nella sostanza, comunque, un francese e un italiano che vendono Bitcoin con guadagno pagano cifre molto vicine: circa un terzo del profitto se ne va in tasse in entrambi i casi.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Germania e Portogallo: la scommessa sul tempo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui il paragone si fa interessante, perch\u00e9 due economie dell&#8217;eurozona adottano una filosofia opposta a quella italiana. In Germania le crypto detenute da privati rientrano tra le operazioni private del paragrafo 23 dell&#8217;EStG: se l&#8217;asset \u00e8 venduto dopo pi\u00f9 di un anno dall&#8217;acquisto, la plusvalenza \u00e8 completamente esente, a qualsiasi importo. Sotto l&#8217;anno, invece, il guadagno concorre al reddito e viene tassato all&#8217;aliquota marginale personale, che pu\u00f2 arrivare al 45%, ma con una soglia di esenzione (Freigrenze) di 1.000 euro l&#8217;anno sul totale delle operazioni private; attenzione, \u00e8 una soglia e non una franchigia, quindi superati i 1.000 euro l&#8217;intero importo diventa imponibile (<a href='https:\/\/www.blockpit.io\/tax-guides\/crypto-tax-germany'>Blockpit<\/a>). Una riforma per abolire l&#8217;esenzione dopo un anno \u00e8 stata discussa a livello politico, ma non \u00e8 mai stata approvata: per il 2026 la regola resta in vigore.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il Portogallo segue una logica gemella. Le plusvalenze su cripto detenute meno di 365 giorni sono tassate al 28%; oltre i 365 giorni sono esenti. In pi\u00f9, le permute cripto-cripto non azzerano il conteggio del periodo di detenzione, che si cumula attraverso gli scambi: una regola insolitamente generosa che premia l&#8217;investitore paziente (<a href='https:\/\/koinly.io\/guides\/portugal-crypto-tax\/'>Koinly<\/a>). Il messaggio di entrambi i sistemi \u00e8 chiaro: chi tiene l&#8217;asset a lungo non \u00e8 uno speculatore e non va tassato come tale. L&#8217;Italia, dove un Bitcoin comprato nel 2017 e venduto oggi paga esattamente come uno comprato il mese scorso, parte da una premessa diversa, e questa \u00e8 forse la distanza concettuale pi\u00f9 grande del continente.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Spagna: la progressivit\u00e0 fino al 30%<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La Spagna rinuncia all&#8217;aliquota piatta e tratta le plusvalenze crypto dentro la base del risparmio dell&#8217;IRPF, con scaglioni progressivi. Per i guadagni si va dal 19% fino a 6.000 euro, al 21% tra 6.000 e 50.000, al 23% tra 50.000 e 200.000, al 27% tra 200.000 e 300.000, fino al 30% oltre i 300.000 euro; l&#8217;aliquota massima \u00e8 salita dal 28% al 30% con la Ley 7\/2024 (<a href='https:\/\/www.cointracker.io\/blog\/spain-crypto-tax-guide'>CoinTracker<\/a>). Come in Italia, anche le permute cripto-cripto sono eventi tassabili e non c&#8217;\u00e8 sconto per la detenzione prolungata.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato \u00e8 un sistema pi\u00f9 mite per i piccoli guadagni e pi\u00f9 severo solo ai livelli alti. Un investitore spagnolo che realizza 10.000 euro di plusvalenza paga meno di un italiano; uno che ne realizza 400.000 arriva vicino, ma solo sull&#8217;ultima fetta. La progressivit\u00e0, in sostanza, redistribuisce il peso verso i grandi guadagni, mentre il 33% italiano colpisce allo stesso modo il piccolo risparmiatore e il grande trader. \u00c8 una scelta politica, non un dettaglio tecnico.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Belgio e Paesi Bassi: due strade opposte<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il Belgio \u00e8 la novit\u00e0 europea del 2026. Dopo anni senza una vera imposta sulle plusvalenze finanziarie dei privati, dal 1 gennaio 2026 introduce un prelievo del 10% sui guadagni realizzati su attivit\u00e0 finanziarie, cripto incluse in senso ampio (stablecoin, token di moneta elettronica e NFT usati per pagamento o investimento), con una franchigia annua di 10.000 euro indicizzata; le plusvalenze maturate fino al 31 dicembre 2025 restano esenti se documentate, e gli intermediari belgi applicano la ritenuta alla fonte dal 1 giugno 2026 (<a href='https:\/\/bakertilly.be\/en\/news\/tax-treatment-of-crypto-currencies-capital-gains-tax-and-data-sharing-on-the-way\/'>Baker Tilly<\/a>). Il risparmiatore belga medio, grazie alla franchigia, in molti anni non pagher\u00e0 nulla; chi supera i 10.000 euro di guadagno paga un decimo dell&#8217;eccedenza. \u00c8 la distanza pi\u00f9 ampia dall&#8217;Italia: a parit\u00e0 di plusvalenza oltre soglia, il carico belga \u00e8 meno di un terzo di quello italiano.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I Paesi Bassi fanno qualcosa di radicalmente diverso: non tassano la plusvalenza, ma il patrimonio. Le crypto rientrano nel cosiddetto Box 3, dove lo Stato presume un rendimento figurativo (per il 2026 pari al 6%) e lo tassa al 36%, per un peso effettivo di circa il 2,16% sul valore del portafoglio, con una soglia esente complessiva di 59.357 euro a persona (<a href='https:\/\/taxsavers.nl\/en\/dutch-tax-system\/crypto-tax'>TaxSavers<\/a>). La conseguenza \u00e8 spiazzante: un olandese paga anche negli anni in cui il portafoglio perde valore, perch\u00e9 l&#8217;imposta non guarda al guadagno effettivo ma alla ricchezza posseduta al 1 gennaio. In cambio, chi realizza un&#8217;enorme plusvalenza non versa nulla su quel guadagno specifico. \u00c8 il rovescio esatto del modello italiano, e mostra quanto il concetto stesso di tassa sulle crypto sia tutt&#8217;altro che uniforme in Europa.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Austria e Svizzera: il sostituto d&#8217;imposta e lo zero svizzero<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Austria tassa le plusvalenze crypto con il Sondersteuersatz del 27,5% previsto dal paragrafo 27a dell&#8217;EStG (<a href='https:\/\/www.blockpit.io\/tax-guides\/crypto-tax-austria'>Blockpit<\/a>), introdotto con la riforma fiscale ecologica del 2022 che ha anche abolito la vecchia esenzione dopo un anno di detenzione. La particolarit\u00e0 \u00e8 operativa: dal 1 gennaio 2024 le piattaforme domestiche agiscono da sostituto d&#8217;imposta e trattengono automaticamente il prelievo (la KESt), come avviene per azioni e obbligazioni. Per l&#8217;investitore austriaco, insomma, la tassa \u00e8 spesso gi\u00e0 pagata quando vende, senza bisogno di calcoli in dichiarazione: un modello di semplicit\u00e0 verso cui anche l&#8217;Italia, con il regime amministrato, ha iniziato a muoversi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La Svizzera, fuori dall&#8217;Unione, \u00e8 il caso limite. Per l&#8217;investitore privato non professionale le plusvalenze su beni mobili, crypto comprese, sono esenti da imposta sul reddito; l&#8217;erario preleva invece un&#8217;imposta cantonale sul patrimonio, in genere tra lo 0,3% e l&#8217;1% annuo, e si riserva di riqualificare come professionista chi opera con frequenza e leva tali da farne un&#8217;attivit\u00e0 (<a href='https:\/\/www.estv.admin.ch\/estv\/it\/home\/imposta-federale-diretta\/informazioni-specifiche-ifd\/criptovalute.html'>Amministrazione federale delle contribuzioni<\/a>). Un investitore cassettista a Lugano, quindi, pu\u00f2 vendere Bitcoin con un guadagno importante senza pagare un centesimo di imposta sul reddito; lo stesso investitore a Milano ne lascerebbe un terzo al Fisco. Non stupisce che la residenza fiscale sia diventata un tema caldo tra i detentori italiani pi\u00f9 patrimonializzati.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Fuori dall&#8217;Unione: Regno Unito e Stati Uniti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Allargare lo sguardo oltre l&#8217;Unione aiuta a collocare l&#8217;Italia su una scala pi\u00f9 ampia. Il Regno Unito tratta le crypto come property soggetta alla Capital Gains Tax, con aliquote del 18% per i redditi bassi e del 24% per quelli alti dal 30 ottobre 2024, e una soglia annua esente (Annual Exempt Amount) crollata a 3.000 sterline, dai 12.300 di appena due anni prima (<a href='https:\/\/www.gov.uk\/guidance\/check-if-you-need-to-pay-tax-when-you-sell-cryptoassets'>gov.uk<\/a>). \u00c8 un sistema meno oneroso dell&#8217;italiano sull&#8217;aliquota, ma con una franchigia ormai simbolica e una compensazione delle perdite pi\u00f9 ampia della nostra.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stati Uniti distinguono nettamente in base al tempo: la plusvalenza su crypto detenuta meno di un anno \u00e8 tassata alle aliquote ordinarie, che possono arrivare al 37% federale, mentre quella long-term (oltre un anno) scende allo 0, 15 o 20% a seconda del reddito. Dal 2025 \u00e8 entrato in vigore il nuovo modulo 1099-DA, che obbliga i broker a comunicare al Fisco i proventi lordi delle operazioni crypto, con l&#8217;estensione al costo di carico in arrivo per il 2026: in pratica l&#8217;equivalente americano della cooperazione informativa europea (<a href='https:\/\/www.irs.gov\/forms-pubs\/about-form-1099-da'>IRS<\/a>). La direzione \u00e8 la stessa ovunque, come abbiamo visto raccontando la svolta della SEC su <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/sec-custodia-crypto-autocustodia-regola-enforcement-2026\/'>custodia e autocustodia<\/a>: meno margini di opacit\u00e0, pi\u00f9 dati che fluiscono verso le autorit\u00e0.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Lo stesso guadagno, tasse diverse<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per rendere concreto il confronto, immaginiamo un investitore privato che ha comprato una frazione di Bitcoin e la rivende dopo 14 mesi, realizzando una plusvalenza netta di 10.000 euro, senza altri redditi finanziari nell&#8217;anno. Ecco quanto paga, Paese per Paese, sotto queste ipotesi. Le cifre sono arrotondate e servono a illustrare l&#8217;ordine di grandezza, non a sostituire il calcolo del professionista.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>Imposta su 10.000 euro di plusvalenza (14 mesi)<\/th><th>Perch\u00e9<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td><strong>Italia<\/strong><\/td><td>3.300 euro<\/td><td>33% pieno, nessuno sconto, nessuna franchigia<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>3.140 euro<\/td><td>PFU 31,4%, cessioni sopra i 305 euro<\/td><\/tr><tr><td>Austria<\/td><td>2.750 euro<\/td><td>Sondersteuersatz 27,5%<\/td><\/tr><tr><td>Spagna<\/td><td>1.980 euro<\/td><td>19% sui primi 6.000, 21% sui restanti 4.000<\/td><\/tr><tr><td>Stati Uniti<\/td><td>Circa 1.500 euro<\/td><td>Aliquota long-term, tipicamente 15% oltre l&#8217;anno<\/td><\/tr><tr><td>Regno Unito<\/td><td>Circa 1.200-1.570 euro<\/td><td>18% o 24% sull&#8217;eccedenza oltre le 3.000 sterline<\/td><\/tr><tr><td>Germania<\/td><td>0 euro<\/td><td>Detenzione oltre 1 anno, esente<\/td><\/tr><tr><td>Portogallo<\/td><td>0 euro<\/td><td>Detenzione oltre 365 giorni, esente<\/td><\/tr><tr><td>Belgio<\/td><td>0 euro<\/td><td>Guadagno entro la franchigia di 10.000 euro<\/td><\/tr><tr><td>Svizzera<\/td><td>0 euro<\/td><td>Plusvalenza privata esente (resta l&#8217;imposta sul patrimonio)<\/td><\/tr><tr><td>Paesi Bassi<\/td><td>Non applicabile<\/td><td>Si tassa il patrimonio al 1 gennaio, non la plusvalenza<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">La tabella fa vedere due cose insieme. Primo: sull&#8217;aliquota pura, con una vendita entro l&#8217;anno, l&#8217;Italia \u00e8 davvero in testa, seguita a ruota dalla Francia. Secondo, e pi\u00f9 importante: l&#8217;ipotesi dei 14 mesi \u00e8 decisiva. Spostando la vendita sotto l&#8217;anno, Germania, Portogallo e Stati Uniti tasserebbero eccome, e la distanza si ridurrebbe. Il 33% italiano non \u00e8 quindi sempre il pi\u00f9 caro in assoluto, ma \u00e8 l&#8217;unico che non offre alcuna via d&#8217;uscita a chi investe con un orizzonte lungo. \u00c8 questo, pi\u00f9 del numero in s\u00e9, il cuore del problema.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Oltre l&#8217;aliquota: patrimoniale, monitoraggio e DAC8<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi si ferma all&#8217;aliquota dimentica la seconda tassa italiana. Oltre all&#8217;imposta sulle plusvalenze, l&#8217;Italia applica un prelievo annuale dello 0,2% sul valore del portafoglio crypto al 31 dicembre, la cosiddetta patrimoniale: tecnicamente \u00e8 l&#8217;imposta sul valore delle cripto-attivit\u00e0 prevista dall&#8217;articolo 19, comma 18, del DL 201\/2011, dovuta a prescindere dalla custodia (si veda la <a href='https:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/portale\/documents\/20143\/5589638\/Circolare+criptoattivita+del+27+ottobre+2023.pdf'>Circolare 30\/E dell&#8217;Agenzia delle Entrate<\/a>). Se le crypto sono presso un intermediario italiano la trattiene lui; con exchange esteri o in autocustodia la si calcola e versa da s\u00e9 con F24. Questo strato manca del tutto in Portogallo o in Svizzera (dove la patrimoniale \u00e8 per\u00f2 cantonale e colpisce l&#8217;intera ricchezza mobiliare), e colloca l&#8217;Italia in un gruppo ristretto che tassa due volte: sul guadagno e sul possesso.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi il monitoraggio. L&#8217;investitore italiano deve indicare le crypto nel quadro RW (ora quadro W nei modelli recenti), senza alcuna soglia minima, a differenza dei conti esteri esenti sotto i 15.000 euro (<a href='https:\/\/infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it\/portale\/web\/guest\/quadro-rw'>Agenzia delle Entrate<\/a>). \u00c8 un obbligo che molti sottovalutano. Come ricorda l&#8217;avvocato e dottore commercialista Carlo Alberto Micheli, \u00abla dichiarazione delle monete virtuali non \u00e8 un&#8217;opzione\u00bb, e il luogo in cui si tengono gli asset non cambia nulla: \u00abil fatto che non si vedano non significa che non siano tuoi\u00bb (<a href='https:\/\/ungeracademy.com\/it\/blog\/fiscalita-nel-trading-dalle-crypto-ai-broker-esteri-intervista-con-lesperto-carlo-alberto-micheli'>Unger Academy<\/a>). Dove si custodiscono le crypto, del resto, \u00e8 una decisione che pesa su sicurezza e fisco insieme, un tema che abbiamo affrontato guardando a come le <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/banche-italiane-crypto-custodia-etp-stablecoin-2026\/'>banche italiane si stanno attrezzando sulla custodia<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero livellatore europeo, per\u00f2, arriva dal 2027. La direttiva DAC8, recepita in Italia con il D.Lgs. 194\/2025 ed efficace dal 1 gennaio 2026, obbliga gli exchange e i fornitori di servizi crypto dell&#8217;Unione a comunicare automaticamente alle amministrazioni fiscali i dati dei clienti; la prima trasmissione \u00e8 fissata al 30 giugno 2027 per i dati del 2026 (<a href='https:\/\/taxation-customs.ec.europa.eu\/taxation\/tax-transparency-cooperation\/administrative-co-operation-and-mutual-assistance\/directive-administrative-cooperation-dac\/dac8_en'>Commissione europea<\/a>). Significa che, aliquota a parte, il perimetro informativo diventa comune: un italiano con un conto su un exchange tedesco, francese o irlandese sar\u00e0 comunque segnalato all&#8217;Agenzia delle Entrate. La scelta del Paese dove si apre il conto, insomma, non \u00e8 pi\u00f9 uno scudo; conta la residenza fiscale, non la bandiera della piattaforma.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La proposta Intergruppo: tornare nella media europea<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in questo quadro che si inserisce la spinta a tornare al 26%. Il 24 settembre l&#8217;Intergruppo parlamentare Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin, presieduto dall&#8217;onorevole Marcello Coppo, ha presentato alla Camera una bozza tecnica con quattro misure, elaborata da un tavolo il cui gruppo di lavoro fiscale \u00e8 coordinato da Ferdinando Ametrano, fondatore e amministratore delegato di CheckSig, il primo CASP autorizzato in Italia da Consob (<a href='https:\/\/www.spaziocrypto.com\/regolamentazione\/crypto-tax-italia-bozza-26-percento-camera-intergruppo-2027\/'>SpazioCrypto<\/a>). Le quattro richieste sono: riportare l&#8217;aliquota al 26% dal 1 gennaio 2027, allineandola ai redditi di natura finanziaria; ammettere la deducibilit\u00e0 dei costi, come per azioni e obbligazioni; consentire la compensazione delle minusvalenze crypto con gli altri strumenti finanziari e viceversa, superando l&#8217;attuale silos della lettera c-sexies; e introdurre una rideterminazione annuale del costo di carico con imposta sostitutiva al 21%, come per le partecipazioni.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;argomento di fondo \u00e8 proprio quello comparativo che abbiamo appena verificato: non uno sconto, ma la fine di un trattamento penalizzante. \u00abOggi il fisco penalizza chi acquista direttamente cripto-attivit\u00e0, anche quando si affida a un operatore italiano autorizzato\u00bb, ha dichiarato Ametrano (<a href='https:\/\/www.digitech.news\/brandvoice\/25\/09\/2026\/tasse-cripto-arriva-propost-aliquota-26\/'>Digitech<\/a>). La stessa associazione dei CASP italiani, AssoCASP, presieduta da Fabrizio Vedana, aveva gi\u00e0 sostenuto in audizione al Senato che un&#8217;aliquota troppo alta rischia di spingere i risparmiatori verso l&#8217;autocustodia o giurisdizioni meno trasparenti, riducendo il gettito anzich\u00e9 aumentarlo (<a href='https:\/\/www.senato.it\/application\/xmanager\/projects\/leg19\/attachments\/documento_evento_procedura_commissione\/files\/000\/434\/645\/AssoCASP.pdf'>Senato della Repubblica<\/a>). A sostegno, l&#8217;Intergruppo cita un proprio sondaggio secondo cui il 55% degli italiani \u00e8 favorevole a tassare le crypto come azioni e obbligazioni e l&#8217;impatto di gettito di un ritorno al 26% sarebbe inferiore allo 0,01% delle entrate statali (<a href='https:\/\/www.checksig.com\/eu\/en\/2026-09-24-crypto-tax-26-percent-rate\/'>CheckSig<\/a>); va letto come dato commissionato, e la quota di possessori che indica (28%) \u00e8 nettamente superiore al 7% circa (2,8 milioni di persone) rilevato dall&#8217;Osservatorio Blockchain del Politecnico di Milano (<a href='https:\/\/www.osservatori.net\/comunicato\/blockchain-web3\/blockchain-italia\/'>Osservatori.net<\/a>), segno che i due perimetri non coincidono.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il nodo, come sempre, \u00e8 la copertura. La bozza non \u00e8 ancora un emendamento e nessuna norma crypto risultava nel testo della manovra alla vigilia del DDL. In un bilancio che Giorgetti ha descritto come il frutto di \u00abun passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza\u00bb, trovare i soldi per rinunciare a sette punti di aliquota non \u00e8 scontato, per quanto l&#8217;Intergruppo sostenga che il costo sia marginale. La partita si gioca nelle prossime settimane, tra il testo del DDL e gli eventuali emendamenti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa pu\u00f2 fare oggi il contribuente italiano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">In attesa che il Parlamento decida, le regole da seguire restano quelle del 33%. Qualche accorgimento pratico aiuta a non aggravare il conto. Il primo \u00e8 la documentazione: senza prova del costo di acquisto, l&#8217;Agenzia delle Entrate pu\u00f2 considerare il costo di carico pari a zero, tassando l&#8217;intero ricavo come plusvalenza. Il metodo ordinario \u00e8 il LIFO, ma l&#8217;interpello 135\/2025 ha confermato come alternativa il costo medio ponderato; in entrambi i casi serve conservare estratti conto, ricevute e cronologia delle operazioni. Il secondo \u00e8 valutare il regime amministrato, che alcuni exchange italiani hanno iniziato a offrire: come per azioni ed ETF, \u00e8 l&#8217;intermediario a calcolare e versare l&#8217;imposta, azzerando il rischio di errori in dichiarazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte dichiarativo, i lavoratori dipendenti e i pensionati possono ormai usare il modello 730, grazie ai nuovi quadri T (plusvalenze e proventi) e W (monitoraggio); chi presenta il modello Redditi PF continua a usare il quadro RT per le plusvalenze e il quadro RW per il monitoraggio. Chi si accorge di aver saltato una scadenza pu\u00f2 ancora regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta pi\u00f9 gli interessi legali. Per chi guarda a Bitcoin come riserva di valore di lungo periodo, il tema fiscale si intreccia con quello dell&#8217;allocazione: ne abbiamo parlato confrontando il <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/rapporto-oro-bitcoin-quante-once-2026\/'>rapporto tra oro e Bitcoin<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per orientarsi, questa \u00e8 la linea del tempo dell&#8217;aliquota italiana, dall&#8217;origine alla proposta oggi sul tavolo.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Anno d&#8217;imposta<\/th><th>Aliquota<\/th><th>Franchigia<\/th><th>Riferimento<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Fino al 2022<\/td><td>26% (regime valute estere)<\/td><td>Solo oltre 51.645,69 euro di giacenza per 7 giorni<\/td><td>Nessuna norma crypto dedicata<\/td><\/tr><tr><td>2023-2024<\/td><td>26%<\/td><td>2.000 euro<\/td><td>L. 197\/2022 (lettera c-sexies)<\/td><\/tr><tr><td>2025<\/td><td>26%<\/td><td>Nessuna<\/td><td>L. 207\/2024; affrancamento 18% entro il 30 nov 2025<\/td><\/tr><tr><td>2026<\/td><td>33%<\/td><td>Nessuna<\/td><td>L. 199\/2025<\/td><\/tr><tr><td>2027 (proposto)<\/td><td>26%?<\/td><td>Da definire<\/td><td>Bozza Intergruppo, in discussione<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il calendario dei prossimi giorni dir\u00e0 molto: il testo del DDL Bilancio intorno al 20 ottobre, gli eventuali emendamenti crypto, il via libera dell&#8217;Eurogruppo alla clausola di salvaguardia il 9 novembre. Da l\u00ec si capir\u00e0 se l&#8217;Italia rester\u00e0 in cima alla classifica europea delle aliquote o se sceglier\u00e0 di rientrare nella media. Il confronto con gli altri Paesi, come abbiamo visto, non d\u00e0 un verdetto netto: sull&#8217;aliquota pura l&#8217;Italia \u00e8 davvero l&#8217;eccezione, ma su tempo di detenzione e franchigie la distanza con alcuni vicini, Francia e Austria in testa, \u00e8 pi\u00f9 piccola di quanto si creda. La vera anomalia non \u00e8 il numero in s\u00e9, ma la combinazione di aliquota alta, zero sconti per chi investe a lungo e una patrimoniale annua che pochi, in Europa, applicano alle crypto.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti (FAQ)<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Quanto si pagano di tasse sulle crypto in Italia nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze su Bitcoin e token generici scontano un&#8217;imposta sostitutiva del 33%, contro il 26% applicato fino al 2025. Gli stablecoin in euro conformi a MiCA restano al 26%. A questo si aggiunge una patrimoniale annua dello 0,2% sul valore del portafoglio.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>In quale Paese europeo si pagano meno tasse sulle crypto?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dipende dall&#8217;orizzonte di investimento. Germania e Portogallo azzerano l&#8217;imposta se i token sono detenuti oltre un anno (365 giorni in Portogallo), il Belgio applica un 10% con una franchigia di 10.000 euro, e la Svizzera non tassa le plusvalenze dell&#8217;investitore privato non professionale.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>In Italia c&#8217;\u00e8 uno sconto fiscale se tengo le crypto a lungo?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. A differenza di Germania, Portogallo e Stati Uniti, l&#8217;Italia applica la stessa aliquota del 33% indipendentemente dal tempo di detenzione. Un Bitcoin venduto dopo cinque anni paga esattamente come uno venduto dopo un giorno.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Devo dichiarare le crypto se le tengo su un exchange estero o in autocustodia?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. Le cripto-attivit\u00e0 vanno indicate nel quadro RW (oggi quadro W) senza alcuna soglia minima, qualunque sia il luogo di custodia. Dal 2027, con la direttiva DAC8, gli exchange dell&#8217;Unione comunicheranno comunque i dati dei clienti all&#8217;Agenzia delle Entrate.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>L&#8217;aliquota crypto torner\u00e0 al 26% nel 2027?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 ancora deciso. L&#8217;Intergruppo parlamentare ha proposto di riportare l&#8217;aliquota al 26% dal 2027, allineandola agli altri strumenti finanziari, ma la misura non \u00e8 ancora un emendamento e dovr\u00e0 trovare copertura nella Legge di Bilancio in discussione entro il 31 dicembre.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Quanto si pagano di tasse sulle crypto in Italia nel 2026?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze su Bitcoin e token generici scontano un'imposta sostitutiva del 33%, contro il 26% applicato fino al 2025. Gli stablecoin in euro conformi a MiCA restano al 26%. 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