{"id":801,"date":"2026-10-16T22:37:41","date_gmt":"2026-10-16T22:37:41","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-q3-2026-rimbalzo-gpu-decentralizzate\/"},"modified":"2026-10-16T22:37:41","modified_gmt":"2026-10-16T22:37:41","slug":"akash-q3-2026-rimbalzo-gpu-decentralizzate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/akash-q3-2026-rimbalzo-gpu-decentralizzate\/","title":{"rendered":"Akash nel Q3 2026: il rimbalzo delle GPU decentralizzate"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quasi tutto il 2026 la storia di Akash Network \u00e8 stata la stessa: una domanda di calcolo AI reale e in crescita, appoggiata su una rete che per\u00f2 si restringeva trimestre dopo trimestre. Il report <a href='https:\/\/x.com\/MessariCrypto\/status\/2001750988638839024'>State of Akash del terzo trimestre 2026<\/a> firmato da Messari rompe quella narrazione. Secondo la societ\u00e0 di analisi, l&#8217;attivit\u00e0 di deployment \u00e8 tornata a crescere, i ricavi sono saliti del 73% su base trimestrale a circa 304.000 dollari (poco meno di 271.000 euro), la capacit\u00e0 GPU \u00e8 aumentata dell&#8217;8,5% a quota 420 schede e l&#8217;utilizzo \u00e8 cresciuto del 42% rispetto al trimestre precedente. Dopo mesi di contrazione, \u00e8 il primo vero rimbalzo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il mercato non ha festeggiato pi\u00f9 di tanto. AKT, il token della rete, vale circa 0,70 dollari (0,62 euro) secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/akash-network'>CoinGecko<\/a>, per una capitalizzazione intorno ai 209 milioni di dollari: \u00e8 ben sopra i minimi di met\u00e0 settembre sotto i 0,50 dollari, ma ha gi\u00e0 restituito parte del rally di fine settembre e resta oltre il 90% sotto il massimo storico di 8,07 dollari del 2021. Lo scarto fra una rete che riparte e un token che non decolla \u00e8 il filo conduttore di questo pezzo: proveremo a capire che cosa dicono davvero i numeri del Q3, perch\u00e9 la domanda di GPU \u00e8 destinata a salire, e perch\u00e9 per Akash la partita vera non si gioca sul prezzo ma sulla fiducia e sull&#8217;offerta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Che cosa \u00e8 Akash: il Supercloud e l&#8217;asta inversa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash Network \u00e8 un marketplace di cloud computing decentralizzato e permissionless. Invece di affittare una macchina da un singolo fornitore come Amazon Web Services o Google Cloud, su Akash chi ha bisogno di potenza di calcolo (il tenant) pubblica le proprie richieste e riceve offerte da una platea di provider indipendenti. Il modello \u00e8 quello dell&#8217;asta inversa: i fornitori competono al ribasso sul prezzo, e il tenant sceglie l&#8217;offerta che preferisce, non necessariamente la pi\u00f9 economica. Nata nel 2018 da Overclock Labs (i fondatori Greg Osuri e Adam Bozanich), la rete ha lanciato la mainnet nel 2020 per CPU e storage, aggiungendo il mercato delle GPU ad agosto 2023 con l&#8217;aggiornamento soprannominato Supercloud.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo ruota attorno a un file di configurazione chiamato SDL (Stack Definition Language), con cui il tenant descrive il carico di lavoro: quante GPU servono, di quale modello (per esempio una NVIDIA H100 o una RTX 4090), quanta memoria, quanta CPU. I provider che possiedono hardware compatibile fanno un&#8217;offerta, espressa come prezzo massimo per blocco; una volta accettata, si apre un lease (un contratto di affitto) e i fondi passano in un conto di deposito a garanzia che viene prelevato blocco dopo blocco. Non ci sono intermediari che fissano il listino: il prezzo emerge dalla concorrenza fra chi offre le macchine. \u00c8 una differenza sostanziale rispetto ai cloud tradizionali, e spiega sia il principale punto di forza di Akash (costi molto pi\u00f9 bassi) sia la sua principale debolezza (nessuna garanzia di servizio formale, come vedremo).<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il ciclo di vita di un lease aiuta a capire sia i pregi sia i limiti. Una volta aperto il contratto, il carico gira finch\u00e9 il deposito regge o finch\u00e9 una delle due parti chiude; se il provider sparisce o la macchina va in errore, non c&#8217;\u00e8 un call center a cui rivolgersi, e il tenant deve semplicemente riaprire il deployment presso un altro fornitore. Non esistono accordi sul livello di servizio (SLA) in senso tradizionale: la qualit\u00e0 di un provider si giudica dalla sua reputazione on-chain e dai fornitori marcati come affidabili. Lo storage, poi, \u00e8 effimero per impostazione predefinita (lo spazio persistente va richiesto a parte), un dettaglio che conta parecchio per chi fa girare carichi con stato. Sono compromessi accettabili per un batch di inferenza, molto meno per un database di produzione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I numeri del Q3 2026: cosa dicono (e cosa non dicono)<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per leggere il rimbalzo del terzo trimestre bisogna ricordare da dove si parte. Nel primo trimestre 2026, Messari aveva fotografato una rete in piena contrazione: i provider attivi erano scesi a 58, il minimo storico, le GPU disponibili sul mercato erano crollate di oltre il 57% a quota 334, l&#8217;utilizzo si era fermato intorno al 34% e i ricavi da lease erano calati del 45% a 253.250 dollari, come riportava il <a href='https:\/\/messari.io\/report\/state-of-akash-q1-2026-final'>report State of Akash Q1 2026<\/a>. L&#8217;unico dato in crescita erano i nuovi lease, saliti del 27,1% a 43.540, segno che la domanda c&#8217;era ma si spostava verso contratti pi\u00f9 piccoli e a pi\u00f9 alto turnover. Sull&#8217;intero 2025 i ricavi erano stati 3,15 milioni di dollari, in aumento del 128% anno su anno, ma su scala assoluta restavano piccoli.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il Q3 inverte la rotta. Ricavi a 304.000 dollari con un balzo del 73% trimestre su trimestre significano che la rete ha toccato il fondo e ha ripreso a salire, tornando sopra il livello del primo trimestre. La capacit\u00e0 GPU che risale a 420 schede indica che qualche fornitore \u00e8 rientrato o ha ampliato il parco macchine, mentre l&#8217;utilizzo in crescita del 42% dice che quelle schede lavorano di pi\u00f9. Messari attribuisce il recupero a una domanda di inferenza rimasta stabile e a una serie di aggiornamenti su Console, API e fatturazione che hanno reso la rete pi\u00f9 facile da usare per gli sviluppatori. In parole povere: meno attrito, pi\u00f9 esperimenti, pi\u00f9 lease.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per cogliere la portata del cambiamento conviene allargare lo sguardo all&#8217;intero 2026. Il primo trimestre aveva gi\u00e0 segnato un calo del 45% dei ricavi; i mesi successivi avevano continuato a erodere la base, portando il fatturato trimestrale a un minimo ancora pi\u00f9 basso prima del recupero. Il fatto che il Q3 chiuda sopra il livello del Q1, e non semplicemente sopra il fondo toccato in mezzo, \u00e8 ci\u00f2 che rende questo rimbalzo diverso dai sobbalzi tecnici visti in passato. Non \u00e8 un singolo mese buono: \u00e8 un trimestre intero in cui deployment, capacit\u00e0 e utilizzo si sono mossi tutti nella stessa direzione. Resta da capire se la tendenza regge, ma la direzione, per la prima volta da un anno, \u00e8 quella giusta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Conviene per\u00f2 tenere i piedi per terra. Un rimbalzo del 73% su base trimestrale resta un recupero da una base molto bassa: 304.000 dollari di ricavi trimestrali annualizzano poco pi\u00f9 di un milione di dollari, una cifra che un singolo cliente di un hyperscaler spende in pochi giorni. Il numero dei provider resta lontano dai livelli del 2024, e Messari non pubblica una cifra assoluta di utilizzo nel Q3 che permetta di dire se si sia tornati sopra il 50% che la rete vedeva due anni fa. Il Q3 non dimostra che Akash abbia vinto: dimostra che ha smesso di perdere terreno. La tabella sintetizza il passaggio dal minimo del primo trimestre al rimbalzo del terzo.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Metrica<\/th><th>Q1 2026 (minimo)<\/th><th>Q3 2026 (rimbalzo)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Ricavi trimestrali<\/td><td>253.250 dollari (-45% QoQ)<\/td><td>circa 304.000 dollari (+73% QoQ)<\/td><\/tr><tr><td>GPU disponibili \/ capacit\u00e0<\/td><td>334 (-57,5% QoQ)<\/td><td>420 (+8,5% QoQ)<\/td><\/tr><tr><td>Utilizzo GPU<\/td><td>circa 34%<\/td><td>+42% QoQ<\/td><\/tr><tr><td>Nuovi lease<\/td><td>43.540 (+27,1% QoQ)<\/td><td>in crescita (deployment in ripresa)<\/td><\/tr><tr><td>Provider attivi<\/td><td>58 (minimo storico)<\/td><td>in recupero<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Fonti: Messari, State of Akash Q1 2026 e aggiornamento Q3 2026. I dati Q3 sono i valori diffusi da Messari; alcune cifre assolute non sono state pubblicate.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 la domanda c&#8217;\u00e8: la nuova scarsit\u00e0 di compute e di energia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rimbalzo del Q3 non nasce dal nulla: arriva nel mezzo di una scarsit\u00e0 di calcolo AI che si \u00e8 trasformata in una scarsit\u00e0 di energia. Secondo <a href='https:\/\/www.gartner.com\/en\/newsroom\/press-releases\/2026-06-10-gartner-says-data-center-electricity-demand-to-grow-26-percent-in-2026'>Gartner<\/a>, il consumo elettrico dei data center crescer\u00e0 del 26% nel 2026, e i server ottimizzati per l&#8217;AI, che nel 2025 avevano assorbito 95 TWh, sono sulla traiettoria per consumarne 175 nel 2026, quasi raddoppiando in un solo anno. Il collo di bottiglia, ormai, non sono i chip: \u00e8 la corrente. Un data center si costruisce in meno di tre anni, ma gli allacci alla rete elettrica richiedono dai cinque ai dieci anni. Chi ha megawatt disponibili oggi detiene una risorsa scarsa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo si vede bene in un fenomeno che intreccia AI e cripto: la riconversione dei miner di Bitcoin in operatori di data center per l&#8217;intelligenza artificiale. Diversi miner quotati, da Riot a Core Scientific, hanno trasformato gigawatt di capacit\u00e0 elettrica in infrastruttura AI, firmando contratti pluridecennali per decine di miliardi di dollari; nel complesso il settore del mining quotato ha annunciato oltre 70 miliardi di contratti AI e HPC. <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/markets\/2026\/06\/16\/bitcoin-miners-ai-pivot-faces-usd50-billion-reality-check-says-vaneck'>VanEck<\/a>, per\u00f2, avverte che la transizione nasconde un conto da circa 50 miliardi di dollari in investimenti necessari. \u00c8 lo stesso nodo che si pone per il <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/budget-sicurezza-bitcoin-hashrate-commissioni-2026\/'>budget di sicurezza di Bitcoin<\/a>: la domanda vera non \u00e8 quanta energia si consuma, ma che cosa compra quell&#8217;energia, e se il valore prodotto giustifichi la spesa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui si inserisce la scommessa di Akash. La tesi \u00e8 semplice: non serve costruire nuovi data center n\u00e9 tirare nuovi megawatt dalla rete se c&#8217;\u00e8 una quantit\u00e0 enorme di GPU gi\u00e0 installate e sottoutilizzate, dai data center aziendali alle workstation professionali. Studi sull&#8217;uso dei cluster Kubernetes stimano che l&#8217;utilizzo medio delle GPU sia bassissimo, spesso a una cifra percentuale. Aggregare quella capacit\u00e0 inattiva e metterla all&#8217;asta, invece di accenderne di nuova, \u00e8 la promessa del Supercloud. Il problema, come vedremo, \u00e8 che finora quella capacit\u00e0 inattiva non si \u00e8 presentata in massa sulla rete, e il rimbalzo del Q3 \u00e8 il primo segnale che la situazione potrebbe cambiare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La svolta dell&#8217;inferenza: AkashML, Chat e gli agenti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il motore del recupero ha un nome: inferenza. L&#8217;addestramento di un grande modello richiede cluster enormi e sincronizzati, con interconnessioni velocissime fra migliaia di GPU vicine fisicamente, ed \u00e8 il terreno meno adatto a una rete distribuita. L&#8217;inferenza, cio\u00e8 l&#8217;esecuzione di un modello gi\u00e0 addestrato per rispondere alle richieste, \u00e8 un&#8217;altra cosa: si parallelizza bene, non ha bisogno di un unico datacenter gigante e pu\u00f2 girare su macchine sparse. \u00c8 esattamente il carico che favorisce i marketplace decentralizzati, ed \u00e8 dove Akash ha concentrato gli sforzi con AkashML, Akash Chat e la piattaforma per gli agenti AI.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La ragione tecnica \u00e8 precisa. L&#8217;addestramento distribuito richiede che migliaia di GPU si scambino di continuo enormi quantit\u00e0 di dati, e la banda fra schede lontane fisicamente \u00e8 un collo di bottiglia che nessuna rete decentralizzata riesce davvero ad aggirare: per questo chi prova ad addestrare su hardware sparso replica modelli piccoli invece di spezzare un modello gigante. L&#8217;inferenza, al contrario, pu\u00f2 vivere su una singola macchina o su un piccolo gruppo di schede vicine, e scala semplicemente aggiungendo nodi indipendenti che servono richieste in parallelo. \u00c8 lo scenario ideale per un marketplace come Akash. Il limite, semmai, \u00e8 a monte: una rete di questo tipo pu\u00f2 servire solo modelli a pesi aperti come Llama o DeepSeek, non i modelli chiusi di frontiera, che restano nei data center di chi li ha addestrati.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri raccontano una crescita rapida: AkashML, che ospita modelli aperti come Llama, DeepSeek e Qwen, era partito da circa 1,7 miliardi di token al giorno nel primo trimestre per arrivare a decine di miliardi al giorno a met\u00e0 2026. Greg Osuri ha riassunto la logica strategica con una frase diventata un piccolo mantra del settore: l&#8217;AI si muove in mesi, mentre l&#8217;energia si muove in anni. Tradotto, chi riesce a mettere a reddito capacit\u00e0 di calcolo gi\u00e0 esistente arriva prima di chi deve costruire tutto da zero. \u00c8 la ragione per cui l&#8217;inferenza, e non l&#8217;addestramento, \u00e8 il cuore della ripresa fotografata da Messari.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Va per\u00f2 ridimensionato l&#8217;entusiasmo con un dato di onest\u00e0. Nei confronti fra i provider di inferenza visibili su aggregatori come OpenRouter, fra febbraio e maggio 2026 AkashML restava uno dei pi\u00f9 piccoli per traffico effettivo, dietro a servizi come NovitaAI, Chutes e Venice. Era allora molto giovane (poche settimane di vita) e da allora \u00e8 cresciuto, ma il quadro \u00e8 chiaro: Akash ha trovato il filone giusto, non la leadership. La domanda di inferenza decentralizzata \u00e8 reale, ma \u00e8 contesa, e il grosso del traffico oggi non passa ancora per Akash.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Quanto costa una GPU su Akash<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il motivo per cui qualcuno affitta hardware da uno sconosciuto, invece che da un cloud blasonato, \u00e8 quasi sempre il prezzo. Grazie all&#8217;asta inversa, una NVIDIA H100 (la GPU di riferimento per l&#8217;AI) su Akash costa indicativamente fra 1,15 e 1,75 euro l&#8217;ora, contro i circa 3,40 euro delle istanze Capacity Blocks di AWS, oltre 5 euro delle P5 e punte ben pi\u00f9 alte su alcuni servizi gestiti. Il risparmio pu\u00f2 arrivare al 70-85% rispetto agli hyperscaler, un divario che spiega perch\u00e9, nonostante tutti i suoi limiti, la rete continua ad attirare chi deve far girare inferenza a basso costo. La tabella mette a confronto alcuni ordini di grandezza, tenendo presente che i listini variano molto e che sulle reti decentralizzate il prezzo esatto emerge di volta in volta dall&#8217;asta.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Servizio<\/th><th>Tipo<\/th><th>H100 (euro\/ora, indicativo)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Akash Network<\/td><td>Decentralizzato (asta inversa)<\/td><td>1,15 &#8211; 1,75<\/td><\/tr><tr><td>io.net<\/td><td>Decentralizzato<\/td><td>1,70 &#8211; 3,00<\/td><\/tr><tr><td>AWS Capacity Blocks<\/td><td>Centralizzato<\/td><td>circa 3,40<\/td><\/tr><tr><td>AWS P5 (on-demand)<\/td><td>Centralizzato<\/td><td>circa 5,95<\/td><\/tr><tr><td>Azure<\/td><td>Centralizzato<\/td><td>fino a circa 10,55<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Prezzi indicativi per GPU H100; le fonti divergono anche di due volte e il prezzo su Akash dipende dalle offerte dei provider. Conversioni a un cambio EUR\/USD di circa 1,12.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio concreto: un lavoro di inferenza che occupa una H100 per 48 ore costa sulla rete una sessantina di euro, contro diverse centinaia su un hyperscaler. Per uno sviluppatore indipendente o una piccola startup italiana che deve testare un modello, la differenza \u00e8 tutt&#8217;altro che marginale. Il rovescio della medaglia \u00e8 che quel prezzo non porta con s\u00e9 le garanzie di continuit\u00e0, assistenza e conformit\u00e0 che un&#8217;azienda regolata si aspetta, ed \u00e8 esattamente su questo terreno che Akash gioca la sua credibilit\u00e0 futura.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>AKT e il burn che quasi non brucia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Se la rete riparte, perch\u00e9 il token non segue? La risposta sta nel modo in cui AKT cattura (o non cattura) il valore del calcolo. AKT serve a pagare i lease, a fare staking per la sicurezza della rete e a votare le proposte di governance. L&#8217;inflazione \u00e8 limitata all&#8217;8% annuo da una proposta approvata nel marzo 2025, che l&#8217;ha tagliata rispetto al 13% precedente; una proposta gemella ha per\u00f2 portato al 50% la quota di nuove emissioni destinata al community pool anzich\u00e9 agli staker. Il risultato \u00e8 che, con uno staking nominale intorno al 7% e met\u00e0 dell&#8217;inflazione che non finisce nelle tasche di chi mette i token in stake, il rendimento reale dello staking \u00e8 negativo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo pi\u00f9 citato \u00e8 il Burn Mint Equilibrium (BME), attivato a marzo 2026. Funziona cos\u00ec: quando un tenant paga, l&#8217;importo in AKT viene bruciato in cambio di un credito ancorato al dollaro, e il provider viene pagato in AKT nuovi al momento del saldo. Sulla carta \u00e8 un modello deflazionistico; nella pratica, la distruzione netta di token \u00e8 quasi nulla, perch\u00e9 la quantit\u00e0 bruciata all&#8217;ingresso e quella riemessa all&#8217;uscita si compensano, salvo che AKT si apprezzi nel frattempo. L&#8217;analista Zoha Imdad Ali, su <a href='https:\/\/techi.com\/akash-akt-ai-compute-value-capture\/'>TECHi<\/a>, ha messo il dito nella piaga: Akash fa girare compute AI reale, ma non pubblica mai quanti AKT il lato burn rimuova effettivamente dalla circolazione, cos\u00ec uso della rete e valore del token restano due grandezze separate. \u00c8 lo stesso scollamento fra attivit\u00e0 e prezzo che percorre tutto il settore AI-crypto, da <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/gensyn-2026-token-ai-costo-denaro-duration\/'>Gensyn e dal suo token $AI<\/a> in gi\u00f9.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un nodo che il mercato spesso trascura: la migrazione alla shared security rischia di togliere allo staking la sua funzione. Oggi bloccare AKT serve a proteggere la catena, e quella domanda di token \u00e8 uno dei pochi usi concreti dell&#8217;asset; se la sicurezza viene affittata a una Layer 1 esterna, quel bisogno svanisce, e con esso una parte della domanda strutturale di AKT. Osuri sostiene che lo staking si trasformer\u00e0 in un meccanismo migliore, non che sparir\u00e0, ma senza una specifica tecnica \u00e8 difficile valutarne l&#8217;impatto. Nel frattempo chi detiene AKT paga un&#8217;inflazione dell&#8217;8% con un rendimento reale negativo e aspetta di sapere che cosa rester\u00e0 del token dopo il trasloco.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Dato (AKT)<\/th><th>Valore<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Prezzo<\/td><td>circa 0,70 dollari (0,62 euro)<\/td><\/tr><tr><td>Capitalizzazione<\/td><td>circa 209 milioni di dollari (186 milioni di euro)<\/td><\/tr><tr><td>Offerta circolante<\/td><td>circa 298,9 milioni di AKT<\/td><\/tr><tr><td>Offerta massima<\/td><td>388,5 milioni di AKT<\/td><\/tr><tr><td>Inflazione annua<\/td><td>limitata all&#8217;8%<\/td><\/tr><tr><td>Massimo storico<\/td><td>8,07 dollari (aprile 2021, oltre -90%)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Dati di mercato da CoinGecko, 16 ottobre 2026; parametri di inflazione dalle proposte di governance di Akash.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Calcolo riservato, ma non verificabile<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero ostacolo all&#8217;adozione seria non \u00e8 il prezzo, \u00e8 la fiducia. Quando affitti una GPU da un provider anonimo, gli consegni i tuoi dati e, spesso, i pesi del tuo modello. Per un&#8217;azienda che tratta dati sanitari, finanziari o personali sotto il GDPR, \u00e8 un salto nel buio. La risposta di Akash nel 2026 \u00e8 il confidential computing, formalizzato nella specifica AEP-83 e portato in rete a fine luglio. Il carico gira dentro micro-VM protette (Kata Containers) su hardware con Trusted Execution Environment, AMD SEV-SNP o Intel TDX lato CPU pi\u00f9 la modalit\u00e0 confidential delle GPU NVIDIA, e la memoria \u00e8 cifrata direttamente dal processore, come spiega il <a href='https:\/\/akash.network\/blog\/confidential-compute-comes-to-akash\/'>blog ufficiale<\/a>. Per il tenant basta una riga nel file SDL, e nemmeno il proprietario della macchina pu\u00f2 leggere i dati in esecuzione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">A chi serve davvero tutto questo? Soprattutto a chi tratta dati che non pu\u00f2 esporre: ospedali, banche, aziende che maneggiano informazioni personali sotto il GDPR e che, senza una garanzia di riservatezza, non prenderebbero mai in considerazione l&#8217;idea di affittare una GPU da uno sconosciuto. \u00c8 esattamente il segmento di clientela a pi\u00f9 alto valore, quello disposto a pagare un premio per la conformit\u00e0. Il punto debole, per\u00f2, \u00e8 l&#8217;offerta: il confidential computing richiede hardware specifico (CPU e GPU con le estensioni giuste), e Akash non ha mai reso noto quanti dei suoi provider lo supportino davvero. Finch\u00e9 quel numero resta ignoto, la riservatezza \u00e8 una promessa credibile sulla carta pi\u00f9 che una capacit\u00e0 diffusa su tutta la rete.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione per\u00f2 a non confondere due concetti diversi. Il calcolo riservato protegge la confidenzialit\u00e0 (nessuno vede i tuoi dati) e attesta l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;immagine che gira, ma non dimostra che il risultato sia corretto. Un provider potrebbe nascondere i tuoi dati e, al tempo stesso, eseguire un modello diverso o pi\u00f9 piccolo di quello che hai chiesto. La prova di correttezza \u00e8 un altro problema, quello del calcolo verificabile, che Akash non affronta. Come ha spiegato Vitalik Buterin in un celebre <a href='https:\/\/vitalik.eth.limo\/general\/2024\/01\/30\/cryptoai.html'>saggio<\/a>, la verificabilit\u00e0 \u00e8 l&#8217;uso pi\u00f9 forte della crypto applicata all&#8217;AI, ma le prove crittografiche aggiungono un sovraccarico che pu\u00f2 arrivare a centinaia o migliaia di volte il costo del calcolo. \u00c8 la frontiera che reti come quelle di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/verifiable-compute-addestramento-inferenza-prova-2026\/'>verifiable compute<\/a> stanno cercando di spostare, dove l&#8217;inferenza si riesce a provare mentre l&#8217;addestramento resta molto pi\u00f9 difficile. Akash offre riservatezza, non verifica: una distinzione da tenere ben presente prima di affidargli un carico critico.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;addio a Cosmos: AEP-79 e la shared security<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto la superficie c&#8217;\u00e8 un cambiamento architetturale che potrebbe pesare pi\u00f9 di qualsiasi trimestre. Akash ha deciso di abbandonare la propria blockchain sovrana, costruita con il Cosmos SDK, per migrare verso un modello di shared security: invece di mantenere una catena tutta sua, protetta dall&#8217;AKT messo in stake, la rete affiderebbe la sicurezza a una Layer 1 esistente, pagandola a consumo. La proposta formale \u00e8 l&#8217;<a href='https:\/\/akash.network\/roadmap\/aep-79\/'>AEP-79 Akash on Shared Security<\/a>, con un obiettivo di completamento fissato a fine 2026. La motivazione \u00e8 di efficienza del capitale: bloccare centinaia di milioni di dollari in staking solo per proteggere la catena \u00e8 un costo che Osuri considera non pi\u00f9 giustificabile.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La decisione, annunciata gi\u00e0 nell&#8217;autunno 2025, ha avuto un acceleratore inatteso. Nell&#8217;aprile 2026 la licenza di un modulo chiave del Cosmos SDK \u00e8 passata da Apache 2.0 a una licenza che vieta l&#8217;uso commerciale senza un accordo separato. Osuri l&#8217;ha definita <a href='https:\/\/x.com\/gregosuri\/status\/2044528963515789696'>ostile<\/a> su X, sostenendo che impedirebbe ad Akash di usare quel software in produzione o di offrirlo come servizio. La rete sta valutando una quindicina di ecosistemi, dentro e fuori Cosmos, mantenendo la compatibilit\u00e0 IBC; Solana \u00e8 spesso indicata come candidata forte, ma alla met\u00e0 di ottobre 2026 nessuna catena di destinazione \u00e8 stata ancora scelta. Per gli investitori \u00e8 un&#8217;incognita doppia: non si sa su quale catena girer\u00e0 Akash, n\u00e9 che fine far\u00e0 lo staking di AKT, che oggi \u00e8 uno dei pochi veri usi del token. Osuri assicura che lo staking evolver\u00e0 in qualcosa di superiore, ma una specifica tecnica non esiste ancora.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il nodo dell&#8217;offerta: ancora troppo pochi provider<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso di Akash si riassume in una riga: la domanda c&#8217;\u00e8, ma l&#8217;offerta fatica. Un parco di 420 GPU in tutto, per quanto in crescita, \u00e8 minuscolo rispetto alle decine di migliaia di schede di un singolo hyperscaler. Il motivo principale \u00e8 una barriera tecnica: fino a poco tempo fa, per diventare provider bisognava saper gestire Kubernetes, competenza che taglia fuori la stragrande maggioranza di chi possiede GPU inattive. A questo si aggiunge l&#8217;economia difficile del lato offerta: con l&#8217;asta inversa che spinge i prezzi al ribasso e un utilizzo lontano dal pieno, i margini per chi mette a disposizione una scheda sono sottili. Un conto illustrativo lo rende evidente: una H100 da 25-30.000 euro che rende circa 1,33 dollari l&#8217;ora, ma lavora solo un terzo del tempo, genera poche centinaia di euro al mese lordi, e il conto non torna facilmente.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash sta attaccando il problema su due fronti. Dall&#8217;alto c&#8217;\u00e8 StarCluster, una rete di GPU di propriet\u00e0 del protocollo finanziata tramite gli Starbonds (uno strumento di investimento regolamentato negli Stati Uniti, con un tetto d&#8217;offerta fino a 75 milioni di dollari) per mettere online migliaia di GPU NVIDIA Blackwell gestite da operatori verificati, i Nodekeeper. Dal basso c&#8217;\u00e8 Homenode, lanciato in accesso anticipato a febbraio 2026, che permette a chi possiede schede come RTX 4090 e 5090 di diventare provider senza toccare Kubernetes. A fare da incentivo c&#8217;\u00e8 la proposta AEP-53 sugli incentivi on-chain ai provider, pagati in AKT, che per\u00f2 introduce un rischio di diluizione. \u00c8 plausibile che proprio questa tenaglia abbia contribuito al rimbalzo della capacit\u00e0 GPU del Q3: Messari segnala che la rete si stava preparando a una espansione dell&#8217;offerta, e i 420 GPU sono il primo numero in crescita dopo trimestri di cali.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>I concorrenti e il benchmark centralizzato<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash non \u00e8 solo nel mercato delle GPU decentralizzate. Render Network, nato dal rendering 3D con OTOY e migrato su Solana, ha una capitalizzazione quasi cinque volte quella di Akash e ha costruito un suo ecosistema verticale di creazione AI. io.net punta sull&#8217;orchestrazione di cluster di GPU, anche se la distanza fra le schede pubblicizzate e quelle davvero attive \u00e8 spesso notevole. Nosana si concentra sull&#8217;inferenza a basso costo, mentre Phala Network ha fatto del confidential computing basato su TEE la propria tesi fondante, diventando un rivale diretto proprio sul terreno della riservatezza. Nessuno di questi token ha riconquistato i massimi del 2024: l&#8217;intero settore vive lo stesso scollamento fra reti che crescono e token che arrancano.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Progetto<\/th><th>Token<\/th><th>Capitalizzazione<\/th><th>Modello<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Akash<\/td><td>AKT<\/td><td>circa 209 mln dollari<\/td><td>Asta inversa, multi-GPU<\/td><\/tr><tr><td>Render<\/td><td>RENDER<\/td><td>circa 998 mln dollari<\/td><td>Rendering e AI, integrazione OTOY<\/td><\/tr><tr><td>io.net<\/td><td>IO<\/td><td>circa 67 mln dollari<\/td><td>Orchestrazione cluster<\/td><\/tr><tr><td>Nosana<\/td><td>NOS<\/td><td>circa 52 mln dollari<\/td><td>Inferenza a basso costo<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Dati di mercato da CoinGecko, 16 ottobre 2026; cifre arrotondate.<\/figcaption><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero metro di paragone, per\u00f2, \u00e8 centralizzato. CoreWeave, il cloud AI quotato al Nasdaq, nel secondo trimestre 2026 ha fatto ricavi per circa 2,58 miliardi di dollari, in crescita del 112% anno su anno, con un portafoglio ordini arretrato intorno ai 104 miliardi, come riportava la <a href='https:\/\/www.cnbc.com\/2026\/08\/11\/coreweave-crwv-q2-earnings-report-2026.html'>CNBC<\/a>. In un solo trimestre CoreWeave incassa migliaia di volte i ricavi annuali dell&#8217;intera rete Akash. Il CEO Michael Intrator ha ripetuto che il vero limite dell&#8217;AI non \u00e8 pi\u00f9 se le aziende vogliano il compute, ma quanto in fretta si riesca a consegnare capacit\u00e0 affidabile. Questa \u00e8 la posta in gioco: Akash non competer\u00e0 mai sulla scala, ma pu\u00f2 ritagliarsi la fascia di chi cerca costi bassi, resistenza alla censura e, con il confidential computing, riservatezza. Resta da vedere se quel segmento basti a reggere un token.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il contrasto con CoreWeave dice anche un&#8217;altra cosa sul modello. L&#8217;azienda americana cresce comprando hardware e megawatt con decine di miliardi fra capitale e debito, un approccio pesante e costoso ma che le garantisce controllo totale su prestazioni e affidabilit\u00e0. Akash fa l&#8217;opposto: non possiede quasi nulla, aggrega la capacit\u00e0 di altri e lascia che sia l&#8217;asta a fissare il prezzo. \u00c8 un modello pi\u00f9 leggero e potenzialmente pi\u00f9 economico, ma dipende dalla disponibilit\u00e0 di provider terzi, che finora sono stati troppo pochi. La stessa competizione per i megawatt che spinge i miner di Bitcoin verso l&#8217;AI mostra quanto sia dura la gara: chi controlla energia e hardware fisico parte avvantaggiato, e una rete che vive di capacit\u00e0 presa in prestito deve correre pi\u00f9 forte per restare rilevante.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Regole e fisco: Consob, MiCA e il 33% italiano<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista normativo, AKT si legge come un token di utilit\u00e0 infrastrutturale, periferico rispetto al cuore del regolamento MiCA, che disciplina gli emittenti di stablecoin (ART ed EMT) e i prestatori di servizi (CASP). In Italia la vigilanza \u00e8 divisa fra <a href='https:\/\/www.consob.it\/web\/consob-and-its-activities\/micar'>Consob<\/a>, che presidia trasparenza e condotta di mercato e autorizza i CASP, e Banca d&#8217;Italia, competente sugli aspetti prudenziali e sulle stablecoin, secondo il decreto legislativo 129\/2024. Un dettaglio interessante riguarda gli Starbonds che finanziano StarCluster: essendo uno strumento di investimento regolamentato negli Stati Uniti, ricadono nel perimetro dei titoli, a differenza di AKT. \u00c8 un promemoria utile di come, nello stesso progetto, convivano un token-utility e uno strumento-titolo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi, in Italia, specula su AKT o guadagna ricompense dai provider, conta soprattutto il fisco. Dal 1\u00b0 gennaio 2026 le plusvalenze cripto delle persone fisiche scontano un&#8217;imposta sostitutiva del 33%, e la vecchia franchigia da 2.000 euro \u00e8 stata abolita, mentre le stablecoin ancorate all&#8217;euro restano al 26%, come abbiamo ricostruito nel <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-italia-europa-confronto-aliquote-33-26\/'>confronto fra aliquote 33% e 26%<\/a>. Le ricompense da staking vanno trattate come reddito e i saldi monitorati nel quadro RW. C&#8217;\u00e8 anche una partita politica aperta, con una proposta nella Manovra 2027 che punta a riportare l&#8217;aliquota al 26%, ma al momento vale il 33%. Chi usa Akash solo come servizio, pagando in USDC senza mai detenere AKT, evita gran parte di questa complessit\u00e0: la rete accetta USDC e token via IBC per il deposito a garanzia, e si pu\u00f2 affittare una GPU senza toccare il token nativo.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Rischi e prospettive per il Q4<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rimbalzo del terzo trimestre va letto per quello che \u00e8: un segnale di stabilizzazione, non una vittoria. I rischi strutturali restano tutti sul tavolo. Il primo \u00e8 la migrazione: finch\u00e9 non si sa su quale catena girer\u00e0 Akash e che cosa ne sar\u00e0 dello staking di AKT, un pezzo importante della tesi di investimento resta sospeso. Il secondo \u00e8 il valore catturato dal token, che continua a non riflettere l&#8217;uso della rete. Il terzo \u00e8 l&#8217;offerta: 420 GPU sono troppo poche per crescere davvero, e la ripresa dipende dal fatto che StarCluster e Homenode portino online capacit\u00e0 in modo convincente. A questo si aggiunge un mercato dell&#8217;inferenza molto conteso, dove la guerra dei prezzi sui servizi centralizzati abbassa di continuo il pavimento su cui Akash deve competere.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Va poi ricordato che il rally di AKT di fine settembre e inizio ottobre non \u00e8 stato un evento specifico di Akash: l&#8217;intero paniere dei token di compute AI, da RENDER a NOS, si \u00e8 mosso insieme, segno di una rotazione di settore pi\u00f9 che di un catalizzatore fondamentale. Sul fronte statunitense, dove l&#8217;autorit\u00e0 che vigila su questi asset \u00e8 ridotta a due soli commissari, con tutto ci\u00f2 che comporta per i tempi delle <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/etf-crypto-sec-due-commissari-delega-2026\/'>approvazioni di ETF<\/a> e per la chiarezza normativa, i token DePIN e AI restano in una zona grigia, n\u00e9 chiaramente titoli n\u00e9 chiaramente commodity. Non \u00e8 un dettaglio: l&#8217;incertezza regolatoria pesa sul premio che il mercato \u00e8 disposto a pagare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa guardare nel quarto trimestre, allora. Primo, se la scelta della catena di destinazione arriver\u00e0 entro la fine dell&#8217;anno, come promesso. Secondo, se il rimbalzo dei ricavi e dell&#8217;utilizzo proseguir\u00e0, confermando che il Q3 era un punto di svolta e non un sobbalzo. Terzo, un numero che Akash non ha ancora reso pubblico: quanti provider offrono davvero il confidential computing, perch\u00e9 senza hardware TEE diffuso la riservatezza resta una funzione sulla carta. Il verdetto, per ora, \u00e8 misurato. Il Q3 2026 dice che Akash ha smesso di rimpicciolirsi e ha ricominciato a crescere, trainato dall&#8217;inferenza e da una domanda di compute che non accenna a calare. Se AKT riuscir\u00e0 mai a catturare quel valore \u00e8 un&#8217;altra domanda, e la risposta non \u00e8 ancora arrivata.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Akash Network?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Akash Network \u00e8 un marketplace di cloud computing decentralizzato: i tenant affittano potenza di calcolo, soprattutto GPU per l&#8217;AI, da fornitori indipendenti tramite un&#8217;asta inversa in cui i provider competono al ribasso sul prezzo. \u00c8 attivo dal 2020, con il mercato delle GPU aggiunto nell&#8217;agosto 2023.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Cosa dicono i dati Messari del terzo trimestre 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Messari, nel Q3 2026 l&#8217;attivit\u00e0 di deployment \u00e8 tornata a crescere: i ricavi sono saliti del 73% su base trimestrale a circa 304.000 dollari, la capacit\u00e0 GPU \u00e8 aumentata dell&#8217;8,5% a 420 schede e l&#8217;utilizzo \u00e8 cresciuto del 42% rispetto al trimestre precedente. \u00c8 il primo vero rimbalzo dopo un 2026 di contrazione.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Il token AKT cattura il valore del compute?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Non in modo evidente. Il meccanismo Burn Mint Equilibrium brucia AKT in cambio di un credito in dollari, ma la distruzione netta on-chain \u00e8 quasi nulla se AKT non si apprezza fra emissione e saldo, e Akash non pubblica quanti AKT vengano davvero rimossi. Con l&#8217;inflazione all&#8217;8% e met\u00e0 delle emissioni destinate al community pool, il rendimento reale dello staking resta negativo.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quanto costa affittare una GPU su Akash?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Una H100 su Akash costa indicativamente fra 1,15 e 1,75 euro l&#8217;ora, contro circa 3,40 euro delle istanze AWS Capacity Blocks e oltre 5 euro delle P5, con punte molto pi\u00f9 alte su Azure. Il prezzo esatto emerge dall&#8217;asta inversa, quindi varia in base ai provider che fanno un&#8217;offerta.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Come sono tassate in Italia le ricompense in AKT?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1\u00b0 gennaio 2026 le plusvalenze cripto delle persone fisiche scontano un&#8217;imposta sostitutiva del 33%, senza pi\u00f9 la franchigia da 2.000 euro, mentre le stablecoin ancorate all&#8217;euro restano al 26%. Le ricompense da staking sono tassate come reddito e vanno monitorate nel quadro RW; una proposta nella Manovra 2027 punta a riportare l&#8217;aliquota al 26%.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 Akash Network?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Akash Network \u00e8 un marketplace di cloud computing decentralizzato: i tenant affittano potenza di calcolo, soprattutto GPU per l'AI, da fornitori indipendenti tramite un'asta inversa in cui i provider competono al ribasso sul prezzo. \u00c8 attivo dal 2020, con il mercato delle GPU aggiunto nell'agosto 2023.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Cosa dicono i dati Messari del terzo trimestre 2026?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Secondo Messari, nel Q3 2026 l'attivit\u00e0 di deployment \u00e8 tornata a crescere: i ricavi sono saliti del 73% su base trimestrale a circa 304.000 dollari, la capacit\u00e0 GPU \u00e8 aumentata dell'8,5% a 420 schede e l'utilizzo \u00e8 cresciuto del 42% rispetto al trimestre precedente. \u00c8 il primo vero rimbalzo dopo un 2026 di contrazione.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Il token AKT cattura il valore del compute?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Non in modo evidente. 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