{"id":821,"date":"2026-10-20T10:36:53","date_gmt":"2026-10-20T10:36:53","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-manovra-2027-quattro-misure-oltre-26\/"},"modified":"2026-10-20T10:36:53","modified_gmt":"2026-10-20T10:36:53","slug":"crypto-tax-manovra-2027-quattro-misure-oltre-26","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-manovra-2027-quattro-misure-oltre-26\/","title":{"rendered":"Tasse crypto: non \u00e8 solo il 26%, le quattro mosse sul tavolo"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Da settimane il dibattito fiscale sulle criptovalute in Italia gira intorno a un solo numero: 26 contro 33. Il disegno di legge di bilancio per il 2027, arrivato in Parlamento a met\u00e0 ottobre, non contiene il taglio dell&#8217;aliquota sulle plusvalenze da cripto-attivit\u00e0 che l&#8217;industria chiedeva. La questione del ritorno al 26% \u00e8 cos\u00ec scivolata sul terreno degli emendamenti, con l&#8217;esame parlamentare che proseguir\u00e0 fino al 31 dicembre, come raccontiamo nella cronaca sul <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-manovra-2027-ddl-senza-26-emendamenti\/'>testo arrivato senza il taglio<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una partita che vale la pena seguire, ma rischia di far perdere di vista il punto. L&#8217;aliquota \u00e8 la parte pi\u00f9 visibile della riforma, non la pi\u00f9 importante. La proposta tecnica presentata alla Camera dall&#8217;Intergruppo parlamentare \u00abAsset Digitali, Blockchain e Bitcoin\u00bb non chiede soltanto di riportare il prelievo dal 33% al 26%: contiene quattro misure distinte, e per molti piccoli investitori le altre tre pesano sul conto finale quanto, e spesso pi\u00f9, dei sette punti di aliquota.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questo articolo smonta le quattro misure una per una, con i numeri alla mano, e spiega perch\u00e9 ridurre tutto al 26% racconta solo un quarto della storia. Un dettaglio di contesto per capire la posta in gioco: il 20 ottobre Bitcoin viaggiava intorno ai 72.700 euro ed Ethereum intorno ai 2.130 euro, secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin'>CoinGecko<\/a>, livelli che rendono le plusvalenze del 2026 tutt&#8217;altro che teoriche per chi ha comprato negli anni precedenti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa \u00e8 successo: la Manovra arriva senza il 26%<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso \u00e8 noto a chi ha seguito l&#8217;autunno fiscale. Il Documento programmatico di finanza pubblica, approvato dal Consiglio dei ministri il 2 ottobre, fissava i saldi ma non conteneva alcun riferimento alla fiscalit\u00e0 cripto. Dopo il via libera parlamentare allo scostamento di bilancio, a met\u00e0 ottobre, il disegno di legge di bilancio \u00e8 arrivato alle Camere. Nel testo non c&#8217;\u00e8 traccia del ritorno al 26%: la proposta dell&#8217;Intergruppo resta una bozza tecnica, non ancora tradotta in un emendamento formale, come confermano le ricostruzioni di <a href='https:\/\/www.spaziocrypto.com\/regolamentazione\/crypto-tax-italia-bozza-26-percento-camera-intergruppo-2027\/'>SpazioCrypto<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro vigente resta quindi quello disegnato dalle ultime due manovre. L&#8217;aliquota sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attivit\u00e0 \u00e8 salita al 33% dal 1\u00b0 gennaio 2026 (era al 26% nel triennio 2023-2025), per effetto della legge di bilancio 2026, che ha confermato l&#8217;aumento gi\u00e0 programmato un anno prima. L&#8217;unica differenziazione gi\u00e0 scritta nella legge \u00e8 il 26% riservato ai token di moneta elettronica (EMT) denominati in euro e conformi a MiCA, come spiega <a href='https:\/\/www.fiscooggi.it\/portale\/-\/bilancio-2026-aliquota-pi%C3%B9-leggera-per-le-criptoattivit%C3%A0-in-euro'>Fisco Oggi<\/a>, il portale dell&#8217;Agenzia delle Entrate.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un punto che quasi tutti i titoli trascurano: la Manovra non pu\u00f2 toccare il passato. Le plusvalenze del 2025 si dichiarano nel 2026 e restano al 26%; quelle realizzate nel 2026 si dichiareranno nel 2027 e sono gi\u00e0 al 33%, qualunque cosa accada agli emendamenti. Il disegno di legge, al massimo, pu\u00f2 incidere sul 2027 in avanti. Chi si aspetta che un ritorno al 26% abbassi il conto in arrivo il prossimo giugno rimarr\u00e0 deluso.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il numero sbagliato: perch\u00e9 il 26% \u00e8 solo un quarto della storia<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Concentrare il dibattito sull&#8217;aliquota \u00e8 comprensibile: \u00e8 il numero pi\u00f9 facile da mettere in un titolo. Ma il regime fiscale italiano delle cripto-attivit\u00e0 porta con s\u00e9 tre handicap strutturali rispetto ad azioni e obbligazioni, e nessuno dei tre dipende dall&#8217;aliquota. Primo: i costi di transazione non trovano un riconoscimento esplicito nel calcolo della plusvalenza. Secondo: le minusvalenze su cripto non possono compensare i guadagni su altri strumenti finanziari, e viceversa. Terzo: dopo la chiusura delle finestre di affrancamento una tantum, manca uno strumento ordinario per rivalutare il costo di carico a imposta ridotta.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta dell&#8217;Intergruppo interviene su tutti e quattro i fronti insieme. Il coordinatore del gruppo di lavoro sul fisco, Ferdinando Ametrano, amministratore delegato di CheckSig (il primo operatore autorizzato come CASP in Italia), ha sintetizzato cos\u00ec la logica dell&#8217;iniziativa: \u00abOggi il fisco penalizza chi acquista direttamente cripto-attivit\u00e0, anche quando si affida a un operatore italiano autorizzato\u00bb (<a href='https:\/\/www.digitech.news\/brandvoice\/25\/09\/2026\/tasse-cripto-arriva-propost-aliquota-26\/'>Digitech<\/a>). Il messaggio non \u00e8 \u00abmeno tasse\u00bb, ma \u00abstesse regole\u00bb: allineare le cripto al trattamento degli altri redditi di natura finanziaria.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per un investitore con un portafoglio misto, l&#8217;aliquota \u00e8 spesso la leva meno potente. Nelle sezioni che seguono mettiamo in fila le quattro misure e usiamo un esempio numerico per mostrare quale pesa davvero sul conto finale. L&#8217;anticipazione, per chi ha fretta: non \u00e8 quella di cui parlano i giornali.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le quattro misure in sintesi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La tabella che segue riassume la proposta: che cosa prevede ogni misura, qual \u00e8 la regola in vigore oggi e chi ne trarrebbe il beneficio maggiore. Le sezioni successive le analizzano una per una, perch\u00e9 dietro ciascuna riga si nasconde un pezzo di meccanica fiscale che cambia la base imponibile, non solo la percentuale applicata.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Misura<\/th><th>Regola attuale<\/th><th>Proposta Intergruppo<\/th><th>Chi ne beneficia<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Aliquota<\/td><td>33% (26% per gli EMT in euro)<\/td><td>26% su tutte le cripto dal 2027<\/td><td>Tutti, in proporzione al guadagno<\/td><\/tr><tr><td>Deducibilit\u00e0 dei costi<\/td><td>Nessun richiamo esplicito agli oneri inerenti<\/td><td>Stessa formula di azioni e obbligazioni<\/td><td>Chi opera spesso e paga molte commissioni<\/td><\/tr><tr><td>Compensazione tra strumenti<\/td><td>Minusvalenze crypto isolate nel silo c-sexies<\/td><td>Compensazione incrociata con gli altri strumenti<\/td><td>Chi perde su una asset class e guadagna sull&#8217;altra<\/td><\/tr><tr><td>Rideterminazione del costo<\/td><td>Solo finestre una tantum, ora chiuse<\/td><td>Affrancamento annuale con imposta al 21%<\/td><td>Chi ha forti plusvalenze latenti<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Misura 1, l&#8217;aliquota: 33%, 26% e il precedente che esiste gi\u00e0<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dal numero di cui parlano tutti. L&#8217;aliquota sostitutiva sulle plusvalenze cripto ha una storia breve e movimentata: 26% dal 2023, poi la proposta shock del governo nell&#8217;autunno 2024 di portarla al 42%, come riport\u00f2 <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2024\/10\/16\/italy-to-raise-capital-gains-tax-on-crypto-to-42-from-26-reports'>CoinDesk<\/a>, infine il compromesso al 33% entrato in vigore il 1\u00b0 gennaio 2026. L&#8217;Intergruppo chiede di tornare al 26% dal 2027, la stessa aliquota che grava sulla maggior parte dei redditi di natura finanziaria: azioni, obbligazioni societarie, ETP. La logica dichiarata \u00e8 togliere alle cripto lo status di categoria speciale, pi\u00f9 tassata di tutte le altre.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il precedente che rende la richiesta credibile \u00e8 gi\u00e0 nella legge. Dal 2026 i token di moneta elettronica in euro conformi a MiCA pagano il 26%, non il 33%: la conversione tra euro ed EMT in euro non genera plusvalenza, mentre il passaggio da Bitcoin a un EMT resta tassato al 33%. \u00c8 la prova che il legislatore sa gi\u00e0 distinguere, e che un prelievo al 26% sulle cripto non \u00e8 un&#8217;eresia tecnica. Abbiamo spiegato altrove perch\u00e9 <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/gafi-stablecoin-2026-congelamento-antiriciclaggio-mica\/'>le stablecoin in euro vivono in un regime a parte<\/a>, tra fisco pi\u00f9 leggero e obblighi antiriciclaggio pi\u00f9 stringenti.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto vale, in concreto, il taglio di sette punti? Su una plusvalenza netta di 10.000 euro, passare dal 33% al 26% significa risparmiare 700 euro. Non \u00e8 poco, ma \u00e8 una cifra lineare e prevedibile: cresce in proporzione al guadagno e nulla pi\u00f9. Le misure che seguono, al contrario, possono cambiare la base imponibile su cui l&#8217;aliquota si applica, e quindi incidere molto di pi\u00f9, in modo meno visibile ma pi\u00f9 sostanziale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Misura 2, la deducibilit\u00e0 dei costi: la parit\u00e0 che manca<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui si entra nella parte meno raccontata della riforma. Quando un investitore vende azioni o obbligazioni, la plusvalenza si calcola sottraendo al corrispettivo il costo di acquisto \u00abaumentato di ogni onere inerente alla loro produzione\u00bb (art. 68 del TUIR): commissioni, oneri accessori, in certi casi persino l&#8217;imposta di successione. La norma che disciplina le cripto-attivit\u00e0, introdotta con la legge di bilancio 2023, calcola invece la plusvalenza come semplice differenza tra corrispettivo percepito e costo o valore di acquisto, senza richiamare espressamente gli oneri inerenti. Il risultato \u00e8 una zona grigia sulla deducibilit\u00e0 di commissioni, fee di rete e costi di transazione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta dell&#8217;Intergruppo vuole chiudere il divario applicando alle cripto la stessa formula gi\u00e0 prevista per azioni, obbligazioni e valute estere, come documenta <a href='https:\/\/www.checksig.com\/eu\/en\/2026-09-24-crypto-tax-26-percent-rate\/'>CheckSig<\/a>. L&#8217;obiettivo dichiarato, ancora una volta, \u00e8 la parit\u00e0 di trattamento, non uno sconto. In un mercato dove le commissioni si pagano a ogni operazione, la differenza non \u00e8 teorica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio rende l&#8217;idea. Immaginiamo un investitore attivo che nell&#8217;anno realizza 20.000 euro di plusvalenza lorda su cripto e sostiene 1.500 euro di commissioni ed oneri di transazione. Se quei 1.500 euro non riducono la base imponibile (come accade oggi, in assenza di un richiamo esplicito agli oneri inerenti), su di essi si paga comunque l&#8217;imposta: al 33% sono circa 495 euro di prelievo che un investitore in azioni, a parit\u00e0 di costi, non sosterrebbe. Per chi fa molte operazioni, con spread e fee che si accumulano, questa voce da sola pu\u00f2 avvicinarsi o superare il beneficio del taglio di aliquota. \u00c8 il tipo di costo nascosto che non finisce mai nei titoli, ma che l&#8217;investitore ritrova nella dichiarazione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Misura 3, la compensazione tra strumenti: il silo del c-sexies<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 probabilmente la misura pi\u00f9 sottovalutata, e per molti la pi\u00f9 importante. Le plusvalenze e le minusvalenze su cripto rientrano nella categoria dei redditi diversi disciplinata dalla lettera c-sexies dell&#8217;art. 67 del TUIR. Le perdite in cripto possono compensare soltanto guadagni in cripto, e si possono riportare in avanti per quattro anni. Gli altri strumenti finanziari, azioni, obbligazioni, ETP, valute estere, vivono invece nel paniere della lettera c-ter, dove perdite e guadagni si compensano tra loro, sempre con riporto quadriennale: il cosiddetto zainetto fiscale, come ricorda <a href='https:\/\/fiscomania.com\/tassazione-crypto-cosa-cambia\/'>Fiscomania<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che i due silos non comunicano. Una perdita su Ethereum non pu\u00f2 abbattere un guadagno su un&#8217;azione, e una minusvalenza su un titolo azionario non pu\u00f2 ridurre la plusvalenza su Bitcoin. In un anno in cui le due classi di attivo vanno in direzioni opposte, l&#8217;investitore paga le tasse per intero sul lato che \u00e8 salito e si tiene la perdita sospesa sull&#8217;altro, senza beneficio immediato. La questione \u00e8 tutt&#8217;altro che astratta: la relazione tra mercati azionari e cripto cambia di continuo, e in certe fasi si allenta del tutto, come abbiamo osservato analizzando il <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/correlazione-azioni-crypto-disaccoppiamento-ottobre-2026\/'>disaccoppiamento tra azioni e crypto<\/a>. Proprio nelle fasi di disaccoppiamento, quando una sale e l&#8217;altra scende, il silo morde di pi\u00f9.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta unifica i due panieri: minusvalenze crypto che abbattono guadagni azionari e viceversa. Per chi diversifica tra Borsa e wallet \u00e8 una semplificazione che, in molti anni, vale ben pi\u00f9 di una manciata di punti di aliquota. Il perch\u00e9 si vede meglio con i numeri, ed \u00e8 ci\u00f2 che facciamo nella prossima sezione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Un caso concreto: stessa plusvalenza, conto diverso<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Prendiamo Mario, investitore retail con un portafoglio misto. Nel corso dell&#8217;anno realizza una plusvalenza lorda di 10.000 euro su Bitcoin. Ha per\u00f2 anche due perdite: 4.000 euro su un&#8217;altra cripto e 3.000 euro sul suo portafoglio azionario. Vediamo quanto paga in tre scenari: la regola di oggi, il solo taglio di aliquota e la riforma piena proposta dall&#8217;Intergruppo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, con aliquota al 33% e silos separati, la minusvalenza crypto da 4.000 euro compensa la plusvalenza crypto, portando la base a 6.000 euro: imposta 1.980 euro. I 3.000 euro di perdita azionaria restano chiusi nel paniere c-ter e non toccano la crypto. Con il solo taglio al 26%, a silos invariati, la base resta 6.000 euro e l&#8217;imposta scende a 1.560 euro: 420 euro di risparmio. Con la riforma piena, la perdita azionaria entra nel conto: base pari a 10.000 meno 4.000 meno 3.000, cio\u00e8 3.000 euro, tassati al 26% per 780 euro.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Scenario<\/th><th>Base imponibile<\/th><th>Aliquota<\/th><th>Imposta<\/th><th>Risparmio vs oggi<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Oggi (33%, silos separati)<\/td><td>6.000 euro<\/td><td>33%<\/td><td>1.980 euro<\/td><td>&#8211;<\/td><\/tr><tr><td>Solo taglio al 26%<\/td><td>6.000 euro<\/td><td>26%<\/td><td>1.560 euro<\/td><td>420 euro<\/td><\/tr><tr><td>Riforma piena (26% + compensazione)<\/td><td>3.000 euro<\/td><td>26%<\/td><td>780 euro<\/td><td>1.200 euro<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato che conta \u00e8 la scomposizione del risparmio. Dei 1.200 euro totali, solo 420 arrivano dal taglio di aliquota; gli altri 780 nascono dalla compensazione incrociata. In altre parole, la misura di cui quasi nessuno parla vale, in questo caso, quasi il doppio di quella che occupa tutti i titoli. Aggiungendo la deducibilit\u00e0 dei costi vista sopra, il divario a favore delle misure strutturali si allargherebbe ancora.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente l&#8217;aritmetica cambia con i numeri di ciascuno: un investitore con soli guadagni e nessuna perdita vedrebbe contare solo l&#8217;aliquota, e per lui il 26% sarebbe tutto. Ma proprio questo \u00e8 il punto: l&#8217;impatto delle quattro misure dipende dal profilo, e ridurre tutto al 26% ignora i casi, numerosi, in cui le altre tre contano di pi\u00f9. Un dibattito pubblico centrato sul solo rate rischia di promettere a molti investitori meno di quanto la riforma, nel suo insieme, potrebbe davvero dare loro.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Misura 4, la rideterminazione annuale al 21%: la fine delle finestre una tantum<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La quarta misura riguarda la rivalutazione del costo di carico. Finora l&#8217;Italia ha offerto due finestre di affrancamento una tantum: una al valore del 1\u00b0 gennaio 2023 e una al 1\u00b0 gennaio 2025, quest&#8217;ultima con imposta sostitutiva al 18% e un termine, il 30 novembre 2025, ormai scaduto. Chi non ha affrancato entro quella data oggi non ha alcuno strumento ordinario per rivalutare il costo e distribuire l&#8217;imposta: alla vendita si fa i conti con l&#8217;intera plusvalenza latente, accumulata magari in anni di detenzione.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Intergruppo propone di trasformare l&#8217;affrancamento in un regime annuale strutturale, con imposta sostitutiva al 21%, la stessa percentuale prevista per la rideterminazione del valore delle partecipazioni. Significherebbe poter rivalutare ogni anno il costo di carico pagando una sostitutiva fissa, utile soprattutto a chi detiene da tempo e si ritrova forti guadagni sulla carta che preferirebbe cristallizzare un po&#8217; per volta. \u00c8 lo stesso meccanismo che gli investitori in partecipazioni non quotate conoscono bene, e che al mondo cripto, dopo la chiusura della finestra 2025, manca del tutto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Lo strumento ha senso soprattutto in ottica di lungo periodo. Chi ha forti guadagni latenti e prevede di vendere tra qualche anno potrebbe scegliere se cristallizzarli un po&#8217; per volta, pagando il 21% sulla rivalutazione annuale, oppure rinviare tutto alla vendita e pagare l&#8217;aliquota ordinaria sull&#8217;intera plusvalenza. Non \u00e8 una scorciatoia ma una forma di pianificazione, la stessa che per azioni e partecipazioni \u00e8 ordinaria amministrazione e che oggi, per le cripto, semplicemente non esiste. In un mercato volatile come quello delle cripto-attivit\u00e0, poter scegliere quando far emergere il guadagno vale gi\u00e0 di per s\u00e9.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa \u00e8 gi\u00e0 scritto nella pietra: il 2026 resta al 33%<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena insistere, perch\u00e9 \u00e8 la fonte di pi\u00f9 malintesi. Anche se un emendamento riportasse l&#8217;aliquota al 26%, lo farebbe a partire dal 2027. Le plusvalenze realizzate nel 2026, da dichiarare l&#8217;anno prossimo, restano al 33% in ogni caso. Il risultato \u00e8 un triplo binario che convive nello stesso contribuente: i guadagni del 2025 al 26%, quelli del 2026 al 33%, quelli del 2027 ancora da definire.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza pratica \u00e8 che le decisioni sul portafoglio di qui a fine anno vanno prese sapendo che il 33% sul 2026 non si tocca. Chi stesse rinviando una vendita nella speranza di un&#8217;aliquota pi\u00f9 bassa dovrebbe mettere in conto che quella speranza riguarda, al pi\u00f9, gli anni futuri; sul realizzato 2026 non c&#8217;\u00e8 margine. \u00c8 una distinzione tecnica, ma pesa su scelte molto concrete, dal momento del realizzo alla gestione delle perdite. Torneremo sulle mosse di fine anno nell&#8217;ultima sezione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il precedente del 2025: gli emendamenti che non passarono<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Chi scommette sul ritorno al 26% dovrebbe guardare a cosa \u00e8 successo appena un anno fa. Durante l&#8217;esame della legge di bilancio 2026 (Atto Senato 1689), l&#8217;articolo sulla tassazione delle cripto-attivit\u00e0 raccolse una serie di emendamenti, numerati 13.1, 13.2 e seguenti, presentati da esponenti sia di maggioranza sia di opposizione, quasi tutti convergenti su un obiettivo: cancellare o rinviare l&#8217;aumento dal 26% al 33%, rendere permanente la rideterminazione annuale del costo e chiarire la neutralit\u00e0 fiscale delle conversioni verso le stablecoin in euro. La ricostruzione puntuale, emendamento per emendamento, la offre <a href='https:\/\/www.coinlex.it\/2025\/11\/17\/emendamenti-allart-13-tassazione-delle-criptoattivita-nel-ddl-n-59654-atto-senato-1689\/'>Coinlex<\/a>.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;esito \u00e8 noto: nessuno di quegli emendamenti \u00e8 sopravvissuto al testo finale. L&#8217;aumento al 33% \u00e8 entrato in vigore il 1\u00b0 gennaio 2026 e l&#8217;unica concessione \u00e8 stato il 26% sugli EMT in euro. La lezione \u00e8 utile a calibrare le aspettative. La stessa platea politica che oggi chiede il 26% lo chiedeva, con argomenti molto simili, dodici mesi fa, e perse. Non significa che andr\u00e0 cos\u00ec di nuovo, soprattutto ora che la proposta arriva da un Intergruppo trasversale con un lavoro tecnico alle spalle, ma significa che la via dell&#8217;emendamento \u00e8 in salita, non in discesa, e che la storia recente consiglia prudenza a chi la d\u00e0 per vinta.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La via degli emendamenti e il vincolo di cassa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 una misura che costa poco fatica a passare? La risposta sta nel contesto di finanza pubblica. L&#8217;Intergruppo, insieme a CheckSig, stima che riportare l&#8217;aliquota al 26% peserebbe meno dello 0,01% del gettito fiscale complessivo dello Stato: una cifra minima. Ma la manovra 2027 nasce sotto il segno del rigore, con uno scostamento di bilancio di circa 29 miliardi sul biennio, autorizzato grazie alla clausola nazionale di salvaguardia, e in quel clima ogni voce di minor gettito viene difesa riga per riga.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il tono lo ha dato il ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti, che ha pi\u00f9 volte invocato prudenza sui conti, avvertendo che \u00abserve prudenza\u00bb in un momento segnato da incertezze (<a href='https:\/\/www.informazionefiscale.it\/manovra-2027-dpfp-novita'>Informazione Fiscale<\/a>). In un contesto del genere, anche uno sgravio di importo trascurabile diventa difficile da far passare, perch\u00e9 apre la porta ad altre richieste e costringe a trovare coperture.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso ora \u00e8 quello classico di ogni legge di bilancio: il testo viene esaminato in commissione, raccoglie gli emendamenti, passa dalla relazione del relatore e di solito approda in Aula con un maxi-emendamento su cui il governo pone la fiducia, con l&#8217;approvazione finale attesa entro il 31 dicembre per evitare l&#8217;esercizio provvisorio. In quella trafila, una norma di nicchia come la fiscalit\u00e0 cripto rischia di restare schiacciata tra priorit\u00e0 di spesa ben pi\u00f9 grandi. Dall&#8217;altro lato, l&#8217;industria porta un argomento di merito. L&#8217;associazione dei fornitori di servizi, AssoCASP, presieduta da Fabrizio Vedana, nelle sue audizioni parlamentari ha sostenuto che un&#8217;aliquota punitiva rischia di spingere i risparmiatori verso l&#8217;autocustodia o verso giurisdizioni meno trasparenti, riducendo il gettito invece di aumentarlo (<a href='https:\/\/www.senato.it\/application\/xmanager\/projects\/leg19\/attachments\/documento_evento_procedura_commissione\/files\/000\/434\/645\/AssoCASP.pdf'>documento depositato in Senato<\/a>). \u00c8 la tesi classica della concorrenza fiscale: in un mercato unico in cui un CASP autorizzato in un altro Paese UE pu\u00f2 servire i clienti italiani, il capitale si sposta con un clic.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire dove va la partita, nelle prossime settimane conviene guardare a due segnali pi\u00f9 che ai comunicati. Il primo \u00e8 se la richiesta dell&#8217;Intergruppo si trasformer\u00e0 davvero in un emendamento firmato e depositato, e da quali gruppi: una cosa \u00e8 un documento tecnico, un&#8217;altra \u00e8 una proposta con un numero e dei proponenti. Il secondo \u00e8 il parere del governo e del relatore su quell&#8217;emendamento, perch\u00e9 in una legge di bilancio \u00e8 l\u00ec che si decide la sorte delle norme di nicchia, molto pi\u00f9 che negli annunci. Finch\u00e9 mancano questi due passaggi, il ritorno al 26% resta un&#8217;ipotesi, non una scadenza in calendario.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;Italia nel contesto europeo<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;argomento della concorrenza fiscale ha un fondamento nei numeri. L&#8217;Italia \u00e8, tra i grandi mercati europei, l&#8217;unico ad applicare alle cripto un&#8217;aliquota specifica pi\u00f9 alta di quella che grava sui propri redditi finanziari ordinari. La Francia tassa le plusvalenze su cripto-attivit\u00e0 con il prelievo forfettario unico, salito al 31,4% dal 2026, come indica il sito dell&#8217;amministrazione fiscale francese <a href='https:\/\/www.impots.gouv.fr\/particulier\/questions\/comment-declarer-les-plus-ou-moins-values-sur-cessions-dactifs-numeriques'>impots.gouv.fr<\/a>; ma l\u00ec \u00e8 la stessa aliquota che grava sugli altri redditi da capitale, non una penalizzazione riservata al digitale. La Germania esenta del tutto le plusvalenze su cripto detenute oltre un anno. Il Portogallo applica il 28% sotto i 365 giorni e l&#8217;esenzione oltre. Il Regno Unito, fuori dall&#8217;UE, tassa al 18% o 24% ma con una franchigia annuale, pur ridotta a 3.000 sterline, come spiega <a href='https:\/\/www.gov.uk\/guidance\/check-if-you-need-to-pay-tax-when-you-sell-cryptoassets'>gov.uk<\/a>.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Paese<\/th><th>Aliquota sulle plusvalenze crypto<\/th><th>Esenzione per detenzione<\/th><th>Compensazione perdite<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Italia<\/td><td>33% (26% EMT in euro)<\/td><td>Nessuna<\/td><td>Solo entro il silo cripto<\/td><\/tr><tr><td>Francia<\/td><td>31,4% (PFU, come gli altri redditi)<\/td><td>Nessuna<\/td><td>Entro la categoria<\/td><\/tr><tr><td>Germania<\/td><td>Aliquota ordinaria sotto 1 anno<\/td><td>Esente oltre 1 anno<\/td><td>Entro le operazioni private<\/td><\/tr><tr><td>Portogallo<\/td><td>28% sotto 365 giorni<\/td><td>Esente oltre 365 giorni<\/td><td>Entro la categoria<\/td><\/tr><tr><td>Regno Unito<\/td><td>18% \/ 24%<\/td><td>Franchigia 3.000 sterline<\/td><td>Con le altre plusvalenze CGT<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la franchigia da 2.000 euro che l&#8217;Italia prevedeva \u00e8 stata abolita dal 2025: oggi si tassa dal primo euro. Messa in fila con gli altri Paesi, la posizione italiana appare come un caso isolato di aliquota specifica pi\u00f9 alta, senza le valvole di sfogo (esenzione per detenzione, compensazione ampia, franchigia) presenti altrove. Non sorprende che gli investitori confrontino il rendimento netto delle cripto con quello di altri impieghi, dai titoli di Stato in avanti, come abbiamo fatto parlando dei <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/rendimenti-treasury-5-percento-crypto-ottobre-2026\/'>rendimenti dei Treasury vicini al 5%<\/a>: quando il confronto \u00e8 al netto delle tasse, sette punti di aliquota e un silo chiuso sulle perdite spostano l&#8217;ago.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>DAC8 e il monitoraggio: la partita che non dipende dalla Manovra<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre il Parlamento discute di aliquote, un&#8217;altra parte della riforma fiscale cripto \u00e8 gi\u00e0 operativa, e non passa dalla legge di bilancio. La direttiva europea DAC8, recepita in Italia con il decreto legislativo 194\/2025, \u00e8 in vigore dal 1\u00b0 gennaio 2026: gli exchange europei raccolgono i dati dei clienti e li comunicheranno all&#8217;Agenzia delle Entrate, con il primo scambio automatico fissato al 30 giugno 2027 sui dati del 2026. Qualunque sia l&#8217;aliquota, il Fisco avr\u00e0 una fotografia molto pi\u00f9 nitida di chi detiene cosa. In questo senso la partita dell&#8217;aliquota e quella della tracciabilit\u00e0 corrono su binari diversi, ma convergono: un prelievo pi\u00f9 alto conta davvero solo se \u00e8 anche esigibile, e la tracciabilit\u00e0 lo rende tale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obbligo di monitoraggio nel quadro RW (ribattezzato quadro W nei modelli pi\u00f9 recenti) resta dovuto a prescindere dal tipo di custodia: wallet su exchange o autocustodia non cambia nulla, e non c&#8217;\u00e8 soglia minima sotto cui ci si possa dimenticare la dichiarazione. L&#8217;autocustodia offre, semmai, privacy operativa, non anonimato fiscale: gli indirizzi sono quasi sempre collegabili a un&#8217;identit\u00e0 tramite i punti di on-ramp e off-ramp gi\u00e0 soggetti a KYC. \u00c8 un tema che abbiamo affrontato ragionando di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/defi-conforme-2026-whitelist-privacy-pools-conoscenza-zero\/'>DeFi conforme e privacy<\/a>, dove la linea tra riservatezza legittima e opacit\u00e0 \u00e8 sottile. Per il contribuente la morale \u00e8 semplice: la scelta tra 26% e 33% cambia quanto si paga, non se si \u00e8 tenuti a dichiarare.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa pu\u00f2 fare chi investe da qui a fine anno<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">In attesa di sapere come finir\u00e0 la partita degli emendamenti, qualche punto fermo aiuta a pianificare le ultime settimane del 2026.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>Il realizzato 2026 \u00e8 al 33%, senza possibilit\u00e0 di sconto retroattivo: le vendite di quest&#8217;anno vanno decise su questo presupposto, non sulla speranza di un 26% futuro.<\/li><li>All&#8217;interno del silo cripto si possono realizzare minusvalenze per compensare plusvalenze crypto entro il 31 dicembre, ricordando per\u00f2 che, con le regole attuali, quelle perdite non toccano i guadagni su azioni o ETP.<\/li><li>La finestra di affrancamento \u00e8 chiusa dal 30 novembre 2025: oggi non esiste uno strumento per rivalutare il costo di carico, a meno che la rideterminazione annuale proposta non diventi legge per il 2027.<\/li><li>Le conversioni verso EMT in euro restano nel perimetro del 26%, un dettaglio rilevante per chi parcheggia liquidit\u00e0 tra un&#8217;operazione e l&#8217;altra.<\/li><li>Vanno conservati i dati di costo con metodo coerente (LIFO o costo medio ponderato) per compilare i quadri RT o T e il monitoraggio RW o W.<\/li><li>Le scelte sul 2027, cio\u00e8 quando e quanto realizzare l&#8217;anno prossimo, conviene rimandarle a dopo l&#8217;approvazione della manovra, attesa entro il 31 dicembre.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">Resta la premessa d&#8217;obbligo: questo articolo \u00e8 informativo e non sostituisce la consulenza di un commercialista, tanto pi\u00f9 utile in un anno a doppio, anzi triplo, binario come questo, in cui la stessa dichiarazione pu\u00f2 ospitare redditi tassati a percentuali diverse.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>La Manovra 2027 ha tagliato le tasse sulle crypto al 26%?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">No. Il disegno di legge di bilancio arrivato in Parlamento a met\u00e0 ottobre non contiene il taglio dal 33% al 26%. Il ritorno al 26% \u00e8 una proposta dell&#8217;Intergruppo parlamentare che, per diventare legge, dovrebbe passare come emendamento durante l&#8217;esame che si chiude il 31 dicembre.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Quanto pago sulle plusvalenze crypto realizzate nel 2026?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Il 33%. L&#8217;aliquota \u00e8 salita al 33% dal 1\u00b0 gennaio 2026 e un eventuale ritorno al 26% varrebbe comunque solo dal 2027. I guadagni del 2026, da dichiarare nel 2027, restano quindi al 33% qualunque sia l&#8217;esito degli emendamenti.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Posso usare le perdite in crypto per abbassare le tasse sulle azioni?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Con le regole attuali no. Le minusvalenze su cripto compensano solo plusvalenze su cripto (silo della lettera c-sexies), mentre azioni, obbligazioni ed ETP vivono in un paniere separato. La proposta dell&#8217;Intergruppo vuole proprio unificare i due mondi, consentendo la compensazione incrociata.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Posso dedurre le commissioni dell&#8217;exchange dalle plusvalenze?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi \u00e8 una zona grigia: la norma sulle cripto non richiama espressamente gli oneri inerenti che l&#8217;art. 68 del TUIR riconosce ad azioni e obbligazioni. Una delle quattro misure proposte punta ad allineare le cripto, rendendo i costi di transazione deducibili con la stessa formula degli altri strumenti.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Le stablecoin in euro pagano davvero meno tasse?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec. I token di moneta elettronica in euro conformi a MiCA sono tassati al 26% anzich\u00e9 al 33%, e la conversione tra euro ed EMT in euro non genera plusvalenza. 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