{"id":830,"date":"2026-10-22T04:40:30","date_gmt":"2026-10-22T04:40:30","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/banche-crypto-genius-qivalis-regole-stablecoin-2026\/"},"modified":"2026-10-22T04:40:30","modified_gmt":"2026-10-22T04:40:30","slug":"banche-crypto-genius-qivalis-regole-stablecoin-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/banche-crypto-genius-qivalis-regole-stablecoin-2026\/","title":{"rendered":"Banche e crypto: le regole sono atterrate, da GENIUS a Qivalis"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Per anni la risposta delle banche alle criptovalute \u00e8 stata una sola: stare alla larga. Nel giro di otto giorni, tra il 13 e il 21 ottobre 2026, quella risposta \u00e8 diventata obsoleta. Il 21 ottobre l&#8217;Office of the Comptroller of the Currency (OCC) statunitense ha varato la prima regola attuativa definitiva del GENIUS Act, il quadro federale sugli stablecoin, con entrata in vigore fissata al 18 gennaio 2027. Una settimana prima, il 13 ottobre, la banca centrale olandese (De Nederlandsche Bank) aveva concesso a Qivalis, il consorzio di 37 banche europee, la licenza da istituto di moneta elettronica per emettere uno stablecoin denominato in euro. Due manuali, due sponde dell&#8217;Atlantico, la stessa domanda di fondo: che cosa possono, e che cosa non possono, fare le banche con le crypto nel 2026.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Questa guida mette in fila i mestieri che un istituto di credito pu\u00f2 svolgere intorno agli asset digitali, il muro di capitale che lo tiene lontano dal detenere Bitcoin in proprio, e il motivo per cui quattro grandi banche italiane (UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banca Sella e BPER) si ritrovano oggi dentro due progetti di stablecoin in euro nello stesso momento. Il prezzo di Bitcoin, mentre scriviamo, viaggia intorno ai <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>73.673 euro<\/a>, sostanzialmente piatto sulla giornata: la notizia che conta, questa settimana, non \u00e8 sul prezzo ma sulle regole.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Le due settimane che hanno riscritto il copione<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dai due fatti. Il primo \u00e8 americano. Il 21 ottobre l&#8217;OCC \u00e8 diventato il primo regolatore a chiudere la propria regola attuativa del GENIUS Act, la legge sugli stablecoin di pagamento firmata nel 2025. La norma definitiva fissa un impianto basato su princ\u00ecpi per le riserve (liquidit\u00e0 minima giornaliera, niente concentrazione eccessiva su una singola controparte), chiede che i token siano interamente coperti da dollari o da attivit\u00e0 altrettanto liquide e colloca l&#8217;entrata in vigore al 18 gennaio 2027, come riportano <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/10\/21\/occ-s-final-rule-to-start-fresh-in-weighing-stablecoin-rewards-against-genius-act-ban'>CoinDesk<\/a> e <a href='https:\/\/www.theblock.co\/news\/regulation\/2026-10-21-occ-final-rule-implementing-trump-signed-genius-act-421470'>The Block<\/a>. Il Comptroller Jonathan Gould ha dichiarato che la regola \u00abfa avanzare la visione del presidente Trump e del segretario Bessent per la leadership americana negli asset digitali\u00bb, con standard solidi su \u00abcopertura delle riserve, rimborso e gestione del rischio\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo fatto \u00e8 europeo. Il 13 ottobre la De Nederlandsche Bank ha autorizzato Qivalis come istituto di moneta elettronica; il consorzio lo ha annunciato il giorno dopo. \u00c8 il via libera prudenziale, non ancora l&#8217;emissione: prima di mettere il token in circolazione, Qivalis deve pubblicare il white paper previsto da MiCA e soddisfare gli altri requisiti, con il lancio atteso \u00abnei prossimi mesi\u00bb, come scrive <a href='https:\/\/financefeeds.com\/qivalis-wins-dutch-e-money-license-for-planned-euro-stablecoin\/'>FinanceFeeds<\/a> e conferma <a href='https:\/\/cointelegraph.com\/news\/qivalis-authorization-dutch-central-bank-euro-stablecoin'>Cointelegraph<\/a>. \u00abLa moneta dell&#8217;Europa merita regole europee, on-chain\u00bb, ha dichiarato l&#8217;amministratore delegato Jan-Oliver Sell: l&#8217;Europa, ha aggiunto, dovrebbe avere \u00abun asset di regolamento on-chain denominato in euro, emesso secondo il diritto europeo e soggetto agli standard regolamentari europei\u00bb.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Che l&#8217;OCC sia arrivato per primo non \u00e8 un dettaglio. In un mondo in cui la vigilanza bancaria \u00e8 una gara di credibilit\u00e0, il regolatore che scrive per primo lo standard detta il ritmo agli altri: fissa l&#8217;asticella delle riserve, decide che cosa \u00e8 un rendimento vietato e offre alle banche un terreno su cui muoversi. Messi insieme, i due annunci segnano un passaggio. Fino a ieri la partecipazione delle banche al mondo crypto era un cantiere di sperimentazioni; adesso l&#8217;impalcatura regolamentare esiste, \u00e8 scritta ed \u00e8 diversa da una sponda all&#8217;altra dell&#8217;oceano. Per capire perch\u00e9 conta, conviene smontare l&#8217;espressione \u00abbanche e crypto\u00bb, che in realt\u00e0 tiene insieme almeno tre mestieri distinti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>\u00abBanche e crypto\u00bb non \u00e8 una cosa sola: i tre mestieri<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si legge che una banca \u00abentra nelle crypto\u00bb, di solito si parla di una fra tre attivit\u00e0 molto diverse tra loro, con rischi, regole e assorbimenti di capitale che non hanno quasi nulla in comune.<\/p><ul class='wp-block-list'><li><strong>Custodire.<\/strong> La banca conserva in sicurezza le chiavi private per conto del cliente, senza mai iscrivere l&#8217;asset nel proprio bilancio. \u00c8 un servizio, come la cassetta di sicurezza: genera commissioni e, sul piano patrimoniale, pesa pochissimo.<\/li><li><strong>Intermediare.<\/strong> La banca non vende Bitcoin \u00abnudo\u00bb, ma un involucro regolamentato che ne replica l&#8217;andamento: un ETP, un certificato, un derivato. Il cliente prende l&#8217;esposizione; la banca incassa e non resta, se non per il tempo tecnico, con la crypto in pancia.<\/li><li><strong>Emettere.<\/strong> \u00c8 la novit\u00e0 del 2026: la banca, da sola o in consorzio, crea moneta digitale (uno stablecoin o un deposito tokenizzato) e diventa parte dell&#8217;infrastruttura di pagamento invece di limitarsi a usarla.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un quarto comportamento, il pi\u00f9 semplice da immaginare e il pi\u00f9 raro da vedere: detenere direttamente la crypto nel portafoglio di propriet\u00e0, come farebbe con un titolo di Stato o un&#8217;azione. \u00c8 proprio questo che le regole prudenziali rendono quasi proibitivo, ed \u00e8 il punto da cui parte tutto il resto.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Mestiere<\/th><th>Cosa fa la banca<\/th><th>Regime principale<\/th><th>Peso sul capitale<\/th><th>Esempio italiano<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Custodia<\/td><td>Conserva le chiavi del cliente<\/td><td>MiCA (CASP), DORA, Banca d&#8217;Italia<\/td><td>Molto basso (fuori bilancio)<\/td><td>Banca Sella<\/td><\/tr><tr><td>Intermediazione (ETP, certificati)<\/td><td>Vende esposizione regolamentata<\/td><td>MiFID II, Consob<\/td><td>Basso o medio<\/td><td>UniCredit, Intesa Sanpaolo<\/td><\/tr><tr><td>Emissione (stablecoin)<\/td><td>Crea moneta digitale<\/td><td>MiCA (EMT) e Banca d&#8217;Italia; GENIUS negli USA<\/td><td>Medio (riserve dedicate)<\/td><td>Qivalis, EUR.bank<\/td><\/tr><tr><td>Detenzione in proprio<\/td><td>Tiene la crypto in bilancio<\/td><td>Basilea SCO60, CRR3<\/td><td>Proibitivo (1.250%)<\/td><td>quasi assente<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Il muro del capitale: perch\u00e9 le banche vendono crypto ma non la tengono<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La ragione per cui quasi nessuna banca detiene Bitcoin in proprio ha un nome tecnico: SCO60. \u00c8 il capitolo del quadro di Basilea dedicato alle esposizioni in cripto-attivit\u00e0, entrato in vigore il 1\u00b0 gennaio 2026 e recepito in Europa dal regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR3). Per gli asset pi\u00f9 volatili e privi di emittente, come Bitcoin ed Ethereum (nel gergo tecnico, il \u00abGruppo 2b\u00bb), la ponderazione per il rischio \u00e8 del 1.250%.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa significa quel numero? Con un coefficiente patrimoniale dell&#8217;8%, una ponderazione del 1.250% equivale a chiedere capitale pari al 100% dell&#8217;esposizione: per ogni euro di Bitcoin in bilancio, la banca deve accantonare un euro di capitale di prima qualit\u00e0. A questo si aggiunge un tetto, perch\u00e9 le esposizioni al Gruppo 2 non possono superare l&#8217;1% del capitale di classe 1. \u00c8 una barriera pensata per dissuadere, e funziona: come osserva <a href='https:\/\/theindustryspread.com\/basel-crypto-capital-rules-split-eu-uk-us-2026\/'>The Industry Spread<\/a>, le regole dividono nettamente Unione Europea, Regno Unito e Stati Uniti, perch\u00e9 non tutti applicano Basilea con lo stesso rigore n\u00e9 con gli stessi tempi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il Comitato di Basilea, va detto, ha avviato un riesame mirato dello standard: nel comunicato del <a href='https:\/\/www.bis.org\/media-releases\/20260225-basel-committee-discusses-recent-market-developments-and-targeted-review-cryptoasset-standard'>25 febbraio 2026<\/a> ha spiegato di aver accelerato la revisione di alcuni elementi alla luce dell&#8217;evoluzione del mercato, promettendo un aggiornamento nel corso dell&#8217;anno. Per ora quell&#8217;aggiornamento non \u00e8 stato pubblicato, e il 1.250% resta in piedi. \u00c8 la cornice che spiega tutto il comportamento delle banche: non potendo tenere la crypto, la vendono impacchettata, la custodiscono per conto terzi oppure, adesso, provano a emettere una propria moneta digitale.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La custodia: Banca Sella apre la strada<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il mestiere meno rischioso, e il primo a decollare in Italia, \u00e8 la custodia. Il 27 maggio 2026 Banca Sella ha completato la notifica a Banca d&#8217;Italia prevista da MiCA ed \u00e8 diventata la prima banca italiana autorizzata a offrire servizi su cripto-attivit\u00e0, come riportato da <a href='https:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/banca-sella-lancia-per-prima-in-italia-i-servizi-cripto-202605271836237637'>Milano Finanza<\/a>. Il gruppo piemontese punta a lanciare entro il 2026 una piattaforma per la custodia, l&#8217;invio e la ricezione di asset digitali, in prima battuta rivolta a clientela istituzionale e professionale. Non \u00e8 un&#8217;improvvisazione: Sella lavora sul tema almeno dal 2022, quando partecip\u00f2 alla sperimentazione DLT del Milano Hub di Banca d&#8217;Italia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la custodia \u00e8 cos\u00ec appetibile per una banca? Perch\u00e9 non tocca il muro del capitale. Gli asset custoditi restano del cliente, segregati, fuori dal bilancio dell&#8217;istituto: non c&#8217;\u00e8 esposizione da ponderare al 1.250%. Il servizio genera commissioni ricorrenti e sfrutta esattamente ci\u00f2 che una banca sa fare meglio di un exchange nativo, cio\u00e8 la gestione del rischio operativo, la segregazione patrimoniale e la conformit\u00e0.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il rovescio della medaglia \u00e8 che conservare chiavi private \u00e8 un mestiere tecnicamente impegnativo e carico di obblighi. MiCA, in particolare l&#8217;articolo 75 sul regime di responsabilit\u00e0, rende il custode responsabile verso il cliente, mentre il regolamento DORA impone standard stringenti di resilienza operativa informatica. E la conformit\u00e0 parte dall&#8217;identificazione della clientela: la logica regolatoria europea \u00e8 che un intermediario deve <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/defi-conforme-2026-whitelist-privacy-pools-conoscenza-zero\/'>conoscere tutti i clienti o non conoscerne nessuno<\/a>, senza vie di mezzo. Tutto questo si traduce in costi e in una selezione iniziale della clientela, non in un&#8217;apertura di massa.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 anche una questione di infrastruttura. Poche banche costruiscono da zero la tecnologia di custodia: la maggior parte si appoggia a fornitori specializzati per la gestione delle chiavi e la firma delle transazioni, con contratti e deleghe operative che ricalcano il modello del caveau in affitto. \u00c8 un approccio sensato, ma concentra il rischio su un numero ristretto di fornitori, un punto che la vigilanza europea segue con attenzione anche attraverso i requisiti DORA sull&#8217;esternalizzazione dei servizi critici.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;intermediazione: UniCredit, l&#8217;IBIT e il desk di Intesa<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo mestiere consiste nel vendere esposizione senza detenere la crypto. Qui l&#8217;esempio pi\u00f9 citato \u00e8 UniCredit. A luglio 2025 la banca ha offerto ai clienti professionali in Italia un certificato quinquennale denominato in dollari, legato all&#8217;andamento dell&#8217;ETF spot su Bitcoin di BlackRock (iShares Bitcoin Trust, IBIT): capitale protetto al 100% a scadenza, partecipazione al rendimento dell&#8217;ETF fino all&#8217;85%, investimento minimo di 25.000 dollari e finestra di collocamento dal 1\u00b0 al 28 luglio, come documentato da <a href='https:\/\/cryptoslate.com\/unicredit-to-offer-bitcoin-exposure-to-professional-clients-via-blackrock-ibit-linked-certificate\/'>CryptoSlate<\/a>. La banca, in pratica, confeziona un prodotto strutturato: il cliente prende l&#8217;esposizione a Bitcoin, UniCredit copre il rischio con strumenti liquidi e non resta con la moneta in bilancio.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Intesa Sanpaolo ha percorso una strada parallela. L&#8217;istituto guidato da Carlo Messina ha un desk proprietario sugli asset digitali dal 2023 e, il 13 gennaio 2025, ha effettuato il suo primo acquisto diretto di Bitcoin: circa 1 milione di euro, pari a 11 BTC, come riferito da <a href='https:\/\/financefeeds.com\/italys-largest-bank-intesa-sanpaolo-buys-e1m-in-bitcoin-in-first-crypto-trade\/'>FinanceFeeds<\/a>. Messina ha definito l&#8217;operazione \u00abun esperimento\u00bb, sottolineando che gli importi sono minimi rispetto al portafoglio titoli della banca. \u00c8 la conferma della regola generale: anche quando una banca tocca la crypto \u00abnuda\u00bb, lo fa in dosi minime e a titolo di test, perch\u00e9 il bilancio non la pu\u00f2 ospitare.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano delle regole, questi prodotti escono dal perimetro di MiCA ed entrano in quello della MiFID II: certificati, ETP e derivati sono strumenti finanziari, vigilati in Italia da Consob per gli aspetti di condotta e tutela dell&#8217;investitore. Per il cliente al dettaglio che un domani comprasse un ETP allo sportello c&#8217;\u00e8 poi il nodo fiscale, perch\u00e9 la tassazione delle plusvalenze crypto in Italia resta un cantiere aperto e la <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-manovra-2027-ddl-senza-26-emendamenti\/'>Manovra 2027 \u00e8 arrivata senza il taglio al 26%<\/a> che molti attendevano.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;emissione: la svolta del 2026<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo mestiere \u00e8 quello nuovo, ed \u00e8 dove si concentra l&#8217;energia del 2026: emettere moneta. Per anni le banche hanno guardato agli stablecoin come a una minaccia esterna; adesso provano a diventarne gli emittenti. Qui l&#8217;Italia \u00e8, per una volta, in prima fila, perch\u00e9 le sue banche partecipano non a uno ma a due progetti di stablecoin in euro contemporaneamente.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo \u00e8 paneuropeo. Qivalis riunisce 37 banche di 15 Paesi e, dopo la licenza olandese, si prepara a emettere un token in euro prima ancora della BCE, come racconta <a href='https:\/\/www.theblock.co\/news\/markets\/2026-05-20-qivalis-expands-euro-stablecoin-consortium-to-37-banks-402001'>The Block<\/a>. Tra i soci fondatori figurano UniCredit e Banca Sella; Intesa Sanpaolo e BPER si sono aggiunte con l&#8217;allargamento di maggio. Sono quattro grandi nomi italiani dentro un consorzio guidato, sul fronte operativo, dall&#8217;olandese ING.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo \u00e8 domestico. Bancomat, il circuito di pagamenti italiano, ha arruolato nove banche per un proprio stablecoin in euro battezzato EUR.bank: Banca Generali, MPS, Banca Sella, Banco BPM, BPER, Cassa Centrale, CREDEM, Cr\u00e9dit Agricole Italia e Intesa Sanpaolo, come riporta <a href='https:\/\/www.ledgerinsights.com\/italys-bancomat-signs-up-9-italian-banks-for-eur-bank-stablecoin\/'>Ledger Insights<\/a>. Il progetto, sostenuto dall&#8217;ABI, ha avviato test interni e attende le autorizzazioni. Un dettaglio rivela gli equilibri: tre banche (Sella, BPER e Intesa) stanno in entrambi i consorzi, mentre UniCredit \u00e8 in Qivalis ma non in EUR.bank. Nessuno, per ora, vuole puntare su un solo cavallo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 una banca dovrebbe emettere uno stablecoin invece di lasciarlo a operatori nativi come Circle o Tether? Perch\u00e9 la moneta \u00e8, da sempre, il suo mestiere: una banca ha gi\u00e0 i depositi, i rapporti con la clientela e l&#8217;accesso diretto ai circuiti di pagamento, e uno stablecoin ben fatto le permette di tenere quella relazione dentro il proprio perimetro invece di cederla a un emittente esterno. \u00c8 difesa e attacco nello stesso gesto.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una ragione precisa per cui tutti corrono proprio adesso verso un token in euro. MiCA pone un tetto all&#8217;uso degli stablecoin in valuta estera come mezzo di scambio nell&#8217;area (ne parliamo tra poco), e questo lascia spazio a un token in euro conforme. La presidente della BCE Christine Lagarde, per\u00f2, ha messo in dubbio la ragione stessa per promuovere stablecoin in euro: segnale che tra le ambizioni delle banche commerciali e la linea di Francoforte, che preferisce la moneta pubblica, c&#8217;\u00e8 una tensione non ancora risolta. Per capirla bisogna guardare alle due regole che governano l&#8217;emissione: GENIUS negli Stati Uniti, MiCA in Europa.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>GENIUS contro MiCA: due manuali per gli stablecoin<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Gli stablecoin sono promesse di pagamento: ti do un token e ti garantisco un euro, o un dollaro, quando lo vuoi indietro. Perch\u00e9 la promessa regga servono riserve vere, rimborso garantito e un emittente vigilato. Su questo GENIUS e MiCA concordano; su quasi tutto il resto divergono.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il GENIUS Act americano impone copertura al 100% con attivit\u00e0 liquide di qualit\u00e0 (contante, depositi a vista, Treasury bill a brevissimo termine, pronti contro termine, fondi monetari), rimborso alla pari e, soprattutto, nessun rendimento al detentore. La regola definitiva dell&#8217;OCC, come nota <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/10\/21\/occ-s-final-rule-to-start-fresh-in-weighing-stablecoin-rewards-against-genius-act-ban'>CoinDesk<\/a>, adotta un approccio basato su princ\u00ecpi per liquidit\u00e0 e concentrazione e rinvia a una valutazione caso per caso la questione spinosa dei \u00abpremi\u00bb pagati da terzi.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">MiCA, in Europa, classifica gli stablecoin ancorati a una sola valuta come \u00abtoken di moneta elettronica\u00bb (EMT). Le regole, riassunte tra gli altri da <a href='https:\/\/eco.com\/support\/en\/articles\/14796307-mica-emts-vs-arts-explained'>alcune guide specializzate<\/a>, prevedono emissione e rimborso alla pari in qualsiasi momento, divieto di interessi al detentore e requisiti stringenti sulle riserve: almeno il 30% deve essere depositato presso enti creditizi (il 60% per gli EMT \u00absignificativi\u00bb), con limiti di concentrazione (al massimo il 10% su una singola banca) e di scadenza media. C&#8217;\u00e8 poi un vincolo tutto europeo: un EMT non denominato in euro, se usato come mezzo di scambio nell&#8217;area, deve fermarsi quando supera contemporaneamente il milione di transazioni e i 200 milioni di euro al giorno (articoli 23 e 58). \u00c8 il paracarro pensato per impedire a uno stablecoin in dollari di diventare moneta corrente in Europa.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Aspetto<\/th><th>GENIUS Act (USA)<\/th><th>MiCA EMT (UE)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Copertura riserve<\/td><td>100% in contante, T-bill a breve, repo, fondi monetari<\/td><td>1:1; almeno 30% in depositi bancari (60% se significativo)<\/td><\/tr><tr><td>Rimborso<\/td><td>Alla pari<\/td><td>Alla pari, in qualsiasi momento<\/td><\/tr><tr><td>Rendimento al detentore<\/td><td>Vietato (premi valutati caso per caso)<\/td><td>Vietato<\/td><\/tr><tr><td>Tetto d&#8217;uso in valuta estera<\/td><td>Nessuno<\/td><td>Stop oltre 1 mln di transazioni e 200 mln di euro al giorno (token non in euro)<\/td><\/tr><tr><td>Autorit\u00e0<\/td><td>OCC e altre agenzie federali<\/td><td>Autorit\u00e0 nazionali (in Italia Banca d&#8217;Italia)<\/td><\/tr><tr><td>Entrata in vigore<\/td><td>18 gennaio 2027<\/td><td>Gi\u00e0 in vigore (dal 2024 per gli stablecoin)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>La guerra dei rendimenti<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un dettaglio della regola americana che pesa pi\u00f9 di quanto sembri, e riguarda il cuore del modello di business. Sia GENIUS sia MiCA vietano all&#8217;emittente di pagare un interesse a chi detiene lo stablecoin. Ma negli Stati Uniti molti operatori aggiravano il divieto con \u00abpremi\u00bb e programmi fedelt\u00e0 che, nei fatti, remuneravano il saldo: PayPal offriva circa il 4% su PYUSD, Coinbase il 3,75% su USDC, Kraken il 4,5%.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La regola definitiva dell&#8217;OCC ha chiuso la porta, o quasi. Come documenta <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/policy\/2026\/10\/21\/occ-s-final-rule-to-start-fresh-in-weighing-stablecoin-rewards-against-genius-act-ban'>CoinDesk<\/a>, l&#8217;autorit\u00e0 ha dichiarato di non voler presumere che i programmi di premi antecedenti al GENIUS Act siano automaticamente conformi: niente \u00abporto sicuro\u00bb, valutazione caso per caso e facolt\u00e0 di contestare gli schemi che aggirano il divieto. Restano fuori solo i premi concessi \u00abalmeno in parte per altre ragioni\u00bb, una formula volutamente elastica.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 tanta attenzione al rendimento? Perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si gioca la partita. L&#8217;emittente di uno stablecoin incassa gli interessi sulle riserve, oggi investite soprattutto in Treasury bill a breve, e non ne gira nulla al detentore: in un mondo in cui i <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/rendimenti-treasury-5-percento-crypto-ottobre-2026\/'>rendimenti dei Treasury viaggiano intorno al 5%<\/a>, \u00e8 un margine enorme. Vietare il rendimento al detentore, su entrambe le sponde, protegge due cose insieme: i depositi bancari (che altrimenti migrerebbero verso un token remunerato) e il margine dell&#8217;emittente. Il che porta dritti alla vera paura delle banche.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>La guerra dei depositi<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">La minaccia che tiene svegli i banchieri non \u00e8 Bitcoin, troppo volatile per sostituire un conto corrente. \u00c8 lo stablecoin, stabile per definizione. Se famiglie e imprese spostassero una quota dei depositi verso token in dollari o in euro, le banche perderebbero la materia prima con cui finanziano i prestiti. \u00c8 la cosiddetta disintermediazione, e i numeri aiutano a misurare la posta in gioco.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il mercato globale degli stablecoin vale circa 301 miliardi di dollari secondo <a href='https:\/\/defillama.com\/stablecoins'>DefiLlama<\/a>, ed \u00e8 dominato da due token in dollari: USDT (Tether) intorno ai 183 miliardi e USDC sui 72, insieme oltre l&#8217;84% del totale. Pi\u00f9 del 99% dell&#8217;offerta \u00e8 ancorata al dollaro. \u00c8, in sostanza, una macchina che esporta dollari digitali in tutto il mondo, Europa compresa. A rendere la pressione pi\u00f9 concreta si aggiungono i fondi monetari tokenizzati, che offrono una remunerazione l\u00e0 dove lo stablecoin non pu\u00f2.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Qui si innesta la preoccupazione di politica monetaria. Il governatore della Banca d&#8217;Italia Fabio Panetta, nell&#8217;intervento all&#8217;ASSIOM FOREX del <a href='https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-governatore\/integov2026\/20260221-panetta\/index.html'>21 febbraio 2026<\/a>, ha avvertito che gli stablecoin, denominati in dollari e ancorati ad attivit\u00e0 americane, possono rafforzare ulteriormente il ruolo internazionale del biglietto verde, e che anche con regole pi\u00f9 severe restano una fonte di vulnerabilit\u00e0 per la stabilit\u00e0 finanziaria, capaci di amplificare il rischio di corse digitali agli sportelli e di sollevare questioni di sovranit\u00e0 monetaria. \u00c8 la stessa logica che spinge le banche europee verso uno stablecoin in euro e la BCE dentro un <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/dxy-cpi-caldo-dollaro-pausa-fed-ottobre-2026\/'>dibattito sul dominio del dollaro<\/a> che va ben oltre la tecnologia dei pagamenti.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Il contrattacco: depositi tokenizzati e Pontes<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte al rischio di fuga dei depositi, le banche hanno una contromossa elegante: non combattere la tokenizzazione, ma applicarla al proprio prodotto. \u00c8 l&#8217;idea del deposito tokenizzato, che non \u00e8 uno strumento nuovo ma un normale deposito bancario rappresentato su registro distribuito; si muove 24 ore su 24 come uno stablecoin, pur restando giuridicamente un deposito e dentro il perimetro della banca. Il token non lascia l&#8217;istituto, cambia soltanto binario.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo pezzo del contrattacco riguarda l&#8217;ingrosso, cio\u00e8 il regolamento delle operazioni tra intermediari. Il 21 settembre 2026 l&#8217;Eurosistema ha mandato in produzione Pontes, la soluzione che collega le piattaforme DLT di mercato ai servizi TARGET per regolare in moneta di banca centrale la \u00abgamba cash\u00bb delle operazioni su asset tokenizzati, come annunciato dalla <a href='https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/pr\/date\/2026\/html\/ecb.pr260921~e754847a7b.en.html'>BCE<\/a>. Dettaglio di orgoglio nazionale: Pontes nasce dal protocollo \u00abTIPS Hash-Link\u00bb sviluppato proprio da Banca d&#8217;Italia. Al debutto erano collegate tredici istituzioni, con orari diurni e l&#8217;obiettivo di arrivare al funzionamento continuo entro il 2028.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">La logica \u00e8 coerente con tutto il resto: una banca non pu\u00f2 tenere Bitcoin in bilancio, ma pu\u00f2 regolare in moneta di banca centrale la compravendita di un titolo tokenizzato, un&#8217;attivit\u00e0 che non comporta esposizione crypto e quindi non intacca il capitale. Pontes serve le banche senza chiedere loro di detenere cripto-attivit\u00e0. \u00c8 il ponte, come dice il nome, tra la finanza tradizionale e quella tokenizzata.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>L&#8217;euro digitale: la carta della BCE<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Sopra il livello delle banche commerciali c&#8217;\u00e8 la mossa della banca centrale: l&#8217;euro digitale, cio\u00e8 una valuta digitale di banca centrale (CBDC) per il dettaglio. A differenza di uno stablecoin privato sarebbe moneta pubblica, un rischio zero garantito dalla BCE, utilizzabile dai cittadini per i pagamenti quotidiani. I negoziati legislativi tra Parlamento europeo e Consiglio sono proseguiti per tutto l&#8217;ottobre 2026, con l&#8217;obiettivo dichiarato di chiudere l&#8217;accordo entro fine anno, come ricorda la <a href='https:\/\/www.ecb.europa.eu\/euro\/digital_euro\/faqs\/html\/ecb.faq_digital_euro.en.html'>BCE<\/a>; l&#8217;emissione effettiva non arriverebbe comunque prima del 2029.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il nodo pi\u00f9 delicato, per le banche, \u00e8 il limite di detenzione: un tetto per persona, discusso nell&#8217;ordine di qualche migliaio di euro (si parla di una cifra intorno ai 3.000), pensato proprio per evitare che in una crisi i cittadini svuotino i conti correnti riversandosi sulla moneta pubblica. Altri punti ancora aperti nel negoziato riguardano il corso legale e l&#8217;obbligo per i commercianti di accettarlo.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso \u00e8 che le banche temono l&#8217;euro digitale e insieme ne hanno bisogno. Lo temono come potenziale concorrente dei depositi; ne hanno bisogno come \u00e0ncora pubblica che tenga insieme un sistema dei pagamenti sempre pi\u00f9 tokenizzato e sempre pi\u00f9 esposto agli stablecoin in dollari. La BCE, dal canto suo, ripete che l&#8217;euro digitale non \u00e8 concepito per disintermediare le banche, ma per affiancarle.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Lo spartiacque atlantico<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Rimettendo insieme i pezzi, emerge con nitidezza una frattura tra le due sponde dell&#8217;Atlantico. Gli Stati Uniti, con il GENIUS Act e la corsa dell&#8217;OCC a scrivere le regole, hanno scelto la via permissiva sugli stablecoin: incoraggiano le banche a emettere token in dollari, applicano in modo pi\u00f9 blando i requisiti patrimoniali di Basilea sulle crypto e, con un ordine esecutivo del gennaio 2025, hanno messo al bando una CBDC federale. La scommessa americana \u00e8 esportare il dollaro anche in forma digitale.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Unione Europea ha fatto la scelta opposta: licenzia ma contiene. MiCA autorizza gli emittenti ma impone tetti e vincoli (il paracarro sui token non in euro, il muro del 1.250% sulla detenzione diretta), mentre la BCE punta sulla moneta pubblica, all&#8217;ingrosso con Pontes e al dettaglio con l&#8217;euro digitale. In Italia il presidio \u00e8 doppio: Consob vigila su condotta di mercato e tutela dell&#8217;investitore, Banca d&#8217;Italia sugli aspetti prudenziali e sugli emittenti di stablecoin, secondo il decreto legislativo 5 settembre 2024, n. 129 che ha recepito MiCA.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Per le banche che operano su entrambe le sponde, la frattura non \u00e8 un&#8217;astrazione: significa gestire due set di regole, due definizioni di riserva ammissibile, due calendari di entrata in vigore. Un token in dollari emesso sotto GENIUS non \u00e8 automaticamente collocabile in Europa, e un EMT in euro conforme a MiCA non nasce pensato per il mercato americano. La frammentazione, avvertono da tempo i regolatori, crea spazi di arbitraggio ma anche nuovi rischi di contagio quando i due sistemi si toccano.<\/p><figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Dimensione<\/th><th>Unione Europea<\/th><th>Stati Uniti<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Stablecoin<\/td><td>MiCA: licenza con tetti e riserve vincolate<\/td><td>GENIUS: emissione incoraggiata, riserve al 100%<\/td><\/tr><tr><td>Crypto in bilancio<\/td><td>Basilea e CRR3: 1.250%, di fatto proibita<\/td><td>Applicazione pi\u00f9 blanda<\/td><\/tr><tr><td>CBDC al dettaglio<\/td><td>Euro digitale in cantiere (dopo il 2029)<\/td><td>Vietata per ordine esecutivo<\/td><\/tr><tr><td>Regolamento all&#8217;ingrosso<\/td><td>Pontes, in moneta di banca centrale<\/td><td>Prevalenza di stablecoin privati<\/td><\/tr><tr><td>Filosofia<\/td><td>Contenere e integrare nella moneta pubblica<\/td><td>Esportare il dollaro digitale<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Cosa significa per le banche italiane<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli istituti italiani il quadro \u00e8 ormai leggibile, ed \u00e8 sorprendentemente completo. Sul fronte della custodia, Banca Sella ha aperto la strada ed entro il 2026 offrir\u00e0 conservazione e trasferimento di asset digitali a clientela selezionata. Sul fronte dell&#8217;intermediazione, UniCredit e Intesa Sanpaolo hanno gi\u00e0 mostrato come vendere esposizione (certificati, ETP, piccoli acquisti sperimentali) senza appesantire il bilancio. Sull&#8217;emissione, quattro grandi banche sono in Qivalis e nove nel progetto EUR.bank di Bancomat. Sul regolamento all&#8217;ingrosso, Pontes gira su un protocollo nato in Banca d&#8217;Italia.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il manuale completo del banchiere nel 2026: vendere l&#8217;esposizione in forma regolamentata, custodire per gli istituzionali, coemettere uno stablecoin in euro per non lasciare il campo ai token in dollari e regolare in moneta di banca centrale ci\u00f2 che si pu\u00f2. Quello che nessuno fa, e che le regole continuano a rendere quasi impossibile, \u00e8 tenere Bitcoin nel portafoglio di propriet\u00e0. La distanza tra offrire crypto e detenerla resta, ed \u00e8 esattamente il punto che il 1.250% \u00e8 stato scritto per difendere.<\/p><p class=\"wp-block-paragraph\">Resta una domanda di fondo, pi\u00f9 culturale che tecnica: quanta di questa offerta arriver\u00e0 davvero al cliente comune. Per ora il baricentro \u00e8 istituzionale e professionale, dalla custodia di Banca Sella ai certificati di UniCredit riservati ai clienti qualificati. L&#8217;apertura al dettaglio dipender\u00e0 dalla domanda, dai costi di conformit\u00e0 e dalla chiarezza fiscale, tre variabili che in Italia si muovono ancora con lentezza. La cornice, per\u00f2, c&#8217;\u00e8: il resto \u00e8 esecuzione.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Cosa aspettarsi ora<\/h2><p class=\"wp-block-paragraph\">I prossimi mesi diranno quanto in fretta l&#8217;impalcatura si trasformer\u00e0 in prodotti veri. Alcune scadenze sono gi\u00e0 sul calendario.<\/p><ul class='wp-block-list'><li>L&#8217;accordo sull&#8217;euro digitale, atteso dai triloghi entro fine 2026, con il limite di detenzione come variabile pi\u00f9 delicata per le banche.<\/li><li>Il debutto operativo di Qivalis e di EUR.bank, subordinato alla pubblicazione dei white paper MiCA e alle ultime autorizzazioni.<\/li><li>L&#8217;entrata in vigore del GENIUS Act negli Stati Uniti, fissata al 18 gennaio 2027, con le banche americane pronte a emettere token in dollari.<\/li><li>La pubblicazione del riesame mirato di Basilea sullo standard SCO60, che potrebbe ritoccare (oppure no) il muro del 1.250%.<\/li><li>Le prime decisioni di vigilanza di Consob e Banca d&#8217;Italia sui nuovi servizi, veri collaudi della cornice MiCA in Italia.<\/li><\/ul><p class=\"wp-block-paragraph\">La direzione, per\u00f2, \u00e8 segnata. Dopo anni passati a tenere le criptovalute fuori dalla porta, nel 2026 le banche hanno smesso di chiedersi \u00abse\u00bb e hanno cominciato a scegliere \u00abcome\u00bb. Le due settimane di ottobre hanno soltanto reso ufficiale un cambio di postura gi\u00e0 in corso: dalla difesa all&#8217;offerta, con il bilancio protetto e la moneta, finalmente, al centro del gioco.<\/p><h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Le banche possono detenere Bitcoin in bilancio?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">In teoria s\u00ec, in pratica quasi mai. Le regole di Basilea (standard SCO60, recepito in Europa dal CRR3) assegnano a Bitcoin ed Ethereum una ponderazione per il rischio del 1.250%, che equivale a chiedere capitale pari al 100% dell&#8217;esposizione, con un tetto dell&#8217;1% del capitale di classe 1. Per questo le banche preferiscono vendere esposizione tramite ETP e certificati, oppure custodire per conto dei clienti, anzich\u00e9 tenere la crypto in proprio.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Qual \u00e8 la prima banca italiana autorizzata sui servizi crypto?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Banca Sella. Il 27 maggio 2026 ha completato la notifica a Banca d&#8217;Italia prevista da MiCA ed \u00e8 diventata la prima banca italiana abilitata a offrire servizi su cripto-attivit\u00e0, con l&#8217;obiettivo di lanciare entro il 2026 una piattaforma di custodia, invio e ricezione rivolta in prima battuta a clientela istituzionale e professionale.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 Qivalis e quali banche italiane ne fanno parte?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Qivalis \u00e8 un consorzio di 37 banche europee che sta costruendo uno stablecoin in euro. Il 13 ottobre 2026 ha ottenuto dalla banca centrale olandese la licenza da istituto di moneta elettronica. Tra i soci figurano quattro grandi banche italiane: UniCredit e Banca Sella tra i fondatori, Intesa Sanpaolo e BPER aggiuntesi in seguito.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>Che differenza c&#8217;\u00e8 tra GENIUS Act e MiCA sugli stablecoin?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambi impongono riserve al 100%, rimborso alla pari e divieto di interessi al detentore. Il GENIUS Act americano, la cui regola OCC entra in vigore il 18 gennaio 2027, \u00e8 pi\u00f9 orientato a incoraggiare l&#8217;emissione di token in dollari. MiCA, gi\u00e0 in vigore in Europa, licenzia gli emittenti ma impone vincoli pi\u00f9 stringenti sulle riserve e un tetto all&#8217;uso come mezzo di scambio dei token non denominati in euro.<\/p><h3 class='wp-block-heading'>L&#8217;euro digitale far\u00e0 concorrenza ai conti bancari?<\/h3><p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio il timore che il negoziato europeo cerca di disinnescare con un limite di detenzione per persona, discusso intorno ai 3.000 euro. L&#8217;obiettivo \u00e8 offrire una moneta pubblica digitale per i pagamenti senza spingere i cittadini a svuotare i depositi bancari. La BCE sostiene che l&#8217;euro digitale \u00e8 pensato per affiancare le banche, non per disintermediarle; l&#8217;emissione non \u00e8 comunque attesa prima del 2029.<\/p><script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Le banche possono detenere Bitcoin in bilancio?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"In teoria s\u00ec, in pratica quasi mai. Le regole di Basilea (standard SCO60, recepito in Europa dal CRR3) assegnano a Bitcoin ed Ethereum una ponderazione per il rischio del 1.250%, che equivale a chiedere capitale pari al 100% dell'esposizione, con un tetto dell'1% del capitale di classe 1. 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