{"id":838,"date":"2026-10-23T16:40:23","date_gmt":"2026-10-23T16:40:23","guid":{"rendered":"https:\/\/hoge.gg\/it\/taproot-ultimo-soft-fork-ecx-fork-31-ottobre-2026\/"},"modified":"2026-10-23T16:40:23","modified_gmt":"2026-10-23T16:40:23","slug":"taproot-ultimo-soft-fork-ecx-fork-31-ottobre-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hoge.gg\/it\/taproot-ultimo-soft-fork-ecx-fork-31-ottobre-2026\/","title":{"rendered":"Taproot, l&#8217;ultimo soft fork: lo scisma Bitcoin del 31 ottobre"},"content":{"rendered":"Il 31 ottobre 2026 \u00e8 Halloween, e per Bitcoin \u00e8 una data doppiamente simbolica: diciotto anni prima, il 31 ottobre 2008, Satoshi Nakamoto pubblicava il white paper. Quello stesso giorno, intorno al blocco 973.728, si attiva la versione definitiva di ECX, l&#8217;hard fork drivechain costruita da Paul Sztorc per dimostrare una tesi scomoda: che Bitcoin, da quasi cinque anni, non riesce pi\u00f9 a cambiare. L&#8217;ultima volta che ci \u00e8 riuscito davvero, con un aggiornamento condiviso quasi all&#8217;unanimit\u00e0, \u00e8 stata con Taproot, nel novembre 2021. Per capire cosa succede a Halloween conviene ripartire da l\u00ec.<h2 class='wp-block-heading'>Il 31 ottobre, diciotto anni dopo il white paper<\/h2>Primo chiarimento, perch\u00e9 l&#8217;equivoco \u00e8 diffuso: ECX non tocca Bitcoin. \u00c8 un hard fork che copia il registro della rete a un&#8217;altezza prestabilita e crea una catena separata, accreditando quasi tutti i possessori di BTC con un saldo 1:1 nella nuova moneta. Mantiene il proof-of-work SHA-256d (con un reset della difficolt\u00e0) e attiva le drivechain, le sidechain descritte nei BIP-300 e BIP-301. La rete Bitcoin, nel frattempo, prosegue identica a prima. Chi ha qualche anno di memoria riconoscer\u00e0 lo schema: \u00e8 lo stesso con cui nacque Bitcoin Cash nell&#8217;agosto 2017, alla fine delle block size wars.Sztorc ha spezzato il lancio in tre fasi per ridurre il rischio tecnico: una alpha il 23 agosto (blocco 963.648), una beta il 20 settembre (blocco 967.680) e la catena definitiva il 31 ottobre (blocco 973.728), come ha documentato <a href='https:\/\/news.bitcoin.com\/crypto-news\/bitcoins-ecx-hard-fork-splinters-into-3-launches-through-october\/'>news.bitcoin.com<\/a>. La scelta della data non \u00e8 casuale: Halloween coincide con il diciottesimo compleanno del white paper. \u00c8 una provocazione calcolata, un modo per rivendicare che l&#8217;erede legittimo delle idee di Satoshi non \u00e8 pi\u00f9 la rete ufficiale.Il mercato, per ora, sbadiglia. Bitcoin vale circa 72.842 euro, in calo dello 0,3% in ventiquattro ore e quasi piatto sulla settimana secondo <a href='https:\/\/www.coingecko.com\/en\/coins\/bitcoin\/eur'>CoinGecko<\/a>, lontano dal massimo storico di 107.662 euro toccato nell&#8217;ottobre 2025. Un airdrop da fork non muove pi\u00f9 i prezzi come nove anni fa. Ma la posta di ECX non \u00e8 il prezzo di un nuovo token: \u00e8 una domanda sulla governance. Perch\u00e9 un ingegnere che ha speso undici anni a proporre le drivechain dentro Bitcoin ha smesso di chiederlo e ha deciso di forkare? La risposta passa, paradossalmente, dall&#8217;ultimo aggiornamento su cui Bitcoin \u00e8 andato d&#8217;accordo per davvero.<h2 class='wp-block-heading'>Taproot, il giorno in cui Bitcoin era ancora d&#8217;accordo<\/h2>Taproot \u00e8 stato l&#8217;ultimo soft fork attivato sulla rete Bitcoin. \u00c8 arrivato con tre proposte tecniche complementari: il BIP-340, che introduce le firme Schnorr al posto dell&#8217;ECDSA; il BIP-341, che definisce il nuovo tipo di output Pay-to-Taproot (P2TR) e gli alberi di script MAST; e il BIP-342, che aggiorna il linguaggio di scripting (Tapscript). Gli autori sono gli stessi nomi che da anni tengono in piedi il protocollo: Pieter Wuille, Jonas Nick, Tim Ruffing, Anthony Towns. Le specifiche sono pubbliche e immutabili nel <a href='https:\/\/github.com\/bitcoin\/bips\/blob\/master\/bip-0341.mediawiki'>repository bitcoin\/bips<\/a>.Il percorso di attivazione fu quasi un manuale di buone maniere. Con il meccanismo Speedy Trial il segnale dei miner super\u00f2 il 90% e il blocco di lock-in arriv\u00f2 al numero 687.284 il 12 giugno 2021; l&#8217;attivazione vera e propria scatt\u00f2 al blocco 709.632, il 14 novembre 2021 verso le 05:15 UTC, come raccontava allora <a href='https:\/\/www.coindesk.com\/tech\/2021\/11\/13\/taproot-bitcoins-long-anticipated-upgrade-activates-this-weekend'>CoinDesk<\/a>. Da quel giorno gli indirizzi che iniziano con bc1p sono la firma visibile di Taproot, accanto ai bc1q di SegWit.Vale la pena ricordare quanto fu diverso il clima rispetto al soft fork precedente. SegWit, nel 2017, era passato tra minacce di split, una guerra tra fazioni e la nascita di una catena rivale. Taproot, al contrario, fu accolto con un consenso raro: nessuno aveva qualcosa da perdere, tutti qualcosa da guadagnare in privacy ed efficienza. Per questo molti lo considerano il modello di come Bitcoin dovrebbe evolvere: lentamente, con ampio accordo, senza vincitori n\u00e9 vinti. Il problema \u00e8 che, da allora, quel modello non ha pi\u00f9 prodotto nulla.<h2 class='wp-block-heading'>Soft fork e hard fork: perch\u00e9 la differenza \u00e8 tutto<\/h2>Tutta la vicenda ruota su due parole che vale la pena fissare. Un soft fork \u00e8 un aggiornamento retrocompatibile: stringe le regole, e i nodi che non si aggiornano continuano comunque a vedere valida la catena. \u00c8 il modo con cui Bitcoin ha introdotto SegWit e Taproot senza spaccare la rete, perch\u00e9 basta che una maggioranza di hashrate lo applichi. Un hard fork, al contrario, allarga o cambia le regole in modo non retrocompatibile: i vecchi nodi rifiutano i nuovi blocchi, e se una parte della comunit\u00e0 non segue nasce una catena separata.<ul class='wp-block-list'><li>Soft fork: retrocompatibile, attivato dai miner, nessuna moneta nuova; esempi SegWit e Taproot.<\/li><li>Hard fork: non retrocompatibile, richiede che tutti aggiornino, pu\u00f2 creare una moneta nuova; esempi Bitcoin Cash nel 2017 ed ECX nel 2026.<\/li><li>UASF: la variante in cui sono i nodi degli utenti, e non i miner, a imporre una nuova regola.<\/li><\/ul>La preferenza storica di Bitcoin per i soft fork non \u00e8 un vezzo. Un soft fork ben fatto non obbliga nessuno a muoversi e non mette a rischio i fondi di chi resta indietro; un hard fork, invece, \u00e8 un salto coordinato che riesce solo se quasi tutti saltano insieme. \u00c8 per questo che l&#8217;incapacit\u00e0 di attivare perfino un soft fork, dopo Taproot, \u00e8 cos\u00ec significativa: se la via meno traumatica si \u00e8 bloccata, resta solo quella pi\u00f9 traumatica. ECX \u00e8 esattamente questo, la via traumatica scelta da chi non crede pi\u00f9 in quella dolce.<h2 class='wp-block-heading'>Cosa ha fatto davvero Taproot, e cosa no<\/h2>Per capire la frattura del 2026 bisogna essere precisi su cosa Taproot ha consegnato e cosa ha lasciato fuori. Sul lato di ci\u00f2 che ha dato, le firme Schnorr permettono di aggregare pi\u00f9 firme in una sola: con schemi come MuSig2 (BIP-327) e FROST, un portafoglio multifirma 3-su-5 appare sulla catena identico a un pagamento da una sola chiave. MAST consente di scrivere molte condizioni di spesa alternative e di rivelarne una sola al momento dell&#8217;uso, nascondendo le altre. Il risultato \u00e8 pi\u00f9 privacy, transazioni pi\u00f9 compatte e commissioni pi\u00f9 basse per gli usi complessi.Sul lato di ci\u00f2 che manca, invece, Taproot \u00e8 stato deliberatamente timido. Non ha introdotto nuovi opcode per i covenant, cio\u00e8 le regole che vincolano come una moneta potr\u00e0 essere spesa in futuro. Non ha riattivato OP_CAT, l&#8217;istruzione che concatena elementi sullo stack, disabilitata nel 2010. Non ha aggiunto ricorsione n\u00e9 strumenti per costruire vault, bridge e contratti pi\u00f9 ricchi direttamente sulla base layer. In una frase: Taproot ha reso Bitcoin pi\u00f9 privato ed efficiente, non pi\u00f9 espressivo. \u00c8 questa la parte di lavoro rimasta a met\u00e0, e intorno a essa ruota tutto il resto.Nel frattempo Taproot lavora in silenzio dove conta. \u00c8 lo standard per l&#8217;apertura dei canali Lightning di nuova generazione, \u00e8 il fondamento di Taproot Assets (il protocollo con cui stablecoin come USDT viaggiano su Lightning) e la busta che racchiude ogni iscrizione Ordinal sfrutta proprio uno script Taproot. Paradossalmente, l&#8217;aggiornamento di cui gli utenti non parlano mai \u00e8 diventato l&#8217;infrastruttura invisibile su cui gira buona parte dell&#8217;innovazione recente di Bitcoin. Non \u00e8 il fallimento che la bassa quota on-chain lascerebbe pensare: \u00e8 un successo poco appariscente.<figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Proposta<\/th><th>Cosa introduce<\/th><th>Effetto pratico<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>BIP-340<\/td><td>Firme Schnorr<\/td><td>Aggregazione delle firme: una multifirma indistinguibile da una firma singola<\/td><\/tr><tr><td>BIP-341<\/td><td>Output P2TR e alberi MAST<\/td><td>Si rivela solo la condizione di spesa usata: pi\u00f9 privacy, meno dati on-chain<\/td><\/tr><tr><td>BIP-342<\/td><td>Tapscript<\/td><td>Linguaggio di script aggiornato per gli output Taproot<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Le tre proposte che compongono Taproot, attivate insieme nel novembre 2021.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>La promessa implicita: niente pi\u00f9 hard fork<\/h2>Dietro quella timidezza c&#8217;era una filosofia precisa, condivisa dalla maggior parte degli sviluppatori di Bitcoin Core. La base layer deve restare conservativa e piccola; si aggiungono solo i mattoni primitivi strettamente necessari; tutto il resto, cio\u00e8 la scalabilit\u00e0 e l&#8217;espressivit\u00e0, accade altrove, fuori dalla catena principale (Lightning, poi rollup e statechain) oppure tramite soft fork approvati quasi all&#8217;unanimit\u00e0. La promessa implicita era semplice: Bitcoin non avrebbe mai pi\u00f9 avuto bisogno di un hard fork contestato come quello del 2017, perch\u00e9 si sarebbe costruito verso l&#8217;alto invece di spaccarsi di lato.In questa visione il minimalismo \u00e8 una caratteristica, non un limite. Una base layer che cambia poco \u00e8 difficile da attaccare, da catturare e da corrompere; la rigidit\u00e0 \u00e8 il prezzo della neutralit\u00e0. Taproot era il coronamento di questa idea: l&#8217;ultimo pezzo che mancava per rendere il livello di base abbastanza flessibile da reggere tutto ci\u00f2 che sarebbe stato costruito sopra. \u00c8 esattamente questa scommessa che ECX mette alla prova. Perch\u00e9 se la costruzione verso l&#8217;alto funziona, nessuno ha bisogno di forkare; se non funziona abbastanza in fretta, qualcuno prima o poi lo fa comunque.<h2 class='wp-block-heading'>Cinque anni di stallo<\/h2>I numeri che cita Sztorc sono brutali. Nei primi sette-otto anni, dice, Bitcoin fece sedici soft fork; nei sette-otto successivi, due. SegWit impieg\u00f2 ventisei mesi per attivarsi, Taproot quaranta. Dopo Taproot, nulla. La sua sintesi, in un&#8217;intervista del 17 settembre 2026 ripresa da <a href='https:\/\/crypto.news\/bitcoin-cannot-activate-any-soft-forks-for-now\/'>crypto.news<\/a>, \u00e8 netta: \u00abBitcoin non pu\u00f2 attivare alcun soft fork, per il prossimo futuro\u00bb, e \u00abtutti i soft fork dopo Taproot hanno fallito l&#8217;attivazione, e questo non ha fatto eccezione\u00bb.Il motivo \u00e8 nel meccanismo stesso. Un soft fork moderno si attiva con il segnale dei miner (lo schema BIP-9, poi lo Speedy Trial) e, come ultima risorsa, con una UASF in cui sono i nodi degli utenti a imporre la regola (il modello BIP-8). Ma la soglia tipica di segnalazione dei miner, intorno al 55%, \u00e8 diventata irraggiungibile: i miner non vogliono esporsi, gli utenti non vogliono rifare lo scontro del 2017 e manca un meccanismo di coordinamento di cui tutti si fidino. Il risultato \u00e8 una paralisi in cui anche le proposte pi\u00f9 innocue restano ferme. Sztorc lo dice persino di OP_CAT, tredici righe di codice gi\u00e0 presenti nel software originale: \u00abNiente pu\u00f2 farcela, nemmeno OP_CAT\u00bb.Per capire quanto sia cambiato il clima basta tornare al 2017. Lo stallo su SegWit si sblocc\u00f2 solo quando gli utenti minacciarono una UASF, costringendo i miner a cedere pochi giorni prima della scadenza; fu una prova di forza traumatica, che nessuno ha voglia di ripetere. Da allora la comunit\u00e0 ha imparato una lezione ambivalente: la UASF funziona, ma lascia cicatrici. Senza quella pressione, e senza miner disposti a segnalare per primi, ogni proposta resta sospesa in un limbo in cui ciascuno aspetta che si muova qualcun altro.Nel frattempo la quota di Taproot sulla catena racconta un&#8217;altra storia di aspettative disattese. Dopo il picco oltre il 40% all&#8217;inizio del 2024, trainato da Ordinals e Runes, l&#8217;uso si \u00e8 assestato in una forbice ampia: i tracker come quello di <a href='https:\/\/www.spark.money\/tools\/bitcoin-segwit-adoption-tracker'>Spark<\/a> lo collocano intorno al 15-20% delle transazioni, mentre misure pi\u00f9 severe come quelle di Glassnode scendono al 4-5%. Gran parte di quel volume, inoltre, \u00e8 polvere legata alle iscrizioni, non pagamenti ordinari. Cinque anni dopo, non c&#8217;\u00e8 stata nessuna migrazione di massa degli utenti verso bc1p.<figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Aggiornamento<\/th><th>Tipo<\/th><th>Anno<\/th><th>Stato a ottobre 2026<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>SegWit<\/td><td>Soft fork<\/td><td>2017<\/td><td>Attivato<\/td><\/tr><tr><td>Taproot<\/td><td>Soft fork<\/td><td>2021<\/td><td>Attivato (l&#8217;ultimo riuscito)<\/td><\/tr><tr><td>OP_CTV (BIP-119)<\/td><td>Soft fork proposto<\/td><td>dal 2022<\/td><td>Segnalazione vicina allo 0%, finestra fino al 30 marzo 2027<\/td><\/tr><tr><td>OP_CAT (BIP-347)<\/td><td>Soft fork proposto<\/td><td>dal 2024<\/td><td>Specifica completa, nessuna attivazione<\/td><\/tr><tr><td>BIP-54 (Consensus Cleanup)<\/td><td>Soft fork proposto<\/td><td>2025-2026<\/td><td>In test su signet, contestato<\/td><\/tr><tr><td>BIP-110 (catena Blake2b)<\/td><td>Hard fork<\/td><td>2026<\/td><td>Fallito al 2,53%, ora catena separata<\/td><\/tr><tr><td>ECX (drivechain)<\/td><td>Hard fork<\/td><td>2026<\/td><td>Mainnet il 31 ottobre<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Il registro degli aggiornamenti dopo Taproot: molti tentativi, nessun soft fork riuscito.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>La guerra dell&#8217;OP_RETURN: Core contro Knots<\/h2>Lo stallo non riguarda solo i fork. Nell&#8217;ottobre 2025 la versione 30 di Bitcoin Core ha alzato il limite di dati inseribili in un output OP_RETURN da 80 byte a circa 100.000, di fatto rimuovendolo. La motivazione tecnica \u00e8 discutibile quanto si vuole, ma l&#8217;effetto politico \u00e8 stato immediato: una parte della comunit\u00e0 ha letto la mossa come una resa agli interessi di chi vuole usare Bitcoin come archivio di dati arbitrari, lontano dalla sua funzione monetaria. L&#8217;implementazione alternativa Bitcoin Knots, che ha mantenuto il vecchio tetto come deterrente, \u00e8 diventata il rifugio di quella fazione.I numeri raccontano una spaccatura reale. Secondo <a href='https:\/\/unchainedcrypto.com\/bitcoin-core-v30-releases-with-expanded-op_return-capacity\/'>Unchained<\/a>, la quota di nodi pubblici che gira su Knots \u00e8 salita fino al 23-25% all&#8217;inizio del 2026, mentre Core \u00e8 scesa da circa il 98% all&#8217;88%. \u00c8 la stessa faglia che attraversa il dibattito su Ordinals e Runes, la questione di <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/magic-internet-money-rune-seconda-bitcoin-2026\/'>cosa Bitcoin debba contenere<\/a> oltre al denaro. La chiamano la guerra dell&#8217;OP_RETURN, e il punto non \u00e8 il singolo parametro: \u00e8 che nel 2026 persino un valore predefinito di configurazione basta a dividere la rete in due campi. Quando anche la scelta di un default diventa una guerra di religione, l&#8217;idea di far passare un soft fork appare ancora pi\u00f9 remota.<h2 class='wp-block-heading'>I covenant, il lavoro non finito di Taproot<\/h2>Esiste una via per completare ci\u00f2 che Taproot ha iniziato senza alcun hard fork: i covenant, aggiunti con un soft fork. Le proposte in campo sono diverse. OP_CTV (BIP-119), firmata da Jeremy Rubin, \u00e8 la pi\u00f9 vicina a un&#8217;attivazione tecnica e viene presentata come il covenant \u00absicuro\u00bb, utile per vault e controllo della congestione; ha una finestra di segnalazione aperta fino al 30 marzo 2027, ma il consenso dei miner \u00e8 vicino allo zero. OP_CAT (BIP-347) riaprirebbe la porta a covenant ricorsivi e contratti pi\u00f9 ricchi, ma dopo aver completato la specifica nel marzo 2026 non ha ottenuto alcun calendario di attivazione. Accanto ci sono OP_CSFS (BIP-348) e il pacchetto di correzioni BIP-54.Un esempio rende l&#8217;idea di cosa sia in gioco. Con un covenant come CTV si potrebbe costruire un vault, un portafoglio in cui i fondi, se mossi da un ladro, finiscono per forza in un indirizzo di sicurezza predefinito dopo un ritardo, dando al proprietario il tempo di reagire. Oggi su Bitcoin un vault del genere si pu\u00f2 solo approssimare con firme pre-calcolate e chiavi da distruggere, una costruzione fragile. I covenant lo renderebbero nativo e affidabile, e con essi diventerebbero pi\u00f9 solidi anche i bridge verso i livelli due, che \u00e8 poi la ragione per cui tanti progetti aspettano quel soft fork che non arriva.Chi difende questa strada ha un nome di peso. Adam Back, amministratore delegato di Blockstream e una delle poche persone citate nel white paper di Satoshi, ha definito gli opcode covenant un possibile \u00abultimo soft fork\u00bb: un aggiornamento che, una volta fatto, renderebbe superflui molti cambiamenti futuri, perch\u00e9 darebbe a Bitcoin Script abbastanza espressivit\u00e0 e, unito alla verifica formale e a linguaggi come Simplicity, abbastanza sicurezza da bastare a lungo. La sua posizione, riportata da <a href='https:\/\/cryptobriefing.com\/adam-back-covenant-opcodes-last-soft-fork\/'>Cryptobriefing<\/a>, \u00e8 l&#8217;esatto opposto di quella di Sztorc: non \u00abnessun soft fork \u00e8 pi\u00f9 possibile\u00bb, ma \u00abne serve ancora uno, e poi basta\u00bb. L&#8217;ironia \u00e8 che nemmeno il covenant benedetto dal numero uno di Blockstream riesce a muoversi di un millimetro.<h2 class='wp-block-heading'>La strada verso l&#8217;alto: BitVM, Citrea, Ark, Spark<\/h2>Mentre i covenant restano bloccati, una parte dell&#8217;ecosistema ha preso alla lettera la promessa di Taproot e ha costruito verso l&#8217;alto, senza chiedere alcun fork. \u00c8 la risposta tecnica allo stallo. BitVM, ideato da Robin Linus, usa le prove di frode per far verificare a Bitcoin la correttezza di un calcolo complesso senza eseguirlo, aprendo la porta a bridge e rollup. Su questa base, Citrea \u00e8 diventato il primo rollup ZK che regola su Bitcoin, con mainnet il 27 gennaio 2026 secondo <a href='https:\/\/www.theblock.co\/post\/387140'>The Block<\/a>: comprime l&#8217;attivit\u00e0 in prove che vengono poi ancorate alla catena, un meccanismo affine ai <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/chi-produce-prove-mercati-zkml-2026\/'>mercati che producono prove crittografiche<\/a> nel resto del settore. Ark e Spark, dal canto loro, spingono i pagamenti fuori catena con statechain e strutture a foglie.Tutti questi progetti condividono due cose. La prima \u00e8 che sfruttano ci\u00f2 che Taproot ha gi\u00e0 dato (firme Schnorr, MAST, firme adattatrici) invece di aspettare nuovi opcode. La seconda, meno comoda da ammettere, \u00e8 che ciascuno introduce un&#8217;assunzione di fiducia: un insieme di firmatari onesti su N nei bridge in stile BitVM, un gruppo di operatori nelle statechain, l&#8217;impossibilit\u00e0 di provare crittograficamente che una chiave sia stata distrutta. Non \u00e8 fiducia azzerata, \u00e8 fiducia ridotta e resa esplicita. Il campo dei soft fork risponde cos\u00ec a chi vuole forkare: non serve spaccare la rete, serve ingegneria. Il campo opposto ribatte che l&#8217;ingegneria, da sola, non ha ancora prodotto un livello due abbastanza semplice e sicuro da imporsi davvero.Spark \u00e8 l&#8217;esempio che chiarisce il compromesso. \u00c8 una statechain lanciata da Lightspark in mainnet nel maggio 2025, pensata per pagamenti istantanei e stablecoin come la USDB; sposta la propriet\u00e0 di una moneta ruotando le chiavi tra l&#8217;utente e un gruppo ristretto di operatori, con un&#8217;uscita unilaterale verso la catena principale come garanzia. La sua stessa documentazione ammette il punto debole: non esiste modo di provare crittograficamente che un operatore abbia davvero distrutto la propria quota di chiave. \u00c8 fiducia minimizzata, non eliminata, e in questo somiglia pi\u00f9 a una drivechain di quanto i due campi amino riconoscere.<h2 class='wp-block-heading'>La strada laterale: le drivechain e l&#8217;hard fork di Sztorc<\/h2>Paul Sztorc propone le drivechain da pi\u00f9 di un decennio. Le descrisse per la prima volta nel 2015, le formalizz\u00f2 nel BIP-300 (\u00abHashrate Escrows\u00bb) nel 2017 e aggiunse il BIP-301 (\u00abBlind Merged Mining\u00bb) nel 2019. L&#8217;idea \u00e8 far custodire ai miner i bitcoin depositati in una sidechain e far decidere loro, con un voto spalmato su una finestra molto lunga, quali prelievi approvare; il blind merged mining consente ai miner di incassare le commissioni della sidechain senza eseguirne il software. Per anni Sztorc ha provato a farle entrare in Bitcoin per vie pacifiche, fino al CUSF (il \u00abCore Untouched Soft Fork\u00bb), un programma che i miner avrebbero potuto eseguire accanto a un Core non modificato per attivare le drivechain senza che Core unisse una sola riga di codice.Il lancio stesso \u00e8 una dimostrazione di metodo. Le due fasi di prova, alpha e beta, servivano a far emergere i bug e a dare un prezzo al nuovo asset prima che la difficolt\u00e0 di mining si fissasse; Sztorc ha spiegato che dovevano somigliare il pi\u00f9 possibile alla versione finale. Al debutto, con la difficolt\u00e0 azzerata, la catena ha macinato oltre venticinquemila blocchi in poche ore, un effetto atteso finch\u00e9 il mining non si stabilizza. L&#8217;airdrop ricalca il saldo di quasi tutti gli indirizzi, con un&#8217;eccezione pesante: gran parte delle monete attribuite a Satoshi resta esclusa, per non riversare sul mercato un&#8217;offerta potenziale enorme.Non ha funzionato. La pull request di Luke Dashjr che implementava il BIP-300 \u00e8 stata chiusa senza merge nel marzo 2024, e il resto \u00e8 la storia dello stallo. A quel punto Sztorc ha cambiato strategia: se la rete non si muove, si forka. Il sito di ECX non usa giri di parole e accusa gli sviluppatori di Core di essere diventati \u00abtimidi, egoisti, pigri e corrotti\u00bb, come ha riportato <a href='https:\/\/bitcoin-takeover.com\/ecash-ecx-paul-sztorc-forks-bitcoin-to-prove-a-point\/'>Bitcoin Takeover<\/a>. La tesi di fondo \u00e8 che le drivechain avrebbero reso inutile persino Bitcoin Cash: chi voleva blocchi pi\u00f9 grandi avrebbe potuto usare una sidechain dedicata invece di spaccare la rete. La meccanica completa della peg, del voto dei miner e delle sette drivechain previste \u00e8 il cuore della nostra <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/ecx-drivechain-fork-bitcoin-layer-2-2026\/'>guida dedicata a ECX<\/a>; qui interessa il suo significato politico.<h2 class='wp-block-heading'>\u00abFiducia cieca nei miner\u00bb: la critica di Peter Todd<\/h2>La critica tecnica alle drivechain \u00e8 vecchia quanto la proposta, e porta una firma autorevole. Nel 2023 Peter Todd, pagato dalla stessa LayerTwo Labs per una revisione indipendente, concluse che le drivechain sostituiscono \u00abl&#8217;attento disegno degli incentivi che vediamo negli altri protocolli di Bitcoin, e in Bitcoin stesso, con una fiducia cieca nei miner\u00bb. Il problema, spiegato nel suo <a href='https:\/\/petertodd.org\/2023\/drivechains'>saggio<\/a>, \u00e8 l&#8217;assenza di prove di frode: una maggioranza di hashrate potrebbe votare per approvare un prelievo che svuota la peg, e non esisterebbe alcun rimedio. Il paper sulle pegged sidechain di Blockstream del 2014, ricorda Todd, prevedeva almeno in teoria prove di frode per annullare un prelievo malevolo durante un periodo di contestazione; il BIP-300 le rimuove.Sztorc non ignora l&#8217;obiezione, la ribalta. Il suo argomento \u00e8 che i miner hanno gi\u00e0 oggi il potere di riorganizzare la catena e censurare le transazioni, e che non lo fanno perch\u00e9 distruggerebbero il valore da cui dipendono i loro ricavi; la stessa logica economica, sostiene, protegge una peg in stile drivechain. Dove Todd vede fiducia cieca, Sztorc vede incentivi allineati e una finestra di voto cos\u00ec lunga da rendere un furto visibile e contrastabile. Chi abbia ragione non \u00e8 una questione tecnica pulita: \u00e8 una scommessa su quanto ci si possa fidare della razionalit\u00e0 economica dei miner, la stessa domanda che divide i due campi su tutto il resto.Qui sta il nocciolo del confronto con Taproot. Ogni strada per estendere Bitcoin sposta il bersaglio della fiducia. I covenant nativi chiederebbero di fidarsi solo della matematica e del consenso. I rollup in stile BitVM chiedono di fidarsi che almeno un firmatario su N sia onesto, pi\u00f9 le prove. Le statechain chiedono di fidarsi che gli operatori cancellino le loro chiavi. Le drivechain chiedono di fidarsi che i miner non colludano per rubare. Non esiste la fiducia zero: esistono ipotesi di fiducia diverse, ed \u00e8 su quale sia accettabile che il dibattito si \u00e8 incagliato. La tabella che segue mette in fila le quattro risposte.<figure class='wp-block-table'><table><thead><tr><th>Strada<\/th><th>Di chi ci si deve fidare<\/th><th>Serve un fork?<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Covenant nativi (CTV, CAT)<\/td><td>Matematica e consenso della rete<\/td><td>S\u00ec, un soft fork<\/td><\/tr><tr><td>Rollup e bridge (BitVM, Citrea)<\/td><td>Almeno un firmatario onesto su N, pi\u00f9 le prove<\/td><td>No<\/td><\/tr><tr><td>Statechain (Spark, Ark)<\/td><td>Operatori che cancellano le chiavi<\/td><td>No<\/td><\/tr><tr><td>Drivechain (ECX)<\/td><td>I miner, che non devono colludere<\/td><td>S\u00ec, un hard fork<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><figcaption class='wp-block-table__figcaption'>Quattro modi di estendere Bitcoin, quattro ipotesi di fiducia diverse.<\/figcaption><\/figure><h2 class='wp-block-heading'>Due filosofie, un solo hashrate<\/h2>ECX non \u00e8 l&#8217;unico fork del 2026, ed \u00e8 istruttivo confrontarlo con il suo opposto speculare. Pochi mesi prima, la cosiddetta catena Blake2b (BIP-110) aveva tentato la strada contraria: una filosofia sottrattiva, pensata per limitare i dati sulla catena, ridurre il tetto dell&#8217;OP_RETURN e cancellare di fatto iscrizioni e Ordinals. Dopo essersi fermata al 2,53% dei segnali l&#8217;8 agosto, come ricostruisce <a href='https:\/\/ecashblog.com\/posts\/2026-09-07-two-bitcoin-forks-two-philosophies-blake2b-chain-bip110-vs-ecash-bip300.html'>ecashblog<\/a>, ha cambiato il proof-of-work da SHA-256 a Blake2b il primo settembre, recidendo ogni legame con la sicurezza di Bitcoin.ECX fa il contrario: \u00e8 additivo (aggiunge le drivechain) e, soprattutto, mantiene SHA-256. Questa scelta ha un peso enorme. Significa che i miner di Bitcoin possono minare ECX con lo stesso hardware, anche in merged mining, ma significa pure che la sicurezza della nuova catena dipende da hashrate preso in prestito: finch\u00e9 i miner non la considerano abbastanza remunerativa, resta esposta. \u00c8 il nodo che rende l&#8217;<a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/hashrate-bitcoin-classe-attivo-mercato-derivati-2026\/'>hashrate una vera classe di attivo<\/a> contesa, non un dettaglio tecnico. Entrambi i fork, quello sottrattivo e quello additivo, hanno dimostrato la stessa cosa: senza i miner non si va da nessuna parte, e chi controlla l&#8217;hashrate controlla quali regole contano davvero.C&#8217;\u00e8 un&#8217;ultima asimmetria da notare. ECX eredita il modello di sicurezza di Bitcoin solo se i miner scelgono di dedicargli hashrate, e il merged mining rende quella scelta quasi gratuita; ma gratis non vuol dire garantito. Una catena che vive di hashrate altrui \u00e8 esposta a riorganizzazioni finch\u00e9 la potenza dedicata resta bassa, ed \u00e8 proprio questa fragilit\u00e0 iniziale che il lancio a fasi cercava di attenuare. Per Bitcoin il rischio \u00e8 speculare: se un domani le drivechain generassero commissioni ricche, i miner avrebbero un incentivo nuovo e potente, e non \u00e8 ovvio che punti sempre nella stessa direzione degli utenti.<h2 class='wp-block-heading'>Cosa succede ai tuoi bitcoin, e al fisco<\/h2>Sul piano pratico, chi possiede Bitcoin si trova davanti a un airdrop e a qualche insidia. Chi controlla le proprie chiavi ricever\u00e0 un saldo ECX pari ai propri BTC al momento del fork; chi tiene le monete su un exchange dipende dalle scelte della piattaforma, che potrebbe non accreditare n\u00e9 supportare ECX. Attenzione poi alla protezione dal replay, che nel lancio di ECX \u00e8 opzionale e non automatica: una transazione mal gestita pu\u00f2 propagarsi su entrambe le catene. In generale, muovere i propri bitcoin tra tipi di indirizzo diversi (da bc1q a bc1p, per esempio) non \u00e8 una vendita e non ha effetti fiscali; ricevere una nuova moneta da un fork, invece, \u00e8 un&#8217;altra faccenda.Qui entra il quadro italiano. N\u00e9 Consob n\u00e9 Banca d&#8217;Italia approvano o bloccano un fork: sotto MiCA vigilano sui prestatori di servizi (gli exchange, i custodi) e sugli emittenti di token, non sul protocollo o sul consenso di Bitcoin. Un hard fork come ECX, per\u00f2, fa comparire un nuovo asset nel portafoglio di chi lo riceve, con possibili conseguenze fiscali che dipendono dal valore al momento dell&#8217;accredito e dalla successiva cessione. \u00c8 un tema che si inserisce nel dibattito ancora aperto sulla tassazione delle cripto in Italia, dall&#8217;aliquota alla <a href='https:\/\/hoge.gg\/it\/crypto-tax-manovra-2027-ddl-senza-26-emendamenti\/'>Manovra 2027 arrivata senza il taglio annunciato<\/a>. Nulla di quanto scritto qui \u00e8 una consulenza fiscale: davanti a un airdrop da fork conviene fare due conti con un professionista.<h2 class='wp-block-heading'>Taproot era la fine di un&#8217;era, o l&#8217;inizio di un&#8217;altra?<\/h2>Ci sono due letture di quel che accade il 31 ottobre, ed entrambe partono da Taproot. La prima \u00e8 pessimista: ECX \u00e8 la prova che Taproot \u00e8 stato l&#8217;ultimo aggiornamento di Bitcoin, che la base layer si \u00e8 ossificata e che da qui in avanti l&#8217;azione si sposta sui fork e sui livelli due, mentre il protocollo resta immobile. La seconda \u00e8 l&#8217;opposto: ECX \u00e8 una comparsa, e il suo stesso bisogno di forkare conferma che la cautela di Bitcoin funziona; il rifiuto di cambiare in modo avventato \u00e8 la caratteristica, non il difetto, e il futuro vero \u00e8 la strada verso l&#8217;alto, i covenant un domani e BitVM o Citrea gi\u00e0 oggi.Conviene allora chiarire cosa distinguerebbe un ECX riuscito da uno fallito. Un fallimento somiglia alle decine di fork precedenti: nessun exchange serio lo quota, i miner non gli dedicano hashrate stabile, il prezzo crolla e la catena resta un esperimento. Un successo, invece, non si misura in capitalizzazione, ma in imitazione: se le drivechain funzionassero senza furti per mesi, l&#8217;argomento di Sztorc guadagnerebbe forza e qualcun altro potrebbe tentare la stessa strada, erodendo l&#8217;idea che la base layer vada lasciata immobile. \u00c8 per questo che la domanda vera non \u00e8 quanto varr\u00e0 ECX, ma se dimostrer\u00e0 qualcosa.C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una scadenza che nessuno dei due campi pu\u00f2 ignorare, e che un giorno costringer\u00e0 Bitcoin a decidere se sa ancora mettersi d&#8217;accordo: il calcolo quantistico. La proposta BIP-360, con il suo nuovo tipo di output resistente ai quanti, \u00e8 stata inserita nel repository nel febbraio 2026, ma resta allo stadio di proposta; nel frattempo si stima che circa 6,9 milioni di BTC siedano su indirizzi con chiave pubblica esposta. Se \u00e8 vero, come sostiene Sztorc, che Bitcoin non riesce pi\u00f9 ad attivare alcun soft fork, allora l&#8217;orologio quantistico non \u00e8 un problema teorico: \u00e8 la prova d&#8217;esame finale. Il 31 ottobre, pi\u00f9 che il prezzo di ECX, converr\u00e0 guardare un&#8217;altra cosa: se qualcuno lo seguir\u00e0.<h2 class='wp-block-heading'>Domande frequenti<\/h2><h3 class='wp-block-heading'>Che cos&#8217;\u00e8 ECX e perch\u00e9 se ne parla per il 31 ottobre?<\/h3>ECX \u00e8 un hard fork di Bitcoin creato da Paul Sztorc che attiva le drivechain (BIP-300 e BIP-301). Copia il registro di Bitcoin e accredita ai possessori un saldo 1:1 nella nuova moneta, senza modificare la rete Bitcoin. La versione definitiva si attiva intorno al blocco 973.728, il 31 ottobre 2026, data scelta perch\u00e9 coincide con il diciottesimo anniversario del white paper.<h3 class='wp-block-heading'>Taproot \u00e8 stato davvero l&#8217;ultimo soft fork di Bitcoin?<\/h3>S\u00ec. Taproot, attivato al blocco 709.632 il 14 novembre 2021, \u00e8 l&#8217;ultimo soft fork che la rete Bitcoin sia riuscita ad attivare. Da allora nessuna proposta, da OP_CTV a OP_CAT, ha raggiunto le soglie di segnalazione necessarie, e diversi sviluppatori parlano apertamente di uno stallo della governance.<h3 class='wp-block-heading'>Che differenza c&#8217;\u00e8 tra la strada dei covenant e quella delle drivechain?<\/h3>I covenant (come OP_CTV o OP_CAT) estenderebbero Bitcoin con un soft fork, aggiungendo regole di spesa native senza spaccare la rete. Le drivechain di ECX arrivano invece con un hard fork e delegano ai miner la custodia e l&#8217;approvazione dei prelievi dalle sidechain. La differenza di fondo \u00e8 su chi riporre la fiducia: la matematica e il consenso, oppure l&#8217;onest\u00e0 dei miner.<h3 class='wp-block-heading'>Se ho dei bitcoin, ricevo automaticamente ECX?<\/h3>Solo se controlli le tue chiavi private al momento del fork: in quel caso ti spetta un saldo ECX 1:1. Se tieni i bitcoin su un exchange, dipende dalla piattaforma, che potrebbe non supportare n\u00e9 distribuire ECX. Va inoltre gestita con cautela la protezione dal replay, che nel lancio di ECX \u00e8 opzionale.<h3 class='wp-block-heading'>Perch\u00e9 Bitcoin non riesce pi\u00f9 ad attivare soft fork?<\/h3>Perch\u00e9 manca un meccanismo di coordinamento condiviso: i miner non vogliono segnalare e raggiungere la soglia tipica (intorno al 55%) \u00e8 diventato impraticabile, mentre gli utenti sono riluttanti a imporre una UASF come nel 2017. A questo si aggiunge una comunit\u00e0 divisa su cosa Bitcoin debba essere, come mostra anche la guerra dell&#8217;OP_RETURN tra Core e Knots.<script type='application\/ld+json'>{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che cos'\u00e8 ECX e perch\u00e9 se ne parla per il 31 ottobre?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"ECX \u00e8 un hard fork di Bitcoin creato da Paul Sztorc che attiva le drivechain (BIP-300 e BIP-301). Copia il registro di Bitcoin e accredita ai possessori un saldo 1:1 nella nuova moneta, senza modificare la rete Bitcoin. La versione definitiva si attiva intorno al blocco 973.728, il 31 ottobre 2026, data scelta perch\u00e9 coincide con il diciottesimo anniversario del white paper.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Taproot \u00e8 stato davvero l'ultimo soft fork di Bitcoin?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"S\u00ec. Taproot, attivato al blocco 709.632 il 14 novembre 2021, \u00e8 l'ultimo soft fork che la rete Bitcoin sia riuscita ad attivare. Da allora nessuna proposta, da OP_CTV a OP_CAT, ha raggiunto le soglie di segnalazione necessarie, e diversi sviluppatori parlano apertamente di uno stallo della governance.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Che differenza c'\u00e8 tra la strada dei covenant e quella delle drivechain?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"I covenant (come OP_CTV o OP_CAT) estenderebbero Bitcoin con un soft fork, aggiungendo regole di spesa native senza spaccare la rete. Le drivechain di ECX arrivano invece con un hard fork e delegano ai miner la custodia e l'approvazione dei prelievi dalle sidechain. La differenza di fondo \u00e8 su chi riporre la fiducia: la matematica e il consenso, oppure l'onest\u00e0 dei miner.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Se ho dei bitcoin, ricevo automaticamente ECX?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Solo se controlli le tue chiavi private al momento del fork: in quel caso ti spetta un saldo ECX 1:1. Se tieni i bitcoin su un exchange, dipende dalla piattaforma, che potrebbe non supportare n\u00e9 distribuire ECX. Va inoltre gestita con cautela la protezione dal replay, che nel lancio di ECX \u00e8 opzionale.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Perch\u00e9 Bitcoin non riesce pi\u00f9 ad attivare soft fork?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Perch\u00e9 manca un meccanismo di coordinamento condiviso: i miner non vogliono segnalare e raggiungere la soglia tipica (intorno al 55%) \u00e8 diventato impraticabile, mentre gli utenti sono riluttanti a imporre una UASF come nel 2017. A questo si aggiunge una comunit\u00e0 divisa su cosa Bitcoin debba essere, come mostra anche la guerra dell'OP_RETURN tra Core e Knots.\"}}]}<\/script><em>Di Marcus Okafor, redazione HOGE Wire. Questo articolo \u00e8 analisi giornalistica e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale.<\/em>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Taproot (novembre 2021) resta l&#8217;ultimo soft fork che Bitcoin abbia attivato. Il 31 ottobre Paul Sztorc forka la rete con le drivechain di ECX: ecco cosa dice sullo stallo della base layer.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":839,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-838","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bitcoin-layer1"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/838","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=838"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/838\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/839"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=838"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=838"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/hoge.gg\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=838"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}