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● AI x Crypto

Eliza (elizaOS): guida al framework degli AI agent crypto

Nato come parodia di a16z, Eliza è diventato il framework open-source di riferimento per gli AI agent on-chain. Ecco come funziona, a cosa serve e perché il token ELIZAOS è crollato.

Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 un progetto nato quasi per gioco è diventato il simbolo dell’incrocio tra intelligenza artificiale e criptovalute. Si chiama Eliza, oggi noto come elizaOS, ed è il framework open-source più diffuso per costruire AI agent capaci di operare in autonomia su social network e blockchain. In pieno entusiasmo per gli «AI agent», ha attirato capitali, sviluppatori e polemiche. Questo articolo spiega che cos’è, come funziona, quanto vale oggi il suo token e quali rischi comporta per un investitore italiano.

Che cos’è Eliza (elizaOS)

elizaOS è un framework open-source, distribuito con licenza MIT, per creare e gestire AI agent autonomi. Il repository ufficiale su GitHub, descritto come «sistema operativo agentico open source», raccoglie oltre 18.700 stelle e più di 5.600 fork, numeri che ne fanno uno dei progetti di riferimento del settore. Il nome richiama il celebre chatbot degli anni Sessanta di Joseph Weizenbaum, ma le somiglianze finiscono lì.

Un AI agent, in questo contesto, non è un semplice chatbot: è un programma che usa un large language model come «nucleo cognitivo» e vi aggiunge memoria persistente, accesso a strumenti esterni e la capacità di agire senza input umano continuo. Con Eliza uno sviluppatore definisce una personalità, collega uno o più modelli, aggiunge dei plugin e distribuisce l’agente su Discord, Telegram, X (ex Twitter) o direttamente on-chain. Il codice, scritto in TypeScript, resta leggibile e modificabile da chiunque.

Da ai16z a elizaOS: la storia

Il progetto nasce nell’ottobre 2024 come ai16z, una DAO lanciata su Solana tramite la piattaforma Daos.fun. Il nome era una parodia dichiarata di a16z, il fondo di venture capital Andreessen Horowitz: l’idea era un fondo di investimento «gestito» da AI agent, tra cui uno che impersonava lo stesso Marc Andreessen. Dietro l’iniziativa c’è Shaw Walters, fondatore di Eliza Labs, che all’inizio puntava a raccogliere appena poche decine di migliaia di dollari.

Il token ai16z, che rappresentava una quota del fondo e i diritti di voto nella DAO, è esploso durante la mania degli AI agent di fine 2024, superando a gennaio 2025 una capitalizzazione di 1,5 miliardi di dollari. Il successo ha attirato l’attenzione della vera a16z: su sua richiesta, per evitare confusione sul marchio, il 28 gennaio 2025 il team ha annunciato il rebrand in elizaOS.

Come funziona: character file, client e plugin

Il cuore di Eliza è il character file, un file di configurazione in formato JSON che definisce chi è l’agente: nome, biografia, stile di scrittura, argomenti di interesse ed esempi di dialogo. A questo si aggiungono i client, cioè i canali su cui l’agente vive, e i plugin, che ne estendono le capacità. L’architettura è descritta anche in un paper pubblicato su arXiv da Shaw Walters e colleghi.

ComponenteFunzione
Character fileDefinisce personalità, tono, conoscenze ed esempi di dialogo dell’agente
ClientCollega l’agente ai canali: Discord, Telegram, X, Farcaster o API dirette
ProviderFornisce contesto in tempo reale: orario, saldo del wallet, dati di mercato
ActionLe operazioni possibili: rispondere, inviare una transazione, chiamare un’API
EvaluatorAnalizza le conversazioni ed estrae fatti da salvare in memoria
Memoria (RAG)Archivio vettoriale che dà all’agente ricordi persistenti e recupero contestuale
PluginModuli aggiuntivi per blockchain, immagini o integrazioni, montabili a piacere

Ogni elemento, sottolineano gli sviluppatori nella documentazione ufficiale, è «un normale programma TypeScript» sotto il pieno controllo dell’utente, senza scatole nere.

Modelli linguistici e anima web3

Eliza non è legato a un singolo fornitore di AI: supporta i modelli di OpenAI, Anthropic (Claude), Google e modelli aperti come Llama, eseguibili anche in locale. Questa neutralità è uno dei suoi punti di forza rispetto a soluzioni più chiuse e permette di bilanciare costi e prestazioni scegliendo il modello caso per caso.

La differenza principale rispetto a framework generalisti come LangChain è l’orientamento web3. Un agente Eliza può leggere e scrivere dati su blockchain, interagire con smart contract e gestire un wallet non custodial. In pratica può controllare un portafoglio, monitorare i prezzi e, se programmato per farlo, eseguire operazioni di trading da solo. Nel novembre 2025 elizaOS ha integrato il Cross-Chain Interoperability Protocol (CCIP) di Chainlink, così da far operare gli agenti su Ethereum, Base, BNB Chain e Solana.

elizaOS v2 e l’ecosistema

Alla conferenza CATSTANBUL 2025 Walters ha presentato elizaOS v2, una riscrittura con architettura a eventi e Hierarchical Task Networks (HTN): l’agente scompone un obiettivo complesso in sotto-attività e adatta il piano in corsa. La nuova versione introduce anche un sistema di wallet unificato per superare i limiti di scalabilità della prima release.

Sul fronte ecosistema, Eliza Labs ha lanciato insieme a Jupiter un «Magic Fund» da 10 milioni di dollari per finanziare sviluppatori di AI open source e ha aperto una piattaforma no-code per creare agenti senza scrivere codice. Secondo i dati diffusi dal team, sul framework sarebbero stati costruiti oltre 50.000 agenti: cifre di parte, da leggere con cautela.

Il token ELIZAOS: dal picco al crollo

Come molti progetti figli della stagione dei memecoin AI, Eliza ha vissuto un ciclo di boom e crollo. Dopo il picco di gennaio 2025 il valore è franato e il 6 novembre 2025 è iniziata la migrazione dal vecchio token ai16z al nuovo ELIZAOS, su un contratto differente. Il token dà accesso alla governance del progetto, non a una quota societaria: un dettaglio che pesa sul piano delle tutele.

MetricaValore (3 luglio 2026)
Prezzocirca 0,00047 EUR (0,00054 USD)
Capitalizzazionecirca 4 milioni USD, poco meno di 3,5 milioni EUR
Offerta circolante7,48 miliardi di token
Offerta massima11 miliardi di token
Picco (gennaio 2025)oltre 1,5 miliardi USD
Posizione CoinGeckonumero 1597

I numeri, rilevati da CoinGecko, raccontano un ridimensionamento drastico: dal massimo del gennaio 2025 la capitalizzazione è scesa di oltre il 99%, e il token ha toccato il suo minimo storico proprio il 1° luglio 2026. È la conferma di quanto sia fragile la parte speculativa di questi progetti, anche quando il software sottostante continua a essere sviluppato.

A che cosa serve e quali sono i limiti

I casi d’uso concreti sono diversi e non riguardano solo la finanza:

  • agenti che gestiscono community e account social in autonomia;
  • assistenti nei canali di supporto e nelle chat di progetto;
  • bot di trading e di analisi on-chain collegati a un wallet;
  • personaggi non giocanti (NPC) per videogiochi e mondi virtuali.

Proprio il gaming è un terreno che Walters ha indicato più volte come strategico. I limiti, però, non mancano. L’ecosistema di plugin, per quanto ampio, non ha ancora la maturità di alternative più consolidate; un agente autonomo con accesso a un wallet è un bersaglio ghiotto per attacchi ed errori di configurazione; e la qualità delle decisioni resta legata al modello linguistico sottostante, con tutti i rischi di allucinazioni. Affidare fondi reali a un agente automatizzato, oggi, rimane un’operazione ad alto rischio.

Le controversie legali

Il progetto è finito al centro di più vicende giudiziarie. Nell’agosto 2025 Eliza Labs ha citato in giudizio la X Corp di Elon Musk davanti a un tribunale federale del Texas, accusando la piattaforma di pratiche anticoncorrenziali: secondo la società, X avrebbe prima raccolto dettagli tecnici sui suoi AI agent e imposto una licenza «enterprise» da 50.000 dollari al mese, poi lanciato prodotti simili sotto il marchio xAI, come riportato da Decrypt.

La causa si è chiusa a fine dicembre 2025 con un accordo e l’archiviazione del caso; come riferisce Reuters, X ha negato ogni illecito e sostenuto di non aver versato alcuna somma. Sul fronte degli investitori, nell’aprile 2026 è stata depositata negli Stati Uniti una class action contro Eliza Labs, Shaw Walters e la ai16z DAO, con contestazioni legate alla gestione del token: accuse ancora tutte da dimostrare in giudizio.

MiCA, Consob e i rischi per l’investitore

Per un lettore italiano il punto più delicato è quello normativo. Token come ELIZAOS ricadono nel perimetro del regolamento europeo MiCA, la cui disciplina per i prestatori di servizi in cripto-attività (CASP) è ormai pienamente operativa; in Italia la vigilanza spetta a Consob per la condotta di mercato e la tutela degli investitori e a Banca d’Italia per gli aspetti prudenziali, in base al D.lgs. 129/2024. L’ESMA ha però chiarito, con le linee guida del marzo 2025, che molti memecoin non sono qualificabili come strumenti finanziari e possono restare ai margini delle tutele più forti.

C’è poi un tema specifico legato all’AI. Consob impiega da tempo tecniche di machine learning per individuare gli abusi di mercato, mantenendo il principio dell’human-in-the-loop, e ha più volte messo in guardia i risparmiatori contro le truffe che promettono guadagni tramite presunti sistemi di trading automatico «basati sull’intelligenza artificiale». La distinzione è importante: un framework legittimo come Eliza non va confuso con le frodi che ne imitano il linguaggio, e un token con capitalizzazione in caduta non offre le garanzie di uno strumento regolamentato.

Cosa aspettarsi

Eliza resta un progetto a due velocità. Da un lato c’è un software open-source solido, con una comunità ampia e un ruolo riconosciuto nella nascente categoria degli AI agent on-chain; a maggio 2026 la Eliza Foundation ha firmato un accordo per sviluppare un prodotto white-label rivolto alle piccole e medie imprese, segno di una ricerca di sbocchi oltre la pura speculazione. Dall’altro c’è un token reduce da un crollo di oltre il 99% e da un contenzioso non banale. Per chi guarda a Eliza come tecnologia, è una delle infrastrutture più interessanti del momento; per chi la considera un investimento, valgono la massima prudenza e le regole di sempre.

A cura della redazione di HOGE Wire.

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