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NodeMonkes: i CryptoPunks di Bitcoin alla prova del 2026

A inizio 2024 superavano i Bored Ape e valevano oltre mezzo miliardo di dollari. Oggi i NodeMonkes, prima collezione da 10.000 pezzi interamente su Bitcoin, valgono una frazione: cosa resta.

A fine ottobre 2026 il mercato degli Ordinals è silenzioso. Il floor dei NodeMonkes, la collezione che molti considerano il blue chip di Bitcoin, vale circa 0,0232 BTC, poco più di 1.650 euro ai prezzi di oggi, con 4.499 portafogli a detenerne almeno uno (Forbes). Diciotto mesi prima la stessa collezione sfiorava gli 0,83 BTC di prezzo minimo e una capitalizzazione da oltre mezzo miliardo di dollari, abbastanza da superare i Bored Ape Yacht Club e diventare la seconda collezione NFT al mondo (The Block).

Tolta la frenesia, resta la domanda che conta per chi guarda al livello base di Bitcoin: che cosa si possiede, davvero, quando si possiede un NodeMonke? La risposta è più interessante del prezzo. Sono 10.000 immagini scritte dentro la blockchain di Bitcoin, senza server, senza file esterni, senza alcun contratto intelligente a governarle. Questo articolo usa i NodeMonkes come caso di studio per capire gli Ordinals nel 2026: come nascono, perché il loro valore è crollato ma non la loro infrastruttura, e come il fisco italiano, la Consob e MiCA guardano a un oggetto che vive interamente su catena.

Che cosa sono i NodeMonkes

I NodeMonkes sono 10.000 ritratti in stile pixel, piccole scimmie da 28×28 pixel, inscritte una per una come Ordinals sulla blockchain di Bitcoin. Il sito ufficiale del progetto le descrive come «10.000 28×28-pixel monkes, fully on-chain as Bitcoin Ordinals inscriptions», cioè interamente su catena, con numeri di inscrizione compresi da #83.522 a #111.319 (nodemonkes.com). Sono considerati la prima collezione PFP (profile picture) originale da 10.000 pezzi interamente inscritta su Bitcoin: progetti precedenti come Bitcoin Punks o OnChainMonkeys erano adattamenti di collezioni già esistenti su Ethereum, mentre i NodeMonkes nascono nativi (Liquidium).

La somiglianza estetica con i CryptoPunks, il pixel art ruvido e la rarità dei tratti, è voluta, e ha fatto guadagnare alla collezione il soprannome di «CryptoPunks di Bitcoin». Non è un vezzo di marketing: come i Punks furono il primo esperimento di PFP on-chain su Ethereum, i NodeMonkes sono stati il primo tentativo di fare la stessa cosa sul livello base di Bitcoin, con un vincolo tecnico in più, far stare tutto, immagine inclusa, dentro lo spazio di blocco.

DatoNodeMonkes
Pezzi10.000
FormatoPixel 28×28, interamente on-chain
Numeri di inscrizioneda #83.522 a #111.319
InscrizioneFebbraio 2023 (prime settimane del protocollo)
Mint pubblicoDicembre 2023, asta olandese
CreatoriDuo anonimo, nessun VC, nessuna roadmap
Floor (ott. 2026)circa 0,0232 BTC (circa 1.650 euro)
Detentori4.499 portafogli
Picco floor (mar. 2024)circa 0,83 BTC
Carta d’identità della collezione. Fonti: nodemonkes.com, Forbes, The Block. Le conversioni in euro usano il prezzo di Bitcoin al 24 ottobre 2026.

Febbraio 2023: inscritti prima di esistere

Il dettaglio che spiega metà del fascino dei NodeMonkes è cronologico. Il protocollo Ordinals di Casey Rodarmor era diventato operativo sulla rete principale di Bitcoin a gennaio 2023 (Chainalysis). Le 10.000 immagini dei NodeMonkes furono scritte sulla catena poche settimane dopo, a febbraio 2023, quando in tutto erano state inscritte solo poche decine di migliaia di oggetti. I numeri bassi, da #83.522 a #111.319, raccontano proprio questo: sono tra le prime inscrizioni in assoluto.

La particolarità è che la collezione fu inscritta prima di «esistere» come prodotto. Le immagini restarono dormienti per mesi: il mint pubblico, cioè il momento in cui chiunque poté rivendicarle e scambiarle, arrivò solo a dicembre 2023. Nella cultura Ordinals l’altezza di inscrizione conta più della data di lancio, perché misura quanto presto un oggetto è stato scritto nella storia della catena. È la stessa logica dei rare sats: su Bitcoin la cronologia è un bene scarso, e i NodeMonkes ne hanno in abbondanza.

L’asta olandese di dicembre 2023

Il debutto pubblico arrivò con un’asta olandese (a prezzo decrescente) a dicembre 2023. La vendita si chiuse in pochi minuti e raccolse circa 240 BTC, con un prezzo di mint intorno agli 0,03 BTC per pezzo, poco più di mille dollari dell’epoca (Gate Learn). Non c’erano investitori istituzionali, non c’era una roadmap, non c’era una quota riservata al team: solo un duo anonimo e 10.000 immagini già scritte sulla catena da dieci mesi.

Quella scelta, lanciare a prezzo pieno una collezione senza promesse di utilità futura, fu criticata da una parte del mercato, ma segnò anche la distanza dalle collezioni NFT di Ethereum costruite su roadmap, airdrop e aspettative di prodotti mai arrivati. Nei mesi successivi la narrativa cambiò del tutto: a inizio 2024 Gordon Goner, cofondatore di Yuga Labs e dei Bored Ape, acquistò un raro NodeMonke, dando al progetto una visibilità che pochi oggetti su Bitcoin avevano mai avuto (nft now).

Perché «interamente on-chain» conta

La parola chiave, in tutto questo, è «interamente». Un Ordinal nasce scrivendo i dati dentro il witness di una transazione Taproot, racchiusi in una struttura che il protocollo chiama envelope (una sequenza OP_FALSE OP_IF che il nodo ignora ai fini della spesa ma che resta nel blocco); il contenuto, immagine compresa, finisce così dentro la blockchain e ci resta per sempre (docs.ordinals.com). Non c’è un file su un server, non c’è un collegamento a IPFS, non c’è un indirizzo che un domani possa smettere di rispondere.

È la differenza strutturale con la maggior parte degli NFT. Uno standard ERC-721 su Ethereum, di norma, memorizza sulla catena solo un puntatore (il tokenURI) che rimanda a metadati e immagini conservati altrove, spesso su IPFS o su un server del progetto: se quel riferimento si rompe, resta un token che punta al nulla. Gli NFT compressi di Solana (cNFT) spingono ancora più in là, tenendo fuori dalla catena quasi tutto tranne una radice crittografica. Un NodeMonke, invece, è il pixel stesso, tanto permanente quanto la catena che lo porta: è la tesi dell’artefatto digitale che abbiamo già messo a confronto parlando di Ordinals contro NFT classici.

Non a caso Casey Rodarmor, il creatore del protocollo, ha sempre evitato la parola NFT. In una sessione pubblica di domande e risposte l’ha spiegato così: «Inscriptions are NFTs, but the term NFT feels tainted, so I coined the phrase ‘digital artifact’ to try to express what inscriptions aim to be» (le inscrizioni sono NFT, ma il termine è ormai compromesso, così ho coniato l’espressione «artefatto digitale» per dire che cosa vogliono essere) (Stacker News). I NodeMonkes sono la dimostrazione più pulita di quella filosofia: nessuna promessa, nessuna dipendenza esterna, solo dati su Bitcoin.

Dalla mania al silenzio: la parabola del floor

La primavera 2024 fu il momento d’oro. A metà marzo il prezzo minimo dei NodeMonkes salì del 53% in un giorno fino a circa 0,83 BTC, i volumi balzarono del 140% e la capitalizzazione toccò i 558,9 milioni di dollari: abbastanza da diventare la seconda collezione NFT al mondo e superare i Bored Ape Yacht Club (The Block). Nick Ruck, allora direttore operativo di ContentFi Labs, riassunse la rotazione così: «Runestone and NodeMonkes have seen a surge in buyers and enthusiasts with the latter having managed to flip BAYC which has seen a major selloff in recent weeks» (Runestone e NodeMonkes hanno visto un’ondata di acquirenti, con i secondi che sono riusciti a superare i Bored Ape, in forte calo nelle ultime settimane).

Il clima era quello. A inizio marzo 2024 Udi Wertheimer, tra le voci più note e più sguaiate del mondo Ordinals, dichiarava che sui blue chip di Bitcoin «you can’t go wrong with any of the big names, they’re all going to melt faces» (non puoi sbagliare con nessuno dei grandi nomi, faranno tutti sciogliere la faccia), definendo gli Ordinals la più grande opportunità di tutto il settore (CryptoNews). In quelle settimane singoli NodeMonkes rari cambiavano mano a cifre da capogiro: il pezzo #2769, un esemplare «alien», fu venduto per 16,6 BTC, oltre un milione di dollari ai prezzi di allora (Yahoo Finance), e altri cinque passaggi superarono gli 8 BTC l’uno (Gate Learn).

Poi la marea si è ritirata. Oggi il floor è a circa 0,0232 BTC e la capitalizzazione a circa 232 BTC, pari a circa 16,5 milioni di euro ai prezzi odierni; gli aggregatori che continuano a mostrare un valore in dollari più basso, intorno ai 15 milioni, scontano un prezzo di Bitcoin ormai vecchio di mesi (Forbes). In BTC, la moneta che il mercato Ordinals usa davvero come unità di conto, il minimo è circa il 97% sotto il picco di marzo 2024.

Il crollo non riguarda solo i NodeMonkes. Bitcoin stesso, dopo il massimo storico di 126.080 dollari del 6 ottobre 2025, al 24 ottobre 2026 scambia intorno ai 79.663 dollari (71.174 euro), circa il 37% sotto quel picco (CoinGecko). Con rendimenti obbligazionari elevati e propensione al rischio bassa, gli asset più speculativi, collezionabili digitali compresi, sono i primi a soffrire, come abbiamo visto raccontando cosa cambia con i rendimenti dei Treasury vicini al 5%.

FasePrezzo minimo (floor)CapitalizzazioneContesto
Mint, dic. 2023circa 0,03 BTCn/dAsta olandese, circa 240 BTC raccolti
Picco, mar. 2024circa 0,83 BTCcirca 559 mln $Supera i Bored Ape, 2a collezione NFT al mondo
Oggi, ott. 2026circa 0,0232 BTCcirca 232 BTC (circa 16,5 mln €)4.499 detentori
La parabola del prezzo dei NodeMonkes. Fonti: Gate Learn, The Block, Forbes. n/d = non disponibile.

I «blue chip» di Bitcoin oggi

La fuga verso la qualità è il tratto distintivo del mercato Ordinals dopo lo scossone del 2026. Il capitale sopravvissuto si è concentrato in una manciata di collezioni riconosciute, i cui prezzi vengono ormai quotati in BTC più che in euro o dollari. I NodeMonkes guidano questo gruppo per anzianità e riconoscibilità, seguiti da Ordinal Maxi Biz, Bitcoin Puppets e dai Runestone, l’enorme serie distribuita gratuitamente da Leonidas ai primi utenti Ordinals.

Un avvertimento sui numeri: dopo l’uscita di Magic Eden dal mondo Bitcoin, nel marzo 2026, gran parte degli aggregatori riporta i prezzi dei floor con settimane di ritardo. Vanno quindi letti come ordini di grandezza, e sempre in BTC, perché le conversioni in dollari di molte di queste pagine incorporano un tasso di cambio vecchio.

CollezioneFloor (ott. 2026)Nota
NodeMonkescirca 0,0232 BTCPicco circa 0,83 BTC a mar. 2024
Ordinal Maxi Biz (OMB)circa 0,0175 BTC5.243 pezzi
Bitcoin Puppetscirca 0,0102 BTCFloor circa 0,141 BTC a giu. 2024
Runestonecirca 0,0014 BTCOltre 112.000 pezzi, airdrop di Leonidas
Prezzi minimi indicativi di alcuni blue chip Ordinals. Fonti: Forbes e aggregatori NFT, letture di ottobre 2026 (dati ritardati dopo l’uscita di Magic Eden).
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