Magic Internet Money: il meme del 2013 e la Rune numero due
Un disegno di un mago comparso su Reddit nel 2013 è oggi la seconda Rune di Bitcoin per capitalizzazione. Dentro Magic Internet Money: origine, numeri, utilità e rischi.
Nel 2013 qualcuno disegnò a mano un mago incappucciato che reggeva un bastone, con sopra la scritta «Magic Internet Money». Era una proposta per una pubblicità su Reddit. Tredici anni dopo, quello stesso mago è la carta d’identità della seconda Rune di Bitcoin per capitalizzazione. Al 21 ottobre 2026 MAGIC•INTERNET•MONEY (MIM) vale circa 0,00051 euro (0,0005751 dollari) e capitalizza intorno ai 10,7 milioni di euro (12,08 milioni di dollari), secondo CoinGecko.
Non è un numero che fa notizia da solo. Ma va letto nel contesto di un settore minuscolo e feroce. L’intera categoria delle Rune capitalizza circa 104 milioni di euro (117 milioni di dollari), e un singolo token, DOG•GO•TO•THE•MOON, ne occupa circa l’80%, stando ai dati di CoinGecko. In quel poco che resta, MIM è il secondo nome, con una quota attorno al 10%. È, in pratica, la runner-up: l’unico token che prova a contendere a DOG il titolo di memecoin di Bitcoin che sopravvive più di una settimana.
Questo pezzo è un ritratto ravvicinato di una sola Rune. Non la più grande, ma forse la più interessante da raccontare: quella che ha preso un pezzo di folklore di Bitcoin e lo ha trasformato in un asset on-chain. Vedremo da dove viene il mago, come il token è passato da BRC-20 a Rune, chi lo possiede e dove si scambia, la sua parabola di prezzo a dir poco violenta, l’arrivo su una grande borsa come Kraken, e la domanda che conta davvero: un meme può essere un fossato difensivo, o è solo una candela destinata a spegnersi? Un avviso preliminare: questa MIM non ha nulla a che vedere con la stablecoin MIM di Abracadabra su Ethereum, un progetto del tutto diverso con cui condivide solo la sigla.
Che cosa sono le Rune, in breve
Le Rune sono il protocollo di token fungibili ideato da Casey Rodarmor, lo stesso autore di Ordinals. Sono native di Bitcoin e vivono dentro il modello UTXO: una runestone è un singolo output OP_RETURN della transazione, e tre operazioni di base (etch, mint, transfer) bastano a creare, coniare e spostare un token. Non servono bridge né una chain separata; serve però un indexer, cioè il software ord, per leggere lo stato, come descrive la specifica ufficiale. Il protocollo è partito al blocco 840.000, in coincidenza con l’halving dell’aprile 2024.
Rodarmor non ha mai nascosto a cosa servisse. Alla vigilia del lancio disse a CoinDesk che le Rune erano «built for degens and memecoins» (fatte per degen e memecoin) e che stava «creating a venue for people to create sh*tcoins» (creando un posto dove la gente può creare sh*tcoin). In altre parole, i memecoin non sono un effetto collaterale del protocollo: sono il progetto. MAGIC•INTERNET•MONEY è l’esempio perfetto di cosa succede quando quel progetto incontra un pezzo di cultura pop di Bitcoin.
La storia economica delle Rune è nota. Al debutto, nell’aprile 2024, l’ondata di coniazioni fece esplodere le commissioni: la tariffa media di una transazione Bitcoin toccò i 127,97 dollari il 20 aprile, e le fee rappresentarono circa i tre quarti dei ricavi dei miner in quei blocchi, come documentò CoinDesk. Poi il silenzio: entro un anno le Rune erano passate dall’oltre 90% delle fee di rete a meno del 2% delle transazioni giornaliere, come ricostruisce BlockEden. Un rimbalzo di traffico è arrivato nel giugno 2026, con oltre 820.000 transazioni al giorno, un massimo in due anni, ma era attività, non prezzo (CoinDesk). Tutto questo si gioca sul livello base di Bitcoin: le Rune non hanno una vita nativa su Lightning, come chiarisce la ricerca di Spark. È in questo spazio di blocco conteso, al centro anche del dibattito sulla direzione di Bitcoin (si pensi al fork sulle drivechain), che il mago ha piantato la sua bandiera.
Il mago che vendette Bitcoin a Reddit
Per capire perché MIM esiste, bisogna tornare al 2013. Un moderatore del subreddit r/bitcoin, noto con il nick theymos, aprì una discussione per raccogliere idee su una pubblicità da pubblicare su Reddit. Secondo la ricostruzione fatta propria anche da Kraken, nel giro di poco tempo un artista disegnò un mago incappucciato che impugnava un bastone, con la scritta «Magic Internet Money». Il tono era autoironico: Bitcoin come denaro magico di internet, mezzo serio e mezzo scherzo, esattamente il modo in cui i primi appassionati parlavano della moneta.
Quell’immagine divenne una delle più riconoscibili della cultura crypto. È rimasta nel lessico comune proprio perché cattura un’ambivalenza che Bitcoin non ha mai perso: una tecnologia seria raccontata con l’ironia di chi sa di essere agli inizi. Il mago non era un progetto, non aveva un token, non aveva una tesoreria: era folklore puro. Ed è questo il punto di partenza che distingue MIM dalla stragrande maggioranza dei memecoin, nati dal nulla per cavalcare un trend. Qui il marchio precede la moneta di oltre un decennio.
Vale la pena capire perché quel disegno abbia attecchito. Il mago parlava la lingua delle comunità online prima ancora che Bitcoin diventasse un tema da telegiornale: ironia, estetica fai-da-te, l’idea che internet potesse creare valore dal nulla con un pizzico di magia. È lo stesso registro culturale che anni dopo avrebbe alimentato la stagione dei memecoin e dei giochi on-chain. Per un pubblico cresciuto tra forum e videogiochi, Magic Internet Money non è un’astrazione finanziaria: è un pezzo di nostalgia condivisa, e la nostalgia, nei mercati guidati dall’attenzione, è una forma di capitale.
Quando Kraken ha iniziato a trattare il token, il suo co-CEO Arjun Sethi ha riproposto proprio questa narrazione. In un intervento pubblico su X ha scritto: «At @krakenfx, we know every coin has a story. For $MIM @mimcoinbtc, that story is about reviving one of the most iconic memes in crypto history: Magic Internet Money» (noi di Kraken sappiamo che ogni moneta ha una storia; per MIM quella storia è far rivivere uno dei meme più iconici della storia crypto), ricordando l’origine del 2013 nel thread di r/bitcoin. Che il co-CEO di una delle più grandi borse al mondo scelga di raccontare un memecoin a partire da un disegno di tredici anni prima dice molto su cosa, qui, abbia valore: non il codice, ma la memoria collettiva.
Da BRC-20 a Rune: la migrazione 2023-2025
Il token MIM non nasce con le Rune. La sua prima incarnazione è un token BRC-20, lo standard sperimentale costruito sopra Ordinals, lanciato nel marzo 2023 con una distribuzione equa: nessuna prevendita, nessun premine, un conio pubblico aperto a chiunque, seguito da un periodo di circa un mese di quasi inattività prima che il mercato lo notasse. Era, di fatto, un esperimento culturale prima che finanziario.
Il salto arriva con l’halving dell’aprile 2024, quando MIM migra allo standard Runes e viene etichettato con l’identificativo on-chain 840000:45, cioè coniato nel primissimo blocco delle Rune, quello del blocco 840.000 (dato CoinGecko). Significa che MIM non è un token qualsiasi arrivato dopo: appartiene alla manciata di Rune etchate nel giorno zero del protocollo. La migrazione dal vecchio formato BRC-20 al nuovo si è chiusa definitivamente nell’aprile 2025, e secondo la documentazione del progetto ripresa dalle testate di settore tutta la quota non migrata è stata inviata al wallet di Satoshi Nakamoto, un indirizzo da cui nessuno ha mai speso: un modo simbolico e irreversibile di toglierla dalla circolazione.
È una genealogia che riassume l’intera traiettoria dei token su Bitcoin: dall’esperimento BRC-20 figlio di Ordinals al formato Runes più pulito ed efficiente. MIM l’ha percorsa per intero, il che ne fa uno dei memecoin di Bitcoin dal marchio più longevo, più vecchio delle Rune stesse.
| Anno | Evento |
|---|---|
| 2013 | Il disegno del mago «Magic Internet Money» compare su r/bitcoin come idea per una pubblicità |
| Marzo 2023 | MIM nasce come token BRC-20 con lancio equo, senza prevendita |
| Aprile 2024 | Migrazione allo standard Runes all’halving (Rune ID 840000:45) |
| Aprile 2025 | Chiusura definitiva della migrazione; la quota non migrata finisce nel wallet di Satoshi |
| Giugno 2025 | Impennata di oltre il 400% fino a 0,0088 dollari, poi un crollo di circa il 79% |
| Agosto-settembre 2025 | Quotazione su Kraken ed espansione a Canada ed Europa |
| Ottobre 2026 | Seconda Rune per capitalizzazione (circa 12 milioni di dollari), scambi sottili |
Anatomia del token: 21 miliardi e nessun team
La struttura di MIM è volutamente spoglia. L’offerta è di 21 miliardi di token, interamente in circolazione, senza allocazioni al team, senza vesting e senza sblocchi nascosti, stando ai dati di CoinGecko e CoinMarketCap. Il numero non è casuale: 21 miliardi sono i 21 milioni del tetto di Bitcoin moltiplicati per mille, un richiamo esplicito alla scarsità della moneta madre.
Questa impostazione colloca MIM nella stessa famiglia culturale di DOG e della Rune genesi UNCOMMON•GOODS: lanci equi, senza insider avvantaggiati, in cui chi ha coniato per primo non aveva un vantaggio sugli altri. È il tratto distintivo della cultura delle Rune, dove il premine è visto come un peccato originale e il «fair launch» è una bandiera identitaria. Sul fronte tecnico, MIM vive oggi su due reti: Bitcoin, come Rune 840000:45, e Solana, dove esiste una versione tramite contratto. La doppia casa allarga la platea ma introduce anche una dipendenza da infrastrutture di bridge, con i relativi presupposti di fiducia, un tema su cui torneremo.
Vale la pena ribadirlo, perché la confusione è frequente anche tra gli addetti ai lavori: MAGIC•INTERNET•MONEY la Rune non è la stablecoin omonima di Abracadabra.money, che è un asset collateralizzato agganciato al dollaro su Ethereum e in altre reti EVM. Stessa sigla, mondi opposti: una è un memecoin senza utilità dichiarata, l’altra uno strumento di finanza decentralizzata.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Nome (ticker) | MAGIC•INTERNET•MONEY (MIM) |
| Protocollo | Runes su Bitcoin, più Solana |
| Rune ID | 840000:45 (primo blocco delle Rune, aprile 2024) |
| Offerta | 21 miliardi (100% in circolazione) |
| Team / premine | Nessuno (lancio equo) |
| Prezzo (21 ott 2026) | circa 0,00051 euro (0,0005751 dollari) |
| Capitalizzazione | circa 10,7 milioni di euro (12,08 milioni di dollari) |
| Massimo storico | 0,008847 dollari (giugno 2025) |
| Minimo storico | 0,0001676 dollari |
| Volume 24h | circa 17 mila dollari |
| Posizione nel settore Rune | 2ª (circa 10%) |
La parabola del prezzo: +417% e poi il crollo
Se la storia culturale di MIM è longeva, la sua storia di prezzo è quella tipica di un memecoin: verticale e brutale. Il momento che la definisce è il giugno 2025. In pochi giorni il token è salito del 417,6%, da circa 0,0017 a circa 0,0088 dollari, toccando il massimo storico intorno al 17 giugno, con una capitalizzazione di picco attorno ai 184 milioni di dollari. La scintilla, secondo la ricostruzione di Bitget e BeInCrypto, fu la speculazione su un post di Kraken intitolato «Rune June», che il mercato lesse come un’anticipazione di quotazione.
Il picco durò poco. Dal massimo il token crollò del 79%, tornando verso 0,0018 dollari e bruciando circa 145 milioni di dollari di capitalizzazione, da 184 a meno di 40 milioni. È la fisica dei mercati sottili: quando la liquidità è scarsa, un catalizzatore basta a triplicare il prezzo, e la sua assenza basta a riportarlo indietro. Oggi, a oltre un anno di distanza, MIM scambia intorno a 0,0005751 dollari (circa 0,00051 euro), ossia circa il 93% sotto il suo massimo, pur restando oltre tre volte sopra il minimo storico di 0,0001676 dollari, stando a CoinGecko.
Il contesto non aiuta. Lo stesso Bitcoin, pur in una giornata positiva a circa 75.283 euro (84.566 dollari), resta intorno al 33% sotto il proprio record di 126.080 dollari del 6 ottobre 2025, come riporta CoinGecko. Quando la moneta madre è lontana dai massimi e l’appetito per il rischio è tiepido, gli asset più speculativi, come i memecoin da pochi milioni di capitalizzazione, sono i primi a soffrire e gli ultimi a recuperare.
C’è una lezione pratica in quell’episodio del 2025, utile a chiunque guardi oggi a MIM o a qualsiasi altra Rune. Comprare sull’onda di una voce di quotazione, come fu la lettura speculativa del post «Rune June», significa entrare quando il prezzo ha già scontato l’ottimismo e uscire, nella migliore delle ipotesi, insieme a tutti gli altri. In un mercato dove pochi scambi muovono l’intero grafico, la differenza tra il 417% di guadagno teorico e il 79% di perdita reale è spesso solo questione di tempismo, e il tempismo, contro operatori più rapidi e informati, è il vantaggio che il piccolo investitore quasi mai possiede.
Kraken, il mago e la scommessa del marchio
La quotazione su Kraken è il fatto più rilevante nella vita recente di MIM. Il token è arrivato sulla borsa nell’agosto 2025, con l’accesso esteso a Canada ed Europa a settembre. Per un memecoin nato come inscrizione su Bitcoin, approdare su un exchange centralizzato di quel calibro significa rampe di accesso in valuta fiat, custodia gestita e un bollino di legittimità che pochissime Rune hanno ottenuto.
La tesi implicita della scommessa su MIM è che il suo fossato difensivo non sia tecnologico ma simbolico. Non c’è nulla, nel codice, che MIM faccia e DOG no. Quello che MIM ha è un marchio con tredici anni di riconoscibilità alle spalle, e la scelta di Kraken di raccontarlo proprio così, attraverso la storia del 2013, conferma che il valore percepito sta lì. È una scommessa coerente con la logica dei memecoin, dove la cultura è il prodotto. Ma è anche fragile: un marchio vive di attenzione, e l’attenzione, nei mercati crypto, ruota in fretta da un meme all’altro. Un fossato fatto di nostalgia non si difende da solo.
Dove si scambia e perché resta illiquido
Nonostante la quotazione su Kraken, MIM resta un asset sottile. I luoghi di scambio principali, secondo CoinGecko, sono proprio Kraken sul fronte centralizzato e alcune piattaforme decentralizzate su Solana, come Meteora e Orca; sul versante Bitcoin le Rune passano dai marketplace specializzati come UniSat, OKX e Xverse. Eppure il volume di scambi delle ultime 24 ore è di appena 17 mila dollari circa, una cifra irrisoria per un token da 12 milioni di capitalizzazione.
La ragione è strutturale. Su Bitcoin le Rune si scambiano tramite PSBT, cioè transazioni parzialmente firmate che vengono composte e regolate direttamente sulla catena, senza un libro ordini fuori catena né leva nativa. La liquidità, in pratica, è una pila di offerte firmate: robusta nella custodia (nessuno tiene i vostri fondi), ma sottile per costruzione. Se a questo si aggiunge la frammentazione tra Bitcoin e Solana, si capisce perché anche la seconda Rune del mercato possa muoversi con pochi scambi. Per un risparmiatore italiano la conseguenza pratica è semplice: lo scarto tra prezzo di acquisto e di vendita può essere ampio, e disinvestire una posizione grande senza muovere il prezzo è tutt’altro che scontato.
MIM, DOG e UNCOMMON•GOODS: tre modi di essere Rune
Per inquadrare MIM conviene metterlo accanto alle altre due Rune che contano davvero, perché rappresentano tre filosofie diverse di nascita. DOG•GO•TO•THE•MOON è il leader incontrastato, con circa 84 milioni di euro (94,6 milioni di dollari) di capitalizzazione e una quota intorno all’80% del settore. È nato da un airdrop: la distribuzione Runestone, pensata da Leonidas per i primi utenti di Ordinals, è stata poi usata per assegnare DOG in modo totalmente equo. Il suo identificativo è 840000:3, l’offerta è di 100 miliardi di token, e vive su Bitcoin, Solana e StarkNet, con un massimo storico di 0,009924 dollari toccato nel dicembre 2024.
MAGIC•INTERNET•MONEY è la runner-up e incarna un’altra idea: non un airdrop, ma la rinascita on-chain di un meme preesistente. UNCOMMON•GOODS, infine, è la Rune genesi, l’identificativo 840000:0, coniata da Rodarmor in persona come primissima Rune e hardcodata nel protocollo. Nata come conio aperto e gratuito pensato per durare circa quattro anni dopo l’halving, senza premine né team, è un artefatto del protocollo più che un progetto, come ricordano le cronache dell’epoca su Protos. Oggi capitalizza circa 2,3 milioni di euro (2,59 milioni di dollari). Tre origini, un solo denominatore comune: il lancio equo.
| Caratteristica | MAGIC•INTERNET•MONEY | DOG•GO•TO•THE•MOON | UNCOMMON•GOODS |
|---|---|---|---|
| Rune ID | 840000:45 | 840000:3 | 840000:0 |
| Origine | Meme Reddit 2013 (ex BRC-20) | Airdrop Runestone agli utenti Ordinals | Rune genesi, coniata da Rodarmor |
| Distribuzione | Lancio equo, nessun team | Airdrop 100% equo | Conio aperto e gratuito (circa 4 anni) |
| Offerta | 21 miliardi | 100 miliardi | Aperta (coniata nel tempo) |
| Reti | Bitcoin, Solana | Bitcoin, Solana, StarkNet | Bitcoin |
| Capitalizzazione | circa 12,1 mln $ | circa 94,6 mln $ | circa 2,6 mln $ |
| Quota settore | circa 10% | circa 80% | circa 2% |
La legge di potenza delle Rune
Il fatto che MIM sia secondo va pesato. In un mercato normale essere il numero due significa contendere la leadership. Qui no. DOG da solo vale circa quattro volte tutte le altre Rune messe insieme. MIM, pur secondo, pesa circa un decimo del settore, e tutto il resto, da Pups a UNCOMMON•GOODS, da Billy a LOBO•THE•WOLF•PUP fino alla Rune di Liquidium, somma appena una ventina di milioni di dollari, circa un quinto della categoria. È una legge di potenza spietata: una vincitrice, una comprimaria, e una lunga coda di token che per lo più scambiano sotto il prezzo di conio o non scambiano affatto, le cosiddette ghost runes.
Questa concentrazione va letta insieme al divario tra attività e prezzo. Il revival di traffico del giugno 2026 ha dimostrato che la gente continua a coniare e spostare Rune, ma quel traffico non si è tradotto in apprezzamento del prezzo, perché conio e domanda di investimento sono due cose diverse. E oggi il mercato è quieto: le commissioni di Bitcoin sono al pavimento, 1 sat per vByte su tutte le fasce, con un mempool semivuoto, come mostra mempool.space. Poca domanda di spazio di blocco significa anche pochi ricavi da fee per i miner, un tema che si intreccia con il modo in cui l’hashrate è diventato una classe di attivo e con la salute di lungo periodo del budget di sicurezza di Bitcoin. Per MIM, tutto ciò vuol dire che la sua posizione di secondo è reale ma relativa: è il più grande dei piccoli, in un settore che nel complesso resta minuscolo.
A che serve una Rune meme? L’ipotesi BTCfi
La domanda più onesta su MIM è: a cosa serve? Un memecoin, per definizione, non promette flussi di cassa né utilità dichiarata; CoinGecko lo descrive senza giri di parole come privo di uno scopo pratico. L’unico percorso verso un’utilità concreta passa dalla finanza nativa di Bitcoin, la cosiddetta BTCfi. Qui il protagonista è Liquidium, piattaforma di prestito peer-to-peer che accetta Rune e Ordinals come collaterale, con regolamento non custodiale basato su PSBT e contratti DLC, e che ha introdotto anche uno staking liquido (da LIQ a sLIQ) per restituire parte dei ricavi ai depositanti. In teoria qualunque Rune con abbastanza liquidità può diventare collaterale per un prestito in bitcoin; in pratica la liquidità sottile di MIM ne limita l’uso, mentre il collaterale dominante resta DOG.
L’altra frontiera è la programmabilità. Progetti come Alkanes, gli smart contract WASM di Oyl Corp costruiti sopra le Rune, provano a portare su Bitcoin logiche da finanza decentralizzata. Il loro co-fondatore e CEO Alec Taggart ha sintetizzato la filosofia a Decrypt: «Bitcoin doesn’t need to imitate Ethereum to evolve. It’s a native system built for those who believe Bitcoin is enough» (Bitcoin non deve imitare Ethereum per evolversi; è un sistema nativo pensato per chi crede che Bitcoin basti). È una visione affascinante, ma con un asterisco: molte di queste architetture eseguono la logica fuori catena, affidandosi a un indexer, con i presupposti di fiducia che ne derivano. In più, costruire mercati conformi attorno a questi asset apre il problema del rispetto delle regole, come mostra il dibattito sulla DeFi conforme tra whitelist e privacy. Per ora l’utilità di una Rune come MIM resta più promessa che realtà.
Conviene anche dare una scala al fenomeno, per non sopravvalutarlo. La BTCfi nel suo complesso resta piccola: il valore totale bloccato ha toccato un picco di circa 9 miliardi di dollari nell’ottobre 2025 ed è oggi una frazione di quella cifra, secondo la ricerca di Spark. La quota di bitcoin impiegata nella finanza decentralizzata si misura in frazioni di punto percentuale della moneta circolante, contro percentuali a doppia cifra per Ethereum. Tradotto per MIM: anche nello scenario più generoso in cui una Rune meme diventi collaterale utile, il bacino di capitale a cui attingere è sottile, e la domanda di prestito contro token volatili resta di nicchia.
Perché quasi tutte le Rune falliscono
Conviene dire a chiare lettere il caso ribassista, perché vale per MIM come per l’intera categoria. La maggioranza delle Rune non vale più nulla: scambiano sotto il prezzo di conio, quando scambiano, e la loro vita si misura in settimane. Non hanno flussi di cassa, non hanno un prodotto, non hanno un fossato. Hanno una narrazione, e una narrazione non si difende dalla rotazione dell’attenzione verso il meme successivo.
Il parallelo utile è con altri esperimenti in cui la storia prometteva più dei conti. L’autopsia dei conti di un fondo IA on-chain ha mostrato quanto velocemente una tesi brillante possa scontrarsi con l’opacità dei numeri reali. MIM porta lo stesso rischio in forma pura: il suo valore è interamente narrativo, e la parabola del giugno 2025, con un crollo del 79% in un solo movimento, dimostra quanto in fretta la narrazione possa dimezzarsi. C’è anche un bias di sopravvivenza da cui diffidare: parliamo di MIM perché è sopravvissuto, ma migliaia di Rune coetanee sono semplicemente scomparse, e non le ricorda nessuno. Il fatto che il mago sia ancora in piedi non garantisce che resti in piedi.
Regole: SEC, MiCA e il ruolo di Consob
Dal punto di vista normativo, un memecoin come MIM vive in una zona relativamente chiara. Negli Stati Uniti, lo staff della SEC ha pubblicato il 27 febbraio 2025 una dichiarazione secondo cui i meme coin, in generale, non sono titoli ai sensi della legge federale, perché non rappresentano un investimento in un’impresa comune con aspettativa di profitto dal lavoro altrui (SEC). Per un token come MIM, privo di emittente e di promesse, la conseguenza è che difficilmente ricade nella definizione di security.
In Europa la logica di MiCA è diversa ma porta a un esito curioso. Il regolamento disciplina i fornitori di servizi (gli exchange) e gli emittenti, non il protocollo in sé. Il problema è che una Rune nata da un meme non ha un emittente che possa pubblicare il white paper richiesto da MiCA: non c’è una società dietro MIM. Questo crea attrito proprio per le borse che vorrebbero offrirlo al dettaglio nell’Unione, perché manca il soggetto obbligato agli adempimenti. MIM, va detto, non è una stablecoin, quindi non ricade nei regimi ART ed EMT: resta una cripto-attività ordinaria.
In Italia la competenza è ripartita tra Consob, per la condotta di mercato e la tutela dell’investitore, e Banca d’Italia, per gli aspetti prudenziali e sulle stablecoin, secondo il decreto di attuazione di MiCA (il D.lgs. 129/2024). I derivati su cripto, come futures e perpetual, restano invece sotto la MiFID II e la vigilanza di Consob, non sotto MiCA. Per chi compra MIM allo sportello di un exchange, tutto questo significa una cosa pratica: le tutele dipendono dalla conformità del fornitore, non dal token, che resta un asset speculativo a tutti gli effetti.
Fisco italiano: l’imposta sostitutiva al 33%
Sul piano fiscale, per un residente italiano la questione è netta. Dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze su cripto-attività scontano un’imposta sostitutiva del 33%, con l’abolizione della vecchia franchigia da 2.000 euro e il principio per cui anche la permuta tra due cripto diverse costituisce un realizzo fiscalmente rilevante (Baldi & Partners). L’aliquota ridotta del 26% è riservata alle sole stablecoin EMT in euro conformi a MiCA, che MIM non è.
Tradotto per chi detiene MIM: ogni vendita, ma anche ogni scambio da MIM a bitcoin o a un’altra Rune, è un evento potenzialmente tassabile al 33% sulla plusvalenza, e va tracciato con cura ai fini della dichiarazione, incluso il monitoraggio patrimoniale. Il tentativo di riportare l’aliquota al 26% non ha trovato spazio nell’ultima legge di bilancio, come abbiamo raccontato analizzando la Manovra 2027 senza il taglio al 26%. La morale è coerente con tutto il resto: MIM è una scommessa sul folklore di Bitcoin, e come ogni scommessa va affrontata conoscendo prima le regole, i costi fiscali e il rischio reale di perdere l’intero capitale.
Domande frequenti
Che cos’è Magic Internet Money (MIM)?
Magic Internet Money è un memecoin nativo di Bitcoin basato sul protocollo Runes. Nasce dal celebre meme del mago comparso su Reddit nel 2013 ed è oggi la seconda Rune per capitalizzazione, intorno ai 12 milioni di dollari. Ha un lancio equo, 21 miliardi di token interamente in circolazione e nessuna allocazione al team.
Magic Internet Money è la stessa cosa della stablecoin MIM di Abracadabra?
No. La Rune Magic Internet Money è un memecoin su Bitcoin e Solana, senza utilità dichiarata. La stablecoin MIM di Abracadabra.money è invece un asset collateralizzato agganciato al dollaro su Ethereum e altre reti EVM. Condividono solo la sigla MIM e non hanno alcun legame tra loro.
Dove si compra Magic Internet Money (MIM)?
MIM si trova sull’exchange centralizzato Kraken, che lo ha quotato nel 2025, e su alcune piattaforme decentralizzate di Solana come Meteora e Orca. Sul versante Bitcoin le Rune si scambiano tramite marketplace specializzati come UniSat, OKX e Xverse. La liquidità resta però sottile, con volumi giornalieri molto bassi.
Quanti token MIM esistono?
Esistono 21 miliardi di token MIM, tutti già in circolazione, senza allocazioni al team né sblocchi futuri. Il numero è un richiamo ai 21 milioni di bitcoin moltiplicati per mille. La quota non migrata dal vecchio formato BRC-20 è stata inviata nel 2025 al wallet di Satoshi, togliendola di fatto dalla circolazione.
Le Rune come MIM sono tassate in Italia?
Sì. Dal 1 gennaio 2026 le plusvalenze su cripto-attività come le Rune scontano in Italia un’imposta sostitutiva del 33%, senza più la franchigia da 2.000 euro. L’aliquota del 26% resta solo per le stablecoin EMT in euro conformi a MiCA. Anche lo scambio tra una cripto e un’altra, per esempio da MIM a bitcoin, è considerato un realizzo e va dichiarato.
Marcus Okafor è senior editor di HOGE Wire e segue Bitcoin, le Rune e la cultura on-chain.